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domenica 5 febbraio 2012

Pensiero: Giovanni 17:3


Questa è la vita eterna:
che conoscano Te,
il solo e vero Dio,
e Colui
che Tu hai mandato,
Gesù Cristo

Filetto Di Manzo (o Vitello) In Crosta Di Nocciole


Per 4 persone

4 filetti di manzo o vitello, spessi, 3 cucchiai di senape aromatizzata, 250 gr di nocciole arrostite, pelate e tritate, 1 cucchiaio di scorza di arancia non trattata, 2 cipolle medie, ½ bicchiere di succo di arancia, ½ bicchiere di Cointreau, olio, sale aromatizzato, pepe macinato al momento.

Salate i filetti col sale aromatizzato, e spennellateli con la senape. In un piatto piano sistemate il trito di nocciole, la scorza di arancia e impanate i filetti con delicatezza. Tagliate le cipolle pulite a rondelle sottili, ungete con olio una pirofila sistematevi le cipolle e oliatele bene, unite il succo di arancia e il liquore, sopra allineati sistematevi i filetti preparati. Cuocete in forno preriscaldato a 190° per 15 minuti, poi abbassate la temperatura a 170°e cuocete ancora per 5 minuti.

Pasticcio Di Mezze Penne


Per 4 persone

Gr 450 di maccheroni, 2 confezioni di pasta sfoglia fresca, 200 gr di prosciutto cotto in una sola fetta, 50 gr di funghi secchi, 450 gr di pelati, 1 cipolla, 1 bicchiere di vino bianco, 2 tuorli, 3 cucchiai di maizena, burro, olio, ½ lt di latte, burro, olio, sale e pepe.

Lavate bene i funghi sotto l’acqua corrente e lasciateli a bagno per 15 minuti in una ciotola con acqua tiepida. In una padella con 3 cucchiai d’olio, fate appassire la cipolla affettata finemente per 6 minuti, aggiungete la fetta di prosciutto ridotta a piccoli dadini, fate rosolare qualche minuto, bagnate con il vino, lasciate evaporare e aggiungete i pelati, schiacciati con una forchetta. Fate cuocere per 10 minuti, aggiungete i funghi sciacquati, strizzati e tritati. Cuocere ancora per 15 minuti. Salate e pepate. In un pentolino mettete il latte e 40 gr di burro. Portate quasi a bollore e unitevi la maizena, sempre mescolando con un cucchiaio di legno, sino a quando diventa spessa. Salate e unitela al sugo. In uno stampo rotondo imburrato e infarinato, appoggiatevi una pasta sfoglia, in modo che fuoriesca leggermente dalla pirofila. In una casseruola con abbondante acqua salata in ebollizione, cuocete al dente la pasta. Scolatela e conditela con il sugo, versatela nello stampo. Coprite con l’altro disco di pasta che dovrà essere ridotto di grandezza, che non superi la circonferenza della pirofila. Chiudete bene il bordo, usando la pasta che fuoriesce del primo disco di pasta. Creando attorno al bordo un disegno con i rebbi di una forchetta.. Spennellate la superficie con i tuorli e fatelo cuocere in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti.


Che Dolcezza! Che Bontà!....

CIOCCOLATA ALLA MILANESE ( BARBAGIADA )    

Per 6-8 persone

100 gr di cacao amaro, ½ lt di latte, gr 150 di zucchero, 4 tazzine di caffè forte.

In una pentolina diluite il cacao in poca acqua, aggiungendovi quindi lo zucchero, il caffè e il latte e mettete il composto sul fuoco, sbattendolo con una frusta, fin quando non si formerà sulla superficie una schiuma biancastra. Versate la cioccolata nelle tazze, servendola bollente ( in inverno! ), accompagnandola con panna montata. D’estate la cioccolata è ottima anche fredda.

Variante: montate un tuorlo d’uovo con lo zucchero, aggiungete poi tutti gli ingredienti e da ultimo sempre frullando il latte bollente.


