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giovedì 3 marzo 2022

Lo Sapevate Che: Primo numero della rivista Time: Nell’America degli anni Venti la stampa fu investita dal boom dei periodici illustrati e d'attualità che guardavano agli esempi della vecchia Inghilterra.

 

Sabato 3 marzo 1923 (90 anni fa)

Nell’America degli anni Venti la stampa fu investita dal boom dei periodici illustrati e d’attualità che guardavano agli esempi della vecchia Inghilterra. Il TIME inaugurò questa stagione parlando dei fatti attraverso i volti dei protagonisti, arrivando così a fare la storia del XX secolo fino ai giorni nostri.
L’attenzione verso le fasce più deboli della popolazione fu un principio cardine del giornalismo d’inizio Novecento, ispirato dalle teorie sociologiche della celebre Scuola di Chicago. Da qui infatti derivarono l’approccio giornalistico di raccontare la realtà partecipandovi in prima persona e il cosiddetto muckraking, la tecnica di “battere i marciapiedi” alla ricerca della vita marginale e nascosta della metropoli.
La fase tra le due guerre vide fiorire due nuovi tipi di stampa periodica, ripresi dalla tradizione britannica, dove, rispetto al testo, assumevano un ruolo prioritario le fotografie e le illustrazioni. Uno era rappresentato dai tabloid, l’altro dai newsmagazine, i settimanali d’attualità di cui il TIME fu il primo esempio negli USA.
La rivista, lanciata nelle edicole il 3 marzo 1923, venne fondata quasi per gioco da due studenti di Yale, Henry Luce e Briton Hadden. Intenzionati a chiamarla inizialmente Facts, i due, già colleghi al Yale Daily News, non nutrivano grandi aspettative dal loro progetto. Tuttavia già dal primo numero avevano conferito al giornale alcuni aspetti identitari, su tutti l’immagine di copertina riservata a un personaggio pubblico.
Sul numero d’esordio toccò a Joseph G. Cannon (presidente della Camera dei rappresentanti degli USA dal 1903 al 1911 e tra i politici più influenti della storia americana) inaugurare la serie di volti noti, locali e non, che aprivano le notizie della settimana. Sfruttando la risonanza che offrivano altri media come la radio e il cinema, TIME aumentò la sua popolarità toccando gli altri continenti.

https://raimondorizzo.wordpress.com/2013/11/17/primo-numero-della-rivista-time/

Lo Sapevate Che: Alexander Graham Bell: Alexander Graham Bell è stato un ingegnere, inventore e scienziato britannico naturalizzato statunitense. Wikipedia


Suona secondo, ma suona migliore

Fisico, fisiologo e inventore statunitense, di origini scozzesi, Alexander Graham Bell nasce a Edimburgo il 3 marzo 1847. Viene registrato all'anagrafe con il nome di Alexander Bell, in seguito aggiungerà il nome di Graham come segno di stima per Alexander Graham, amico di famiglia. Studia per un anno in una scuola privata e altri due anni alla Royal High School, dove consegue il diploma. Frequenta poi l'Università di Edimburgo e l'University College di Londra.

Il bisnonno a Londra, uno zio a Dublino ed il padre, Alexander Melville Bell, a Edimburgo, hanno tutti un passato come professore di dizione. La madre è quasi totalmente sorda: Bell spinto a migliorare la sua situazione si interessa ai problemi della trasmissione dei suoni inizialmente dal punto di vista medico, inventando un metodo per la rieducazione dei sordomuti.

Si trasferisce in Canada nel 1873: un giorno accompagna il padre a Montréal, dove quest'ultimo insegnava la tecnica di comunicazione ai sordomuti. Il vecchio Bell viene invitato a mostrare il sistema in un corso giornaliero a Boston, ma declina l'invito e per mandarvi il figlio, che diverrà professore di Psicologia Vocale e Dizione presso l'Università di Boston, scuola di oratoria.

Bell studia come migliorare il telegrafo, ed in particolare la possibilità di inviare più telegrammi con l'alfabeto Morse sulla stessa linea; studia anche come rendere visibili le vibrazioni acustiche. Arriva nel 1875 a brevettare un telegrafo multiplo in grado di inviare contemporaneamente due segnali e quindi. Con i finanziamenti dal suocero americano, il 17 marzo 1876 deposita il brevetto numero 174.465 per proteggere "il metodo e l'apparato per trasmettere la voce od altri suoni telegraficamente [...] per mezzo di ondulazioni elettriche, simili, in forma, a quelle che accompagnano l'emissione della voce e dei suoni nell'aria", il telefono. L'italiano Meucci, che non aveva abbastanza soldi per brevettare il "teletrofono" (così lo aveva chiamato), era riuscito nel 1871 ad ottenere solo un brevetto temporaneo che andava rinnovato di anno in anno al prezzo di 10 dollari e che sarebbe riuscito a rinnovare solo fino al 1873.

