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domenica 24 febbraio 2013

Delizia Del Palato!...


Meringata di Pere e Noci

Per 6 persone

6 pere mature, vino bianco dolce, 100 gr di zucchero, 30 gr di gherigli di noce, cacao amaro, ½ stecca di vaniglia, 30 gr di burro.

Per la meringa: 2 albumi, 80 gr di zucchero semolato, 80 gr di zucchero a velo, 30 gr di gherigli di noce.

Per la crema: 2,5 dl di panna fresca, 40 gr di zucchero a velo.

Preparare l’impasto per la meringa: mescolare i 2 zuccheri. Montare a neve fermissima gli albumi con la metà dello zucchero e alla fine incorporatevi anche il residuo zucchero. Tritate i gherigli e uniteli al composto. Foderate due teglie di 22 cm di diametro con carta da forno e mettete in l’impasto preparato metà in ognuna teglia. Pareggiatelo con l’aiuto di una spatola di legno. Cuocete in forno preriscaldato a 150° per circa 20 minuti. Sfornate i dischi e fate raffreddare. Lavate le pere, pelatele e riducetele a spicchietti. Fatele cuocere per 10 minuti in una casseruola dove avrete preparato uno sciroppo, bollito per 5 minuti, con due bicchieri d’acqua, 1 bicchiere di vino bianco dolce, 30 gr di zucchero e la ½ stecca di vaniglia. Mettete poi le fette di pere in una padella dove avrete fuso i 30 gr di burro con 70 gr di zucchero e fate caramellare a fiamma dolce per 5 minuti. Montate la panna, unendo lo zucchero a velo verso la fine. Appoggiate un disco di meringa sul centro del piatto di portata. Copritelo con la panna e le pere (lasciandone qualcuna per decorare). Coprite con il secondo disco di meringa e guarnite la superficie con le pere lasciate da parte e i gherigli di noce. Spolverate con cacao e servite.

Riscaldiamoci!...


Pasticcio di Polenta e Funghi

Per 4 persone

Gr.500 di farina gialla, gr. 100 di burro, ½ lt. di latte, lt.1,500 di acqua, gr.350 di funghi freschi, 1 spicchio d’aglio, 1 sola fetta da 100 gr. di prosciutto cotto, gr.100 di parmigiano grattugiato, sale.

In una pentola portate a ebollizione l’acqua e il latte, aggiungendo metà del burro e il sale. Quando sta accennando il bollore, versate la farina a pioggia, continuando a mescolare. Fate cuocere per 40 minuti. Mondate accuratamente i funghi, affettateli e fateli saporire col burro rimasto e l’aglio, poi salateli e fateli cuocere per 10 minuti. Unite alla polenta i funghi e il prosciutto tagliato a dadini, un pizzico di sale e fate cuocere per 10 minuti. Imburrate una pirofila e sistematevi il pasticcio a cucchiaiate, il burro preventivamente sciolto, cospargete di formaggio grattugiato. Passate in forno a 180° per 8 minuti.


Pastei Prescite Rumena (Polenta, latte, fagioli, aglio)

Per 4 persone:
8 etti di fagiolini verdi o gialli, 1 cipolla 1 testa di aglio, olio, sale, ½ chilo di farina gialla.
Fagiolini verdi o gialli bolliti e poi rosolati con cipolla e aglio.
Bagnetto: 1 testa d’aglio intera, tritata finemente, 1 cucchiaio d’acqua, 1 cucchiaino di sale. Amalgamare bene e aggiungere a filo l’olio, come fosse maionese. (accompagnerà i fagiolini).
Per la polenta ½ chilo di farina gialla, 1 lt e 750 gr. di acqua
Mettete acqua e sale in una casseruola e prima che raggiunga il bollore, unire in una sola volta la farina gialla, mescolare e cuocere per 40 minuti, sempre rimestando.


Polenta con Cardi

Per 4 persone

350 gr di farina di mais, 1 lt e 500 gr di acqua, 250 gr di cardi, succo di limone, farina, 1 cipolla bianca, 3 etti di speck, 1 etto di scamorza a fettine sottili, latte, 100 gr di parmigiano grattugiato, 1 dl di latte, burro, olio, sale e pepe.

