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martedì 29 settembre 2020

Speciale: Di tutto di più! … 🌹

“Quando non c’è energia non c’è colore, non c’è forma, non c’è vita.” (Caravaggio)

 

Velocissima Zuppa di Finocchio selvatico

Per 4 persone

Ingredienti:

Un mazzo di finocchio selvatico, 8 fette di pane casereccio tostate, 120 gr di fontina, brodo vegetale, sale.

 

Pulire togliere le parti dure al finocchio selvatico, lavarlo e tritarlo. Metterlo in una pentola in poco brodo vegetale e farlo cuocere per 8 minuti.

Disporre sul fondo di una pirofila le fette di pane tostate, coprirle con la fontina affettata, versarvi sopra il brodo con il finocchio e passare in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti. Servire subito.

 

 

Spezzatino di Agnello (o pollo, o vitello) all'Etiope con contorno 

Uova sode

Per 4 persone

 

Ingredienti:

250 gr di spezzatino a cubetti piccoli, 250 gr di cipolle tritate, 3 spicchi di aglio, 3 cucchiai di berberè (polvere piccante etiopica a base di 10 peperoncini e altri gusti), 250 gr di pomodori pelati, 100 gr di passata di pomodoro, 4 uova sode per accompagnare.

 

Tritare cipolle e aglio e farle saltare per 10 minuti in un tegame finché prendano colore. Aggiungere poca acqua e mescolare finché le cipolle si saranno trasformate in una salsa consistente. Aggiungere 4 cucchiai d’olio, la carne e proseguire la cottura per altri 10 minuti, prima di versare la polvere di berberè sciolta in poca acqua e proseguire la cottura per altri 15 minuti.

Mescolare i pelati alla passata di pomodoro, mescolare e unire alla carne, continuare la cottura, aggiungendo un bicchiere di acqua tiepida. Cuocere fin che la carne risulti ben tenera.

Regolare di sale e servire accompagnando con le uova sode.

 

Pere al vino rosso al forno

 

Ingredienti per 4 persone:

 

Le pere al vino rosso sono un dessert con zuccheri esclusivamente semplici. Il 50% delle calorie fornite provengono dall’alcol, che è privo di principi nutritivi, per cui le calorie fornite vengono definite “calorie vuote”.
Di contro il vino rosso contiene i flavonoidi e le antocianine, sostanze con potere antiossidante, che ostacolano la formazione dei radicali liberi, principali responsabili del danno cellulare e di altri fenomeni come aterosclerosi, invecchiamento, nonché́ di tutte le malattie degenerative
.

 

4 pere, ½ t di vino rosso,

 

Preparazione:
Sbucciare le pere, dividerle a metà e togliere il torsolo. Posizionarle su una teglia da forno con il vino e farle cuocere a 180° fino a quando le pere non saranno appena morbide
.

 

Contenuto per una porzione:
Calorie 153,3
Carboidrati g 15,0
Proteine g 0,5
Lipidi g 0,2

Ricetta tratta da Taccuino Di Ricette – Cucinare bene, cucinare informati 

Lo Sapevate Che: Caravaggio, artista tra i massimi che l’umanità abbia mai conosciuto con il suo stile ha segnato una profonda cesura nella storia della pittura

“Quando non c’è energia non c’è colore, non c’è forma, non c’è vita.” (Caravaggio)

 

Breve biografia e opere principali in 10 punti

Se la vita di Caravaggio fosse stata un romanzo, probabilmente sarebbe stato scritto da Alexandre Dumas. Sarebbe stata una storia di duelli, fughe, improvvise ascese e rovinose cadute. Se la vita di Caravaggio fosse stata un romanzo, probabilmente il lettore si sarebbe chiesto se l’autore non avesse esagerato con i colpi di scena: tanti e tutti spettacolari.

E invece si tratta di una storia vera: quella di Michelangelo da Merisi, in arte “Caravaggio”. Una storia di arte e violenza, di santi e prostitute, di bettole pericolose e sale principesche, di preti e pendagli da forca. È soprattutto la storia di un rapporto ambiguo con la morte, che l’artista sembra evocare, cercare per poi fuggirle spaventato.

È una storia di luci e di ombre, come se fosse venuta fuori da uno dei suoi dipinti, in cui la luce pare lotti contro il buio in una prova di forza carica di tensione. È la storia di un uomo che è poi anche la storia dell’Italia a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, in cui la passione, la violenza, l’arte e la morte attraversavano la strada della vita in sella allo stesso cavallo.

 

LA VITA E LE OPERE DI CARAVAGGIO: RIASSUNTO IN DUE MINUTI (DI ARTE)

1. Michelangelo Merisi, detto “Caravaggio” (Milano, 1571 – Porto Ercole, 1610) è considerato uno dei più importanti pittori della storia dell’arte italiana. La forte carica drammatica ed emotiva e la teatralità delle sue opere sono stati di ispirazione per molti artisti del barocco europeo.