CIOCCOLATA BIANCA AL PROFUMO DI ARANCIA   

Per 4 persone

40 gr di zucchero, il succo di un’arancia rossa, 4 dl di latte, un cucchiaio di maizena, 200 gr di cioccolato bianco.

Versate in una casseruolina 40 gr di zucchero e il succo di un’arancia rossa. Cuocete a fiamma viva, fino ad ottenere uno sciroppo che velerà il cucchiaio. Mescolate 1 cucchiaio di maizena con 4 dl di latte e 200 gr di cioccolato bianco spezzettato, trasferite il tutto in una casseruola e cuocete a fiamma media, mescolando continuamente, fino a quando la cioccolata si addenserà. Distribuite la cioccolata calda nelle tazze, preventivamente scaldate con dell’acqua bollente e poi asciugate. Guarnite con lo sciroppo d’arancia, versandolo sopra a spirale.



CIOCCOLATA VIENNESE   

Per 4 persone

180 gr di cioccolato fondente, ½ lt di latte, ½ dl di panna, 50 gr di zucchero, panna montata.

Mettere il latte e la panna in una casseruola sul fuoco, portare dolcemente a ebollizione e cuocere per 3 minuti. Togliere dal fuoco, aggiungere il cioccolato, tritato grossolanamente e lo zucchero. Mescolare sino ad ottenere un composto omogeneo. Fare cuocere per 2 minuti. Versare nelle tazze e guarnire con panna montata.

E Per Riscaldarci Un Po':

PUNCH AL MANDARINO   

Per una persona

Mettete sul fuoco 4 cucchiai d’acqua, il succo di un mandarino, un pezzetto di noce moscata e un cucchiaino si zucchero. Scaldate mescolando, quando raggiunge il bollore, versate il tutto in un bicchiere da punch e unite 4 o 5 cucchiai di liquore al mandarino. Servite subito.



PUNCH LIVORNESE   

Per 4 persone

4 caffè fatti con una miscela superiore, rum, scorzette di limone, zucchero.
Il bicchiere dove va servito, deve essere basso, largo e di vetro spesso.
Il bicchiere va riempito a metà di un caldo e forte caffè di miscela superiore, al quale si aggiunge una correzione di rum e zucchero a piacere. Un tocco di classe, sciogliere lo zucchero con il vapore della macchina da caffè. Unire alla fine una scorzetta di limone.


THE AL RUM   

Preparare un tè normale e zuccherarlo a piacere. Servirlo aggiungendo un cucchiaio di rum per tazza.

sabato 4 febbraio 2012

Il Cinema Dice Addio a Ben Gazzara, Il Duro Dolce Di Hollywood

L'attore italo-americano
si è spento all'età di 81 anni

los angeles
E' morto ieri sera a Manhattan l'attore americano Ben Gazzara, stella di Broadway e di Hollywood, aveva 81 anni.

Lo sguardo liquido e limpido reso possibile dagli occhi azzurri che sapevano diventare di ghiaccio per recitare la parte del "bad guy", il sorriso amaro con un retrogusto costante di malinconia, i movimenti lenti con mani sensibili e dalla gestualità tipicamente mediterranea: tutto questo e molto di più disegnava il personaggio che Gazzara (al secolo Biagio Anthony) si era lentamente disegnato addosso nel corso di una carriera di oltre 60 anni.

