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sabato 19 dicembre 2015

Lo Sapevate Che: Carta d'Identità digitale: cronaca di un flop reale...



Bologna. Nell’era del digitale, delle “smart city” e della pubblica amministrazione 2.0, fallisce clamorosamente in Italia il progetto della carta d’identità elettronica (Cie). Lanciata nel 1997 da Bassanini, divenuta sperimentale nel 2001 con Berlusconi in 200 Comuni, doveva sostituire 50 milioni di vecchi documenti di identità e rivoluzionare il nostro vivere civile inglobando in un microchip dati anagrafici, biometrici (gruppo sanguigno, impronte digitali, mappa dell’iride), codice fiscale e firma digitale. Invece dopo 14 anni le nuove card in circolazione solo 4 milioni e non hanno niente di elettronico: in pratica semplici documenti di plastica più piccoli e molto più cari (25 euro contro 5) di quelli cartacei. Tanto che 139 dei 200 Comuni della sperimentazione (tra cui Bologna, Firenze, Milano e Torino) stanno tornando alle vecchie carte d’identità in cartoncino. I motivi della débacle sono diversi. Per emettere le carte col microchip si usa una tecnologia si usa una tecnologia già superata, le macchine si rompono facilmente, i ricambi sono introvabili e costosissimi, la connessione ai terminali del ministero (indispensabile per farle funzionare) spesso non c’è. Ora il Viminale dovrebbe definire un nuovo modello di tessera elettronica e autorizzare una spesa di 60 milioni di euro nel 2015, di 8 milioni nel 2016 e do 62,5 milioni ogni 5 anni a decorrere dal 2020 per realizzare la nuova Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr). Ma nell’agenda Italia@Semplice del ministero Marianna Madia della nuova card non v’è traccia, mentre si lancia il Sistema pubblico di identità digitale che entro dicembre 2017 dovrebbe dare cittadinanza digitale a 10 milioni di italiani attraverso l’uso di “un solo semplice pin”.
(claudio visani) – Il Venerdì di Repubblica – 11 Dicembre 2015 -

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