Nonostante venga ricordato con il nome di “Caravaggio” (piccolo paese in provincia di Bergamo), l’artista nacque a Milano. Caravaggio era il paese di nascita dei genitori.

2. Caravaggio fin dalla più tenera età dovette fare i conti con la morte: la peste infatti uccise suo padre, il nonno e lo zio quando aveva solo sei anni.

La sua carriera artistica cominciò a tredici anni, quando andò a bottega dal pittore manierista Simone Peterzano, a Milano. Per molti anni non si ebbero più notizie sulla vita del giovane Caravaggio, fino al 1594, anno in cui l’artista si trasferì a Roma. Secondo alcuni, l’artista lasciò Milano perché sospettato di omicidio.

3. A Roma Caravaggio amava frequentare le osterie dei quartieri malfamati che ritrasse nei suoi dipinti, catturando l’essenza di un’umanità reietta e poverissima.

Fu proprio una di queste opere, I Bari (1595) che gli fece guadagnare la stima di uno dei personaggi più importanti della città eterna: il cardinale del Monte, che decise di accoglierlo sotto la sua ala protettiva procurandogli importanti incarichi presso le istituzioni religiose.

4. Nonostante gli incarichi prestigiosi e il successo, Caravaggio continuò a frequentare le bettole, trascorrendo le notti tra prostitute, giocatori di azzardo, risse e vino di dubbia qualità.

Indossava abiti costosissimi ma lisi e consunti e, nonostante il divieto di portare armi, aveva sempre con sé uno stocco, una spada leggera adatta ai duelli.

5. Uno dei primi lavori che gli venne commissionato fu la Vocazione di San Matteo, per la chiesa di San Luigi dei Francesi, a Roma. Caravaggio realizzò l’opera nel 1599 e stupì tutti per la scelta dei soggetti del dipinto.

Nell’opera, Matteo (tutt’altro che santo!) viene rappresentato mentre è seduto al tavolo di una bettola, mentre Cristo lo indica per invitarlo alla redenzione. Mancano del tutto i toni estatici che all’epoca venivano usati per rappresentare i soggetti sacri, a favore di un maggiore realismo compositivo (vedi anche l’opera Natività con i santi Lorenzo e Francesco d’Assisi).

6. Questa esasperata attenzione al realismo dei soggetti non sempre soddisfò i committenti che spesso considerarono blasfeme le opere di Caravaggio. L’opera La morte della Vergine (1605-1606) venne infatti rifiutata per l’eccessiva crudezza delle scena ma soprattutto perché Caravaggio scelse una prostituta annegata nel Tevere per dare volto e corpo alla Vergine.

7. Le opere di Caravaggio colpiscono lo spettatore per la maestria con cui l’artista riesce a dosare l’equilibrio tra luci e ombre con una tecnica assolutamente innovativa per l’epoca. Per ottenere quest’effetto, l’artista collocava con attenzione le lampade e le candele nello studio dove posavano i modelli, come farebbe oggi un bravo direttore della fotografia.

8. La vita di Caravaggio cambiò drammaticamente nel 1606, quando uccise in una rissa Rinuccio Tommasoni. Pare che l’alterco fosse sorto per un banale fallo subito durante una partita di pallacorda.

L’artista, secondo le leggi in vigore nello Stato Pontificio all’epoca, fu condannato alla decapitazione. Per fuggire al boia Caravaggio in tutta fretta lasciò Roma cercando rifugio nel  Regno di Napoli ma ciò non servì a rassicurarlo.

La paura di morire diventò uno dei temi ricorrenti nelle opere realizzate in quegli anni di latitanza. Molte di queste opere hanno per soggetto scene di decapitazione, come nell’opera Decollazione di San Giovanni Battista (1608).

9. L’artista trovò rifugio a Napoli e poi a Malta dove nel 1608 riuscì a entrare nell’ordine dei cavalieri di San Giovanni. Ci rimase per poco, però: in una rissa (un’altra!) ferì un membro dell’ordine di grado più elevato e per questo venne imprigionato.

Fuggì anche dall’isola ma, braccato dai sicari del cavaliere ferito che lo cercavano per vendicare l’oltraggio, riparò in Sicilia, dove realizzò alcune importanti opere tra cui Il seppellimento di Santa Lucia (1608), capolavoro di grandi dimensioni (408×300 cm). Nel timore di essere inseguito lasciò l’isola per tornare a Napoli in cerca di protezione. Non bastò. Gli uomini del suo nemico lo raggiunsero a palazzo Cellamare e lo ferirono al volto, lasciandolo in fin di vita.

In preda al dolore dipinse Davide con la testa di Golia (1609-1610). Una curiosità: il volto di Golia è un autoritratto di Caravaggio, ma anche il volto di Davide è ispirato al viso dell’artista, quando era ancora giovane e privo di macchia.

10. Ferito e debole, Caravaggio decise di intraprendere un faticoso viaggio a Roma, per invocare la grazia e la clemenza del pontefice. Nel corso del viaggio però le sue condizioni di salute peggiorano irrimediabilmente.

