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lunedì 30 maggio 2022

Speciale: Menù del 30 di Maggio 2022 e buon pranzo a tutti


“Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente.” Voltaire

 

Specialità della Val Varaita:

Ravioles, gnocchi

Per 4 persone

Ingredienti:

 

1 kg di patate, 3 etti di formaggio fresco (toma del cuneese o castelmagno) sbriciolandolo, la farina di frumento e l’uovo.

 

 L’impasto va lavorato finché diventa liscio e non appiccica più. A questo punto formiamo dei bastoncini grandi come un dito, tagliandoli a pezzetti e dando ad ognuno la forma di un piccolo fuso, premendo con le punta delle dita sulla spianatoia e allungando un po’ le estremità.

Buttiamoli in una pentola dove bolle l’acqua salata e scoliamoli, quando vengono a galla. Condiamo con del burro soffritto (brunito), al quale avremo aggiunto la panna e spolveriamo con abbondante parmigiano grattugiato.

 

 

 

 

Spezzatino di Vitello marinato

Per 4 persone

 

Scamone di vitello 6 etti, 2 carote, 2 cipolle, 1 pacchetto di pancetta a dadini, 200 gr di funghi champignon, 1 rametto di rosmarino, 1 foglia di alloro, 1 rametto di salvia, 1 lt di vino rosso Barbera, farina, olio, sale, pepe.

 

Tagliare la carne a pezzi di circa 3 cm di lato. Pulire le carote e le cipolle.

Affettare finemente le carote e una cipolla.

In una terrina mettere la carne, le carote e la cipolla e coprire tutto con il vino, chiudere la terrina e lasciarla al fresco fino alla consumazione. (qualche ora, meglio una notte intera).

 

 

 

Canederli dolci alle Albicocche

Per 6 persone

 

Ingredienti:

 

450 gr di patate, 125 gr di farina, 30 gr di semolino, 150 gr di burro, 2 tuorli, buccia di ½ limone grattugiato, 150 gr di pangrattato, 500 gr di albicocche, cubetti di zucchero integrale, zucchero, sale.

 

Lavare le patate e farle bollire senza sbucciarle per 25 dal momento dell’ebollizione dell’acqua. Sbucciarle ancora calde e passarle al schiacciapatate. Metterle in una terrina, aggiungere un pizzico di sale, la farina, il semolino, 40 gr di burro ridotto a pezzettini e fatto ammorbidire a temperatura ambiente, i 2 tuorli. Lavorare bene l’impasto sino a formare un impasto liscio. Lasciare riposare l’impasto per ½ ora. Lavare le albicocche, asciugarle e senza aprile completamente, togliere il nocciolo interno e sostituirlo con ½ cubetto di zucchero integrale. Formare con l’impasto un rotolo di 5 cm di spessore, tagliarlo a pezzi di circa 30 cm ciascuno, spianarli e con questi rivestite le albicocche preparate prima, formando un canederlo chiuso. In una casseruola portare a bollore 2 lt di acqua leggermente salata, immergervi i canederli con delicatezza, aumentare la fiamma fin che riprendono il bollore e poi abbassarla e farli cuocere dolcemente, per 8 minuti. Rosolare il pangrattato in una padella nel burro residuo. Sgocciolare i canederli e rotolarli nel burro e pangrattato. Servirli caldi, cosparsi di zucchero.

 

domenica 29 maggio 2022

Speciale: Menù del 29 di Maggio 2022 e buon pranzo a tutti

 

“Perdona i nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi.” John Fitzgerald Kennedy

 

Due primi piatti a scelta:

 

Cacio e Pepe

Per 4 persone

 

Ingredienti:

320 gr di spaghetti (o spaghettoni), 50 gr di pecorino romano, 50 gr di pecorino di fossa (romagnolo), 40 gr di pecorino toscano fresco (tipo Pienza o stagionato nelle foglie di castagno), pepe nero in grani, 2 cucchiai di panna, sale.