Pulite i cardi, riduceteli a pezzi di circa 3 cm, togliendo i filamenti, man mano che li tagliate. Lavateli e fateli subito cuocere con abbondante acqua a cui avrete aggiunto succo di limone e un cucchiaio di farina, per 45 minuti. Scolateli e fateli rosolare in una larga padella con 40 gr di burro e la cipolla affettata sottilmente. Salate e pepate. In una casseruola portate a ebollizione un litro abbondante di acqua, salatela e versatevi a pioggia, sempre mescolando con un cucchiaio di legno, la farina di polenta. Cuocete mescolando per 45 minuti. Quando è cotta, rovesciatela su un canovaccio posato su un piano di legno, copritela e lasciatela raffreddare. Tagliatela a fette spesse un centimetro. In una pirofila di circa 25 cm x 18, mettete le fette di polenta in obliquo, ricoprendole una dopo l’altra, con fette di speck e formaggio scamorza a fettine sottili, continuate terminando con la polenta. Pepate e distribuitevi sopra i cardi, un dl di latte, il parmigiano grattugiato e fiocchetti di burro. Profumate con una macinata di pepe e passate al forno preriscaldato a 220° per 10 minuti.


sabato 23 febbraio 2013

Pensieri: Saluto

Il legame che si instaura con il proprio cane è qualcosa di unico, misterioso, magico... un'amicizia indistruttibile, che si può capire solo provandola.

Il legame che si instaura con il proprio cane è qualcosa di unico, misterioso, magico... un'amicizia indistruttibile, che si può capire solo provandola.

Buona Serata a tutti!

Pensieri: Saluto


BUONGIORNO ANGELI <3

Sono generosa nonostante molti mi abbiano solo...
preso in giro..Mi ammiro per il mio coraggio,la mia fierezza,la mia sincerita' oltre ogni cosa,la mia forza di volonta',le mie malinconie sempre superate con forza e coraggio,la mia tenacia a resistere alle dure prove che la vita ti pone innanzi,la mia pazienza sovrumana,il mio modo di essere odiosamente dispettosa,il mio disubbidire e oppormi alle ingiustizie,le mie debolezze celate dietro una grande dignita',il mio sorriso per tutti anche per coloro che a volte non lo meritano,il mio abbraccio, le mie carezze e il mio immenso amore i miei amici ,il mio saper perdonare e chiedere scusa,il mio rispetto nei confronti della vita e dei pensieri altrui.
Mi voglio bene cosi' come sono...

Buona giornata a tutti!

Lo Sapevate Che: ..La Fine Del Mondo...


Vent’Anni
Alla Fine Del Mondo

Apocalisse non è la fine. E svelare ciò che è stato tenuto ipocritamente nascosto.

“Ma poi stai tranquillo, tanto fra due settimane non finisce il mondo?”. Ho colto questa frase mentre aspettavo l’autobus alla fermata. Erano due studenti come me e parlavano del loro primo esame. Cadeva a dicembre, pochi giorni prima dell’Apocalisse Maya. L’avevano annunciata fino allo sfinimento, questa Apocalisse. Ma sotto le risate di quei ragazzi ho colto un vago senso di rassegnazione. Come se, a conti fatti, la fine del mondo sia un fattore da tenere in seria considerazione.
Ci hanno detto che sta per finire il mondo. Ci hanno detto che stanno per finire molte cose, in verità: i posti di lavoro, il diritto allo studio, le pensioni, le prospettive, i finanziamenti alla scuola e alla sanità, le risorse naturali, il mite clima europeo. Tutto quello che circonda sembra avere le ore contate.
Siamo la generazione dell’Apocalisse, noi ventenni di oggi. Siamo quelli nati sull’orlo del baratro. E su quest’orlo corriamo cercando di bruciare tappe per le quali sembra non esserci più tempo. Hanno mandato avanti i nostri orologi, biologici e culturali. Da ogni dove, ci sentiamo dire che bisogna correre, conquistare, battere gli altri nella gara a chi arriva prima, a chi prende il posto migliore, a chi fa più esperienze.
Di tempo sembra non essercene più.
Ci dicono che finita l’infanzia non potremo più giocare, finita
l’adolescenza non potremo più giocare, finita l’adolescenza non potremo più divertirci. Che la vita sarà difficile, una lotta, sempre una lotta, nella quale bisogna arrivare primi. Non c’è più tempo per guardare fuori dalla finestra quando cade la neve, o fermarsi a chiedersi dove stiamo andando. Anzi, fermarsi è un tabù. Se ci fermiamo, qualcuno ci passerà avanti, rubandoci il master, il lavoro, l’amore, la gloria, la pensione.
Non dite che noi giovani non abbiamo voglia o energia di fare nulla. Il problema è che non sappiamo dove andare. Ci avete detto che tutto sta finendo. Come palliativo, ci avete dato tutto quello che volevamo: il divertimento, lo sballo, i viaggi, i vestiti, le droghe, la noia. Ci avete ubriacati di sensazioni presenti, per non farci sprofondare nell’ansia di fronte a un futuro che sembra pronto a finire già domani. L’unica cosa che vorremmo davvero, non ci avete insegnato a desiderarla: un sogno. Sarebbe bello, avere un sogno. Alcuni di noi ce l’hanno, ma rimane sbiadito sull’orizzonte. Perché come si fa a progettare qualcosa, se ti dicono che non c’è più nulla di sicuro nella tua vita?
Una volta, un mio vecchio compagno di scuola mi spiegò che i Maya erano in realtà marziani, fuggiti dalla Terra prima che i conquistatori occidentali riuscissero a sterminarli tutti. Fossimo stati lì con loro, saremmo partiti anche noi. Magari i Maya torneranno su una grande astronave colorata, per ridere di fronte al collasso di quella società occidentale che secoli prima aveva distrutto i loro sogni di serpenti piumati e città  d’oro.
Forse noi ventenni partiremo con loro. Il viaggio sarà duro, ma perlomeno ritorneremo a veder le stelle.
G.Z.