L’artista non raggiunse mai Roma, ma morì a Porto Ercole nel 1610, a 38 anni, senza sapere che il pontefice qualche settimana prima aveva inviato a Napoli un messo con il condono papale per assolvere l’artista dai suoi crimini.

“Quando non c’è energia non c’è colore, non c’è forma, non c’è vita.” (Caravaggio)

https://dueminutidiarte.com/2015/12/30/caravaggio-biografia-breve-opere-principali/

Lo Sapevate Che: Enrico Fermi, scienziato ra i più eccelsi della storia indicato come il padre della fisica nucleare, per le rivoluzionarie scoperte sui neutroni e la radioattività


“Ci sono soltanto due possibili conclusioni: se il risultato conferma le ipotesi, allora hai appena fatto una misura; se il risultato è contrario alle ipotesi, allora hai fatto una scoperta.”           Enrico Fermi

 

 

Conflitti fisici

Enrico Fermi nasce il 29 settembre 1901 a Roma, figlio di Alberto, funzionario del Ministero dei Trasporti e Ida De Gattis, maestra. Fino ai tre anni di età risiede in campagna sotto lo stretto controllo di una balia, a sei anni inizia regolarmente la scuola elementare laica (fattore importante, in quanto non ha mai ricevuto educazione religiosa, comportando e supportando quindi l'agnosticismo che lo ha accompagnato per tutta la sua vita).

Profondamente addolorato dalla morte prematura del fratello Giulio, maggiore di un solo anno, con il quale aveva legato particolarmente, getta tutto il suo sconforto nei libri, canalizzando positivamente la rabbia per la perdita, tanto da terminare il liceo ginnasio "Umberto" con un anno di anticipo, avendo tempo anche per concentrarsi su approfonditi studi di matematica e fisica su testi da lui comprati o anche solo sfogliati presso il mercatino delle pulci di Campo de'Fiori.

Un collega del padre, l'ingegnere Adolfo Amidei, avendo a cuore il ragazzo, gli suggerisce di non iscriversi all'Università di Roma, bensì all'Università di Pisa, in particolare alla scuola Normale, presentandosi al concorso annuale che si tiene per potervi accedere: il tema "Caratteri distintivi dei suoni" viene affrontato da lui con estrema maestria, permettendogli di classificarsi primo in graduatoria.

Inizia quindi nel 1918 la frequentazione a Pisa, della durata di quattro anni: si laurea il 7 luglio del 1922, dimostrando anche una conoscenza linguistica non comune (oltre al latino e il greco, conosce infatti l'inglese, il francese ed il tedesco), che gli permette dopo poco di partire alla volta di Gottigen, alla scuola di Max Born, per migliorare le conoscenze di fisica quantistica; nel 1925, con pochi rimpianti, si sposta a Leida, in Olanda, ove ha modo di incontrare Albert Einstein.

A Roma ottiene per primo la cattedra di Fisica Teorica, creata per lui dal Prof. Corbino, direttore dell'Istituto di Fisica, il quale contemporaneamente compone un gruppo di studio ribattezzato in seguito "i ragazzi di Via Panisperna" (dalla sede dell'istituto), composto da Rasetti, Segré, Amaldi, Majorana, Trabacchi e Pontecorvo.

Le argomentazioni principali degli studi ineriscono la spettroscopia, ottenendo risultati eccellenti, ma quasi tutti i membri di questo gruppo si sentono sempre più attratti dalla fisica nucleare, spostandosi sempre più frequentemente all'estero a studiare nei laboratori più innovativi. Fermi si concentra sullo studio del nucleo atomico, arrivando a formulare la teoria del decadimento beta, secondo la quale l'emissione di un fotone è data dalla transizione di un neutrone in un protone con la creazione di un elettrone e di un neutrino.

Questa teoria, introdotta al termine del 1933, trova subito conferma nella scoperta della radioattività da parte di Curie e Joliot, esposta nei primi mesi del 1934. Sulla base di questa scoperta, Fermi formula una nuova idea: utilizzare i neutroni come proiettili per evitare la repulsione coulombiana per poter produrre radioattività artificiale. Dopo alcuni tentativi infruttuosi, ottengono risultati positivi per 37 specie sulle 60 testate, scoprendo altresì che in caso di urti successivi, i neutroni prodotti da urti rallentati hanno un tasso di efficacia molto più elevata nella generazione di specie radioattive.

Tra il 1935 e il 1937 il gruppo si separa di nuovo per diverse assegnazioni di cattedre, a Roma rimangono solo Fermi e Amaldi: l'anno successivo ad Enrico Fermi viene conferito il premio Nobel, ma questa è l'unica nota felice dell'anno. Majorana scompare infatti in circostanze più o meno misteriose e a causa delle leggi razziali emanate dal regime fascista, il fisico romano è costretto ad emigrare, visto che sua moglie Laura è ebrea.