Le prime parole che Bell pronuncia al telefono, il giorno 10 marzo 1876, sono: "Venga qui Watson, per favore. Ho bisogno di lei", rivolte al suo assistente Thomas Watson. L'apparecchio di Bell era costituito da un microfono ed un auricolare combinati in un contenitore a forma di trombetta: parlando all'interno del microfono si metteva in vibrazione una membrana che generava una corrente elettrica variabile secondo il segnale ricevuto. All'altro capo dell'apparecchio la corrente veniva poi ritrasformata in un segnale acustico che qui funzionava da altoparlante.

La Corte Suprema degli Stati Uniti nel 1888 e il Congresso nel 2002, confermeranno l'attribuzione dell'invenzione del telefono a Meucci. Avendo a disposizione maggiori capitali dell'italiano, Bell imporrà il proprio apparecchio, in seguito perfezionato, dando origine all'industria delle telecomunicazioni, che diverrà poi una delle maggiori degli Stati Uniti. Nel 1877 fonda la "Bell Telephone Company" da cui avrà origine il colosso "AT&T" (American Telephone and Telegraph).

L'11 luglio 1877 sposa Mabel Hubbard, sordomuta, la quale era stata una sua allieva presso l'Università di Boston. La sua invenzione del telefono sarebbe stato proprio il risultato degli sforzi per produrre un apparecchio che gli permettesse di comunicare con la moglie e la madre.

Altre invenzioni di Bell, alcune delle quali non avrebbero incontrato grande successo, sono il fotofono (o radiofono) per la trasmissione del suono su un fascio di luce (un precursore dei moderni sistemi a fibre ottiche), un procedimento elettrico per localizzare oggetti metallici (metal detector) nel corpo umano e un prototipo di aliscafo. Dal suo nome deriva anche l'unità di misura bel (B) usata in acustica, inventata dai "Laboratori Bell". Il bel è troppo grande per l'uso quotidiano, al suo posto viene usato il decibel (dB) che è uguale a 0.1 B, che è di uso generalizzato. Il dB è comunemente usato per misurare un rapporto di intensità del suono. In un'intervista su di una rivista pubblicata postuma, Bell rifletteva inoltre sulla possibilità di riscaldare le case con pannelli solari.

Nel 1882 diviene un cittadino naturalizzato degli Stati Uniti. Nel 1888 è tra i fondatori della "National Geographic Society" e sarà il secondo presidente. Tra le varie onorificenze ricevute da Bell v'è la Legion d'Onore francese; la Academie française lo onorerà anche con il "Premio Volta" (di 50.000 franchi), la "Royal Society of Arts" di Londra lo premierà con la Albert Medal nel 1902, e l'Università di Würzburg, in Baviera, gli concederà il dottorato onorario (Ph.D.). Fu premiato dall'American Institute of Electrical Engineers con la Edison Medal nel 1914.

Alexander Graham Bell muore a Beinn Bhreagh, sull'isola Cape Breton vicino al villaggio di Baddeck, il 2 agosto 1922. Viene seppellito accanto alla moglie sulla vetta della montagna Beinn Bhreagh, che guarda il lago "Bras d'Or".

Bell viene incluso fra i 100 più illustri Britannici di ogni tempo, fra 100 i più grandi Americani e nei primi 10 Canadesi, unica personalità a comparire su più di un elenco di questa tipologia.

https://biografieonline.it/biografia-alexander-graham-bell

Speciale: Menù di Mercoledì 3 Marzo 2022 e buon pranzo a tutti!

 

“Il genere umano deve ricordare che la pace non è il dono di Dio alle sue creature; la pace è il dono che ci facciamo gli uni con gli altri.”  Elie Wiesel

 

 

 

Zuppa di Finocchio Selvatico

Per 4 persone

 

Ingredienti:

 

Un mazzo di finocchio selvatico, 8 fette di pane casereccio tostate, 120 gr di fontina, brodo vegetale, sale.

