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lunedì 27 maggio 2019

Lo Sapevate Che: Cultura: La fortuna è cieca. La sfiga, scientifica


C'è una spiegazione razionale alla sfortuna? In alcuni casi sì, la spiegazione c'è, in altri è solo questione di punti di vista. Matematici, fisici e psicologi ce l'hanno messa tutta per spiegare da che cosa dipendono le "piccole sfortune" quotidiane che ci fanno pensare che tutto il mondo ce l'abbia con noi.
  

Iella del bus. I ricercatori dell'Università di Shizuoka (Giappone), dopo attenta analisi matematica della situazione, sono giunti alla conclusione che è... inevitabile. Dopo un'attesa interminabile, i mezzi pubblici "si prendono gioco" di noi e arrivano in coppia.
Tutta colpa della teoria del caos, che in questo caso descrive bene il comportamento del traffico. Perché quando un qualsiasi intoppo tiene fermo un mezzo pubblico, la distanza con quello che lo segue si riduce.
Moltiplicando il fenomeno per il numero di soste protratte, aumenta progressivamente il ritardo e si riduce sempre più la distanza con l'autobus che segue. Così il primo bus arriva all'orario del secondo, ma insieme a quest'ultimo. Nell'attesa vi siete incamminati, sentendovi poi beffati dalla sorte? Ve la siete cercata: c'è persino una complessa formula matematica, applicabile a qualsiasi tipo di trasporto, a dimostrare che abbandonare la fermata per andarsene a piedi è sempre la scelta perdente.


La congiura dei semafori. Quando siamo in ritardo i semafori sembrano tutti d'accordo per farsi trovare sul rosso. Anche per questo, però, c'è una spiegazione. Supponiamo che lungo il percorso ci siano sei semafori: la probabilità di trovarli tutti verdi è molto bassa, la stessa che esca 6 volte "testa" in sei lanci di una monetina, e cioè 1 su 64, secondo le teorie della probabilità.
A peggiorare le cose c'è poi anche un fattore psicologico noto come "memoria selettiva" (vedi a pagina successiva): quando siamo di fretta, preoccupati o ansiosi tendiamo a vedere tutto in modo negativo, sopravvalutando gli eventi sfavorevoli. Così, se incontriamo tre semafori verdi su sei, evento statisticamente molto probabile, siamo poi capacissimi di dire che "tutti i semafori erano rossi".


Il peso degli imbranati. Se in coda al casello, nell'auto davanti alla nostra (o nella fila alla cassa) c'è il famigerato "imbranato", la rabbia sale alle stelle. Ma perché riusciamo sempre a scegliere la coda più lenta? E perché quando siamo in colonna veniamo superati da tutti, da destra e da sinistra? Anche qui, nessuna teoria del complotto! Secondo uno studio pubblicato su Nature, è solo quando siamo fermi che notiamo le altre file e le auto che ci superano, facendo i dovuti paragoni. Quando invece è la nostra la fila più veloce, siamo impegnati a guidare e non guardiamo le auto "lente" che abbiamo superato. C'è poi un altro aspetto: su due code di uguale lunghezza, una veloce e una lenta, le auto nella seconda saranno sempre in maggior numero rispetto alla prima, in quanto è proprio l'eccesso di veicoli a rallentare la viabilità. 
Risultato: saranno sempre più gli automobilisti che si lamentano di essere nella fila sbagliata di quelli che procedono senza problemi.


La sfiga non va in vacanza. Che cosa pensare della nuvoletta di Fantozzi, il fenomeno per cui il giorno in cui abbiamo deciso di fare una gita, diluvia? Diversi studi hanno dimostrato che esiste davvero.
Nel 2003 una ricerca inglese aveva dimostrato che l'inquinamento prodotto nei giorni lavorativi è causa, nei week end, di maggiori sbalzi termici di quelli registrati durante la settimana.
Un altro studio ha evidenziato come la presenza di sole e pioggia cambia nel corso della settimana: statisticamente, il bel tempo tende a concentrarsi all'inizio della settimana, mentre le nuvole sono più frequenti nel weekend, con picchi di rovesci il sabato. Secondo Antonello Pasini, fisico del Cnr, «il traffico urbano e le attività lavorative provocano un accumulo di polveri sottili nel corso della settimana: la cappa di inquinanti scherma la luce del sole e favorisce l'aggregazione dell'umidità che forma le nuvole». Le quali liberano il loro carico di pioggia proprio nei week end.


L'erba del vicino è sempre più verde. Scampata la pioggia, anche il relax al sole su di un bel prato verde può essere fonte di frustrazione. Per quanto ci sforzeremo a cercare un punto dove l'erba è uniforme e la terra senza sassi o buchi, quando saremo seduti ci accorgeremo senz'altro che di lì a pochi metri c'è uno spiazzo ben più pulito e ordinato. C'era. Qualcun altro nel frattempo se l'è preso. 
Ma perché l'erba del vicino è sempre più verde? Lewis Dartnell (University College of London) ha dedicato alla questione uno studio scientifico e ha scoperto che c'è un fondamento fisico: considerate le caratteristiche di un prato qualunque, la densità media dell'erba, l'altezza di una persona e dei suoi occhi... be', solo da una distanza ravvicinata ci si può accorgere della presenza di zone senza erba. Da lontano tutto appare uniforme, e il prato del vicino più bello.