Fermi accetta la cattedra alla Columbia University, mentre il suo amico Segrè, scoprendo di essere stato licenziato a Roma, accetta la cattedra di fisica a Berkeley. Dopo l'arrivo alla Columbia, inizia a concentrarsi sugli esperimenti iniziali di Hahn e Strassman sulla fissione nucleare, e con l'aiuto di Dunning e Booth e progetta un primo piano per la costruzione della prima pila nucleare, ovvero il primo dispositivo ove produrre in modo controllato la reazione a catena. Enrico Fermi vede la realizzazione dei suoi sforzi il 2 dicembre del 1942, con l'entrata in funzione della prima centrale nucleare a Chicago; l'energia nucleare diviene così fonte di vita, ma allo stesso tempo anche uno strumento di guerra: il fisico aderisce infatti al progetto Manhattan allo scopo di creare il primo ordigno nucleare.

Dopo la guerra si dedica allo studio sulle particelle elementari e ad acceleratori di particelle, concentrandosi principalmente sui pioni e le sue interazioni con i protoni. Durante un suo periodo di permanenza in Italia, nell'estate del 1954, iniziano a manifestarsi i primi drammatici sintomi del cancro allo stomaco: questa malattia, allora ancora pressochè sconosciuta, lo debilita rapidamente portandolo alla morte il 29 novembre dello stesso anno a Chicago, negli Stati Uniti.

https://biografieonline.it/biografia-enrico-fermi

Lo Sapevate Che: Émile Zola, autore tra i più rappresentativi del romanzo europeo, indicato come il caposcuola del naturalismo letterario

 


“Un'opera d'arte è un angolo della creazione visto attraverso un temperamento.” Emile Zola

 

Naturali esperimenti in cicli

Émile Zola nasce a Parigi il 2 aprile del 1840 ma si trasferisce presto a Aix-en-provence, dove il padre, Francesco, un ingegnere italiano, lavora alla costruzione del canale. Il padre muore quando Emile ha solo sette anni ed inizia un periodo di grande miseria. Grazie ad una borsa di studio, compie i suoi studi in un collegio, dove incontra e diventa amico di Paul Cézanne.

Nel 1858, a diciotto anni, raggiunge la madre a Parigi e tenta di farsi riconoscere inutilmente un indennizzo dalla società presso la quale lavorava il padre. Viene respinto per due volte all'esame di maturità e questo fallimento lo induce ad abbandonare gli studi. Per circa tre anni non riesce a trovare neanche un impiego, vivendo nella miseria più nera. Questi però sono anche gli anni in cui comincia a scrivere poesie e racconti con protagonista la sua amata ed idealizzata Provenza.

Finalmente nel 1862 Zola trova un impiego presso la casa editrice Hachette, dove rimane fino al 1866. Grazie a questo lavoro intesse molte relazioni letterarie e inizia anche l'attività di giornalista, che sarà per lui sempre una sorta di secondo lavoro. Scrive una rubrica di cronaca letteraria per l'"Evènement" e collabora con: "Le Figaro", il "Globe", "La Cloche", il "Sémaphore" di Marsiglia, e il "Messager de l'Europe".

Il suo primo romanzo, "Thérèse Raquin", viene pubblicato nel 1867 e, traendo ispirazione da "La Commedie humaine" di Honoré de Balzac, comincia a progettare una epopea romanzesca basata sulle vicende che coinvolgono una intera famiglia: i Rougon-Macquart. Scrive due testi che fungono da prefazione al suo progetto: "La fortuna dei Rougon" (1870) e "Il romanzo sperimentale" (1880). Con questi due testi-prefazione delimita il tema dei suoi ben venti romanzi: le vicende di una famiglia francese del Secondo Impero; vicende attraverso le quali si ripromette di raccontare anche una intera epoca.

Emile Zola legge i romanzi realisti, si avvicina al positivismo e alla ricerca scientifica grazie soprattutto alla lettura di "L'introduzione allo studio della medicina sperimentale" di Claude Bernard. Grazie a questi studi elabora il progetto di un romanzo sperimentale guidato dagli stessi criteri di obiettività che dominano la ricerca scientifica. I suoi romanzi però non sono una pedissequa descrizione del mondo e dell'ambiente prescelto. Rimane un creatore che scrive seguendo sempre lo stesso filo conduttore rappresentato dal concetto di ereditarietà: tutti i membri della famiglia sono cioè vessati da una tara ereditaria che ha il suo primo rappresentante nella pazzia della capostipite, la zia Dide.

Il ciclo inizia con: "La fortuna dei Rougon" (1871) e prosegue con diciannove romanzi, tra cui: "La cuccagna" (1872), " Il ventre di Parigi" (1874), "La conquista di Plassans" (1875), "L'Ammazzatoio" (1877), "Nanà" (1880), "Germinal" (1885), "La Bestia umana" (1890), "Il dottor Pascal" (1893).

Al centro del suo universo letterario vi sono la pazzia, la furia dell'accumulo di denaro, l'istinto di auto-distruzione, la follia omicida, il perseguimento del piacere a tutti i costi, la corruzione e la corruttibilità femminili.