 

Grattugiare con una microplane i tre diversi formaggi (mi raccomando, vanno sempre grattugiati al momento, quando preparate il piatto) e mescolateli. Unite abbondante pepe nero, anche questo macinato al momento. Legate il tutto con la panna, fuori dal fuoco. Cuocete gli spaghetti al dente in abbondante acqua salata, quindi scolateli e versateli in una ciotola con il mix di pecorino e panna; mescolate gli spaghetti, senza farli saltare: otterrete un sugo cremoso simile alla fonduta. Se il condimento fosse troppo denso, allungatelo con un goccio di acqua di cottura. Servite subito.

Da A Qualcuno piace Cracco - Carlo Cracco

 

 

oppure

 

 

Spaghetti e Bottarga

Per 4 persone

 

Ingredienti:

350 gr di spaghetti, 50 gr di bottarga di muggine, uno spicchio d’aglio, una manciata di prezzemolo, olio evo, sale.

 

Far cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata. Nel mentre pelare lo spicchio d’aglio, schiacciarlo e farlo soffriggere dolcemente in un tegame capiente con 5 cucchiai d’olio. Togliere l’aglio. Quando la pasta è pronta scolarla e versarla nel tegame, unire un cucchiaio di prezzemolo tritato, mescolare e fare insaporire per qualche minuto. Suddividere la pasta nei piatti individuali e completare con la bottarga, in parte grattugiata fine e in parte tagliata a lamelle.

 

 

 

Anatra al forno con ciliegie

Per 8 persone

 

Ingredienti:

1 anatra di circa 1,7 kg, 2 cipolle, 2 mele, un bicchierino di acquavite di ciliegie, 300 gr di ciliegie marasche senza nocciolo, un bicchiere di vino rosso, un cucchiaio di fecola, 1 cucchiaio di paprika dolce, timo, 70 gr di burro, sale.

 

Sciacquare l’anatra in acqua fredda ed asciugarla all’estero e internamente con carta assorbente da cucina. Salarla e spolverare con la paprika. Sbucciare le mele, tagliarle a quarti e togliere il torsolo. Sbucciare le cipolle e tagliarle ad anelli, mescolarle con le mele, cospargerle con un cucchiaio di timo secco e riempire con il composto l’interno dell’anatra. Cucire l’apertura con refe da cucina. Ungere un contenitore capiente da forno con il burro, sistemarci l’anatra con il petto in alto. Metterla in forno preriscaldato a 200° e aggiungere attorno all’anatra e aggiungere 60 gr di burro a dadini, distribuendolo nella pirofila. Cuocere per 2 ore, aggiungendo dopo mezz’ora un po’ d’acqua calda. Di tanto in tanto, bagnare l’anatra con il suo sugo di cottura, aggiungendo se necessario altra acqua calda. Pochi minuti prima di fine cottura, pennellare l’anatra con l’acquavite di ciliegie, a cui avrete aggiunto un cucchiaino di sale. Togliere l’anatra dal forno ed eliminare il refe di cucitura. Posarla su un piatto da portata preriscaldato. Sgocciolare le ciliegie, raccogliere il sugo, metterlo in una casseruola piccola e con esso sciogliere il fondo di cottura dell’anatra, aggiungere le marasche. Mescolare il vino rosso alla fecola ed aggiungerlo. Far bollire, mescolando continuamente. Servire la salsa separatamente all’anatra.

 

E per finire:

 

Frutta a volontà!

sabato 28 maggio 2022

Lo Sapevate Che: Giornata mondiale del gioco: La Giornata mondiale del gioco venne istituita a Seul, nel 1998, su proposta di Freda Kim, presidente dell'International Toy Library Association (Associazione internazionale delle ludoteche).

