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mercoledì 3 febbraio 2021

Lo Sapevate Che: Ferzan Ozpetek, il regista delle diversità che scompagnano l’esistenza tranquilla e conformista dei suoi personaggi, che scoprono a verità dei propri sentimenti


Sul set seguo soprattutto l'istinto e l'emozione, non mi preoccupo più di tanto di ricordare qualcosa o qualcuno.Ferzan Ozpetek

 

Turchia Italia, andate e ritorni

Il regista e sceneggiatore Ferzan Ozpetek nasce a Istanbul (Turchia) il 3 febbraio 1959. Vive e lavora da lungo tempo in Italia tanto che si considera a tutti gli effetti un regista italiano. Arriva a Roma nel 1978 a soli 19 anni per studiare Storia del cinema all'Università La Sapienza; completa la sua formazione frequentando corsi di storia dell'arte e del costume all'Accademia Navona e corsi di regia all'Accademia d'Arte drammatica Silvio D'Amico. Per curiosità vale la pena di ricordare che, proprio durante questi anni, Ozpetek dipinge la "Fata ignorante", il quadro che appare nel suo film omonimo, circa venti anni dopo.

Oltre a studiare, riesce anche ad entrare nel mondo del cinema italiano. Trova il suo primo piccolo ruolo sul set di "Scusate il ritardo" nel 1982, dove portava té e biscotti a Massimo Troisi tutti i pomeriggi. In seguito arrivano anche incarichi più importanti e Ozpetek lavora come assistente e aiuto regista con Maurizio Ponzi, Lamberto Bava, Ricky Tognazzi e Marco Risi. È stato proprio quest'ultimo ad offrirgli una possibilità "imperdibile" quando, nel 1997, lo aiuta a produrre "Il bagno turco" con la sua casa di produzione, la Sorpasso Film.

Il primo film di Ferzan Ozpetek risulta un debutto salutato con successo dalla critica e anche dal pubblico. "Hamam" è un vero e proprio omaggio alla Turchia, la terra d'origine del regista, in cui la cultura turca viene presentata attraverso gli occhi di un giovane architetto di Roma. Ovviamente, non è solo coincidenza che proprio il suo primo film narra la storia di un outsider, di un uomo che arriva dall'Italia a Istanbul e viene incantato dalla cultura esotica ed eccitante del paese. Si deve aggiungere che nella storia del protagonista, alla scoperta di un mondo lontano viene associata anche la scoperta di sé stesso e di un amore omosessuale.

Due anni dopo, nel 1999, esce "Harem suaré", il primo film prodotto in collaborazione con Tilde Corsi e Gianni Romoli. Questo lavoro rappresenta l'inizio di una serie molto fertile di produzioni cinematografiche e di successi, sia per la casa di produzione che per Gianni Romoli produttore e anche co-sceneggiatore di tutti i successivi film di Ozpetek. "Harem suaré" presenta la caduta dell'impero ottomano attraverso la storia dell'ultimo harem imperiale. Anche questa pellicola è dedicata interamente alla Turchia, e anche in questa opera si vedono punti di collegamento tra la cultura turca e quella italiana, in quanto la protagonista è appassionata delle opere liriche italiane. L'attrice turca Serra Yilmaz, che ormai è diventata l'attrice simbolo di Ozpetek appare per la prima volta volta proprio in "Harem suaré".

Nel 2001, con l'uscita di "Le fate ignoranti", Ozpetek prende una nuova direzione e lascia la Turchia, spostando la storia in Italia, più precisamente nella Roma contemporanea. Il tema centrale non sembra molto facile a prima vista, dato che nel film si tratta dell'incontro di una donna con l'amante omosessuale di suo marito appena morto in un incidente.

L'incontro con "le fate" cambia la vita della protagonista. Le fate sono un gruppo di amici, nella maggior parte omosessuali, che formano una specie di comunità che vive in un unico palazzo di periferia, una specie di "isola"; quando la protagonista scopre un aspetto nuovo della personalità del marito, questo fatto lenisce in parte il dolore che lei sente per la sua morte.

La pellicola è considerata uno dei capolavori di Ozpetek, ed è stata premiata con il Nastro d'argento nel 2001 con riconoscimenti per il miglior produttore (Tilde Corsi), la miglior attrice (Margherita Buy) e il miglior attore protagonista (Stefano Accorsi).

L'altro film che si considera spesso un capolavoro è uscito nel 2003 con il titolo "La finestra di fronte". Anche qui, la protagonista, imprigionata nell'esistenza monotona tra un matrimonio poco soddisfacente e un lavoro in cui perde la propria personalità, è alla ricerca del suo vero "Sé". Il coprotagonista è un uomo vecchio, "trovato" per strada, privo di memoria; durante il film si scopre pian piano che nasconde in sé il ricordo di un omicidio e di una decisione di sessanta anni prima. I due protagonisti si conosceranno attraverso una passione condivisa: la pasticceria. Dal loro incontro e dal loro lavoro, nasceranno dei dolci che sono veri e propri inni alla vita.