 

Pulire togliere le parti dure al finocchio selvatico, lavarlo e tritarlo. Metterlo in una pentola in poco brodo vegetale e farlo cuocere per 8 minuti. Disporre sul fondo di una pirofila le fette di pane tostate, coprirle con la fontina affettata, versarvi sopra il brodo con il finocchio e passare in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.

 

 

 

Tomine Piemontesi arrostite con noci e con composta di Pere

Per 4 persone

 

Ingredienti:

 

4 tomine piemontesi fresche, 2 pere decana, 4 noci senza guscio e ridotte a pezzetti, cannella in polvere, aceto di vino rosso, 20 gr di burro, 20 gr di zucchero di canna.

 

Sbucciare le pere, dividerle a metà, privarle dei semi e ridurle a dadini. In un padellino fare fondere il burro, unire i dadini di pere e fare rosolare per qualche minuto, unire 20 gr di zucchero, 2 cucchiai d’aceto, ½ cucchiaino di cannella e fare cuocere per 8 minuti a fuoco moderato. Nel mentre scaldare molto bene una griglia e farvi cuocere le tomine per 2 minuti per parte, facendole dorare leggermente. Adagiare le tomine su un piatto da portata e distribuirvi sopra ii pezzetti di noci  e accanto le pere.

 

 

 

Torta di Fiori di Sambuco secchi

Per 6 persone

 

Ingredienti:

130 gr di farina gialla, 110 gr di farina bianca, 200 gr di burro, 200 gr di zucchero, 3 uova, 15 gr di fiori secchi di sambuco.


Fondere il burro a bagnomaria lavorandolo con una spatola di legno, lavorarlo con lo zucchero per ¼ d’ora, aggiungere le farine mischiate e i fiori di sambuco, unire 1 uovo intero e 2 tuorli. Montare a neve fermissima le 2 chiare e unirle all’impasto. Imburrare e infarinare una pirofila di 22 cm di diametro e versarvi l’impasto preparato. Infornare in forno preriscaldato a 180° per 45 minuti.

 

mercoledì 2 marzo 2022

Lo Sapevate Che: Mercoledì delle Ceneri

 

Aforisma Del Giorno

 

Ama e tieni amico colui che, quando tutti se ne andranno, non ti abbandonerà, ne permetterà che, alla fine, tu abbia a perire. Che tu lo voglia oppure no, dovrai un giorno separarti da tutti; tienti dunque stretto, in vita e in morte, a Gesù, e affidati alla fedeltà di lui, che solo ti potrà aiutare allorchè gli altri ti verranno meno. (T. da Kempis)

 

Con l’espressione Mercoledì delle Ceneri ( o Giorno delle Ceneri), si intende il mercoledì precedente la prima domenica di Quaresima che, nelle chiese cattoliche di rito romano e in alcune comunità riformate, coincide con l’inizio stesso della quaresima, periodo in preparazione della Pasqua cristiana.

Nella giornata delle Ceneri, tutti i cattolici dei vari riti latini, sono tenuti a far penitenza ed a osservare il digiuno o astinenza dalle carni.

 

 

In questo giorno il rito cattolico consiste nello spargere un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte dei fedeli, per ricordare loro la caducità della vita terrena e per spronarli all’impegno penitenziale della Quaresima. In questo rito si pronuncia una formula di ammonimento. Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai.

 

 

Lo Sapevate Che: Howard Carter: Howard Carter è stato un archeologo ed egittologo britannico, scopritore della tomba di Tutankhamon. Wikipedia

 

Diedi l'ordine. Fra il profondo silenzio, la pesante lastra si sollevò. La luce brillò nel sarcofago. Ci sfuggì dalle labbra un grido di meraviglia, tanto splendida era la vista che si presentò ai nostri occhi: l'effige d'oro del giovane re fanciullo.” Howard Carter

 

Una storica scoperta

Howard Carter nasce a Swaffham, nella contea di Norfolk, in Inghilterra, il giorno 9 maggio 1874. Se il suo nome non è forse universalmente e largamente noto a livello mondiale, lo è sicuramente quello del faraone egizio Tutankhamon, di cui Carter ha il merito di aver scoperto la tomba: si tratta di fatto della più grande scoperta archeologica del XX secolo.