 

Il 28 maggio si celebra la Giornata mondiale del gioco, con i giochi di un tempo si insegna una nuova socialità

Le piazze, i giardini e i cortili di tutto il mondo si colorano ogni 28 maggio:si celebra così la Giornata mondiale del gioco

Homo ludens è il titolo del famoso libro con cui nel 1938 Johan Huizinga spiegò che è il gioco il fondamento primo di ogni cultura dell’organizzazione sociale. Insomma, il gioco non è un gioco, ma una cosa serissima. Specie per i bambini. Le attività ludiche sono un diritto fondamentale di ogni bambino come stabilito dall’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite). Aiutano a crescere e a socializzare. Per ricordarlo nel 1998 è stata lanciata questa ricorrenza, la giornata mondiale del gioco.

28 maggio: si celebra la Giornata mondiale del gioco

L’idea della Giornata mondiale del gioco fu proposta inizialmente da Freda Kim in qualità di presidente dell’ITLA (Associazione internazionale delle ludoteche) con la conseguente approvazione da parte del comitato, a Seoul nel 1998. Le Nazioni Unite hanno accettato la proposta e fissato la Giornata mondiale del gioco nella data del 28 maggio. Da allora le varie associazioni nazionali delle ludoteche, coadiuvate anche da altri organismi, hanno avviato la diffusione della pratica.

La proposta partita dalla Corea del Sud

Dato singolare: l’idea è venuta alla Corea del Sud. Secondo molti stereotipi e luoghi comuni, in Estremo Oriente ai bambini non verrebbe lasciato il tempo di vivere la propria infanzia per costringerli da subito a prepararsi alla grande competizione della vita. Come tutti gli stereotipi, anche questo ha qualche base di verità. Però è stata la sudcoreana Freda Kim a lanciare da Seul il World Play Day. Pioniera nella diffusione delle ludoteche in Corea, all’epoca era presidente dell’International Toy Library Association.

 

Il gioco come diritto

L’articolo 7 della Carta dei Diritti dei Bambini approvata dall’ONU nel 1959 definisce il gioco come «diritto fondamentale». È dunque come vero e proprio adempimento di un trattato internazionale che ogni 28 maggio si organizzano attività ludiche che coinvolgono adulti ebambini, attraverso la promozione delle varie associazioni nazionali delle ludoteche. L’importante, come spiegò la fondatrice, è che questa attività non comporti grosse spese. «L’essenza del World Play Day è a misura di bambino.

Quello che fanno tutti i bambini spontaneamente. Pertanto, un World Play Day dovrebbe essere un giorno di totale attenzione l’uno verso l’altro, di generazione in generazione. Un giorno in cui bambini e adulti fanno quello che vogliono fare. Un giorno che è rilassato e sottolinea l’interazione umana.

Non abbiamo bisogno di fermare il mondo per un giorno. Giochiamo a casa nostra, a casa, a scuola o nel posto di lavoro». Insomma, per dirla sempre con Freda Kim, «un giorno che è divertente, e che mostra adulti e bambini in situazioni interattive che promuovono la crescita sana l’uno dell’altro in attività semplici e auto-motivate di loro scelta». (Antonio Bassano)

https://www.occhionotizie.it/giornata-mondiale-gioco-nascita-onu-freda-kim/

Lo Sapevate Che: Nasce Amnesty International: «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti» recita il primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani. Un assunto che da mezzo secolo anima le battaglie di Amnesty International, una "luce" perennemente accesa in difesa della vita, della libertà e della dignità di ogni individuo.

 

L'ANNIVERSARIO DEI DIRITTI UMANI

Il 10 dicembre 1948 la comunità internazionale adottava a Parigi la Dichiarazione universale dei diritti umani (DUDU). Un documento che rappresenta ancora oggi il quadro di riferimento più importante per la tutela dei diritti umani a livello internazionale. Amnesty International partecipa alle celebrazioni per il 60mo anniversario dalla firma della Dichiarazione.