 La sfortuna? È colpa della memoria corta. Il problema del picnic», spiega Lewis Dartnell, «è un esempio di "visione selettiva" condizionata dal nostro punto di osservazione.» Questo fenomeno va a braccetto con la teoria della "memoria selettiva" (La congiura dei semafori, seconda foto), secondo cui «le persone hanno la tendenza a ricordare gli eventi sfortunati perché sono quelli che si fissano più a lungo nella memoria», afferma Dartnell. In pratica, tanto nei picnic quanto in coda o al semaforo, diamo sempre per scontato che le cose devono per forza andare per il verso giusto, e quando non lo fanno ci sentiamo iellati e sopravvalutiamo il numero di eventi infausti. Si spiega così perché piove sempre quando abbiamo appena lavato la macchina oppure quando dimentichiamo l'ombrello a casa.


Talismani e riti scaramantici? Per ripararsi dalla malasorte le pensiamo tutte, dai talismani alle piccole e grandi scaramanzie. Ma pare esista un modo per diventare fortunati. Uno studio inglese lo ha dimostrato: ci vuole allenamento, ottimismo e l'impagabile capacità di abbandonarsi al proprio istinto. La sfortuna è sempre in agguato e serve tenerla a bada. 
Nelle società primitive la magia e la superstizione servivano a placare l'ansia dell'imprevisto. Oggi molto è cambiato, anche se molti si affidano ancora a magia e scaramanzia. Tutti o quasi abbiamo un... "oggetto portafortuna"! O ci affidiamo ad azioni scaramantiche, che inconsciamente compiamo nella speranza che ci possano aiutare. L'atleta che segue una certa "ritualità", lo studente che prima di un esame fa sempre certe cose... sono tutti esempi di quello che gli psicologi chiamano "pensiero magico", la convinzione (inconscia) che le nostre azioni possano modificare il corso degli eventi.
| CONTRASTO
  

 I 4 comandamenti scientifici anti sfiga. Scaramanzie a parte, però, sembra che un "metodo scientifico" per attirare la fortuna ci sia. È lo psicologo inglese Richard Wiseman a insegnarci come aprire la porta alla dea bendata con quattro comandamenti portafortuna, frutto di uno studio su fortunati e sfortunati durato ben dieci anni.

1. Cogli al volo le occasioni. La vita dei fortunati è costellata di eventi positivi. Ma non è tutto frutto del caso, secondo Wiseman: «Il modo in cui i fortunati pensano e si comportano dà loro maggiori probabilità di creare, notare e afferrare le opportunità fortuite. I favoriti dalla sorte dichiarano spesso di aver adocchiato possibilità straordinarie in riviste, giornali o su Internet». In pratica hanno un atteggiamento aperto nei confronti del mondo e sono estroversi: così riescono a farsi le amicizie giuste, utili a favorire la fortuna nel lavoro e nella vita privata.
| MARTIN FISCH/FLICKR


2. Segui l'istinto. I fortunati prendono le decisioni seguendo gli istinti "viscerali" e sanno dare forza alle loro intuizioni. Il nostro istinto la sa sempre più lunga di noi e ci guida verso la scelta giusta, come confermano due studi che Wiseman ha condotto su persone che dalla vita hanno avuto tutto. I risultati mostrano che queste persone sanno abbandonarsi alle scelte istintive, in ambito sia professionale sia personale, e sono in grado di potenziare il loro intuito innato. Lo fanno, per esempio, sforzandosi di liberare la mente da ragionamenti troppo razionali, ritornando poi sui problemi "a mente fresca".| UMBERTO SALVAGNIN/FLICKR
  

3. Sii ottimista. È una conseguenza dei primi due punti: i fortunati sono aperti al mondo, non hanno grosse aspettative e si rivelano sempre ottimisti su loro stessi e sul futuro che li attende. Chi è baciato dalla buona sorte è capace di fidarsi del fatto che le cose andranno bene, al contrario degli "iellati", sempre convinti che «ogni aiuto della dea bendata avrà vita breve e sarà seguito dalla solita dose di mala sorte».| YASMEEN/FLIKR


 4. Pensa all'altra faccia della medaglia... A volte la sfortuna è una questione di punti di vista: Wiseman spiega che secondo alcune ricerche gli atleti che si aggiudicano la medaglia d'argento sono più infelici e si considerano più sfortunati di quelli che ottengono il bronzo. È il cosiddetto "pensiero controfattuale": i secondi classificati tendono a pensare che se avessero fatto un po' meglio sarebbero potuti arrivare primi, mentre i terzi sono portati a ritenere che se avessero fatto anche solo un po' peggio, sul podio non ci sarebbero nemmeno arrivati. Una questione di punti di vista, insomma.| REUTERS

11 NOVEMBRE 2014

Speciale: La Festa delle Verdure!...


