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giovedì 2 marzo 2023

Lo Sapevate Che: Lou Reed: Artista decadente per antonomasia, è tra i pochi che sono riusciti a coniugare la poesia con il rock.


“Ho sempre creduto di aver qualcosa di importante da dire. E l'ho detto.” Lou Reed

 

Eccezionalmente originale

Lou Reed è stata una delle figure più leggendarie del rock'n'roll, prima come leader del gruppo rivoluzionario dei Velvet Underground, e poi come artista solista. A differenze della maggior parte degli artisti provenienti dalla cultura musicale di fine anni '60, Reed è riuscito a rinnovare costantemente il suo sound rimanendo, però, fedele alla sua visione musicale; solo David Bowie (tra l'altro ammiratore di Lou Reed sin dagli esordi con i VU) è riuscito a mantenere la stessa popolarità e la stessa inventiva.

Lewis Allen Reed nasce il 2 Marzo 1942 in una famiglia ebrea nella cittadina di Freeport, Long Island. Già dalla nascita, Reed vuole essere un musicista, ispirato in particolar modo dal rock'n'roll che scopre da giovanissimo. Impara a suonare la chitarra e incide un singolo stile "doo-woop" con una band chiamata "The Shades". In questo periodo accade una delle cose che sconvolgerà totalmente l'esistenza di Lewis; i genitori, preoccupati dal suo atteggiamento ribelle, dalle sue pose effeminate e provocatorie, dal suo parlare apertamente di omosessualità e dal suo sempre maggiore interesse verso la "musica del diavolo" (il rock'n'roll), decidono di rivolgersi ad un centro psichiatrico specialistico per farlo curare.

Il giovane Lewis accetta la volontà dei genitori e si reca alla clinica tra il divertito e il curioso: non sa che la "cura" scelta e molto in voga all'epoca era l'elettroshock. Per due settimane viene sottoposto a scariche elettriche intensive che, come lui ha più volte ricordato, gli facevano perdere completamente senso dell'orientamento e memoria. Per parecchi mesi Lewis non sarà neanche più in grado di leggere. Il trattamento dell'elettroshock cambierà profondamente Lewis che non solo non "guarirà", come speravano i genitori, ma anzi esaspererà i suoi comportamenti giocando, spesso, sulla pazzia. Ma ,soprattutto, cambierà per sempre il già complicato rapporto di amore-odio verso i genitori: da questo momento in poi Lewis farà di tutto per far loro del male, vendicandosi della loro decisione, e parlerà di loro in parecchie canzoni durissime ("Kill your sons" parla proprio del trattamento di elettroshock). In definitiva, comunque, i genitori si rivelano come una tipica famiglia ebrea della medio borghesia anni '50, con tutto il loro carico di preconcetti e di convenzioni puritane, e il giovane Lewis è, invece, già proiettato nel nuovo fermento culturale degli anni '60 e '70.

Agli inizi degli anni '60 Reed si iscrive alla Syracuse University, cogliendo l'occasione per allontanarsi da casa e dalla puritana cittadina di Freeport. Il periodo alla Syracuse sarà fondamentale per la crescita personale e artistica, permettendogli di entrare in contatto con artisti e con le nuove tendenze musicali. È al college che conosce alcune delle persone che avranno un'influenza enorme: il suo professore, nonché poeta alcolista, Delmore Schwartz, e Sterling Morrison. Conoscerà inoltre Shelley, suo primo vero amore.

Lewis Reed viene visto come un essere strano e misterioso; i suoi atteggiamenti bizzarri e scostanti, la sua passione per i poeti maledetti, i suoi dialoghi cinici e corrosivi, coadiuvano a formare un'immagine forte e stimolante che parecchie persone trovano "irresistibile". Tra queste persone c'è, appunto, Shelley, una delle ragazze più belle del college. La storia con lei durerà quasi 4 anni, tra alti e bassi, fino alla divisione a causa degli esasperanti giochi psicologici ai quali Reed, già da allora, sottoponeva lei e tutte le persone che incontrava. È a lei che dedica i primi brani che scrive, tra cui "I'll be your mirror". Il loro legame continuerà fino alla metà degli anni '70.

È un periodo di vita sregolata, di musica, di droghe, di esperienze omosessuali. Dopo la laurea, Reed si sposta a New York e diventa un compositore pop professionista per la Pickwick Records: l'accordo prevedeva che scrivesse un numero di pezzi al giorno che la casa discografica poi avrebbe fatto incidere e pubblicare sotto falsi nomi. Ben presto comincia a provare una forte insoddisfazione verso questo lavoro e verso le sue limitazioni artistiche; è in questo periodo che conosce un musicista pagato dalla Pickwick per una session: John Cale.

