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venerdì 31 marzo 2023

Lo Sapevate Che: Tina Pica: L'inconfondibile voce roca e il piglio un po' burbero l'hanno resa una delle attrici più simpatiche e popolari del cinema italiano tra gli anni Cinquanta e Sessanta.


Nata a Napoli e qui scomparsa nel luglio del 1968, Annunziata (il nome completo) Pica era figlia d'arte e nella piccola compagnia teatrale del padre mosse i primi passi sul palcoscenico. Dopo alcune comparsate nel genere muto, ebbe il primo ruolo significativo in "Fermo con le mani" del 1937, accanto al principe Totò.

A notarne l'indiscusso talento ed a farla conoscere al grande pubblico fu Eduardo De Filippo, che la scritturò in alcune delle sue commedie più celebri, da "Natale in Casa Cupiello" a "Napoli milionaria", da "Filumena Marturano" a "Questi fantasmi".

La fama cinematografica maturò con i due capitoli di "Pane, Amore e..." (il secondo dei quali le valse, nel 1955, il Nastro d'argento come "migliore attrice non protagonista") di Luigi Comencini, in coppia con il grande Vittorio De Sica, e con numerose pellicole, che la videro recitare accanto a mostri sacri della comicità italiana, quali Totò, Peppino De Filippo, Nino Taranto, Alberto Sordi, Renato Rascel.

http://www.mondi.it/almanacco/voce/426001

Lo Sapevate Che: Robert Bunsen: Per chi ha dimestichezza con i manuali di chimica o di fisica il nome di Robert Bunsen suona più che familiare!

  

Originario della città tedesca di Gottinga, conseguì laurea e dottorato in chimica entro i 19 anni, iniziando poi a viaggiare attraverso l'Occidente europeo. Trasferitosi all'Università di Heidelberg, qui iniziò le sue ricerche sulla spettroscopia di emissione degli elementi, arrivando a perfezionare uno speciale bruciatore a gas, oggi tra i più utilizzati nei laboratori chimici e noto come becco di Bunsen.

Nel 2011 si è celebrato il 200° anniversario della sua nascita e Google ha celebrato l'evento con un doodle globale interattivo, dove il becco di Bunsen viene fatto interagire scherzosamente con una caffettiera. Muovendo il mouse verso l'alto o verso il basso, si può regolare l'intensità della fiamma. Muovendolo di lato, si modifica il colore della fiamma.

http://www.mondi.it/almanacco/voce/127001

Lo Sapevate Che: Johann Sebastian Bach: È stato un compositore e musicista tedesco del periodo barocco, 17° Thomaskantor di Lipsia dal 1723 alla morte. Wikipedia


 

E' facile suonare qualsiasi strumento musicale: tutto ciò che devi fare è toccare il tasto giusto al momento giusto e lo strumento suonerà da sé. Johann Sebastian Bach

 

Il cielo sopra Eisenach

Johann Sebastian Bach nasce il 31 marzo 1685 a Eisenach, una cittadina tedesca che all'epoca contava circa seimila abitanti.

L'infanzia di Bach è poverissima di notizie, eccezion fatta per alcuni avvenimenti familiari. L'aneddotica tradizionale vuole Sebastian intento ad apprendere i primi rudimenti musicali dal padre Ambrosius, che gli avrebbe insegnato a suonare il violino e la viola, o occupato a voltare le pagine dei manoscritti mentre il secondo cugino Johann Christoph suonava l'organo nella Georgenkirche.

Dal 1693 al 1695 frequenta la scuola di latino di Eisenach e dopo la morte dei genitori, avvenuta proprio in quegli anni, viene accolto a Ohrdruf dal fratello Johann Christoph, che gli impartisce con l'occasione anche lezioni di organo e clavicembalo. Nel 1700 lascia la famiglia del fratello per recarsi a Luneburg, dove entra a far parte del coro della Michaeliskirche e ha modo di conoscere G. Bohm, un eminente organista, nonché compositore, del tempo.