Figlio di emigrante siciliano di Canicattì e cresciuto nella violenza urbana di East side di New York, Gazzara viene iscritto di forza dai genitori a scuola e poi all’università di ingegneria nella speranza, tutta da immigrati, che il ragazzo della nuova generazione riscatti il sudore dei padri. Ma Ben è irrequieto, sente il vento di rivolta del dopoguerra (era nato il 28 agosto del 1930) e lascia gli studi per il teatro alla prima occasione utile. Ha fortuna perchè viene ammesso alla compagnia teatrale di Erwin Piscator, due anni dopo all’Actors’ Studio e infine alla grande scuola di Broadway sulle cui assi debutta con una trionfale «Gatta sul tetto che scotta» diretto da Elia Kazan. Imparerà presto la dura legge dello spettacolo, perchè dopo una candidatura ai Tony Awards, si vedrà sostituito dal più celebre Paul Newman nella versione cinematografica. Gazzara punta allora le sue carte sulla tv, debutta nel 1957 nel teleplay di qualità «Un uomo sbagliato», si fa una fama da caratterista al fianco di James Stewart in «Anatomia di un rapimento» di Otto Preminger (1959), comincia a vedere i primi soldi. E butta via tutto per la voglia di ritrovare le sue radici: viaggia a Roma e dopo aver rifiutato per purezza ideologica un ruolo nel «Guerra e pace» di King Vidor che gli sembrava un’operazione troppo commerciale, appare al fianco di Totò e Anna Magnani in «Risate di Gioia» di Mario Monicelli.

Il ritorno a casa non produce però grandi risultati artistici e Ben Gazzara sfrutta le vecchie conoscenze per tornare in America, diventa amico di John Cassavetes, si scopre un vero intellettuale nella Los Angeles degli attori senz’anima ed è al posto giusto quando parte la moda della «nuova Hollywood» colta e ribelle. Lavorerà per tre volte agli ordini di Cassavetes da «Mariti» del ’70 ad «Assassinio di un allibratore cinese», fino a «La sera della prima» con Gena Rowlands. Da lì spicca il balzo per i suoi primi ruoli da protagonista assoluto con Peter Bogdanovich: «Saint Jack» (1979), «E tutti risero» (1981) dove consuma la sua meravigliosa e impossibile storia d’amore con Audrey Hepburn. Intanto ha anche firmato la sua prima regia «Un uomo da salvare» nel 1977. I successivi 20 anni di carriera, intensissimi, Ben Gazzara li ha vissuti con un piede ben saldo in America e l’altro in Italia. Un’intera generazione di filmmakers è andata a lezione da lui, dai fratelli Coen a Spike Lee, da David Mamet a Todd Solondz fino a Vincent Gallo e John Turturro. Ma intanto in Italia lo voleva Marco Ferreri per «Storie di ordinaria follia» (1981), Giuseppe Tornatore per il suo «Camorrista» (1986), e poi Pasquale Festa Campanile, Valentino Orsini, Alberto Bevilacqua, Giuliano Montaldo, Leandro Castellani. Fu proprio il suo «Don Bosco» del 1988 ad aprirgli le porte della tv nostrana che lo avrebbe trattato da divo fino al recente «L’onore e il rispetto» del 2009. Qualche curiosità, spiazzando tutti nel 2003 andò a recitare per Lars Von Trier in «Dogville»; i suoi film più amati lo legavano agli amici Cassavetes e Bogdanovich; il suo record lavorativo è degli anni Novanta con ben 38 pellicole; gli amori sono stati molti e sempre inquieti come li ha raccontati nella sua autobiografia del 2000, scritta mentre combatteva e vinceva la sua prima battaglia contro il cancro; la sua canzone preferita era italiana, di Nicola Arigliano, «Adagio Biagio» ripresa da Antonacci. Tutte prove di una versatilità e curiosità della vita che anche oggi avrebbe voluto come suo epitaffio, segni di una capacità di trasformarsi da camaleonte ben intesa da un cinema italiano che lo ha celebrato con tutti, ma proprio tutti i suoi migliori doppiatori, perchè per noi la voce di Ben Gazzara è stata volta a volta quella di Gino Rinaldi e di Pino Rocchi, di Pino Corizzi e Oreste Rizzini, Di Mariano Rigillo e di Ferruccio Amendola.
dalla Stampa del 04-02-12

Pensieri: Le Persone



    E’ assurdo dividere le persone
in buone e cattive.
Le persone si dividono in
simpatiche e noiose.
Wilde