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venerdì 30 ottobre 2020

Lo Sapevate Che: Ezra Pound, un protagonista di primo piano dell letteratura novecentesca ma anche e soprattutto un prezioso mecenate per grandi scrittori del calibro di JamesJoyce, T.S. Eliot e l’italiano Pier Paolo Pasolini

 “Nessuno sa abbastanza, ed abbastanza presto.” Ezra Pound

 

Il primato della poesia

Poeta tra i più grandi del Novecento, cresciuto all'interno di una famiglia di forte estrazione religiosa, l'enigmatico Ezra Weston Loomis Pound nasce il 30 ottobre 1885 a Hailey, nello stato dell'Idaho, stabilendosi fin da piccolo nei pressi di Filadelfia. Qui ha vissuto fino al suo trasferimento in età matura a Rapallo, nel 1929.

Già nel 1898 aveva compiuto un viaggio in Europa con la famiglia, tornando folgorato ed entusiasta per le meraviglie elargite dal Bel Paese.

Iscrittosi all'Università della Pennsylvania, studia le lingue romanze e scopre i poeti provenzali cui in seguito dedicherà numerosi studi e traduzioni. Nel 1906 ottiene una borsa di studio che gli permetterà di viaggiare nuovamente in Europa dove, oltre a tornare nuovamente nell'amata Italia, visita anche la Spagna.

Tornato in America lo attende una sgradevole sorpresa: la borsa di studio non gli viene rinnovata. Dopo quattro mesi di insegnamento come docente di letteratura spagnola e francese in un'Università dell'Indiana, è invitato a dare la dimissioni perché il suo stile di vita è ritenuto troppo fuori dalle regole.

Nel 1908 s'imbarca nuovamente per l'Europa con pochi dollari in tasca, una decisione dettata non solo dalla necessità ma anche da una precisa scelta di vita. Pound era dell'opinione che per dare il meglio fosse necessaria qualche restrizione e che per viaggiare dovesse stare tutto in non più di due valigie.

Una volta giunto in Europa visita tutti i principali centri culturali: Londra, Parigi, Venezia. Finalmente pubblica anche i suoi primi libri di poesia. Ma al vulcanico Pound questo non basta.

Conosce ed aiuta in tutti i modi artisti di tutti i settori, compresi i musicisti.

Pound è anche un assimilatore innovoro. Nel 1913 la vedova del grande filologo Ernest Fenellosa gli affida i manoscritti del marito, stimolo principale per il suo approccio al cinese che lo porterà alla trasposizione di numerose liriche di quel lontano paese.

Nel 1914 diventa segretario del poeta irlandese Yeats, altro gigante del Novecento e infaticabile sostenitore di James Joyce, e impone la pubblicazione delle prime poesie di Eliot. Intanto la sua attenzione poetica si concentra sull'elaborazione di quelli che diventeranno i leggendari "Cantos" (o "Canti pisani").

Nel 1925 si trasferisce da Parigi a Rapallo dove resterà stabilmente fino al 1945 dedicando le sue energie alla stesura dei "Cantos" e alle traduzioni di Confucio. Negli anni 1931 1932 intensifica gli studi economici e la sua polemica contro le manovre economiche internazionali.

Nel 1941 il suo rimpatrio viene ostacolato ed è dunque costretto a rimanere in Italia, dove fra l'altro tiene una celeberrima serie di discorsi alla radio, riprendendo spesso il tema di conferenze già svolte alla Bocconi di Milano nelle quali insiste sulla natura economica delle guerre.

Com'era prevedibile nel clima infuocato di quello scorcio di secolo, quei discorsi venivano apprezzati da alcuni mentre altri li osteggiavano. Il 3 maggio del 1945 due partigiani lo prelevano per conurlo al comando alleato e da lì, dopo due settimane di interrogatori, viene trasferito a Pisa nelle mani della polizia militare.

Per tre settimane è rinchiuso in una gabbia di ferro, esposto al sole di giorno e agli accecanti riflettori di notte. Trasferito poi sotto una tenda, gli viene concesso di scrivere. Finisce di comporre i "Canti Pisani".

Viene trasferito a Washington e dichiarato traditore; viene richiesta per lui la pena di morte. Al processo viene dichiarato infermo di mente e rinchiuso per dodici anni nel manicomio criminale di Saint Elizabeth.

Incominciano a circolare petizioni da parte di scrittori ed artisti da tutte le parti del mondo e si fanno sempre più insistenti le proteste contro la sua detenzione. Nel 1958 viene liberato, si rifugia presso la figlia a Merano.

In tutto il mondo si moltiplicano le edizioni dei suoi "Cantos" e partecipa invitato a numerose attività artistiche e letterarie, mostre, convegni a livello internazionale, accolto con tutti gli onori.

