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domenica 3 maggio 2020

Speciale: Il Pranzo della prima domenica di maggio! … 🌹


Ciao amici! L’unico modo per mantenersi in buona salute è mangiare quello che non vuoi, bere ciò che non ti piace e fare ciò che non vorresti. (Mark Twain)

Spaghetti alla Carbonara di Gamberi
Per 4 persone

Ingredienti:

350 gr di spaghetti, 500 gr di gamberi freschi, 4 tuorli, 4 cucchiai di panna fresca, erba cipollina, burro, sale e pepe.

Lavate i gamberi, lessateli per 5 minuti in acqua bollente salata. Sgusciateli, tritateli grossolanamente e fateli rosolare in una padella capiente con 40 gr di burro caldo. Mescolate in una ciotola i tuorli delle uova con la panna fresca.
In una casseruola con abbondante acqua salata in ebollizione, fate cuocere la pasta al dente. Scolatela e trasferitela nella padella con i gamberi, mescolate con delicatezza. Aggiungete se necessario un po’ d’acqua dei gamberi.
Trasferite la pasta in una zuppiera riscaldata, versateci rapidamente il composto di uova e panna, mescolate bene. (a piacere potete versare il composto anche nella padella dei gamberi, a fuoco spento). Insaporite con una macinata di pepe e l’erba cipollina. Mescolate e servite.


Cosce e sottocosce di Pollo allo Zafferano con Bagna caoda e Asparagi
Per 4 persone

Ingredienti:

4 cosce e 4 sottocosce di pollo, ½ cucchiaino di semi di finocchio, 5 cm di scorza d’arancia, 100 gr di cipolline borretane 1 bustina di zafferano, 3 dl di brodo, un ciuffetto di foglie di prezzemolo, 1 spicchio d’aglio, 800 gr di asparagi verdi, olio evo e sale.

Togliere agli asparagi la parte legnosa, lavarli e sbollentarli in acqua salata per 5 minuti, prelevarli con un mestolo forato, sistemarli in un piatto ovale da portata, coprirli e tenerli da parte.
Private della pelle le cosce e le sottocosce di pollo e fatele soffriggere in un tegame con 4 cucchiai d’olio. Unite ½ cucchiaino di semi di finocchio, 2 cm di scorza d’arancia. Aggiungete una presa di sale, le cipolline borretane pelate, la bustina di zafferano e i 3 dl di brodo caldo, mescolate, coprite e fate cuocere per 30 minuti. Distribuitevi sopra 3 cm di scorza d’arancia, una manciata di foglie di prezzemolo e lo spicchio d’aglio, tutti tritati finemente e servite subito accompagnando con la bagna caoda (segue ricetta) e gli asparagi bolliti.


Bagna Caoda, ricetta Piemontese
Per 4 persone

Ingredienti:

80 gr di burro, 3 dl di olio, 12 acciughe salate, 5 spicchi di aglio, 1 pomodorino intero,

Schiacciate bene nel mortaio di legno 3 spicchi di aglio, affettate finemente i rimanenti, aggiungete le acciughe lavate, spinate e ben asciugate in un telo. Unite il pomodorino intero inciso con un coltellino. Quindi mettete il tutto a fuoco lento con l’olio per 15 minuti. Poi aggiungete il burro, quando questo si sarà sciolto, portate il recipiente in tavola su uno scaldino che mantenga sempre la bagna calda.


Tiramisù tradizionale
Per 6 persone

Ingredienti:

Una confezione di biscotti savoiardi, 400 gr di mascarpone, 4 tuorli, 180 gr di zucchero, 4 tazzine di caffè, cacao amaro, Marsala.

Mettere i tuorli in una scodella e lavorarli con lo zucchero con una frusta sino a ottenere un composto gonfio e spumoso. Aggiungere 5 cucchiai di Marsala e lavorare ancora un po’ il composto.
Mettere il mascarpone in una ciotola e lavorarlo in modo circolare con un cucchiaio di legno per ammorbidirlo. Unirlo al composto di uova, delicatamente sino ad ottenere una crema compatta.
In una pirofila o contenitore rettangolare non molto alta, sistemare metà dei biscotti savoiardi leggermente imbevuti nel caffè uno accanto all’altro, ricoprendone il interamente il fondo della pirofila. Sistemarvi sopra metà della crema. Ricoprire con gli altri biscotti, sempre bagnati nel caffè. Ricoprire con la crema residua e livellare bene la superficie.
In un colino piccolo a maglie strette, mettere il cacao amaro e con un cucchiaino farlo passare nei buchi, distribuendolo tutto sulla superficie intera del tiramisù. Tenere in frigorifero la preparazione coperta con pellicola trasparente, per almeno 3 ore e comunque sino al momento di servirlo.

