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sabato 27 maggio 2023

Lo Sapevate Che: Anniversario del Golden Gate Bridge: Punto di collegamento tra la città di San Francisco, di cui è diventato un simbolo, e la parte sud della Contea di Marin.

 

Il Golden Gate Bridge prende nome dallo stretto su cui si affaccia e che unisce l'Oceano Pacifico con la Baia di San Francisco. Per costruirlo i rappresentanti delle contee interessate alla gestione s'impegnarono la casa, la fattoria e il negozio. Partiti a gennaio del 1933, i lavori ebbero fine nel 1937 e all'inaugurazione gli venne riconosciuto il primato di ponte sospeso più lungo del mondo (2,71 km di lunghezza), conservato fino al 1964, quando venne completato il Ponte di Verrazzano (nella città di New York).

Immortalato in numerose pellicole di successo, come La donna che visse due volte e Superman, il Golden Gate Bridge ha raggiunto nel 2012 il suo 75° anno di vita; per l'occasione Google ha pubblicato un doodle locale (visibile negli Stati Uniti d'America).

http://www.mondi.it/almanacco/voce/465001

Lo Sapevate Che: Carla Fracci: Mi lamento perché sono polemica, ma la mia è stata una gran bella vita Nata a Milano, è stata una delle più importanti ballerine della storia.

 

Una stella senza tempo

Il 20 agosto di 86 anni fa nasceva Carla Fracci

Carla Fracci: Mi lamento perché sono polemica, ma la mia è stata una gran bella vita!
Nata a Milano, è stata una delle più importanti ballerine della storia. Muove i primi passi nel mondo della danza sin da piccola e da adolescente inizia le sue prime apparizioni su importanti palcoscenici.

Interpreta ruoli sia drammatici che romantici, lavora in TV e dirige il corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli. Diventa Ambasciatrice di buona volontà della FAO, poi Assessore alla Cultura della Provincia di Firenze e Direttrice del corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma.

Nel 2013 esce, per Mondadori, la sua autobiografia Passo dopo passo. La mia storia.
Il 27 maggio 2021 muore a Milano, dopo una lunga malattia.

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Ovunque si possa danzare, dovunque si possa far conoscere la bellezza di quest’arte, vado sempre con trasporto. Tra le mie più grandi soddisfazioni, infatti, non c’è solo quella di aver danzato nei più grandi teatri del mondo, ma anche di aver portato il balletto nei posti più remoti, nelle periferie, e di aver trasmesso a tanti giovani questa passione.https://www.lamianuovascuoladimusica.it/

Carla Fracci non è stata soltanto la nostra più grande e importante ballerina classica, il suo nome in Italia, dagli anni ’50 è sinonimo di danza, grazia, eleganza.

È, senza dubbio, tra le donne italiane che hanno riscosso maggior successo nel mondo.

Tecnica impeccabile e straordinaria sensibilità,  riusciva a entrare intensamente in ogni personaggio e riproporne le emozioni e le caratteristiche.

È stata una delle più grandi ballerine del ventesimo secolo.

Nel 1981 il New York Times l’ha definita prima ballerina assoluta.

Nata a Milano il 20 agosto del 1936 col nome di Carolina è stata un’icona mondiale della danza. Artista dall’ineguagliabile talento, ha vissuto la sua vita sempre in punta di piedi deliziando il pubblico di tutto il mondo.

Figlia di un tranviere e di un’operaia, cresciuta durante la guerra in campagna vicino Cremona, come ha spesso ricordato orgogliosa delle sue origini legate alla terra, è stata iniziata alla danza da amici di famiglia che la vedevano volteggiare alle feste campestri con un’innata grazia e senso della musica.

Ha studiato alla Scuola di danza del Teatro alla Scala dal 1946. Conseguito il diploma nel 1954, dopo soli due anni è diventata solista e nel, 1958, prima ballerina.

Nel 1967 è stata artista ospite dell’American Ballet Theatre, una delle principali compagnie di balletto con sede a New York.

