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mercoledì 1 marzo 2023

Lo Sapevate Che: Ron Howard: Nessuno immaginava che l'amico lentigginoso di Fonzie sarebbe entrato un giorno nell'olimpo dei registi più rinomati di Hollywood.


Piccolo schermo e grandi film

Soprannominato Ronny per quanti sforzi faccia per fare film sempre più meravigliosi e belli, sarà sempre ricordato da una certa generazione come Richard 'Ricky' Cunningham, o il bravo ragazzo serio e un po' imbranato che nella celebre serie televisiva "Happy days" era grande amico dell'altrettanto mitico Fonzie.

Ron Howard nasce in Oklahoma il giorno 1 marzo 1954 da una famiglia di attori. Il padre Rance Howard realizza il sogno di recitare dopo la laurea in drammaturgia. La madre Jean Speegle studia recitazione a New York. La prima apparizione cinematografica avviene a 18 mesi nel film "Frontier woman" (1955), ma la prima interpretazione è a cinque anni, nel film d'avventura con Yul Brinner e Deborah Kerr, "Il viaggio", di Anatole Litvak.

Tra gli anni '60 e '70, ancora bambino, lavora in numerose serie televisive di successo come ad esempio "The Andy Griffith show", sfortunatamente mai approdate nel nostro paese. Nel 1963 recita il ruolo dell'intraprendente figlio di Glenn Ford nell'opera di Vincente Minnelli, "Una fidanzata per papà". Vista la sua familiarità con i set cinematografici, i genitori nel tentativo di fargli vivere una vita normale, lo iscrivono alle scuole pubbliche. Così per un po' Ron Howard si concentra solo sugli studi. A livello artistico passa così direttamente da attore bambino a regista adulto.

Nel 1975 sposa la sua compagna di scuola Cheryl Allen. Nel 1976 riceve una nomination al Golden Globe per la sua interpretazione ne "Il pistolero" accanto ad attori del calibro di John Wayne, James Stewart e Lauren Bacall. Come attore cinematografico più maturo è da ricordare la partecipazione al film "American Graffiti" nel 1973, diretto da George Lucas, con Richard Dreyfuss.

Effettua le prime riprese come regista ad appena quindici anni con la sua Super8. Animato da grande passione, dopo le scuole superiori frequenta per due anni il "Film Program" dell'Università della California del Sud. Interrompe il corso decidendo di imparare direttamente sul campo.

Happy Days

Diviene famoso in tutto il mondo come attore grazie al ruolo di Richie Cunningham, il miglior amico di Fonzie, nella celebre serie tv Happy Days, che va in onda dal 1974 al 1984 (11 stagioni complessive). Dopo sette stagioni (nel 1980) Ron Howard decide di abbandonare Happy Days per seguire la carriera di regista (nella trama l'uscita di scena di Richie Cunningham, è giustificata con l'adesione alla carriera militare). Ron Howard tornerà nei panni di Richie solo per quattro puntate tra il 1983 e il 1984.

I primi film come regista

Nel 1977 realizza la sua prima pellicola grazie ad un accordo con Roger Corman. Ron avrebbe recitato nel film prodotto da Corman "Eat my dust!" ed in compenso lui avrebbe prodotto la prima pellicola di Howard "Attenti a quella pazza Rolls Royce", da lui scritto e interpretato.

Nel 1982 gira "Turno di notte" con Henry Winkler, il Fonzie di Happy Days, come protagonista.

Il successo di pubblico arriva nel 1984 con "Splash - Una sirena a Manhattan". L'anno dopo gira "Cocoon - L'energia dell'universo". La pellicola, incentrata su un gruppo di allegri vecchietti, vince due Oscar e un premio a Venezia.

Ron Howard negli anni '90

Negli anni '90 Ron Howard acquista rispetto nell'ambiente cinematografico e il consenso del pubblico. Realizza opere di successo, come "Fuoco assassino" con Robert De Niro e Kurt Russell nel 1991. Nel 1992 gira "Cuori ribelli", pellicola con Tom Cruise e Nicole Kidman.

Nel 1995 realizza "Apollo 13" (con un intenso Tom Hanks) nel quale, in un cameo, recitano anche i suoi genitori e la figlia Bryce.

L'anno seguente dirige Mel Gibson in "Ransom - Il riscatto". Il 1999 si apre con "Ed TV", controversa pellicola sul mondo della televisione (con Elizabeth Hurley).