Nel 1870 lo scrittore francese si sposa e il successo dei Rougon-Macquart gli permette di raggiungere quell'indipendenza economica che sogna da tempo. I lavori a cui si dedica dopo il ciclo dei Rougon-Macquart, seguono la stessa idea del romanzo ciclico. I nuovi romanzi hanno come protagoniste le città di Roma (1895), Lourdes (1894) e Parigi (1898). Il protagonista vive un ritorno allo spiritualismo, che sarà lo spunto per il successivo ciclo di romanzi basati sull'idea dei Quattro vangeli. Zola scrive: "Fecondità" (1899), "Lavoro" (1900), "Verità" (1902), purtroppo l'ultimo "Giustizia" resta incompiuto.

Nel 1888 conosce Jeanne Rozerot, che diventa la sua amante e dalla quale ha due figli. Jeanne è una delle cameriere della moglie, e quando i due si incontrano ha solo 21 anni, mentre Zola ne ha 48. Per conquistarla dimagrisce andando in bicicletta e, grazie a lei, conosce per la prima volta le gioie della paternità. La moglie Alexandrine, scoperta la relazione nel 1891, gli impone di abbandonare l'amante. Emile promette di farlo, ma decide poi di vivere una doppia vita che, come lui stesso confessa, è fonte di grande disperazione. La caratteristica che accomuna le due donne è la grande devozione nei suoi confronti.

Dopo la morte dello scrittore, le due si incontreranno. Jeanne presenterà i suoi figli ad Alexandrine e i due bambini, dal 1906, potranno portare il cognome paterno.

La vita di Zola viene sconvolta oltre che da Jeanne, anche dall'affaire Dreyfus. Egli si schiera dalla parte del capitano Dreyfus accusato di alto tradimento, ma in realtà vittima di una violenta ondata di antisemitismo. Scrive il 6 gennaio del 1898 la famosa lettera intitolata: "J'accuse, lettera aperta al presidente della Repubblica". La sua lettera sarà la causa del deflagrare di un vero e proprio scandalo: Zola accusa infatti una serie di capi militari di essere i complici del crimine giudiziario di cui è vittima il capitano Dreyfus.

A causa della sua presa di posizione, l'ultimo periodo della sua vita è funestato da due processi e alcuni mesi di esilio a Londra, accompagnati da odi e calunnie nei suoi confronti.

Émile Zola muore a Parigi il 29 settembre del 1902 a causa delle esalazioni di una stufa, anche se, a causa dell'affaire Dreyfus, non verrà mai fugato il sospetto che possa essersi trattato di omicidio.

https://biografieonline.it/biografia-emile-zola

lunedì 28 settembre 2020

Speciale: Festa dei legumi! … 🌹


“Non mi sento per niente vecchio. Al massimo, leggermente anziano.
[Nel 1996] “ Marcello Mastroianni


 

Speciale Imbrecciata di Legumi al pomodoro

Per 6 persone

 

 Ingredienti:

 

120 gr di farro, 120 gr di orzo, 120 gr di grano, 120 gr di ceci, 120 gr di fagioli, 120 gr di fave, 120 gr di lenticchie, 2 cipolle, 3 foglie di alloro, 1 spicchio d’aglio, un pezzo di peperoncino, 300 gr di polpa di pomodoro, un pizzico di maggiorana.

 

Mettere a bagno separatamente i cereali e i legumi, sciacquati, in abbondante acqua fredda leggermente salata per 12 ore. Sciacquare e scolare cereali e legumi. Mettere in un tegame i ceci, coprirli con abbondante acqua, aggiungere la foglia di alloro e lo spicchio d’aglio sbucciato. Farli cuocere a fuoco moderato per circa 3 ore. Salarli al termine della cottura. Far cuocere separatamente i cereali e i legumi rimasti, coperti con abbondante acqua, aggiungendo qualche fetta di cipolla sbucciata e la foglia di alloro. Farli cuocere per un’ora circa, salarli quasi al termine della cottura. Tritare la polpa di pomodoro. Sbucciare la cipolla rimasta, lavarla e affettarla finemente. Farla appassire in un tegame con 3 cucchiai d’olio, il peperoncino e la maggiorana. Aggiungere i pomodori, insaporire con un pizzico di sale e far cuocere la salsa 15 minuti, mescolando di tanto in tanto. Scolare i cereali, i ceci e gli altri legumi, unirli alla salsa di pomodoro e farli insaporire per 8 minuti. Servire l’imbrecciata calda o tiepida, accompagnata con pane tostato sotto il grill.

 

 Zuppa di Piselli secchi con Pancetta e Prosciutto

Per 4 persone

 Ingredienti:

 

400 gr di piselli secchi, 2 carote, 1 costa di sedano, 1 porro, 1 cipolla, 50 gr di pancetta, 1 lt di brodo, 100 gr di prosciutto crudo in una sola fetta, 150 gr di pane a fette, olio, sale, pepe. Crostini di pane arrostiti o fette di pane casareccio tostate per accompagnare.