 

 

 

LIBERI E EGUALI IN DIGNITÀ E DIRITTI

«Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti» è il primo principio inserito dalla comunità internazionale nella Dichiarazione universale dei diritti umani (DUDU). Un principio etico fondamentale, che da allora viene riconosciuto dal diritto internazionale. In 30 articoli, la Dichiarazione sancisce in modo irrevocabile che tutti gli esseri umani – indipendentemente dal colore della pelle, dal paese di provenienza, dalla loro religione o cultura – hanno dei diritti di cui non possono essere privati. Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali e hanno il diritto di vivere in sicurezza e rispettati nella loro dignità. In tempo di pace come in tempo di guerra.


PROTEZIONE DALLO STATO

Alcuni Stati, come la Francia e gli Stati Uniti, già in precedenza avevano incluso alcuni diritti umani nella loro legislazione. Con la DUDU questi diritti diventarono davvero universali e tutelati a livello mondiale. Gli orrori della seconda guerra mondiale erano ancora vivi nella memoria collettiva e i leader mondiali si resero conto che il rispetto dei diritti umani non poteva essere lasciato all’arbitrio dei singoli stati.
La DUDU determina una serie di categorie di diritti fondamentali. Per esempio, i diritti associati alla protezione della persona: il diritto alla vita, l’interdizione della schiavitù e del ricorso alla tortura; altri diritti riguardano la libertà: libertà di religione, d’espressione e di associazione; altri ancora mettono in rilievo i diritti economici, sociali e culturali, come il diritto all’educazione, all’alimentazione e alla salute.


UN IMPORTANTE PESO MORALE...

Benché la DUDU non abbia un valore giuridicamente vincolante e gli Stati che non la rispettano non corrano il rischio di subire sanzioni, essa riveste tuttavia una forte peso morale. Gli articoli contenuti nella Dichiarazione costituiscono la base che regola tutti i trattati inerenti i diritti umani a livello internazionale, nazionale e regionale. È il caso, per esempio, della Convenzione europea dei diritti dell’uomo del 1950 oppure della Convenzione contro la tortura ratificata nel 1965. Oggigiorno, quasi tutti gli Stati hanno integrato almeno una parte di questi diritti fondamentali nella loro Costituzione. E così facendo s’impegnano a farli rispettare concretamente.  

... MA I DIRITTI SONO ANCORA CALPESTATI

Purtroppo, le violazioni sono all’ordine del giorno e numerosi diritti vengono ignorati e calpestati. Non soltanto da regimi autoritari o da dittature, ma anche nella democratica Europa e perfino in Svizzera. Gli Stati approfittano del fatto che è molto difficile poter esercitare un efficace controllo in varie parti del mondo oppure giustificano la sospensione di certi diritti con l’esigenza di tutelare la “sicurezza nazionale”, come stanno facendo gli Stati Uniti nell’ambito della “guerra al terrorismo”.
Ma la DUDU e i numerosi trattati internazionali sono comunque uno strumento utilissimo, perché permettono ad Amnesty International, alla comunità internazionale o anche a singoli individui di esercitare pressioni sulle autorità politiche e ricordare loro la responsabilità di tutelare i diritti e le libertà di ogni essere umano.

OPPORTUNITÀ SENZA PRECEDENTI

Fin dal momento della sua nascita, nel 1961, Amnesty International ha combattuto per proteggere i principi sanciti nella Dichiarazione dei diritti umani, richiamando i governi alle loro responsabilità. Alcuni progressi sono stati compiuti, ma molto rimane da fare. Perciò la ricorrenza del 60° della Dichiarazione offre un’opportunità senza precedenti, per intraprendere una nuova direzione e rigettare le politiche miopi che negli ultimi anni hanno reso il nostro pianeta un luogo sempre più pericoloso e diviso. Il rispetto dei diritti umani deve prevalere sugli interessi politici ed economici di parte. Per avere successo, però, abbiamo bisogno anche del vostro contributo.
Un mondo più giusto è possibile, costruiamolo insieme!

