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sabato 16 luglio 2016

Lo Sapevate Che: Dove nasce la voglia di ribaltare il sistema...



Voglia Di Ribaltare il sistema. E’ il collante dei millennials  americani, la generazione che va dai 18 ai 34 anni. Il loto voto sarà determinante per scegliere il prossimo presidente degli Stati Uniti. Il repubblicano Donald Trump pifferaio del politicamente scorretto. Oppure la democratica Hillary Clinton così istituzionale e così pappa e ciccia con l’alta finanza di Wall Street. Almeno sulla carta, i millennials sono numericamente in vantaggio; hanno superato per numero di aventi dritto al voto anche i baby boomers, i nati negli anni del benessere e del comunismo di massa. Come i loro coetanei europei, questi giovani – nati tra la fine del “secolo breve” e il sorgere del “secolo digitale” ce l’hanno con il “corporate power”, considerato causa dell’impoverimento dei loro genitori e del peggioramento delle condizioni di vita nel prossimo futuro. (..). Il voto popolare, incubo delle élite. (..). Intanto un nuovo referendum incombe sull’Europa. Si svolgerà il prossimo 2 ottobre nell’Ungheria del nazionalista Viktor Orbàn, quello dei muri anti-immigrazione. E il quesito referendario, nella sua semplicità, punta a elevare una barriera insormontabile: “Volete che l’Unione europea, anche senza consultare il Parlamento ungherese, prescriva l’immigrazione in Ungheria di persone che non sono cittadini ungheresi?”. E’ troppo facile prevedere quale sarà il risultato, in nome del popolo sovrano e dell’autonomia della nazione. L’Ungheria, secondo gli accordi raggiunti faticosamente l’anno scorso, avrebbe dovuto farsi carico di circa 2.300 profughi. Ma il governo di Budapest userà l’arma delle urne per annientare quel po’ di spirito comunitario che ancora resiste sul Vecchio Continente. Come Se Non Fosse Bastata la ferita sanguinante di Brexit. Che ci svela il lato oscuro di una grande democrazia qual è quella britannica. E dunque costringe tutto il mondo occidentale a interrogarsi su se stesso, sulla natura delle sue istituzioni, della loro rappresentanza e del rapporto che queste hanno con le innumerevoli “periferie” che circondano i centri decisionali. (..). L’estetica oltre la Manica non è più quella che credevamo di conoscere: ed è un’estetica sostanzialmente pre-fascista. Muscolare, manichea, sfrontata. Non ama le sfumature e non le pratica”. Da leggere tutto d’un fiato. Si E’ Detto Che I Giovani britannici abbiano votato per restare in Europa, a differenza dei loro genitori, la generazione dei Beatles e dei Rolling Stones un forte tasso di astensionismo tra i millennials. La frattura dunque tra chi è dentro il sistema e chi ne è fuori prescinde dal dato anagrafico . Semmai l’età può essere considerato un fattore di accelerazione delle tensioni sociali. La classe media dei paesi occidentali – operai, impiegati, piccoli imprenditori e professionisti dissanguati dalla lunga crisi – ha subito un impoverimento generalizzato. Colletti bianchi e tute blu, con un reddito medio intorno ai 30 mila euro, quelli che occupano nella scala della ricchezza mondiale una posizione buona ma non privilegiata, sono rimasti fermi, nel pantano della globalizzazione. Mentre i ricchi diventavano sempre pù ricchi e le masse di diseredati dell’Asia e dell’Africa conoscevano finalmente condizioni di vita un po’ decenti. E’ l’imprevedibile contrappasso di un pensiero europeo che ha esportato libertà, mercato, welfare e consumismo. Oggi ne viene travolto incapace di delineare un nuovo ordine mondiale. Toccherà ai millennials ribaltare il sistema?
Luigi Vicinanza – Editoriale www.lespresso.it - @vivinanzal – L’Espresso 14 luglio 2016 -

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