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sabato 26 febbraio 2022

Lo Sapevate Che: Michael Bolton: Cantautore di richiamo internazionale, con la sua inconfondibile voce calda ha lasciato tracce significative in generi diversi, dall'hard rock al soul, fino alla lirica rivisitata in chiave pop.

 

Michael Bolton, nome d'arte di Michael Bolotin (New Haven, 26 febbraio 1955), è un cantautore statunitense. È interprete anche di brani scritti da altri autori. I suoi successi comprendono 7 album che hanno raggiunto la top ten statunitense e 2 singoli al numero uno sulle classifiche, inoltre premi sia da American Music Awards sia Grammy.

Nato in una famiglia russo-ebraica di New Haven (Connecticut), ha raggiunto il successo tra i trentacinque e i quarant'anni come solista vocale nel genere easy listening, caratterizzato dall'impiego di melodie e tematiche che attraggono il grande pubblico musicale.

Aveva avuto tuttavia il suo primo contratto con una casa discografica già dall'età di 15 anni suonando - con il suo vero nome - con un gruppo musicale hard rock chiamato Blackjack, del quale aveva anche fatto parte il chitarrista dei Kiss Bruce Kulick. Il complesso aveva realizzato un tour anche con il cantante heavy metal Ozzy Osbourne.

Bolton, iniziò poi a registrare dischi con il nuovo nome d'arte nel 1983, dopo aver incontrato il successo come autore con la stesura del brano "How Am I Supposed To Live Without You", scritto per Laura Branigan, già nota per aver cantato un classico della disco-pop: "Gloria".

Bolton è padre di tre figlie, nate a metà degli anni settanta. I loro nomi sono Isa, Holly e Taryn.

Nel primo periodo della carriera solista, con gli album "Michael Bolton", "Everybody's Crazy" e "The Hunger" si afferma come la punta di diamante della scena AOR statunitense e mondiale. In questi album c'è la prolifica collaborazione con Jim Valliance e con il tastierista e arrangiatore Mark Mangold.

Stranamente, fra i maggiori successi come cantante del prolifico autore, si possono annoverare la cover di un brano di Otis Redding, (Sittin' on) the Dock of the Bay e quella di When a Man Loves a Woman. La maggior parte delle registrazioni di Bolton sono comunque costituite da materiale originale ed ha scritto canzoni per molti artisti, tra cui Barbra Streisand, KISS, Kenny Rogers, Kenny G, Peabo Bryson e Patti LaBelle.

Fu uno dei papabili sostituti di Steve Perry, cantante dei Journey, poi però il progetto non andò in porto. Questo avvicinamento alla AOR band americana era dettata dall'amicizia che legava Bolton al tastierista Jonathan Cain e al chitarrista Neal Schon, entrambi presenti nella line-up di incisione del disco "The Hunger"

Tra i primi collaboratori di Bolton nella scrittura di testi e musiche figurano Doug James e Mark Mangold e man mano che la sua fama è cresciuta, iniziò a scrivere insieme ad autori noti, tra cui Babyface, Diane Warren e Bob Dylan. Come cantante, sono da ricordare le sue esecuzioni in stile operatic pop con Plácido Domingo, Luciano Pavarotti, Renee Fleming, Patti LaBelle, Ray Charles, Percy Sledge, Wynonna Judd e BB King.

Ha anche contribuito alle colonne sonore di numerosi film tra i quali i più famosi sono quello della Disney "Hercules" con la canzone "Go the distance" e "Only you" con il brano "Once in a lifetime".

Numerosi sono i generi musicali da lui affrontati nel corso della sua lunga carriera: inizia dall'hard rock per poi passare al soul (che lo farà conoscere al mondo), si dedicherà alla lirica in chiave pop (operatic pop) e, più recentemente, anche al jazz, con la pubblicazione di due album omaggio ai grandi del jazz, "Vintage" e "Bolton Swings Sinatra". In quest'ultimo album in particolare troviamo un duetto con la sua attuale compagna, l'attrice Nicolette Sheridan.

È uno dei tre artisti che nella storia del Festival di Sanremo hanno ottenuto una richiesta di bis, le altri due sono Mireille Mathieu e Whitney Houston. È tornato a Sanremo nel 2008, questa volta per duettare con Anna Tatangelo nella canzone Il mio amico.

Ha duettato con molti artisti, fra cui una giovanissima Céline Dion, che all'epoca apriva i suoi concerti americani.