sabato 2 maggio 2020

Lo Sapevate Che: Leonardo da Vinci, la massima espressione del genio umano, per eccellere nelle arti, nella tecnica e nello studio della natura e del cosmo


Visione d'insieme
Tra Empoli e Pistoia, sabato 15 aprile 1452, nel borgo di Vinci nasce Leonardo di Ser Piero d'Antonio. Il padre, notaio, l'ebbe da Caterina, una donna di Anchiano che sposerà poi un contadino. Nonostante fosse figlio illegittimo il piccolo Leonardo viene accolto nella casa paterna dove verrà allevato ed educato con affetto. A sedici anni il nonno Antonio muore e tutta la famiglia, dopo poco, si trasferisce a Firenze.
La precocità artistica e l'acuta intelligenza del giovane Leonardo spingono il padre a mandarlo nella bottega di Andrea Verrocchio: pittore e scultore orafo acclamato e ricercato maestro. L'attività esercitata da Leonardo presso il maestro Verrocchio è ancora da definire, di certo c'è solo che la personalità artistica di Leonardo comincia a svilupparsi qui.
Possiede una curiosità senza pari, tutte le disclipline artistiche lo attraggono, è un acuto osservatore dei fenomeni naturali e grandiosa è la capacità di integrarle con le sue cognizioni scientifiche.
Nel 1480 fa parte dell'accademia del Giardino di S. Marco sotto il patrocinio di Lorenzo il Magnifico. E' il primo approccio di Leonardo con la scultura. Sempre un quell'anno riceve l'incarico di dipingere l'Adorazione dei Magi per la chiesa di S. Giovanni Scopeto appena fuori Firenze (oggi quest'opera si trova agli Uffizi). Tuttavia, l'ambiente fiorentino gli sta stretto.
Si presenta allora, con una lettera che rappresenta una specie di curriculum in cui descrive le sue attitudini di ingegnere civile e costruttore di macchine belliche, al Duca di Milano Lodovico Sforza, il quale ben lo accoglie. Ecco nascere i capolavori pittorici: la Vergine delle Rocce nelle due versioni di Parigi e di Londra, e l'esercitazione per il monumento equestre in bronzo a Francesco Sforza. Nel 1489-90 prepara le decorazioni del Castello Sforzesco di Milano per le nozze di Gian Galeazzo Sforza con Isabella d'Aragona mentre, in veste di ingegnere idraulico si occupa della bonifica nella bassa lombarda. Nel 1495 inizia il famoso affresco del Cenacolo nella chiesa Santa Maria delle Grazie.
Questo lavoro diventa praticamente l'oggetto esclusivo dei suoi studi. Verrà terminata nel 1498. L'anno successivo Leonardo fugge da Milano perché invasa dalle truppe del re di Francia Luigi XII e ripara a Mantova e Venezia.
Nel 1503 è a Firenze per affrescare , insieme a Michelangelo, il Salone del Consiglio grande nel Palazzo della Signoria. A Leonardo viene affidata la rappresentazione della Battaglia di Anghiari che però non porterà a termine, a causa della sua ossessiva ricerca di tecniche artistiche da sperimentare o da innovare.
Ad ogni modo, allo stesso anno è da attribuire la celeberrima ed enigmatica Monna Lisa, detta anche Gioconda, attualmente conservata al museo del Louvre di Parigi.
Nel 1513 il re di Francia Francesco I lo invita ad Amboise. Leonardo si occuperà di progetti per i festeggiamenti e proseguirà con i suoi progetti idrologici per alcuni fiumi di Francia. Qualche anno dopo, precisamente nel 1519, redige il suo testamento, lasciando tutti i suoi beni a Francesco Melzi, un ragazzo conosciuto a 15 anni (da qui, i sospetti sulla presunta omosessualità di Leonardo).
Il 2 Maggio 1519 il grande genio del Rinascimento spira e viene sepolto nella chiesa di S. Fiorentino ad Amboise. Dei sui resti non vi è più traccia a causa delle profanazioni delle tombe avvenute nelle guerre di religione del XVI secolo.
Approfondimento di alcune delle più celebri opere di Leonardo da Vinci
Il battesimo di Cristo (1470) - Paesaggio d'Arno (disegno, 1473) - Madonna del Garofano (1475) - L'Annunciazione (1475) - Ritratto di Ginevra de' Benci (1474-1476) - L'adorazione dei Magi (1481) - Madonna Litta (1481) - Belle Ferronnière (1482-1500) - Vergine delle Rocce (1483-1486) - Dama con l'ermellino (1488-1490) - Ultima cena (Cenacolo) (1495-1498) - Madonna dei Fusi (1501) - San Giovanni Battista (1508-1513) - Sant'Anna, la Vergine e il Bambino con l'agnellino (1508 circa) - La Gioconda (Monna Lisa) (1510-1515) - Bacco (1510-1515)