Gâteau con Patate, Peperoni, Melanzane e Zucchine
Per 4 persone

5 patate grosse, 1 peperone gialle, 1 peperone rosso, 2 melanzane, 2 zucchine medie, 50 gr di parmigiano grattugiato, 40 gr di pecorino grattugiato, 2 uova, un cucchiaio di prezzemolo tritato, latte, sale. Burro e farina per la teglia.

Pulire le patate e farle lessare in acqua, sbucciarle e passarle ancora calde al passaverdura.
Grigliare i peperoni, spellarli e ridurli a listarelle.
Grigliare a fette le melanzane e ridurle a listarelle.
Grigliare pochi minuti a fette per lungo gli zucchini e ridurli a fettine. Unire alla purea il parmigiano grattugiato, il pecorino grattugiato, 2 tuorli e i 2 albumi montati a neve fermissima, diluirla con latte tiepido per ammorbidirla leggermente se necessario. Foderare una teglia rotonda con burro e farina e versarvi metà della purea, in modo uniforme, unire sopra tutte le verdure, poi versare sopra le verdure la purea residua. Fare cuocere in forno preriscaldato a 200° per 25 minuti e per 5 minuti sotto il grill. Servirla caldissima

Sformato di Melanzane, Salsiccia e Scamorza
Per 4 persone

4 melanzane, 250 gr di scamorza, 150 gr di passata di pomodoro, 150 gr di salsiccia fresca, 1 spicchio d’aglio, olio, sale.

Lavate le melanzane, eliminate le estremità e tagliatele a fette di ½ cm.
In una padella scaldate abbondante olio e friggetele da entrambe le parti. Scolatele su carta assorbente da cucina e salatele.
Togliete la crosta alla scamorza e tagliatela a fette sottili.
In un tegame con olio, fate soffriggere lo spicchio d’aglio, unitevi la salsiccia, spellata e sgranata. Fatela rosolare qualche minuto, versate la passata di pomodoro, salate e continuate a cuocere per 20 minuti.
Ungete una pirofila da forno con l’olio, foderatela con uno strato di melanzane, copritele con sugo e salsiccia e fette di scamorza. Ripetete gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti, terminando con uno strato di sugo. Infornate a forno preriscaldato a 180° per 20 minuti. Servite la preparazione tiepida.


Quiche con Piselli e Pancetta
Per 4 persone

400 gr di piselli puliti e lessati, 1 pasta sfoglia rotonda fresca, 100 gr di pancetta affumicata, 1 spicchio d’aglio, 2 dl di panna, 3 uova, dragoncello, olio, sale e pepe.

Foderate una pirofila imburrata e infarinata con la pasta foglia, bucatene il fondo con i rebbi di una forchetta.
In un padellino con 1 cucchiaio d’olio fatevi rosolare la pancetta a bastoncini, unendo anche uno spicchio d’aglio tritato. Lasciate raffreddare e versate nella base della pasta, unite i piselli lessati e un cucchiaino di dragoncello.
In una ciotola mettete 2 dl di panna, 3 uova, una presa di sale e una di pepe, amalgamate gli ingredienti con una frusta e versate il composto sui piselli, coprite la pirofila con un foglio di carta da forno e cuocetela nella parte più bassa del forno già preriscaldato a 200° per 30 minuti. Servitela tiepida, decorata con basilico.

domenica 26 maggio 2019

Lo Sapevate Che: Cultura: Pranzo sul grattacielo: i segreti di una foto cult...


Questa famosa fotografia è vera, ha più di 80 anni e 7 piccole curiosità che vale la pena raccontare.

Undici operai che consumano il pranzo seduti su una trave sospesa a 250 metri d'altezza... Era il 1932 quando questa foto (oggi un "cult") fu stampata sulle pagine del supplemento domenicale del New York Herald Tribune, diventando immagine iconica di un’epoca (la Grande Depressione), della città di New York, ma anche della straordinaria capacità di quegli uomini, nessuno dei quali mostra il minimo segno di disagio.


Come molte immagini simbolo, anche Lunch atop a skyscraper (pranzo su un grattacielo) ha una storia che merita di essere raccontata e dei piccoli segreti.


1. NON CONOSCIAMO L'AUTORE. Fino agli anni '50 non era raro che un fotografo non vedesse pubblicato il nome accanto alle sue foto. Ancora oggi, gli storici non sanno se a scattare la foto fu Charles C. Ebbets (il più accreditato) o altri fotografi anche presenti quel giorno, come William Leftwich e Thomas Kelley.