Nel 1993 ha fondato la Michael Bolton Foundation (ora Michael Bolton Charities, Inc.) con lo scopo di assistere donne e bambini dai rischi della povertà e degli abusi. La fondazione ha permesso di devolvere oltre 3,7 milioni di dollari ad associazioni di assistenza locali e nazionali.

Bolton è anche presidente onorario di altre associazioni benefiche e di assistenza e nel marzo 2003, Bolton si è fatto promotore insieme con Lifetime Television, Verizon Wireless e molti altri di una National Coalition Against Domestic Violence, chiedendo una legislazione per fornire maggiore assistenza alle vittime della violenza domestica, ad esempio con servizi di alloggio alternativo realmente alla portata delle vittime stesse.

Numerose sono le onorificenze ricevute da Bolton per le sue attività musicali e ancor di maggior rilievo lo sono quelle per le attività filantropiche. La Hollywood Chamber of Commerce ha riconosciuto a Bolton una stella sulla celebre "Walk of Fame" per i suoi contributi musicali e assistenziali.

Il 1 ottobre 2008 durante la trasmissione Carramba che fortuna ha interpretato Tanti auguri (com'è bello far l'amore da Trieste in giù) in duetto con Raffaella Carrà.

Fonte: wikipedia.org

https://www.musictory.it/musica/Michael+Bolton/Biografia

Lo Sapevate Che: Victor Hugo: Tra i maggiori autori della letteratura europea, con i suoi romanzi si fece interprete delle voci degli umili e dei diseredati, battendosi per una società più giusta anche sul piano politico.


La suprema felicità della vita è essere amati per quello che si è o, meglio, di essere amati a dispetto di quello che si è.” Victor Hugo

 

Teatro romantico

Victor Hugo nacque il 26 febbraio 1802 a Besançon (Francia). Suo padre, Leopold-Sigisberg Hugo, generale dell'esercito napoleonico, seguì in Italia e in Spagna Giuseppe Bonaparte, e i figli e la moglie, Sofia Trebuchet, gli furono accanto nei suoi spostamenti. La Restaurazione pose fine a questo vagabondare. Dal 1815 al 1818, Victor visse a Parigi nel convitto Cordier dove il padre avrebbe voluto preparasse gli esami per essere ammesso all'Ecole Polytechnique.

Hugo uscì invece dall'Istituto ben convinto di dedicarsi alla letteratura e nel 1819 fondò con il fratello Abel il foglio "Il conservatore letterario". Nel 1822 i suoi primi scritti di intonazione monarchica e cattolica "Odi e poesie diverse", gli fruttarono dal re Luigi XVIII una pensione di 1000 franchi che fu accresciuta nel 1823 per la pubblicazione di "Han d'Islande". Lo stesso anno sposò Adele Foucher. Da questo matrimonio nacquero cinque figli. Sono di questi anni i suoi primi contatti con i circoli romantici parigini, primo fra tutti quello di Jacques Nodier alla Biblioteca dell'Arsenal, è del 1827 il "Cromwell", il dramma la cui prefazione è considerata giustamente il manifesto delle nuove teorie romantiche.

In quella prefazione, in sostanza, vi è un tentativo di definizione del gusto dell'uomo moderno per il dramma, genere fondato sui contrasti, sulla presenza del comico come del tragico, e soprattutto del grottesco (immagine della vita cara allo scrittore), e tradotta da un verso nuovo, aperto alle libere risorse della prosa. Lo sperimentalismo è alla radice delle opere di questo periodo. Il gusto dell'oriente, degli archeologi, di pittori come Delacroix, trovò riscontro nella sua produzione degli anni 1825-28 e sfociò nella pubblicazione di "Le Orientali ".

Nel 1830, poiché il "Cromwell" era un dramma di troppo vasta mole per essere rappresentato, sulla base delle teorie esposte, portò sulle scene l'"Hernani". Fu la battaglia decisiva e Victor Hugo fu riconosciuto capo della nuova scuola romantica. Gli scritti si susseguirono allora numerosi: opere drammatiche ("Marion Delorme" 1831; "Il re si diverte" 1832; "Lucrezia Borgia", "Maria Tudor", "Rui Blas", 1838); un romanzo ("Nôtre Dame de Paris"), quattro volumi di versi ("Le foglie d'autunno" 1831; "I canti del crepuscolo" 1835; "Le voci interiori" 1837; "I raggi e le ombre" 1840), e nel 1841 divenne membro dell'Accademia Francese. Due avvenimenti interruppero nel 1843 per un decennio la sua attività letteraria: la morte di sua figlia Léopoldine e l'insuccesso del dramma "I burgravi", che determinò la sua rinuncia al teatro.

