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martedì 24 gennaio 2023

Lo Sapevate Che: Winston Churchill: Modello universale di statista e stratega bellico, nonché uomo di profonda cultura, è annoverato tra i grandi uomini della storia occidentale.

Storiche arguzie d'oltremanica
Sir Leonard Winston Churchill Spencer, uno dei più importanti uomini
di Stato della storia inglese, nasce a Woodstock, nell'Oxfordshire, il
30 novembre 1874.
I genitori provengono da due ambienti molto diversi tra loro: Lord
Randolph Churchill, il padre, appartiene alla migliore aristocrazia
britannica, mentre la madre, Jenny Jerome, è figlia del proprietario
del New York Times; il sangue americano che scorre nelle vene di
Winston ne farà sempre un fervente sostenitore dell'amicizia dei
popoli anglosassoni e dei particolari vincoli che legano tra loro Gran
Bretagna e Stati Uniti.
Trascorsa l'infanzia in Irlanda, studia presso la celebre scuola di
Harrow e nel 1893 è ammesso alla scuola di Sandhurst, nonostante la
sua scarsa inclinazione allo studio. Il giovane cadetto insegue sogni di
gloria. Nominato sottotenente nel IV battaglione ussari, parte come
osservatore al seguito dell'esercito spagnolo incaricato di reprimere
la rivolta di Cuba. Poi è inviato in India e partecipa a una campagna
contro le tribù afgane alla frontiera nord-occidentale: questa
spedizione gli ispirerà il suo primo libro. In seguito fa poi parte di una
missione come ufficiale e corrispondente di guerra del Morning Post
nel Sudan dove assiste alla carica a cavallo dei dervisci nella
battaglia di Omdurman che farà da spunto al suo secondo servizio
giornalistico. Tentato dall'attività politica, Churchill si ritira dalla vita
militare e si presenta come candidato alle elezioni a Oldham. Non è
eletto, ma nuove occasioni gli si offriranno in Africa del Sud. La guerra
del Transvaal è appena scoppiata e Churchill si reca in quei luoghi e
vi assiste in qualità di corrispondente di guerra.
È fatto prigioniero dai Boeri ma presto riesce a evadere e può in
questo modo inviare al suo giornale il racconto delle proprie
esperienze. Così l'Inghilterra conosce l'avventuroso discendente di
Malborough. Furbescamente, Churchill approfitta immediatamente
della notorietà acquisita per lanciarsi nella campagna elettorale (sono
le elezioni "kaki" del 1900): è eletto deputato conservatore di Oldham.
Sicuro di sè, affascinante e arrogante, non resta a lungo conservatore:
nel 1904 si avvicina ai liberali e si lega d'amicizia con i rappresentanti
radicali del partito, in particolare con Lloyd George; nel 1906 viene
eletto deputato liberale di Manchester. Gli viene in seguito assegnato
il posto di segretario di Stato presso il gabinetto di Campbell-
Bannerman, iniziando così la sua carriera ministeriale.
Nel 1908 viene nominato ministro del Commercio nel governo
liberale di Herbert Henry Asquith. Con questa carica e poi come
ministro dell'Interno (1910-11) si impegna in una serie di riforme
collaborando con David Lloyd George. Come primo lord
dell'Ammiragliato (1911-1915) Churchill avvia un processo di profonda
modernizzazione della Marina militare.
Il ruolo di Churchill nella prima guerra mondiale è contraddittorio e
rischia di compromettere la sua carriera politica. I problemi con la
Marina militare e il suo appoggio alla disastrosa campagna di Gallipoli
lo costringono a dimettersi dall'Ammiragliato. Dopo aver trascorso un
periodo al comando di un battaglione in Francia, entra a far parte del
gabinetto di coalizione di Lloyd George e tra il 1917 e il 1922 ricopre
numerosi incarichi di rilievo, fra cui quello di ministro dei Rifornimenti
e di ministro della Guerra.
Dopo la caduta di Lloyd George e il collasso del Partito liberale nel
1922, Churchill rimane escluso dal parlamento per tre anni. Entrato
nuovamente a farvi parte, è nominato cancelliere dello Scacchiere
nel governo conservatore di Stanley Baldwin (1924-1929). Tra le
misure da lui adottate in questo periodo vi sono la reintroduzione
della parità aurea e la decisa opposizione ai sindacati in occasione
dello sciopero generale del 1926.
Negli anni della Grande Depressione (1929-1939) a Churchill vengono
preclusi incarichi di governo. Baldwin e successivamente Neville
