Etichette

sabato 21 luglio 2018

Speciale: Antipasti alla piastra...


Tortelloni con Spinaci
Per 4 persone

Per la pasta: 300 gr. di farina, 1 patata, sale.

Per il ripieno: 500 gr di spinaci, 300 gr. di ricotta romana, 3 cucchiai di formaggio grana grattugiato, 1 mazzetto di basilico, 1 mazzetto di prezzemolo, 1 rametto di maggiorana, 1 uovo, 1 cucchiaio di olio,, un pizzico di noce moscata, sale,pepe.

Preparare la pasta: lavare la patata, metterla in un pentolino, coprirla di acqua fredda, portarla a ebollizione e farla cuocere per 30-35 minuti; scolarla, pelarla e passarla allo schiacciapatate; setacciare la farina sulla spianatoia, disporla a fontana, mettere al centro il passato di patate, 2 cucchiai di acqua, un pizzico di sale e impastare gli ingredienti fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo; avvolgetelo in un foglio di pellicola trasparente e farlo riposare per 30 minuti circa.

Nel frattempo preparare il ripieno: pulire gli spinaci, lavarli e farli rosolare per 2 minuti in una padella antiaderente con l’olio, tritarli e farli asciugare per qualche minuto nella padella di cottura.
In una ciotola mettere la ricotta, aggiungere gli spinaci tritati, le erbe aromatiche, lavate e tritate, il formaggio grana grattugiato, l’uovo, un pizzico di noce moscata, di sale e di pepe e mescolare bene gli ingredienti fino ad ottenere un composto bene amalgamato.
Stendere la pasta in una sfoglia sottile e con uno stampino dentellato del diametro di 8 – 10 cm circa, ritagliare tanti dischi e spennellarne i bordi con poca acqua.
Mettere al centro di ogni disco un cucchiaio di ripieno, coprirlo con un altro disco di pasta e premere i bordi con le dita per sigillarli; continuare fino a termine degli ingredienti. Scaldare bene una piastra (oppure una padella antiaderente), adagiarvi i tortelloni e farli dorare dalle due parti; servirli caldi o tiepidi.

Gnocco fritto Modenese
Per 4-6 persone

500 gr. di farina, 70-80 gr. di strutto (o burro), 250-300 gr di acqua, 10-15 gr di lievito di birra, 1 cucchiaino raso di sale, abbondante olio per friggere.

Setacciare la farina, mettervi al centro lo strutto (o il burro), il lievito di birra sciolto in poca acqua tiepida, incorporare un poco di farina, aggiungere il sale e l’acqua rimasta; impastare gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo e farlo lievitare per 15-20 minuti in luogo tiepido.
Stenderlo in una sfoglia sottile dello spessore di 1 mm e , con una rotella dentellata, ricavare tanti rombi. Farli friggere, pochi alla volta in abbondante olio caldo finché risulteranno gonfi e leggermente dorati. Scolarli sopra un foglio di carta da cucina assorbente. Servirli accompagnandoli con prosciutto crudo.

Gnocco fritto (seconda ricetta)
Per 8 persone

800 gr di farina, 30 gr di lievito di birra, 2 patate, 100 gr di fecola, 75 cl di birra doppio malto, 200 ml di acqua tiepida, sale. Olio o strutto per friggere.

Lessate le patate con la buccia, pelarle e passarle allo schiacciapatate. Lasciarle raffreddare. Miscelare la farina con la fecola e metterla a fontana in una terrina. Unire il lievito diluito in poca acqua tiepida, la birra, le patate passate e un pizzico di sale. Impastare con forza gli ingredienti e raccogliere la pasta a palla. Coprire la terrina con un canovaccio e fare lievitare fin che la massa sia raddoppiata di volume.
Infarinare un piano di lavoro e stendere la pasta con l’aiuto di un mattarello sino a raggiungere uno spessore di ½ cm.
Tagliere poi la pasta a rombi e friggerli in una padella con abbondante olio o strutto in ebollizione, pochi alla volta. Quando saranno gonfi e dorati da entrambi le parti, scolarli con la schiumarola e fare assorbire l’olio in eccesso su doppi fogli di carta da cucina. Servirli caldi.

Tigelle
Per 4-6 persone

½ kg di farina, 12 gr di lievito di birra, 3 cucchiai di olio (oppure 50 gr. di strutto o burro), 2 dl d’acqua, 1 dl di latte, sale.