Nel 1845 venne nominato da Luigi Filippo Pari di Francia, nel 1848 deputato all'Assemblea Costituente, dove fu uno dei più fieri avversari del presidente Luigi Bonaparte. Ma il colpo di stato del 1851 segnò per lui l'inizio dell'esilio, di quell'esilio che doveva durare fino al 4 settembre 1870. Furono letterariamente anni molti fecondi: nel 1853 pubblicò "Le punizioni", aspra satira contro Napoleone III, nel 1856 "Le contemplazioni", nel 1859 la prima serie della "Leggenda dei secoli" (il seguito uscirà nel 1877 e nel 1883), nel 1862 i "Miserabili". Rientrò a Parigi dopo il crollo del III impero, entrò nel Senato nel 1876 e morì il 22 maggio 1885. Le sue esequie furono un'apoteosi; la sua salma fu lasciata per una notte sotto l'Arco di Trionfo dei Campi Elisi e vegliata da dodici poeti.

Un altro suo capolavoro, "L'ultimo giorno di un condannato", fu pubblicato anonimo nel 1829.

https://biografieonline.it/biografia-victor-hugo

venerdì 25 febbraio 2022

Speciale: Menù del 25 Febbraio 2022 e buon pranzo a tutti!

 

L'altro giorno al mare ho fatto un tuffo e sott'acqua ho trovato un marocchino che voleva lavarmi il vetro della maschera.” Teo Teocoli

 

 

 

Arselle con la Fregula

Per 4 persone:

Ingredienti:

 1 kg di arselle, 150 gr di semolino, ½ kg di pomodori pelati, 2 lt di brodo vegetale, 3 spicchi d’aglio, un ciuffo di prezzemolo, un pizzico di zafferano, olio, sale, pepe.

 

Lavare con cura le arselle ripetutamente in acqua corrente. Mettere il brodo in una casseruola e portarlo a bollore. Prima che raggiunga il bollore, gettarvi a pioggia il semolino e mescolando bene, fare cuocere a fuoco dolce, mescolando ogni tanto per circa 10 minuti, verso fine cottura unire il pizzico di zafferano sciolto in pochissima acqua calda. Nel mentre in una capiente padella, fare imbiondire gli spicchi d’aglio in 3 cucchiai d’olio, unire i pelati tagliati a dadini, salare e pepare. Fare cuocere per 10 minuti. Aggiungere le arselle ben scolate e asciugate con carta da cucina, il prezzemolo pulito e tritato. Mescolare delicatamente fino a che le arselle siano aperte. Eliminare eventualmente quelle rimaste chiuse. Versare il tutto nella casseruola con semolino, mescolare per poco e servire immediatamente.

 

 

 

 

Salmone e Broccoletti

Per 4 persone

 

Ingredienti:

4 tranci di filetto di salmone di circa 100 gr l’uno, 700 gr di broccoletti, 2 limoni non trattati, origano, olio, sale, pepe.

 

Fare lessare i broccoletti per 8 minuti, scolarli e tenerli al caldo. Foderare il cestello per la cottura a vapore con qualche foglia di bietola e cuocere ogni trancio per 10 minuti.

Nel frattempo preparare la salsina: sbattere con i rebbi di una forchetta il succo e la buccia grattugiata di 1 limone con 4 cucchiai d’olio, una grattugiata di pepe e ½ cucchiaio di origano.

Mescolare bene e versare sul pesce, servire subito accompagnando coi broccoletti

 

 

 

 

Torta allo Yogurt e Miele

Per 6 persone

 

Ingredienti:

 

300 gr di farina, 1 bustina di lievito in polvere per dolci, 120 gr di nocciole tostate, 120 gr di burro, 3 uova, 200 gr di miele di millefiori, 200 gr di yogurt, 1 cucchiaino di cannella in polvere, zucchero a velo, burro e farina per la pirofila..

 

Fare ammorbidire il burro a temperatura ambiente. Tritare finemente le nocciole tostate riducendole in polvere. In una terrina mettere il burro ammorbidito e incorporarvi il miele, aiutandovi con una paletta di legno. Poi incorporarvi una alla volta, le uova, prima battute leggermente con una forchetta. In un’altra terrina versare a fontana la farina mischiata con il lievito e la polvere delle nocciole. Versarvi al centro il composto preparato, mescolare bene con il cucchiaio di legno, sino ad ottenere un composto omogeneo. Unire infine lo yogurt mescolando accuratamente il tutto con delicatezza. Preparare una pirofila rotonda di circa 25 cm imburrata e infarinata e versarvi il composto livellandolo bene. Mettere la pirofila in forno preriscaldato a 180° per 45 minuti. Sfornare e sformare la torta in un piatto da portata. Quando sarà fredda cospargerla con zucchero a velo.


