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martedì 30 novembre 2021

Lo Sapevate Che: Oscar Wilde: «C'è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di sé». È uno dei tanti aforismi lasciati dal più irriverente ed eccentrico autore


L'esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l'esame, poi ti spiega la lezione.” Oscar Wilde

 

Arte per l'arte

Oscar Fingal O' Flahertie Wills Wilde nacque a Dublino il 16 Ottobre 1854. Suo padre William era un rinomato chirurgo e uno scrittore versatile; sua madre Jane Francesca Elgée, una poetessa e un'accesa nazionalista irlandese.

Il futuro scrittore dopo aver frequentato il prestigioso Trinity College a Dublino e il Magdalen College, divenne presto popolare per la sua lingua sferzante, per i suoi modi stravaganti e per la versatile intelligenza.

Ad Oxford, dove fra l'altro vinse il premio Newdigate con il poema "Ravenna", conobbe due fra i maggiori intellettuali del tempo, Pater e Ruskin, che lo introdussero alle più avanzate teorie estetiche e che affinarono il suo gusto artistico.

Nel 1879 soggiorna a Londra dove inizia a scrivere occasionalmente saggi giornalistici e pubblicare poemi. Nel 1881 escono i "Poems" che ebbero in un anno ben cinque edizioni. La sua chiarezza, il suo brillante modo di conversare, il suo ostentato stile di vita ed il suo stravagante modo di vestirsi fecero di lui una delle figure più salienti degli affascinanti circoli londinesi. Un tour di lettura durato un anno negli Stati Uniti incrementò la sua fama e gli diede l'opportunità di formulare meglio la sua teoria estetica che ruota intorno al concetto di "arte per l'arte".

Nel 1884, ritornato a Londra dopo aver trascorso un mese a Parigi, sposa Costance Lloyd: un matrimonio più di facciata che dettato dal sentimento. Wilde è difatti omosessuale e vive questa condizione con enorme disagio, soprattutto a causa della soffocante morale vittoriana che imperava nell'Inghilterra del tempo. La costruzione di cartapesta eretta da Oscar Wilde non poteva però durare a lungo e infatti, dopo la nascita dei suoi figli Cyryl e Vyvyan, si separa dalla moglie a causa dell'insorgere della sua prima vera relazione omosessuale.

Nel 1888 pubblica la sua prima collezione di storie per ragazzi "Il principe felice e altre storie", mentre tre anni dopo compare il suo unico romanzo, "Il ritratto di Dorian Gray", capolavoro che gli diede fama imperitura e per cui è conosciuto ancora oggi. L'aspetto peculiare del racconto, oltre alle varie invenzioni fantastiche (come quella del ritratto ad olio che invecchia al posto del protagonista), è che Dorian possiede indubbiamente molti dei tratti caratteristici dello scrittore, cosa che non mancò di scatenare l'ira dei critici, i quali ravvedevano nella prosa di Wilde i caratteri della decadenza e della disgregazione morale.

Nel 1891, il suo "annus mirabilis", pubblica il secondo volume di favole "La casa dei melograni" e "Intenzioni" una collezione di saggi comprendente il celebre "La decadenza della menzogna". Nello stesso anno stende per la famosa attrice Sarah Bernhardt il dramma "Salomé", scritto in Francia e fonte ancora una volta di grave scandalo. Il tema è quello della forte passione ossessiva, particolare che non poteva non attivare gli artigli della censura britannica, che ne proibisce la rappresentazione.

Ma la penna di Wilde sa colpire in più direzioni e se le tinte fosche le sono familiari, nondimeno si esprime al meglio anche nel ritratto sarcastico e sottilmente virulento. La patina di amabilità è anche quella che vernicia uno dei suoi più grandi successi teatrali: il brillante "Il ventaglio di Lady Windermere", dove, sotto l'apparenza leggiadra e il fuoco di fila delle battute, si nasconde la critica al vetriolo alla società vittoriana. La stessa che faceva la fila per vedere la commedia.

Galvanizzato dai successi, lo scrittore produce una quantità considerevole di pregevoli opere. "Una donna senza importanza" torna alle tematiche scottanti (avendo a che fare con lo sfruttamento sessuale e sociale delle donne), mentre "Un marito ideale" è incentrato nientemeno che sulla corruzione politica. La sua vena umorisitca esplode nuovamente con l'accattivante "L'importanza di chiamarsi Ernesto", un'altra stilettata al cuore dell'ipocrita morale corrente.