Setacciare la farina in una ciotola, disporla a fontana, mettervi al centro il lievito di birra sbriciolato e sciolto con un poco di acqua tiepida.
Incorporare un poco di farina, aggiungere l’olio, sale. L’acqua rimasta e il latte, impastare e lavorare la pasta per qualche minuto; coprirla con un telo e farla lievitare per 1 ora circa in luogo tiepido. Lavorarla ancora un poco per interrompere la lievitazione, coprirla e farla lievitare di nuovo per 30-40 minuti.
Stendere la pasta allo spessore di ½ cm circa ritagliare tanti dischi con un tagliapasta tondo del diametro di 6 cm circa e farli lievitare per 20-30 minuti in luogo tiepido.
Far scaldare bene una padella antiaderente, (o se si possiede l’apposito attrezzo), adagiarvi le tigelle e farle cuocere a fuoco moderato per 2-3 minuti da ogni lato, facendole dorare leggermente. Servirle accompagnandole con salumi assortiti e con battuto di lardo, rosmarino e aglio.

Cialde alla piastra
Per 4 persone

Fate intiepidire 8 dl di latte, poi prelevatene 3 cucchiai, versateli in una tazza e scioglietevi 15 gr di lievito di birra.
Mettete in una grande terrina, 500 gr. di farina, formate la fontana e versatevi dentro il lievito sciolto, aggiungete quindi una presa di sale e il latte rimasto. Mescolate bene finché otterrete una pastetta liscia e molto densa. Coprite la terrina con un canovaccio inumidito e fate lievitare in luogo caldo almeno per un’ora.
Nel frattempo fate sciogliere a fuoco lento a bagnomaria 180 gr di burro e lasciatelo intiepidire. Trascorso il tempo di lievitazione della pastella, unitevi il burro sciolto precedentemente, mescolando con le fruste elettriche, finché sarà assorbito completamente. Dopodiché mettete sul fuoco una piastra di ghisa (o una padella antiaderente) e quando sarà caldissima versatevi sopra un mestolino di pastella, distribuitela in modo uniforme e cuocete per 3-4 minuti per parte, finché il pane risulterà dorato. 

venerdì 20 luglio 2018

Speciale: Il Pesce ..."nel piatto"!...


Filetto di Salmone arrosto con Patate alla maitre d’hotel
Per 4 persone

Un filetto di salmone intero, senza pelle, del peso di circa 800 gr, 4 scalogni, un cucchiaio di senape rustica in grani, ½ bicchiere di vino bianco secco, prezzemolo, salsa Worcester, 50 gr di burro, sale. Per accompagnare patate alla maitre d’hotel (segue ricetta)

Imburrate una pirofila che contenga il pesce disteso, disponetevi dentro il pesce, salatelo leggermente e spalmatelo accuratamente con la senape.
Pulite gli scalogni, tagliateli in 4 spicchi e fateli rosolare in un tegamino, con il burro rimasto. Poi versate il tutto attorno al salmone, aggiungete il vino bianco e insaporite con qualche goccia di Worcester.
Cuocete il pesce in forno precedentemente riscaldato a 220° per 15 minuti, decoratelo con delle foglie di prezzemolo fresche e servitelo nella pirofila. Per accompagnare patate alla maitre d’hotel:

Patate alla maitre-d’hotel 
Per 4 persone

700 gr di patate, 40 gr di burro, 4 dl di latte, due cucchiai di prezzemolo tritato finemente, un pizzico di noce moscata, sale e pepe.

Fare lessare le patate per 20 minuti, con la buccia, in una pentola con abbondante acqua leggermente salata.
Versare il latte in una pentola con la noce moscata e poco pepe e portare lentamente a ebollizione. Togliere dal fuoco e tenere al caldo.
Controllare che le patate siano cotte: sbucciarle, ridurle a fette e aggiungerle nella casseruola con il latte caldo.
Aggiungere il burro ridotto a tocchettini e rimettere a fuoco basso, continuando la cottura sino a che il latte sia quasi tutto evaporato.
Regolare di sale. Sistemare le patate in un piatto da portata, cospargerle con il prezzemolo tritato.


Zuppetta di Ostriche
Per 4 persone

12 ostriche freschissime, 2 mazzetti di crescione, 1 mazzetto di erbette, 2,5 dl di panna fresca, burro, sale, pepe. Per accompagnare crostini tostati di pane.