Lo Sapevate Che: Teo Teocoli: Comico e personaggio televisivo molto popolare, attivo fin dagli anni Settanta anche a teatro e sul grande schermo.


L'altro giorno al mare ho fatto un tuffo e sott'acqua ho trovato un marocchino che voleva lavarmi il vetro della maschera.” Teo Teocoli

 

Carrellate di risate

L'eclettico attore e comico Teo Teocoli nasce a Taranto il 25 febbraio 1945; il suo vero nome è Antonio. La carriera di cabarettista inizia al noto locale milanese "Derby", tempio del genere, e fucina negli anni di diversi nomi e volti noti dello spettacolo. Calca il palcoscenico milanese insieme a Cochi e Renato (Cochi PonzoniRenato Pozzetto), Enzo JannacciDiego Abatantuono e Massimo Boldi. Entra a far parte inoltre del Clan di Adriano Celentano.

Sono gli anni '60: canta insieme ad altri gruppi come "I Camaleonti" e "I Quelli" (che in seguito diventeranno PFM, Premiata Forneria Marconi).

L'esordio televisivo avviene sulla rete lombrada Antenna 3, insieme al collega e caro amico Massimo Boldi; il programma è "Non lo sapessi ma lo so", del 1982. Poi è nel cast del "Drive in", trasmissione che traccerà la rotta di una nuova comicità televisiva. Dopo la trasmissione "Una rotonda sul mare", nel 1989 dà vita a uno dei suoi personaggi più noti ed esilaranti: Peo Pericoli; la trasmisione è "Emilio".

Nel 1991, insieme a Gene Gnocchi, partecipa a "Il gioco dei nove" condotto da Gerry Scotti. E' protagonista della sit-com "I vicini di casa", di Gino e Michele, con il personaggio di Teo Bauscia.

L'esordio cinematografico di Teo Teocoli avviene nel 1975 nel film "Il padrone e l'operaio". Nel 1979 insieme ad Anna Oxa è protagonista in teatro di uno show musicale.

Nel 1991/1992, chiamato da Antonio Ricci, già autore storico di "Drive In" conduce "Striscia la notizia". Nel 1992 inaugura un programma che sarà sulla breccia per molti anni: "Scherzi a parte", in cui le vittime delle esilaranti candid camera sono i personaggi noti e famosi.

Milanese e milanista, irriducibile e sfegatato tifoso rossonero, con la Gialappa's Band lancia dal 1992 "Mai dire gol". Teocoli crea e interpreta esilaranti personaggi da Felice Caccamo e Gianduia Vettorello e ancora Peo Pericoli; abbandonerà la trasmissione solo nel 1995.

Nel 1994 pubblica un libro comico, "Frittura totale globale". Nello stesso anno vince un Telegatto. Nel 1996 conduce su Canale 5 il varietà "Il boom" insieme a Gene Gnocchi e Simona Ventura. Ripropone i suoi personaggi sportivi in "EuroPeo", trasmesso su Italia 1 in occasione dei Campionati europei di calcio.

Nel 1997 conduce su RaiUno il varietà "Faccia tosta", insieme a Wendy Windham. Nello stesso anno è uno dei protagonisti di "Fantastica italiana". Dopo alcune partecipazioni alla trasmissione domenicale "Quelli che il calcio", di (e con) Fabio Fazio, ne diviene ospite fisso dal 1998 al 2000.

Nel febbraio 1999 dal Teatro Casinò Municipale di Sanremo, insieme a Fabio Fazio e Orietta Berti, conduce Sanremo Notte, l'appuntamento che accompagna la 49ma Edizione del Festival. Nell'ottobre 1999 è ospite fisso di Adriano Celentano nella trasmissione "Francamente me ne infischio".

Nella 50ma edizione del Festival di Sanremo affianco Fabio Fazio e Luciano Pavarotti alla conduzione.

Nel 2001 è protagonista con Anna Galiena del film "Bibo per sempre". In televisione partecipa agli show di Celentano e di Fiorello. Le sue performance sembrano diventare immediatamente antologia dello spettacolo.

Nel 2002 torna a Sanremo come ospite d'eccezione di Pippo Baudo.