Ho dovuto tagliare una lettera bellissima, che qui riporto per sommi capi, perché non basta una pagina per contenerla.
Ho dovuto tagliare tutte le parti ironiche con cui si descriveva questa radicale assenza di speranza che caratterizza la condizione giovanile. E mi dispiace, perché in quell’ironia c’era anche il sospetto che forse ce la si può ancora fare. Perché quando c’è questo sospetto, che quelli che non vogliono vedere come effettivamente stanno le cose chiamano “speranza”, il dolore non è cupo e muto, ripiegato su se stesso, senza più uno sguardo che voglia sporgere sul futuro.
Apocalisse (dal greco apo-Kalypto) vuol dire “togliere il velo” “svelare quel che era nascosto”. E quest’opera di verità la stanno facendo i giovani, per farci sapere che mondo abbiamo creato per loro.
Un mondo senza sogni, un mondo senza desideri che abbiamo estinto ogni volta che davamo loro una cosa prima ancora che la desiderassero.
I giovani non ci succedono come sempre è avvenuto nel ritmo delle generazioni, i giovani di oggi divaricano da noi, se ne vanno da un’altra parte, cercano un’altra terra, perché questa è per loro inospitale. E in questa ricerca sentono su di loro il destino dei Maya, estinti con l’avvento degli occidentali. Perché è l’Occidente, che si crede la punta più avanzata di civiltà, ad aver creato questo mondo senza speranza, con la terribile sensazione della sua fine, che per il momento chiamiamo semplicemente “crisi”. Ma non è una crisi.
Come dice la parola “Occidentale”, è un tramonto.
Umberto Galimberti – Venerdì di Repubblica – 16-2-13

Lo Sapevate Che: La Modista...


La Modista
Con guardia e ladri

Introdotto da Bruno Quaranta, Andrea Vitali ha presentato ai Caffè Letterari il suo ultimo libro romanzo, La Modista.
Vitali si è autodefinito  un medico condotto a doppio grado, in una località del lago di Como, Bellano. Il suo libro è un affresco di caratteri e di personaggi che lui ha dipinto come aveva già fatto nei suoi sette libri precedenti.
E’ stato accostato a Piero Chiara anche lui scrittore di lago, affezionatissimo alla sua Luino e anche al Manzoni per via dello stesso lago di Como in cui si svolge parte del capolavoro della letteratura italiana. Come grande raccontatore di storie, Andrea, ama molto Giovanni Arpino.
Il lago è una strana realtà enigmatica in cui sono sotto gli occhi di tutti, dal sindaco alla guardia, ai ladruncoli con, al centro della vicenda, una procace modista. I ritratti sono magistralmente scolpiti con ironia e come specchiati nelle stesse acque.
Negli altri romanzi Vitali si era mosso agevolmente nel ventennio fascista o nell’immediato dopoguerra ma, a suo giudizio, tra allora e oggi non vi è poi una grande differenza; la gente continua ad usare soprannomi bizzarri che compaiono nel libro e ha sempre gli stessi vizi privati e le stesse pubbliche virtù. La situazione sociale ed economica è rimasta immutata fino agli anni 70; solo con la crisi del settore tessile le cose sono un po’ cambiate con un lento processo di decadenza.
Come medico di base ha fatto tesoro delle confidenze dei suoi 40-50 pazienti che ogni giorno affollano il suo ambulatorio.
Ciascuno racconta, al di là dei malanni veri o immaginari, le sue storie al dottore confidente. La signora Tettamanzi è andata 144 volte in un anno, con il pretesto di dolori vari, a raccontare vita, morte e miracoli dei suoi paesani. Gli ammalati continuano ad essere una fonte di racconti di vicende vissute da cui si evince che la vita di provincia, oltre a periodi di morta, ha sprazzi notevoli di vitalità e vivacità.
Personaggi bizzarri come un suo compagno di scuola delle elementari pallido come un morto con il padre che costruiva barche a forma di bara con cui andava alla ricerca di spiaggette solitarie che lui definiva mortorio. Dopo la pubblicazione di ogni suo libro, i compaesani vanno in ambulatorio a fargli le pulci e a rilevare criticamente che le vicende e i personaggi raccontati di Bellano sono diversi da quelli reali.
Quando la vicenda si svolge nel periodo ante Merlin, la sua consulente è una ex tenutaria di case di tolleranza che gli racconta, con dovizia di particolari, particolari piccanti che lui, per ragioni anagrafiche, non può conoscere se non per sentito dire.
Ama molto ascoltare i racconti delle nonne depositarie di una saggezza e le zie zitelle che, con i loro consigli, potrebbero salvare questo mondo  sgangherato in modo divertito e divertente; una sua zia aveva scodellato sei figli in otto anni e l’ultima l’aveva battezzata Estenuata vincendo le perplessità dello zio Ersilio. Le donne hanno una capacità decisionale e una personalità più spiccata degli uomini; nei loro racconti sono più dirette e chiare rispetto ai loro compagni, più a disagio con discorsi che girano alla larga dalle vicende di vita vissuta. Per Andrea Vitali scrivere è un vivere in allegria sempre che si abbia qualcosa da dire, anche semplicemente, in modo che tutti possano capire e partecipare con gioia alle vicende descritte nei libri.
Domenico Bicchi – Garzanti Editore