2. SAPPIAMO DOVE È STATA SCATTATA. A lungo si è creduto che fosse stata scattata sull'Empire State Building, ma non è così: la foto è stata fatta sulle impalcature del Rockefeller Center di New York.


3. È UN’IMMAGINE POSITIVA. Nel pieno della Grande Depressione, che mise in ginocchio gli Usa producendo la cifra record (per quei tempi) di 15 milioni di disoccupati, mostrare all’America intera una New York in piena espansione produsse un certo ottimismo: "il Paese sta ripartendo!", diceva.


4. NON È UN FORTUNATO SCATTO SINGOLO. Di quel pranzo in cima al grattacielo ci sono molti scatti e da diverse prospettive. Ce n’è persino uno dove si vedono 4 operai usare la trave per il loro riposino quotidiano. Sempre sospesi in aria.


5. IL NEGATIVO ESISTE ANCORA. Oggi che la riproduzione digitale delle immagini ha fatto passi da gigante, nessuno se ne ricorda più. Ma, volendo, il negativo originale della foto esiste, anche se non in buone condizioni: è conservato nella Iron Mountain, una specie di bunker sotterraneo chiuso al pubblico, appena fuori Pittsburgh (Pennsylvania), insieme a oggetti d'arte, altre fotografie, "pizze" di film, spartiti musicali e documenti governativi da tutto il mondo. Ad ogni modo, l’immagine oggi viene riprodotta a partire da una serie di stampe di alta


6. NE CONOSCIAMO 2... Il regista Seán Ó Cualáin ha provato a ricostruire la storia di quella foto per il documentario Men at Lunch(2012), ma ha trovato i nomi di soli due degli operai: Joseph Eckner(il terzo da sinistra) e Joe Curtis (terzo da destra). I nomi degli altri sono ignoti e tali forse resteranno: la costruzione del Rockefeller Center ha dato lavoro a circa 40.000 persone, ma non ci sono (o non ci sono più) i registri dei lavoratori che vi presero parte.

7. CRONACA? NO, PUBBLICITÀ. La foto aveva soprattutto una funzione di marketing: mostrare al mondo l’imperiosa costruzione del Rockefeller Center, che ancora oggi è uno dei luoghi simbolo di New York. Per questo erano presenti diversi fotografi, in un "evento" organizzato. Gli operai però sono veri e anche l’altezza lo è: la trave d’acciaio che fa da panchina di fortuna è sospesa al 69esimo piano, sebbene qualche anno fa un articolo del New York Times abbia ipotizzato che sotto la trave c'era un piano già costruito, non visibile nello scatto. Sarà vero? Solo chi era presente quel giorno può dirlo...
07 LUGLIO 2017

Speciale: Secondi piatti e Dolce della domenica!


Stracotto di Manzo al Vino rosso con Polenta di Miglio
Per 6 persone

1 kg di girello di manzo, un piccolo sedano, 1 carota, 1 cipolla piccola, 1 cucchiaio di farina, olio, poco burro, ¾ di lt di vino rosso, sale, pepe.

Tritate grossolanamente gli odori e metteteli in una pentola alta insieme alla carne. Salate, pepate e lasciate soffriggere nell’olio e burro, finché la carne non risulti ben rosolata.
Stemperate la farina in poca acqua e unite al tutto. Aggiungete il vino rosso e acqua, se necessario, fino a coprire la carne. Portate a bollore e lasciate cuocere a fuoco basso, almeno per 2 ore e mezzo.
Servite la carne tagliata a fette sottili, ricoperte dalla salsa ottenuta passando al setaccio il fondo di cottura, accompagnata dalla polenta di Miglio (che volendo si può accompagnare anche con il suo speciale sugo).


Polenta di Miglio con Sugo
Per 4 persone

Portate a ebollizione 2 lt e mezzo di acqua salata e versate a pioggia 200 gr. di semolino di miglio, mescolando continuamente non fare grumi.
Unite 150 gr. di miglio intero, e cuocete 40 minuti, sempre mescolando. Quindi versate la polenta su un tagliere e lasciatela riposare per qualche minuto.
Si serve con lo stracotto e con una salsa calda così preparata:
tritate uno spicchio d’aglio e una cipolla e fateli rosolare con 4 cucchiai d’olio. Prima che prendano colore, aggiungete un ciuffo di prezzemolo tritato, un cucchiaio di origano secco e 7 dl di passata di pomodoro. Cuocete per 15 minuti a fiamma media. Quindi unite 50 gr. di olive nere, snocciolate e spezzettate, un cucchiaio di capperi sott’aceto, ben sgocciolati, sale e pepe. Fate insaporire qualche minuto.


