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martedì 21 agosto 2012

Ricette Sfiziose...per le feste esive


Tartellette Con Funghi E Taleggio

Per 48 tartellette

150 gr di funghi porcini, 3 grandi champignon, 100 gr di funghi prataioli, 2 scalogni, 1 spicchio d’aglio, 2 cucchiai di panna, 1 cucchiaio di aceto di vino rosso, 48 fondi da cartelletta rotondi del diametro di 5 cm, 200 gr di taleggio, una manciatina di foglioline mondate di prezzemolo, burro, sale, pepe.

Fare sciogliere 2 noci di burro in un’ampia padella. Unire i funghi tutti mondati e tagliati a dadi, gli scalogni sbucciati e tritati finemente, lo spicchio d’aglio tritato finemente e fare saltare a fuoco allegro finchè i funghi non saranno teneri. Versare la panna e l’aceto e proseguire la cottura finchè i funghi non saranno completamente cotti. Trasferirli in una ciotola, regolare di sale e pepe. E tenere da parte al caldo. Sistemare i fondi da cartelletta su una teglia imburrata e biscottarli leggermente in forno a 180° per 5 minuti. Tagliare a dadini il taleggio. Disporre un po’ di taleggio su ogni fondo caldo, coprire con un cucchiaino di composto di funghi, completare con una fogliolina di prezzemolo e servire subito.



Tartellette Con Erbe E Caprino

Per 48 tartellette

Servono 4 teglie da tartellette del diametro di 5 cm con 12 fori ciascuna, 200 gr di formaggio caprino, 2 dl di panna, 3 uova, una manciata di erba cipollina, una di prezzemolo, le foglioline di 4 rametti di timo. Pasta sfoglia per fare 48 dischi del diametro di 6 cm., burro, sale ,pepe.

Imburrare leggermente le teglia da tartellette. Riunire in una ciotola il formaggio, la panna, le uova leggermente sbattute e amalgamare con una frusta. Aggiungere l’erba cipollina tagliuzzata finemente, il prezzemolo tritato finemente e le foglioline di timo, mescolare bene e condire con sale e pepe a piacere. Ritagliare dalla pasta foglia 48 dischi di pasta sfoglia con un coppapasta rotondo del diametro di 6 cm. Foderare le teglie con la pasta. Mescolare  nuovamente il composto, farcire i fondi e cuocere in forno a 180° per 20 minuti, finchè il ripieno non si sarà rassodato e la pasta risulterà dorata. Servire le tartellette calde.


lunedì 20 agosto 2012

Pensieri: Saluto




a tutti, un fresco pomeriggio!

Pensieri: saluto




Buon inizio settimana a tutti!

Lo Sapevate che: In Ricordo Di Lucio Dalla


Caro Lucio, Ti Canto
Così Ti Ricordiamo Un Po’.
Il Tuo Amico Ron

A cinque mesi dalla scomparsa di Dalla, Rosalino Cellamare porta al Ravello Festival un Recital dedicato al cantautore, con cui ha scritto brani memorabili come Piazza Grande.

La piccola valigia dei ricordi di Ron – lui la chiama così – è pronta a partire, direzione Ravello Festival.
Rosalino Cellamare ha scelto il palcoscenico di Villa Rufolo per rendere omaggio a Lucio Dalla. Chiuso nel suo studio di Garlasco, dove sta completando il suo nuovo album, in uscita a ottobre, Ron sta mettendo a punto gli ultimi dettagli di Accordi & Ricordi, il recital che presenterà il 12 agosto, accompagnato da Giovanna Famulari al violoncello e da Fabio Gangi al pianoforte.
“Non sarà una serata triste” dice. “Somiglierà più alla performance di una funeral band americana. Ogni volta che parlo di Lucio, quando sono su un palco, ho la sensazione che sia ancora tra noi, con la sua grande ironia. Lui era fantastico, un uomo con una capacità unica di dare leggerezza alla vita. Mi piace ricordarlo con tenerezza e allegria”.
Difficile è stato decidere, in un canzoniere pressoché sterminato, quali brani interpretare. La scelta è caduta anche su canzoni meno note, come Chissà se lo sai o Sabato animale (“Lucio amava questa canzone piena di solitudine”), ma passando per Il Gigante e la bambina, Piazza Grande, I ragazzi italiani e Anima. “La scaletta è ancora da definire” continua Ron. “Intanto ho invitato sul palco due artisti molto amati da Lucio: Lina Sastri e Mimmo Paladino. Lina leggerà alcuni brani tratti dal libro di Lucio Bella Lavita. (Rizzoli, pp. 98, euro 9, ndr). E mi ha chiesto di interpretare 4 marzo 1943 come avrei potuto dirle di no? Di Paladino, invece, ci sarà sul palco un “dormiente”, scultura dipinta di blu”.
Il rapporto di Ron con Dalla è stato lungo e intenso: quasi impossibile riassumere quarant’anni di amicizia e collaborazione. “L’ho incontrato la prima volta alla Rca, dopo che aveva interpretato Bisogna saper perdere. Io ero giovanissimo e inesperto, lui un cantante cult alla ricerca del grande successo. Ci siamo compresi immediatamente. A lui piaceva scrivere subito la musica come a me. Avevamo lo stesso vezzo: usare inizialmente l’inglese per accompagnarci. Ra. Nel giro di un anno avevamo già collaborato per Il gigante e la bambina e Piazza Grande. Poi, nel ‘/9, lui e De Gregori mi chiamarono ad arrangiare il tour Banana Republic. La nostra collaborazione non è mai terminata. Mi telefonava ogni volta che scriveva una melodia, di giorno e di notte, Mi richiamava anche tre volte per ripetermi: “Ma l’hai capita bene?” Le sue canzoni sono scolpite nella pietra. Difficile che il tempo le porti via”.
Alfredo D’Agnese – Venerdì di Repubblica – 10-8-12

Stagione di Pomodori....specialissime ricette



Canapè Di Pomodori fritti

Per 4 persone

1 pomodoro cuore di bue leggermente acerbo, 2 pomodorini ciliegia, 1 uovo, 4 fette di pane per tramezzini, maionese, paprika dolce, un pizzico di peperoncino, foglie di basilico, 2 fette di bacon, farina bianca, pangrattato, olio.