 

Mettere i piselli secchi a bagno in acqua per almeno due ore. Nel frattempo, sbucciare le carote e la cipolla. Pulire il sedano e il porro (tenendo la parte verde da parte). Affettare queste verdure e farle soffriggere in una casseruola con 3 cucchiai d’olio a fuoco basso. Quando saranno appassite aggiungere la pancetta e lasciare cuocere ancora per 5 minuti. Unire i piselli scolati, il brodo e regolare di sale e pepe. Lasciare cuocere per un’ora e comunque sino a quando i piselli siano ormai disfatti. Accompagnare con crostini o fette di pane casareccio.

 

La preparazione si può consumare così, oppure passare il tutto al frullatore e ridurre in crema. Abbrustolire il pane tagliato a dadini in una padella rovente con poco olio. Salarlo leggermente. Distribuire i crostini sulla minestra, messa nelle singole ciotole, aggiungere il prosciutto crudo tagliato a cubettini.

 

Minestra di Legumi e Costine di Maiale

Per 4 persone

 

Ingredienti:

 

200 gr. tra fagioli borlotti, cannellini, fagioli dell’occhio e ceci secchi. 2 piccole patate, 1 finocchio, 4 pomodori pelati, 4 cipolline borretane, 1 costa di sedano, 100 gr. di cicoria di campo, 1 porro, un pezzettino di scorza nera, 6 costine di maiale magro, rosmarino, salvia, chiodi di garofano, farina, bicarbonato, olio, sale, pepe nero.

 

Lasciate per una notte i legumi a bagno nell’acqua con un pizzico di sale. Sciacquateli, scolateli e portateli ad ebollizione con due litri di acqua, 1 cucchiaio di farina e 2 dl di olio, qualche foglia di salvia ed un rametto di rosmarino, aggiungete le patate a tocchetti, i pelati, le cipolline a quarti, il finocchio a spicchi, il porro ad anelli, il sedano a pezzetti, 2 chiodi di garofano. Regolate il sale e cuocete fuoco medio per 20 minuti.

 

Eliminate la parte grassa delle costine e scottatele in acqua bollente per 2 minuti. Unitele alla zuppa e cuocetele per 30 minuti. Aggiungete la cicoria spezzettata e cuocete ancora 10 minuti. Unite alla zuppa un po’ di olio e qualche lamella di scorza nera e servite. Deliziosa!

Lo Sapevate Che: Louis Pasteur, un vero benefattore dell'umanità, chimico e microbiologo francese. Grazie alle sue scoperte e alla sua attività di ricerca è universalmente considerato il fondatore della moderna microbiologia. Ha inoltre operato nel campo della chimica, e di lui si ricorda la teoria sull'enantiomeria dei cristalli


“L'universo è asimmetrico e sono persuaso che la vita, così come noi la conosciamo, è il risultato diretto dell'asimmetria dell'universo, oppure una sua diretta conseguenza.”            Louis Pasteur

 

Benefattore dell'umanità

Louis Pasteur, chimico e biologo francese, è stato un vero benefattore dell'umanità. Non solo ha fondato la moderna microbiologia, ma è riuscito a debellare praticamente da solo, numerose malattie.

L'excursus scientifico di Pasteur è fra i più originali e "indipendenti" che vi siano, condotto in una condizione solitaria oggi praticamente impensabile (infatti, oggi i risultati scientifici, causa la complessità crescente delle materie e delle tecnologie, si possono conseguire solo in gruppo, come dimostra anche l'assegnazione dei recenti Premi Nobel).

Nato a Dole il 27 dicembre 1822, Pasteur comincia gli studi ad Arbois, per proseguirli al Collegio Reale di Besancon, dove si è diplomato nel 1840 sia in lettere che in scienze. Già consapevole delle proprie capacità, rifiuta la prima ammissione alla Scuola Normale Superiore di Parigi, in quanto solo quindicesimo nella lista; al secondo tentativo guadagna il terzo posto ed accetta l'ammissione.

Per il dottorato di ricerca, presenta due tesi, in chimica e in fisica, entrambe sviluppate nel campo della cristallografia.

Pasteur diventa professore di chimica alla Facoltà di Strasburgo, ma ottiene un permesso speciale da parte del Ministro dell'Educazione, per allontanarsi temporaneamente dall'impiego e dedicarsi esclusivamente ai suoi studi.

Presenta infatti all'Accademia delle Scienze di Parigi, il suo elaborato sulla cristallografia; ha appena scoperto l'influenza della struttura molecolare sulla deviazione della luce polarizzata, osservando la forma dei cristalli di tartaro e paratartaro : Pasteur arriva alla conclusione che l'acido paratartarico (insieme di acido tartarico destro e acido tartarico sinistro), dopo fermentazione, diventa attivo sulla luce polarizzata.

Durante quindici anni di ricerche, Pasteur scopre il ruolo dei microorganismi nelle fermentazioni, arrivando a classificare gli esseri viventi microscopici (da lui denominati "fermenti") in due grandi categorie : aerobici (che non possono vivere senza ossigeno) ed anaerobici (che possono vivere in assenza di ossigeno)

Nel 1854 Pasteur si occupò di fermentazione nelle bevande alcoliche riuscendo a dimostrare il ruolo svolto dai microrganismi, e in particolare del lievito, in questo processo; questo quando gli scienziati dell'epoca ritenevano la fermentazione alcolica un fenomeno esclusivamente chimico.