Galletti amburghesi con “Bagna”, ricetta Piemontese
Per 6 persone

3 galletti amburghesi del peso di 450 gr l’uno, 3 spicchi d’aglio, 3 rametti di rosmarino, 3 rametti di timo, 1 dl di brodo, olio, sale e pepe.
Per la salsa: 4 tuorli d’uovo sodi, 3 spicchi d’aglio, un bicchiere di brodo, 8 filetti di acciuga, un cucchiaio di capperi sotto sale, un ciuffo di prezzemolo, 8 foglie di salvia, il succo di 3 limoni, 2 dl di olio, un pizzico di fecola di patate.

Pulire i galletti, lavarli e asciugarli, insaporire l’interno e l’esterno con un pizzico di sale e di pepe, inserire in ognuno 1 spicchio d’aglio non sbucciato, un rametto di rosmarino e di timo.
In una pirofila da forno far scaldare 4 cucchiai d’olio e farvi rosolare i galletti, facendoli dorare da tutte le parti (volendo si possono rosolare anche direttamente nel forno scaldato a 200° per 15 minuti, rigirandoli ogni tanto), versare il brodo, coprire i galletti con carta di alluminio e continuare la cottura a 180° per 40 minuti, irrorandoli ogni tanto col fondo di cottura.
Nel frattempo preparare la salsa:
Lavare i capperi e frullarli con i filetti di acciuga, i tuorli d’uovo sodo, il prezzemolo e la salvia lavati e asciugati, uno spicchio d’aglio sbucciato.
In una casseruola far scaldare un cucchiaio di sugo di cottura dei galletti con il brodo, unire il composto di tuorli d’uovo, capperi e acciughe, gli spicchi d’aglio rimasti sbucciati e amalgamarli mescolandoli con un cucchiaio di legno. Insaporire con un pizzico di sale e pepe, incorporarvi a filo l’olio e il succo dei limoni, portare dolcemente a ebollizione, togliere il recipiente dal fuoco, unirvi la fecola di patate, sciolta in 2 cucchiai di acqua tiepida.
Togliere i galletti dal forno, dividerli a metà nel senso della lunghezza, disporli sul piatto di portata fondo. Servirli con la salsa preparata.


Cannoli alla Crema
Per 4 persone

350 gr di pasta sfoglia, 60 gr di zucchero a velo, 1 uovo. Per la crema: 2,5 dl di latte, 2 tuorli, 80 gr di zucchero semolato, 30 gr di farina, una scorza di limone non trattato. Cilindretti appositi di latta o di legno, farina per il piano di lavoro. (segue ricetta per eseguire in casa la pasta sfoglia)

Preparare la crema: in una casseruola portare a bollore il latte con 40 gr di zucchero semolato e la scorza del limone.
Nel mentre in una ciotola montare i tuorli con 40 gr di zucchero semolato, unire la farina e amalgamare. Versare il latte a filo leggermente intiepidito, senza la scorza, amalgamare bene, rimettere nella casseruola e cuocere per qualche minuto, mescolando, sino a far addensare la crema, farla raffreddare.
Stendere su di un piano di lavoro leggermente infarinato la pasta sfoglia ad uno spessore di circa 2 mm e tagliarla poi in strisce larghe 3 cm e lunghe circa 18 cm.. Avvolgerle a spirale sugli appositi cilindretti, sovrapponendo per metà ogni giro di pasta in modo da evitare buchi. Chiudere il cannolo a una estremità del cilindretto, saldando bene la pasta con pressione delle dita.
Ricoperti tutti i cannoli, battere l’uovo e spennellarlo sulla pasta dei cannoli, spolverizzandoli con zucchero a velo. Appoggiarli sulla placca del forno foderata da carta da forno e farli cuocere in forno preriscaldato a 220° per 15 minuti, avendo l’accortezza di girarli un paio di volte. Sfornarli e lasciarli raffreddare.
Staccarli dai cilindretti, versare la crema in una tasca e riempire i cannoli sino all’estremità aperta.

Per eseguire in casa la pasta Sfoglia vi offro due versioni: può servire per pasticcini salati, dolci, torte e voul su vent

PRIMA VERSIONE
Per 6 persone
250 gr di farina, 250 gr di burro, un pizzico di sale, ½ bicchiere di acqua. Mescolate la farina con l’acqua fredda e se vi piace con un po’ di acqua e limone e un pizzico di sale. Dovrete ottenere una pasta omogenea né troppo dura né troppo molla, che riunirete in una palla e lascerete riposare in luogo fresco per 15 minuti. Stendete poi la pasta in una sfoglia rettangolare e mettetevi sopra il pezzo di burro intero, poi piegate la pasta a portafoglio per ricoprire il burro completamente. Passateci sopra il mattarello, dopo averlo cosparso di farina, (cospargete di farina anche la spianatoia) badando che il burro non fuoriesca dai lati, e piano, piano, formare una nuova striscia che ripiegherete di nuovo a portafoglio, ovvero in tre parti. Fate riposare la pasta ancora per 15 minuti, poi passatevi sopra ancora il mattarello, spianandola nel senso opposto. Tirate e ripiegate la pasta ancora 4 volte, dandole così 6 giri e facendola riposare per 15 minuti dopo ogni giro. Se volete fare i voul au vent, tirate la pasta ad uno spessore di ½ cm, tagliate delle ruote del diametro di 6 cm. Ne taglierete altrettante, ma con un buco centrale di 4 cm., da sovrapporre a quelle piene. Mettetele quindi sulla piastra del forno, ricoperta con carta da forno, spennellatele con uovo sbattuto con 2 cucchiai d’acqua e fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 15-20 minuti.