Speciale: Sabato col riso e tutto al verde! … 🌹


Code di Gamberoni e Salmone con Riso, Rucola e Pomodorini
Per 4 persone

Ingredienti:

200 gr di code di gamberoni, 120 gr di filetto di salmone fresco, 120 gr di riso Carnaroli, 1 vasetto di yogurt magro, 120 gr di maionese, 150 gr di rucola, 1 scalogno, succo di ½ limone + 1 limone intero, 100 gr di rucola, olio, sale, pepe.

Far cuocere il riso al dente e freddarlo sotto l’acqua. Tenerlo da parte.
Pulire lo scalogno, ridurlo a fettine e metterlo nel mixer con 100 gr di rucola lavata, lo yogurt e frullare brevemente. Trasferire il composto in una terrina e unirvi la maionese, un pizzico di sale, pepe e qualche goccia di limone e il riso.
Cuocere il filetto di salmone al vapore, dopo averlo lavato e asciugato. Tagliarlo a fettine troppo sottili e tenerlo da parte in un piatto concavo da portata.
Pulire le code di gamberoni dall’eventuale sbudellino nero e sbollentarle in acqua in ebollizione salata per 5 minuti. Scolarle e sgusciarle dal carapace. Unirle nel piatto di portata con le fettine di salmone.
Lavare e asciugare la rucola e i pomodorini. Spezzettare la rucola e tagliare a tocchetti i pomodorini. Mettere il tutto in una scodella e condire con 3 cucchiai d’olio leggermente battuto con 1 cucchiaio di succo di limone e un pizzico di sale e pepe. Unire al pesce. Condire unendo il contenuto della terrina di riso e crema allo yogurt. Mantecare delicatamente il tutto e servire.


Crocchette di Funghi Champignon e Riso accompagnati da frullato di Piselli e Lattuga
Per 4 persone

300 gr di riso, 200 gr di champignon, 120 gr di mozzarella, 1 cipolla, 3 uova e 1 tuorlo, farina, pangrattato, parmigiano grattugiato, vino bianco secco, brodo di carne, burro, olio, sale, pepe. (Seguono ingredienti e ricetta del frullato di piselli e lattuga)

In una padella con mezza cipolla tritata e 2 cucchiai d’olio, fare soffriggere gli champignon, puliti e ridotti a lamelle. Unire il riso, tostarlo a fuoco vivo, sfumarlo con poco vino, poi proseguire la cottura aggiungendo del brodo caldo, poco alla volta, sin che il riso risulti cotto al dente e asciutto dal brodo. Fuori dal fuoco mantecarlo con 50 gr di parmigiano grattugiato, una noce di burro, un tuorlo, sale e pepe. Amalgamare bene e sistemarlo a raffreddare su un piatto.
Nel mentre tagliare a dadini la mozzarella.
Con il riso freddo preparare 16 polpettine e mettere all’interno di ciascuna una porzione di mozzarella, poi passarla nella farina, nelle uova battute e nel pangrattato. Infine, friggerle in una padella con abbondante olio in ebollizione. Man mano che saranno dorate da tutte le parti, passarle su carta assorbente da cucina a sgocciolare e tenerle al caldo. Servite con il frullato di piselli e lattuga che segue.


Frullato di Piselli e Lattuga
Per 6 persone

Ingredienti:

250 gr di piselli novelli, sgranati, 1 cespo di lattuga lavata e tritata, 1 lt. di brodo vegetale (cipolla, carota, porro, 2 gambi sedano, 1 pomodoro piccolo, qualche rametto di prezzemolo, basilico, sale q.b.), 1,5 dl di yogurt bianco, 1,5 dl di panna, 1 cucchiaino di peperoncino rosso in polvere (facoltativo), sale, pepe nero.

Far lessare i piselli nel brodo bollente fino a quando saranno teneri (circa 10 minuti). Trasferirli in un robot da cucina assieme al liquido di cottura e lasciarli leggermente raffreddare. Frullare i piselli unendo lo yogurt fino a formare una crema omogenea (ricordare di lasciare da parte alcuni piselli interi per guarnire). Regolare di sale e pepe. Sbollentare la lattuga in acqua per 1 minuto, toglierla dall’acqua e frullarla con la panna. Regolare di sale e pepe. Versare la lattuga preparata in 6 bicchieri e completare con la crema di piselli. Mescolare bene e guarnire con un pizzico di peperoncino e i piselli interi. Servire in compagnia delle crocchette preparate.