Reed lascia il lavoro e comincia a mettere in piedi un progetto di una rock band d'avanguardia con il suo nuovo amico. Il duo recluta altri due componenti: Sterling Morrison e Maureen Tucker. Il nome della band viene preso dal titolo di un libro giallo trovato nella spazzatura: Velvet Underground. I VU diventano un gruppo cult nel panorama artistico-musicale non convenzionale del Greenwich Village tanto che verranno in seguito patrocinati dall'artista pop Andy Warhol che gli farà da manager, promotore, e finanziatore del primo album: "The Velvet Underground and Nico", il famoso album con la banana in copertina, uscito nel 1967.

L'influenza dei Velvet Underground verso gli artisti e i gruppi successivi è dovuta in parte alle pennellate liriche di Lou, vere e proprie poesie "beat" che raccontano della vita di strada, delle droghe, di sadomasochismo e altri soggetti che, all'epoca, erano ancora taboo. La partecipazione della cantante tedesca Nico all'album, che canterà in alcuni brani del primo LP, è una mossa studiata e voluta da Warhol che, alla ricercata "crudezza" della musica del gruppo voleva anteporre un'immagine limpida, bella, statuaria come punto stridente.

Nel 1968 Lou "licenzia" Warhol per sostituirlo con un manager più esperto del settore musicale e nello stesso anno esce il secondo album "White light/white heat" più "sporco", più distorto del precedente. Alla fine dell'anno Reed esclude dal gruppo anche l'altra colonna portante musicale: John Cale. La decisione è sofferta e deriva da forti tensioni interne derivanti dallo stress dei tour e dalla fortissima insoddisfazione commerciale e frustrazione di entrambi. L'album successivo, "Velvet Underground", trova Doug Youle come sostituto di Cale. Nel frattempo i problemi manageriali, i fiaschi commerciali portano forti tensioni tra i membri del gruppo. Nel 1970 esce "Loaded", nel quale la maggior parte dei brani viene cantata da Youle (prima delle sessioni di registrazione Reed contrae l'epatite perdendo la voce).

Profondamente insoddisfatto, prima ancora che l'album uscisse sul mercato, Reed abbandona definitivamente il gruppo e torna dai suoi genitori a Freeport, proprio quando stavano conquistando un minimo di notorietà grazie al singolo "Sweet Jane".

A Freeport Lou, colto da una profonda depressione e dalla disintegrazione di tutti i suoi sogni, lavorerà per qualche mese come dattilografo nella società del padre, ma continuerà a comporre canzoni che vedranno la luce nei suoi album solisti successivi.

Un vecchio dirigente della casa discografica dei Velvet lo ricontatta e lo convince a tornare nella musica. Reed, poco convinto, accetta e parte per Londra, dove la sua notorietà è molto più forte che in patria e dove il clima artistico è più stimolante. È proprio a Londra che incide il suo omonimo album di debutto solista che include nuovi pezzi e parecchi brani che non erano stati inclusi negli album dei Velvet Underground. Il disco "Lou Reed" non avrà molto riscontro, ma gli permetterà comunque di tornare nella mischia e di conoscere altri grandi artisti.

In questo periodo conosce David Bowie, incontro fondamentale per la sua carriera. Spinti dalla RCA, etichetta discografica di entrambi, i due decidono di collaborare. Bowie, all'epoca quasi una divinità musicale che tutto poteva, e il suo chitarrista Mick Ronson prendono Lou e lo ricostruiscono; nuovo look "glam" e arrangiamenti accattivanti per il nuovo album che vedrà la luce nel 1972: "Transformer". "Transformer" diventa un successo clamoroso, raggiungendo i vertici di tutte le classifiche e sfornando due singoli che diventano classici della musica rock: "Walk on the wild side" e "Perfect day". Lou Reed diventa un idolo e un artista ricercatissimo.

Ma Reed ha sempre avuto un rapporto contraddittorio verso il successo: lo ha sempre desiderato e, nello stesso tempo, lo terrorizza, lo detesta. Il successo di "Transformer" e la sua orecchiabilità non rappresentavano il "vero" Reed e così, nel 1973, pubblica il suo capolavoro maledetto: "Berlin", un album tematico dai contorni scuri, che racconta di una coppia di tossicodipendenti americani trasferiti a Berlino. Stupendo e intenso vertice della creatività di Reed, prodotto da Bob Ezrin, l'album avrà molto successo in Gran Bretagna ma, in patria, non riuscirà ad entrare in classifica. Per cercare di conquistare il pubblico americano e rassicurare la sua casa discografica, nel 1974 Reed realizza "Sally can't dance", un album iper-prodotto che, in effetti, entrerà nella top 10 statunitense. Subito dopo vede la luce il primo album live "Rock'n'roll animal", uno squarcio nitido e eccezionale sulle coinvolgenti performances del periodo.