Frequenta inoltre la biblioteca locale, che all'epoca disponeva di un nutrito archivio con le musiche dei secoli precedenti. Dopo essere stato per poco tempo violinista presso la corte di Sassonia-Weimar, nel 1703 diviene organista titolare di S. Bonifacio ad Arnstadt e, in breve tempo, acquisisce una vasta rinomanza come virtuoso. Nel 1705 intraprende un viaggio poi diventato leggendario: si reca infatti a Lubecca per ascoltare il famoso organista Dietrich Buxtehude, che Sebastian ammirava particolarmente per le sue composizioni e di cui aveva tanto sentito parlare, affrontando il lungo percorso (400 km) totalmente a piedi!

Uno degli obiettivi si Bach, fra l'altro, era anche quello di sostituire, un giorno, il grande e ammirato Maestro al seggio dello stesso organo. Purtroppo, tale desiderio non ebbe mai modo di concretizzarsi. Il giovane musicista trova così un'altra sistemazione come organista di S. Biagio a Muhlhausen, dove in seguito si sistema con la cugina Maria Barbara. Qui, nella solitudine e tranquillità della cittadina tedesca, compone un gran numero di pezzi per organo e le prime Cantate (ossia brani da eseguire durante la funzione sacra), che ci sono pervenute.

Contrariamente però a quello che ci ha tramandato la storiografia ufficiale, Bach non aveva affatto un carattere facile e conciliante. Alcuni dissidi con i superiori, dunque, lo inducono alle dimissioni e al trasferimento presso la corte di Sassonia-Weimar come organista e musico di camera (violinista e violista). A Weimar continua la composizione di musiche organistiche, particolarmente gradite al duca, e ha modo di studiare le contemporanee musiche italiane, trascrivendo in particolare concerti di Antonio Vivaldi (che Bach ammirava assai), A. e B. Marcello e altri; copia fra l'altro le opere di un altro grande italiano, quel Frescobaldi che con i "Fiori musicali" rappresentava uno dei vertici dell'arte clavicembalistica e tastieristica in genere.

Poco valutato come compositore, la fama di Bach dilaga invece come insuperabile organista, fama consacrata dai concerti che tiene nel 1713-17 a Dresda, Halle, Lipsia e in altri centri. I fortunati ascoltatori rimangono di volta in volta rapiti, commossi o sconvolti dalle capacità esibite dal genio, in grado di plasmare l'anima dell'uditorio a seconda che voglia essere patetico o semplicemente virtuosistico.

I motivi per cui Bach abbandona il posto a Weimar, nel 1717, non sono stati ancora definitivamente chiariti. Nello stesso anno assume la carica di maestro di cappella alla corte riformata del principe Leopoldo di Anhalt-Cothen a Kothen, con l'incarico di comporre Cantate d'occasione e musiche concertistiche. Il fatto che la musica sacra non fosse praticata a Kothen (la corte era di confessione calvinista e perciò ostile all'impiego della musica nel culto) gli consente di dedicarsi con maggiore applicazione alla musica strumentale. A quel periodo, infatti, risalgono appunto i sei concerti detti "brandeburghesi" (perchè scritti appunto alla corte del margravio di Brandeburgo), le suites e sonate per strumenti soli o accompagnati e soprattutto molta musica per clavicembalo, fra cui spicca il primo volume del "Clavicembalo ben temperato".

Nel 1721, dopo la morte di Maria Barbara, Bach sposa in seconde nozze la cantante Anna Magdalena Wulcken, figlia di un trombettista locale. Il periodo di Kothen si conclude quindi nel 1723, quando Bach accetta il posto di Kantor nella chiesa di S. Tommaso a Lipsia, lasciato vacante da J. Kuhnau.

Pur continuando a mantenere il titolo di Kappellmeister a Kothen, però, non abbandona più Lipsia, anche se i continui dissidi con i suoi superiori laici ed ecclesiastici gli procurarono non poche amarezze. Durante i primi anni di attività a Lipsia compone un gran numero di cantate sacre e le celeberrime grandi Passioni, ritornando alla musica strumentale solo verso il 1726.

Nel 1729 e fino al 1740 assume la direzione del Collegium Musicum universitario, per il quale compone numerose cantate profane e concerti per uno o più cembali, nonchè molta musica strumentale di vario genere. Il ventennio 1730-50 è occupato dalla composizione della Messa in si minore, alla rielaborazione di sue musiche precedenti, alla soluzione di problemi di contrappunto (esempi illuminanti in tal senso sono il secondo volume del "Clavicembalo ben temperato", i corali organistici della raccolta del 1739 e le "Variazioni Goldberg").