Il giorno 1 novembre 1972 Ezra Pound muore nell'adorata Venezia dove è tuttoggi sepolto.

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o Sapevate Che:Diego Armando Maradona, celebre calciatore argentino, oggi allenatore di calcio. Attaccante e capitano della Nazionale argentina di calcio, vincitore del Mondiale del 1986

“I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli.” Diego Armando Maradona

 

Pibe de oro

Maradona nasce il 30 ottobre 1960 nel quartiere disagiato di Villa Fiorito, nella periferia di Buenos Aires. Il calcio sin da bambino è il suo pane quotidiano: come tutti i ragazzini poveri della sua città passa gran parte del tempo per strada giocando a pallone o facendosi le ossa in campetti disastrati.

Sono i piccoli spazi in cui è costretto a giocare, fra macchine, passanti e quant'altro, che lo abitua a manovrare la palla in maniera magistrale.

Già idolatrato dai compagni di gioco per le sue doti mirabolanti, da subito gli viene appioppato il soprannome di "El pibe de oro" (il ragazzo d'oro), che gli rimarrà affibbiato anche quando diverrà una celebrità. Preso atto del suo talento tenta la strada del calcio professionistico: la sua carriera inizia nell'"Argentinos Juniors", per poi proseguire nel "Boca Juniors", sempre in Argentina.

Le sue straordinarie capacità non potevano non essere notate e al pari del suo grande predecessore brasiliano Pele', a soli sedici anni è già precettato per giocare nella nazionale Argentina, bruciando in questo modo fulmineamente tutte le tappe. Menotti però, commissario tecnico argentino d'allora, non lo convoca per i mondiali del 1978 ritenendolo comunque troppo giovane per un'esperienza forte e importante come quella.

Il paese sembra non gradire più di tanto la scelta di Menotti: tutti pensano, stampa locale in testa, che invece Maradona sarebbe perfettamente in grado di giocare. Per parte sua, il Pibe de Oro si rivale vincendo i campionati giovanili per nazioni.

Da quel momento l'escalation del campioncino è inarrestabile. Dopo fulminanti prove in campionato, vola per i mondiali di Spagna 1982 dove dona luce ad una non eccezionale Argentina con due gol, anche se nei momenti chiave delle partite con Brasile e Italia, non riesce a brillare come dovrebbe, facendosi pure espellere. E' quasi un mito: l'unico calciatore diventato così popolare e così amato da eclissare quasi del tutto la stella del calcio per eccellenza, Pele'.

Successivamente l'ingaggio-record con il quale il Barcellona lo convince a lasciare il Boca Juniors è di sette miliardi di lire dell'epoca.

Purtroppo però con la squadra spagnola gioca solamente trentasei partite in due anni, a causa di un bruttissimo infortunio, il piú grave della sua carriera.

Andoni Goicoechea, difensore dell'Athletic Bilbao, gli frattura la caviglia sinistra e gli rompe il legamento.

L'avventura successiva è forse quella più importante della sua vita (mondiale a parte, si capisce): dopo numerose trattative approda alla città che lo eleggerà a suo portabandiera, che lo innalzerà a idolo e santo intoccabile: Napoli. Lo stesso Pibe de oro ha più volte affermato che quella è diventata la sua seconda patria dopo l'Argentina...

Il sacrificio della società fu notevole, non c'è che dire (una cifra colossale per l'epoca: tredici miliardi di lire), ma sarà uno sforzo ben ripagato dalle performance di Diego, capace di portare per ben due volte la squadra allo scudetto. Viene coniata una significativa canzone che mette a confronto i due miti, cantata a squarciagola dai tifosi che urlano "Maradona è meglio di Pelé".

Diego Armando Maradona tocca l'apice della carriera ai mondiali di Messico 1986. Trascina l'Argentina alla conquista della Coppa del Mondo, segna complessivamente cinque reti (e fornisce cinque assist), e sarà premiato quale miglior giocatore della rassegna. In più: nei quarti di finale con l'Inghilterra realizza la rete passata alla storia come quella della "mano di Dio", uno "sberleffo" che ancora oggi il calcio non ha dimenticato (Maradona segnò di testa "aiutandosi" a metterla dentro con la mano).

Dopo pochi minuti, invece, realizza il gol-capolavoro, quel "balletto" che lo vede partire da centrocampo, e dribblando mezza squadra avversaria, lo vede depositare la palla in rete. Un gol che è stato votato da una giuria di esperti come il più bello della storia del calcio!

Infine guida praticamente da solo l'Argentina fino al trionfo contro la Germania Ovest per 3-2 nella finale mondiale.

Da quel successo Maradona ha portato ai vertici del calcio europeo anche il Napoli: come detto, due scudetti vinti, una coppa Italia, una coppa Uefa e una Supercoppa italiana.