Nel 1975 decide di mettere in atto la mossa più azzardata, irriverente, sconvolgente verso tutti coloro che lo accusano di sfornare dischi commerciali e verso la RCA, che preme perché ne realizzi. La mossa si chiama "Metal Machine Music", un doppio album senza testi né melodia, un lunghissimo feedback di chitarra, distorto e riverberato diviso in quattro sezioni. Un vero colpo allo stomaco e alle orecchie anche per l'ascoltatore più stoico e curioso. Per ciò che Lou Reed si ripropone, l'album è un autentico successo: riesce ad alienarsi in un colpo solo la simpatia del pubblico e dei critici musicali. Malgrado tutto, "Metal Machine Music" acquisterà, con il tempo, un valore fondamentale: da qui partiranno alcune correnti sperimentali e punk.

Otto mesi dopo, decide di tornare ad uno stile di scrittura classico con "Coney Island Baby", fortemente influenzato dall' R&B e acclamato dalla critica e nel 1976, con il successivo "Rock'n'roll heart", Lou Reed batte un terreno leggermente più commerciale. Ma la vena dura e cinica di Reed ha bisogno di tornare allo scoperto e nel 1978 pubblica "Street Hassle", seguito l'anno successivo da "The Bells", più sperimentale e con forti influenze jazz. Nello stesso anno esce un doppio live, "Take no prisoners". Ma l'album tutto è meno che un live nel senso convenzionale del termine; Reed stravolge le canzoni. Anzi, fa di più: non le canta quasi. Il concerto non è altro che una specie di "brain storming" che si avvicina ad un reading poetico beat, un "blues di strada" nel quale Reed improvvisa il testo, si rivolge al pubblico, inventa storie e parla a ruota libera. Un documento eccezionale di un artista eccezionalmente originale.

Reed inizia gli anni '80 con uno dei suoi album più sottovalutati, "Growing up in public", tutto incentrato sulle sensazioni dell'ormai raggiunta mezza età. Ma le progressioni vocali di "So Alone" o il cinico e spietato abbozzo di "Standing On Ceremony" sono dei gioielli. L'album risente anche del nuovo amore di Reed: Sylvia, che sposerà poco tempo dopo. Nel 1982 mette a segno un altro colpo artistico e commerciale perfetto: "The Blue Mask", registrato con il chitarrista Robert Quine e il bassista Fernando Saunders. È un nuovo Lou Reed quello che si presenta, più positivo, più disponibile e soprattutto profondamente innamorato della moglie, alla quale dedica più di una canzone.

"Legendary Heart" e "News Sensations", del 1983 e del 1984, segnano una curva in discesa nell'ispirazione, regalandoci solo occasionalmente qualche tocco di talento. In generale i due album, ricchi di sintetizzatori, di batterie elettroniche e della iper produzione tipica della musica degli anni '80, sono abbastanza insignificanti. Anche il successivo "Mistrial", album politico, non riesce a risollevare le sorti di una carriera e di un talento che, sembra, si sia ripiegato su se stesso. Reed ha abituato il suo pubblico ai colpi di coda e nel 1989 pubblica "New York", album che segna il suo ritorno come artista di primo piano. L'album è acclamato dalla critica e osannato dai fan, e contiene canzoni che diventeranno i "nuovi classici" di Reed: "Dirty Boulevard", "Romeo and Juliette" e "Hold On".

Negli anni successivi si dedica ad altri progetti e la situazione del matrimonio, già in crisi, si aggrava. Reed prega Sylvia di lasciare l'appartamento. La morte di Andy Warhol è un altro duro colpo, ma anche l'opportunità di incidere un disco, nel 1990, in suo onore con l'altro fondatore dei Velvet Underground: John Cale. L'album si intitola "Songs for Drella" (Drella era lo pseudonimo di Warhol, sunto di "Dracula" e "Cinderella").

In questo periodo perde due carissimi amici, morti di cancro. Il profondo dolore per questa perdita lo porta a comporre l'album più introspettivo e cupo della sua carriera: "Magic and Loss", del 1992. Accolto con favore dalla critica e un po' meno dal pubblico abituato al rocker, il nuovo album è crudo, lineare, sofferto totalmente incentrato sul testo e su melodie quanto più semplici possibili. Ma, in realtà, è uno dei lavori più maturi e complessi di Reed che, negli anni '90, dimostra ancora una volta di saper sbalordire.