I più importanti ballerini del mondo da Nureev a Baryšnikov, hanno danzato con lei che ha interpretato tutte le più grandi eroine. È stata la più grande Giselle della storia della danza. Ha anche riproposto una serie di balletti perduti e nuove creazioni sotto la direzione di Beppe Menegatti, regista sposato nel 1964.

Ha fatto parte di prestigiosissime compagnie straniere come il London Festival Ballet, il Royal Ballet, lo Stuttgart Ballet e il Royal Swedish Ballet.

Nel 1982 è stata in una produzione televisiva sulla vita di Giuseppe Verdi, in cui ha interpretato la parte di Giuseppina Strepponi, soprano e seconda moglie del grande compositore.

Alla fine degli anni ’80 ha diretto il corpo di ballo del Teatro San Carlo di Napoli.

Nel 1994 è stata membra dell’Accademia di Belle Arti di Brera. L’anno seguente è eletta presidente dell’associazione Altritalia Ambiente.

Dal 1996 al 1997 ha diretto il corpo di ballo dell’Arena di Verona.

Nel 2003 le è stata conferita l’onorificenza italiana di Cavaliera di Gran Croce. Nel 2004 è diventata Ambasciatrice di Buona Volontà della FAO.

Dal 2000 al 2010 è stata direttrice del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Famosa è rimasta la sua aspra critica a Alemanno, allora sindaco della capitale, durante una manifestazione contro i tagli imposti al Fondo Unico per lo Spettacolo, nel 2010.

Dal 2009 al 2014 è stata Assessora alla Cultura della Provincia di Firenze.

Nel 2013 è stata pubblicata la sua autobiografia dal titolo Passo dopo passo. Partendo dal libro, recentemente è stata girata una serie tv sulla sua vita, Carla.

Eugenio Montale, che è stato un suo grande amico, le aveva dedicato la poesia La danzatrice stanca.

Carla Fracci, da sempre sinonimo di leggiadria, eleganza, delicatezza, aveva però un carattere forte e determinato. Da ragazzina indigente è riuscita con tenacia, forza e tanto lavoro a calcare i più importanti palcoscenici del mondo. Senza mai dimenticare le sue origini ha voluto portare la danza a ogni tipo di pubblico, avvicinarla anche alle fasce di popolazione meno abbienti. Il suo più grande rammarico è stato di non essere mai riuscita a diventare la direttrice del Corpo di ballo della Scala di Milano. Una donna straordinaria, che resterà immortale nonostante abbia lasciato il suo corpo il 27 maggio 2021.

https://www.unadonnalgiorno.it/carla-fracci/

Lo Sapevate Che: Niccolò Paganini: Considerato il massimo violinista di tutti i tempi, è nato a Genova e scomparso a Nizza, in Francia, a maggio del 1840. Come compositore è indicato tra i principali rappresentanti della musica romantica del XIX secolo.


Talento assai precoce il suo, si dimostrò abilissimo sia con il violino che con la chitarra, ma in pubblico suonò sempre e solo il primo. Dopo la prima esibizione a 15 anni, tenne oltre seicento concerti nei maggiori teatri del mondo, costruendo la sua immortale fama di musicista.

Entrò nella storia la frase «Paganini non ripete!», da lui pronunciata al Teatro Carignano di Torino per sottolineare l'attitudine a improvvisare.

http://www.mondi.it/almanacco/voce/1530005

giovedì 25 maggio 2023

ARTICOLO RICETTE DI CUCINA DEL 25 MAGGIO 2023


La guerra è come un'attrice che invecchia. È sempre meno fotogenica e sempre più pericolosa. (citato in Mario Dondero, Lo scatto umano)

 


Dadolata ai Burri

Per 8 persone

 

Ingredienti:

½ pane pugliese, 200 gr di burro: per il burro al curry = 1 cucchiaino di curry dolce in polvere, 50 gr di burro, un pizzico di sale;

per il burro alla maître d’hotel = 1 cucchiaio colmo di prezzemolo tritato, qualche goccia di succo di limone, sale, pepe bianco macinato, 50 gr di burro;

per il burro ai gamberetti = 30 gr di gamberetti lessati e sgusciati, 1 cucchiaio di succo di limone, sale, 50 gr di burro; per il burro all’acciuga = un ciuffo di prezzemolo, ½ spicchio d’aglio, 50 gr di acciughe sotto sale, 50 gr di burro.