Pulire il crescione e le erbette. Tenere da parte qualche foglia di crescione per la guarnizione del piatto.
In un tegame fare sciogliere 35 gr di burro e fare appassire il crescione e le erbette a fuoco dolce, salare e pepare.
Lavare accuratamente le ostriche sotto l’acqua corrente, aprirle con l’aiuto di un coltellino affilato. Toglierle dalla conchiglia e recuperare l’acqua interna in una casseruola, filtrandola da un colino. Mettere sul fuoco, aggiungere le ostriche, salare e pepare e cuocere per poco più di 1 minuto. Sgocciolare le ostriche e conservarle al caldo.
Passare le verdure al mixer, mescolarle all’acqua di cottura delle ostriche, aggiungere la panna, fare cuocere a fuoco dolce per 2 minuti. Versare la crema in ciotole individuali, aggiungere le ostriche, guarnire con le foglioline di crescione tenute da parte. Servire subito la preparazione, accompagnandola con i crostini di pane.


Dentice alla moda su fondo di Patate
Per 4 persone

1 dentice di 1 kg, 30 gr di burro, 1 cipolla, 3 patate, 1 carota, 1 spicchio d’aglio, un ciuffo di prezzemolo, 1 cucchiaio di farina, 1 foglia di alloro, 2 filetti di acciuga, 3 cucchiai di panna liquida, vino rosso, sale e pepe.

Squamate e pulite il dentice, lavatelo e mettetelo in una terrina, salatelo e pepatelo e copritelo con una cipolla tritata, l’aglio schiacciato, la carota tagliata a fettine, un ciuffetto di prezzemolo, l’alloro e ½ lt di vino. Coprite il recipiente e lasciate riposare per due ore.
Nel frattempo sbucciate le patate, fatele cuocere al vapore, quindi affettatele e disponetele in un unico strato su un piatto di portata.
Mettete il pesce e il liquido della marinata in una casseruola e fate cuocere a fuoco lento per una ventina di minuti, poi scolate con delicatezza il pesce e appoggiatelo sul letto di patate e mettete il piatto al caldo.
Passate il liquido di cottura al setaccio, rimettetelo al fuoco, unitevi i filetti di acciuga tritati e il burro impastato con la farina, mescolate con cura fino a quando l’intingolo si addenserà e, all’ultimo momento, completate la salsa con la panna liquida. Date un’ultima mescolata, versate la salsa sul pesce, infine spolverizzate con un po’ di prezzemolo tritato finemente e servite.

giovedì 19 luglio 2018

Lo Sapevate Che: Felicità, Dove sei?...


Non Avevo Mai usato la parola “felicità” per la non corrispondenza a un’esperienza sensoriale. Curioso, ho avviato un’inchiesta su Facebook, e alla fine della ricerca, che ha visto una nutrita partecipazione, ne ho tratto una definizione “dinamica” e non “statica”, come capita di leggere nei vocabolari che elencano qualità come: abbondanza, soddisfazione e non mi fanno entrare nell’esperienza sensoriale della parola. La “nostra” definizione è: “Un’onda di grande energia vitale che t’invade e attraversa, se ne va, lasciandoti però in bocca il suo bel sapore che ti aiuta a re-incamminarti e attraversare le difficoltà a venire, con più fiducia e speranza nella vita”.
Mario Tancredi    Mario.tancredi39@gmail.com       www.tancredi-gagan.it