Nel 1747 il re Federico II di Prussia lo invita a Potsdam, riservandogli grandi onori e assistendo ammirato alle sue magistrali improvvisazioni. Tornato a Lipsia, un Bach riconoscente invia al sovrano la cosiddetta "Offerta musicale", rigorosa costruzione contrappuntistica di un tema scritto proprio dall'imperatore. Verso il 1749 la salute del compositore comincia a declinare; la vista si affievolisce sempre più e a nulla valgono le operazioni tentate da un oculista inglese di passaggio a Lipsia.

Ormai completamente cieco, Bach detta la sua ultima, immensa composizione (rimasta purtroppo incompiuta), l'"Arte della fuga" prima di esser colto da collasso cardiaco, sopraggiunto poche ore dopo un prodigioso recupero delle facoltà visive.

Muore il 28 luglio 1750, mentre la sua musica viene riscoperta definitivamente solo nel 1829 grazie ad un'esecuzione di Mendelssohn della "Passione secondo Matteo".

https://biografieonline.it/biografia-johann-sebastian-bach

Articolo delle Ricette del 31 Marzo 2023


 

È facile suonare qualsiasi strumento musicale: tutto ciò che devi fare è toccare il tasto giusto al momento giusto e lo strumento suonerà da sé. Johann Sebastian Bach

 

 

 

Paella con Moscardini

Per 4 persone

 

Ingredienti:

120 gr di riso tipo Originario, 250 gr di code di gamberone, 250 gr di moscardini, 50 gr di salame piccante, 1 cipolla, 1 spicchio d’aglio, rosmarino, 1 bustina di zafferano, 1 lt di brodo di pollo, olio, sale, pepe.

Sbucciare la cipolla e l’aglio, tritarli e rosolarli in un capiente tegame con 3 cucchiai di olio e un rametto di rosmarino. Aggiungere il riso, mescolarlo e fare insaporire per qualche minuto, poi spolverizzare la bustina di zafferano. Mescolare, togliere il rosmarino e coprire con il brodo bollente. Portare a ebollizione e unire le code di gamberone, i moscardini, salare e pepare. Proseguire la cottura a fuoco medio per 20 minuti, finché il riso abbia assorbito quasi tutto il brodo. Affettare il salame, rosolarlo in un padellino con poco olio e ancora un rametto di rosmarino. Quando sarà croccante e dorato aggiungerlo al riso, mescolare regolare di sale, assaggiare la cottura del riso e servire.

 

 

 

 

Spiedini di Calamari

Per 4 persone

 

Ingredienti:

600 gr di calamari, puliti, 6 cucchiai di pangrattato, 2 cucchiai di parmigiano grattato, 2 spicchi d’aglio, prezzemolo, 2 pomodori, 1 limone, olio, sale e pepe.

Tagliate le sacche dei calamari già puliti, lavati ed asciugati, a strisce della larghezza di 2 cm. Ripiegate le strisce a fisarmonica e infilzatele su se stesse, senza schiacciarle troppo, su 8 lunghi spiedini di legno. Infilzate i ciuffi di calamari, tagliati a metà, su 4 lunghi spiedini di legno. Mettete in un contenitore largo, 6 cucchiai di pangrattato, 2 cucchiai di parmigiano grattato, 2 spicchi d’aglio tritati finemente e un cucchiaio di prezzemolo tritato, una macinata di pepe e una presa di sale. Mescolate bene gli ingredienti e passateci gli spiedini in modo che ne vengano ricoperti. Trasferiteli in una larga teglia. Metteteci attorno alla teglia 2 pomodori tagliati a fette spesse 1 cm, distribuitevi sopra il composto preparato rimasto e mettete in forno preriscaldato a 200° per 20 minuti. Spegnete il forno e accendete il grill, fate grigliare per 3 minuti, togliete dal forno e spruzzateli con succo di limone. Servite caldi.

 

 

 

 

Torta alla Ricotta rinforzata

Per 6 persone

 

Ingredienti:

Gr 160 gr di ricotta, gr 160 di mascarpone, 150 gr di zucchero a velo, un bicchierino di Marsala, 2 uova, 120 gr di mandorle sgusciate e tostate.

