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lunedì 25 febbraio 2019

Lo Sapevate Che: Cultura in pillole: Come si fa a ricordare dov'è parcheggiata l'auto???...


Dove abbiamo parcheggiato la nostra automobile? Ecco il meccanismo che scatta (purtroppo non proprio sempre...) nel nostro cervello per ricordarcelo.

Vi è capitato di non ricordare dove avete parcheggiato l'automobile, vero?  Per fortuna capita di rado e, di solito, andiamo in automatico al nostro parcheggio. Come succede?


OGGETTI E PERSONE. Ci riusciamo perché il cervello associa oggetti e persone ai luoghi in cui li abbiamo visti l’ultima volta. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell’Università della California, a Los Angeles, studiando il lobo temporale mediale (sede della memoria episodica) di alcuni volontari.


NEURONI E IMMAGINI. In primo luogo, il team ha identificato i neuroni che rispondevano alle immagini di un personaggio noto, come Jennifer Aniston o Clint Eastwood. Poi, ha individuato i neuroni che rispondevano alle immagini di un luogo particolare, come la Tour Eiffel o la Torre di Pisa.


ASSOCIAZIONE. Il passo successivo è stato quello di creare un’associazione tra persone e luoghi, e sono state mostrate foto di Aniston ai piedi della Tour Eiffel e di Eastwood vicino alla Torre di Pisa. Si è visto così che i neuroni imparano velocemente: quelli che avevano risposto alle foto di Eastwood iniziavano a rispondere anche alle immagini della Torre di Pisa.


BASTA... PENSARCI! È grazie a tali associazioni che ritroviamo, in automatico, l’automobile al parcheggio, anche fra tante: appena ci pensiamo, si attivano anche i neuroni che rimandano al posto in cui l’abbiamo vista l’ultima volta.

focus.it/cultura/curiosita

Speciale: Il Menù del lunedì!....


Zuppa di Piselli secchi e Lenticchie decorticate
Per 4 persone

150 gr di lenticchie rosse decorticate, 150 gr di piselli secchi spezzati, una costola di sedano, uno spicchio d’aglio, 2 porri, 2 peperoncini piccanti, 1 cucchiaio di curry e mezzo cucchiaino di cumino, 150 di spaghetti cinesi, un ciuffo di prezzemolo, olio, sale.

Pulite e tritate la costola di sedano e i porri. Sbucciate l’aglio e tritatelo finemente. Tagliate a pezzettini i peperoncini, privandoli dei semini.
Lavate le lenticchie velocemente sotto l’acqua corrente con i piselli. Metteteli in una pentola con 2 lt di acqua, coprite e portate a ebollizione. Cuocete a fuoco dolce, semicoperto per 30 minuti. Unite il sedano, i porri, i peperoncini, il cucchiaio di curry e il mezzo cucchiaino di cumino. Salate poco, mescolate e cuocete ancora per 20 minuti.
Poco prima del termine di cottura della zuppa, lessate al dente gli spaghetti cinesi, scolateli e trasferiteli nella zuppa, condite con un poco di olio e il ciuffo di prezzemolo tritato. Servite caldo. Delizioso, nutriente, proteico e vitaminico piatto!


Filetti di Maiale caramellati al limone
Per 4 persone

600 gr di filetto di maiale, 2 limoni, ½ dl di aceto bianco, 80 gr di zucchero, 2 dl di vino bianco, 2 cucchiai di sugo d’arrosto, farina bianca, burro, sale e pepe nero.

Dividete i limoni in 8 spicchi, dopo averli lavati accuratamente. Scottateli per un minuto in acqua bollente.
Mettete una casseruolina sul fuoco medio, con lo zucchero e qualche goccia di limone. Caramellate senza far scurire. Aggiungete l’aceto e fatene evaporare metà. Unite il vino, i limoni e il sugo d’arrosto. Lasciate cuocere per ½ ora a fuoco basso.
Tagliate la carne in 8 fette, giratele bene nella farina e cuocetele a fuoco basso per 15 minuti in una padella con il burro. Servite i medaglioni di carne con la salsa, decorati con gli spicchi di limone caramellati.


