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giovedì 29 giugno 2017

Lo Sapevate Che: Infallibili tecniche a prova di insulto...



Ufficializzato da un presidente americano chiamato Donald Trump che ne aveva fatto un programma elettorale, l’insulto è ormai parte del discorso pubblico. Non più circoscritto alla sfera della vita privata, alle sfuriate mentre si guida o alle maldicenze al bar, oggi si insultano fra di loro gli asociali dei social network, i capi di governo, i leader di partito e i candidati che, come Trump, chiamavano gli avversari “farabutti”, “nani”, “pappemolli”, “vigliacchi”. Ogni cultura ha un proprio repertorio, e se per riflesso condizionato il nostro pensiero corre subito alle infinite variazioni offensive basate sul sesso, negli Stati Uniti, forse in omaggio all’anima puritana, la “top list” di chi vuol insultare punta direttamente alla persona, all’aspetto fisico, alle facoltà mentali. Fioriscono i classici sulla scarsa intelligenza. “Sei talmente stupido che non riusciresti a versare acqua da uno stivale neppure se le istruzioni fossero scritte sulla suola. “Da ragazzo ti sedevi sopra il televisore e passavi ore a guardare il divano”, “La Coca Cola ha prodotto speciali bottiglie di vetro per te con la scritta sul fondo: aprire dal lato opposto”. “Anche per diventare stupido dovresti prendere due lauree”. “Tutti veniamo dalle scimmie, ma tu non hai fatto abbastanza strada”. “È così scemo che vendette l’auto per avere abbastanza soldi per fare il pieno”. Non si salvano neppure i nostri migliori amici dalla furia delle offese. “Il tuo cane è così pigro che ti porta il giornale di ieri”. “Hai un cane che cerca di rincorrere le automobili parcheggiate”. Fioriscono le allusioni Vorrei chiederti quanti anni hai, ma so che non riusciresti a contare tanti numeri”. L’aspetto fisico è una sorgente inestinguibile. “Hai un viso ideale per dare la radio”. “La tua ragazza è così brutta che si è iscritta a un concorso canino. E ha vinto”. “Sei talmente brutto che se tu lanciassi un boomerang, rifiuterebbe di tornare indietro”. Anche negli Stati Uniti, come in tutte le latitudini, la mamma è materia per gli insulti più sanguinosi. Le improvvise, violentissime zuffe che scoppiano senza apparente motivo fra giocatori di squadre di football americano o di basket hanno spesso origine da allusioni alla virtù o al fisco della madre di un anniversario, bisbigliare in mischia. “Tua madre è talmente grassa che in aereo tutti siedono vicino a lei”. “È così brutta che fa piangere le cipolle quando le taglia”. “Se facesse la spogliarellista, gli spettatori la pagherebbero perché si vestisse”. “Tuo padre la porta con sé al lavoro per non baciarla quando esce di casa”. Può accadere, scorrendo queste liste di insulti, di scoprirsi a sorridere, di trovarli in alcuni casi divertenti, ma dietro le battute ci può essere il dramma di chi li riceve. Canta una filastrocca inglese da bambini che “Sticks and Stones Can Break My Bones, but names can never hurt me”, pietre e bastoni possono farmi male, non le parole: eppure non è vero. L’uso di offese e di insulti sull’apparenza, sul nome, sull’intelligenza, è uno dei tanti e più rozzi strumenti per stabilire una gerarchia sociale, per dare a chi offende la sensazione di superiorità sulla vittima. Sono manifestazioni di bullismo. Non tutti hanno la prontezza di spirito e l’autorità di Winston Churchill, che rispose a un’avversaria che lo accusava di essere un beone: “È vero, ma domattina io mi sveglierò sobrio e lei si sveglierà sempre brutta”. Come insegna l’esperienza di chi frequenta Internet e i social network brulicanti di disperati che cercano di affermare la propria personalità insultando, ribattere con offese e offese non fa che eccitare ulteriormente gli spacciatori di odio. La sola risposta possibile è quella che mi insegnò mio padre. Non prendeteli sul serio. Niente offende chi offende più dell’essere ignorato.
Vittorio Zucconi – Opinioni – Donna di La Repubblica – 24 giugno 2017 -

Lo Sapevate Che: > L'amaca...