La collaborazione con John Cale di qualche anno prima sfocia in un altro colpo di scena nella carriera di Lou Reed: la reunion dei Velvet Underground del 1993 e il successivo tour mondiale. Testimonianza del tour è un bellissimo doppio album live. Sebbene siano passati quasi trent'anni, le tensioni tra i membri del gruppo riaffiorano e Reed, ancora una volta, decide di sciogliere il gruppo. La morte di Sterling Morrison, l'anno seguente, porrà per sempre la parola fine alla loro storia. Subito dopo lo scioglimento del gruppo, si separa legalmente dalla moglie e comincia a frequentare la cantante Laurie Anderson. Nel 1996 esce "Set the twilight reeling", album dai toni perlopiù pacati e splendidamente arrangiato: un lavoro maturo e solido del "nuovo" Lou Reed. Nel 1998 un nuovo live, testimonianza di un concerto semi-acustico tenutosi l'anno precedente: "Perfect Night: Live in London".

Nel 2000 Lou Reed decide di tornare a suoni un po' più duri e pubblica "Ecstasy", un grande ritorno e un buon auspicio per il nuovo millennio. Originale, con testi che ricordano quelli del Reed anni '70, musicalmente ineccepibile e omogeneo, "Ecstasy" viene apprezzato dalla critica e dal pubblico che riconosce nella sessantenne icona del rock, ancora un'alta levatura e un grande talento.

Dopo una breve collaborazione con la compagna Laurie Anderson, con la quale nei concerti recita i testi con un accompagnamento musicale minimale, esce l'ultimo lavoro di Lou Reed: "The Raven", doppio CD tratto dalle poesie e dai racconti di Edgar Allan Poe, che contiene recitativi e canzoni. Alla fine del mese di ottobre 2011 esce "Lulu", un album realizzato in collaborazione con la band heavy metal dei Metallica. Lou Reed si è spento all'età di 71 anni il 27 ottobre 2013.

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Lo Sapevate Che: Jon Bon Jovi: Musicista poliedrico, è tra i big del rock mondiale, nello specifico del genere hair metal che ha reso popolare con la sua omonima band.


Biografia

Giovanni Bongiovanni, naturalizzato americano con il nome di John Frances Bongiovi, è nato nel 1962 a Perth Amboy, nel New Jersey. Primo dei tre figli (gli altri due sono Anthony e Matt) di Carol, ex coniglietta di Playboy, e John Bongiovanni, barbiere (anche lui diventato appunto Bongiovi), rivelò fin da piccolo di essere un ribelle e un grande desiderio di mettersi in mostra. Malgrado il padre barbiere, poi, nessuno riusciva a dissuaderlo dal tenere i capelli costantemente lunghi, capigliatura che abbinata ad un look dal vago sapore metallaro gli davano già un aspetto da vero rocker.

La prima chitarra arriva all'età di sette anni, ma è solo tre anni dopo che inizia a suonare con un certo impegno, folgorato sulla via del Pop, prendendo qualche lezione da un insegnante di musica del quartiere.

Il primo gruppo musicale messo in piedi con alcuni compagni di scuola da Bon Jovi si chiamava "Starz" , band che riuscì tenere un solo concerto, anche per via di un piccolo particolare: esisteva già un gruppo americano molto più popolare di loro che portava lo stesso nome. John cambiò quindi il nome in "Raze" ma l'esperienza, per un verso o per l'altro, si rivelò comunque fallimentare.

Più tardi John fece un provino per il film "FootLoose" e la Paramount lo scelse per il ruolo principale, cambiando la sceneggiatura da ballerino a stella del rock. Per John questa fu la prima scelta decisiva e decise di rifiutare, non voleva essere conosciuto come un attore con aspirazione da rockstar.Era la musica il suo mondo. Come tanti altri al suo fianco (in primo luogo la madre), comincia a credere anche lui al sogno di un palcoscenico tutto per lui e decide di cambiare nome, di scegliere uno pseudonimo che lo facesse sembrare più "americano" e che fosse più facile da pronunciare dai suoi concittadini. Nasce così Jon Bon Jovi, a cui ben presto si interessano numerose case discografiche, colpite anche dalla grinta dei pezzi che proponeva insieme alla sua band.

Nel 1984, dopo aver etichettato il gruppo definitivamente a suo nome, I Bon Jovi (Richie Sambora, chitarra; David Bryan, tastierista; Alec John Such chitarrista ritmica; Tico Torre, batteria) emersero dagli ambienti proletari urbani del New Jersey, facendosi conoscere al grosso pubblico con brani come "Burnin' for love", "Get ready", "Breakout", "Runaway" a cui seguirono l'anno dopo "In and out of love" tratto dall'album "7800° Fahrenheit". Armonie vocali, assoli hard sono le caratteristiche di questo gruppo che nel 1986 con la pubblicazione dell'album "Slippery when wet" ottenne uno dei più grossi successi di vendite di tutti i tempi con venti milioni di copie vendute. Con questo album lo stile del gruppo raggiunse, a detta degli intenditori, la definitiva maturità esprimendo un sound rabbioso, un pop metal con dall'anima blues, ballate ispirate alla poetica di Springsteen ma rese più elettriche e romantiche.