Scoprì inoltre che la riproduzione indesiderata di sostanze quali l'acido lattico o l'acido acetico nelle bevande alcoliche è dovuta alla persistenza di microganismi di varia natura, tra cui i batteri, all'interno di questi prodotti. Grazie a queste scoperte fu possibile elaborare sistemi efficaci di eliminazione dei microrganismi dannosi, che rappresentavano un grave problema economico per l'industria vinicola e della birra.

L'estensione di queste ricerche ai problemi di conservazione del latte lo portarono a ideare il processo, oggi conosciuto con il nome di pastorizzazione, che consente di uccidere i microrganismi dannosi eventualmente presenti nel latte, portando il liquido a 60-70° C per breve tempo prima dell'imbottigliamento. Nel 1865, a Parigi , di fronte ad una epidemia che aveva colpito i bachi da seta, riuscì a dimostrare la natura contagiosa ed ereditaria della malattia e ne indicò i metodi di prevenzione.

Gli studi sulla fermentazione e sulla generazione spontanea ebbero importanti ripercussioni in medicina.Negli anni '80 si dedicò allo studio del carbonchio, una malattia del bestiame spesso fatale e ne isolò il bacillo responsabile. Studiò i sistemi di prevenzione di numerose malattie: setticemia, colera difterite, tubercolosi e vaiolo, rabbia. Per la prevenzione della rabbia riuscì a sviluppare una forma attenuta del virus responsabile utilizzabile come vaccino che ha salvato migliaia di persone.

Nel 1888 fu fondato a Parigi l'Istituto Pasteur, oggi uno dei centri più importanti del mondo per la ricerca biologica e genetica molecolare e per gli studi sulle malattie infettive.

https://biografieonline.it/biografia-louis-pasteur

Lo Sapevate Che: Brigitte Bardot, una delle donne più affascinanti e sexy di sempre, modello pe generazioni di attrici


“A parte mio marito, che potrebbe anche diventarlo un giorno, io vivo circondata da omosessuali. Per anni sono stati il mio sostegno, i miei amici, i miei figli adottivi e i miei confidenti.” Brigitte Bardot

 

Erotismo ed energia

Brigitte Bardot nasce a Parigi il giorno 28 settembre 1934 dall'unione di Louis "Pilou" Bardot, industriale, e di Anne-Marie Mucel.

Considerata un'icona sexy negli anni Cinquanta, è soprannominata B.B.

Il suo esordio come attrice sul grande schermo avviena nel 1952 con il film "Le Trou Normand", per la regia di Jean Boyer. Nello stesso anno, appena diciottenne, sposa il regista Roger Vadim con il quale vivrà una romantica storia d'amore per molti anni.

In questo periodo il cinema europeo era in grande sviluppo, ma anche considerando ciò l'ascesa di Brigitte Bardot nello star system è da considerarsi una cosa straordinaria ed eccezionale: basti ricordare che sarà una delle pochissime attrici europee a catturare l'attenzione dei mass media statunitensi.

Al suo pari, a livelo di immagine, assurte a icone della sessualità femminile durante gli anni '50 e '60, vi sarà solo l'americana Marilyn Monroe.

I film di B.B. durante i primi anni '50 sono caratterizzati da storie romantiche, poco impegnate, alcune a sfondo storico; alla francese capitava di interpretare parti - che spesso lasciavano ammirare allo spettatore il suo bellissimo fisico - di ingenue eroine.

Dopo aver recitato in più di una dozzina di film, il marito e regista Vadim non è soddisfatto della poca valorizzazione riservata alla sua bella moglie dalla critica internazionale, così cerca di promuoverla come attrice impegnata: lavora così nel film "Piace a troppi (Et Dieu... créa la femme, 1956)", con Jean-Louis Trintignant. La pellicola narra la storia di una disinvolta teenager che vive in una piccola e rispettabile cittadina: il successo che ottiene è grandissimo e trasforma Brigitte Bardot in una celebrità mondiale. Nel contempo circolano voci di una sua relazione con il co-protagonista Trintignant, che poi si riveleranno fondate.

Durante l'epoca di Doris Day e di Jane Russell, dopo la sua interpretazione de "La linea francese" (1953) la critica pensa che la Bardot mostrando il suo ombelico si sia spinta troppo avanti.

Brigitte Bardot appare con piccole parti in tre film in lingua inglese: la commedia "Dottore in alto mare" (1955) accanto a Dirk Bogarde, il film "Elena di Troia" (1954), in cui, dopo aver quasi ottenuto la parte di protagonista, recita invece come ancella di Elena, e "Atto d'amore" (1954) con Kirk Douglas. Dopo aver espresso un erotismo vellutato in "Mademoiselle Pigalle" (1956) e aver compiuto una faticosa esperienza di vita vissuta a Hollywood, soprattutto per il disagio di una lingua diversa, decide di tornare in Europa. La sua immagine ne guadagna tanto che sul nascere degli anni '60 Brigitte Bardot viene indicata come dea del sesso del decennio.