Gli anni 2000

Due anni dopo, nel 2001, Ron Howard è un regista ormai maturo. È il momento del capolavoro. Si tratta del commovente "A beautiful mind", che ottiene uno strepitoso successo grazie anche alla presenza di un indovinato Russell Crowe nella parte del geniale matematico schizofrenico John Nash. Alla notte degli Oscar, la pellicola si porterà a casa quattro delle otto statuette cui era candidata, tra cui Miglior film e Miglior regia.

Alla sua sapiente ed esperta mano è stata affidata la regia de "Il Codice da Vinci", film tratto dal libro di Dan Brown, fenomeno editoriale degli ultimi anni. Il film-evento (con Tom Hanks, Jean Reno e Audrey Tatu) è uscito in contemporanea mondiale il 19 maggio 2006.

Artista a tutto tondo Ron Howard ha quattro figli: Bryce Dallas, i gemelli Jocelyn e Page Carlyle, e Reed. Ha anche un fratello, Clint, spesso chiamato a recitare nei suoi film.

Gli anni 2010

Dopo il primo film con protagonista Robert Langdon ha girato i due capitoli successivi "Angeli e Demoni" (2009) e "Inferno" (2016), sempre tratti dagli omonimi romanzi di Dan Brown, e sempre con Tom Hanks come attore protagonista. Nel mezzo ci sono stati vari film di successo come "Frost/Nixon - Il duello" (2008), "Il dilemma" (2011), "Rush" (2013), "Heart of the Sea - Le origini di Moby Dick" (2015). Nel 2017 viene chiamato per dirigere il secondo film spin-off della saga di Star Wars, dedicato al racconto del personaggio di Han Solo (Solo - A Star Wars Story).

Nel 2019 gira il documentario biografico "Pavarotti", sulla vita del tenore italiano Luciano Pavarotti. Nel novembre 2020 esce su Netflix il suo nuovo film "Elegia americana", con protagoniste Glenn Close e Amy Adams, entrambe candidate al premio Oscar.

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Lo Sapevate Che: Lucio Dalla: Nel gotha dei cantautori italiani, il Lucio "nazionale" ha dato del tu all'arte nelle sue svariate forme, dalla musica al cinema, passando per la pittura.


“Certo chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche: il pensiero è come l'oceano, non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare.”Lucio Dalla

 

 Lunga continuità artistica

Lucio Dalla nasce a Bologna il giorno 4 marzo 1943 e comincia a suonare sin da giovane. A quattordici anni passa dalla fisarmonica al clarino. Trasferitosi a Roma, entra a far parte d'un complesso, la Second Roman New Orleans Jazz Band. Nel 1960 si esibisce con il gruppo musicale i "Flipper". La svolta avviene nel 1963 quando al Cantagiro, Gino Paoli si offre come produttore. Nel 1964 approda alla scuderia discografica Rca. Incide "Lei" e "Ma questa sera", ma senza successo.

Lucio Dalla debutta nel 1966 al Festival di Sanremo con "Paff...Bum", in coppia con i "Yardbirds" di Jeff Beck. Nel 1967 è la spalla di Jimi Hendrix nel concerto al Piper di Milano. Esce il suo primo album "1999" (1966). Seguono "Terra di Gaibola" (1970, con "Occhi di ragazza" di Gianni Morandi) e nel 1971 "Storie di casa mia", contenente canzoni quali "Il gigante e la bambina", "Itaca", "La casa in riva al mare".

Dal 1974 al 1977 collabora con il poeta bolognese Roberto Roversi, orientando la sua produzione verso contenuti civili. Insieme creano tre album significativi: "Il giorno aveva cinque teste", "Anidride solforosa" e "Automobili".

Nel 1977, sciolto il sodalizio con Roversi, diventa paroliere di se stesso. Scrive "Com'è profondo il mare", a cui fa seguito nel 1978 "Lucio Dalla". Il disco contiene classici quali "Anna e Marco" e "L'anno che verrà".

Gli anni Ottanta per l'artista bolognese rappresentano un decennio ricco di consensi popolari e record di vendite. Fondamentali gli anni 1979 e 1981. Si esibisce dal vivo con il collega Francesco De Gregori nel tour Banana Republic (da cui l'omonimo "live"). Seguono nel 1980 "Dalla", con le stupende "La sera dei miracoli", "Cara" e "Futura". Incide nel 1981 "Lucio Dalla (Q Disc)", "1983" nel 1983 e "Viaggi organizzati" nel 1984.

