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lunedì 18 gennaio 2016

Lo Sapevate Che: Ingiustizie quotidiane alla ricerca di un giudice....



Per Una Volta, questa rubrica è una cassetta delle lettere. Ne ricevo a raffica, una pioggia elettronica che inonda la mia casella email. Lettere di denunzia, per esempio circa la sorte dei dipendenti provinciali dopo l’eutanasia delle Provincie; nel frattempo, a quanto pare, in quella categoria di disgraziati s’impennano i suicidi, anche se non ne parla mai nessuno. Oppure circa i privilegi dei parlamentar. C’è modo di ridurgli la paghetta? Risposta: no, non si può. Serve una legge, e le leggi le scrive il Parlamento. Che ha sforbiciato gli stipendi dei dirigenti pubblici e degli alti magistrati, fissando un tetto a 240mila euro; ma per se stesso ha costruito una casa senza tetto. Di conseguenza l’ultimo dei peones, qui e oggi, guadagna più di un giudice costituzionale o del presidente dell’Antistrust. Dopo Di Che c’è tutto un filone di richieste improbabili o bislacche. Ci sono abituato, ormai da anni i giornalisti mi usano come un jukebox. Professore, che sa dirci sulla nuova legge elettorale del Burundi? Come valuta la legittimità dei terremoti? E il Trattato di Shengen vale anche per gli Ufo? Ma le domande più enciclopediche provengono, talvolta dai lettori. Per esempio quanto è costato, dal 2011 al 2014, l’aumento dello spread? Oppure: la Finanziaria 2008 consente il riutilizzo dei medicinali non ancora scaduti per chi intenda donarli a organizzazioni umanitarie. E se quei medicinali andavano conservati in frigorifero, quale tipo di condotta giuridica si configura per il loro detentore? (..). Ma Le Denunzie più frequenti girano attorno al principio d’eguaglianza. Ancora in materia pensionistica. e però non solo. Per esempio: la riforma Fornero usa la “speranza di vita” per determinare l’età pensionabile. Tuttavia quella speranza è una media statistica, né più né meno; c’è chi mangia un pollo, c’è chi resta a digiuno, tutti in media hanno mangiato mezzo pollo. Scrive P.E.: sono affetto dalla sindrome di Muir Tolle, e questo significa che ho un’alta probabilità di contrarre tumori. Colpa d’una predisposizione genetica, che nella mia famiglia dimezza la durata della vita. Sennonchè andrò in pensione alla stessa età degli altri lavoratori. E’ incostituzionale questa disparità di trattamento? In realtà stavolta è incostituzionale la parità di trattamento: come diceva Platone (Repubblica, VIII, 558c), l’eguaglianza s’applica agli uguali, non ai disuguali. (..). Scrive G.S.: vivo in una casa popolare da decenni, ma una legge dell’Emilia Romagna ha abbassato in modo draconiano la soglia di reddito per mantenere il diritto a rimanervi. Sicchè adesso dovrò preparare le valigie, insieme ad altri 2792 nuclei familiari. Noi, però, facevamo affidamento sulla stabilità abitativa della nostra condizione abitativa:c‘è un giudice che possa riparare l’ingiustizia?. Francamente Non Lo So, dove si sia nascosto questo giudice. Se uscisse dalla tana, avrebbe il suo bel daffare: gli italiani lamentano tante piccole ingiustizie, e soprattutto lamentano l’assenza di un’autorità che sappia interpretarle. Sicchè scrivono a me, o ad altri come me. Scrivono ai giornali, nei forum, interpellano le associazioni civiche. Non però i politici, o almeno non più. Chissà mai perché.
Michele Ainis Legge e libertà www.lespresso.it michele.ainis@uniroma3.it – 13 gennaio 2016

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