Apprezzo Lo Sforzo della sua ricerca che l’ha fatta approdare a una definizione “dinamica “di felicità, ma forse quello che lei trascura è che non si dà una definizione unica e univoca, per la semplice ragione che il concetto di felicità dipende dalla cultura che la definisce. Ad esempio per i Greci antichi la felicità (eu-daimonia) consisteva nella buona (eu-) realizzazione del proprio demone, come i regi chiamavano la propria inclinazione, la propria tendenza naturale, in termini religiosi, la propria vocazione o, come dicono i giapponesi, “la lettera dell’Imperatore” inviata a ciascuno di noi. Ma i Greci avvertivano anche che nella realizzazione della tua inclinazione dovevi conservare la “giusta misura” perché se la oltrepassavi, preparavi la tua rovina. Motivo questo ripreso anche da Nietzsche, secondo il quale la felicità non dipende tanto dal piacere, dall’amore, dalla ricchezza, dalla considerazione p dall’ammirazione altrui, quanto dalla piena realizzazione di sé, da lui sintetizzata nell’espressione: “Diventa ciò che sei”. Motivo questo ripreso poi da Jung e da lui riformiamo nel “processo d’individuazione” indicato come vera meta da raggiungere nel percorso analitico. La cultura cristiana colloca la felicità in quell’ideale etico che, non soddisfatto dei beni e dei piaceri transeunti nel mondo dove nulla è durevole, aspira a una felicità indefettibile ed eterna in un altro mondo che si raggiunge con la pratica ascetica della rinuncia all’amore del mondo. Scrive in proposito Agostino: “Due sono gli amori: quello del mondo e quello di Dio”. Se abita in noi l’amore del mondo non è possibile che entri anche l’amore di Dio. Si allontani l’amore del mondo e abiti in noi l’amore di Dio”.  Interessante è poi il gioco che i rinascimentali, immaginando la città ideale in una dimensione utopica, collocano in questa dimensione la felicità, ma con la riserva nascosta nella parola u-topia evidenziata, nel suo libro L’infelicità, da Armando Torno, secondo il quale la u può essere letta come contrazione di eu e allora utopia è il luogo che non c’è, oppure come contrazione di eu prefisso greco che, come abbiamo visto, ha attinenza con la felicità. Giovando con queste due letture, Armando Torno conclude che “utopia” è un luogo che non esiste e per questo è felice; oppure luoghi felici sono soltanto quelli che non esistono. Ma forse la felicità risiede, come ipotizza Freud, in quel “sentimento oceanico” che ciascuno di noi ha sperimentato in quella condizione prenatale nel ventre della madre, da cui un giorno fuoriuscimmo per nascere come individui separati. Questa primitiva felicità può essere recuperata per brevi istanti come, scrive Freud: “al culmine dell’innamoramento, dove il confine tra l’Io e l’oggetto minaccia di dissolversi. Contro ogni attestato dei sensi, l’innamorato afferma che Io e Tu sono una cosa sola ed è pronto a comportarsi come se davvero fosse così”. Ma oggi siamo nell’età della tecnica e ciascuno di noi è divenuto un funzionario dell’apparato, quale può essere la catena di montaggio, lo studio di un notaio, il sistema scolastico, la cura ospedaliera, l’ordine burocratico, e in generale dove ognuno di noi esercita la sua funzione, non in vista della propria autorealizzazione, ma in vista del raggiungimento degli obiettivi dell’apparato, e per giunta con la massima efficienza e produttività come esige la razionalità della tecnica. Così diventiamo tutti poco individuati e tendenzialmente uniformi e conformi. E perciò, come scrive Nietzsche, non sappiamo più “Cos’è amore? E creazione? E anelito? E stella?” perché, al pari degli ultimi uomini, aneliamo a “una vogliuzza per il giorno e una vogliuzza per la notte, salvo restando la salute. “Noi abbiamo inventato la felicità” – dicono gli ultimi uomini e strizzano l’occhio. (…) Nessun pastore e un solo gregge! Tutti vogliono le stesse cose, tutti sono uguali: chi sente diversamente va da sé al manicomio”.
umbertogalimberti@repubblica.it – Donna di La Repubblica -7 luglio 2018 -

mercoledì 18 luglio 2018

Speciale: Di tutto un pò!...


Carpaccio di vitello in compagnia di salsa agrodolce
Per 4 persone

400 gr di filetto di vitello, una manciata di capperi sotto sale, 1 patata lessata, 150 gr di pomodori maturi, 1 cetriolino sottaceto, un cucchiaio di salsa rossa piccante, 1 cucchiaio di salsa agrodolce, un piccolo rametto di rosmarino, olio evo, sale, pepe.

Salare e pepare la carne. Avvolgerla nella pellicola e metterla in freezer per 2 ore. Preparare la salsa: mettere nel frullatore i pomodori lavati e tagliati a pezzetti, la patata a fettine, il cetriolino affettato, la salsa piccante e la salsa agrodolce, 4 cucchiai di olio, un pizzico di sale e pepe, frullare il tutto sin ad ottenere una salsa vellutata, non densa (nel caso aggiungete poca acqua).
Togliere la pellicola dalla carne ed affettarla finemente.
Sistemarla nei piatti e condirla con la salsa preparata. Aggiungere i capperi dissalati sotto l’acqua corrente, gli aghi del rametto di rosmarino, un filo d’olio. Pepare e servire. Una fresca delizia!

Costata di Manzo con salsa Verde
Per 4 persone

800 gr di costata di manzo, sale, pepe.
Per la salsa verde: un ciuffo di prezzemolo, un ciuffo di erba cipollina, un mazzetto di cerfoglio, un mazzetto di dragoncello, 2 uova, 5 cucchiai d’olio, 2 cucchiai di aceto, sale e pepe.

