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venerdì 5 febbraio 2021

Lo Sapevate Che: William Burroughs, personaggio chiave della beat generation, è stato uno degli scrittori più originali della controcultura americana degli anni Cinquanta e Sessanta


Un uomo può fallire molte volte, ma non diventa un fallimento finché non comincia a dar la colpa a qualcun altro.William S. Burroughs

 

 

Tutto è permesso

William Seward Burroughs, il "drogato omosessuale pecora nera di buona famiglia", lo sperimentatore di ogni sostanza stupefacente esistente sulla faccia della terra, il padre spirituale riconosciuto della beat generation, nasce il 5 febbraio 1914 a St. Louis, Missouri.

Rampollo di una ricca famiglia conosciuta in tutto il mondo per la produzione di macchine calcolatrici, si laureò ad Harward, una ben singolare e "conformistica" laurea per uno degli artisti più trasgressivi del Novecento. Animale letterario con pulsioni omosessuali, una forte attrazione verso le pistole ed il crimine, unite ad una naturale inclinazione ad abbattere tutte le regole, Burroughs non sembrava proprio strutturato per conformarsi ad una società che lui riteneva troppo "normale". I suoi genitori, tuttavia, sembrarono accettare lo stravagante stile di vita del figlio, e dopo la laurea appunto, continuarono inizialmente a supportarlo finanziariamente, seppur di malavoglia, nella continua ed incessante sperimentazione dei più svariati e allucinati stili di vita.

Tutta l'opera letteraria di Burroughs si basa sulla sua triplice esperienza di intossicazione, omosessualità e esilio. La sessualità in generale è il punto di partenza delle sue esplorazioni, a partire dalle teorie di liberazione sessuale di Willelm Reich, un punto importante che ne nutrirà le mitologie letterarie. Prima di diventare scrittore, e dopo aver perso il supporto familiare, Burroughs non si fa mancare il classico itinerario da scrittore maledetto: lavora come barista, operaio, detective privato, reporter e pubblicitario a New York (dove fra l'altro ha modo anche di unirsi al mondo sommerso della criminalità cittadina).

Nel 1943 conosce Allen Ginsberg (il celebre poeta, simbolo per antonomasia della beat generation), allora studente del Columbia College, che per il suo parlare così ampiamente erudito lo classificò come "intellettuale aristocratico", mentre Kerouac, l'altra icona dei figli dei fiori, capì subito il genio che si celava in Burroughs.

Lo scrittore in erba divenne dunque per Kerouac e Ginsberg l'anziano e saggio maestro, conoscitore delle droghe e dei diversi risvolti della vita criminale, oltre che gran visionario intellettuale e critico sociale. Ad un certo momento si sposò addirittura con Joan Vollmer (malgrado le sue propensioni omosessuali e il lungo flirt con Ginsberg stesso), ed i due partirono verso luoghi più ospitali di New York per la vita da tossicodipendenti, finendo a Città del Messico dove scrisse "Junky", il suo primo romanzo. Purtroppo, però, quello è un periodo tragico, segnato da eccessi di ogni tipo. Un episodio lo fa capire molto bene. Cercando di mostrare ad alcuni amici la sua abilità con la pistola, imita con esiti sfortunati l'impresa di Guglielmo Tell, uccidendo la moglie sul colpo. Il loro figlio va dunque a vivere con i genitori di lui, mentre lo scrittore comincia a girare il mondo, vagando dal Sud America fino a Tangeri.

Kerouac e Ginsberg lo vanno a trovare proprio nella città marocchina e lo trovano fra migliaia di fogli scritti, del tutto sconnessi fra di loro: riuniti quei frammenti, prende corpo "Pasto Nudo" (Naked Lunch), poi pubblicato nel 1958 (1964 in Italia).

In realtà, Burroughs non fece altro che inventare il famoso "cut-up", una tecnica che rappresenta una specie di montaggio casuale tra i testi, la cui provenienza può essere la più disparata. Il libro presenta infatti una trama spezzata, stravolta da incisi, digressioni e flashback. Nel suo intento, questo modo di operare avrebbe dovuto proteggerlo dai luoghi comuni, di cui la letteratura dell'epoca sovrabbondava (sempre secondo Burroughs), e dall'eccessivo razionalismo. La stessa idea, ma funzionò molto meno, Burroughs la trasferì nella pittura: sparava barattoli di vernice contro tele immacolate. "Pasto Nudo", ad ogni modo, trasformò di fatto Burroughs in una celebrità, dando vita a quel culto che è ben alimentato ancora oggi in ogni parte del mondo, soprattutto fra le culture underground e rock.

Inoltre, per capire il livello di devianza che presentano i libri di Burroughs, basti dire che David Cronenberg ha tratto da "Pasto Nudo" una controversa pellicola dall'omonimo titolo ("Il pasto nudo", 1991).

A questo suo principale romanzo seguirono processi per oscenità che, fortunatamente, si conclusero bene per lo scrittore. Egli passò un periodo vivendo a Parigi con lo scrittore-poeta Brian Gysin; qui Burroughs proseguì nell'esplorazione del metodo compositivo del "cut-up". I risultati sono "The Soft Machine", "The Ticket That Exploded" e "Nova Express". Il suo libro più recente è "My Education: A Book of Dream", pubblicato nel 1994.

William Burroughs, a discapito della vita folle e travagliata che lo ha visto protagonista, ha fatto una fine fra le più normali che si possano immaginare. E' morto il 4 agosto 1997 nel Memorial Hospital di Lawrence (Kansas) per un attacco cardiaco all'età di 83 anni.

Bibliografia essenziale di William Burroughs

Pasto nudo, Adelphi, 2001 - La scimmia sulla schiena, Rizzoli, 1998 - Checca, Adelphi, 1998 - Città della notte rossa, Arcana, 1997 - La febbre del ragno rosso, Adelphi, 1996 - Il gatto in noi, Adelphi, 1995 - Scrittura creativa, SugarCo, 1994 - Terre occidentali , SugarCo, 1994 - La morbida macchina, SugarCo, 1994 - Interzona, SugarCo, 1994 - Lettere dello Yage, SugarCo, 1994 - Sterminatore!, SugarCo, 1994 - Nova Express, SugarCo, 1994 - Strade morte, SugarCo, 1994 - Diverso, SugarCo, 1994 - Porto dei santi, SugarCo, 1994 - È arrivato Ah Pook, SugarCo, 1994 - Le ultime parole di Dutch Schultz, SugarCo, 1994 - Il biglietto che è esploso, SugarCo, 1994

su William Burroughs:

Conrad Knickerbocker, Intervista con William Burroughs. Introduzione di Gino Castaldo, minimum fax, 1998 - R. Scelsi (a cura di), William Burroughs - Brion Gysin, Shake, 1997

https://biografieonline.it/biografia-william-burroughs

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