Krapfen di Carnevale
Per 8 persone

Burro 100 gr, gr 500 di farina, gr 150 di zucchero, gr 50 di lievito di birra, 4 uova, olio, sale, zucchero a velo.

Impastate 100 gr di farina con il lievito sbriciolato e diluito in un bicchierino di acqua tiepida, formate un panetto, spolverizzatelo con un po’ di farina e mettetelo avvolto in un tovagliolo a lievitare in un posto caldo.
Quando avrà raddoppiato il volume, impastatelo con la rimanente farina, lo zucchero, un pizzico di sale, le uova e il burro fuso; lasciate poi lievitare fino a quando l’impasto avrà raddoppiato il suo volume. A questo punto formate delle polpettine appiattite, copritele con un telo e lasciatele lievitare ancora per un’ora, quindi adagiatene, tre per volta, nell’olio bollente in una larga padella, e fatele dorare da entrambe le parti. Scolatele e mettetele man mano a sgocciolare su un foglio di carta assorbente. Servite i krapfen caldi e spolverati con zucchero a velo.

domenica 24 febbraio 2019

Lo Sapevate Che: Cultura in pillole: Qual è il colore più "sicuro" per un'auto?...


Il colore più sicuro per un’auto è il bianco.

Il Monash University Accident Research Centre ha condotto un ampio studio esaminando il colore dei veicoli coinvolti in incidenti con conseguenze serie dal 1987 al 2004.

Il risultato dell’indagine ha stabilito una chiara correlazione tra il colore dell’auto e l’incidenza dei sinistri. Il bianco è in assoluto il colore più sicuro. Ad esempio c’è un rischio maggiore del 12% di essere coinvolto in un incidente se si possiede un veicolo nero rispetto ad uno bianco.

Molto sicuri anche i colori prossimi al bianco, come il grigio o l’argento e i toni accesi come il rosso e il giallo.

La spiegazione è semplice: sono più facilmente distinguibili in relazione allo sfondo scuro dell’asfalto e il livello di sicurezza aumenta sensibilmente durante le ore notturne.

Tag:Auto Incidenti - 28 Settembre 2013 Oggetti
Il.Saputello.it -

o Sapevate Che: Cultura in pilole: Qualche domandina di CULTURA e una storiella di un personaggio ineressante...♥

1) In quale regione italiana si trova il Monferrato? 
2) Quale città si chiamava anticamente Partenope?
3) In quale strumento d'orientamento si trova l'ago magnetico?
4) Chi era il nonno di Cacasenno?
(alla fine dell’articolo: le risposte)

Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno è la raccolta di tre popolarissimi racconti (Le sottilissime astutie di BertoldoLe piacevoli et ridicolose simplicità di Bertoldino e Novella di Cacasenno, figliuolo del semplice Bertoldino), i primi due scritti da Giulio Cesare Croce e l'ultimo da Adriano Banchieri, pubblicata per la prima volta nel 1620. I racconti riprendono e rielaborano novelle antichissime, in particolare la medievale Disputa di Salomone con Marcolfo.

Un quarto racconto (Continuazione e fine della storia di Cacasenno) è apparso per la prima volta in un'edizione spagnola del Bertoldo del 1864,[1] illustrata con xilografie dell'incisore catalano Tomás Carlos Capuz su disegni di Tomás Padró Pedret. A differenza dei primi tre racconti, il quarto non è accreditato e potrebbe essere opera del traduttore Juan Justo Uguet. Il quarto racconto è presente in italiano in una recente edizione[2].

Nel Bertoldo si narra dell'immaginaria corte di re Alboino a Verona e delle furberie di Bertoldo, contadino rozzo di modi, ma di mente acuta, che finisce per diventare consigliere del re. Bertoldo è affiancato nelle sue imprese dalla scaltra moglie Marcolfa e dal figlio sciocco Bertoldino.

Nel racconto di Banchieri il protagonista è invece lo stolto Cacasenno, figlio di Bertoldino, il quale crescendo ha messo un po' di giudizio.

