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martedì 26 luglio 2016

Lo Sapevate Che: Dormire per strada nel cuore di Roma, sognando Cristiano Ronaldo....



“Vieni a vedere, sono appena arrivati dei siriani. E’ la prima volta”. A Via Cupa, Roma, tra la stazione Tiburtina e il Verano, fa caldo anche all’ora di cena. Andrea, uno dei principali animatori della benemerita azione di indomito volontariato e costante assistenza dati alle centinaia di migranti che quotidianamente, a dispetto di sgombri e proclami, continuano a transitare per la capitale, mi fa strada. I locali del Baobab, luogo dove l’azione di cui sopra è avvenuta per mesi garantendo quattro mura e una migliore decenza ai ragazzi in arrivo, sono ormai sigillati da tempo, ma il problema resta. La gente continua a rischiare la vita vero l’Europa per non perderla in patria e qualcuno, per fortuna, nel tentativo sempre più arduo di restare umani, continua a farsene carco in attesa che ci pensino le istituzioni preposte. Tra le poche tende e i tanti materassi a uso e consumo dei circa 300 transitanti (per lo più giovanissimi, con donne e bambini), una famiglia di siriani cerca ristoro. Hanno trolley e valigie enormi, in fuga dalla guerra, sono arrivati in aereo dal Libano a Catania, dove qualcuno ha detto loro di andare a Roma dove avrebbero trovato un posto ad accoglierli che però non esiste. Ma l’attualità incalza e un minicorteo di ragazzi africani segue la volontaria che si fa strada fino a un vicino locale dove si mangia, si beve, si sente musica, ma stasera, soprattutto, si vede la finale degli Europei di calcio. Un gruppo di giovani maschi africani con nessuna capacità di spesa che entra in massa dentro un locale preposto all’attività commerciale, di questi tempi spaventerebbe chiunque. Ma la credibilità dell’esperienza Baobab e la presenza resistente di solidarietà e comprensione in dimensioni maggiori rispetto a quanto quotidianamente raccontato, fan sì che chi gestisce sorrida, i clienti si spostino, le sedie si dispongano e le immagini del Cristiano Ronaldo ferito di accolgano. I transitanti del Baobab  guardano un milionario che piange su un campo di calcio davanti a tutto il mondo, ma la differenza di emozioni percepibili davanti a una palla che rotola e al sogno di una vita che sembra svanire si fa miracolosamente nulla. Le fatiche dei rappresentanti di due Paesi colonizzatori guidano il tifo, il fisiologico sostegno al più debole ci rende portoghesi fino al gol di Eder, gregario della Guinea Bissau, eroe per un giorno. Si esulta, ci si abbraccia, festeggiando e commentando è ormai ora di andare a dormire. Sui materassi, all’aperto, ammassati, in condizioni igieniche precarie, nel cuore di Roma, si sogna Cristiano Ronaldo. O comunque, di farcela un giorno.
Diego Bianchi – Il Sogno di Zoro – Il Venerdì di Repubblica – 22 luglio 2016

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