Questi lavori vennero definiti come perfetti esempi della "commedy of manners", grazie alle loro illustrazioni delle maniere e della morale dell'affascinante e un po' frivola società del tempo.

Ma la società vittoriana non era così disposta a farsi prendere in giro e soprattutto a veder svelate le sue contraddizioni in maniera così palese e sarcastica. A partire dal 1885, la scintillante carriera dello scrittore e la sua vita privata vennero dunque distrutte. Già dal 1893 la sua amicizia con Lord Alfred Douglas, detto Bosie, mostra la sua pericolosità procurandogli non pochi fastidi e suscitando scandalo agli occhi della buona società. Due anni dopo viene appunto processato per il reato di sodomia.

Entrato in carcere viene processato anche per bancarotta, i suoi beni sono messi all'asta mentre sua madre muore poco dopo.

Viene condannato per due anni ai lavori forzati; è durante il periodo del carcere che scrive una delle sue opere più toccanti "De profundis", che non è altro che una lunga lettera indirizzata al mai dimenticato Bosie (il quale nel frattempo si era allontanato non poco dal compagno, quasi abbandonandolo).

Sarà il vecchio amico Ross, l'unico presente fuori dal carcere ad attenderlo al momento della scarcerazione, a tenerne una copia e a farla pubblicare, come esecutore testamentario, trent'anni anni dopo la morte di Wilde.

L'ultima opera, scritta dopo un riavvicinamento a Bosie, è "Ballata del carcere di Reading" che termina nel 1898 dopo essere uscito di prigione, durante un soggiorno a Napoli. Tornato a Parigi apprende della morte della moglie e, dopo un paio d'anni di spostamenti sempre insieme all'amato Bosie, il 30 novembre del 1900 Oscar Wilde muore di meningite.

https://biografieonline.it/biografia-oscar-wilde

Lo Sapevate Che: Paolo Mosca: Nato a Pallanza (frazione di Verbania), in Piemonte, è stato un giornalista e scrittore, noto negli anni Sessanta anche come cantante. È fratello del noto giornalista sportivo Maurizio Mosca.

 

Paolo Mosca, giornalista e scrittore, era nato a Pallanza, sul lago Maggiore. Si e' spento a Roma il 30 novembre 2014, dove era vissuto e aveva lavorato per diversi anni.

Figlio d'arte del giornalista ed umorista Giovanni Mosca e fratello del giornalista sportivo Maurizio, ha studiato Scienze Politiche e ha frequentato l'Accademia del Piccolo Teatro di Milano.

E' stato inviato di quotidiani e direttore di periodici a larga diffusione: Novella 2000, La Domenica del Corriere, Eva Express, Onda tv.

Ha collaborato con articoli e rubriche per vari quotidiani e settimanali: La Notte, Corriere della Sera, Amica, La Nazione, Il Mattino, Il Messaggero e L'Avvenire.

Tra i suoi romanzi: Il biondo, Il mitomane, Memorie d'un neonato, I vergini, Concerto di sensi, La citta' respira, Tra colori di rabbia e di passione, Vivi tu x me.

Tre libri d'interviste: Caro Vip, Sotto la pelle e Parole preziose.

Tre raccolte di poesie: Il mantello di jeans, Soffio o uragano? Qui finisce la terra.

Hanno riscosso notevole successo i suoi libri che trattano di emozioni e fanno riflettere le creature piu' sensibili: Il ben d'amore, Lifting al cuore, Stati d'anima, C'e' una farfalla dentro di noi, Beata incoscienza, La rosa dei sentimenti, Un gabbiano nel 2000, Il sale della vita, Dammi la mano, Un mondo in amore, Il nuovo senso della vita, Lettera al Papa, Il terzo elemento dell'amore, Il ciabattino del Papa.

Alcuni dei suoi libri sono ora disponibili anche in ebook su 
Amazon.it.