 

 

 

 

Canapè di Frittata di Patate

Per 6 persone

 

8 uova, 4 patate medie, scalogni, 5 cubetti di pancetta per ogni canapè, un piccolo mazzetta di rucola, 2 rametti di timo, 1 rametto di rosmarino, 5 scaglie di parmigiano per ogni canapè, burro, olio, sale, pepe.

 

Pelare le patate, lavarle, asciugarle. Tagliarle a fettine molto sottili. Sbucciare gli scalogni e tritarli, farli appassire in padella con una noce di burro e 1 cucchiaio d’olio. Unire le patate, il timo e il rosmarino, fare rosolare a fuoco vivace, mescolando spesso, finché le patate risultino dorate. Togliere dal fuoco e salare. Battere le uova in una ciotola con sale e pepe. Aggiungere le patate con gli scalogni e mescolare delicatamente il tutto. In una padella scaldare un filo d’olio e versare il composto preparato. Fare cuocere la frittata a fuoco medio finché sia ben rassodata sul fondo. Girarla e farla cuocere per qualche minuto anche da questa parte. Fare scivolare la frittata su un vassoio e lasciarla intiepidire. Scaldare una padellina e rosolare senza altro condimento, la pancetta. Pulire e lavare le foglioline di rucola. Ritagliare la frittata con qualcosa di rotondo onde formare i canapè. Metterli sul vassoio, e decorarli con la pancetta, la rucola e le scaglie di parmigiano. Profumare con foglioline di timo. Servire a temperatura ambiente.

I ritagli di frittata avanzati, possono servire da aggiungere ad una insalata.

 

 

 

Torta di Orzo e Cocco

Per 6 persone

 

Ingredienti:

300 gr di orzo, 1 lt di latte magro, la polpa grattugiata di ½ cocco, ½ cucchiaino di cannella, un pizzico di noce moscata, 100 gr di miele, 60 gr di burro, 2 uova, farina.

Lessate 300 gr di orzo mondo in un lt di latte magro fino a che risulta sfatto. Lasciatelo raffreddare e aggiungete la polpa grattugiata di mezzo cocco, ½ cucchiaino di cannella, un pizzico di noce moscata, 100 gr di miele, 50 gr di burro sciolto a bagnomaria e 2 rossi d’uovo. A parte montate le chiare e unitele al composto, amalgamando bene tutti gli ingredienti. Imburrate uno stampo rotondo, infarinatelo e versatevi il composto. Mettete in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti. La torta è pronta quando si stacca dalle pareti. Si serve fredda.

Lo Sapevate Che: Prima uscita nelle sale di Guerre Stellari: «È un periodo di guerra civile. Navi spaziali ribelli, colpendo da una base segreta, hanno ottenuto la loro prima vittoria contro il malvagio impero galattico». È l'inizio dell'intro più popolare della storia del cinema, primo atto di una saga che ha dischiuso per il genere di fantascienza nuovi orizzonti.


Le premesse di quello che è considerato un manifesto del cinema hollywoodiano si profilarono lontano dai celebri studios. Verso la fine degli anni Sessanta, il 25enne George Lucas, fresco laureato in cinema alla University of Southern di Los Angeles, iniziò a frequentare alcuni cineasti indipendenti, che portavano avanti un nuovo modo di fare cinema, sottratto al controllo delle major di Hollywood.