Verdure: Tante Vitamine, Sali Minerali, Ecc....


Carote Glassate al Curry

Per 4 persone

800 gr di carote 1 cucchiaio e mezzo di maizena, un cucchiaino di curry, un cucchiaio di prezzemolo tritato, brodo vegetale, 50 gr di burro, zucchero, sale.

Pulire le carote e tagliarle a rondelle sottili. In una padella far sciogliere il burro, aggiungere le carote e farle rosolare, Mescolare, versarvi la maizena a pioggia e tostare per qualche attimo. Unire il brodo vegetale caldo in quantità da ricoprire le carote, insaporire con un cucchiaino di zucchero, il cucchiaino di curry e regolare di sale. Mescolare bene e portare a cottura a fuoco dolce. Prima di servire spolverizzare con il prezzemolo.

Broccoletti In Torta

Per 6 persone

Una confezione rotonda di pasta sfoglia fresca, 1 kg di broccoletti, 150 gr di caciocavallo, 3 dl di latte, farina, 100 gr di speck tagliato a cubetti, 2 uova, noce moscata, parmigiano grattugiato, burro, sale e pepe.

Staccate le cimette belle dei broccoletti, lavatele e cuocete a vapore per 10 minuti. In una casseruola fate scaldare il latte, unite 50 gr di burro, portate quasi a bollore e unite , sempre mescolando con un cucchiaio di legno, 50 gr di farina, cuocendo finchè la besciamella sarà densa. Salatela, pepatela e grattugiate un pizzico di noce moscata. Togliete dal fuoco e unitevi le due uova sbattute e 100 gr di parmigiano grattugiato. Foderate una pirofila da forno rotonda imburrata, con la pasta sfoglia. Metteteci nel fondo i broccoletti, sistemateci sopra il caciocavallo tagliato a fettine e lo speck. Infine unite il composto con la besciamella. Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 25 minuti. Servitela tiepida.
 

Stufato di Cavolo Nero e Salsiccie

Per 4 persone:

600 gr di cavolo nero, 8 salsicciotti freschi (in alternativa ½ kg di salsiccia). 1 spicchio d’aglio, olio, sale, pepe nero.

Separare le foglie del cavolo e lavarle accuratamente. In una casseruola con abbondante acqua salata in ebollizione, far bollire le foglie per 5 minuti. Scolare le foglie e tagliarle grossolanamente. In un tegame, con 2 cucchiai d’olio, fare imbiondire lo spicchio d’aglio in camicia e schiacciato, toglierlo e unire i salsicciotti che avrete preventivamente bucherellato con uno stuzzicadenti. Farli rosolare, rigirandoli,  per 5 minuti. Eliminare il grasso superfluo e unire il cavolo tagliato. Far cuocere a fuoco moderato, aggiungendo 1 bicchiere di brodo vegetale caldo. Lasciare insaporire, rigirando delicatamente, regolare di sale e pepe