Per il teatro, ha scritto e anche diretto: 1968 dopo Cristo, H-V Hiroshima Vietnam, Diapason: antiblues per un negro, Israele 20, Il grande bluff per Dapporto-Steni, Hai mai provato con l'acqua calda? con Walter Chiari e Ivana Monti, La luna sotto le scale con Piero Mazzarella.
Per la televisione ha ideato e condotto varie trasmissioni, tra cui Il cappello sulle 23. E' stato direttore artistico di Telemontepenice e Pan TV. Collaboratore Rai (opinionista di Rai notte) ha condotto una rubrica settimanale all'interno di Uno mattina (Rai 1), dove ha intervistato personaggi del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo.

Paroliere e musicista ha composto numerose canzoni. Come cantautore, nel 1964, ha vinto il girone B del Cantagiro con la sua canzone La voglia dell'estate.

Tra i suoi premi, quello della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la Narrativa e Il cuore del Bancarella.

http://www.paolomosca.com/bio.html

 

 



lunedì 29 novembre 2021

Lo Sapevate Che: Speciale: Menù del 29 Novembre 2021 e buon pranzo a tutti!


La vera felicità è la pace con se stessi. E per averla non bisogna tradire la propria natura.” Mario Monicelli

 

 

 

Stracciatella ricca alla romana

Per 4 persone

 

Ingredienti:

200 gr di pasta reginette, 2 uova, 50 gr di parmigiano grattugiato, 1 cipolla, 2 carote, un gambo di sedano, 1 patata, uno spicchio d’aglio, maggiorana, olio, sale e pepe.

Sbucciate la cipolla, le carote e la patata, lavate e pulite il sedano. Mettete tutto in una pentola con 1 lt d’acqua. Fate cuocere dalla ebollizione per 30 minuti, salate, pepate e filtrate il brodo. Tritate finemente la manciata di foglie di maggiorana (o un cucchiaino di erba secca) e l’aglio. Portate a bollore il brodo, lessatevi le reginette al dente quindi spegnete la fiamma e lasciate la minestra al caldo nella pentola. Sbattete le uova in una grande ciotola, unitevi il trito di maggiorana e aglio, 1 cucchiaio d’olio e amalgamate. Prelevate 2 mestoli di brodo caldo, senza pasta, uniteli alle uova e mescolate energicamente. Versate il composto nella pentola con la minestra di reginette, mescolate bene per amalgamare. Servite spolverando con parmigiano grattugiato.

 

 

 

Canederli con Crauti

Per 4 persone

 

Ingredienti:

 

20 fette di pancarrè, 100 gr di burro, 3 uova, 2 dl di latte, farina, un ciuffo di prezzemolo, un lt di brodo di carne, 800 gr di cavolo cappuccio, un bicchiere di vino bianco, un bicchiere di aceto, 3 bacche di ginepro, 2 cucchiai di semi di coriandolo, una grattata di noce moscata, olio, sale e pepe.

 

Affettate sottilmente il cavolo, eliminando le parti più dure. In un tegame con 5 cucchiai d’olio, fatelo rosolare a fuoco vivace. Bagnate con il vino e l’aceto, unite le bacche di ginepro e il coriandolo, sale e pepe. Fateli cuocere coperti per un’ora a fuoco dolce. Lasciate per ora nel tegame al caldo.

Togliete la crosta al pancarrè e mettetelo a bagno nel latte. Riducete a pezzettini il burro, mettetelo in una grande ciotola e lasciatelo ammorbidire a temperatura ambiente. Aggiungete nella ciotola 100 gr di farina, il pane strizzate e spezzettato con le mani, il latte, lavorate bene il composto con un cucchiaio di legno e aggiungete le uova, il prezzemolo tritato, una grattugiata di noce moscata, salate e pepate, amalgamate bene sin che il composto si presenti compatto. In caso fosse troppo morbido aggiungete un po’ di farina. Formate con le mani delle polpette di media grandezza, portate il brodo ad ebollizione e lessatevi i canederli per 15 minuti Scolateli e teneteli al caldo. Mettete su un piatto lungo da portata i crauti caldi e adagiatevi i canederli nel centro, serviteli subito caldi.

 

 

 

Tortelli di Castagne

Per 6 persone

 

Ingredienti:

300 gr di farina bianca, 100 gr di zucchero + 1 cucchiaio, vino bianco, 40 gr di burro, 1 uovo, 1 limone, gr 200 di marmellata di ciliegie, 100 gr di castagne secche, 50 gr di cacao amaro, pangrattato, zucchero a velo, olio, sale.

