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sabato 25 gennaio 2020

Lo Sapevate Che: Gli 81 anni del Signor G., quanto ci manca Giorgio Gaber


Nato a Milano il 25 gennaio 1939 e morto la notte di capodanno del 2003, Gaber è stato uno dei più importanti cantautori italiani. Con il suo teatro - canzone ha cambiato il modo di fare musica negli anni Settanta

Oggi il signor G. avrebbe 80 anni. Giorgio Gaberscik, questo il suo vero nome, è nato a Milano il 25 gennaio 1939 in una famiglia della piccola borghesia. Da ragazzo aveva imparato a suonare la chitarra sul modello dei jazzisti che amava, si era fatto le ossa nei club e nelle balere milanesi con Celentano, Jannacci, Tenco. Nel 1957 era stato persino in tournée con Celentano in Germania, prima di diplomarsi ragioniere e poi iscriversi all'Università Bocconi, nel mezzo un'estate in giro per l'Italia con un trio basso-chitarra-pianoforte con Tenco, sperimentando per la prima volta le sue doti di cantante.


Nel '59 Gaber forma con Enzo Jannacci un duo, I Due Corsari, che debutta con il 45 giri 24 ore/Ehi! Stella e l'anno dopo Una fetta di limone. Il successo arriva negli anni Sessanta, quando inizia il sodalizio con lo scrittore Umberto Simonetta, Gaber scrive la musica, Simonetta le parole. In questo decennio partecipa quattro volte al festival di Sanremo con Benzina e cerini  in coppia con Maria Monti da cui nascerà la figlia Dalia, Così felice, nel '66 con uno dei suoi successi più grandi, Mai, mai, mai, ... E allora dài!; in coppia con Remo Germani. Alla fine di quel decennio avviene la rivoluzione perché come raccontava: "Andavo alla televisione, cantavo una canzone, facevo un bell'inchino. Poi mi guardavo e mi facevo schifo".


Il 6 ottobre 1970 convoca amici e giornalisti negli studi Regson di Milano ed esegue dal vivo la prima stesura di uno spettacolo intitolato Il signor G.: è nato il teatro - canzone grazie anche all'incontro con Sandro Luporini, che diventa il suo alter ego. Seguono altri spettacoli, Dialogo tra un impegnato e un non soFar finta di essere sani, e brani diventati classici come Lo shampoo e La libertà. Negli anni il pubblico per il suo teatro - canzone cresce. A metà degli anni Settanta una nuova sterzata. "Fino al 1976 ho trovato molti stimoli - racconterà lo stesso "cantattore" - poi il resto mi è sembrato una ripetizione". La reazione è del 1980: Io se fossi Dio, un'invettiva di 14 minuti scritta dopo l'uccisione di Aldo Moro ma che le case discografiche avevano avuto paura di pubblicare.


Con Guccini e Battiato nell'81 partecipa a un concerto di raccolta fondi per Lotta continua, ma nel corso degli anni Ottanta la distanza con la politica si fa sempre più grande e lo fa giungere alla dichiarazione di Qualcuno era comunista. "Sì, qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come, più di sé stesso. Era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall'altra, il senso di appartenenza a una razza, che voleva spiccare il volo, per cambiare veramente la vita. No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali, senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici. E ora? Anche ora, ci si sente come in due. Da una parte l'uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall'altra, il gabbiano senza più neanche l'intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito. Due miserie in un corpo solo".

È una canzone che lo libera e gli permette di sganciarsi da qualunque affiliazione politica dandogli nuova spinta creativa, negli ultimi anni della sua carriera scrive quindi gli ultimi capolavori, canzoni come Destra - sinistra, Canzone della non appartenenza, Il conformista. Gaber muore la notte di capodanno del 2003, dopo una lunga malattia, lascia la moglie Ombretta Colli e la figlia Dalia. Quello stesso anno esce il suo ultimo album Io non mi sento italiano, una sorta di testamento in cui in qualche modo si ribalta la tesi del titolo e che testimonia il suo valore di artista nella storia della musica e canzone italiana. "Io non mi sento italiano. Ma per fortuna o purtroppo lo sono". https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2019/01/25/news/gli_80_anni_di_mister_g_quanto_ci_manca_giorgio_gaber-217420775/

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