Principio narrativo comune ai racconti di Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno è la contrapposizione tra la vita semplice dei contadini e quella artificiosa e vana dei cortigiani. 'Bertoldo' è passato poi a indicare, per antonomasia, il contadino rozzo, ma saggio e dotato di senso pratico.

La contrapposizione tra i due mondi è evidenziata dalla morte di Bertoldo. Il re Alboino era così ammirato dall'ingegno del contadino da volerlo sempre accanto a sé, pertanto gli impose di vivere a corte. Questa vita non era adatta a Bertoldo, che aspirava a tornare a zappare la terra e a mangiare i cibi semplici a cui era abituato (soprattutto rape e fagioli). Il re non comprese le motivazioni di Bertoldo, che finì per ammalarsi e morire a causa della vita di corte.

Solo allora re Alboino comprese il suo errore, ma per Bertoldo non c'era niente da fare, così comandò che sulla tomba di Bertoldo fosse impresso il seguente epitaffio scritto in caratteri d'oro.
In questa tomba tenebrosa e oscura,
Giace un villan di sì deforme aspetto,
Che più d'orso che d'uomo avea figura,
Ma di tant' alto e nobil'intelletto,
Che stupir fece il Mondo e la Natura.
Mentr' egli visse, fu Bertoldo detto,
Fu grato al Re, morì con aspri duoli
Per non poter mangiar rape e fagiuoli

Speciale: Qualcosa di speciale per Carnevale!...


La Feijoada specialità Brasiliana  
Per 6-8 Persone

Ingredienti:

1 kg di lonza, 1 kg di costine di maiale, 250 g di salsiccia, 250 g di salsiccia affumicata, 1 piedino di maiale fresco, 3 litri e mezzo di acqua, 1 Kg di fagioli neri, 150 g di lardo magro in una fetta unica, 500 g di manzo, 250 g di pancetta affumicata tagliata a dadi, 2 cucchiai di olio di semi, 2 cipolle tritate,
1/2 spicchio di aglio tritato, 3 pomodori, sbucciati e tagliati a cubetti, 2 peperoncini tagliato a pezzetti, 1 cucchiaino sale, pepe q.b., 5 arance sbucciate e a rondelle

Esecuzione:
Saltate in un po' di olio le costine di maiale fino quando son diventate belle dorate e tenetele poi da parte.
Fate bollire 3 litri d'acqua, preferibilmente in una pentola di coccio, e gettatevi i fagioli facendoli cuocere a fuoco vivo per 2 minuti circa.
Poi, lontano dal fuoco, fateli gonfiare nell'acqua per un'ora.
Aggiungete poi nella pentola il lardo, il piedino di maiale e riportate il tutto a ebollizione facendo cuocere poi a fuoco lento per un’ora. Se i fagioli diventano troppo asciutti, bagnateli con qualche mestolo di acqua calda: la consistenza deve essere quella di una zuppa spessa.
Aggiungete ora nella pentola il manzo, la lonza e la pancetta e fateli cuocere assieme ai fagioli per un'altra ora. Per ultime metterete le salsicce ed il bacon e fate cuocere per ancora 1/2 ora all' incirca.
Quando giudicherete che i vari tipi di carne sono abbastanza teneri, togliete dal fuoco i fagioli, sgrassate con una schiumarola la loro superficie e mettete i pezzi di carne in una pirofila che conserverete in forno a 120° insieme alle costine.
Passiamo ora alla parte finale.
In un tegame dal fondo spesso riscaldate l'olio e a fuoco basso fate cuocere l'aglio e la cipolla fino a quando saranno diventati trasparenti.
Aggiungete i pomodori, il peperoncino, il sale e il pepe e incorporate metà dei fagioli che avrete frullato.
Lasciate cuocere questa salsa a fuoco basso, unite gli altri fagioli e fate cuocere a fuoco dolce per altri 20 minuti.
Togliete ora dal forno le varie carni, tagliatele a fette sottili e disponetele in un grande piatto di portata.
Accompagnate la feijoada con arance tagliate a rondelle, la farina di manioca, le coste saltate, la salsa al peperoncino ed il riso brasileiro.

