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lunedì 27 giugno 2016

Lo Sapevate Che: I riti propiziatori per vincere la paura degli esami...



Penne benedette per aiutare gli studenti a superare la maturità. E’ successo  in un liceo di Aversa, dove l’insegnante di religione ha riunito gli studenti per aspergere biro e roller con acqua consacrata. Nessun ritorno al medioevo, si è affrettato a precisare il sacerdote. E’ solo un modo per far sì sentire i ragazzi meno soli alla vigilia di una prova così importante. Come era prevedibile, le polemiche non sono mancate. C’è chi ha detto che così si deresponsabilizzano i giovani e chi, invece, ha sostenuto che nella scuola laica non c’è posto per la superstizione, neanche quando è vestita da religione. Questi argomenti, in sé rispettabili, prendono l’episodio troppo alla lettera e si lasciamo sfuggire il suo messaggio simbolico. E cioè che alla vigilia dell’esame per antonomasia, quello che continuiamo a sognarci per tutta la vita, i maturandi non sanno letteralmente a che santo votarsi. E le preghiere, i fioretti, i riti propiziatori sono un modo per esprimere e canalizzare l’emozione, la tensione e l’apprensione. E allora tutti i numi tutelari sono buoni, religiosi e non solo. Dai tradizionali patroni degli studenti, come San Giuseppe da Copertino e il Beato Luca Belludi, a protettori per chiara fama, come Virgilio e Leopardi, invocati da scolari di tutto il mondo che si recano in pellegrinaggio a Napoli del tipo “Caro Virgilio, tu che sei dei poeti onore e lume, aiutaci a superare lo scoglio del latino”. Segno che è stato ben digerito Virgilio, ma anche Dante. E che in fondo questi studenti sono più maturi di quelli che temono che i riti li deresponsabilizzino.
Marino Niola – Miti d’oggi – Il Venerdì di Repubblica – 17 giugno 2016 -

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