SECONDA VERSIONE
Per 6 persone
Gr 250 di farina bianca, gr 200 di burro, gr 5 di sale, dl 1,5 di acqua.
Setacciare la farina a fontana sulla spianatoia e ponetevi al centro il sale e l’acqua. Mescolate gli ingredienti con la punta delle dita senza lavorare troppo il composto. Date alla pasta la forma di una palla e incidete la superficie con un taglio a croce, copritela e lasciatela riposare per 15 minuti. Lavorate il burro fino a quando avrà la stessa consistenza della pasta e dategli la forma di un quadrato di circa 2 cm di spessore. Spolverizzate di farina il piano di lavoro. Con il mattarello, tirate la pasta a forma di quadrato, anche questo di 2 cm di spessore, ponetevi sopra il quadrato di burro, facendo attenzione che a ogni lato di quest’ultimo corrisponda un angolo del quadrato di pasta. Ripiegate le estremità della pasta verso il centro e chiudete a pacchetto il burro. Con il mattarello stendete l’impasto fino ad ottenere un lungo rettangolo, date poi un primo “giro di pasta” ripiegando la sfoglia su se stessa in tre parti, in modo da ottenere un quadrato. Ripetete questa operazione, quindi coprite la pasta e lasciatela riposare per 15 minuti nella parte bassa del frigorifero. Ripetete l’operazione per altre volte per un totale di 6 giri, lasciando riposare la pasta in frigorifero ogni 2 giri per 15 minuti. A questo punto la pasta è pronta. Tiratela con il mattarello allo spessore desiderato e tagliatela in funzione dell’impiego finale.

sabato 25 maggio 2019

Lo Sapevate Che: Cultura: Rimedi scientifici per guarire dal mal d'amore...


Il tuo ex ti ha lasciato e ti senti uno straccio? Per superare la botta ecco tre strategie scientifiche che funzionano (nel lungo termine).

 La fine di una relazione non è mai un'esperienza piacevole, e quando uno dei due è ancora perdutamente innamorato dell'altro può provocare ansia, insonnia, depressione e addirittura indebolire il sistema immunitario 


Alcuni ricercatori americani hanno provato a elaborare strategie di sopravvivenza, testandole su alcuni "cuori infranti": lo studio è stato  pubblicato sul Journal of Experimental Psychology.


COME GUARIRE? L'obiettivo della ricerca era capire quale tecnica fosse più efficace per "curare" il mal d'amore. Alla sperimentazione ha partecipato un gruppo di 24 persone di età compresa tra 20 e 37 anni, che aveva appena chiuso una relazione durata in media due anni e mezzo. Tutti avevano un elemento in comune: erano ancora innamorati del loro ex partner.

I ricercatori hanno dato ai candidati tre suggerimenti: il primo era quello di pensare intensamente a qualcosa di fastidioso che faceva abitualmente il proprio ex (e non valeva giurare in preda a crisi di pianto di amare terribilmente anche tutti i suoi difetti!).
  
CUORE MATTO. La seconda strategia - detta di rivalutazione dell'amore - consisteva nell'accettare i propri sentimenti, senza giudicarli. Per farlo occorreva ripetersi come fosse un mantra che "è lecito amare qualcuno, anche se non si è più ricambiati".

La terza strategia cognitivo comportamentale è (forse) la più comune: la distrazione. Ai candidati era suggerito di lasciar vagare la mente pensando a qualcosa di gratificante: una musica, un cibo o un'emozione.

Mentre i candidati sperimentavano le tre strategie i ricercatori hanno mostrato a ognuno la foto dell'ex sottoponendo il candidato a un encefalogramma (EEG): l'obiettivo era valutare l'intensità delle emozioni provate e il fascino esercitato dall'immagine.

CHE FARE? I risultati hanno rivelato che in tutti e tre i casi gli innamorati provavano emozioni meno intense. Con alcune differenze. Chi pensava ai difetti del proprio ex era di cattivo umore, ma alla vista della foto risultava decisamente meno innamorato del solito. E secondo gli studiosi è proprio questo il rimedio più efficace nel lungo termine per rialzarsi da una batosta sentimentale.
  
Per avere un po' di buonumore nell'immediato la strategia migliore è risultata però quella della distrazione. O meglio: i candidati continuavano a sentirsi innamoratissimi del loro ex partner... ma con il sorriso sulle labbra!
  
La rivalutazione dell'amore invece non ha mostrato alcun effetto né sull'amore né sull'umore. In compenso ha ridotto complessivamente l'intensità delle emozioni provate.
  