 

Lessate le castagne dopo averle tenute a bagno in acqua fredda per una notte, passatele al setaccio, unite il cacao, 1 cucchiaio di zucchero, la marmellata, un po’ di pangrattato, amalgamate bene sino ad ottenere un impasto abbastanza sodo ( si può usare anche la farina di castagne, modificando la quantità dei componenti ). Mettete la farina sulla spianatoia, disponetela a fontana, rompetevi al centro l’uovo, aggiungete il burro a pezzetti, lo zucchero, un po’ di scorza di limone grattugiata, un pizzico di sale, impastate con cura aggiungendo, ½ bicchierino di vino bianco, sino ad ottenere un impasto di giusta consistenza. Stendete con il mattarello una sfoglia di ¾ mm. e da questa ricavate dei dischi di 5 cm di diametro e collocate al centro del disco un cucchiaio di impasto. Chiudete la pasta premendo bene i bordi, affinché non fuoriesca il ripieno e rifiniteli con una rotella. Friggeteli in abbondante olio bollente, adagiateli su carta da cucina a perdere l’olio in eccesso. Sistemateli su un piatto da portata, spolverizzateli di zucchero a velo e servite.

Lo Sapevate Che: L’Onu dà vita allo stato di Israele: Con ancora negli occhi gli orrori del Secondo conflitto mondiale, terminato due anni prima, le istituzioni internazionali si trovarono impegnate in una complessa fase di ridefinizione della geografia di alcuni territori, che avrebbe segnato profondamente gli equilibri politici dei successivi decenni.


In questo scenario maturò la risoluzione n° 181, adottata il 29 novembre 1947 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la quale si stabiliva un piano di spartizione della Palestina che dava luogo alla nascita di uno stato arabo e di uno ebraico, mentre Gerusalemme veniva posta sotto il controllo internazionale. Fu la premessa alla nascita di Israele, che sarebbe avvenuta ufficialmente il 14 maggio dell’anno dopo.

Il provvedimento dell'Onu, approvato con 33 voti a favore, 13 contrari e 10 astenuti, recepì le conclusioni dell'Unscop, un comitato formato dai rappresentanti di 11 Stati (Australia, Canada, Guatemala, India, Iran, Paesi Bassi, Perù, Svezia, Cecoslovacchia, Uruguay, Jugoslavia) e incaricato di studiare la migliore soluzione per il nuovo assetto dei territori palestinesi, su cui il Regno Unito aveva rinunciato al proprio mandato, rimettendolo nelle mani dell’Onu.

Questo aveva scatenato una feroce contesa tra la popolazione araba (in quel momento in maggioranza con 1.200.000 unità) e quella ebraica (che contava 600.000 abitanti), che l’Unscop – pur sottolineando l'impossibilità di soddisfare le richieste di entrambe – tentò di risolvere prospettando due opzioni: 1) la suddivisione in due stati indipendenti con Gerusalemme sotto egida Onu; 2) la creazione di un unico stato federale che comprendesse le due etnie.

Accettata a maggioranza la prima opzione, si arrivò alla risoluzione Onu che, dopo due sedute a vuoto (per mancanza del quorum necessario), fu approvata grazie soprattutto all'opera diplomatica degli Stati Uniti d’America e al sostegno nondimeno influente dell’Unione Sovietica. A votare contro in blocco tutti i paesi arabi, che giudicarono il piano penalizzante nei confronti dei villaggi palestinesi, cui veniva riconosciuto una porzione di territorio minore e senza alcuno sbocco sul Mar Rosso e sul Mare di Galilea.

Dopo un ricorso respinto dalla Corte Internazionale di Giustizia, gli Stati arabi del Vicino Oriente (tra cui Egitto e Siria) dichiararono guerra ad Israele, inviando truppe a sostegno della popolazione palestinese. Il conflitto arabo-israeliano conobbe diverse fasi, giungendo a termine nel marzo del 1949 con la vittoria di Israele, che nel frattempo si era ritrovata ad occupare un territorio più ampio di quello disegnato dalla risoluzione del 1947.   
L'aspetto più drammatico di quegli eventi fu la diaspora di 711mila palestinesi (stima Onu), costretti a fuggire o sgomberati con la forza, cui corrispose la fuga di 800mila ebrei dagli altri paesi arabi per il diffondersi di sentimenti anti-ebraici.