In breve tempo, così vanno le cose nello show business, da semplice ragazzo siciliano che litigava col padre per via dei capelli lunghi Bon Jovi diventa una rock star internazionale, un idolo acclamato da milioni di ragazzine adoranti, anche per il non secondario elemento che il Nostro, manco a dirlo, è dotato di un notevole "appeal".

Poi il gigantesco business del Bon Jovi FanClub è direttamente nella mani della madre Carol, una delle poche persone che lo hanno incoraggiato a perseguire sempre la strada che sentiva dentro di sé, ormai orgogliosa dei risultati ottenuti dal figlio e felicemente stanziale nella gestione delle royalties che quel successo fa ininterrottamente piovere sulla sua testa.

I lavori della band degli anni 2000 sono "Have a Nice Day" (2005), "Lost Highway" (2007), "The Circle" (2009). Nel decennio successivo pubblicano i dischi: "What About Now" (2013), "Burning Bridges" (2015) e "This House Is Not for Sale" (2016).

Bon Jovi: vita privata

Jon Bon Jovi ha frequentato la Sayreville War Memorial High School in Parlin, nel New Jersey. Qui ha conosciuto David Bryan, poi diventato tastierista della band. Ma soprattutto ha conosciuto Dorothea Hurley, ragazza che poi è diventata sua moglie, il giorno 29 aprile 1989 (si sono sposati presso la Graceland Chapel di Las Vegas.

La coppia ha avuto quattro figli: Stephanie Rose, nata il 31 maggio 1993; Jesse James Louis, nato il 19 febbraio 1995; Jacob Hurley, nato il 7 maggio 2002; Romeo Jon, nato il 29 marzo 2004.

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Speciale Ricette del 2 Marzo 2023: Buona preparazione, ciao cari amici.

 

“Ho sempre creduto di aver qualcosa di importante da dire. E l'ho detto.” Lou Reed

 

 

Minestra con Riso e Spinaci

Per 4 persone

 

Ingredienti:

1 kg di spinaci, 250 gr di riso da minestra, 2 spicchi d’aglio, un cucchiaio di dado vegetale, 100 gr di parmigiano grattugiato, olio, sale e pepe.

Pulire e lavare accuratamente gli spinaci. Metterli in una casseruola, con un fondo di tre cucchiai di olio e 2 spicchi di aglio non pelati. Soffriggerli velocemente, rigirandoli con una paletta di legno. Dopo 5 minuti aggiungere 1 lt di acqua calda, 250 gr di riso da minestra, un cucchiaio di dado vegetale. Cuocere per 15 minuti, aggiustare di sale, aggiungere una grattugiata di pepe. Servire con abbondante parmigiano grattugiato.

 

 

 

Puntarelle alla Senape

Per 4 persone

 

Ingredienti:

Un piccolo cavolfiore, 1 cespo di puntarelle, una cipolla rossa, un cucchiaio di semi di senape, un pizzico di peperoncino, ½ cucchiaino di zucchero, olio, sale.

 

Pulite, lavate e asciugate le puntarelle. Tagliatele a pezzi di 2 – 3 cm.  Mondate il cavolfiore, dividetelo a cimette e poi a fettine. Fate tostare in una padella con l’olio, i semi di senape, aggiungetevi la cipolla, tagliata a fettine sottili, lo zucchero, il cavolfiore e il chili e fate friggere ancora per qualche minuto. Mettete il tutto in un piatto di portata, unendovi sopra le puntarelle, salate. Servite.

 

 

 

Torta con Crepes Porri e Bacon

Per 4 persone

 

Ingredienti:

Per le crepes: 3 uova, 125 gr di farina, 2,5 dl di latte, noce moscata, burro, sale:

 

Per il ripieno: 5 porri, 2 dl di panna fresca, 150 gr di bacon, 100 gr di parmigiano grattugiato. Burro, sale, pepe.

 

Battere le uova con un pizzico di sale e abbondante noce moscata grattugiata. Unire la farina sempre mescolando con una frusta, aggiungendo il latte poco alla volta. Mescolare bene e lasciare riposare la pastella per 30 minuti. In un tegamino antiaderente spennellato con un filo di burro e scaldato bene, toglierlo dal fuoco e versarvi il quantitativo di pastella necessario a velarne il fondo. Rimettere sul fuoco e cuocere ogni crepe da entrambi i lati. Pulire i porri, togliendo le radici e la parte verde più dura. Lavarli, affettarli e farli rosolare in una padella con il burro. Insaporire con sale e pepe e lasciare cuocere per 5 minuti. Aggiungere la panna e lasciare ancora cuocere per 8 minuti. Tagliare il bacon a listerelle, farlo rosolare in un padellino e unirlo ai porri. Regolare di sale e pepe.