https://www.amnesty.ch/it/news/2008/l-anniversario-dei-diritti-umani/l-anniversario-dei-diritti-umani



Lo Sapevate Che: Strage di piazza della Loggia: Lancette dell'orologio alle 10, il cuore pulsante di Brescia radunato in un comizio antifascista è scosso da un sordo boato che, in un attimo, si porta via le vite di cinque giovani insegnanti (tra loro tre donne), due operai e un pensionato, ferendone 102. È il tragico bilancio della strage di piazza della Loggia, l'ennesimo atto della famigerata strategia della tensione che, tra gli anni Settanta e Ottanta, tentò di minare le fondamenta delle istituzioni democratiche italiane.


28 MAGGIO 1974, 48 ANNI FA LA STRAGE DI PIAZZA DELLA LOGGIA

 

28 maggio 2022, sono trascorsi 48 anni dalla strage di Piazza della Loggia. «Le innocenti vite spezzate quella mattina del 28 maggio 1974, lo strazio dei familiari, il dolore dei feriti, l’oltraggio inferto a Brescia e all’intera comunità nazionale dai terroristi assassini sono parte della memoria indelebile della Repubblica. In questa giornata di anniversario si rinnovano i sentimenti di solidarietà di tutti gli italiani, e con essi desidero esprimere la mia vicinanza a coloro che più hanno sofferto e a quanti hanno contribuito negli anni a quella straordinaria reazione civile e democratica, che ha fatto fallire la strategia eversiva». A dirlo è il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 

«Con l’attentato alla manifestazione antifascista organizzata dai sindacati, i terroristi volevano seminare paura per comprimere le libertà politiche. Una catena eversiva legava la strage di Piazza della Loggia ad altri tragici eventi di quegli anni: la democrazia è stata più forte e ha sconfitto chi voleva violarla. L’impegno di uomini dello Stato e il sostegno popolare hanno consentito di portare a compimento il percorso giudiziario. Particolare gratitudine va espressa all’Associazione dei Familiari delle vittime, la quale è riuscita sempre ad animare, anche in momenti difficili, memoria attiva, partecipazione responsabile, impegno per la verità», conclude Mattarella.

Era il 28 maggio 1974 quando alle ore 10:12, in una mattina piovosa, un boato lacera il cielo in Piazza della Loggia a Brescia. All’interno di un cestino c’è infatti una bomba con 700 grammi di esplosivo da cava. L’ordigno esplode durante una manifestazione antifascista indetta dai sindacati e dal Comitato Antifascista per rispondere agli attentati di destra avvenuti in città nei primi mesi dell’anno. In Piazza della Loggia muoiono otto persone e ci sono un centinaio di feriti. Da lì inizia un processo che continuerà fino ai giorni nostri.

Il 2 luglio del 1979 infatti arriva la prima sentenza. I giudici della Corte d’assise di Brescia condannano all’ergastolo Ermanno Buzzi e a dieci anni Angelino Papa a cui poi concedono la seminfermità mentale perché sarebbe stato plagiato dal coimputato. Alla vigilia del processo d’appello, Buzzi viene trasferito dal carcere di Brescia a quello di Novara. A 48 ore dal suo arrivo, due detenuti lo uccidono strangolandolo con i lacci delle scarpe.

Il 2 marzo del 1982 i giudici della Corte d’assise d’appello di Brescia scagionano tutti gli imputati, Papa compreso, e nelle motivazioni definiscono Buzzi «un cadavere da assolvere». Il 30 novembre 1983 la Cassazione annulla la sentenza d’appello per alcuni imputati e dispone un nuovo processo per Nando Ferrari, Angelino e Raffaele Papa e Marco De Amici. Nei loro confronti il processo bis di secondo grado viene celebrato a Venezia: per tutti è assoluzione per insufficienza delle prove.