E il rimedio "chiodo schiaccia chiodo"? Gli esperti non l'hanno preso in considerazione tra le "terapie" da testare e non hanno espresso giudizi, ma c'è chi giura che sia un rimedio almeno altrettanto efficace.
01 GIUGNO 2018

Speciale: Invitante Menù del sabato!...


Cocktail con succo di Pomodoro e Germogli (e notizie su germogli)
Per 4 persone

20 gr di germogli di sedano, 1 tazza (da colazione) di Yogurt naturale intero, 4 tazze di succo di pomodoro, un pizzico di sale dell’Himalaya, 1 cucchiaio di prezzemolo freschissimo tritato. (seguono chiarimenti sui germogli)

Frullare i germogli.
Metterli in uno Shaker e aggiungere una manciata di cubetti di ghiaccio. Unire lo yogurt, il succo di pomodoro e il sale.
Chiudere il contenitore e agitarlo energicamente.
Servire la bevanda in bicchieri, aggiungendo una presa di prezzemolo tritato.

Germogli di Leguminose, frutta, verdure

Servono per condire paste ed insalate, fornendo abbondantemente sali minerali, enzimi e vitamine che non si trovano nelle verdure acquistate al mercato.
I germogli oltre che in negozio, si possono coltivare in casa facilmente.
Basta prendere un pugnetto di semi (lenticchie, frumento, fagioli, ecc.), lasciarli macerare in acqua minerale per 12 ore, scolarli, lavarli e distenderli su un piano, dopo averli coperti con un panno sottile umido. Lasciarli all’ombra a una temperatura appena superiore ai 20° e lavarli ogni giorno. Si otterranno in 3-4 giorni dei germogli, che si possono consumare subito crudi e in insalata.


Piatto unico: Paella Valenciana, ricetta Spagnola
Per 6 persone

1 cipolla, 4 cucchiai di olio, 4 etti di riso, ¾ di lt. di brodo di pollo, ½ bicchiere di vino bianco, un cucchiaio di zafferano, un pollo novello, 2 etti di carne magra di maiale, 100 gr. di salsiccia, 12 scampi, 1 cipolla, 2 spicchi d’aglio, 4 pomodori maturi, 2 peperoni, 1 etto di piselli lessati, 12 cozze, un cucchiaino di prezzemolo tritato, sale e pepe.

In una padella fate cuocere le cozze ben pulite con il vino bianco, 1aglio, ½ cipolla e prezzemolo tritato. Appena i gusci si aprono, (eliminate quelli che restano chiusi) estraete i molluschi.
Fate saltare nell’olio d’oliva la salsiccia e la carne di maiale, tagliata a pezzetti. Toglietele dal recipiente e tenetele al caldo. Nello stesso sugo di cottura, fate cuocere a fiamma viva, gli scampi per pochi minuti. Mettete anche questi da parte al caldo, e nel fondo di cottura, aggiungete la cipolla e l’aglio rimasti, tritati. Unite i peperoni e i pomodori tagliati a pezzi, fateli insaporire 5 minuti, poi aggiungete il pollo a tocchetti, gli altri ingredienti preparati e messi da parte e i piselli. Salate, pepate, stemperate lo zafferano nel brodo di pollo caldo e versatelo sulla preparazione nella padella, mescolando con cura. Portate a ebollizione, unite il riso e cuocete per 15 minuti. Coprite e lasciate la paella altri 5 minuti. Spegnete e servite.
Questo piatto può essere servito anche freddo.

venerdì 24 maggio 2019

Lo Sapevate Che: Cultura: 10 portafortuna da tutto i mondo (e la loro storia)

Noi siamo "abituati" a cornetti, ferri di cavallo e quadrifogli, ma gli amuleti e talismani più diffusi in altre parti del mondo o culture sono altrettanto curiosi. Sempre che ci crediate.


DARUMA, GIAPPONE. È una tradizionale bambola votiva, simbolo di perseveranza e buona fortuna. La tenacia è rappresentata dalla forma, tondeggiante, senza braccia e gambe e con il baricentro basso: quando si rovescia, tende a raddrizzarsi immediatamente. È un talismano perché ha entrambi gli occhi bianchi e la consuetudine vuole che si debba colorarne uno esprimendo un desiderio. Se questo si avverasse, si dovrà colorare anche il secondo occhio. 
Le Daruma potrebbero essere ispirate a Bodhidharma (Daruma-Daishi in Giappone), un monaco vissuto nel V-VI secolo, che si dice fosse in grado di meditare anche 9 anni fissando una parete bianca: anche per questo sono ritenute simbolo di perseveranza.


 LA MONETA D’ARGENTO, REGNO UNITO. È una tradizione natalizia che consiste nel nascondere una moneta d’argento nel budino natalizio (Christmas Pudding): chi la troverà nel suo piatto, a meno di non rimetterci i denti, riceverà fortuna e denaro nell’anno nuovo.


