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domenica 16 ottobre 2016

Lo Sapevate Che: In Siberia il miglior amico dell'uomo è la volpe...



Per imparare a leggere le emozioni umane il lupo ha impiegato migliaia di anni: si è dovuto trasformare geneticamente, è diventato cane. Alla volpe, come mostra l’incredibile esperimento di uno scienziato russo, sono bastati 45 anni. La prima è unica popolazione di volpi domestiche si trova a Novosibirsk, in Siberia, dov’è nata grazie a un programma avviato nel 1950 dal genetista Dmitri K. Belyaev. Lo scopo era indagare i meccanismi della selezione artificiale, a partire da un grande enigma della nostra storia evolutiva: come hanno fatto gli uomini a creare le specie domestiche? Alla morte di Belyaev, nel 1985, la sua assistente Lyudmila Trut ha assunto la guida del programma. Fortunatamente, le volti da compagnia sono richiestissime e un’azienda americana le importa al prezzo di 8.900 dollari l’una:  così a Novosibirsk possono continuare a studiare il “fenotipo addomesticato”, come lo definisce il biologo Richard C.Francis in un saggio appena pubblicato da Bollati Boringhieri, Addomesticati. L’insolita evoluzione degli animali che vivono acanto all’uomo (..). Come spiega Francis, tutte le specie addomesticate mostrano alcuni tratti fisici e comportamentali comuni. Tra questi, orecchie pendule, dimensioni del cervello ridotte, spiccata socialità. Ma non è chiaro se nel processo di domesticazione questi tratti siano stati alterati indipendentemente l’uno dall’altro, o se le alterazioni siano collegate. Belyaev convinto che per ottenere animali con il complesso di tratti tipico degli animali domestici fosse sufficiente selezionarne uno: la mansuetudine. E per verificarlo ha riprodotto empiricamente il processo di domesticazione. In un allevamento sono state scelte le volpi particolarmente docili, trenta maschi e cento femmine; dopodiché la loro progenie è stata sottoposta a un contatto contenuto, ma significativo, con l’uomo. Le volpi che continuavano a mostrare risposte aggressive, o timorose, venivano scartate dal progetto. Alla quarta generazione, alcuni cuccioli hanno cominciato a scodinzolare; alla sesta, cercavano (e leccavano) i ricercatori con quello struggimento tipico dei cani, fatto di sguardi e guaiti. Oggi tutte le volpi allevate a Novosibirsk sono animali umane. E, come immaginava Belyaev, il cambiamento non  è stato solo comportamentale. Alcuni esemplari presentano macchie sul pelo e la stella bianca sulla fronte, tipica di mucche, capre e cavalli addomesticati; la maggior parte ha orecchie pendule, proprio come i cani. E’ credibile che la domesticazione sia stata una “selezione per mansuetudine” commenta l’autore di Addomestica. Ma che legame c’è tra mansuetudine e orecchie pendule? Si tratta di due cameristiche tipiche dei cuccioli, entrambe connesse al cortisolo (un ormone che, oltre a intervenire sulla crescita, regola l’aggressività). Nelle colpi mansuete sono stati riscontrati bassissimi livelli di cortisolo. L’ipotesi più probabile, quindi è che la selezione per mansuetudine produca individui che conservano dei tratti del cucciolo. Persino la misteriosa capacità di leggere le intenzioni umane potrebbe dipendere da un tratto giovanile: la grande attenzione che i piccoli prestano alla madre. Ora si tratta di capire quali geni regolino tutto questo: a Novosibirsk la ricerca è appena cominciata.
Giulia Villoresi – Scienze – Animali – Il Venerdì di Repubblica – 9 Otobre 2016 -

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