Qui strinse amicizia con Francis Ford Coppola e con lui nel 1969 diede vita all'American Zoetrope, uno studio cinematografico indipendente, ricavato in un magazzino di San Francisco. Dopo avervi girato il suo film d'esordio American Graffiti, Lucas decise di abbandonare il progetto e fondare una casa propria, la Lucas Film Limited, per dedicarsi al suo amore di sempre: la fantascienza.

Dopo i cortometraggi giovanili e il fiacco tentativo con L'uomo che fuggì dal futuro (1971), aveva in animo di buttare giù una storia che colpisse l'immaginazione dei giovani, in anni difficili legati alla fallimentare guerra del Vietnam e alle trasformazioni economiche e sociali in atto. Più che alla solita contrapposizione tra terrestri e marziani, pensava a un'epopea galattica, in cui fossero presenti elementi legati alla mitologia occidentale insieme a scenari tipici dei fumetti.

Illuminanti risultarono gli scritti di Joseph Campbell, indagatore delle origini del mito e delle religioni del mondo, coinvolto in prima persona nella costruzione del racconto e dei personaggi di Guerre stellari. Tra mito e antica spiritualità si colloca appunto l'organizzazione monastica degli Jedi (derivato dal termine giapponese jidaigeki, usato per i drammi storici con protagonisti i samurai), impegnati a mantenere pace e giustizia nell'universo concepito da Lucas.

Di quest'ordine fa parte il giovane Luke Skywalker che si unisce alla missione dell'Alleanza ribelle, guidata dalla principessa Leila Organa e di cui fa parte il capitano Ian Solo, in lotta contro l'Impero galattico, guidato dal temibile imperatore Palpatine e dal suo allievo Dart Fener. Durante quest'avventura il giovane combattente prende coscienza della forza sconosciuta che è in lui e di aspetti segreti della sua esistenza.

Lucas sottopose il soggetto alla Universal e alla United Artists che si rifiutarono di produrlo, anche per gli eccessivi costi che comportava. Diversa fu la reazione di Alan Ladd Jr, direttore creativo della Twenty Century Fox, che ne fu subito entusiasta, chiedendo di impostare la sceneggiatura. Lucas ci lavorò per un anno e si accorse che il materiale a disposizione avrebbe richiesto almeno una trilogia di film. Ne prese una parte e per presentarla al meglio ai produttori, la integrò con splendidi disegni realizzati da Ralph McQuarry, in cui s'iniziarono a delineare i personaggi e gli sfondi spettacolari della pellicola.

Ottenuto un budget di 8 milioni di dollari e i futuri diritti sul merchandising (un settore ancora inesplorato a quell'epoca), passò alla fase casting. Lucas si orientò in generale verso volti nuovi: per questo scelse per il ruolo di Luke il giovanissimo Mark Hamil, noto soltanto in TV, scartando altri come Kurt Russel e William Katt. Stesso discorso per la principessa Leila, affidata all'attrice teatrale Carrie Fisher. Su Harrison Ford, già apprezzato nel suo American Graffiti, dovette arrendersi all'evidente abilità dello stesso di dare un'impronta originale al personaggio di Ian Solo.

Il resto del cast venne completato in Inghilterra, dove vennero reclutati personaggi esterni al mondo del cinema come il campione di body building David Prowse, per il ruolo di Dart Fener, e l'inserviente ospedaliero Peter Mayhew, perfetto con i suoi 2 metri e 20 cm di altezza per impersonare Chewbecca, il peloso co-pilota della nave Millennium Falcon.

Le riprese iniziarono nel marzo del 1976 nel deserto della Tunisia e proseguirono negli Elstree Studios di Londra. La prova del 9 che Lucas dovette superare fu quella degli effetti speciali, che risolse fondando la Industrial Light & Magic, una propria casa che mise a disposizione di un team di studenti universitari, ingegneri ed informatici. In quel laboratorio prese forma un metodo di lavoro destinato a rivoluzionare il modo di fare cinema.