Poi venne Italia '90 e, quasi in contemporanea, il declino del campione idolatrato in tutto il mondo. L'Argentina in quel mondiale arriva sì in finale, ma perde contro la Germania per un rigore di Brehme. Maradona scoppia in lacrime, denunciando successivamente: "E' un complotto, ha vinto la mafia". Sono solo i primi segnali di un'instabilità emotiva e di una fragilità che nessuno sospetterebbe da un uomo come lui, abituato a rimanere sempre al centro dei riflettori.

Un anno più tardi (è il marzo 1991) viene scoperto positivo a un controllo antidoping, con la conseguenza che viene squalificato per quindici mesi.

Lo scandalo lo travolge, fiumi di inchiostro vengono spesi per analizzare il suo caso. Il declino sembra inarrestabile; si presenta un problema dietro l'altro. Non basta il doping, entra in scena anche il "demone bianco", la cocaina, di cui Diego, a quanto riportano le cronache, è un assiduo consumatore. Infine emergono gravi problemi con il fisco, a cui si affianca la grana di un secondo figlio mai riconosciuto.

Quando la storia del campione sembra avviarsi a una triste conclusione, ecco l'ultimo colpo di coda, la convocazione per USA '94, a cui si deve uno strepitoso gol alla Grecia. I tifosi, il mondo, sperano che il campione sia finalmente uscito dal suo oscuro tunnel, che torni ad essere quello di prima, invece viene nuovamente fermato per uso di efedrina, sostanza proibita dalla FIFA. L'Argentina è sotto choc, la squadra perde motivazione e grinta e viene eliminata. Maradona, incapace di difendersi, grida a un ennesimo complotto contro di lui.

Nell' ottobre del 1994 Diego viene ingaggiato come allenatore dal Deportivo Mandiyù, ma la sua nuova esperienza finisce dopo solo due mesi. Nel 1995 allena la squadra del Racing, ma dà le dimissioni dopo quattro mesi. Poi torna a giocare per il Boca Juniors e i tifosi organizzano una grande e indimenticabile festa allo stadio della Bombonera per il suo ritorno. Rimane al Boca fino al 1997 quando, nel mese di agosto, viene trovato nuovamente positivo ad un controllo antidoping. Nel giorno del suo trentasettesimo compleanno, el Pibe de oro annuncia il suo ritiro dal calcio.

Conclusa la sua carriera calcistica Diego Armando Maradona sembra aver avuto qualche problema di "assestamento" e di immagine: abituato ad essere idolatrato dalle folle e amato da tutti, sembra che non si sia ripreso all'idea che la sua carriera fosse finita e che quindi i giornali non avrebbero più parlato di lui. Se non parlano più di lui dal punto di vista calcistico, però lo fanno nelle cronache dove Diego, per una cosa per l'altra (qualche apparizione televisiva, qualche improvvisa rissa con gli invadenti giornalisti che lo seguono ovunque), continua a far parlare di sé.

Nel 2008, a pochi giorni dal suo compleanno, Diego Armando Maradona viene nominato nuovo commissario tecnico della nazionale di calcio Argentina, in seguito alle dimissioni di Alfio Basile il quale aveva ottenuto scarsi risultati nelle qualificazioni ai Mondiali del 2010.

Maradona porta l'Argentina ad essere tra le protagoniste del mondiale sudafricano.

Premi in carriera:

1978: Capocannoniere del Campionato Metropolitano. - 1979: Capocannoniere del Campionato Metropolitano. - 1979: Capocannoniere del Campionato Nazionale.- 1979: Campione del Mondo juniores con la nazionale argentina. - 1979: "Olimpia de Oro" al Miglior calciatore argentino dell'anno. - 1979: Scelto dalla FIFA come Miglior Calciatore dell'anno in Sudamerica. - 1979: Ottiene il Pallone d'Oro come Miglior Calciatore del momento. - 1980: Capocannoniere del Campionato Metropolitano. - 1980: Capocannoniere del Campionato Nazionale. - 1980: Scelto dalla FIFA come Miglior Calciatore dell'anno in Sudamerica. - 1981: Capocannoniere del Campionato Nazionale. - 1981: Riceve il Trofeo Gandulla come Miglior Calciatore dell'anno. - 1981: Campione di Argentina con il Boca Juniors. - 1983: Vince la Coppa del Re con il Barcellona. - 1985: Viene nominato ambasciatore dell'UNICEF. - 1986: Campione del Mondo con la nazionale argentina. - 1986: Vince il secondo "Olimpia de Oro" al Miglior calciatore argentino dell'anno. - 1986: E' dichiarato "Cittadino Illustre" della Città di Buenos Aires. - 1986: Ottiene la Scarpa d'Oro consegnata dalla Adidas al miglior calciatore dell'anno. - 1986: Ottiene la Penna d'Oro come miglior calciatore in Europa. - 1987: Campione d'Italia con il Napoli. - 1987: Vince la Coppa Italia con il Napoli. - 1988: Capocannoniere della Serie A con il Napoli. - 1989: Vince la Coppa UEFA con il Napoli. - 1990: Campione d'Italia con il Napoli. - 1990: Ottiene il Premio Konex di Brillante per la sua abilità sportiva. - 1990: Secondo posto nella Coppa del Mondo. - 1990: Nominato Ambasciatore dello Sport dal Presidente dell'Argentina. - 1990: Vince la Supercoppa Italiana con il Napoli. - 1993: Premiato come Miglior Calciatore Argentino di tutti i tempi. - 1993: Vince la Coppa Artemio Franchi con la nazionale argentina. - 1995: Ottiene il Pallone d'Oro alla carriera. - 1995: Premiato come "Maestro Ispiratore di Sogni" dall'Università di Oxford. - 1999: "Olimpia de Platino" al Miglior Calciatore del secolo.- 1999: Riceve dalla AFA il premio come miglior sportivo del secolo in Argentina. - 1999: Il suo slalom del 1986 contro l'Inghilterra è scelto come miglior gol della storia del calcio.