Da bere: batida paulista e cachaça (si pronuncia casciassa), grappa brasiliana, per non avere problemi digestivi…


Galani (o Crostoli) del Veneto
Per 8 persone

420 gr di farina, 100 gr di zucchero semolato, 60 gr di burro, 0,5 dl di latte, 50 gr di grappa, 1 uovo, 1 bustina di vanillina, zucchero a velo, sale.

Lavorare in una terrina le uova con lo zucchero, deve risultare un composto molto gonfio.
Intiepidire il burro e aggiungerlo all’impasto preparato, poi poco alla volta, sempre mescolando unire il latte tiepido. Unire un pizzico di sale, la vanillina e la Grappa. Incorporarvi quindi piano, piano, 400 gr di farina. Amalgamare bene gli ingredienti sino ad ottenere una pasta elastica. (si può ottenere questo impasto anche con l’impastatrice elettrica).
Su di un piano di lavoro leggermente infarinato, mettere la pasta e continuare ad impastarla per 10 minuti.
Tirare la pasta con un mattarello in tante sfoglie sottili, ritagliarle con una rotella dentata in tanti rettangoli. Praticare all’interno di ognuno 2 tagli paralleli sempre con la rotella.
In una larga padella con abbondante olio in ebollizione, fare friggere, pochi alla volta i crostoli sin che siano ben dorati dalle due parti. Appoggiarli su carta assorbente da cucina a perdere l’olio in eccesso. Trasferirli su di un piatto di portata e spolverarli con zucchero a velo.


Graffe Siciliane
Per 6 persone

Ingredienti:1 kg di farina 00, 200 gr di strutto, 50 gr di zucchero, 25 gr di sale, 25 gr di lievito di birra, scorza d’arancia o 1 fialetta d’arancia, 500 ml di acqua fredda, zucchero per ricoprire le graffe q.b.
Per prima cosa sciogliete bene il lievito nell’acqua, nel frattempo (io uso l’impastatrice, ma anche senza il procedimento è identico) mettere la farina nella ciotola dell’impastatrice.
Unite lo strutto spezzettato a temperatura ambiente, lo zucchero, il sale, la scorza d’arancia, l’acqua e il lievito precedentemente sciolto in acqua. Impastate per qualche minuto fin quando non si sarà amalgamato per bene, l’impasto risulterà molliccio. Formate una palla e mettetela in un’ampia ciotola, coprite con pellicola e lasciate lievitare in forno spento per 1 ora e mezza circa.  Dopodiché prendete l’impasto e tirate a filoncino dando la forma classica delle graffe, non appena avete finito di dare la forma, scaldate l’olio e friggete, basteranno 3-4 minuti per lato, fin quando non si saranno dorati, scolateli bene e passatele subito nello zucchero. Ma che bontà!!!

Cartellate della Puglia
Per 6 persone

1 kg di farina, 200 gr di zucchero semolato, 2 uova, 1 tazzina da caffè di olio. 1 confezione da 250 gr di miele d’acacia, 200 gr di mandorle, tostate e tritate. Olio q.b.

Impastare il tutto in una terrina, con il vino bianco e formare una palla di pasta che si dovrà appoggiare su di un piano di lavoro infarinato. Stendere l’impasto in una sfoglia dello spessore delle tagliatelle. Tagliare in striscioline larghe circa 3 cm. Formare dei mucchietti, piegando le striscioline, unirle ogni 3 cm arrotolandole. Fare friggere i mucchietti in abbondante olio in ebollizione, facendole dorate da tutte le parti. Scaldare il miele, quando sarà sciolto, aggiungere le mandorle tostate e tritate. Versare il miele con le mandorle nei vuoti delle striscioline e lasciare raffreddare.

sabato 23 febbraio 2019

Lo Sapevate Che: Cultura in pillole: Quando apparve il primo cruciverba?...