Foderare una pirofila rotonda dai bordi alti con la carta da forno imburrata, appoggiarvi sul fondo una crepe e coprirla con un po’ di composto e un velo di grana. Ripetere l’operazione sino ad esaurimento degli ingredienti. Infornare a 200° per 20 minuti. Sfornare e lasciare intiepidire per qualche minuto. Sollevare il tutto dalla carta da forno appoggiando il tortino su un piatto da portata. Servirlo tagliato a spicchi.

 

 

 

Dolce al Microonde: Torta alle Mandorle e Cacao

Per 4 persone

 

Ingredienti:

60 gr di farina bianca 00, 60 gr di zucchero semolato, 30 gr di burro fuso, ½ bicchiere di latte, 1 albume, ½ bustina di lievito in polvere, 20 gr di cacao amaro, 20 gr di mandorle in polvere, sale.

 

In una terrina versare il latte meno 1 cucchiaio. Unirvi il burro fuso, la farina, il lievito e lo zucchero, un mezzo cucchiaino di sale e mescolare bene sino ad ottenere una crema omogenea. Montare a neve ferma l’albume con una punta di sale e unirlo con delicatezza al composto, mescolando dal basso verso l’alto. Dividere il composto preparato in due ciotole: nella prima unire le mandorle in polvere. Nell’altra ciotola, aggiungere il latte residuo, il cacao, facendo in modo che non si formino grumi.

Mettere in una pirofila piccola un cucchiaio di crema alle mandorle alternata a uno di crema al cacao, continuando così sino a finire le creme, senza mescolare assolutamente. Fare cuocere nel microonde 2 minuti alla massima potenza e poi 1 minuto a 450 W.

 

mercoledì 1 marzo 2023

Lo Sapevate Che: Beppe Fenoglio: Giuseppe Fenoglio, detto Beppe è stato un partigiano, scrittore e traduttore italiano. Le sue opere presentano due temi principali: il mondo rurale delle Langhe e il movimento di resistenza italiana Wikipedia

 

“Se si sfrega a lungo e fortemente le dita di una mano sul dorso dell'altra e poi si annusa la pelle, l'odore che si sente, quello è l'odore della morte.” Beppe Fenoglio

 

Biografia

Giuseppe Fenoglio - detto Beppe - nasce ad Alba il giorno 1 marzo del 1922, da Amilcare Fenoglio e Margherita Faccenda. I parenti materni erano originari di Canale in Pianura. Essi suscitarono nel giovanissimo Fenoglio un senso di grande rispetto, ma purtroppo non l'intensa passione con la quale si sentiva molto legato alle origini longarole del padre. La famiglia paterna infatti proveniva da San Benedetto Belbo, località situata nelle Langhe.

Infanzia e giovinezza

Da ragazzo Fenoglio passa volentieri le vacanze estive nelle Langhe, orgoglioso di potersi riagganciare alle proprie origini contadine delle zone collinari. Detta dallo stesso scrittore "quando a scuola arrivano a parlare di parole come Atavismo e Ancestrale, la sua mente e il suo cuore volano immediatamente e invariabilmente ai cimiteri situati nelle Langhe". Sotto il segno di queste suggestioni Ataviche e Ancestrali, l'esperienza porta a Fenoglio quel deposito di ricordi vissuti nelle Langhe che per lo scrittore costituirà materia costante nei suoi racconti.

Il padre è proprietario di un negozio di macelleria ad Alba: egli esercita sul figlio un fascino particolare; la sua figura è ricordata in tutta la sua dignità della professione e con tutta la forza di un Mito in un suo libro dal titolo "Un giorno di fuoco". Nella città piemontese di Alba, Beppe Fenoglio termina con eccezionale profitto le scuole elementari, ottiene il consenso di frequentare il Ginnasio e poi il Liceo Classico.

Questo periodo si rileva molto importante ed è una esperienza fondamentale che sarà rievocata in alcune pagine del suo libro "Primavera di Bellezza"; inoltre è resa più profonda dall'amicizia con i due professori Leonardo Cocito e Pietro Chiodi - rispettivamente Corradi e Monti nel romanzo citato; per Fenoglio, oltre che ottimi insegnanti, questi sono maestri di antifascismo.

L'amore per la Letteratura inglese

Si accosta con particolare entusiasmo alla cultura inglese, impegnandosi soprattutto nella lettura di Shakespeare e di scritti storici di alcuni periodi: quello Elisabettiano, il Seicento, Cromwell.

Beppe Fenoglio si appassiona alle opere di scrittori come Christopher Marlowe, Gerard Manley Hopkins e Robert Browning.