Mattonella al Kiwi
Per 4 persone

Ingredienti:

2 kiwi, 100 gr di biscotti secchi, 6 tuorli d’uovo, 6 cucchiai di zucchero semolato, un bicchiere di Rum, 5 dl di latte, 4 dl di panna fresca, 15 gr di colla di pesce, 2 cucchiai di granella di cioccolato.

In una casseruola lavorare i tuorli con lo zucchero, unire il latte e fare cuocere, senza mai portare ad ebollizione, mescolando continuamente per 10 minuti circa.
Togliere dal fuoco unire la colla di pesce, prima ammollata in acqua e poi strizzata. Mescolare finché sia sciolta completamente.
Lasciare raffreddare, montare la panna e amalgamare alla crema.
Bagnare lo stampo con il liquore e sistemarlo nel freezer per pochi minuti.
Affettare i kiwi sbucciati; bagnare i biscotti con il rum.
Versare nello stampo un leggerissimo strato di crema e qualche fettina di kiwi.
Mettere lo stampo nel frigorifero e quando la crema si sarà rappresa bene, copritela con uno strato di biscotti che ricoprirete con la crema e le fettine di kiwi rimaste e la granella di cioccolato distribuita in superficie.

venerdì 1 maggio 2020

Lo Sapevate Che: Il Primo Maggio cambia pelle ma non cede al virus


Concertone Roma diventa prima serata tv, Taranto è un docufilm

Il Primo Maggio, da anni, è sinonimo di scampagnate, di sole, di gite fuori porta, ma anche di grandi eventi musicali. Su tutti l'appuntamento con il Concertone in piazza San Giovanni a Roma e quello dell'Uno Maggio a Taranto. Ma in tempo di coronavirus e di disposizioni che hanno cancellato tutti gli appuntamenti live, anche il Primo Maggio cambia pelle. Si trasforma, ma non cede al Covid-19. E così da una parte l'appuntamento in piazza San Giovanni si sposta negli studi tv della Rai e all'Auditorium Parco della Musica, dall'altra l'evento prende vita sotto forma di docufilm. La festa in musica di Roma, dunque, trasloca temporaneamente negli studi di via Teulada per una prima serata su Rai3, che diventa ponte tra Roma e il resto d'Italia, senza tradire la sua vocazione, quella di dar risalto ai temi fondamentali del lavoro che, quest'anno forse come non mai, riguardano la vita e il futuro di milioni di italiani. "Il lavoro in sicurezza: per costruire il futuro": è infatti il titolo scelto per il 2020 da Cgil, Cisl e Uil, che promuovono l'appuntamento. Un evento collettivo con contributi musicali selezionati, prodotti e realizzati per l'occasione da iCompany con la direzione artistica di Massimo Bonelli. Molti gli ospiti, i collegamenti, i set musicali e i contributi speciali. I live saranno realizzati principalmente all'Auditorium Parco della Musica di Roma o in altre location speciali sparse per l'Italia e proposte direttamente dagli artisti. A Taranto, il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, insieme ai tre direttori artistici Michele Riondino, Roy Paci e Diodato, ha annunciato la realizzazione di un docufilm (con la regia di Giorgio Testi, Francesco Zippel e Fabrizio Fichera) sulla "storia di Taranto e le battaglie di chi lotta per recuperarne la bellezza e restituire ai suoi lavoratori la piena dignità e sicurezza". Un mix di "live performance in lockdown", spiegano gli organizzatori, filmate "con telefonini, animazioni con voce fuori campo e musica, interviste e testimonianze dirette. L'Uno Maggio Libero e Pensante è una voce che si alza forte ogni anno" per la "tutela dell'ambiente, per costruire - concludono - una proposta reale e condivisa che dimostra inconfutabilmente la fattibilità di una riconversione economica e sociale, imprescindibile dalla chiusura del siderurgico e delle fonti inquinanti, in piena sintonia con l'agenda mondiale 2030".