Fu solo il primo atto di una lunga scia di guerre e attentati terroristici, che insanguineranno successivamente l'intera area mediorientale, e l'inizio di una crisi politica ma soprattutto umanitaria (per le condizioni del popolo palestinese) tuttora insoluta.

http://www.mondi.it/almanacco/voce/11076

Lo Sapevate Che: Eduardo Scarpetta: Padre del grande Eduardo De Filippo e grande maestro del teatro italiano, per Napoli fu il più importante attore e commediografo negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento.

 

Eduardo Scarpetta: chi è, carriera, bisnonno, biografia, fidanzata e vita privata

 

Eduardo Scarpetta chi è, età, fidanzata, vita privata e carriera del giovane attore protagonista di “Carosello Carosone”, la pellicola andrà in onda il film tv in onda questa sera, giovedì 18 marzo, in prima serata su RaiUno. Il film parla come da titolo del grande musicista e cantautore napoletano Renato Carosone. Autore di brani leggendari e famosi in tutto il mondo come “Tu vuo’ fa’ l’americano” e “Torero”.

Sono Passati cent’anni dalla nascita di Carosone, e l’attore Eduardo Scarpetta ha una grande responsabilità interpretando il cantante dopo 20 anni dalla sua scomparsa. Le musiche sono curate dal maestro Stefano Bollani.

 

Eduardo Scarpetta, età e biografia

Eduardo Scarpetta è nato a Napoli il 14 aprile del 1993 attualmente ha quasi 28 anni di età. Il suo nome e il suo cognome a parecchie persone non risolta come nuovo, infatti, sono gli stessi del trisavolo, uno dei più famosi attori italiani di fine ‘800. Eduardo Scarpetta che in passato ha lasciato la sua Napoli per andare a studiare a Roma. Oggi è tornato nella sua città ed è riuscito a sbarcare anche al cinema e in una fiction. Sul grande schermo lo abbiamo visto infatti nel 2018 nel cast del film Capri Revolution; per quanto riguarda la tv, ha lavorato nel cast de L’amica geniale.

L’attore sin da piccolissimo è entrato a far parte del mondo dello spettacolo, infatti, all’età di appena 9 anni ha avuto la sua prima parte nella commedia teatrale Feliciello e Feliciella. Anche se il cognome è famosissimo, il ragazzo per riuscire a confermare la sua strada e la sua bravura ha fatto molta gavetta per affermarsi nel mondo dello spettacolo.

La sua prima apparizione sul grande e piccolo schermo è avvenuta nel 2018, quando sono usciti Capri Revolution nelle sale cinematografiche e L’amica geniale in TV. Nel 2021 ha inoltre interpretato Renato Carosone nel film a lui dedicato.

Eduardo Scarpetta, dove vive?

Eduardo Scarpetta, dopo essere cresciuto a Napoli, si è trasferito a Roma per studiare. Ma ora ha fatto ritorno proprio nel capoluogo di regione della Campania dove tutt’ora vive.

Eduardo Scarpetta: la vita privata

Eduardo Scarpetta è molto riservato riguardo alla sua vita privata e non sappiamo se al momento sia single o se sia impegnato in qualche relazione sentimentale.

Non sappiamo a quanto ammontano i suoi guadagni.

3 curiosità su Eduardo Scarpetta

– Il suo profilo profilo Instagram che è seguito da oltre 31.000 follower.

– E’ molto tifoso del Napoli.

– Nel film Qui rido ha interpretato il suo bisnonno Vincenzo.

privata-78657Fonte foto: https://www.instagram.com/eduardo_scarpetta/?hl=it

https://www.controcopertina.com/2021/eduardo-scarpetta-chi-e-carriera-bisnonno-biografia-fidanzata-e-vita-privata-78657

 

Lo Sapevate Che: Mario Monicelli: Regista tra i più rappresentativi del secondo Novecento, è uno dei maestri della commedia all'italiana. Nato a Roma e qui scomparso nel novembre del 2010.


La vera felicità è la pace con se stessi. E per averla non bisogna tradire la propria natura.” Mario Monicelli

 

Commedie all'italiana

Quando si dice 'mostro sacro'. Mai appellativo è stato così indovinato come nel caso di Mario Monicelli, figura storica del cinema italiano, creatore di titoli straordinari in quel vasto catalogo che va sotto il nome di commedia all'italiana.