Frullare 70 gr di mandorle riducendole a farina finissima. Mettete la ricotta e il mascarpone in una terrina e lavorateli  con un cucchiaio di legno per farli ammorbidire, amalgamate bene. Unite lo zucchero a velo e il burro ammorbidito. Continuate a mescolare. Unire i tuorli, uno alla volta, la farina di mandorle e il liquore. Amalgamare bene gli ingredienti. Montare gli albumi a neve fermissima e incorporarli mescolando con delicatezza il composto dal basso verso l’alto. Tritare le mandorle rimaste grossolanamente, lasciandone 15 intere. Foderare una pirofila alta 5 cm e non molto grande, con pellicola e versarvi il composto. Mettere in frigorifero coperto con altra pellicola per almeno 3 ore. Togliere dal frigorifero e capovolgere il dolce su un piatto di portata. Ricoprirlo con le mandorle tritate e mettere le mandorle intere attorno alla circonferenza della torta, a metà altezza. Servite subito.

 


giovedì 30 marzo 2023

Speciale Ricette del 30 Marzo 2023: Buona preparazione, ciao cari amici!


Sto dipingendo con l’entusiasmo di un marsigliese nel mangiare la bouillabaisse, e non ti sorprenderebbe se ti dicessi che sto dedicandomi ad alcuni girasoli. Vincent Van Gogh. https://www.trovafrasi.com/citazioni/frasi-van-gogh/

 

 

Zuppa di Piselli e Pomodoro, piccante. Ricetta Indiana

Per 6 persone

 

Ingredienti:

1,5 kg di pomodori maturi, 350 gr di piselli in grana, 1 spicchio d’aglio, 1 cipolla, 1 cucchiaio di semi di coriandolo, 2 cucchiaini di cumino in polvere, ½ cucchiaino di semi di finocchio, 1 cucchiaino di zucchero, 1 peperoncino piccante, un rametto di menta, 2 foglie di alloro, 4 dl di latte di cocco, burro, sale. Pane naan per accompagnare (ricetta di seguito).

Mettere al fuoco una casseruola con 2 lt di acqua e quando l’acqua bolle, sbollentare per qualche istante i pomodori. Scolarli e spellarli. Passarli al mixer. Ridurre a fettine sottili la cipolla e tritare l’aglio, pestare un poco i semi di coriandolo. In una casseruola con 40 gr di burro far rosolare la cipolla e l’aglio, unire le spezie, l’alloro, il peperoncino tritato e salare. Cuocere per 3 minuti, unire il latte di cocco, 1 cucchiaino di zucchero, i pomodori. Quando la composizione bolle, aggiungere i piselli e cuocere ancora per 10 minuti. A fine cottura unire le foglioline di menta tritate. Nel mentre tagliare il pane naan a metà, spalmarlo con burro e farlo abbrustolire sotto il grill caldissimo per qualche minuto. Servire la zuppa caldissima accompagnata dal pane naan.

 

 

Ricetta del pane Naan

Il Naan (Pane Naan) è un pane lievitato delizioso dalla forma tonda e piatta tipico della cucina indiana! Realizzato a base di farina, acqua, lievito e con yogurt nell’impasto che lo rende morbidissimo! Secondo tradizione viene cotto nel tandoor, un forno d’argilla che si può sostituire con una padella antiaderente!

Come ogni ricetta tradizionale, esistono diverse versioni con aggiunta di formaggio all’interno, all’aglio, con aromi misti. Quella che vi regalo oggi è la Ricetta originale del Pane Naan la base più diffusa e più amata! Si tratta di una preparazione facilissima e veloce! L’impasto si prepara a mano senza planetaria o impastatrice, una volta lievitato, viene diviso in panetti e dopo un’altra lievitazione viene cotto in padella! Pochi minuti ed è pronto da servire! il risultato è un Naan profumato e saporito, dalla consistenza morbida indescrivibile! Proprio come le Tortillas, è perfetto da tagliare a strisce o fette e servire come antipasto, aperitivo, finger food ma anche semplicemente da utilizzare al posto del pane

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Spezzatino di Cinghialetto alle More

Per 4 persone

 

Ingredienti:

600 gr di spezzatino di cinghiale giovane, 3 patate grosse, 150 gr di more, 30 gr di panna da montare, latte intero, 1 cucchiaino di erba cipollina, rosmarino, salvia, alloro, 2 spicchi d’aglio, peperoncino piccante in polvere, vino rosso, parmigiano grattugiato, olio, sale.