Nel 1985 esce l'album "Bugie" e nel 1986 "Dallamericaruso". In questo disco è inclusa la canzone "Caruso", riconosciuta dalla critica come il capolavoro di Dalla. Vende oltre otto milioni di copie, viene incisa in trenta versioni, tra cui la versione di Luciano Pavarotti. Il brano circola per i paesi di tutto il mondo.

Nel 1988 si forma un'altra accoppiata vincente: Lucio Dalla e Gianni Morandi. Scrivono un album insieme, "Dalla/Morandi", a cui segue una trionfale tournée nei più affascinanti luoghi d'arte d'Italia mai raggiunti prima d'ora dalla musica leggera.

Nel 1990 in televisione, presenta il suo nuovo brano "Attenti al lupo" e il seguente album "Cambio". Il disco totalizza quasi 1.400.000 copie vendute. Seguono un prolungato Tour, documentato nel live "Amen" e, nel 1994, l'album "Henna". Il 1996 segna l'ennesimo successo discografico con l'album "Canzoni", che supera la cifra di 1.300.000 copie vendute.

Nelle estati del 1998 e 1999 è in concerto, accompagnato dall'Orchestra di Musica Sinfonica di 76 elementi, diretti dal Maestro Beppe D'Onghia. Reinterpreta i suoi brani più famosi, riarrangiati in chiave sinfonica.

Il 9 settembre 1999 pubblica "Ciao", dopo esattamente trentatré anni di distanza dal suo primo album che si intitolava 1999. L'album contiene undici brani, prodotti ed arrangiati da Mauro Malavasi. La tiltle-track "Ciao" diventa il brano radiofonico dell'estate 1999. L'album conquista il doppio disco di platino.

Il 12 ottobre 2001 esce "Luna Matana", interamente scritto e realizzato alle Isole Tremiti. Numerosi i camei: Carmen Consoli, Gianluca Grignani e Ron. L'album contiene undici nuove canzoni tra cui il singolo di lancio Siciliano.

Oltre ad essere autore e interprete di canzoni indimenticabili, Dalla è anche un talent scout. A Bologna ha sede la sua etichetta discografica Pressing S.r.l., che ha lanciato Ron, Luca Carboni, Samuele Bersani e ha permesso la rinascita artistica di Gianni Morandi. Di questa attività fa parte anche il suo lavoro di compositore di musica per film. È autore di colonne sonore per i film di Mario Monicelli, Michelangelo Antonioni, Carlo Verdone, Giacomo Campiotti e Michele Placido. Ha anche aperto la galleria d'arte No Code, in Via dei Coltelli a Bologna.

Sconfina nella musica classica in "Pierino e il lupo" di Prokofiev nel 1997. Collabora con il poeta Roberto Roversi. Creano insieme un album di 6 canzoni inedite, non in commercio ma regalato all'Università di Bologna, diventando immediatamente oggetto di collezionismo e di culto.

È autore di programmi televisivi di successo: Te vojo bene assaie, Capodanno, RaiUno - Taxi, Rai Tre - S.Patrignano. Non ultimo il programma con Sabrina Ferilli, "La Bella e la Besthia" (2002).

Nel 2008 Lucio Dalla mette in scena "L'opera del Mendicante" di John Gay, interpretata dalla cantante e attrice Angela Baraldi e Peppe Servillo degli Avion Travel. A luglio dello stesso anno presenta l'inno ufficiale della squadra olimpica italiana, intitolato "Un uomo solo può vincere il mondo", composto per i Giochi Olimpici di Pechino.

Il 10 ottobre 2009 viene trasmesso dalle radio il singolo "Puoi sentirmi?", che anticipa l'uscita dell'album "Angoli nel cielo". Il 2010 si apre con la notizia di un concerto insieme di Dalla con Francesco De Gregori, a trent'anni da "Banana Republic".

A distanza di quarant'anni dalla sua ultima partecipazione, nel febbraio del 2012 torna al Festival di Sanremo, accompagnando il giovane cantautore Pierdavide Carone con il brano "Nanì", del quale Dalla è co-autore. Pochi giorni più tardi, mentre si trova in tour in a Montreux (Svizzera), il giorno 1 marzo 2012 Lucio Dalla muore improvvisamente, a causa di un infarto. Avrebbe compiuto 69 anni tre giorni dopo.

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Lo Sapevate Che: Gabriele D'Annunzio: Autore simbolo del Decadentismo italiano, il suo essere perfettamente calato nel contesto politico del tempo e la capacità di farsi interprete dello spirito nazionale gli fecero meritare l'appellativo di Vate.