Nel 2005 è stato presentato "Cuore sacro", il film che divide fortemente sia la critica, sia il pubblico. La storia presenta la metamorfosi e la "redenzione" di una giovane imprenditrice che, a poco a poco, viene presa da una "follia religiosa".

Il parallelo con "Europa 51" di Roberto Rossellini è inevitabile, tuttavia, come si legge anche nelle critiche, il risultato è molto meno soddisfacente. La citazione della conversione di San Francesco non è assolutamente attendibile in quell'ambiente e in quel contesto, così come anche la rappresentazione della Pietà di Michelangelo risulta una esagerazione. Insomma, anche i critici sembrano essere d'accordo nel fatto che "Cuore sacro" è un film nato con l'esigenza di una chiamata artistica, ma che, purtroppo, l'opera non riesce a soddisfare.

Nel 2007 Ozpetek realizza "Saturno contro". Si tratta di uno spettacolo corale, a prima vista molto simile a "Le fate ignoranti". Infatti, anche qui si tratta di un gruppo di amici, che invece, non sono niente affatto ignoranti.

Sono tutti più o meno quarantenni, di successo, borghesi, che si trovano "a fare i conti alla soglia della maturità con la necessità di riscoprire il senso del gruppo in un momento come quello attuale in cui la crisi economica, lo spettro delle nuove malattie e il terrorismo internazionale hanno reso il senso della vita più precario e più fragile" (www.saturnocontro.com).

Qui, il tema centrale è la separazione, sia nell'amicizia che nell'amore, in un gruppo basato su legami di amicizia molto stretti e di lunga data, che presentano segni di stanchezza dovuta all'abitudine.

Dopo il successo ottenuto solo in parte dal film precedente, con "Saturno contro", Ozpetek sembra riprendere la maniera tanto caratteristica delle sue pellicole. Parla sempre di problemi e fenomeni controversi della società contemporanea, non soltanto dell'omosessualità.

Ozpetek, nei suoi film, riesce a presentare rapporti umani quotidiani che, allo stesso tempo, sono molto speciali. Una vedova che entra in relazione con l'uomo che è stato l'amante di suo marito, o la scomparsa improvvisa di un uomo, dalla rete di amicizie di un gruppo, che si potrebbe definire quasi una famiglia allargata.

Le esperienze descritte da Ozpetek sono in un certo senso autobiografiche, infatti, abbiamo a che fare con un uomo arrivato da lontano che ormai si è italianizzato ma non dimentica le sue radici turche.

Vivere e sopravvivere, ricercando noi stesssi, questo è il tema che ritorna sempre nelle opere di Ozpetek. E tutto questo avviene con una spettacolarità e passione che rendono tutti questi film unici e inimitabilmente "ozpetekiani".

Nel 2008 è in concorso al Festival del Cinema di Venezia dove presenta "Un giorno perfetto", adattamento cinematografico del romanzo di Melania Gaia Mazzucco, che vede protagonisti gli attori Isabella Ferrari e Valerio Mastandrea. L'anno successivo dirige a Lecce "Mine vaganti", il suo primo film girato fuori Roma. Il lavoro esce a marzo del 2010: nel cast vi sono Riccardo ScamarcioAlessandro Preziosi e Nicole Grimaudo.

Ferzan Ozpetek negli anni 2010

La città di Lecce gli conferisce la cittadinanza onoraria nel maggio del 2010. Nel 2011, grazie a "Mine vaganti" riceve il Premio Mario Monicelli per la migliore regia, il Premio Tonino Guerra per il miglior soggetto e il Premio Suso Cecchi D'Amico per la miglior sceneggiatura.

Alla fine del mese di aprile del 2011 debutta come regista teatrale con l'opera lirica Aida, di Giuseppe Verdi, diretta in musica dal maestro Zubin Mehta; le scenografie sono del premio Oscar Dante Ferretti.

L'anno seguente, nel 2012, strong>Ferzan Ozpetek cura la regia de La traviata, opera inaugurale della stagione lirica del Teatro San Carlo a Napoli.

All'inizio del mese di novembre del 2013 viene pubblicato il suo primo romanzo. Il titolo è "Rosso Istanbul": si tratta di un romanzo autobiografico incentrato sul rapporto tra l'autore e la madre.

Torna alla regia cinematografica nella primavera del 2014 quando esce nelle sale italiane il suo decimo film: "Allacciate le cinture". In questa opera corale in cui si mescolano dramma e commedia, troviamo Kasia Smutniak, Francesco Arca e Filippo Scicchitano

Tre anni più tardi, nel mese di marzo 2017, esce nelle sale italiane e turche "Rosso Istanbul", film basato sul suo romanzo. Il film è girato a Istanbul - 16 anni dopo "Harem Suare" - con un cast composto interamente da attori turchi. Sempre a Istanbul Ferzan Ozpetek gira un videoclip musicale: si tratta del brano "È l'amore", di Mina e Adriano Celentano, incluso nell'album "Le migliori".

Alla fine del 2017 esce al cinema il suo film "Napoli velata".

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