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sabato 25 giugno 2016

Il cuore rosso dell'Emilia non batte più per il Pd...



Il Cuore Rosso del PD è in affanno. Gli elettori dei tradizionali feudi della sinistra non pompano più sangue al loro partito. Una parte consistente non va più a votare, un’altra vota a dispetto. L’Emilia Romagna, terra rossa per definizione in questa prima tornata delle amministrative ha inflitto al Pd un salasso mai visto prima.(..). Nei 50 comuni in cui si è votato nel 2011 e oggi, i votanti sono diminuiti di 8,4 punti percentuali facendo scendere la media regionale al 64,9%. Un dato sideralmente lontano dalle percentuali di fine anni Novanta che superavano agevolmente la barra dell’80%. (..) Gli emiliani-romagnoli stanno quindi perdendo il primato del civismo elettorale. E una parte dei nuovi astenuti erano sostenitori d Pd. (..). Insomma , il Pd si affaccia su un territorio sconosciuto, dove non esistono più porti sicuri. Il voto di appartenenza, quello che riconferma la propria scelta elezione dopo elezione, e che ha caratterizzato, fino a ieri, le regioni rosse, sembra in via di estinzione. La roccaforte nord-appenninica, serbatoio sicuro di voti qualunque cosa succedesse, si sta sgretolando. Il ricordo di quanto è successo alla Dc nella zona bianca del Triveneto dovrebbe insegnare qualcosa ai dirigenti del partito democratico. (..). Nulla E’ Come Prima. I trionfi del 2014 sono lontani e illusori. Il voto diventa mobile. Solo la fascia più anziana di elettori è disposta a riconfermarlo. Ma proprio in questo gruppo si stanno aprendo grandi falle. Perché il sindacato più corposo, lo Spi della Cgil, è in rotta di collisione con il governo. E credere che non conti nulla quanto a mobilitazione elettorale è un’altra pericolosissima illusione: tutte le ricerche dimostrano che gli anziani vanno ai seggi molto più dei giovani. Perdere contatto con quella realtà ha un costo soprattutto se quei voti in uscita non sono compensati con uno sfondamento tra i giovani. Invece, in questa fascia di età dominano i 5Stelle che raccolgono il 40% degli under 45(..). Del Resto, I Messaggi che il governo invia sono relativi a un mondo lontano mille miglia da un elettorato popolare anziano. Il capo del governo si bea a calarsi nel mondo smart e cool delle startup, delle imprese (innovative ovviamente), e della borghesia benestante. Così diventa un alieno rispetto a vaste platee popolari. Il carico di simpatia e fiducia che anche tant anziani gli avevano riservato appena arrivato a Palazzo Chigi – “finalmente un giovane carico di energia!” – si è perso per strada. La nuova leadership democratica ha puntato tutto sulla conquista di un elettorato borghese-moderato attento più alle ragioni del mercato  che del welfare. Non ha capito che quell’elettorato era già acquisito nella sua componente liberal, mentre quella conservatrice non lo voterà mai. Non ha capito, soprattutto, che oggi la competizione avviene proprio sui ceti popolari. E’ in questi settori che la destra ha sfondato negli anni Novanta sottraendola alla Dc che al vecchio Pci.  E’ questa fascia che, con i suoi spostamenti. decide l’esito delle elezioni. Lo scricchiolio delle regioni rosse lo segnala chiaramente.
Piero Ignazi . Poteri&poteri www.lespresso.it – L’Espresso – 23 giugno 2016

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