Il 23 maggio 1993 il giudice istruttore Zorzi, accogliendo la richiesta del pm, proscioglie ‘per non aver commesso il fatto’ gli ultimi imputati dell’inchiesta bis. Nella sentenza Zorzi scrive che l’ordigno esploso in Piazza della Loggia non fu «strumento di una strage indiscriminata, di un atto di terrorismo puro ma di un vero e proprio attacco diretto e frontale all’essenza della democrazia».  Chiuso il capitolo, dalle rivelazioni dei pentiti Carlo Digilio e Martino Siciliano arrivano gli elementi utili per una terza inchiesta. La nuova pista individua la ‘cabina di regia’ della strage nel vertice della formazione neofascista Ordine Nuovo del Triveneto. I pubblici ministeri di Brescia, Roberto Di Martino e Francesco Piantoni, chiedono l’arresto di tre indagati: Carlo Maria Maggi, la figura centrale della relazione del Sid ispirata dalla ‘fonte Tritone’; Delfo Zorzi, considerato il suo ‘braccio destro’, indagato anche per Piazza Fontana e, nel frattempo, fuggito in Giaappone;  Maurizio Tramonte, la ‘fonte Tritone’. Maggi non viene arrestato per l’età e le precarie condizioni di salute. L’unico a finire in carcere è Tramonte, che comincia a collaborare con i magistrati. Vengono chiamati in causa anche Pino Rauti, ‘padre’ di Ordine Nuovo e il comandante dei carabinieri, Francesco Delfino.

I giudici della Corte d’assise di Brescia assolvono tutti i cinque imputati (Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Francesco Delfino e Pino Rauti) della terza inchiesta con la formula dubitativa dell’articolo 530 comma 2, ‘erede’ della vecchia insufficienza di prove. Viene revocata la misura cautelare nei confronti dell’ex ordinovista Delfo Zorzi che vive in Giappone e ha cambiato nome. La Corte d’Assise d’Appello conferma l’assoluzione di tutti gli imputati. La Cassazione annulla le assoluzioni di Maggi e Tramonte e conferma quelle di Zorzi e Delfino. Il verdetto viene accolto dalle lacrime dei superstiti e dei parenti delle vittime. «E’ una vittoria morale che compensa tanti anni di frustrazioni», dice il pm Di Martino. (Ilaria Quattrone)

https://masterx.iulm.it/today/strage-piazza-loggia/

Lo Sapevate Che: Patch Adams: Medico e attivista, è il camice bianco più amato dai bambini, ideatore di una speciale medicina che affianca quella tradizionale: la terapia del sorriso, meglio nota come Clownterapia!


“L'umorismo mi ha salvato la vita.” Patch Adams

 

Terapia del sorriso

Divenuto popolare in tutto il mondo grazie al film basato sul suo personaggio, interpretato sullo schermo da un sempre travolgente Robin Williams, Hunter (Patch) Adams, è il dottore a cui si deve l'invenzione di una terapia tutta particolare: quella del sorriso.

Vero e proprio clown della sala d'aspetto (un appellativo che non ha nulla di denigratorio ma che anzi lo nobilita), Adams ha iniziato il suo praticantato rispolverando il vero senso del giuramento di Ippocrate e dandogli nuovo senso, ossia nella convinzione che "la salute dovrebbe essere costituita da un'interazione d'amore con l'essere umano non una transazione d'affari".

Patch Adams è nato il 28 maggio 1945 a Washington, DC ma subito si è poi trasferito con la famiglia nella Virginia del Nord dove ha frequentato la George Washington University, laureandosi brillantemente nel 1967.

Dopo i grandi successi fra le corsie d'ospedale sparse qua e là, questo formidabile personaggio ha poi fondato e diretto il Gesundheit Institute, una comunità medica olistica (propugnatrice cioè di una medicina propensa a tener conto di tutti gli aspetti dell'essere umano, quindi anche quelli psicologici ed emotivi) ed ha fornito medicine gratuitamente a migliaia di pazienti sin dal 1971.

https://biografieonline.it/biografia-patch-adams

Lo Sapevate Che: Ian Fleming: Autore cardine del genere spy story, è il papà del più celebre agente segreto della storia: il suo nome è «Bond... James Bond!»