Poi torna a codnurre "Scherzi a parte", con Massimo Boldi e Michelle Hunziker. Nell'edizione del 2003-2004 è affiancato da Manuela Arcuri e Anna Maria Barbera.

Nell'autunno 2004 è protagonista del primo One-man show di casa Mediaset. Il titolo è "Il Teo - Sono tornato normale", in cui mette in scena una carrellata dei suoi più celebri e irresistibili personaggi. Tra le imitazioni più esilaranti ci sono Ray Charles e Valentino Rossi.

Nel 2005, per il secondo anno consecutivo, lo spettacolo teatrale "Sono tornato normale show" ottiene il "tutto esaurito" a Napoli, Milano, Torino, Genova, Bologna e Brescia.

Sempre nel 2005 Teocoli è il protagonista dell'estate di Canale 5 con "Sei un mito! Questa notte è per te", show condotto con Roberta Capua.

Poi passa alla rai dove diventa ospite-commentatore della "Domenica Sportiva". Nel 2007 inizia un nuovo show serale con Simona Ventura dal titolo "Colpo di Genio": dopo sole 2 puntate e ascolti molto bassi il programma viene chiuso.

Filmografia essenziale di Teo Teocoli

  • Il padrone e l'operaio (1975)
  • L'Italia s'è rotta (1976)
  • Come ti rapisco il pupo (1976)
  • Sturmtruppen (1976)
  • Cinque furbastri, un furbacchione (1977)
  • L'inquilina del piano di sopra (1977)
  • Saxofone (1978)
  • L'imbranato (1979)
  • Liquirizia (1979)
  • Il marziano (1979)
  • Una vacanza bestiale (1980)
  • Spaghetti a mezzanotte (1982)
  • Eccezzziunale...veramente (1982)
  • Missione eroica. I pompieri 2 (1987)
  • Abbronzatissimi (1991)
  • Croce e delizia (1995), regia di Luciano De Crescenzo
  • Papà dice messa (1996), regia di Renato Pozzetto

 

https://biografieonline.it/biografia-teo-teocoli

Lo Sapevate Che: Benedetto Croce: Ribattezzato come il "filosofo della libertà", è annoverato tra i più influenti pensatori del Novecento italiano e tra le voci più autorevoli del pensiero liberale europeo.


Il bisogno pratico, che è nel fondo di ogni giudizio storico, conferisce a ogni storia il carattere di "storia contemporanea", perché, per remoti e remotissimi che sembrino cronologicamente i fatti che vi entrano, essa è, in realtà, storia sempre riferita al bisogno e alla situazione presente, nella quale quei fatti propagano le loro vibrazioni.” Benedetto Croce

 

Fare e studiare la storia

Benedetto Croce nasce a Pescasseroli, in provincia dell'Aquila, il 25 febbraio 1866. Scrittore, filosofo, storico e politico, vive in una famiglia agiata e molto conservatrice che decide di farlo formare presso un collegio religioso. Nel 1883, all'età di diciassette anni assiste a ciò che si rivelerà essere l'evento più traumatico della sua vita. Nel corso di un viaggio nell'isola d'Ischia, è vittima e testimone di uno dei momenti più difficili nella storia dell'isola: nella notte del 28 luglio, alle ore 21:30, in circa novanta secondi un terremoto causa la perdita della vita a 2.313 persone. Tra queste vi sono anche i genitori di Benedetto, Pasquale e Luisa Sipari, e la sorella Maria.

Sommerso dalle macerie ma sopravvissuto a questo tragico evento, Croce si trasferisce a Roma presso la casa dello zio, il senatore Silvio Spaventa. In questa sua nuova sistemazione ha la possibilità di incontrare intellettuali e importanti uomini politici con cui si forma e si confronta; tra questi c'è anche il filosofo italiano Antonio Labriola, di cui seguirà le lezioni di filosofia morale a Roma e con cui spesso rimarrà in contatto.

Iscritto alla facoltà di giurisprudenza presso l'università di Napoli, Croce lascia gli studi e, nel 1886, acquista la casa in cui aveva vissuto il filosofo Giambattista Vico. Dopo aver visitato le principali nazioni europee, viaggiando in Spagna, Germania, Francia e Inghilterra, rivolge la sua attenzione prima alla storia, attraverso le opere di Giosuè Carducci e Francesco De Sanctis, e successivamente alle teorie sviluppate da Karl Marx e Friedrich Hegel; da quest'ultimo Croce riprende il carattere razionalistico e dialettico nello studio della conoscenza.

