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venerdì 27 febbraio 2015

Speciale: Oggi Pesce!...



Cozze alla Panna e Scalogno
Per 4 persone

1 kg di cozze, 4 scalogni, una confezione di panna, ½ busta di zafferano, dragoncello, timo e prezzemolo, ½ bicchiere di vino bianco, 1 cucchiaino di fecola, olio, sale.

Raschiate le conchiglie sotto l’acqua corrente eliminando anche le barbe. Sciacquatele più volte e mettetele in una grande padella, unite il vino bianco, una spolverata di timo, un ciuffo di prezzemolo, chiudete la pentola col coperchio e fate cuocere le cozze per tre minuti. Scolatele, scartando quelle rimaste chiuse e filtrate il liquido di cottura. Affettate finemente gli scalogni e fateli dorare in una padella con 3 cucchiai d’olio. Unite il brodo delle cozze, portate a bollore e fatelo ridurre di 1/3 . Unite lo zafferano e la panna, quando il liquido riprende bollore, aggiungere la fecola, sciolta in ½ bicchiere d’acqua. Fate addensare, unite le cozze, mantecate con delicatezza, servite cospargendole con una manciatina di dragoncello.

 Lumachine di Mare e Polenta

 Per 4 persone

500 gr di lumachine di mare, 100 gr di parmigiano grattugiato, 1 spicchio d’aglio, 2 foglie di alloro, un pizzico di peperoncino, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 150 gr di farina per polenta, olio, sale.

In una casseruola con 3 cucchiai d’olio, fare appassire lo spicchio d’aglio tritato, le foglie di alloro, il prezzemolo e il pizzico di peperoncino, aggiungere le lumachine prima ben lavate, scolate e asciugate. Farle cuocere mescolando un po’ per 8 minuti. Togliere dal fuoco e lasciarle raffreddare. Estrarre dal guscio i molluschi con l’aiuto di uno stuzzicadenti, avendo cura di rimuovere l’opercolo corneo e rimetterle nella casseruola con il loro fondo di cottura. Preparare la polenta con acqua e farina e prima della fine della cottura, insaporirla con 3 cucchiai d’olio, il parmigiano grattugiato, regolare di sale e pepe. Servire la polenta con le lumachine ed il loro sughetto, accompagnando a piacere con purea di verdura a vostro piacimento.Delizioso!


Razza al Burro
Per 4 persone 

1 kg di razza , aceto di vino bianco, limoni, 100 gr di burro, 25 gr di capperi sotto sale, un ciuffo di prezzemolo, aceto di vino rosso, burro, sale e pepe.

Lavate il pesce molto bene sotto l’acqua corrente, adagiatelo in una pentola con 1,5 lt d’acqua, un bicchiere scarso di aceto , sale e qualche grano di pepe. Fate cuocere dall’ebollizione per 15 minuti. Prelevate poi il pesce, facendo attenzione a non romperlo. Adagiatelo in un piatto, togliete pelle e cartilagini. Preparate la salsa: lavate e asciugate il prezzemolo e i capperi, scolateli e tritateli. In un padellino fate rosolare 120 gr di burro con un rametto di prezzemolo, che poi eliminerete, aggiungendo il prezzemolo e i capperi tritati e un cucchiaio di aceto rosso. Regolate di sale e pepe. Versate la salsa , calda, sul pesce e decorate con fettine di limone e ciuffetti di prezzemolo. Una bontà....

Lo Sapevate Che: Una vera emergenza? La nostra meglio gioventù che scappa all'estero...