https://biografieonline.it/biografia-maradona

Speciale: Il Mare nel piatto! …🌹

 “I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli.” Diego Armando Maradona

 

Tegame di Vongole in zuppa con crostoni di pane grigliati

Per 4 persone

 

1,5Kg di vongole, 2 cipolle bionde, 2 pomodori, 1 spicchio d’aglio, prezzemolo, alloro, 50 gr di prosciutto cotto, 50 gr di salsiccia secca piccante, paprica dolce, farina, vino bianco, aceto bianco, olio, sale e pepe. Per accompagnare crostoni di pane grigliati.

 

Mettete le vongole in una ciotola, copritele con acqua fredda, unite 2 cucchiai di sale grosso e fate spurgare per 2 ore. Sbucciate le cipolle e fatele a fettine, pelate lo spicchio d’aglio e tritatelo. Scaldate in una padella 4 cucchiai d’olio, unite cipolle, aglio, un pizzico di prezzemolo e una foglia di alloro, fate soffriggere per 4 minuti, eliminate il prezzemolo e l’alloro, fate raffreddare. In un profondo e largo tegame, versatevi metà del soffritto, disponetevi sopra metà delle vongole nel guscio sciacquate sotto l'acqua corrente e scolate. Aggiungete metà del prosciutto cotto a strisce e metà della salsiccia secca a fettine. Pelate i pomodori, riduceteli a dadini e aggiungetene metà sopra il composto. Insaporite il tutto con un cucchiaio di paprika dolce e una macinata di pepe, ripetete gli strati, dal soffritto sino ai pomodori, finendo gli ingredienti. Sbattete in una ciotola ½ cucchiaio di farina con 3 cucchiai di vino bianco secco e ½ cucchiaio di aceto bianco, versate la pastella nella pentola, chiudete col coperchio e cuocete a fuoco basso per 15 minuti. Portando il tegame in tavola, apritelo e profumate con un cucchiaio di prezzemolo tritato. Servite accompagnando con crostoni di pane grigliati

 

Salmone in crosta di Zucchine con purea di patate allo zafferano

Per 4 persone

 

Ingredienti:

 

2 filetti di salmone, senza pelle e senza spine, 4 etti di zucchine, latte parmigiano grattugiato, burro, sale e pepe. Patate, latte, burro, sale, zafferano.

 

Pulite, lavate e tagliate a fettine sottili le zucchine. Tritatele con la mezzaluna.

In un tegame con 40 gr di burro, fare rosolare bene gli zuccini tritati, bagnateli con 2,5 dl di latte. Salateli e pepateli, cuocendoli fino a quando il latte sarà completamente assorbito a fuoco allegro. Unite 5 cucchiai di parmigiano grattugiato. 

In una pirofila, leggermente unta di burro, sistemate un terzo dei zucchine e sopra, uno sull’altro, i due filetti di salmone, che avrete salato e pepato. Ricoprite completamente il salmone con le zucchine rimaste e spolverizzate con parmigiano grattugiato. Comprimete bene il parmigiano ai finocchi, in modo da fare aderire bene ai filetti di pesce.

Mettete la pirofila in forno preriscaldato a 220° per 30 minuti, poi passatela a gratinare, accendendo il grill, per formare una crosta sulle zucchine. Servite caldo.

 

Nasello in polpette con Patate e Insalatina mista

Per 4 persone

 

Ingredienti:

 

600 gr di filetti di nasello (anche surgelato), 2 uova, prezzemolo tritato, pangrattato, 1 cipolla, 1 cucchiaino di curry, olio, sale.