Sul punto di mandare tutto all'aria per i continui ritardi e sforamenti del budget, la Twenty Century Fox impose a Lucas di finire il montaggio per lanciare il film nella primavera del 1977. Il regista, rischiando l'esaurimento nervoso, rifece due volte il montaggio ma riuscì nell'impresa. Il tocco finale lo lasciò al compositore John Williams, già apprezzato per le musiche de Lo squalo di Steven Spielberg, che dirigendo la London Simphony Orchestra, realizzò una colonna sonora di forte impronta classica.

Pur temendo un insuccesso e tra le critiche di molti addetti ai lavori che lo giudicavano un prodotto per bambini, i produttori lo lanciarono nelle sale il 25 maggio del 1977. Il pubblico ebbe il tempo di leggere «Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...» (formula ripetuta anche per gli altri capitoli) che si ritrovò catapultato nello spazio siderale, nel mezzo di una battaglia laser tra incrociatori.

La gente uscì per strada stropicciandosi gli occhi per l'esperienza vissuta e cominciando a familiarizzare con il tema musicale principale e con passaggi memorabili come «Che la forza sia con te!». Era nato un fenomeno destinato a durare negli anni, mentre per la Twenty Century Fox una gallina dalle uova d'oro, che incassò a livello internazionale oltre 775 milioni dollari, di cui ben 461 milioni solo negli USA.

L'exploit del botteghino anticipò il trionfo ai Premi Oscar del 1978: in gara con dieci nominations, portò a casa sette statuette (scenografia, costumi, sonoro, montaggio, effetti speciali, colonna sonora più un Oscar speciale a Ben Burtt per gli effetti sonori). Nel 1980 e nel 1983 uscirono i due sequel, L'impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi, che conclusero l'iniziale trilogia che Lucas aveva in mente, poi sviluppata in ulteriori tre prequel tra il 1999 e il 2005.

http://www.mondi.it/almanacco/voce/690002

Lo Sapevate Che: Robert Capa: Considerato il padre del fotogiornalismo, è stato il più grande fotoreporter di guerra di sempre e con le sue foto ha raccontato i vent'anni che più hanno segnato la storia dell'Europa e del mondo intero.



Ungherese di Budapest, Endre Ernő Friedmann (la sua vera identità) scelse lo pseudonimo Robert Capa (ispirato al noto regista americano Frank Capra) per sfondare nel campo della fotografia. Ci riuscì prestissimo.

Poco più che ventenne prese parte alla Guerra civile spagnola (1936-39), realizzando uno degli scatti più rappresentativi del Novecento: "Il miliziano colpito a morte". Di qui fu in prima linea in tutti i principali conflitti, dalla Seconda guerra mondiale (1941-1945) alla Prima guerra d'Indocina (1954).

Nel 1947, insieme con altri famosi colleghi, tra cui Henri Cartier-Bresson, fondò l'agenzia fotografica Magnum, ancora oggi una delle più rinomate al mondo.

Morì nel maggio del 1954, durante la Prima Guerra d'Indocina, posando il piede su una mina mentre stava per scattare una foto

http://www.mondi.it/almanacco/voce/1570001

Lo Sapevate Che: Enrico Berlinguer: Storico segretario del Partito Comunista Italiano, stimato da alleati ed avversari per lo spiccato rigore morale e la profonda passione per la politica, dimostrata fino all'ultimo istante di vita.


Sardo di Sassari e con lontane origini aristocratiche, fu presentato dal padre a Togliatti, riscuotendo da subito la fiducia di quest'ultimo e assumendo prestigiosi incarichi nel partito. Assunta la carica di Segretario Generale nel 1972, guidò il PCI per oltre un decennio, affrontando fasi cruciali della storia d'Italia, a cominciare dal compromesso storico sancito con la DC di Aldo Moro, naufragato per l'assassinio dello stesso Moro per mano delle Brigate Rosse.

Fautore di un'evoluzione liberale e indipendente da Mosca del PCI, morì di ictus nel giugno del 1984, durante un comizio a Padova. Sua figlia Bianca, giornalista, è stata direttore del TG3.

http://www.mondi.it/almanacco/voce/12908001