Etichette

venerdì 27 novembre 2015

Lo Sapevate Che: Coraggio, dobbiamo fermarli....



“L’Errore Più Grave sarebbe pensare che questo sia un conflitto tra Occidente e Islam”. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti non considera di certo la via militare l’unica possibile per affrontare l’Is.  Ma non nasconde che n Iraq, dove l’Italia è già impegnata nella coalizione anti-Is, possono cambiare modalità di intervento. “Se vogliamo evitare il rischio di essere ipocriti dobbiamo avere il coraggio di discuterne da paese adulto e consapevole”. In Francia Hollande ripete che siamo in guerra, Renzi respinge questa parola. “Renzi fa bene. Nell’immaginario europeo la guerra richiama il conflitto mondiale, in realtà gli analisti ci spiegano da anni che le guerre di oggi sono asimmetriche. La novità dell’Is rispetto ad al Qaeda è, che non vuole conquistare uno Stato, ma si inserisce nella dissoluzione degli Stati nati dalla volontà delle potenze coloniali nel secolo scorso. (..). l’Ue promette assistenza alla Francia. Si arriverà ad applicare l’articolo 5 del patto atlantico che impone ai paesi Nato di difendere un alleato dall’aggressione? “Sulla lotta al terrorismo colpire Parigi ha significato colpire il cuore dell’Europa. E la reazione deve essere affidata a una cabina di regia comune tra i paesi europei.(..). Sull’intervento militare, la Nato è un’alleanza atlantica, con l’eccezione della Turchia non ne fanno parte i paesi a religione musulmana. E noi invece per sconfiggere l’Is dobbiamo allargare il numero degli Stati arabi coinvolti. (..). Il governo italiano evoca una strategia politica. Con quali tasselli? “ Il primo punto è che i paesi anti-Is devono essere d’accordo su obiettivi  e esiti della loro azione. In Siria la Russia stava con Assad, la coalizione con i ribelli, tra loro c’erano anche gruppi fondamentalisti. (..). Il secondo punto è che la battaglia la vinci anche tagliando i flussi finanziari. Il terzo è bloccare la propaganda dell’Is. (..) . Infine, c’è il disagio sociale, la povertà, tra i cittadini di origine straniera nelle città europee e nei paesi in cui non hanno di che vivere e cercano il sostegno economico del califfato”. (..). Il fronte prossimo all’Italia resta la Libia. “In una situazione drammatica come questa il governo italiano rinnova l’appello a trovare l’accordo tra i due governi di Tripoli e di Tobruk  e le diverse sensibilità e fazioni per evitare un’eventuale espansione dell’Is”. Eppure lei ha detto che l’Is sta perdendo. “L’Is al momento è stato bloccato nelle città, dalle notizie che abbiamo ora arretra, Stanno perdendo la guerra convenzionale, sul territorio. La città di Sinjar è stata riconquistata dai peshmerga curdi da noi addestrati. Chi mette gli scarponi sul terreno lo fa addestrato da noi . Quanto è al sicuro l’Italia? E Roma a tre settimane dall’inizio del Giubileo? “Nessun paese è esente da rischi. Le preoccupazioni ci sono, ma le azioni di prevenzione sono forti. (..) se richiesto siamo pronti ad aumentare l’impegno delle forze armate e il sistema dei controlli su chi arriva in Italia. Ma una cosa va evitata: faremo di tutto perché il terrorismo non cambi il nostro stile di vita”.
colloquio con Roberta Pinotti di Marco Damilano – L’Espresso – 26 Novembre  2015 -

Nessun commento:

Posta un commento