 

Lavate e sbucciate le patate. Riducetele a pezzi.

Mettetele in una casseruola, coprendole con acqua fredda. Unite un cucchiaino di sale e portate a ebollizione, lasciando cuocere per 20 minuti. Scolatele e passatele allo schiacciapatate.

Versate 3 cucchiai d’olio in una padella e fate appassire la cipolla tritata, aggiungete un cucchiaino di curry e lasciate rosolare per 1 minuto. Unite nella padella il pesce, dopo averlo lavato, asciugato e ridotto a pezzetti. Lasciate cuocere per 10 minuti a fuoco moderato e mescolando di tanto in tanto. Schiacciate il pesce con una forchetta e unitelo alle patate. Aggiungete i tuorli e regolate di sale.

Formate con le mani delle polpette grosse come palline da ping-pong, passatele prima negli albumi sbattuti e poi nel pangrattato. Friggetele in una padella con abbondante olio caldo. Scolatele su carta assorbente da cucina e servite subito accompagnando con l’insalatina mista.

giovedì 29 ottobre 2020

Lo Sapevate Che: Joseph Pulitzer, pioniere dell’editoria della carta stampa, la sua fervida e lungimirante impresa dischiuse un nuovo orizzonte alla professione giornalistica

“Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.” Joseph Pulitzer

 

L'amore per la stampa e per la verità

Joseph Pulitzer fu il creatore di un nuova concezione della professione di giornalista, concezione i cui modi per certi aspetti dell'epoca furono considerati controversi. A lui si deve la fondazione del noto riconoscimento all'eccellenza giornalistica che ogni anno, a partire dal 1917, viene assegnato dalla "Columbia University" di New York a giornalisti e scrittori americani.

Joseph Pulitzer nasce a Makó, cittadina vicino a Csongrad (Ungheria) il 10 aprile 1847. E' figlio di un ricco mercante ebreo; la madre, di origine tedesca, è di religione cattolica. Joseph riceve un'ottima educazione e acquisisce dai genitori l'amore per la lettura e le lingue straniere. Nel 1864 emigra negli Stati Uniti. Si arruola nell'esercito federale e quando ottiene la cittadinanza statunitense nel 1867 lascia le armi per intraprendere la professione di giornalista. La sua carriera inizia nel 1868 a Saint Louis (nel Missouri), dove, giovanissimo, lavora come reporter per il "Westliche Post", giornale in lingua tedesca, di cui acquisterà parte della proprietà nel 1871.

In questi anni a Saint Louis allaccia i primi contatti con la politica, che sarà il suo principale campo di interesse per il resto della vita. Nel 1869 si candida alla legislatura di stato: è vincitore al fianco del Partito Repubblicano. Questo è il primo passo ufficiale della sua lotta alla corruzione pubblica e privata, nel perseguimento della quale molti gli accreditano, peraltro, mezzi poco ortodossi come le minacce armate. Nonostante l'impegno politico Joseph Pulitzer non abbandona il lavoro tanto amato.

Pulitzer si fa sempre più portavoce dei cittadini e della democrazia svelando la fitta trama di corruzione politica insita nel governo. E' sostenitore dei lavoratori e osteggia il monopolio e i consorzi, battendosi per rendere la professione del giornalista "un modo onesto per guadagnarsi da vivere".

A soli trentuno anni si ritrova ad essere padrone di una piccola fortuna: dopo aver conseguito la laurea in legge, nel 1878 investe soldi e impegno per fondere a Saint Louis i quotidiani "Evening Post" e "St. Louis Evening Dispatch": nasce così il "St. Louis Post-Dispatch". L'operazione si rivelerà un successo. L'ambizioso editore-giornalista aspira ad un pubblico ancora più vasto e non si ferma alla "periferia". Cinque anni più tardi, nel 1883, si trasferisce a New York e rileva dal finanziere Jay Gould il "New York World", portandolo ad alti livelli di popolarità e diffusione. Il "World" era considerato un "pesce piccolo" tra i tanti giornali che popolavano la metropoli, ma Pulitzer riesce a trasformare il quotidiano in qualità e stile: in breve diventerà una delle più grandi e influenti testate del suo tempo, promotrice di un'informazione libera da ogni interesse politico o aziendale e aggressiva nel perseguire la verità dei fatti.

Nel 1903 dona alla Columbia University un milione di dollari per la costituzione di una scuola di giornalismo.

Joseph Pulitzer muore a Charleston (Carolina del Sud) il 29 ottobre 1911.