 JIN CHAN, CINA. Noto anche come il rospo dei soldi è una rana toro con gli occhi rossi e tre zampe, ritratta di solito su un mucchio di monete: tenerlo in casa è di buon auspicio, a patto che abbia una moneta in bocca. La sua storia pare risalire a un'antica leggenda cinese: Jin Chan era la moglie avida di uno degli Otto Immortali, mitiche figure della tradizione taoista. Venne trasformata in rospo come punizione per aver rubato le Pesche dell'Immortalità. Si dice che la sua creatura mitica appaia nelle notti di luna piena, vicino alle case delle famiglie che riceveranno un tesoro inaspettato.


SCARABEO, EGITTO. Come ha potuto un insetto che vive sugli escrementi finire nel panorama degli animali sacri dell'antico Egitto? Lo stercorario infatti sistema il proprio uovo in una pallina di sterco, che poi fa rotolare. I sacerdoti egizi lo paragonarono a Osiride, che fa girare il mondo. Ma l’analogia non dipende solo dal gesto. Con la sua capacità di utilizzare ciò che viene digerito ed eliminato dagli altri animali, per gli antichi lo scarabeo svolgeva un importante ruolo ecologico, quello di utilizzatore dei rifiuti.
Nella foto. uno dei molti anelli con scarabeo trovati nelle tombe egizie. Era diffusa l’idea che indossarne uno proteggesse dalle forze del male.


GHIANDA, NORVEGIA. Nel paese scandinavo era diffusa l'idea che mettere alcune ghiande sul davanzale avrebbe protetto la casa dai fulmini. Una superstizione, che pesca nella mitologia: i vichinghi associavano le querce a Thor, il dio che creava tuoni e fulmini con il suo martello. Poiché la quercia attirava i fulmini, era sacra a Thor, e i vichinghi ritenevano che il frutto della quercia, la ghianda, fosse volutamente risparmiato dall'ira divina, e potesse cedere questo potere alle case.


PISANKY, EUROPA DELL'EST. Sono uova di Pasqua, diffuse dalla Polonia all’Ucraina, il cui guscio viene dipinto a mano con cera calda usando una capocchia di spillo o uno stilo speciale chiamato pysachok (писачок) o kistka (кістка). La parola che viene usata per descrivere l'uovo proviene effettivamente dal verbo ucraino pysaty, che significa "scrivere". A seconda dei motivi disegnati, i Pisanky renderebbero un certo tipo di fortuna a chi le possiede

GRIS-GRIS, AFRICA. È un amuleto che si ritiene possa proteggere chi lo indossa dal diavolo. Consiste di una piccola borsa, su cui possono essere scritti alcuni versi del Corano e al cui interno ci possono essere erbe, olii, pietre etc. Il tutto mischiato a frammenti di unghie o ciocche di capelli della persona che lo dovrà usare, un modo per rafforzare il legame tra il Gris-Gris e il suo possessore.

NAZAR, TURCHIA. Noto anche come occhio di Allah, il Nazar Bonjuk è il più famoso amuleto turco contro il “Malocchio” e chi lo indossa lo fa per proteggersi dall’invidia. La parola nazar deriva dall'arabo e significa letteralmente "sguardo". Tutte le culture attribuiscono allo sguardo un grande potere. E il timore che l’occhio potesse veicolare influssi negativi - il malocchio - è stato associato di volta in volta nei secoli a strabici, zingari, persone con i capelli rossi, uomini che portavano gli occhiali scuri. Il Nazar, che ha la forma di un occhio, si basa dunque sul principio del similia similibus curantur) (i simili si curino coi simili): un simbolo con la stessa forma di una forza malvagia allontana il male.


ZAMPA DI CONIGLIO, AMERICA DEL NORD. La superstizione che una zampa di coniglio porti fortuna deriva dall’Hoodoo (che non è un refuso di Voodoo), la magia popolare sviluppatasi presso la popolazione afroamericana del Sud degli Stati Uniti.
Viste e considerate le importanti capacità riproduttive dei conigli, la zampa darebbe a chi la possiede un aiuto... nella fertilità. Nell’hoodoo la zampa di coniglio era usato in diversi riti magici. Probabilmente per questo, verso la fine del diciannovesimo secolo, ha cominciato ad essere associata alla fortuna.


TUMI, PERÙ. È un coltello a mezzaluna usato nelle cerimonie tradizionali in Perù, eredità delle civiltà precolombiane di quella regione, che lo usavano per compiere sacrifici di lama, per ingraziarsi il dio Inti. Nel moderno Perù ha perso tale funzione assumendo il compito meno macabro di porta fortuna: i Tumi si riconoscono dal manico metallico abbellito con figure animali o umane.
04 FEBBRAIO 2018

https://www.focus.it/cultura/mistero/10-portafortuna-da-tutto-il-mondo-e-la-loro-storia