Alla radice di questa propensione esiste un duplice motivo:

  • uno di carattere generale
  • e uno di carattere strettamente personale.

Il primo è da ricercarsi nel fermento culturale per la sua scoperta della letteratura inglese e americana, cosa che si verifica in Italia proprio nel decennio che precede la Seconda Guerra Mondiale.

Sono questi gli anni delle traduzioni di Cesare Pavese e dell'opera di divulgazione da parte dei nostri migliori uomini di cultura; nel 1935 lo scrittore Emilio Cecchi pubblica il libro dal titolo "Scrittori Inglesi e Americani"; nel 1941 viene sequestrata la prima edizione dell'antologia "Americana" curata da un altro illustre scrittore, Elio Vittorini; in seguito, scaturendo in una manifestazione parallela all'opposizione politica al regime, finiscono in carcere o al confino.

Fenoglio, ancora in età adolescenziale, non sente ancora questi stimoli ad un livello cosciente; in lui l'ammirazione per la civiltà anglosassone nasce da un profondo e istintivo disgusto verso il Fascismo velleitario e provinciale, che offre le sue esibizioni più volgari nel costume dell'avanguardismo e delle esercitazioni premilitari.

A questa personale adesione contribuisce in maniera esagerata, un suo disagio nei confronti della lingua italiana, "la madre di tutte le lingue"; ciò è dovuto all'umile estrazione sociale e alle connesse abitudini linguistiche di Fenoglio stesso. Egli all'italiano dei libri preferisce sostituire un proprio diverso ideale linguistico: l'inglese.

Gli anni della Guerra

La stagione dell'adolescenza purtroppo è destinata a chiudersi bruscamente per tutti i compagni del liceo, molti dei quali partono nel 1940 per la guerra. Beppe Fenoglio nel frattempo si iscrive alla facoltà di Letteratura a Torino, sempre nel 1940. Rimane però molto deluso dall'esperienza universitaria, in quanto si sente a disagio per la sua balbuzie che lo condiziona deprimendolo; in più è amareggiato perché la realtà universitaria italiana è troppo lontana dall'atmosfera dei college di Oxford, luogo in cui dentro di sé sogna di andare.

Fenoglio non conclude gli studi in quanto viene chiamato alle armi nella città di Roma; qui frequenta il corso per allievi ufficiali.

In questo periodo, pur essendo culturalmente di sinistra, comincia ad approvare le letterature e i libri di Gabriele D'Annunzio e della cultura fascista; ha un'ammirazione particolare per Italo Balbo, tragicamente scomparso nel 1940 in Libia da fuoco amico.

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 e la fuga di Pietro Badoglio e del Re, l'esercito è allo sbando: Fenoglio riscopre i valori di sinistra e riesce a raggiungere la città di Alba.

Beppe Fenoglio partigiano

Si rifugia con il fratello Walter, più giovane di lui di un anno, in una casa presa in affitto dalla sua famiglia oltre il fiume Tanaro. Dopo la morte di Cocito, impiccato dai fascisti nel paese di Carignano nel settembre del 1944 e la cattura con deportazione in un lager di Bolzano di Chiodi, decide di entrare in una formazione partigiana che opera sulle Langhe. I fascisti della repubblica di Salò per rappresaglia arrestano i suoi genitori.

Dopo un breve soggiorno presso i garibaldini o "rossi", passa ai badogliani o "azzurri" del comandante Mauri; questi sarà presente con il nome di Nord nel suo celebre romanzo "Il partigiano Johnny", dove svolge la funzione di ufficiale di collegamento con la missione Inglese.

L'esperienza partigiana nei luoghi d'infanzia è consumata con entusiasmo e partecipazione totale: Fenoglio è presente tra il 9 e il 10 ottobre del 1944 all'occupazione di Alba da parte dei partigiani e al ritorno in città della guarnigione fascista; in età più adulta ne scriverà nel libro dal titolo "I Ventitré Giorni della città di Alba".

La fine della guerra

Beppe Fenoglio vive lo sbandamento delle formazioni partigiane nell'inverno tra il 1944 e il 1945 prendendo parte allo scontro di Valdivilla e la definitiva liberazione del Piemonte nell'aprile dello stesso anno.

Finita la guerra accantona l'idea di ritornare all'università; ai familiari che si rammaricano per la laurea non conseguita egli replica che sarà il suo primo libro pubblicato la sua laurea.

Durante il periodo di libertà comincia a scrivere una vasta cronaca a sfondo autobiografico. Gli basta scrivere e vivere in provincia, rimanendo chiuso per sua scelta fuori dal grande contesto letterario.