Grazie alle ultime volontà presenti nel testamento, dopo la sua morte viene fondata la "Columbia University School of Journalism" e costituito il celebre premio a lui intitolato. Il suo lascito, pari a 20 milioni di dollari, dà origine a 12 premi che vengono assegnati ogni anno, a partire dal 1917, per altrettante categorie (che comprendono anche "disegno umoristico" e "fotografia").

Prima della morte Joseph Pulitzer delegò la gestione delle premiazioni a un comitato cui demandò i più ampi poteri. Oggi il comitato è noto come "Pulitzer Prize Board", ed è composto da editori, giornalisti, professionisti di altri ambiti e dalle cariche più alte della Columbia University

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Lo Sapevate Che: Luciana Littizzetto, con la sua satira pungente è dagli anni Novanta tra i beniamini del pubblico televisivo italiano

 “Per essere politically correct, le donne piatte si chiameranno portatrici sane di capezzoli.” Luciana Littizzetto”

 

Ravanella pallida

Attrice comica ormai presente con regolarità sui nostri teleschermi, Luciana Littizzetto è diventata famosa grazie ad alcune esilaranti interpretazioni di personaggi creati da lei, come ad esempio la famosa Sabry, o come l'assatanata Lolita, entrambe fautrici di diffusi tormentoni.

Nata a Torino, città in cui vive tuttora, il 29 Ottobre del 1964, malgrado nella vita si sia affermata come cabarettista, professionalmente parlando viene in realtà da molto lontano. Gli studi intrapresi esulano da quelli dell'attrice, così come i lavori svolti in precedenza. Diplomatasi infatti in pianoforte nel Conservatorio della sua città nel 1984, si è poi laureata in Lettere alla facoltà di magistero nel 1990, con una tesi sulla storia del melodramma dal titolo "La mitologia della notte e della luna nel melodramma romantico del primo '800". In seguito, per ben nove anni si è dedicata all'insegnamento della musica nelle scuole medie.

Tra il 1988 ed il 1990 ha invece frequentato la scuola di recitazione dell'"I.D.A.S." (Istituto d'Arte e Spettacolo)", della quale in quel periodo era direttore artistico Arnoldo Foà, e che poi ha cambiato la denominazione in "T.N.T. - Teatro Non Teatro", diretta da Michele di Mauro: comincia così la sua carriera come doppiatrice alla "Delta Film" di Gassino Torinese e come autrice di testi per i primi suoi spettacoli (in collaborazione con i Soggetti): "Lacrime","Sogni", e "Sesso".

Gli anni '90

Nell'Agosto 1991 ha vinto ad Aosta il premio "Ettore Petrolini" al Festival di cabaret "Bravograzie!" che si svolge al Teatro Romano di Aosta, con lo spettacolo "Videobox"; questa vittoria le ha fruttato un'apparizione come ospite al "Maurizio Costanzo Show", dove, anche in seguito, ha sempre raccolto ampi consensi da parte del pubblico. Ed è proprio in questo periodo che quella di cabarettista ed attrice comincia a diventare una vera e propria professione, soprattutto grazie al contatto con un'agenzia di Milano. Luciana può così finalmente abbandonare definitivamente l'insegnamento e dedicarsi anima e corpo alla costruzione dei suoi spettacoli.

Una delle spinte fondamentali che la animano, fra l'altro, è quella di sfatare il mito secondo cui le donne sono costituzionalmente poco in grado di far ridere o infelici nell'usare l'arma del doppio senso, solitamente riservata ai soli uomini. Con una buona dose di coraggio e di bravura, la comica torinese dimostrerà che non è così, spesso anche calcando appositamente la mano su certe tematiche, trattate sempre con gran senso del grottesco e del surreale. Il suo nome comincia dunque ad imporsi, a circolare, e la sua vèrve è notata da più parti. Le richieste di scrittura cominciano a giungere a raffica. Nel 1991 prende parte come corista, tanto per dimostrare la sua versatilità, nel disco "Càbala" dei futuri Mau Mau, i Loschi Dezi (la si può sentire nella canzone "Il diavolo e l'acqua santa"), mentre l'anno successivo entra a far parte del team di "Avanzi", la trasmissione "cult" di Raitre. Il pubblico impara a conoscerla e si affeziona a questa ragazza dalla fortissima personalità comica.

Malgrado la crescente popolarità televisiva, non dimentica però il teatro, che la rivede comparire sui palcoscenici di tutta Italia con lo spettacolo "Parlami d'amore Manù", di cui è anche autrice dei testi. Nello spettacolo sfilano molti personaggi creati dalla stessa Littizzetto, caratterizzati da diversi cappelli e vittime di svariate esperienze, ma accomunati dal desiderio di chiedere consiglio ad una fantomatica dispensatrice di aiuto.