Howard Carter nasce in una famiglia non molto ricca in cui il papà Samuel John Carter, si guadagna da vivere dipingendo ritratti di famiglia per la rivista "Illustrated London News". Grazie al talento artistico trasmessogli Howard impara a disegnare e dipingere ad acquerello senza però sviluppare una vera e propria arte in questo campo.

Attraverso le conoscenze del padre artista, incontra e approfondisce la conoscenza del barone William Amhurst Tyssen-Amherst, il quale abitava in un paese vicino, e che era noto in Inghilterra come uno dei più grandi collezionisti di antichità egizie. Grazie a questa amicizia anche Howard Carter inizia ad appassionarsi alle storie dell'antico Egitto e della sua gloriosa civiltà.

Il barone ha così modo di presentare il giovane Carter all'egittologo Percy E. Newberry, professore di Egittologia presso l'Università di Liverpool, che prende subito in simpatia il ragazzo. In occasione di una prossima spedizione in Egitto finanziata dal British Museum, Newberry consiglia Howard come disegnatore: il suo compito è di riprodurre ad acquerello le pitture tombali insieme ad altri reperti archeologici.

Howard Carter arriva così al Cairo dove incontra l'archeologo ed egittologo Sir William Matthew Flinders Petrie, che lo prende nella sua squadra. La spedizione di Flinders Petrie dura a lungo, sei anni: durante questo periodo Carter ha modo di studiare, imparare ed assimilare in modo preciso le tecniche con cui vengono effettuati gli scavi archeologici. Tra i siti che visita e in cui opera vi sono quelli di Beni Hassan (sito del Medio Regno), di Hatnub, di Tell el-Amarna e del Tempio di Hatshepsut a Tebe.

Nel 1899 Howard Carter ha solo 25 anni ma viene già nominato ispettore capo del sud dell'Egitto e diventa responsabile degli importanti siti di Karnak, Luxor, Tebe e della Valle dei Re, tutti luoghi che oggi costituiscono alcune delle mete più ambite dei turisti. Questi sono gli anni di massima attività di Carter, il quale scava le tombe di Seti I e Nefertari, il tempio di Abu Simbel, il sito di Assuan, oltre a tanti altri.

Il periodo d'oro termina nel 1905 quando in un suo scavo un gruppo di visitatori francesi accende una rissa con delle guardie egiziane. A livello diplomatico ne consegue che il governo francese pretende delle scuse formali: Carter, nelle vesti di responsabile, rifiuta: il governo britannico lo assolve dal suo incarico stroncando di fatto la sua promettente carriera. Carter decide di restare in Egitto: per sostenersi finanziariamente vende i suoi acquerelli.

Accade poi un fatto fortunato: Lord George Herbert, quinto conte di Carnarvon, appassionato di antichità egizie che da poco ha iniziato ad approfondire questi temi, arriva a Luxor nell'anno 1908; ottiene una concessione di scavo ma sa che è necessario avere sul campo una persona con esperienza per dirigiere e risolvere le difficoltà della ricerca. Si rivolge allora a Gaston Maspero, il direttore generale delle antichità egizie - il quale in passato aveva nominato Howard Carter ispettore capo del sud dell'Egitto - che in tutta risposta gli consiglia di ingaggiare il disoccupato Carter.

L'intesa fra Herbert e Carter è subito grande tanto che l'esperienza insieme durerà per sette anni: in questo lungo periodo Carter dirige numerosi scavi in siti egiziani che vanno ad arricchire sempre più la collezione privata del Lord inglese.

L'ambizioso e grande sogno dell'archeologo ed egittologo è quello di scavare nella Valle dei Re, alla ricerca delle tombe dei due faraoni della XVIII Dinastia non ancora scoperte: Amenothep IV/Akhenaton, il faraone eretico, ed il suo successore Tutankhamon. La concessione di scavo nella Valle dei Re si trova in mano all'avvocato statunitense Theodore Davis; grazie alle proprie abilità diplomatiche, Lord Carnarvon riesce ad ottenere un'altra concessione permettendo così al progetto di Carter di partire.

L'idea dell'inglese era quella di scavare in modo sistematico l'intera Valle, accuratamente divisa in settori, ognuno dei quali sarebbe poi stato da esplorato in successione; l'operazione inizia nell'autunno del 1917. I mancati successi e le ingenti spese sostenute durante cinque lunghi anni, mettono a dura prova l'entusiasmo - e forse anche la pazienza - di Lord Carnarvon; questi nell'estate del 1922 decide di concludere l'operazione.