“L'uomo a cui è dato da soffrir più degli altri, è degno di soffrire più degli altri.”           Gabriele D’Annunzio

 

Pirata e signore

Nato a Pescara il 12 Marzo 1863 da Francesco D'Annunzio e Luisa de Benedictis, Gabriele é il terzogenito di cinque fratelli. Fin dalla più tenera età spicca tra i coetanei per intelligenza e per una precocissima capacità amatoria.

Il padre lo iscrive al reale collegio Cicognini di Prato, costoso convitto celebre per gli studi severi e rigorosi. La sua é una figura di allievo irrequieto, ribelle e insofferente alle regole collegiali, ma studioso, brillante, intelligente e deciso a primeggiare. Nel 1879 scrive una lettera al Carducci, nella quale chiede di poter inviare al «gran vate» della poesia italiana, alcuni suoi versi; nello stesso anno a spese del padre pubblica l'opera «Primo Vere», che viene però sequestrato ai convittori del Cicognini per i suoi accenti eccessivamente sensuali e scandalistici; il libro fu però recensito favorevolmente dal Chiarini sul «Fanfulla della domenica».

Al termine degli studi liceali consegue la licenza d'onore; ma fino al 9 di luglio non torna a Pescara. Si ferma a Firenze, da Giselda Zucconi, detta Lalla, il suo primo vero amore; la passione per «Lalla» ispirò i componimenti di «Canto Novo». Nel novembre 1881 D'Annunzio si trasferisce a Roma per frequentare la facoltà di lettere e filosofia, ma si immerge con entusiasmo negli ambienti letterari e giornalistici della capitale, trascurando lo studio universitario.

Collabora al Capitan Fracassa e alla Cronaca Bizantina di Angelo Sommaruga e pubblica qui nel maggio 1882 il «Canto Novo» e «Terra Vergine». Questo è anche l'anno del suo matrimonio con la duchessina Maria Altemps Hordouin di Gallese, figlia dei proprietari di palazzo Altemps, di cui il giovane D'Annunzio frequentava assiduamente i salotti. Il matrimonio è osteggiato dai genitori di lei, ma viene ugualmente celebrato. Da segnalare che già in quest'epoca D'Annunzio è perseguitato dai creditori, a causa del suo stile di vita eccessivamente dispondioso.

Nasce il suo primogenito Mario, mentre lo scrittore continua la collaborazione con il Fanfulla, occupandosi più che altro di costume e aneddoti sulla società dei salotti. Nell'aprile 1886 nasce il secondo figlio, ma D'Annunzio riacquista l'entusiasmo artistico e creativo solo quando incontra ad un concerto il grande amore, Barbara Leoni, ossia Elvira Natalia Fraternali.

La relazione con la Leoni crea non poche difficoltà a D'Annunzio che, desideroso di dedicarsi alla sua nuova passione, il romanzo, e di allontanare dalla mente le difficoltà familiari, si ritira in un convento a Francavilla dove elabora in sei mesi «Il Piacere».

Nel 1893 la coppia affronta un processo per adulterio, che non fa altro che far nascere nuove avversità nei confronti del poeta negli ambienti aristocratici. I problemi economici spronano D'Annunzio ad affrontare un intenso lavoro (infatti, oltre ai debiti da lui contratti si sommano quelli del padre deceduto il 5 giugno 1893).

Il nuovo anno si apre nuovamente nel segno della solitudine del convento, dove D'Annunzio elabora il "Trionfo della morte". In settembre, trovandosi a Venezia, conosce Eleonora Duse, già avvicinata a Roma in veste di cronista della Tribuna. In autunno si stabilisce nel villino Mammarella, a Francavilla con la Gravina e la figlia e inizia la faticosa elaborazione del romanzo "Le vergini delle rocce" apparso a puntate sul convito e poi in volume presso Treves con data 1896.

Nell'estate 1901 nasce invece il dramma "Francesca da Rimini", anche se questi sono anni prevalentemente contrassegnati dall'intensa produzione delle liriche di "Alcyone", e del ciclo delle Laudi.

In estate D'Annunzio si trasferisce a villa Borghese dove elabora la "Figlia di Iorio". Il dramma, rappresentato al Lirico di Milano, riscuote un enorme successo grazie alla superbia interpretazione di Irma Gramatica.