Secondo Benedetto Croce, Hegel ha ragione nell'affermare che il pensiero filosofico è un concetto universale concreto e non intuizione o sentimento generale; ha però torto quando vede la realtà come il prodotto di opposti che si sintetizzano. Croce, infatti, sottolinea come esistono anche quattro distinti, la fantasia, l'intelletto, l'attività economica e l'attività morale, che non si sintetizzano in quanto non sono opposti. Questi distinti o categorie, sono create da due attività dello spirito, quella conoscitiva o teoretica e quella volitiva o pratica a seconda che si dirigano verso il particolare o l'universale.

Nel 1903 pubblica la rivista intitolata "La Critica". Questa, inizialmente pubblicata a sue spese, viene realizzata in collaborazione con Giovanni Gentile e durerà, con le sue quattro serie, per quarantuno anni.

Benedetto Croce entra nel mondo della politica nel 1910: in quell'anno viene nominato senatore per censo. Dopo aver pubblicato opere come "La Letteratura della Nuova Italia" e "Cultura e Vita Morale", in cui sono raccolte le biografie e gli interventi presenti nella rivista "La Critica", egli, tra il 1920 e il 1921, ricopre la carica di Ministro della Pubblica Istruzione nel quinto governo presieduto da Giovanni Giolitti.

Il 1 maggio 1925 pubblica il "Manifesto degli intellettuali antifascisti"; a questo, che si contrappone al "Manifesto degli intellettuali fascisti" di Giovanni Gentile, aderiscono diverse figure di spicco nel campo della letteratura e della matematica tra cui Eugenio MontaleAldo Palazzeschi, Leonida Tonelli, Ernesto e Mario Pascal, Vito Volterra e Francesco Severi.

Dopo aver criticato il contenuto dei Patti Lateranensi, stipulati tra Stato e Chiesa l'11 febbraio 1929, e aver aderito per un breve periodo al movimento antifascista Alleanza Nazionale, Croce lascia la politica nel 1930 in quanto in disaccordo con le azioni di repressione delle libertà commesse da Mussolini. Nel 1942 pubblica l'opera intitolata "Perché non possiamo non dirci Cristiani", un breve saggio filosofico in cui sostiene che il Cristianesimo "è stato la più grande rivoluzione che l'umanità abbia mai compiuta", che ha dato agli uomini una serie di valori operando al centro dell'anima, nella coscienza morale.

Con la caduta del regime, nel 1943, Croce rientra nella scena politica italiana. Diventato leader del partito liberale, nel 1944 elabora la teoria sul fascismo, in cui viene classificata come una parentesi della storia d'Italia, e diventa ministro senza portafoglio sia del secondo governo presieduto da Pietro Badoglio che del secondo governo guidato da Ivanoe Bonomi.

Dopo aver votato a favore della monarchia in occasione del referendum del 2 giugno 1946, viene eletto tra i membri dell'Assemblea Costituente. In questa sede, attraverso un discorso diventato famoso, si oppone alla firma del Trattato di Pace in quanto atto ritenuto indecoroso per la nascente Repubblica Italiana. In seguito rifiuta le cariche di Presidente provvisorio della Repubblica e, probabilmente, quella di Senatore a vita.

Nel 1946 fonda a Napoli, nel palazzo Filomarino, l'Istituto Italiano per gli Studi Storici. Nello Statuto di questo istituto si può leggere come sia nato con l'intento di avviare i giovani all'"approfondimento della storia nei suoi rapporti sostanziali con le scienze filosofiche della logica, dell'etica, del diritto, dell'economia e della politica, dell'arte e della religione, le quali sole definiscono e dimostrano quegli umani ideali e fini e valori, dei quali lo storico è chiamato a intendere e narrare la storia".

Nel 1949 è colpito da un ictus cerebrale che gli causa una semiparalisi. Benedetto Croce muore sulla poltrona della propria biblioteca, il 20 novembre 1952, all'età di ottantasei anni.

https://biografieonline.it/biografia-benedetto-croce

Lo Sapevate Che: Primo afroamericano al Congresso: A cinque anni dalla messa al bando della schiavitù un pastore metodista varcò la soglia del Campidoglio: era il primo nero eletto al Congresso degli Stati Uniti. La sua elezione diede un nuovo corso alla storia americana, che 138 anni più tardi avrebbe raggiunto il suo massimo risultato con la vittoria di Barack Obama alle presidenziali.