“E il tuo dove ha scelto di andare?”. Non esiste ormai un amico con il quale non ci si scambi questa domanda sul futuro dei propri figli. Persone del cosiddetto ceto medio riflessivo, secondo la definizione di Paul Ginsborg che per una vita hanno lavorato in Italia e pagato fino all’ultimo centesimo di tasse, sono scese in piazza per difendere il diritto allo studio nella scuola pubblica e per cambiare il Paese, ma alla fine hanno alzato bandiera bianca. Quando si tratta di scelte capitali, l’avvenire di una figlia o di un figlio, tirano fuori la mappa d’Europa o del mondo e cominciano a ragionare con la prole della destinazione migliore. Chi può permetterselo, li scrive alle scuole straniere già in Italia, il prima possibile; al più tardi, si aspetta la laurea per scegliere la specializzazione altrove. Sono ormai centomila gli italiani che ogni anno vanno a cercare lavoro all’estero, più del doppio degli stranieri che vengono a lavorare in Italia. E ancora non s’è capito che il vero problema non è più l’immigrazione, intorno alla quale si spendono fiumi di parole e di retoriche e di propaganda politica, ma l’emigrazione, sulla quale non si trova uno straccio di politico o di opinionista da talk show in grado di esprimere un parere sensato, figurarsi d’immaginare una soluzione. Ad andarsene all’estero, in Inghilterra, Germania, Svizzera, Francia, Stati Uniti, è soprattutto la nostra meglio gioventù, i più intelligenti, colti, tecnologici, quelli con maggior voglia di fare. Si calcola che ogni posto high tech ne produca altri cinque nei servizi. Con questo si spiega, in parte, come negli ultimi dieci anni la disoccupazione giovanile sia in media diminuita nel Nord Europa, nonostante la crisi, e raddoppiata in Italia, come in Spagna o Grecia o Portogallo. Tutti i Paesi, insomma, dove le riforme adottate per (non) contenere il debito pubblico hanno comportato tagli enormi all’istruzione, agli investimenti tecnologici, alle politiche per creare occupazione giovanile. Sta avvenendo su scala continentale quello che è avvenuto con l’unità d’Italia: l’emigrazione sta scavando un fossato incolmabile fra aree ricche e povere. Senza un intervento, la situazione è destinata a peggiorare nei prossimi dieci anni, visto che ormai i due terzi degli italiani sono convinti che l’unica strada per i propri figli sia cercare lavoro all’estero. Anni fa si discuteva molto, magari per irridere, della minaccia di questo o quell’intellettuale di andare a vivere all’estero per fuggire dal declino del Paese. Ora che un intero pezzo del nostro miglior ceto medio sta scappando dall’Italia, anno dopo anno, possibile che non se ne preoccupo nessuno?
Curzio Maltese – Contromano – Il Venerdì di Repubblica – 20 febbraio 2015 -

Lo Sapevate Che: La classe creativa...



Tablet al posto dei libri, lezioni in videoconferenza, fine del classico insegnamento “frontale”. Fantascienza? No: la scuola del futuro. Già presente, in Italia, in 22 istituti superiori di secondo grado. Indire, l’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa del ministero dell’Istruzione, ha individuato queste scuole capaci di sfruttare le potenzialità delle tecnologie. Dalle loro esperienze è nato il Manifesto delle avanguardie Educative, con linee guida già accolte da altri 100 istituti italiani. “Ai politici che hanno intenzione di investire per svecchiare gli edifici”, spiega Giovanni Biondi, presidente di Indire, “diciamo che le scuole vanno ripensate in modo innovativo”. L’Its Luca Pacioli di Crema ha aule 3.0 di banchi, cattedra e gessetti. La classe è arredata con tavoli circolari e scomponibili, adatti per i lavori di gruppo. Via le cartine geografiche alle pareti, sostituite da pannelli “scrivibili” e magnetici. E poi lavagne interattive connesse al wifi e stampanti wireless. L’apprendimento è basato sull’Inquiry Learning: la capacità di scoprire le cose ponendo la giusta domanda e cercando, spesso sul web, la soluzione. Ad Ancona, invece, il liceo scientifico Savoia Benincasa ha importato il metodo Teal dal Mit di Boston: si parla di “lezione rovesciata”, con l’insegnante che dà i compiti, gli studenti fanno le ricerche a casa e il giorno dopo si discute lavorando in gruppi. C’è poi lo Spaced learning, sperimentato da un istituto tecnologico e più volte premiato per la visione innovativa: l’Ettore Majorana di Brindisi. Qui l’apprendimento avviene a intervalli di dieci minuti, consentendo alla naturale distrazione degli adolescenti di convivere con il percorso didattico. Sempre più imitato, infine, l’esempio dei college americani: come all’Its Alessandro Volta di Perugia, dove sono i ragazzi a muoversi all’interno della scuola per assistere alle diverse lezioni
Gloria Riva – News – La Donna  di Repubblica – 21 febbraio 2015 -

