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giovedì 22 giugno 2017

Lo Sapevate Che: De Maistre, stile di un reazionario...



Potevano Almeno dedicargli una strada. Un vicolo, una piazzetta. E invece non ho trovato il suo nome nel vecchio centro di Cagliari. Ho perlustrato invano, piantina alla mano, il quartiere con una ricca toponomastica che dà sul porto. Niente neppure attorno a piazza Matteotti e via Roma. Ed è stato inutile aggirarsi nei paraggi del Bastione di Saint Remy. Non una via, non un vicolo, non una piazza, intitolata a Joseph de Maistre, che nel 1797 qui a Cagliari fu ministro Reggente della Gran Cancelleria del Regno di Sardegna (vale a dire della Presidenza del Consiglio), di cui la sua Savoia natale faceva parte. Poi è andato per quindici anni a Pietroburgo come ministro plenipotenziario, sempre del Regno di Sardegna, presso la corte dello zar Alessandro I. Rimanendo sempre fedele ai Savoia, per lui sovrani di diritto divino abbastanza reazionari per accettare al loro servizio un nemico della Rivoluzione francese. Benché fosse lasciato senza risorse nella Pietroburgo in cui frequentava la nobiltà e la stessa famiglia dello zar, fu sempre il devoto ambasciatore del Regno di Sardegna. E diventò un apprezzato consigliere della monarchia russa. Anche quando Napoleone invase il paese. Forse va de Maistre esiste e mi è sfuggita. Ma penso, e temo, che nessun amministratore di Cagliari abbia ritenuto opportuno onorare uno dei più celebri reazionari della storia e della letteratura. Il quale trovava nella rivoluzione francese un “carattere satanico” che la distingueva da tutto quello che si era visto fino allora e che forse si sarebbe visto nel futuro. Isaiah Berlin trova nel profondo pessimismo di de Maistre il cuore di totalitarismo, di destra e di sinistra- Più freddo Cioran, il poeta e aforista franco-rumeno, gli riconosce il genio e il gusto della provocazione. Dopo averlo letto provava il desiderio di abbandonarsi alle delizie dello scetticismo e delle eresie. Baudelaire era un ammiratore incondizionato di de Maistre, si sentiva influenzato dal suo stile. Lo considerava, insieme a Poe, un paladino della lingua moderna. Balzac condivideva la sua avversione per l’individualismo, denunciato come un dogma intellettuale e politico della democrazia rivoluzionaria: “una profonda, spaventosa deviazione delle menti, una frammentazione di tutte le dottrine”. Cito un po' a caso detrattori e ammiratori di de Maistre. Pur riconoscendo l’eleganza e la forza del suo stile, i primi lasciano il grande reazionario tra i maudits senza possibilità di riabilitazione attraverso la letteratura- Quel che vale per Sade o per Céline non vale per de Maistre. Ma un lettore delle “Serate di Pietroburgo” è più generoso anche se non convertito. Uso La Distrazione degli addetti alla toponomastica di Cagliari come pretesto per ravvivare una polemica antica. Se non c’è già una strada dedicata a de Maistre, sfuggita alla mia attenzione, e il sindaco dovesse proporre di riparare la mancanza, si manifesterebbero non pochi oppositori. Recuperata la storia di due secoli fa non mancherebbero le discussioni. Fanatico del trono e dell’altare, de Maistre voleva ripristinare la monarchia per diritto divino e da “ultratramontano” vedeva nel papa la massima autorità temporale e religiosa. Allievo dei gesuiti rimasto fedele per tutta la vita ai suoi maestri, de Maistre era anche in framassone, non insensibile all’illuminismo che l’aveva attratto in gioventù. Era un virtuoso della teologia, della storia, della politica di cui sapeva scrivere con efficacia. E anche con quel linguaggio moderno che piaceva a Baudelaire. E di cui Sainte Beuve riconosceva le qualità pur non approvando sempre le idee che esprimeva. Il grande critico giudicò meritata l’accoglienza all’Accademia di Francia di Joseph de Maistre. Il teologo, il filosofo, lo storico, il polemista ci fu ammesso tra gli applausi alla Restaurazione. Prima di andarsene a morire a Torino. Dove è sepolto in una chiesa dei gesuiti. Baudelaire diceva che nulla era più cattolico del diavolo. De Maistre ne era la prova. Lo è ancora. Da morto, per la destra e l’estrema destra è troppo aristocratico, troppo raffinato nella scrittura, nelle espressioni. La sinistra lo lascerebbe nel silenzio. Per i cattolici i suoi scritti sconfinano nel fanatismo. È troppo. È più realista del re e più papista del Papa. Lo stile elegante non basta per assolverlo. Ma due secoli dopo si recupera la sua storia. De Maistre appartiene a quella della Sardegna. Lui non ci avrebbe probabilmente dato la parola, noi gli riconosciamo il diritto al ricordo.
Bernardo Valli – Dentro E Fuori – L’Espresso – 18 giugno 2017

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