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sabato 18 marzo 2023

Lo Sapevate Che: Rudolf Diesel: È stato un ingegnere tedesco, famoso per l'invenzione del motore che ne porta il nome. Dal 1978 è entrato a far parte dell'Automotive Hall of Fame, associazione che raggruppa tutti coloro che hanno contribuito alla storia dell'automobile. Wikipedia


Arriverò a realizzare un nuovo motore per le automobili. Poi potrò considerare il lavoro della mia vita, completo.” Rudolf Diesel

 

Invenzioni e motori, gioie e dolori

Rudolf Christian Karl Diesel nasce il 18 marzo del 1858 a Parigi, figlio di genitori tedeschi: la madre è una governante e tutrice che insegna tedesco, mentre il padre è un artigiano del cuoio piuttosto famoso.

Gli studi e la vocazione

Dopo avere frequentato con ottimi risultati le scuole elementari,

Rudolf Diesel

all'età di dodici anni viene iscritto alla Ecole Primaire Superieure, ritenuta una tra le migliori scuole medie della capitale francese.

Con l'esplosione della guerra franco-prussiana nel 1870, tuttavia, la famiglia Diesel viene considerata un nemico, e quindi si rifugia in Gran Bretagna, a Londra, così da trovare asilo in una nazione neutrale.

Successivamente, grazie anche all'aiuto di un cugino, Diesel - a guerra ancora in corso - si reca ad Augusta, la città di provenienza della sua famiglia, e qui viene ammesso alla Real Scuola di Commercio della Contea: eccellente studente, all'età di quattordici anni scrive una lettera ai suoi genitori comunicando loro la sua intenzione di diventare un ingegnere.

Dopo avere completato gli studi obbligatori nel 1873, entra nella Scuola Industriale di Asburgo, appena fondata, e due anni più tardi ottiene una borsa di studio alla Technische Hochschule di Monaco, in Baviera, che accetta nonostante il parere contrario dei genitori, che vorrebbero che iniziasse a lavorare; in questo periodo, diventa un pupillo di Carl von Linde.

Nel 1880 Rudolf Diesel consegue la laurea: è da quel momento che si impegna alla ricerca di un sostituto del vapore (più efficace) per le macchine termiche.

Nel frattempo lavora a Winterthur, in Svizzera, come tecnico e progettista per due anni, prima di tornare a Parigi per essere assunto alle industrie di refrigerazione Linde, in qualità di ingegnere.

L'idea fissa e la ricerca del risultato

Nel 1883 si sposa, mentre due anni più tardi fonda la sua prima officina, che funziona anche come laboratorio. Potendo contare su una preparazione notevole sia in fisica che in matematica, si dedica alla progettazione di un motore caratterizzato da un rendimento più elevato rispetto sia a quello della macchina a vapore, sia a quello del motore inventato poco tempo prima da Nikolaus August Otto.

L'idea di Rudolf Diesel è quella di un motore che si avvalga unicamente della temperatura elevata che viene prodotta nella camera di scoppio dalla compressione dell'aria per l'accensione del carburante.

Il progetto non è ancora portato a termine quando Rudolf si trasferisce a Berlino, su richiesta della Linde; nel 1892 (il 23 febbraio) egli ottiene il brevetto per il suo motore in Germania, così da riuscire a trovare i finanziamenti e il supporto di cui ha bisogno per completare il progetto: fino al 1897, tuttavia, non viene creato alcun esemplare in grado di funzionare correttamente e in maniera completamente soddisfacente.

Nel frattempo, Diesel pubblica un saggio intitolato "Teoria e costruzione di un motore termico razionale, destinato a soppiantare la macchina a vapore e le altre macchine a combustione finora conosciute", risalente al 1893, nel quale spiega il principio di funzionamento della sua intuizione; nel febbraio del 1894, invece, porta a termine un motore caratterizzato da un singolo pistone, che in occasione di una dimostrazione pubblica viene fatto girare per un minuto e alimentato con del carburante polverizzato, introdotto da aria compressa.

L'invenzione vede finalmente la luce

È solo nel 1897, come detto, che l'invenzione di Rudolf Diesel viene completamente definita: mentre egli è al lavoro alla Maschinenfabrik Augsburg, costruisce un prototipo perfettamente funzionante, anche se simile, sotto molti punti di vista, a quello proposto da Herbert Akroyd Stuart due anni prima (per questo motivo vi saranno, negli anni successivi, molteplici controversie a proposito della paternità del brevetto).

Diesel presenta ufficialmente il suo motore durante l'Esposizione Universale di Parigi del 1900, dopo tre anni di studi: un motore che funziona con l'olio di arachidi come carburante e che viene prodotto quasi subito.

Nel giro di pochissimo tempo, Diesel ottiene una rendita milionaria, garantita dai brevetti riconosciuti in tutti i Paesi europei al motore, e diventa molto ricco. A partire dal 1904, egli intraprende una serie di conferenze negli Stati Uniti, in occasione delle quali ha modo di spiegare nei dettagli il suo progetto.

La morte misteriosa

Rudolf Diesel muore improvvisamente il 30 settembre del 1913 nel Canale della Manica, cadendo in mare mentre è in viaggio in nave diretto in Inghilterra, dalla Francia verso Harwich. Le circostanze dell'episodio, tuttavia, non vengono mai chiarite: secondo alcuni, si tratterebbe di suicidio, come dimostrerebbe una croce disegnata sul diario di bordo ritrovato sulla barca vuota; secondo altri, a causare la morte di Diesel sarebbe stata addirittura la Marina tedesca, che in quel periodo stava iniziando a sfruttare i nuovi motori sui sommergibili, nonostante il parere contrario del loro inventore.

In base a quest'ultima teoria, il viaggio di Diesel lo avrebbe portato in Gran Bretagna presso la Royal Navy, alla quale sarebbe stato proposto l'uso dei motori in contrasto con l'utilizzo tedesco: ecco perché l'impero tedesco avrebbe dovuto eliminarlo.

Certo è che, nel testamento lasciato, Diesel chiede che sua moglie Martha riceva una valigia al cui interno sono presenti una modesta somma di denaro e un fascicolo molto voluminoso di documenti che testimoniano i debiti contratti da Rudolf con diverse banche: il motivo dei debiti supporterebbe quindi la teoria del suicidio.

Il cadavere di Rudolf Diesel, una volta ritrovato dai marinai, viene restituito al mare, secondo l'uso dell'epoca.

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