giovedì 26 febbraio 2015

Specialità con la Farina di Ceci!....



Farinata di Ceci
Per 4 persone

250 gr di farina di ceci, un pizzico di sale e di pepe, 2 cucchiai d’olio. Pangrattato e olio per la teglia. Olio, sale e pepe.

Mettere la farina in un ciotola, aggiungere un pizzico di sale e di pepe e 2 cucchiai d’olio. Versare dell’acqua a filo, mescolare con un cucchiaio di legno sino a quando la farina sia completamente sciolta e la densità della composizione abbastanza liquida. Lasciare riposare per un paio d’ore. Ungere la teglia del forno con abbondante olio e spolverare la sua superficie con del pangrattato. Preriscaldare il forno a 200°. Girare ancora un po’ la preparazione, e versarla nella teglia. Mettere nel forno preriscaldato per circa 20-25 minuti. Estrarre la teglia, lasciare qualche secondo in attesa. Tagliare a pezzi la farinata che ogni commensale condirà ancora con olio, sale e pepe, secondo il proprio gusto.

Panelle di farina di Ceci
Per 4 persone

250 gr di farina di ceci, menta fresca, limone, olio, sale

In una casseruola versare 750 cc di acqua. Versarvi sopra lentamente la farina di ceci e amalgamare dolcemente con un cucchiaio di legno in modo da non formare dei grumi. Salare e mettere a cuocere a fuoco lento, continuando a mescolare, sempre nello stesso verso, per circa 20 minuti, finchè il composto si stacca dalla casseruola. Unirvi la menta tritata e versare il composto in uno stampo rettangolare o su una superficie di lavoro bagnata, livellando la superficie. Lasciare rassodare e freddare (l’altezza del composto deve essere di circa 1 cm). Se messo nello stampo, sformarlo e tagliarlo a fette di circa 5 cm per 10 cm. Fare dorare le panelle dai due lati in una padella con abbondante olio in ebollizione. Adagiarle man mano su carta assorbente da cucina e servirle caldo appoggiate su un piatto da portata, con qualche goccia di limone.

Frittelle di farina di ceci
Per 4 persone

400 gr di farina di ceci, 5 cucchiai di prezzemolo tritato molto finemente, olio evo, sale, pepe nero (a piacere)

Versare 1 lt e mezzo di acqua in un frullatore, unire la farina di ceci e frullare il tutto, aggiungendo, se necessario, altra acqua sino a formare una liquida pastella. Versare il composto in una casseruola, regolare di sale e di pepe (facoltativo); portare lentamente ad ebollizione mescolando continuamente con una frusta. Proseguire la cottura per 20 minuti, sempre mescolando, sino a quando la pastella risulti molto densa, morbida ed omogenea. Togliere dal fuoco, aggiungere il prezzemolo e mescolare. Ungere con olio una teglia bassa e capiente o la piastra del forno, versarvi
la pastella distribuendola bene con l’aiuto di una spatola che formi uno spessore di 5mm. Lasciare raffreddare completamente. Con un coltello tagliarla a corte strisce o quadrati. In una capiente padella portare abbondante olio in ebollizione e far friggere le frittelle , poche alla volta, finchè siano dorate da entrambe i lati. Prelevarle dall’olio con un mestolo forato e posarle su carta da cucina a perdere l’olio in eccesso. Servirle calde. Buonissime!