Fare cuocere a vapore la costata di manzo, salata e pepata, per 30 minuti.
Preparare la salsa verde: in un tegame con acqua fredda far rassodare le uova per 10 minuti. Scolarle, raffreddarle e sgusciarle. Eliminare gli albumi. Lavare tutti i gusti, asciugarli e tritarli finemente. Mettere il trito in una ciotola e amalgamarvi i rossi d’uovo, passati al setaccio. Versare in una ciotola l’aceto, unire un pizzico di sale e pepe e mescolare sino a quando sarà tutto ben sciolto. Unire l’olio, battere leggermente con una forchetta. Unire la salsa preparata al composto di erbe e mescolare.
Servire la costata con la salsa.

Fagioli e Patate in minestra
Per 6 persone

800 gr di fagioli freschi sgranati, 4 patate, 1 spicchio d’aglio, un ciuffo di prezzemolo, un ciuffo di basilico e di menta, 30 gr di lardo, olio, sale e pepe. Crostoni di pane per accompagnare, 1 spicchio d’aglio.

Tritate il lardo e mettetelo in una pentola con 1 lt d’acqua, unite i fagioli e lessateli per un’ora. Unitevi uno spicchio d’aglio non pelato, le patate pelate e tagliate a cubetti, e tutti i mazzetti di odori legati insieme. Mescolate, salate e pepate. Fate cuocere ancora per 30 minuti. Eliminate l’aglio e gli aromi, condite con 3 cucchiai d’olio e servite accompagnando con i crostoni di pane grigliati e sfregati con lo spicchio d’aglio.

Tagliolini Nizzardi
Per 4 persone

350 gr di tagliolini all’uovo, 2 pomodori, 1 spicchio d’aglio, un cipollotto, 1 cucchiaio di senape, 200 gr di fagiolini, 2 cucchiai di olive verdi snocciolate, olio, sale e pepe.

Togliete la pelle ai pomodori e tagliateli a grossi cubetti. Tritate l’aglio e affettate finemente il cipollotto. Mettete tutti questi ingredienti in una zuppiera e versatevi 6 cucchiai d’olio nel quale avrete sciolto il cucchiaio di senape. Salate e pepate.
Lavate i fagiolini, spuntateli tagliateli a metà e fateli cuocere per 25 minuti a vapore. Teneteli al caldo.
In una casseruola con abbondante acqua salata, fatevi cuocere al dente i tagliolini. Scolateli unitevi i fagiolini, le olive snocciolate e versate tutto nella zuppiera coprendo le verdure. Dopo un minuto mescolate il tutto e servite. Una delizia estiva!

Mosse di Melone
Per 4 persone

350 gr di polpa di melone, gr 200 di latte concentrato non zuccherato e parzialmente scremato, 3 cucchiaini di caffè d’orzo, 1 albume, 3 fogli di gelatina.

Ammorbidite la gelatina in acqua fredda per 3 minuti.
Passate la polpa di melone al mixer con il caffè d’orzo e il latte concentrato. Lasciate riposare la purea ottenuta. Poi prendetene 4 cucchiai e scaldatela sul fuoco dolce in una casseruola, aggiungete la gelatina, ben strizzata e mescolate. Passate questo composto nel mixer per qualche secondo e poi versatelo nella purea di melone. Frullate di nuovo il tutto per 30 secondi.
Montate l’albume e incorporatelo alla purea. Suddividete in coppe individuali e prima di servire ponetelo per un’ora e mezza in frigorifero o per 15 minuti in congelatore.

martedì 17 luglio 2018

Speciale: Oggi tutto Vegetariano!...


Cocktail di Pomodoro e Germogli
Per 4 persone

20 gr di germogli di sedano, 1 tazza (da colazione) di Yogurt naturale intero, 4 tazze di succo di pomodoro, un pizzico di sale dell’Himalaya, 1 cucchiaio di prezzemolo freschissimo tritato.

Frullare i germogli.
Metterli in uno Shaker e aggiungere una manciata di cubetti di ghiaccio. Unire lo yogurt, il succo di pomodoro e il sale.
Chiudere il contenitore e agitarlo energicamente.
Servire la bevanda in bicchieri, aggiungendo una presa di prezzemolo tritato.

I germogli di leguminose, frutta e verdure, servono per condire paste ed insalate, fornendo abbondantemente sali minerali, enzimi e vitamine che non si trovano nelle verdure acquistate al mercato.
I germogli oltre che in negozio, si possono coltivare in casa facilmente.
Basta prendere un pugnetto di semi (lenticchie, frumento, fagioli, ecc.), lasciarli macerare in acqua minerale per 12 ore, scolarli, lavarli e distenderli su un piano, dopo averli coperti con un panno sottile umido. Lasciarli all’ombra a una temperatura appena superiore ai 20° e lavarli ogni giorno. Si otterranno in 3-4 giorni dei germogli, che si possono consumare subito crudi e in insalata.