Lo Sapevate Che: Festa del 1° maggio 2020. Il lavoro in un’economia sostenibile

Messaggio dei Vescovi per la Festa del 1° maggio 2020 - Il lavoro in un’economia sostenibile. «Il Signore Dio pose l’uomo nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse» (Gen 2,15)

Messaggio dei Vescovi per la Festa del 1° maggio 2020 Il lavoro in un’economia sostenibile «Il Signore Dio pose l’uomo nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse» (Gen 2,15) L’emergenza seguita alla diffusione del Covid-19 ci sta insegnando che le vicende dell’esistenza rimescolano le carte a volte in maniera improvvisa, rivelando la nostra realtà più fragile. Ci ha fatto comprendere quanto è importante la solidarietà, l’interdipendenza e la capacità di fare squadra per essere più forti di fronte a rischi ed avversità. L’emergenza sanitaria porta con sé una nuova emergenza economica. Nulla sarà come prima per le famiglie che hanno subito perdite umane. Nulla sarà come prima per chi è stremato dai sacrifici in quanto operatore sanitario. Nulla sarà come prima anche per il mondo del lavoro, che ha prima rallentato e poi ha visto fermarsi la propria attività. Già si contano danni importanti, soprattutto per gli imprenditori che in questi anni hanno investito per creare lavoro e si trovano ora sulle spalle ingenti debiti e grandi punti interrogativi circa il futuro della loro azienda. Nulla sarà come prima per i settori che sono andati in sofferenza e vivono l’incertezza del domani: si pensi al turismo, ai trasporti e alla ristorazione, al mondo della cooperazione e del Terzo settore, a tutta la filiera dell’agricoltura e del settore zootecnico, alle ditte che organizzano eventi, al comparto della cultura, alle piccole e medie imprese che devono competere a livello globale e si vedono costrette a chiusure forzate, senza poter rispondere alla domanda di beni e servizi. Giorno dopo giorno, ora dopo ora, comprendiamo il serio rischio che grava su molti lavoratori e molte lavoratrici. Nulla sarà come prima per tutte le realtà del Terzo settore e particolarmente quelle afferenti al mondo ecclesiale. Già in queste settimane abbiamo registrato gravi difficoltà nel sostenere gli oneri economici di queste imprese (scuole paritarie, case di riposo, cooperative sociali …), soprattutto nei confronti di coloro che vi lavorano. Per altro, non avendo finalità di lucro, le loro attività si svolgono, in gran parte, con margini di sicurezza economica molto ridotti. Non solo i prossimi mesi, ma il loro stesso futuro, rischia di essere pregiudicato. È con questa preoccupazione nel cuore che ci apprestiamo a celebrare la Festa del 1° maggio di quest’anno. 1. Il lavoro «in crisi» In un sistema che - quando mette al centro l’esclusivo benessere dei consumatori e la crescita dei profitti delle imprese – è già problematico per sua natura, la crisi sanitaria e quella economica gravano sensibilmente sulla qualità e sulla dignità del lavoro. Si generano purtroppo una quantità rilevante di persone «scartate». Le dimensioni del problema non sono più percepibili correttamente con le tradizionali statistiche di occupazione e disoccupazione, perché il lavoro anche quando non manca, spesso è precario, povero, temporaneo, lontano da quei quattro attributi definiti da papa Francesco: libero, creativo, partecipativo, solidale (EG 192). Il problema della qualità e della dignità del lavoro si intreccia con altre dimensioni di insostenibilità tipiche dei nostri giorni. Già prima dell’emergenza del CoVid-19, lo svolgersi degli eventi è stato un 2 continuo susseguirsi di emergenze sul fronte del lavoro e dei cambiamenti climatici. Si tratta di emergenze correlate, al punto che in alcuni casi (come per l’ex Ilva di Taranto) prospettano l’ingiusto dilemma di dover sacrificare un problema per cercare di risolvere l’altro. In realtà, quello che l’attualità ci sta chiedendo di affrontare, senza ulteriori ritardi o esitazioni, è una transizione verso un modello capace di coniugare la creazione di valore economico con la dignità del lavoro e la soluzione dei problemi ambientali (riscaldamento globale, smaltimento dei rifiuti, inquinamento). L’epidemia del coronavirus ha rafforzato la consapevolezza della nostra debolezza con un drammatico shock che ci ha scoperti nuovamente vulnerabili e fortemente interdipendenti ciascuno dall’altro, in un pianeta che è sempre di più comunità globale. «Nessuno deve perdere lavoro per il coronavirus» è stato lo slogan ripetuto all’indomani della crisi: è fondamentale che questo appello abbia successo, evitando le conseguenze negative di breve e medio termine. Sono auspicabili misure di aiuto a famiglie ed imprese che sappiano fare attenzione a proteggere tutti, soprattutto le categorie solitamente più fragili e meno tutelate come i lavoratori autonomi, gli irregolari o quelli con contratti a tempo determinato. Il problema per i lavoratori più esposti non è solo quello della perdita del salario o dell’occupazione, ma anche quello delle condizioni sul luogo di lavoro. Gli operatori nella manifattura, nel settore alimentare e della logistica hanno assicurato anche nei giorni