Il primo cruciverba apparve nel 1913.

Probabilmente il più diffuso gioco di parole del mondo, che apparve per la prima volta in Inghilterra, era decisamente primitivo e per lo più dedicato ad un pubblico di bambini.

Fu il New York World a pubblicarlo per la prima volta il 21 Dicembre 1913, ad opera di un giornalista di nome Arthur Wynne, proveniente da Liverpool. Aveva forma di diamante, con un buco al centro, e non conteneva riquadri neri.

Il processo di creazione iniziò con la parola “FUN”, nella sezione superiore dello schema, poi seguirono tutte le altre accompagnate dalle istruzioni: “riempi i piccoli riquadri con parole che sono d’accordo con le seguenti definizioni”.

La sua popolarità divenne immediata e da quel giorno iniziò ad apparire ogni settimana, ma solo per il New York World. La sua popolarità a livello mondiale va invece attribuita a Dick Simon e Schuster Lincoln, due neolureati della Columbia School of Journalism che, alla ricerca di qualcosa da pubblicare, produssero un libro di puzzle tratti dal New York World che si diffuse rapidamente in tutto il mondo.
Tag: Giochi
Il Saputello.it - 26 Aprile 2013 Oggetti

Speciale: Menù del Sabato!....


Polpettine al forno con Puntarelle alla senape
Per 4 persone

700 gr di polpa di vitello tritata, 4 limoni, un uovo, un ciuffo di prezzemolo, farina, olio, sale e pepe.

Mettete la polpa di vitello in una terrina, unitevi il succo di limone, un pizzico di sale e pepe, il prezzemolo tritato finemente e l’uovo. Mescolate bene e mettete in frigorifero per un’ora.
Preparate con il composto 16 polpettine rotonde, appiattendole leggermente.
Passatele nella farina e appoggiatele ognun su una fetta di limone che avrete preparato al vivo dalla pelle.
Appoggiate le polpettine in una pirofila unta d’olio e cuocetele in forno preriscaldato a 200° per 30 minuti. Servitele calde, accompagnandole con le puntarelle alla senape.


Puntarelle alla Senape
Per 4 persone

Un piccolo cavolfiore, 1 cespo di puntarelle, una cipolla rossa, un cucchiaio di semi di senape, un pizzico di peperoncino, ½ cucchiaino di zucchero, olio, sale.

Pulite, lavate e asciugate le puntarelle. Tagliatele a pezzi di 2 – 3 cm. 
Mondate il cavolfiore, dividetelo a cimette e poi a fettine.
Fate tostare in una padella con l’olio, i semi di senape, aggiungetevi la cipolla, tagliata a fettine sottili, lo zucchero, il cavolfiore e il chili (peperoncino) e fate friggere ancora per qualche minuto. Mettete il tutto in un piatto di portata, unendovi sopra le puntarelle, salate. Servite.

Tagliatelle Fritte di Carnevale (specialità del carnevale di Cento)

Dolci tradizionali, legati alla semplicità delle usanze contadine, sono normali tagliatelle che si rendono golose cospargendo la sfoglia appena tirata con zucchero e succo di limone o di arancia. La sfoglia è poi arrotolata e tagliata come per le tagliatelle ma lasciata in rotolini per essere poi così fritta.

Ingredienti: 
200 gr di farina, 2 uova, 4 cucchiai di zucchero semolato, 1 arancia non trattata, olio di semi di Arachidi q.b., zucchero a velo q.b.
Preparazione: 
Impastate la farina con le uova come per una comune pasta all'uovo.
Tirate quindi una sfoglia di medio spessore, poi cospargetela con lo zucchero semolato e la buccia grattugiata dell'arancia.
Arrotolate la pasta come fate per le tagliatelle, tagliandola quindi della larghezza di circa 1 cm. Lasciate la sfoglia arrotolata e friggetela in abbondante olio, scolatela poi su una carta assorbente.
Disponete quindi le tagliatelle fritte su un vassoio da portata, cospargetele di zucchero a velo e servitele fredde.
Una vera delizia per grandi e piccini!