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giovedì 16 gennaio 2014

Lo Sapevate che: Crisi di Sistema o Criminalità Organizzata?


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Di certo la crisi non avrebbe assunto la rapidità. L’ampiezza e la contagiosità che si manifestarono tra l’estate 2007 e l’autunno 2008 se le maggiori banche mondiali non avessero praticato modelli di gestione dei loro affari nella sostanza identici; non fossero state strettamente collegate da una miriade di intese e transazioni volta ad aggirare le regole sui movimenti di capitale e sull’attività bancaria sopravvissute all’ondata di liberalizzazioni del ventennio 1981-2000; non avessero goduto in molti Paesi dell’”empia alleanza” tra politici e banchieri: non fossero state inclini a ogni sorta di “dubbie macchinazioni”. Se crimini furono commessi, lo furono in modo continuativo e organizzato in molti quartieri del sistema finanziario.
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Il sistema finanziario internazionale è diventato troppo grande, complesso e opaco per poter essere assoggettato così com’è a qualsiasi forma di regolazione, comprese quelle che deriverebbero da una rimarchevole estensione delle azioni da considerare reato. Le uniche riforme efficaci consisterebbero nel ridurre drasticamente le dimensioni, la complessità e l’opacità. Le riforme americane (cioè La Wall Street Reform del 2010) lo hanno appena sfiorato. Quelle in discussione nella Ue, abbozzate ad esempio nel Rapporto Liikanen presentato alla Commissione a ottobre 2012, non intaccano nemmeno la superficie del problema. Né fanno il minimo accenno a un problema ancor più di fondo: la necessità di limitare, se non anzi eliminare  del tutto, il potere delle banche private di creare denaro in quantità e tipologie illimitate.
A questo riguardo una novità interessante proviene dalla Germania. Ad agosto 2012 un’associazione di imprenditori assistita da un gruppo di giuristi, ha presentato al Bundestag una petizione con cui si richiede che gli articoli del codice penale i quali stabiliscono che un debito non ripagato costituisce sempre un reato, in quanto comporta un danno al patrimonio del prestatore, siano rivisti perché non tengono  versare alla banca un indennizzo per rottura di contratto, spese amministrative intercorse e altro, ma in ambito penale il reato di leso patrimonio non sussisterebbe, perché non un solo euro del capitale della banca o dei suoi depositi ha cambiato padrone o è andato perduto.
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Nell’autunno 2013 non risultava che il Brundestag si fosse ancora pronunciato sulla petizione in oggetto.
Alla fine va però osservato che pensare di indurre codesto sistema a comportarsi meglio per mezzo di un più esteso apparato giuridico, anche se qualcosa in questo campo si dovrà pur fare, equivale a voler insegnare a Terminator III le buone maniere per stare a tavola. Bisognerebbe invece portarlo in un’officina che lo smonti una volta per tutte, in modo da poter riservare a un sistema drasticamente ridimensionato le indispensabili funzioni economiche delle banche e della finanza.
Luciano Gallino
Il Colpo di Stato di Banche e Governi – L’Attacco alla Democrazia in Europa


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