Zuppa con Verdure, Farro e Amaranto
Per 4 persone

350 gr di farro, 50 gr di amaranto (L'amaranto è una pianta originaria del centro America, dai chicchi commestibili e usualmente consumati in modi simili ai cereali), un litro e mezzo di brodo vegetale (ottenuto anche con dado) 1 cipolla, una costa di segno uno spicchio d’aglio, 250 gr di pomodori maturi, olio evo sale e pepe.

Lasciare in ammollo il farro per due ore prima della preparazione della zuppa, in acqua fredda.
In una casseruola con 3 cucchiai di olio, fare dorare l’aglio, la carota, il sedano e la cipolla, tutto tritato finemente. Lasciare cuocere a fuoco dolce, mescolando, fin che le verdure siano morbide. Nel mentre pelare i pomodori e tritare finemente la polpa. Aggiungerla nella casseruola con il farro ben scolato, il brodo vegetale caldo. Salare e pepare q.b. Far bollire sempre a fiamma dolce, controllando che il legume sia coperto d’acqua ed eventualmente aggiungerne, sempre calda. A parte far lessare l’amaranto per 20-30 min. in tanta acqua quanto tre volte il suo volume con un pizzico di sale, scolarlo e versarlo nella casseruola con il farro, mescolare il tutto accuratamente. Servire aggiungendo al momento una macinata di pepe.

Torta con Peperoni e Scalogni
Per 6 persone

Per la pasta brisée: 250 gr di farina, 50 gr di burro, 1 yogurt intero naturale, ½ bicchiere di latte, 1 tuorlo, sale.

Per il ripieno: 400 gr di cipolle scalogni, 1 peperone giallo e uno rosso, 2 uova, 1 dl di latte, 1 yogurt intero, burro, sale e pepe.

Preparare la pasta: mettere la farina a fontana, su un piano da lavoro.
Mettere al centro il burro a pezzetti, lo yogurt, il tuorlo, il latte, un pizzico di sale e impastare il tutto velocemente. Formare con l’impasto una palla, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigorifero per 30 minuti.
Nel mentre pulire gli scalogni, lavarli e affettarli finemente. Lavare i peperoni, tagliarli a falde, togliere semi e filamenti bianchi, ridurli a listarelle.
In una padella capiente, far appassire gli scalogni in 20 gr di burro, scolarli e metterli in una terrina. Mettere le listarelle di peperone nella padella già usata, farli rosolare per 5 minuti e unirli nella terrina con gli scalogni. In una scodella mettere le uova, il latte, lo yogurt, sale q.b. e pepe. Battere gli ingredienti con i rebbi di una forchetta.
Stendere la pasta spessa 3 mm e foderare una pirofila rotonda precedentemente imburrata e infarinata. Bucare il fondo della pasta con i rebbi della forchetta. Versare nel centro le verdure preparate, livellare la superficie e versarvi sopra il composto di uova. Fare cuocere in forno preriscaldato a 180° per 35 minuti. Servirla calda o tiepida.

Veloce Dolce con Ricotta, grano Saraceno e Frutta
Per 4 persone

250 gr di ricotta freschissima (possibilmente Piemontese), 100 gr di uva passa, 60 gr di fiocchi di grano saraceno, 2 mele, 3 cucchiai di miele d’acacia, un pizzico di sale.
Biscottini per accompagnare.

L’uvetta, ben lavata, deve restare a mollo in acqua (q.b.) con un pizzico di sale, in una ciotola per qualche ora.
Quindi amalgamate il tutto alla ricotta (compresa l’acqua di ammollo), i fiocchi di grano saraceno, il miele e le mele sbucciate e ridotte a dadini. Mettere in recipiente coperto in frigorifero per qualche ora.
Servire accompagnando con biscottini di vostro gradimento.

lunedì 16 luglio 2018

Lo Sapevate Che: Cesare Garboli intimo degli dei...