della crisi beni e servizi necessari per il resto del paese, lavorando in condizioni difficili e non sempre di sicurezza. Per non parlare degli eroi di questa emergenza, il personale medico e sanitario, professionale e volontario, che, mettendo a rischio la propria vita, non manca di garantire le cure alle vittime dell’epidemia. Le emergenze dei nostri giorni sono la spia di un problema più profondo che riguarda l’orientamento della persona. L’orizzonte è quello dell’ecologia integrale della Laudato si’, che riprende e attualizza il messaggio della Dottrina sociale della Chiesa per far fronte alle nuove sfide. Abbiamo bisogno di un’economia che metta al centro la persona, la dignità del lavoratore e sappia mettersi in sintonia con l’ambiente naturale senza violentarlo, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. 2. Verso un’economia sostenibile Costruire un’economia diversa non solo è possibile, ma è l’unica via che abbiamo per salvarci e per essere all’altezza del nostro compito nel mondo. È in gioco la fedeltà al progetto di Dio sull’umanità. Per ridare forza e dignità al lavoro dobbiamo curare la ferita dei nostri profondi divari territoriali. Non esiste una sola Italia del lavoro, ma «diverse Italie», con regioni e zone vicine alla piena occupazione – dove il problema diventa spesso quello di umanizzare il lavoro, vivendo il riposo della festa – e regioni dove il lavoro manca e costringe molti a migrare. Dobbiamo altresì avere il coraggio di guardare alla schizofrenia del nostro atteggiamento verso i nostri fratelli migranti: sono sfruttati come forma quasi unica di manovalanza, a condizioni di lavoro non dignitose in molte aree del Paese. Dobbiamo saper trasformare le reti di protezione contro la povertà – essenziali in un mondo dove creazione e distruzione di posti di lavoro sono sempre più rapidi e frequenti – in strumenti che non tolgano dignità e desiderio di contribuire con il proprio sforzo al benessere del Paese. L’impegno sociale, politico ed economico per un lavoro degno non passa attraverso la demonizzazione del progresso tecnologico, che può essere invece preziosissimo alleato per sconfiggere più rapidamente un’epidemia o aiutarci a coltivare relazioni affettive e di lavoro a distanza, in un momento di necessaria limitazione delle nostre libertà di movimento. In ogni epoca della storia umana le rivoluzioni tecnologiche hanno sollevato i lavoratori dalla fatica e da mansioni ripetitive e poco generative, aumentando la creazione di ricchezza con la tendenza a concentrarla nelle mani dei pochi proprietari delle nuove tecnologie. Sono state le politiche fiscali progressive a redistribuire la maggiore 3 ricchezza creata in occasione delle rivoluzioni tecnologiche nelle mani di molti, trasformandola in domanda diffusa e facendo nascere nuovi beni e servizi, attività, mestieri e professioni. Non è il progresso scientifico e tecnologico che «ruba» il lavoro, ma l’incapacità delle politiche sociali ed economiche di redistribuire la maggiore ricchezza creata. 3. Il compito delle istituzioni e di ciascuno In un mondo complesso come il nostro, il cambiamento non nasce con un atto d’imperio. Infatti, i rappresentanti delle istituzioni, anche quando sono animati dalle migliori intenzioni, si muovono in uno spazio pieno di limiti e vincoli e dipendono in modo cruciale da consenso e scelte dei cittadini e dai comportamenti delle imprese. Ciò vale per affrontare i problemi del tempo ordinario e quelli del tempo straordinario dove il successo del contenimento dell’epidemia passa attraverso la responsabilità sociale dei cittadini e i loro comportamenti. La cittadinanza attiva e l’impegno di tutti noi in materia di stili di vita e di capacità di premiare con le nostre scelte prodotti e imprese che danno più dignità al lavoro sono oggi una leva di trasformazione che rende anche la politica consapevole di avere consenso alle spalle, quando si impegna con decisione a promuovere la stessa dignità del lavoro. La sfida che abbiamo di fronte è formidabile e richiede l’impegno di tutti. C’è una missione comune da svolgere nelle diverse dimensioni del nostro vivere come cittadini che partecipano alla vita sociale e politica, come risparmiatori e consumatori consapevoli, come utilizzatori dei nuovi mezzi di comunicazione digitali. Questo chiede a tutti di dare un contributo alla costruzione di un modello sociale ed economico dove la persona sia al centro e il lavoro più degno. Così, senza rimuovere impegno e fatica, si può rendere la persona con-creatrice dell’opera del Signore e generativa. Nel cammino che la Chiesa italiana sta facendo verso la 49ª Settimana Sociale di Taranto (4-7 febbraio 2021) siamo chiamati a coniugare lavoro e sostenibilità, economia ed emergenza sanitaria. L’opera umana sa cogliere la sfida di rendere il mondo una casa comune. I credenti possono diventare segno di speranza in questo tempo. Capaci di abitare e costruire il pianeta che speriamo. LA COMMISSIONE EPISCOPALE PER I PROBLEMI SOCIALI E IL LAVORO, LA GIUSTIZIA E LA PACE Roma, 5 aprile 2020
https://lavoro.chiesacattolica.it/1-maggio-2020-giornata-per-il-lavoro