Nato in una famiglia libera, da padre di sangue misto e madre bianca, Hiram Rhodes Revels iniziò i suoi studi al Seminario quacchero della Contea di Union in Indiana e a 18 anni, dopo aver preso i voti, si avviò alla predicazione per la Chiesa africana metodista in diversi stati. Allo scoppio della Guerra di secessione (1861-65) entrò nell'esercito dell'Unione come cappellano militare, prendendo parte alla decisiva battaglia di Vicksburg.

Nel 1868 ebbe il suo battesimo in politica come consigliere comunale a Natchez, in Mississippi, dove si era trasferito con la moglie e le cinque figlie, continuando l'attività pastorale e fondando scuole per bambini afroamericani. L'anno dopo fu eletto al Senato del Mississippi, in rappresentanza della Contea di Adams, e nel corso del suo mandato dimostrò tutto il suo talento politico con un discorso solenne che gli valse una candidatura come Senatore a Washington.

Nonostante la vittoria ai voti (81 a favore, 15 contro), Revels vide la sua elezione messa in discussione dai Democratici conservatori del Sud, basandosi sul fatto che la cittadinanza ai neri era stata concessa solo dopo l'approvazione del XIV emendamento nel 1868 e che per essere eletti al Senato bisognava essere cittadino americano da almeno nove anni. Dal momento che Revels era di origine mista, la sua elezione fu ratificata ufficialmente il 25 febbraio del 1870.

Il momento storico era quello della cosiddetta Ricostruzione, in nome della quale per fronteggiare le gravi perdite umane e i disastri della guerra si perseguì una politica di compromesso con gli Stati secessionisti. Ciò per la popolazione nera si tradusse nella fine del breve periodo di diritti e libertà, inaugurato dal XIII emendamento alla Costituzione degli USA approvato nel 1865. In questo scenario, Revels condusse la sua lotta in favore dell'eguaglianza razziale, pur cercando una mediazione con gli Stati più intransigenti.

Tra i suoi successi di questo periodo, l'opposizione a un emendamento che voleva conservare la segregazione razziale nelle scuole di Washington D.C. e l'accettazione di lavoratori neri all'Arsenale navale. Finito il mandato, nel 1873 fu nominato Segretario di stato del Mississippi e durante questa carica denunciò lo sfruttamento della popolazione nera da parte di quei bianchi arrivisti che cercavano di trarre profitto dalla Ricostruzione.

Ricordato sia per l'attività politica che per quella di educatore e religioso, nel 2002 Revels fu inserito dallo studioso Molefi Kete Asante nell'elenco dei 100 afroamericani più importanti della storia.

http://www.mondi.it/almanacco/voce/236001

 

Lo Sapevate Che: George Harrison: Dei favolosi quattro ragazzi di Liverpool era The Quiet One, “quello tranquillo”, ma non per questo meno influente sulle tendenze giovanili dell’epoca, grazie anche al suo profondo interesse per la cultura indiana.


Non sono uno dei tanti che sa suonare la chitarra. So scrivere un po'. Non credo di saper fare nulla particolarmente bene ma credo che, in un certo senso, sia necessario che io sia esattamente così.” George Harrison

 

Dio non aspetta

Nato a Liverpool il 25 febbraio 1943, George Harrison è il mitico chitarrista degli altrettanto mitici Beatles. La famiglia, appartenente alla Liverpool proletaria, ebbe un ruolo determinante nella formazione e nelle aspirazioni di George. Il padre elettricista e la madre al servizio di un negozio di drogheria, intuendo ben presto l'amore e la versatilità che George nutriva per la musica, non ostacolarono in alcun modo la passione del figlio contribuendo, nel contempo, anche finanziariamente all'acquisto della prima "vera" chitarra elettrica rigorosamente usata.

Infatti, i genitori gli comprarono per poche sterline da un marinaio sui doks del porto di Liverpool una Gretsch modello "Duo Jet", che George conserva ancora gelosamente; orgoglioso ne fa bella mostra sulla copertina dell'album "Cloud Nine". Le tantissime ore passate dal giovane George a studiare ed esercitarsi, lo fecero diventare subito un fenomeno di abilità per essere solo un adolescente.

Molte band che di giorno in giorno crescevano come funghi sulle rive del Mersey lo avevano già contattato ma George, nel frattempo, aveva già folgorato un suo compagno di scuola più grande di lui: Paul McCartney.