Ci sono (per esempio La Spezia) dove centrosinistra e sinistra avevano, al primo turno, tre candidati, in sprezzante polemica l’uno con l’altro. In quel caso perdere non è solo garantito. E’ anche giusto. E’ un obiettivo tenacemente perseguito e alla fine ben meritato. La ingovernabilità presunzione di Renzi e il vecchio calcificato settarismo dei suoi odiatori porteranno quasi certamente allo stesso esito anche alle politiche: perché nei miracoli non crede più nessuno, forse nemmeno chi, come Pisapia e Prodi, sta provando a progettarne uno. Nel frattempo i voti di destra tornano a casa, come i bambini dopo le vacanze. Il Movimento di Grillo è servito a tenerli ben custoditi, e a ogni ballottaggio li riconsegna al mittente in ottime condizioni: come nuovi. Alla fine della parabola non stupirebbe scoprire che soprattutto a questo è servito il grillismo: sbarrare la strada alla sinistra dopo il crollo di Berlusconi (chiedere notizie a Bersani) e riconsegnare il paese alla destra. Da un certo punto di vista, un capolavoro politico.
Michele Serra- La Repubblica – 27 giugno 2017

mercoledì 28 giugno 2017

Speciale: Un pò di "Proteina"!...



Bollito di Manzo o Vitello alla Pizzaiola
Per 4 persone

500 gr di bollito, 2 spicchi di aglio, 500 gr di pomodori spellati e ridotti a tocchettini, 2 cucchiai di aceto di mele, 2 cucchiai di zucchero di canna, qualche foglia di salvia, un ciuffo di prezzemolo, origano, olio, sale e pepe.

Sbucciare l’aglio e farlo rosolare in un tegame con 4 cucchiai d’olio e le foglie di salvia. Unire i tocchettini di pomodoro, 1 cucchiaino di origano, un pizzico di sale e una macinata di pepe. Portare a ebollizione, poi abbassare la fiamma e cuocere dolcemente per 10 minuti. Unire zucchero e aceto e mescolare bene. Lasciare sul fuoco ancora per 5 minuti. Togliere l’aglio e la salvia dalla salsa e quando si è raffreddata, unire il prezzemolo tritato e un po’ d’olio.
Affettare il bollito, sistemare le fettine in un piatto da portata e ricoprirle con la salsa preparata. Farla riposare per 2 ore prima di portarla in tavola.

ALTERNATIVA- Unire le fettine di carne nel sugo appena finito di cuocere, mescolare delicatamente e scaldare per 5 minuti. Sistemare le fette di carne nel piatto di portata e coprirle col sugo caldo. Servire subito

Mi direte: ma perché non acquistare fette di carne e farle subito alla pizzaiola?  Perché con questo procedimento con “una fava prendete due piccioni”….e avrete anche il brodo per uno stupendo risottino! Ciao a tutti! ♥

Deliziose Polpettine al Pomodoro al forno
Per 4 persone

700 gr di polpa di vitello tritata, 4 limoni, un uovo, un ciuffo di prezzemolo, farina, olio, sale e pepe.

Mettete la polpa di vitello in una terrina, unitevi il succo di limone, un pizzico di sale e pepe, il prezzemolo tritato finemente e l’uovo. Mescolate bene e mettete in frigorifero per un’ora.
Preparate con il composto 16 polpettine rotonde, appiattendole leggermente. Passatele nella farina e appoggiatele ognun su una fetta di limone che avrete preparato al vivo dalla pelle.
Appoggiate le polpettine in una pirofila unta d’olio e cuocetele in forno preriscaldato a 200° per 30 minuti. Servitele calde, accompagnandole con purea o insalata di stagione.

Portafogli di Pollo
Per 4 persone

4 fette di petto di pollo da 100 gr l’una, 100 gr di prosciutto cotto ( o crudo o speck ), 70 gr di formaggio Emmental ( o fontina o scamorza – evitare la mozzarella ), 2 uova, farina, pangrattato, sale pepe, olio.

Appoggiate una fetta di pollo su un foglio di carta da cucina e coprirla con un altro foglio. Passarvi sopra il mattarello per stendere la pasta, per allargare la fetta. Farcite con mezza fetta di prosciutto, mettendolo su una metà della carne e lasciando i bordi liberi.
Appoggiare il formaggio a fettine sottili sul prosciutto. Salare e pepare.
Ripiegare i tre bordi intorno al ripieno. Ripiegare ora la fetta di pollo su sé stessa e chiuderla con stecchini di legno.
Versare la farina in un piatto e passarvi i portafogli, insistendo anche sui lati. Sbattere le uova con sale e pepe. Preparare in un piatto il pangrattato. Immergere i portafogli nell’uovo sbattuto, poi nel pangrattato.
Togliere gli stecchini e ripassare nuovamente i portafogli nell’uovo e nel pangrattato. Friggerli dai due lati in abbondante olio, non eccessivamente caldo, per permettere la cottura perfetta all’interno di essi. Lasciarli asciugare su carta da cucina e servirli subito dopo. Deliziosi