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giovedì 12 febbraio 2015

Lo Sapevate Che: Ma Alexis ha alcuni assi nella manica...



I prossimi passi di Alexis Tsipras non saranno semplici. E non che ci volesse la nota inviata al neo ministro dalla cancellieri Merkel per saperlo. Il prossimo 28 febbraio scadrà il programma di salvataggio. Senza un suo rinnovo la Grecia potrebbe ancora una volta trovarsi sull’orlo della bancarotta. Nei corridoi di Bruxelles si parla di una rinegoziazione della scadenza del debito e di un taglio ai tassi di interesse. Ma la partita deve ancora essere giocata. A giudicare dalla scelta di alcuni giocatori Tsipras si è dimostrato un allenatore scaltro. Innanzitutto ad un’alleanza più affine ma molto complicata ha scelto in tempi record quella con un populista di destra, Panos Kammenos, con cui all’esterno del Parlamento non berrebbe nemmeno un bicchiere di raki, ma che all’interno probabilmente un governo stabile. La contropartita? Un ministero, quello della Difesa, che Kammenos desidera da tempo, e che tra l’altro Tsipras non avrebbe saputo gestire con i suoi. Nei giorni precedenti le elezioni gli anarchici di Exarchia avevano scommesso che Syirza non ce l’avrebbe mai fatta a controllare le forze di polizie e che alla prima battaglia urbana il partito sarebbe stato travolto dalle proteste. In poche ore hanno dovuto ricredersi. Seconda scelta vincente: quella che è tuttora considerata la mina vagante del partito, l’euroscettico e insofferente Panaglotis Lafazanis, è stata disinnescata con il ministero dello Sviluppo e dell’Ambiente dove potrà mettere alla prova le sue tesi di estrema sinistra. Infine, al ministero delle Finanze – sorpresa, sorpresa – non c’è Che Guevara ma Yanis Varoufakis, professore insieme a James Galbralth all’Università del Texas ad Austin e raffinato blogger amato dai giornalisti per le sue spiegazioni cristalline. Tra i primi a non ritenere sostenibile il debito greco (sua la definizione delle misure di austerità come di “waterboarding fiscale”, Varoufalds non ha mai creduto però che l’uscita dall’euro fosse la soluzione ai guai greci. Al contrario, sono anni che elabora piani su come alleviare la crisi europea. Ora avrà la possibilità di metterli in pratica insieme a Yannis Dragasakis, altro economista, ora vice primo ministro greco con delega alle trattative con Bruxelles.
F.B.  Primo Piano – L’Espresso – 5 febbraio 2015 –

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