Etichette

mercoledì 18 novembre 2015

Lo Sapevate Che: L'Ultima beffa di Messina: arriva l'acqua e saltano le tubature...



“Quindi bisogna vedere se regge la cannuccia?” chiedo a un certo punto, nel pieno dell’ennesima diretta di Radio Street sulla crisi idrica di Messina. Si discorre con ansia crescente della nave che in tarda serata arriverà al porto gonfia di cinque milioni di litri d’acqua utili a dopare la rete idrica della città semivuota da sei giorni. Lo svernamento tanto atteso, se fatto con troppa passione, potrebbe far saltare le tubature. E’ una delle tante paranoie locali dettate dal panico degli allarmi rossi dati a prescindere, dalle inondazioni tanto annunciate quanto letali e dalla mancata percezione di una guida certa nella gestione dell’emergenza. Qui, 2015, Italia, da sei giorni manca l’acqua nei rubinetti e negli sciacquoni dei bagni. Due terzi della città, ospedali compresi, si lava da quasi una settimana usando secchi e tanniche. Una situazione del genere l’ho vissuta solo nella periferia di Dakar, Senegal, anni fa. Ci si lavava col secch ione d’acqua che le donne avevano portato sulla testa dalla fonte “sacra” fino a casa. In Italia quando piove c’è da aver paura, anche e soprattutto nelle province di Messina e Catania, dove le montagne hanno ripreso a franare. Quando va male, come a Giampilieri nel 2009, si contano i morti (allora 37). Quando va “bene”, la frana rompe le condutture levando l’acqua a migliaia di persone.   Che si mettono pazientemente in fila dietro le autobotti per riempire quel che hanno, fino all’orlo. Dopo una settimana di Twitter e polemiche, a Calatabiano avrebbero riparato il guasto, l’acqua lentamente starebbe tornando, mentre secchiate di pioggia accolgono il bastimento carico d’acqua potabile, arrivato tra vento e diluvi. Il comitato d’accoglienza è scarno, fatto di poche telecamere e sparuti responsabili in disparte il giusto per dissolversi alla prima difficoltà, ovvero quando le tubature mezze marce saltano come cannucce bucate appena il doping inizia a defluire e un geyser d’acqua potabile, attesa dalla città come fosse santa, sfida la pioggia che scende. “Dove sono i responsabili del porto?” chiede invano un membro dell’equipaggio della nave. Saranno loro, i ragazzi di un equipaggio pagato per portare acqua alle isole, a sacrificare la notte riparando il guasto. Il giorno dopo, messa la pezza, col solo l’acqua scorre. Ma pioverà di nuovo e bypass salteranno. “Il ponte sullo Stretto di Messina si farà, ma pensiamo prima alle emergenze” avrà l’ingenuità o l’ardire di dire Renzi a Vespa per lanciare la prossima strenna natalizia del conduttore. In certi casi, sembra che possa piovere per sempre.
Diego Bianchi – Il Sogno di Zoro – Il Venerdì di Repubblica -

Nessun commento:

Posta un commento