Separata da Roger Vadim nel 1957, due anni dopo convola a nuove nozze con l'attore Jacques Charrier. La vita della coppia viene costantemente seguita dai paparazzi. Nel 1960 nasce il suo unico figlio, Nicolas-Jacques Charrier. Due anni dopo (1962) si separa anche dal secondo marito.

Questo è anche un periodo caratterizzato da disaccordi sulla direzione della propria carriera; se i film interpretati aumentano di spessore, la pressione a cui l'attrice viene sottoposta è sempre più pesante; anche se sembrava trovare consenso presso i critici cinematografici, il resto del mondo continuava a vedere in B.B. una modella glamour.

Nei primi anni '60 Brigitte Bardot si ritira nel Sud della Francia dove arriva a tentare il suicidio.

Tra i film di questo decennio ricordiamo "Vita privata" (1961), diretto da Louis Malle, che contiene più di un elemento autobiografico. La scena in cui, rincasando, il personaggio interpretato dalla Bardot incontra una signora di mezz'età che la insulta, è basato su un episodio realmente accaduto, e getta una luce sugli aspetti meno noti della celebrità a metà del XX secolo. Compar in film patinati come "Viva Maria" (1969), muove qualche passo nella musica pop e vive a fondo il suo ruolo di icona femminile. Nel 1965 interpreta se stessa nella produzione hollywoodiana "Erasmo il lentigginoso" a fianco di James Stewart.

Dopo la separazione da Charrier si risposa nel 1966 con il ricchissimo playboy tedesco Gunther Sachs: la relazione dura però solo tre anni. Sposa poi nel 1992 - all'età di 58 anni - Bernard d'Ormale, esponente politico della destra francese, con il quale vive con tutta probabilità il migliore dei suoi matrimoni.

Tra le varie relazioni che le sono state attribuite vi sono quelle con Serge Gainsbourg ("bad boy" della musica francese: cantautore, musicista, paroliere, poeta e pittore), con il cantante Sacha Distel; le è stato attribuito addirittura un flirt con Jimi Hendrix.

La scrittrice Marguerite Duras ha definito Brigitte Bardot come "L'impossibile sogno dell'uomo sposato".

I suoi primi film - ricordiamo "Manina, ragazza senza veli" (1952) - così come le sue apparizioni a Cannes e in numerosi album fotografici, hanno contribuito al diffondersi in quegli anni della popolarità del bikini.

Brigitte Bardot è stata inoltre una delle prime dive a esibirsi, in qualche occasione, in topless. Mentre in Francia il topless era piuttosto comune, negli U.S.A. questo suscitava scandalo. L'icona di B.B. si incastonava perfettamente nella moda eccentrica degli anni '60 tanto da diventare - al pari di Marilyn Monroe e Jackie Kennedy - soggetto nei dipinti di Andy Warhol.

Lo scultore Alain Gourdon nel 1970 per la realizzazione di un busto di Marianne, l'emblema nazionale francese, si ispirerà proprio a Brigitte Bardot.

Appena prima del suo quarantesimo compleanno, nel 1974, l'attrice annuncia il suo ritiro dalle scene. Con più di cinquanta pellicole alle spalle, dopo e aver pubblicato diversi dischi - in particolare con Serge Gainsbourg - sceglie di dedicarsi alla salvaguardia dei diritti degli animali.

Nel 1986 crea la "Fondazione Brigitte Bardot per il Benessere e la Protezione degli Animali" finanziandola con 3 milioni di franchi, raccolti vendendo all'asta numerosi oggetti personali, compresi i gioielli. Per tutti gli anni seguenti sarà a livello mondiale una delle più influenti attiviste dei diritti degli animali, nonché tenace oppositrice al consumo della carne di cavallo.

Nel 2003 pubblica il libro "Un grido nel silenzio". Le opinioni espresse nel suo libro sono giudicate razziste e offensive verso i musulmani e gli omosessuali, e le contestazioni che ne sono seguite sono state violente. Il 10 giugno 2004 Brigitte Bardot viene condannata da una corte francese, per "incitamento all'odio razziale" e al pagamento di una multa di 5.000 Euro (si trattava della quarta condanna da lei subita a causa del summenzionato libro). Nel 2008 viene condannata al pagamento di una multa di 15.000 Euro per istigazione all'odio verso la comunità musulmana.

In particolare le sono stati contestati i passaggi relativi alla "islamizzazione della Francia" e alla "sotterranea e pericolosa penetrazione dell'Islam" (la comunità musulmana francese è la più grande in Europa). Nel libro citato gli omosessuali sono definiti "fenomeni da baraccone" e si condanna la presenza delle donne nel governo. In precedenza l'ex attrice era stata condannata anche per opinioni favorevoli ai massacri di civili in Algeria.

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