Nato il 16 maggio 1915 da una famiglia di origine mantovana, Mario Monicelli è cresciuto nella Viareggio degli anni '30, respirando l'aria delle spiagge alla moda, allora al centro di vivaci attività letterarie e artistiche.

Frequenta il liceo classico Giosuè Carducci e si accosta al cinema a Tirrenia, attraverso l'amicizia con Giacomo Forzano, figlio del fondatore degli studi di Pisorno. E' in questo contesto che si forma il particolare spirito toscano, caustico e irriverente che tanta parte ha avuto nella poetica cinematografica di Monicelli (molti degli scherzi narrati nel celebre film "Amici miei", diventato un cult del genere, sono ispirati ad episodi reali della sua giovinezza).

Dopo gli esperimenti a passo ridotto e il pionieristico "Pioggia d'estate" girato nel 1937 insieme a un gruppo d'amici, l'esordio nella regia professionale avviene nel 1949, in coppia con Steno con il film "Totò cerca casa". Abile narratore, estraneo ad ogni fumoso intellettualismo registico, Mario Monicelli ha uno stile efficace e funzionale, i suoi film scorrono perfetti senza far percepire la presenza della macchina da presa.

Alcuni titoli lo hanno consegnato per sempre alla storia del cinema: "I soliti ignoti" del 1958 (con Vittorio GassmanMarcello MastroianniTotòClaudia Cardinale), considerato da molti la prima vera pietra miliare della commedia all'italiana; "La grande guerra" del 1959, affresco comico e antiretorico insieme, sul primo conflitto mondiale; "L'armata Brancaleone" del 1966, dove inventa uno spassoso medioevo che ci parla dell'oggi in una inverosimile lingua maccheronica che ha fatto epoca.

E ancora "La ragazza con la pistola" (1968), il già ricordato "Amici miei", (1975), "Un borghese piccolo piccolo" (1978) e "Il marchese del Grillo" (1981) con un grande Alberto Sordi, fino alle prove più recenti come il delizioso "Speriamo che sia femmina" (1985), il corrosivo "Parenti serpenti" (1992) o l'irriverente "Cari fottutissimi amici" (1994, con Paolo Hendel).

Nel 1995, in occasione del suo ottantesimo compleanno, il Comune di Viareggio lo ha festeggiato conferendogli la cittadinanza onoraria.

Muore suicida il 29 novembre 2010, gettandosi da una finestra dell'ospedale San Giovanni di Roma dove era ricoverato per un tumore alla prostata.

https://biografieonline.it/biografia-mario-monicelli

Lo Sapevate Che: Enrico Fermi: Scienziato tra i più eccelsi della storia, è comunemente indicato come il padre della fisica nucleare, per le rivoluzionarie scoperte sui neutroni e la radioattività.


Ci sono soltanto due possibili conclusioni: se il risultato conferma le ipotesi, allora hai appena fatto una misura; se il risultato è contrario alle ipotesi, allora hai fatto una scoperta.” Enrico Fermi

 

Conflitti fisici

Enrico Fermi nasce il 29 settembre 1901 a Roma, figlio di Alberto, funzionario del Ministero dei Trasporti e Ida De Gattis, maestra. Fino ai tre anni di età risiede in campagna sotto lo stretto controllo di una balia, a sei anni inizia regolarmente la scuola elementare laica (fattore importante, in quanto non ha mai ricevuto educazione religiosa, comportando e supportando quindi l'agnosticismo che lo ha accompagnato per tutta la sua vita).

Profondamente addolorato dalla morte prematura del fratello Giulio, maggiore di un solo anno, con il quale aveva legato particolarmente, getta tutto il suo sconforto nei libri, canalizzando positivamente la rabbia per la perdita, tanto da terminare il liceo ginnasio "Umberto" con un anno di anticipo, avendo tempo anche per concentrarsi su approfonditi studi di matematica e fisica su testi da lui comprati o anche solo sfogliati presso il mercatino delle pulci di Campo de'Fiori.

