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martedì 17 febbraio 2015

Lo Sapevate Che: L'èra in cui il denaro è sempre più importante, ma fuori controllo...



L’idea che il denaro sia “lo sterco del diavolo” è di sicuro antistorica e ormai ridicola, ma è inquietante come i soldi siano diventati in pochi decenni la misura di ogni cosa, l’unico valore universale riconosciuto. Si parla molto di finanziarizzazione della vita quotidiana. E’ diventato banale dire che viviamo in un mondo di consumatori, dove il valore che ha segnato la formazione di tante generazioni, il lavoro, è del tutto svalutato. Fino agli anni Settanta e ancora Ottanta la ricchezza estrema era circondata dal discredito, quasi condannata. Oggi accade il contrario, la povertà è diventata una colpa inemendabile, ma non si direbbe che il capitalismo o il mercato funzionino oggi meglio di allora. D’altronde aver avuto alla guida dell’Italia l’uomo più ricco del Paese ha guarda caso coinciso con il peggior periodo di declino economico dal dopoguerra. Il denaro è diventato anche la misura di ogni valore culturale o artistico. Un capolavoro del cinema o un romanzo meraviglioso sono ignorati se non ottengono successo di botteghino nei primi giorni di uscita. La critica è del tutto schiava del mercato e anche quella sedicente colto preferisce alimentare il dibattito su fenomeni di costume, bestseller e film di cassetta di desolante miseria intellettuale, piuttosto che andare alla scoperta di talenti. Laddove i critici a volte si mescolano con gli speculatori finanziari, per esempio il mercato dell’arte, si assiste a un vero impazzimento. Un quadro di Courbet vale circa un ventesimo dello squalo di Damien Hirst, uno squalo tigre vero conservato (male) in formaldeide che è stato venduto a un’asta per 12 milioni di euro, prima di decomporsi insieme al capitale dell’incauto collezionista. Man mano che il denaro diventa sempre più centrale, se ne perde il controllo. I nostri risparmi sono usati a nostra insaputa dalle banche e spesso sprecati nei giochi di un capitalismo da casino per comprare derivati o azioni spazzatura. I soldi sono scollegati dal nostro lavoro, dall’economia reale e anche dal nostro ruolo di cittadini. Le società borghesi nascono dal patto della rivoluzione americana: niente tasse senza rappresentanza politica. Oggi noi paghiamo tasse imposte ai governi da entità sovranazionali non elette da nessuno, come il Fmi o la Bce. Istituzioni tecniche che governando le monete pretendono quindi di esercitare sovranità diretta sulla vita dei popoli. Come si pensa che una moneta, l’euro, possa da sola costruire una comunità fra decine di popoli in guerra da secoli?
Curzio Maltese – Contromano –  Il Venerdì di Repubblica - 13 febbraio 2015 -

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