Venuto meno il sentimento tra la Duse e D'Annunzio e incrinatosi definitivamente il loro rapporto, il poeta ospita alla Capponcina, una residenza estiva, Alessandra di Rudinì, vedova Carlotti, con la quale instaura un tenore di vita oltremodo lussuoso e mondano, trascurando l'impegno letterario. La bella Nike, così era denominata la Di Rudinì, lungi dall'essere la nuova musa ispiratrice favorisce lo snobismo del poeta, spronandolo ad un oneroso indebitamento, che decreta in seguito l'imponente crisi finanziaria. Nel maggio del 1905 Alessandra si ammala gravemente, travolta dal vizio della morfina: D'Annunzio la assiste affettuosamente ma, dopo la sua guarigione, la abbandona. Lo choc per Nike è enorme, tanto che decide di ritirarsi a vita conventuale. Segue poi un rapporto tormentato e drammatico con la contessa Giuseppina Mancini, rievocato nel diario postumo "Solum ad Solam". Le immense difficoltà economiche costringono D'Annunzio ad abbandonare l'Italia e a recarsi nel marzo 1910 in Francia.

Assediato dai creditori, fugge in Francia, dove si reca nel marzo 1910, accompagnato dal nuovo amore, la giovane russa Natalia Victor de Goloubeff. Trascorre anche qui cinque anni immerso negli ambienti mondani intellettuali. La permanenza è allietata non solo dalla russa, ma anche dalla pittrice Romaine Brooks, da Isadora Duncan e dalla danzatrice Ida Rubinstein, a cui dedica il dramma "Le martyre de Saint Sébastien", musicato in seguito dal superbo genio di Debussy.

Il canale che permette a D'Annunzio di conservare la presenza artistica in Italia è "Il Corriere della sera" di Luigi Albertini (dove fra l'altro sono state pubblicate le "Faville del maglio"). L'esilio francese è stato artisticamente proficuo. Nel 1912 compone la tragedia in versi "Parisina", musicata da Mascagni; dopo aver collaborato alla realizzazione del film "Cabiria" (di Pastrone) scrive la sua prima opera cinematografica, "La crociata degli innocenti". Il soggiorno francese termina all'inizio della guerra, considerata da D'Annunzio l'occasione atta ad esprimere con l'azione gli ideali superomistici ed estetizzanti, affidati, sino ad allora, alla produzione letteraria.

Inviato dal governo italiano a inaugurare il monumento dei Mille a Quarto, D'Annunzio, il 14 maggio 1915 rientra in Italia presentandosi con una orazione interventista e antigovernativa. Dopo aver sostenuto a gran voce l'entrata in guerra contro l'impero Austro-ungarico, non esita ad indossare i panni del soldato l'indomani della dichiarazione. Si arruola come tenente dei Lancieri di Novara e partecipa a numerose imprese militari. Nel 1916 un incidente aereo gli causa la perdita dell'occhio destro; assistito dalla figlia Renata, nella «casetta rossa» di Venezia, D'Annunzio trascorre tre mesi nella immobilità e al buio, componendo su liste di carta la prosa memoriale e frammentaria del "Notturno". Tornato all'azione e desiderando gesti eroici si distingue nella Beffa di Buccari e nel volo su Vienna con il lancio di manifestini tricolori. Insignito al valor militare, il "soldato" D'Annunzio considera l'esito della guerra una vittoria mutilata. Caldeggiando l'annessione dell'Istria e della Dalmazia e considerando la staticità del governo italiano, decide di passare all'azione: guida la marcia su Fiume e la occupa il 12 settembre 1919. Dopo l'esperienza militare D'Annunzio elegge come sua dimora la villa Cargnacco sul lago di Garda, cura la pubblicazione delle opere più recenti, i già citati "Notturno" e i due tomi delle "Faville del maglio".

I rapporti di D'Annunzio con il fascismo non sono ben definiti: se in un primo tempo la sua posizione è contraria all'ideologia di Mussolini, in seguito la adesione scaturisce da motivi di convenienza, consoni allo stato di spossatezza fisica e psicologica, nonché a un modus vivendi elitario ed estetizzante. Non rifiuta, quindi, gli onori e gli omaggi del regime: nel 1924, dopo l'annessione di Fiume il re, consigliato da Mussolini, lo nomina principe di Montenevoso, nel 1926 nasce il progetto dell'edizione "Opera Omnia" curato dallo stesso Gabriele; i contratti con la casa editrice "L' Oleandro" garantiscono ottimi profitti a cui si aggiungono sovvenzioni elargite da Mussolini: D'Annunzio, assicurando allo stato l'eredità della villa di Cargnacco, riceve i finanziamenti per renderla una residenza monumentale: nasce così il «Vittoriale degli Italiani», emblema del vivere inimitabile di D'Annunzio. Al Vittoriale l'anziano Gabriele ospita la pianista Luisa Bàccara, Elena Sangro che gli rimane accanto dal 1924 al 1933, inoltre la pittrice polacca Tamara De Lempicka.