Speciale: Il Menù per il Primo di Maggio! … 🌹


La festa dei lavoratori, che viene celebrata il primo giorno di Maggio, è una ricorrenza internazionale che nasce a Parigi nel 1889: durante la Seconda Internazionale venne decisa una giornata in cui tutti i lavoratori avrebbero fatto festa per richiedere una riduzione dell’orario di lavoro a 8 ore. Il successo della manifestazione fu sorprendente anche per gli stessi organizzatori, dato le ovvie difficoltà di coordinamento e la forte resistenza di stampa e governi. Si decise così di trasformare un evento in una ricorrenza annuale. Il “tema” della festa dei lavoratori cambia di anno in anno, e a seconda dei paesi, ma la giornata mantiene intatta la sua valenza di “festa politica” che celebra il valore del lavoro e dei lavoratori. Una festa che in genere si trascorre all’aria aperta, ma quest’anno, con il Coronavirus, festeggeremo nelle nostre case, in famiglia, e sarà lo stesso una grande Festa!

Ciao amici! Possiamo vivere nel mondo una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare, lavorare per coloro che amiamo e amare ciò per cui lavoriamo. (Lev Tolstoj)

Buon pranzo a tutti! …


Uova strapazzate con Asparagi e Salsiccia
Per 2 persone

Ingredienti:

2 fette di pane casereccio, 12 asparagi verdi, 4 uova intere, 100 gr di salsiccia fresca, panna fresca, scaglie di pecorino, burro, olio, sale, pepe nero in grani.

Lavare gli asparagi dal residuo terroso e tagliare la parte del gambo legnosa.
Saltare in una padella le punte in 2 cucchiai d’olio.
In una ciotola sbattere un poco le uova. Sciogliere due cucchiai di burro in una padella, unire la salsiccia sbriciolata e fare soffriggere poi a fuoco basso, versare le uova e strapazzarle, sbattendole con una forchetta. Spegnere la fiamma e aggiungere 2 cucchiai di panna, regolare di sale e spolverizzare con pepe macinato al momento. Distribuire le uova sulle fette di pane casereccio prima fatte abbrustolire, completare con gli asparagi e le scaglie di pecorino.


Crespelle con Pomodori e Rucola
Per 4 persone

Ingredienti:

Per le crespelle: gr 100 di farina bianca, 2 uova intere, 1,5 dl di latte, 2 pomodori maturi grossi, sale.
Per l’interno:

1 mazzo di rucola, 8 pomodorini ciliegia, 40 gr di parmigiano ridotto a scaglie, 30 gr di burro, olio evo, sale e pepe nero.

Per le crespelle: Mettere le uova in una terrina e lavorarle con i rebbi di una forchetta. Unire alla farina un pizzico di sale e versarla tutta attorno alle uova, cominciando a mescolare con un frullino a mano, amalgamando lentamente dall’interno all’esterno e aggiungendo gradatamente il latte intiepidito e cercando di non far rimanere grumi. Coprire la terrina con pellicola e tenerla in frigorifero per ½ ora.
Nel mentre sbollentare in acqua bollente i due pomodori grossi, pelarli spremendoli con delicatezza per eliminare i semi. Tritarli grossolanamente e unirli alla pastella.
In una padella antiaderente di 20 cm di diametro, fare fondere una nocciola di burro, versarvi due cucchiai di pastella, ruotando la padella in modo da distribuirla uniformemente.
Fare cuocere a fuoco medio finché il fondo della crespelle sarà dorato, quindi rivoltandola, farla cuocere anche dall’altra parte. Ripetere il procedimento sino a esaurimento degli ingredienti.
Per il ripieno: Lavare e asciugare i pomodorini. Tagliarli a spicchi. Lavare e asciugare e pulire se serve la rucola, tritarla molto grossolanamente e mescolarvi con cura gli spicchi di pomodorini. Mettere tutto in una ciotola e condire con 3 cucchiai d’olio, un pizzico di sale e pepe. Mescolare con accuratezza. Mettere un po’ scaglie di parmigiano e rucola con pomodori in ciascuna crespelle, arrotolandole. Sistemare le crespelle in una pirofila rettangola leggermente imburrata in forno preriscaldato a 180° per 10 minuti e servitele. Deliziose!