Nel 1993 partecipa come autrice alla quarta edizione del Festival di Sanscemo: la sua canzone si intitola "Naziskina" (su musica di Silvio Ferrero), ed è cantata dal cabarettista torinese Cesare Vodani. Sempre nello stesso anno è tra gli ospiti fissi di "Cielito Lindo", in onda su Raitre e condotto da Claudio Bisio ed Athina Cenci, dove presenta il già ricordato personaggio di Sabrina (diventata celeberrima per tormentone di "Minchia Sabbry"). Per non perdersi nulla, lavora anche in radio, a fianco di Piero Chiambretti per la conduzione di un "Hit parade" radiofonica.

Ma la Littizzetto, da buona autrice di testi, è anche un'ottima scrittrice umoristica: ne sono testimonianza i libri che ha scritto, fra cui "L'agenda di Minchia Sabbry" (una raccolta delle avventure del suo personaggio più noto), "Ti amo, bastardo", con una selezione di alcuni suoi monologhi e il vendutissimo "Sola come un gambo di sedano", raccolta di alcuni articoli apparsi su "Torinosette", riveduti e corretti.

La seconda metà degli anni '90

Dal gennaio 1995 partecipa a "Letti gemelli", in onda su Raitre, con Oreste De Fornari e Gloria De Antoni e, nell'estate, a "TV cumpra'", su Raitre, con due maestri della comicità elegante come Michele Mirabella ed Ivo Garrani. Dall'autunno del '95 all'estate del '96 ha interpretato su Radiodue la radiocommedia "Giada", nella parte della protagonista principale, con la Banda Osiris, e dal Gennaio del 1997 ha

condotto "Single" con Bruno Gambarotta (un altro "signore" della televisione di qualità), programma in onda su Radiodue del quale è stata anche coautrice; nell'estate di quell'anno ha invece collaborato come inviata alla trasmissione quotidiana "Radio Duo", condotta da Ermanno Anfossi ed andata in onda da Giugno a Settembre.

Sempre nello stesso anno, ha lavorato su "Italia 1" in "Facciamo cabaret", e dal 29 Settembre a "Ciro, il figlio di Target", con Gaia De Laurentiis, i Cavalli Marci ed Enrico Bertolino. Nel frattempo, e' avvenuto anche il debutto nel cinema, in "Tutti giù per terra", di Davide Ferrario, pellicola tratta dall'omonimo romanzo del torinese Giuseppe Culicchia; l'esperienza è proseguita con "Tre uomini e una gamba", di e con Aldo Giovanni e Giacomo, pellicola uscita nel Dicembre dello stesso anno e che ha avuto esiti eccezionali per gli standard del cinema italiano, grazie all'enorme successo commerciale.

Nei mesi di Gennaio e Febbraio del 1998 è stata ospite di alcune puntate di "Mai dire gol", il programma domenicale della Gialappa's Band, e dal 24 Marzo è apparsa nella ripresa del programma "Ciro, il figlio di Target", dove ha presentato vecchi e nuovi personaggi. Dal 5 Aprile ha condotto "Titanic(a)", programma radiofonico di otto puntate scritto in collaborazione con Stefania Bertola e in onda tutte le domeniche dalle 13,30 alle 14,40 su Radiodue, sul tema dei colori: ogni settimana Luciana presentava alcuni monologhi su temi legati appunto al colore della puntata. Il titolo del programma nasceva dal fatto che essere da sola per più di un'ora davanti al

microfono sembrava all'ormai già scafata comica un'impresa invero titanica. Subito dopo, arriva anche l'esperienza di "Zelig - Facciamo cabaret", condotto da Simona Ventura su Italia 1. La Littizzetto si produsse in una serie di ospitate di indimenticabile impatto.

Con l'inizio dei mondiali di Francia '98 è stata un'inviata molto speciale (l'attrice visitava i ritiri delle squadre avversarie dell'Italia) per "Mai dire Goal", la trasmissione della Gialappa's; non contenta, cominciava una nuova trasmissione radiofonica con Ermanno Anfossi, dal bizzarro titolo di "Quizzas". Da Settembre '98 è stata nuovamente a "Mai dire gol": oltre a Lolita ha presentato dei nuovi personaggi, come la bella del paese e la pianista Nives.

L'anno successivo esce il film "E allora mambo", una commedia girata a Bologna, scritta e diretta da Lucio Pellegrini e Fabio Bonifacci, con alcuni comici emergenti come Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu, Maddalena Maggi, Enrico Bertolino, Gigio

Alberti e Gianni Fantoni. Sempre nel 1999, a "Mai dire gol", ha presentato una versione "aggiornata" di Minchia Sabbry, stavolta nelle vesti di cassiera di un fast-food.

Vita privata

Dal 1997 è legata a Davide Graziano, ex batterista degli Africa Unite (e session man con altri artisti, tra cui Vinicio Capossela): sono genitori di due ragazzi in affido.