Entusiasta della guerra di Etiopia, D'Annunzio dedica a Mussolini il volume "Teneo te Africa".

Ma l'opera più autentica dell'ultimo D'Annunzio è il "Libro segreto", a cui affida riflessioni e ricordi nati da un ripiegamento interiore ed espressi in una prosa frammentaria. L'opera testimonia la capacità del poeta di rinnovarsi artisticamente anche alle soglie della morte, giunta l'1 marzo 1938.

https://biografieonline.it/biografia-d-annunzio

Speciale Ricette del 1° Marzo 2023: Buona preparazione, ciao cari amici.

 

“Certo chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche: il pensiero è come l'oceano, non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare.”Lucio Dalla

 

 

 

Fettuccine primaverili, con Zucchine, cipollotti e Yogurt

Per 4 persone

 

Ingredienti:

400 gr di fettuccine, 4 cipollotti novelli, 1 scalogno, 2 zucchine, 1 cucchiaio di curry, 200 gr di yogurt intero, olio, sale.

 

Pulite e affettate sottilmente i cipollotti e lo scalogno. Fateli appassire a fuoco lento in 3 cucchiai d’olio in una padella. Aggiungete le zucchine affettate sottilmente in diagonale, fatele saltare a fuoco vivo finchè saranno dorate. Salate, unite il cucchiaio di curry, aggiungete di yogurt e ½ bicchiere di acqua calda e mescolate. Fate lessare al dente in acqua salata le fettuccine. Scolatele e unitele al sugo, rigirandole velocemente. Servite subito.

 

 

 

Polpette di Pollo al Curry con purea di Patate

Per 4 persone

 

Ingredienti:

1 petto di pollo di 500 gr, 60 gr di parmigiano grattugiato, 1 uovo e 2 albumi, 150 gr di cous cous, un ciuffo di prezzemolo, curry, olio, sale.

Tagliare a tocchetti il petto di pollo e metterlo nel mixer. Unire il parmigiano grattugiato, l’uovo intero, il prezzemolo a foglie, lavate e asciugate, salare q.b. Frullare e formare con il composto ricavato, delle polpettine grandi come una noce. Aiutarvi inumidendo le mani in una ciotola con dell’acqua. In una casseruola con ½ lt di acqua, un pizzico di sale e uno di curry, unire il cous cous . Portare a bollore e mescolare. Cuocere per 2 minuti, spegnere e lasciare a riposo per 10 minuti. Sgranare la massa, con i rebbi di una forchetta e versarlo su un piatto. In un piatto sbattere gli albumi e immergervi le polpette. Poi, poche alla volta, passatele nel cous cous, facendo in modo che ne vengano completamente ricoperte. In una larga padella con olio in ebollizione, friggetevi le polpette facendole dorate da tutti i lati. Metterle ad asciugare dell’olio in eccesso su carta assorbente da cucina. Accompagnarle con una purea morbida di patate.

 

 

 

Biancomangiare di Mandorle

Per 4 persone

 

Ingredienti:

½ l di latte di mandorle, 50 gr di maizena, 60 gr di zucchero semolato, 1 cucchiaiata di pistacchi sgusciati, 1 cucchiaiata di mandorle spellate, 1 stecca di cannella, olio di mandorle dolci.

 

Stemperare l’amido in poco latte di mandorla, aggiungere lo zucchero, il latte rimasto, mescolare bene e trasferire il composto in una casseruola. Cuocere, portando lentamente a ebollizione e mescolando finché la crema si sia addensata e toglierla dal fuoco. Spennellare uno stampo da ½ lt con un filo d’olio di mandorle, riempirlo con la crema ancora calda, fare raffreddare a temperatura ambiente e poi trasferire lo stampo in frigorifero per almeno 6 ore. Sbollentare i pistacchi, lasciarli intiepidire, pelarli, asciugarli e passarli brevemente al mixer. Tritare nello stesso modo anche le mandorle e sbriciolare nel mortaio la cannella. Sformare il dolce, cospargerlo con gli ingredienti preparati e servirlo.