A Paul bastò ascoltare alcuni accordi di chitarra suonati da George su un autobus sgangherato durante una gita scolastica. Paul, a sua volta, ne parlò immediatamente a John Lennon: è l'inizio della leggenda. George, all'interno dei Beatles, cresceva all'ombra di John e Paul non diminuendo certo l'amore per il suo strumento ma cercando di applicare, altresì, nuove forme di espressioni sonore.

La ricerca continua del nuovo, la voglia di smuovere i ritmi tipici dello "Skiffle" e di dare una funzione ancora più predominante alla chitarra elettrica nei fraseggi di rock and roll contribuirono non poco all'evoluzione del gruppo nei primissimi anni della loro carriera. Da "Don't bother me" sua prima composizione nei Beatles, la sua evoluzione musicale fu così drastica che già nel 1965 aveva una sua precisa connotazione ed era anche punto di riferimento per altri chitarristi dell'epoca.

Proprio in quell'anno, avvenne una nuova svolta nella maturazione musicale di George quando sia l'amicizia con David Crosby che conoscenze vicine a Ravi Shankar cambiarono totalmente il suo modo di comporre. Infatti, George rimase colpito e affascinato da quei particolari suoni che scaturivano da strumenti come il sitar, i sarod o la tampoura. Da ciò ne venne contagiata anche la sua spiritualità abbracciando totalmente il credo e le convinzioni della religione indiana e rimanendone, quindi, profondamente influenzato.

George comincia a trascorrere molto del suo tempo a leggere e a studiare i sanscriti ed i trattati religiosi indiani. La sua trasformazione musicale ed il suo nuovo modo di pensare, oltre a contagiare in parte John Lennon e Paul McCartney, influenzarono anche altri artisti.

Le composizioni che più rappresentano il cambiamento di George in quel periodo furono cronologicamente "Love You To", già con il titolo provvisorio "Granny Smith", "Within you Without you" e "The Inner Light" la cui base musicale fu registrata interamente a Bombay con musicisti del posto. I continui viaggi in India, ben presto interrotti dagli altri tre Beatles e le sempre più frequenti difficoltà ed incomprensioni caratteriali specialmente nei confronti di Paul McCartney, determinarono, intanto, una prima preoccupante crepa nell'assetto interno del gruppo.

La sua forte personalità ed il suo talento sin troppo sacrificato provocavano in lui forti frustrazioni ma, allo stesso tempo gli davano nuovi stimoli competitivi. Se mai doveva darne ancora la prova, con "Abbey Road", l'ultimo album composto dai Beatles, che George dimostra ancora una volta tutta la sua bravura e genialità in brani come "Something" (uno dei più reinterpretati) insieme a "Yesterday" e "Here comes the sun" in cui viene usato per la prima volta dal quartetto il "moog".

E' stato sempre considerato a torto o a ragione il terzo Beatle ed in qualità di autore e produttore stato molto più prolifico di quanto si creda. In seno alla Apple sono state numerose le sue produzioni a favore di artisti come Billy Preston, Radna Krishna Temple Jackie Lomax, Doris Troy e Ronnie Spector. Allo scioglimento del gruppo Harrison si ritrovò con un'infinità di materiale da proporre che raccolse in parte nel triplo album "All things must pass", le cui vendite complessivamente sono state superiori a "McCartney" e "John Lennon -Plastic Ono Band" emesse insieme.

Il suo modo di suonare la chitarra ed i suoi "assolo" sono diventati tipici ed, in particolare, l'uso della "slide" lo ha portato insieme a Ry Cooder al top del settore.

George Harrison è morto prematuramente il 29 novembre 2001, a soli 58 anni a causa di un cancro. Da tempo aveva scelto di vivere isolato, in campagna o su un'isola, ma questo non era bastato ad allontanare da lui la curiosità e le morbosità. Nel dicembre 1999 fu accoltellato per dieci volte da un folle entrato nella sua villa vicino Oxford. Fu la moglie Olivia a salvargli la vita, rompendo una lampada sulla testa dell'aggressore.

Morto a Beverly Hills (Los Angeles) nella villa di Ringo Starr, il suo corpo è stato cremato e come aveva chiesto le ceneri, raccolte in una scatola di cartone, sono state poi sparse secondo la tradizione induista nel Gange, il sacro fiume indiano.

In un comunicato diffuso dopo la morte, la famiglia ha ricordato che Harrison. "Ha lasciato questo mondo come aveva vissuto, pensando a Dio, senza paura della morte, in pace e circondato dalla famiglia e dai suoi amici. Spesso diceva: Tutto può aspettare ma la ricerca di Dio no. E neppure l'amore reciproco".

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