Frittatine con Peperone, Pomodori e Rucola
Per 4 persone

Ingredienti:


4 uova, 40 gr di latte intero, 40 gr di farina bianca, olio evo, sale.

Per farcire: ½ peperone rosso, 100 gr di pomodorini, 150 gr di mascarpone, un ciuffo di rucola, 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, sale pepe. 

Per guarnire: un ciuffetto di erba cipollina

Preparare una pastella sbattendo le uova insieme alla farina e al latte e a un pizzico di sale. In una padellina fare scaldare 2 cucchiai d’olio e versarvi delle piccole quantità di pastella, in modo da ottenere delle frittatine sottilissime.
Pulire e tritare la rucola. Tagliare a cubetti il mezzo peperone (pulito e privato dai semi). Lavare i pomodorini, tagliarli a pezzetti. In un recipiente mescolare il mascarpone con il parmigiano, il trito di rucola, il peperone e i pomodori, in modo da ottenere un morbido impasto. Salare e pepare.
Farcire le frittatine con l’impasto e arrotolarle chiudendole con un filo di erba cipollina e servite.



Fagottini con Prosciutto cotto e Scamorza
Per 4 persone                                                                                        


Ingredienti:

1 confezione di pasta sfoglia, 2 fette di prosciutto cotto un po’ spesse, 120 gr di caciotta fresca, 1 piccola confezione di panna, 1 uovo.

Tagliate la scamorza a fettine sottili. Tagliate le fette di prosciutto a metà. Appoggiatevi sopra le fettine di formaggio e un cucchiaio di panna su ciascuna fetta. Arrotolate le fette di prosciutto in modo da ottenere 4 involtini.
Formate con la pasta sfoglia (se necessario stendetela un po’) 4 rettangoli dove avvolgerete gli involtini preparati. Spennellate la superficie di ciascuna sfoglia con il tuorlo d’uovo diluito con un goccio d’acqua. Con un coltellino affilato fate delle incisioni oblique parallele sulla superficie delle sfoglie.
Appoggiate le sfoglie su una teglia foderata con carta da forno e mettete in forno preriscaldato a 220° per 10 minuti. Servite caldo o tiepido.


Fusilli alle Zucchine in fiore
Per 4 persone

Ingredienti:

400 gr di pasta fusilli, 8 zucchine piccole col fiore, uno scalogno, basilico, erba cipollina, 250 gr di robiola di Roccaverano fresca, latte, sale, pepe.

Staccate i fiori alle zucchine. Spuntatele, lavatele e riducetele a fettine di ½ centimetro. Pulite i fiori, eliminate i pistilli, sciacquateli rapidamente, con la testa in giù, sotto l’acqua corrente e asciugateli con carta da cucina. Affettate sottilmente lo scalogno in una padella con olio, unite le fettine di zucchine, fatele cuocere per 5 minuti, poi aggiungete i fiori e cuocete ancora per qualche minuto.
In una casseruolina, con qualche cucchiaio di latte, riducete la robiola a tocchettini e stemperatela, fino a formarne una crema.
Cuocete i fusilli in acqua salata, conditeli con la crema di robiola, le zucchine e i fiori, pepate e spolverizzate con basilico e erba cipollina tritate.


Meringata di Fragole
Per 6 persone

Ingredienti:

150 gr di nocciole sgusciate, 4 albumi, 200 gr di zucchero a velo. Per farcire: 800 gr di fragoloni, 4 rossi d’uovo, zucchero, 300 gr di panna montata, zucchero a velo, Porto.

Tostate le nocciole nel forno, spellatele e tritatele finissime. Versate gli albumi in una scodella e sbatteteli a neve fermissima. Unite a pioggia lo zucchero a velo e la polvere di nocciole.
Suddividete il composto in tre stampi di circa 18/20 cm., precedentemente imburrati e infarinati. Infornate a forno preriscaldato a 150° per 20 minuti.
Togliete subito dal forno e lasciate raffreddare.
Lavate e affettate le fragole. Sbattete i tuorli con 200 gr di zucchero fino ad ottenere una crema biancastra che mescolerete con la panna montata. Condite con un po’ di Porto e zucchero vanigliato.
Formate ora il dolce, sovrapponendo i tre dischi di meringa che farcirete con la crema e con le fragole. Tenete in frigorifero almeno per un’ora, decorando la superficie con fragoloni bagnati nello zucchero.