Howard Carter tuttavia crede ancora fortemente nel suo progetto tanto che riesce a convincere Carnarvon a finanziare ancora una stagione di scavi, il tempo necessario per esplorare l'ultimo settore rimasto. Il 3 novembre riprendono così gli scavi, di fronte alla tomba di Ramesse VI.

Al secondo giorno di scavo già riaffiora un gradino che presto si trasforma in una scala, la quale giunge ad una porta con conserva ancora intatti i sigilli della necropoli, segno che questa, durante le migliaia di anni trascorsi, non era mai stata violata sin dai tempi dalla sua chiusura. La gioia di Carter a questo punto è incontenibile.

Lord Carnarvon viene immediatamente richiamato dall'Inghilterra in Egitto, così che possa presenziare all'apertura della porta. Arriva ad Alessandria d'Egitto e sei giorni più tardi, il 26 novembre Howard Carter e Lord Carnarvon si trovano entrambe di fronte alla porta rimasta inviolata sin dal XIV secolo a.C.

Viene realizzato un foro per ispezionare l'interno: gli archeologi possono così apprezzare come il corredo funerario sia rimasto intatto. Il giorno seguente viene finalmente aperta la porta: si rivela così tutta la grandiosità del corredo ancora intatto compresi il sarcofago ed i vasi canopi.

Subito inizia il lavoro di catalogazione di tutti i reperti, prima che questi vengano inviati al museo del Cairo dove, secondo gli accordi presi in fase di concessione, sarebbero stati esposti al pubblico.

L'operazione richiede molti anni durante i quali i giornalisti di tutto il mondo giungono a testimoniare quella che è considerata a tutti gli effetti la più grande scoperta archeologica del XX secolo, non tanto per la ricchezza dei reperti quanto per la scoperta di una tomba faraonica ancora inviolata.

Il 16 febbraio del 1924, alla presenza di Howard Carter (ma non di Lord Carnarvon, purtroppo morto l'anno precedente), viene aperto il sarcofago che rivela all'interno la mummia intatta del faraone bambino contenuta in un sarcofago d'oro massiccio del peso di circa 110 chilogrammi; il volto è a sua volta ricoperto da una maschera d'oro massiccio riproducente le sembianze del defunto.

Carter si impiega negli anni seguenti a catalogare gli oltre 2.000 reperti rinvenuti: ancora oggi si possono visitare presso il Museo Egizio del Cairo, dove è stato mantenuto il criterio di inventario assegnato dall'inglese.

In seguito a questa immensa e storica scoperta archeologica, Howard Carter si ritira dall'attività di scavo, per diventare un semplice - o meglio straordinario - collezionista. Muore a Londra il giorno 2 marzo 1939 all'età di 65 anni, senza aver mai avuto la possibilità di esporre alla famiglia reale inglese la sua sensazionale scoperta.

https://biografieonline.it/biografia-howard-carter

Becquerel scopre la radioattività: Uno scienziato francese si accorse per primo dell'esistenza di un fenomeno naturale che, se governato o indotto artificialmente, avrebbe fornito utili strumenti di indagine alla chimica e alla medicina. In caso contrario, veniva a costituire un pericolo letale per l'uomo.


125 ANNI FA LO SCIENZIATO BECQUEREL SCOPRE LA RADIOATTIVITÀ: SIAMO NELLA BELLE EPOQUE

Nel 1896 lo scienziato francese Antonie Henri Becquerel scopre la radioattività. Fu il primo ad accorgersi dell’esistenza di un fenomeno naturale che avrebbe fornito alla chimica e a alla medicina validi strumenti di indagine.

Antoine Henri Becquerel si avvicinò alla scienza da figlio d’arte. Il padre e il nonno erano stati entrambi fisici di grande fama e avevano insegnato al Muséum national d’histoire naturelle di Parigi. Si laureò in scienze e in ingegneria, alle quali si dedicò per tutta la vita.