“I cavalli davanti mordono, dietro scalciano e in mezzo sono scomodi.” Ian Fleming

 

Intelligence planetaria

Ian Fleming è lo scrittore che ha partorito uno dei personaggi più famosi della letteratura moderna e della cinematografia mondiale: James Bond, l'agente dei servizi segreti inglesi il cui nome in codice "007" è oggi comune sinonimo di "agente segreto". Ian Lancaster Fleming nasce a Mayfair, Londra, il 28 maggio 1908. La sua famiglia fa parte dell'aristocrazia inglese: figlio di Valentine Fleming, deputato conservatore e ufficiale della Riserva, Ian è il secondo di quattro fratelli.

Ha solo nove anni quando il padre viene ucciso durante la Prima guerra mondiale.

Nel 1921 inizia a frequentare il college a Eton, dove termina gli studi con qualche difficoltà; si distingue invece in campo sportivo, tanto da essere citato come uno dei migliori atleti del prestigioso istituto. Il giovane Ian è esuberante, ama le belle donne e le auto sportive, e non disdegna essere considerato un gran bevitore: per correggere la strada del ragazzo e impartire lui una disciplina più rigorosa, la madre lo iscrive all'Accademia Militare di Sandhurst.

Dopo solo un anno di Accademia Ian viene espulso a causa di una sua fuga notturna il cui obiettivo era quello di raggiungere una donna.

Nel 1928 la madre, delusa, gli toglie il sussidio mensile e lo invia in Austria, a Kitzbuhel, presso una coppia inglese che dirige una pensione per studenti. Immerso in un ambiente libero e stimolante, ben diverso dalla rigidità inglese, per buona pace della madre il suo profitto migliora.

Grazie all'amore per l'ambiente montano si appassiona all'alpinismo e allo sci, sport e ambientazioni che sovente ricorreranno nei futuri racconti di 007.

Prosegue gli studi frequentando i corsi di Politica Estera alle Università di Monaco e Ginevra. Intraprende la professione di giornalista per l'agenzia Reuter; seguono poi diverse attività tra cui inviato a Mosca del Times e consulente finanziario. Le sue passioni eccentriche si concretizzano nella fondazione del club "Le Cercle", dedicato al culto della gastronomia e del gioco d'azzardo (nel film "Licenza di uccidere", la prima apparizione di James Bond avviene proprio all'interno del club "Le Cercle").

Nel 1939 entra nel servizio segreto della Marina britannica: trascorre quegli anni dirigendo attivamente una serie di operazioni che saranno la base delle esperienze che daranno credibilità, vita e sostanza al personaggio di James Bond.

Nel 1952 sposa Anne Geraldine Rothermere, Contessa di Charteris. Durante il viaggio di nozze scrive "Casinò Royal", il suo primo libro con James Bond. Arriverà a scrivere in tutto dodici romanzi oltre a due raccolte di racconti su 007, un libro inchiesta sul traffico internazionale di diamanti e un romanzo surreale intitolato "Chitty Chitty Bang Bang".

Nella saga dell'agente segreto più famoso del mondo, Ian Fleming utilizzò molti episodi della sua vita personale oltre che professionale.

Morì all'età di 56 anni il 12 agosto 1964, per attacco cardiaco.

Il grande pubblico identifica il suo immortale personaggio, spavaldo, coraggioso, elegante, affascinante, con i volti degli attori che nei decenni hanno saputo meglio interpretare sul grande schermo le sue caratteristiche: da Sean Connery a Roger Moore, fino all'attuale Pierce Brosnan.

https://biografieonline.it/biografia-ian-fleming