Ho letto “Cesare”, il libro Loy (edito da Einaudi), tutto d’un fiato. Spronato dalle lunghe, frequenti citazioni che fanno delle centotrenta pagine anche una rapida, ma intensissima antologia degli scritti di Cesare Garboli. Il quale è il protagonista di un racconto che non è la sua biografia, ma un abbraccio della scrittrice che ha condiviso larga parte della sua vita. L’espressione antologia è del resto abusiva. Eccessiva. I brani estratti dalle numerose opere dell’appassionato e appassionante critico – il nostro eroe -  sono ben lontani da riassumere anche in minima parte il suo lavoro, e si guardano bene dal pretenderlo: servono però al lettore – lettore a entrare nell’intimità del rapporto fra Rosetta e Cesare. Benché conosciute, quelle citazioni suonano come confidenze, danno un ritmo e un senso al racconto. Accompagnano un’intimità molto affollata, poiché la coppia condivide con i personaggi della letteratura la sua esperienza amorosa. Avanzando nella lettura di “Cesare” ho l’impressione che la coppia viva a tratti con Pascoli, con Penna, con Chateaubriand, con Delfini. Rosetta dà a quella che è una memoria sentimentale la dimensione di un resoconto letterario. Nel quale Carlo Cecchi, l’amico fedele, ma anche il collaboratore assiduo, è spesso presente. Lo sarà fino alla morte di Cesare. Cesare, dice Rosetta, non amava in modo particolare l’autore dei “Memoires d’outre-tombe”. Ma poi tra lui Fançois-René de Chateaubriand si stabilirà un rapporto tanto intenso da spingerlo a percorrere molti dei luoghi in cui lo scrittore e diplomatico ha vissuto, partendo da Saint Malo, suo luogo di nascita sulla costa bretone. Cesare e Rosetta passano da Saint Malo a Combourg, dove Chateaubriand ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza, e poi vanno a Brest, sempre n Bretagna, da dove ha raggiunto l’Inghilterra suddivisa in cinque capitoli alle Memorie d’oltretomba, pubblicate in due volumi nel novembre 1995, Garboli sente il bisogno di conoscere i luoghi dove Chateaubriand ha vissuto o è passato. Ed è in sostanza con lui, con lo scrittore e diplomatico morto da un secolo e mezzo, che Cesare e Rosetta compiono il viaggio nella Francia che amano. Cesare in particolare. Ma il grande compagno di Garboli, compagno defunto, ma più che mai vivo, è Molière. E’ stato scritto che Molière gli ha cambiato la vita. E’ stato per lui rivelatore: la svolta che gli ha fatto prendere coscienza. Tartuffe è un personaggio centrale della popolata intimità che accompagna la coppia disegnata nel libro di Rosetta Loy. L’amico Cecchi non lo interpreta soltanto sulla scena, partecipa alla riscoperta di Tartuffe che per Garboli non è più un ipocrita, ma uno psicanalista ante-litteram: “un medico, ma anche un intellettuale dal sorriso accomodante e dai denti di lupo”. Garboli scava in Molière, forse è il cantiere che più l’ha appassionato nel mondo letterario. Quel mondo letterario è come un Olimpo in cui al posto degli dei mitologici sono poeti, scrittori, attraverso le loro opere. Cesare si porta dietro quella società gremita di nobili fantasmi che hanno superato l’esistenza terrena grazie ai loro scritti. Tra numi e mortali si crea una privilegiata promiscuità. La compagnia è folta, comprende Giovanni Pascoli, che Cesare trova divertente, molto divertente, ma che per opinione largamente accreditata è anche un poeta di eterno lugubre piagnisteo. Il critico si chiede se è possibile essere divertenti senza essere euforici. E subito traccia un profilo di Pascoli, poeta antico, antichissimo, invaso dal moderno. E anche poeta “dell’oscurità, dell’incubo e del maleficio di esistere, ed esploratore di tutta la vita che non avrà mai nome e non avrà mai forma”. Il rapporto d’amore, tra il poeta e il proprio io represso, è vissuto come un sacrificio. Sacrificio (complicità) che produce il gioco. Rosetta Loy scioglie l’abbraccio protratto per 130 pagine citando versi di Metastasio prediletti da Cesare: “Siam navi all’onde algenti,/lasciate in abbandono./ Impetuosi venti i nostri affetti sono, ogni diletto è scoglio./ Tutta la vita è mar”.
Bernardo Valli – Dentro E Fuori – L’Espresso – 8 luglio 2018 -

domenica 15 luglio 2018

Speciale: Oggi tutto "dolce"!...


Sorbetto di Limone al profumo di Basilico
Per 4 persone

3 limoni naturali (non trattati), una manciata di foglie di basilico, un bicchierino di buon Limoncello, 200 gr di zucchero semolato. Un contenitore di alluminio o di acciaio basso e largo che possa contenere un lt e mezzo di liquido.