Tagliate la calotta del pomodoro e ricavatene 4 fette, ciascuna dello spessore di 1 cm. Ricavate dalle fette di pane dei dischetti di 4 cm di diametro e comunque leggermente superiore al diametro delle fette di pomodoro. Tostate il pane sotto il grill del forno da entrambe le parti. Rompete l’uovo in una ciotola, unite una presa di sale e sbattete per 5 minuti, con una frusta. Infarinate le fette di pomodoro, poi passatele nell’uovo e poi nel pangrattato. Tostate il bacon sotto il grill e ricavatene 4 porzioni. In una padella con abbondante olio caldo, fatevi friggere per 3 minuti le fette di pomodoro panate. Rigirandole, con molta delicatezza da tutti i due lati Scolateli su un foglio di carta assorbente da cucina. Mescolate il cucchiaio di maionese con il pizzico di peperoncino e ½ cucchiaino di paprika dolce. Disponete su ogni fetta di pane tostato una fetta fritta di pomodoro. Al centro del pomodoro una foglia di basilico, un po’ di maionese e un pezzetto di bacon grigliato. Disponete i canapè su un piatto da portata e decorate con i pomodorini a ciliegia tagliati a spicchi e foglie di basilico. .


Pomodori in Besciamella

Per 4 persone

4 pomodori grandi, 100 gr di parmigiano, 250 g di mozzarella, pangrattato, 300 gr di besciamella, olio, sale e pepe.

Tagliate a metà i pomodori, svuotateli, salateli internamente e lasciateli scolare capovolti su un colino per 10 minuti. Strizzate la polpa tolta, tritatela finemente. Fate intiepidire la besciamella, ( latte, farina, burro, sale ) e unitevi il parmigiano e la mozzarella tagliata a dadini piccolissimi. Unite il trito di pomodoro e amalgamate il tutto. Riempite i pomodori con la salsa e spolverizzateli con il pangrattato. In una pirofila unta con olio, sistematevi i pomodori, irrorateli con un po’ d’olio e fate cuocere in forno preriscaldato a 190° per 20 minuti. Serviteli caldi.


domenica 19 agosto 2012

Pensieri: Saluto




Buona domenica a tutti!

Lo Sapevate Che: Come Spolpare Il Turista....


... (Per Giunta Dandogli Del “TU”)

Mario Monti ha da poco suggerito  ai ministri sobrie vacanze italiane. L’iniziativa mi è parsa meritoria, forse perché avevo appena visitato il Sud per una breve gita familiare, bella e economica. Un volo a pochi euro, un incantevole agriturismo sottocosto, un’utilitaria in affitto. Certo sono passato per le forche caudine fi una multa ingiusta (festa di paese, grandi parcheggi rigorosamente chiusi, cartelli di divieto incomprensibili), per non dimenticare che in Italia il turista è una preda da spolpare, e che i Comuni approfittano dei visitatori per fare cassa. D’altronde, a Roma, in pieno Settecento, un viaggiatore quale Charles de Brosses scriveva: “Siamo condannati ad  essere scortiti dall’oste o dallo Stato, poco cambia. Ma il bello doveva ancora arrivare.
Infatti, per informarmi sulle sanzioni per la vettura affittata, ho avuto la sciagurata idea di consultare le condizioni contrattuali. Non l’avessi mai fatto! Evidentemente quell’impeccabile casa di autonoleggio ne aveva affidato la stesura a un sadico manipolatore. Basti dire che il testo era tutto alla seconda persona singolare. Il fatto sembrerà normale alle giovani generazioni, ma leggere una serie di avvertimenti che suonano: “Sappi che ci dovrai versare il denaro…. Inutile che tu cerchi di sottrarti….”, e così via. Semplici, indispensabili informazioni si trasformano, per magia grammaticale, in un’odiosa sequenza di imperativi. Dove sono finite antiche espressioni di cortesia del tipo: “Gentile Cliente, siamo spiacenti di doverLe ricordare che nel caso in cui Lei dovesse malauguratamente dimenticare i Suoi obblighi….”.
Già sento le proteste di chi riduce questi appunti a mere questioni di forma. Ma il fatto è che, nel linguaggio e nel vivere sociale, spesso la forma è tutto. Quella lettura mi ha reso furibondo, e l’ho spiegato agli addetti. Come vi permettete di dare del “tu” al vostro interlocutore, svalutarlo, metterlo alle corde, fino a porlo in uno stato di sudditanza, di subordinazione?
E non venitemi a dire che gli inglesi danno del “tu” alla regina. Perché c’è “tu” e “tu” alla regina. Perché c’è “tu” e “tu”. Quella regina rimase col suo popolo a Londra, sotto le bombe, mentre il nostro re scappava di nascosto come un ladro. Anche di questo è fatta la grammatica: di storia, di costumi, di politica. Ecco perché, in Italia, il “lei” dovrebbe rimanere un segno di rispetto, non tanto verso i potenti quanto e soprattutto verso i deboli: verso i consumatori.
Valerio Magrelli – Venerdì di Repubblica 10 – 8 - 12