Luciana Littizzetto negli anni 2000

Nel 2000 ha partecipato ad altri due film, "Tutti gli uomini del deficiente" (il debutto dietro la macchina da presa dei tre della Gialappa's) e "Tandem" (la seconda pellicola di Lucio Pellegrini). Sempre nello stesso anno ha partecipato a "Quelli che il calcio" su Raidue, proponendo svariati nuovi personaggi, come Bianca Eberni e Babooskha.

Una cosa che pochi sanno, invece, è che Luciana Littizzetto è anche apparsa, in un'inedita veste sexy e aggressiva, in un servizio su "MAX", la patinata a trasgressiva rivista per single, nel mese di Novembre. Sono poi continuate le sue apparizioni come ospite sui più disparati programmi, da "Matricole" su Italia 1 al "Maurizio Costanzo Show". Ad Aprile 2001 ha iniziato il suo nuovo programma radiofonico, "Le parole che non ti ho mai chiesto", sulle problematiche dei rapporti di coppia.

Luciana Littizzetto, fra le sue molteplici attività, si è anche cimentata come cosceneggiatrice in un film che la vede protagonista assoluta: "Ravanello pallido". Ormai personaggio ideale anche come testimonial per lanciare prodotti e servizi, ha preso parte ad una campagna pubblicitaria pluripremiata. Ogni anno tiene comunque svariati spettacoli nei posti più disparati d'Italia, sempre con notevole successo.

Nel 2004 esce il suo libro che si intitola "Col cavolo".

Dal 2005 è ospite fissa nel programma di Fabio Fazio Che tempo che fa. L'anno seguente pubblica un nuovo libro dal titolo "Rivergination" (2006, Mondadori). L'8 marzo 2009 Luciana Littizzetto è protagonista assoluta di una puntata speciale di "Che tempo che fa", dedicata alle donne.

Gli anni 2010

Nel 2010 torna protagonista sul grande schermo con il film "Genitori & figli - Agitare bene prima dell'uso", di Giovanni Veronesi, con Silvio Orlando, Michele Placido, Elena Sofia Ricci e Margherita Buy.

Anche in questi anni è una presenza fissa di "Che Tempo Che Fa". Nel 2013 e 2014 affianca Fabio Fazio alla conduzione del Festival di Sanremo.

Bibliografia di Luciana Littizzetto

Minchia Sabbry! (Baldini e Castoldi, 1999) - Ti amo bastardo (Zelig, 2000) - Un attimo, sono nuda (con Roberta Corradin, Piemme, 2001) - Sola come un gambo di sedano (Mondadori, 2001) - La principessa sul pisello, Mondadori, 2002) - Col cavolo (Mondadori, 2004) - Rivergination (Mondadori, 2006) - Che Litti Che Fazio (Mondadori, 2007) - La Jolanda furiosa (Mondadori, 2008) - Che Litti Che Fazio 2 (Mondadori, 2010) - I dolori del giovane Walter (Mondadori, 2010) - L'educazione delle fanciulle. Dialogo tra due signorine perbene (con Franca Valeri, Einaudi, 2011) - Madama Sbatterflay (Milano, Mondadori, 2012) - L'incredibile Urka (Milano, Mondadori, 2014) - La bella addormentata in quel posto (Milano, Mondadori, 2016) - Gli anni 2010 - Nel 2010 torna protagonista sul grande schermo con il film "Genitori & figli - Agitare bene prima dell'uso", di Giovanni Veronesi, con Silvio Orlando, Michele Placido, Elena Sofia Ricci e Margherita Buy. - Anche in questi anni è una presenza fissa di "Che Tempo Che Fa". Nel 2013 e 2014 affianca Fabio Fazio alla conduzione del Festival di Sanremo. - Bibliografia di Luciana Littizzetto - Minchia Sabbry! (Baldini e Castoldi, 1999) - Ti amo bastardo (Zelig, 2000) - Un attimo, sono nuda (con Roberta Corradin, Piemme, 2001) - Sola come un gambo di sedano (Mondadori, 2001) - La principessa sul pisello, Mondadori, 2002) - Col cavolo (Mondadori, 2004) - Rivergination (Mondadori, 2006) - Che Litti Che Fazio (Mondadori, 2007) - La Jolanda furiosa (Mondadori, 2008) - Che Litti Che Fazio 2 (Mondadori, 2010) - I dolori del giovane Walter (Mondadori, 2010) - L'educazione delle fanciulle. Dialogo tra due signorine perbene (con Franca Valeri, Einaudi, 2011) - Madama Sbatterflay (Milano, Mondadori, 2012) - L'incredibile Urka (Milano, Mondadori, 2014) -La bella addormentata in quel posto (Milano, Mondadori, 2016)

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