Chamberlain, figura di rilievo nella vita politica del paese dal 1931 al
1940, non approvano la sua opposizione all'autogoverno dell'India e il
sostegno da lui espresso nei confronti di Edoardo VIII in occasione
della crisi del 1936, conclusasi con l'abdicazione del re. La sua
insistenza sulla necessità del riarmo e l'aperta condanna del patto di
Monaco, firmato nel 1938, erano guardate con sospetto. Quando
però, nel settembre del 1939, l'Inghilterra dichiara guerra alla
Germania, il punto di vista di Churchill viene rivalutato e l'opinione
pubblica si esprime apertamente a favore del suo ritorno
all'Ammiragliato.
Churchill succede a Chamberlain come primo ministro nel 1940. Nei
difficili giorni di guerra che seguono la rotta di Dunkerque, la battaglia
d'Inghilterra e la guerra lampo, la sua combattività e i suoi discorsi
incitano gli inglesi a continuare la lotta. Collaborando con
il presidente americano Franklin Delano Roosevelt, Churchill riesce a
ottenere aiuti militari e il sostegno degli Stati Uniti.
Dalle sue stesse parole apprendiamo: "Da questi primi inizi" - scrive
Churchill dopo avere descritto gli sforzi del presidente Roosevelt per
aiutare l'Inghilterra con la legge sugli affitti e prestiti, ai primi del 1940,
e per aggirare gli isolazionisti del Congresso - "nacque il vasto
disegno di una difesa combinata dell'Oceano Atlantico da parte delle
due potenze di lingua inglese". L'anno di nascita della Nato è
ufficialmente il 1949, ma l'Alleanza informale risale al luglio 1940,
quando Roosevelt manda in Inghilterra, quasi segretamente, una
missione militare ad altissimo livello.
Quando nel 1941 l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti entrano in guerra,
Churchill stabilisce rapporti molto stretti con i leader di quella che
definisce la "grande alleanza". Spostandosi incessantemente da un
paese all'altro fornisce un contributo importante al coordinamento
della strategia militare nel corso del conflitto e alla sconfitta di Hitler.
Le conferenze con Roosevelt e Stalin, in particolare il vertice di Jalta
del 1945, serviranno a ridisegnare la carta dell'Europa postbellica.
Nel 1945 Churchill è ammirato in tutto il mondo, anche se ormai il
ruolo militare della Gran Bretagna è diventato secondario.
Ciononostante, a causa della sua scarsa attenzione alla richiesta
popolare di riforme sociali nel dopoguerra, viene sconfitto dal Partito
laburista nelle elezioni del 1945.
Terminato il conflitto Churchill vuole comunque raccontare
la seconda guerra mondiale a modo suo, scrivendo migliaia di
pagine. Studiando questo monumento storico e letterario (il cui
autore verrà premiato nel 1953 con il Nobel) possiamo seguire, giorno
per giorno, il nascere e l'evolversi dell'atlantismo anglo-americano
come fatto, oltre che morale, anche politico.
In seguito Churchill avrebbe criticato gli interventi sullo stato sociale
attuati dal suo successore Clement Attlee. Nel discorso di Fulton
(Missouri) del 1946, detto "della cortina di ferro", mette inoltre in
guardia dai pericoli legati all'espansione sovietica.
Viene nuovamente eletto primo ministro e rimane in carica dal 1951 al
1955 (nel 1953 è decorato cavaliere dell'ordine della Giarrettiera,
diventando "Sir"), ma l'età avanzata e i problemi di salute lo inducono
a ritirarsi a vita privata.
Ormai privato della stimolante attività politica, sotto il peso dell'età e
della malattia, trascorre gli ultimi dieci anni della sua esistenza nella
casa di campagna di Chartwell, nel Kent, e nella Francia meridionale.
Winston Churchill si spegne a Londra il 24 gennaio 1965. Le sue
esequie, alla presenza della regina, sono trionfali.
Dal suo matrimonio con Clementine Hozier, avvenuto nel 1908, sono
nati un figlio, giornalista e scrittore, Randolph Churchill (1911-1968) e
tre figlie.
Le opere scritte da Winston Churchill sono considerevoli e varie. Da
ricordare: My African Journey (1908), The World Crisis, 1911-1918 (La
crisi mondiale 6 voll., 1923-31), il suo diario politico (Step by Step
1936-1939, 1939), War speeches (6 voll., 1941-46), A History of the
English-speaking Peoples (Storia dei popoli di lingua inglese 4 voll.,
1956-58) e la Seconda guerra mondiale (1948-54).

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