Non conosce l'atrofia intellettuale, quindi riprende gli studi degli scrittori elisabettiani, si accosta alla letteratura americana traducendo le opere letterarie di Hopkins nel 1951; in seguito traduce in italiano:

Gli anni '50 e '60

Nel 1952 esce la prima opera letteraria di Beppe Fenoglio: il libro "I Ventitrè Giorni della città di Alba". Nel 1954 pubblica "La Malora": questo libro gli procura il primo successo indiscusso presso la critica letteraria Italiana.

Nel 1959 scrive il suo terzo libro dal titolo "Primavera di Bellezza". Nel 1960 sposa la graziosa Luciana Bombardi; il matrimonio è celebrato con rito civile ed allietato l'anno seguente dalla nascita della figlia Margherita Fenoglio.

Fenoglio, interprete di un'epoca partigiana, è uomo dal carattere e temperamento schivo. Non è un organizzatore o un mediatore di culture. Non gli interessa la pubblicità. Spende le proprie energie nella quotidiana fatica dello scrittore. A stento un amico riesce a trascinarlo in Versilia nel 1962 per ritirare il premio "Alpi Apuane", conferitogli per il racconto "Ma il mio amore è Paco".

Dopo la premiazione ricomincia a dedicarsi assiduamente ai nuovi lavori. Ma improvvisamente, sempre nel 1962, compaiono le prime avvisaglie del male che lo rende più debole fisicamente.

Costretto ad abbandonare i libri, trascorre in autunno un mese a Bossolasco nelle sue colline, nella speranza che l'aria gli giovi. Purtroppo a nulla vale questo soggiorno; nella degenza all'ospedale di Bra e alle Molinette di Torino, i medici scoprono la natura del male che lo consuma: un bruttissimo tumore ai polmoni.

La morte lo raggiunge quando ha solo 41 anni; Beppe Fenoglio si spegne Torino il 18 febbraio del 1963.fv

Le opere di Beppe Fenoglio

Fenoglio lascia interrotti molti lavori tra cui un vasto romanzo e la continuazione di "Primavera di Bellezza"; questa uscirà postuma in 13 capitoli con il titolo "Una questione privata". Sempre postumo esce un altro libro intitolato "Un giorno di fuoco", insieme ad alcuni racconti inediti; vi è poi un altro romanzo con argomentazioni belliche dal titolo "Un Fenoglio alla Prima Guerra Mondiale", di cui ha scritto solo 10 capitoli.

La vera fortuna di Fenoglio comincia di fatto con le pubblicazioni postume: nel 1963 escono come già detto i racconti di "Un giorno di fuoco", ristampati nel 1965 con il titolo "Una questione privata"; nel 1968 viene raccolta una vasta cronaca partigiana intitolata "Il partigiano Johnny"; nel 1969 esce la ristampa del romanzo "La paga del sabato".

Gli anni intercorsi fra il 1945 e la stesura di questi racconti, il ripiegarsi dell'attenzione sulla vita contadina e i suoi crudi problemi, sui quali la Resistenza è passata senza nulla cambiare, hanno evidentemente indotto Beppe Fenoglio a guardare con occhi nuovi l'epica esperienza della sua generazione. Non a caso nel 1952 la stampa di sinistra che solitamente coltivava un' immagine retorica della Resistenza, critica i racconti di Fenoglio, accusato addirittura di avere compiuto una "cattiva azione".

In quel periodo non capiscono che l'ironia di Fenoglio nasce dalla pietà; una pietà che investe vincitori e vinti dove i vinti vengono assolti da Fenoglio, con la frase:

eravamo fratelli che uccidevano altri fratelli.

Infatti se è vero che l'attacco a molte battute riguardante il libro "I Ventirè giorni della città di Alba", tipo quando Fenoglio descrive il racconto come "racconti di partigiani e di preti, di paesani e di reduci sia tra i partigiani sia tra i fascisti" sono improntati ad una cruda realtà, associata a una ruvida ironia che non risparmia neanche le debolezze dei soldati-bambini della guarnigione partigiana.

Il ritmo narrativo senza soste della descrizione della battaglia, svela nello scrittore una testimonianza interiore e pensierosa degli avvenimenti di quei giorni, nella quale si crea un miracoloso equilibrio di passione contenuta dal suo carattere mite e di intelligenza disincantata dei fatti.

Beppe Fenoglio appartiene all'ultima generazione di scrittori italiani radicata in un contesto sociale che può ispirare dal vivo un entusiasmo vero e genuino, programmando la radicale trasformazione in atto della civiltà agricola che l'Italia conduce, accostandola all'arcaico mondo collinare Langhiniano che per naturale disposizione si modella su una misura narrativa nei testi del compianto Fenoglio.

Lo scrittore si è assunto il ruolo di interprete di un'epoca della vita popolana nelle Langhe, con l'aspirazione di costruire come un mosaico due generazioni di Pace e di Guerra.

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