Mettere in freezer il contenitore scelto.
Lavare i limoni e prelevarne la scorza facendo attenzione a non prendere la parte sottostante bianca (che risulterebbe amara).
In una casseruola fare bollire a calore dolce per 10 minuti ½ lt d’acqua con lo zucchero e la scorza prelevata dai limoni. Farlo freddare.
Spremere i limoni. Usando possibilmente un mortaio, pestare con due cucchiai di succo dei limoni le foglioline di menta, prima ben lavate e asciugate. (si possono anche frullare ma il risultato non è lo stesso).
Unire allo sciroppo il succo dei limoni e il basilico preparato. Filtrare la preparazione e unire il liquore Limoncello, mescolare e versare nel contenitore preparato.
Porre il contenitore nel freezer avendo cura all’inizio di mantecare la preparazione dopo ¼ d’ora e dopo ogni ½, sino ad ottenere la consistenza che si desidera.
Buona preparazione!

Dolce di Cocco “Quindin”, ricetta Brasiliana
Per 6 persone

100 gr di cocco grattugiato, 12 tuorli d’uovo, 3 albumi, 1 cucchiaio di burro, zucchero a velo, 500 gr di zucchero.

In una terrina riunite tutti gli ingredienti: il cocco, i tuorli, gli albumi, lo zucchero e il burro.
Versate in una teglia da forno e spolverate con zucchero a velo.
Mettete in forno preriscaldato a 220°, a bagnomaria, e lasciate cuocere sino a che sulla superficie si sia formata una crosticina.
Lasciate raffreddare in forno e sfornate. Servire freddo.

Mousse con Pesche
Per 6 persone

8 pesche mature ma sode a pasta gialla, 5 tuorli d’uovo, il succo di 1 limone, 1 confezione di yogurt naturale intero, zucchero, burro.

Lavare le pesche ed asciugarle. Pelarle con l’aiuto di un coltellino affilato. Tagliarne 6 a metà ed eliminare il nocciolo interno. Tagliarle ancora a metà. Metterle in una casseruola con poca acqua, il succo del limone e farle cuocere a fuoco dolce per 15 minuti, mescolando ogni tanto. Toglierle dal fuoco e frullarle.
Tagliare le 2 pesche rimaste a fettine sottili e metterle in una padella dove avrete fatto scaldare 30 gr di burro. Spolverarle con 2 cucchiai di zucchero, rigirarle con delicatezza e farle cuocere per 5 minuti. Toglierle dal fuoco, scolarle e tenerle in attesa.
Preparare lo sciroppo: in una casseruola mettere 120 gr di zucchero e 1 dl d’acqua. Portare a bollore e cuocere a fuoco alto finché lo sciroppo sia abbastanza denso. Lavora i tuorli con una frusta sino ad ottenere un composto spumoso e giallo chiaro, incorporarvi versandolo a filo, lo sciroppo intiepidito, sempre lavorando con la frusta. Unirvi anche la confezione di yogurt e il composto di pesche frullate. Amalgamare bene tutti gli ingredienti.
Versare la mousse in una coppa grande da portata e sistemarvi in superficie le fette di pesche sciroppate. Coprire con pellicola trasparente e tenere in frigorifero sino al momento di servire

Macedonia con Granita
Per 4 persone

Per la macedonia: 1 ananas, 4 pesche, 1 melone, ½ anguria, zucchero, limone, panna montata q.b.

Per la granita: 400 gr di zucchero, 300 gr di polpa di pesche, 1 bicchierino di vodka, 2 limoni.

Per la granita:
frullate la polpa delle pesche e il succo dei limoni, unite il tutto in una ciotola con 1 lt di acqua fredda, lo zucchero e la vodka. Mescolate e mettete in freezer per 8 ore, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio, ad evitare che la granita si rapprenda.
Per la macedonia:
tagliare la frutta a pezzetti e ricavare delle palline dall’anguria. Condite il tutto con zucchero e limone. Mescolate la frutta alla granita di pesca e servite guarnendo con la panna montata.

Insalata e Gelatina con Frutta mista
Per 4 persone

1 melone maturo, 3 kiwi, 1 mela verde, uva bianca moscata, sciroppo di zucchero. Per la gelatina: 6 fogli di colla di pesce o una barra di agar agar, 450 ml di tè verde, zucchero semolato.

Preparare la gelatina facendo sciogliere la colla di pesce o l’agar agar nel tè. Versare la gelatina in uno stampo e lasciarla solidificare al freddo.
Con uno scavino ricavare tante palline dalla polpa di melone, sbucciare i kiwi e le mele e tagliarli a rondelle e a spicchi. Insaporire la frutta con lo sciroppo di zucchero (metà acqua e metà zucchero) e completare con la gelatina tagliata a tocchetti. Fresca delizia di vitamine!