Un collega del padre, l'ingegnere Adolfo Amidei, avendo a cuore il ragazzo, gli suggerisce di non iscriversi all'Università di Roma, bensì all'Università di Pisa, in particolare alla scuola Normale, presentandosi al concorso annuale che si tiene per potervi accedere: il tema "Caratteri distintivi dei suoni" viene affrontato da lui con estrema maestria, permettendogli di classificarsi primo in graduatoria.

Inizia quindi nel 1918 la frequentazione a Pisa, della durata di quattro anni: si laurea il 7 luglio del 1922, dimostrando anche una conoscenza linguistica non comune (oltre al latino e il greco, conosce infatti l'inglese, il francese ed il tedesco), che gli permette dopo poco di partire alla volta di Gottigen, alla scuola di Max Born, per migliorare le conoscenze di fisica quantistica; nel 1925, con pochi rimpianti, si sposta a Leida, in Olanda, ove ha modo di incontrare Albert Einstein.

A Roma ottiene per primo la cattedra di Fisica Teorica, creata per lui dal Prof. Corbino, direttore dell'Istituto di Fisica, il quale contemporaneamente compone un gruppo di studio ribattezzato in seguito "i ragazzi di Via Panisperna" (dalla sede dell'istituto), composto da Rasetti, Segré, Amaldi, Majorana, Trabacchi e Pontecorvo.

Le argomentazioni principali degli studi ineriscono la spettroscopia, ottenendo risultati eccellenti, ma quasi tutti i membri di questo gruppo si sentono sempre più attratti dalla fisica nucleare, spostandosi sempre più frequentemente all'estero a studiare nei laboratori più innovativi. Fermi si concentra sullo studio del nucleo atomico, arrivando a formulare la teoria del decadimento beta, secondo la quale l'emissione di un fotone è data dalla transizione di un neutrone in un protone con la creazione di un elettrone e di un neutrino.

Questa teoria, introdotta al termine del 1933, trova subito conferma nella scoperta della radioattività da parte di Curie e Joliot, esposta nei primi mesi del 1934. Sulla base di questa scoperta, Fermi formula una nuova idea: utilizzare i neutroni come proiettili per evitare la repulsione coulombiana per poter produrre radioattività artificiale. Dopo alcuni tentativi infruttuosi, ottengono risultati positivi per 37 specie sulle 60 testate, scoprendo altresì che in caso di urti successivi, i neutroni prodotti da urti rallentati hanno un tasso di efficacia molto più elevata nella generazione di specie radioattive.

Tra il 1935 e il 1937 il gruppo si separa di nuovo per diverse assegnazioni di cattedre, a Roma rimangono solo Fermi e Amaldi: l'anno successivo ad Enrico Fermi viene conferito il premio Nobel, ma questa è l'unica nota felice dell'anno. Majorana scompare infatti in circostanze più o meno misteriose e a causa delle leggi razziali emanate dal regime fascista, il fisico romano è costretto ad emigrare, visto che sua moglie Laura è ebrea.

Fermi accetta la cattedra alla Columbia University, mentre il suo amico Segrè, scoprendo di essere stato licenziato a Roma, accetta la cattedra di fisica a Berkeley. Dopo l'arrivo alla Columbia, inizia a concentrarsi sugli esperimenti iniziali di Hahn e Strassman sulla fissione nucleare, e con l'aiuto di Dunning e Booth e progetta un primo piano per la costruzione della prima pila nucleare, ovvero il primo dispositivo ove produrre in modo controllato la reazione a catena. Enrico Fermi vede la realizzazione dei suoi sforzi il 2 dicembre del 1942, con l'entrata in funzione della prima centrale nucleare a Chicago; l'energia nucleare diviene così fonte di vita, ma allo stesso tempo anche uno strumento di guerra: il fisico aderisce infatti al progetto Manhattan allo scopo di creare il primo ordigno nucleare.

Dopo la guerra si dedica allo studio sulle particelle elementari e ad acceleratori di particelle, concentrandosi principalmente sui pioni e le sue interazioni con i protoni. Durante un suo periodo di permanenza in Italia, nell'estate del 1954, iniziano a manifestarsi i primi drammatici sintomi del cancro allo stomaco: questa malattia, allora ancora pressochè sconosciuta, lo debilita rapidamente portandolo alla morte il 29 novembre dello stesso anno a Chicago, negli Stati Uniti.

https://biografieonline.it/biografia-enrico-fermi