Mettere in un tegame sul fuoco 4 cucchiai d’olio, l’aglio, 4 foglie di salvia, un rametto di rosmarino, 2 foglie di alloro e un cucchiaino di peperoncino piccante. Fare appassire per qualche minuto, aggiungere lo spezzatino di cinghiale e fare rosolare i pezzi da tutte le parti. Bagnare con ½ lt di buon vino rosso corposo. Lasciare evaporare e fare cucinare per 25 minuti a fuoco dolce, aggiungendo, se necessario, acqua calda. Aggiungere le more, mescolare e cuocere ancora per 6 minuti. Salare q.b. Nel mentre fare lessare le patate con la buccia. Sbucciarle e passarle al passaverdura. Rimetterle in casseruola, aggiungere ¼ di latte tiepido, la panna semimontata, l’erba cipollina, 50 gr di parmigiano grattugiato. Regolare di sale e mantecare al fuoco il tutto per pochi minuti. Servire il cinghiale in umido, con la sua salsa di cottura e la purea di patate.

 

 

 

 

Cioccolata alla Milanese (Barbagiada)

Per 6-8 persone

 

Ingredienti:

100 gr di cacao amaro, ½ lt di latte, gr 150 di zucchero, 4 tazzine di caffè forte.

 

In una pentolina diluite il cacao in poca acqua, aggiungendovi quindi lo zucchero, il caffè e il latte e mettete il composto sul fuoco, sbattendolo con una frusta, fin quando non si formerà sulla superficie una schiuma biancastra.

Versate la cioccolata nelle tazze, servendola bollente (in inverno!), accompagnandola con panna montata. D’estate la cioccolata è ottima anche fredda.

 

Variante: montate un tuorlo d’uovo con lo zucchero, aggiungete poi tutti gli ingredienti e da ultimo sempre frullando il latte bollente.

Lo Sapevate Che: Franco Cosimo Panini (15 anni fa): È il re delle figurine che lanciò insieme ai fratelli negli anni Sessanta, facendone un fenomeno sociale e culturale, prima che uno straordinario successo editoriale.


Nato a Maranello, nel modenese, con i fratelli Giuseppe, Umberto e Benito iniziò a gestire un'edicola a Modena, da cui passarono a fondare una casa editrice, la Panini, che in pochi anni arrivò a fatturati miliardari grazie alla mitiche figurine dei calciatori.

Cedute queste ultime, alla fine degli anni Ottanta Franco Cosimo si dedicò all'editoria per l'infanzia, puntando su personaggi dei fumetti molto amati, come Pimpa di Altan. Negli ultimi anni di vita curò pubblicazioni d'arte e, insieme con il giornalista Marino Bartoletti, la preziosa Enciclopedia Panini del Calcio Italiano.

Insignito del Premio cultura 2002 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, scomparve a Modena nel marzo 2007
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http://www.mondi.it/almanacco/voce/1544001

Lo Sapevate Che: Franco Califano: Tra i fan era noto con il soprannome di Er Califfo, per il pubblico italiano è stato uno dei cantautori e parolieri più prolifici di sempre (400 canzoni), cantore dell'amore e delle dinamiche di coppia.

 

Nato a Tripoli di Libia da genitori campani (padre di Pagani e madre di Nocera Inferiore), Francesco Califano si è affermato fin da subito come autore di brani per altri artisti, su tutti Mina, Mia Martini, Ornella Vanoni e Peppino di Capri.

In prima persona ha portato al successo brani evergreen come Tutto il resto è noia, "La musica è finita" e "Un tempo piccolo" (quest'ultima rifatta dai Tiromancino). Saltuariamente ha recitato come attore in fotoromanzi e film, come Due strani papà (1983) e Viola bacia tutti (1998).

Arrestato a 32 anni per possesso di droga, è stato successivamente assolto per lo stesso reato. Ricordato come un inguaribile "latin lover", aspetto fatto risaltare nelle imitazioni celebri di Fiorello e Max Tortora, il Califfo è scomparso a Roma il 30 marzo 2013, a poco più di una settimana dall'ultimo concerto tenuto al Club Ueffilo di Gioia del Colle.

http://www.mondi.it/almanacco/voce/1453001