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giovedì 20 ottobre 2016

Lo Sapevate Che: La lunga fedeltà del libertino Mitterand



Molti Francesi Leggono in questi giorni le pagine d’amore scritte all’amante da un loro presidente morto da vent’anni. Per alcuni è una storia romantica d’altri tempi che suscita rispetto, ma non mancano i perplessi. La presidenza della Repubblica è un democratico centro di potere o un nido di amori proibiti? Questa vicenda non è tuttavia paragonabile allo scandalo rosa che ebbe protagonista non tanto tempo fa il presidente ancora in esercizio. Allora il capo dello Stato fu scoperto mentre usciva dal Palazzo dell’Eliseo, di soppiatto, appollaiato sul sedile posteriore di uno scooter, per raggiungere un’amica che non era la compagna abituale. Sembrò un episodio boccaccesco. Questa è invece una storia d’amore durata decenni. E’ cominciata quando lui era un uomo politico vicino ai cinquant’anni e lei una ragazza di venti. La rivelazione di oltre milleduecento lettere di un diario ridisegna il ritratto di un leader, secondo soltanto a de Gaulle per importanza nella Quinta Repubblica. La storia politica è in qualche modo coinvolta. Nell’Epoca di Internet, senza più calligrafia e corrispondenza privata in disuso, una storia epistolare è di per sé singolare. I francesi la scoprono attraverso messaggi scritti a mano. Non sul computer. Gli originali affiancati alle pagine stampate, nei volumi esposti nelle librerie parigine, danno autenticità alle dichiarazioni di amore eterno di cui il maturo autore è ben troppo generoso. Tutti i caratteri, dall’a alla z, sono ben tratteggiati, senza svolazzi, sono tondi, allineati nelle parole, e le parole ordinarie, prive di nevrotiche asperità nelle frasi. Sembrano uscite dalla penna (non certo da una biro) di un adolescente appassionato di letteratura e disciplinato nella calligrafia. Due virtù che non sempre convivono. L’Autore Era Famoso In Vita per l’intelligenza, per l’abilità di politico, ma anche per l’astuzia e i pochi scrupoli. Per questo lo chiamavano il “fiorentino”. In francese sinonimo di uomo raffinato, colto, e al tempo stesso esperto di maneggi e raggiri. Pugnali e veleni nei romanzi di Dumas e di Zevaco. Adesso si scopre il romantico, il sentimentale. Si può capire quel che ha spinto Anne Pingeot a pubblicare il diario di François Mitterand dedicato a lei e le lettere che le ha scritto nei trenta e più anni di un rapporto rimasto segreto fino a quando la loro figlia, Mazarine, oggi nota scrittrice, era ormai ventenne. Ma neppure allora interamente rivelato. Danielle Mitterand, la moglie, è nel frattempo morta, e al centenario della nascita del presidente socialista  è apparso un’occasione da non perdere. Anne Pingeot ha 73 anni e ha ritenuto giusto rivelare quella che è stata la storia  di una vita e non una delle tante relazioni amorose avute dall’ex presidente. Il loro è stato un altro matrimonio vissuto intensamente quanto quello legittimo con Danielle, celebrato durante la guerra e mai annullato, era ormai diventato un legame basato sulla solidarietà. A un amico, parlando di donne, Mitterand avrebbe detto: “Non bisogna perderne una”. No, deve esserzi detta Anne Pingeot, la nostra relazione non rientrava in quella morale. Come cronista ho conosciuto entrambi. Ho incontrato lui in varie occasioni, per interviste o avvenimenti politici, in Francia o in altri paesi europei. Era già un leader socialista, ma ella sua esistenza politica c’erano stati ideologicamente tanti Mitterand. I quali non si erano mai rinnegati. Anche se l’ultimo Mitterand è stato per decenni fermo nelle convinzioni che l’hanno condotto a essere il primo presidente di sinistra della Quinta Repubblica. Non sputava sul suo passato, neppure su quello che giudicava sbagliato. Questo valeva anche per la sua vita intima?  Mi Sono Trovato Accanto a Anne Pingeot in un pranzo organizzato dal Museo d’Orsay nel quale era appena stata inaugurata un’esposizione di pittori italiani di fine Ottocento. Ad allestirla era stata lei, che era una delle conservatrici del Museo e specialista di quel secolo, in particolare della scultura. Mi parlò, in un perfetto italiano, della mostra. Aveva classe, come , come si dice. Ed era di una bellezza discreta, appena velata dal tempo. Si sapeva ormai della sua relazione con Mitterand, ma ovviamente non ne feci cenno. Avrei invece parlato, se ne fossi stato al corrente, della Piramide del Louvre voluta da Mitterand, della quale lei fu incaricata di seguire i lavori. Come regalo di nozze mai avvenute, Mitterand le dedicò quel monumento geometrico disegnato dall’architetto Pei. Penso che questa storia di infedeltà sia stata una grande storia di fedeltà.
Bernardo Valli – Dentro e fuori www.lespresso.it  - L’Espresso – 16 Ottobre 2016 -

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