LE SCOPERTE

La scoperta dei raggi X nel 1895, da parte di Wilhelm Conrad Röntgen, lo indirizzò a esperimenti sulle relazioni esistenti fra raggi X e fluorescenza. Partì osservando la fluorescenza dei minerali di uranio che, esposti alla luce solare, erano in grado di impressionare una lastra fotografica in carta nera, posta nelle vicinanze. La scoperta sensazionale fu nel constatare che lo stesso fenomeno si era verificato con il cristallo e la lastra chiusi in un cassetto. Ciò era dovuto alla presenza di radiazioni invisibili sui minerali di uranio, che portarono lo scienziato francese a concludere che la radiazione era un evento naturale e non necessariamente indotto da una fonte di energia esterna, sia essa luce solare o altra fonte artificiale. Espose i risultati dei suoi studi all’Accademia francese delle Scienze, il 2 marzo del 1896. Da qui si cominciò a parlare in fisica di radioattività, originata dalla disintegrazione, spontanea o provocata, di un nucleo atomico con conseguente emissione di radiazioni elettromagnetiche.

 

IL CONTRIBUTO DEI CURIE

Un contributo prezioso venne dai coniugi Pierre e Marie Curie che, analizzando diversi campioni di pechblenda (una delle principali fonti naturali di uranio) ridotti in polvere, scoprirono che non avevano lo stesso livello di radiazioni. Quest’ultimo era di gran lunga più elevato in presenza di due elementi, che furono denominati polonio (in onore alle origini polacche di Marie) e radio (così chiamato per la sua intensa radioattività). Le vite di Becquerel e dei Curie s’incrociano per la prima volta quando, nel 1903, fu assegnato loro il Nobel per la Fisica, per le grandi scoperte che hanno reso possibili. Una motivazione che riconobbe il primato dello scienziato francese Bequerel, simbolo bq fu adottato dal Sistema internazionale come unità di misura della radioattività. Le radiazioni sono utilizzate in tutti i campi della scienza. Tra le applicazioni più note si ricordano quelle mediche, che vedono i raggi X utilizzati come strumento diagnostico e terapeutico della radiologia. Una delle applicazioni più recenti riguarda la genetica, che sfrutta le radiazioni come agenti mutageni, dando vita a varietà e razze con caratteristiche nuove.

 

IL CONTESTO STORICO

Siamo nella Belle epoque, negli anni delle scoperte, delle innovazioni e dei balli sfarzosi. Indicativamente gli storici fanno coincidere questo  periodo con gli ultimi anni dell’800 fino al 1914, l’anno che precede la Grande guerra. L’espressione nasce in Francia ed indica una sorta di ottimismo generale. Benefici di queste scoperte portarono a standard di vita notevoli e a miglioramenti sociali, ricordiamo: l’illuminazione elettrica, la radio, l’automobile, il cinema e altre comodità. L’Europa era in pace da trent’anni, cioè da quando la Germania aveva inaugurato un’industrializzazione e sviluppo che venivano garantite dalla nuova politica di equilibrio. Nessuno pensava più, quindi, che la guerra potesse devastare ancora il mondo; nel 1894 ebbe perciò luogo anche il primo congresso sui giochi olimpici, che stabilì che le Olimpiadi si sarebbero svolte ogni 4 anni. Durante questo periodo un importantissimo movimento formato essenzialmente da donne si fece sentire: venivano chiamate suffragette e rivendicarono il diritto di voto delle donne. È un’epoca legata ad un ampio sviluppo delle arti: nasce il cinema con i fratelli Lumière, sempre in Francia si afferma l’Impressionismo con Renoir, Manet, Degas, Cézanne, Monet. In Italia, con il Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti nasce il Futurismo. Nel 1896 “La Bohème” di Puccini consacra lo stile di vita bohémien, caratterizzato da povertà volontaria, vite vissute intensamente, anticonformismo, abuso di alcol e passione incondizionata per l’arte. Tra i simboli della Belle Epoque c’è il lussuoso treno Orient Express, nato il 2 maggio 1883 per collegare Parigi a Costantinopoli (l’attuale Instanbul).(Elena Mannarino)

 https://www.ilsuperuovo.it/125-anni-fa-lo-scienziato-becquerel-scopre-la-radioattivita-siamo-nella-belle-epoque/

 

 

 

Lo Sapevate Che: Esordio al cinema di King Kong: Un gorilla di 10 metri, sopravvissuto sull'isola del Teschio, con altre creature, all'estinzione dei dinosauri, si ritrova catapultato tra i grattacieli di New York, dove, per amore di una donna

 

King Kong è un film del 1933 prodotto e diretto da Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack. La prima si tenne il 2 marzo 1933

La storia segue una troupe cinematografica partita alla volta della misteriosa Isola del Teschio, nella quale si imbattono in King Kong, gigantesco gorilla bipede che rapisce l'attrice protagonista. La sapiente combinazione di elementi avventurosi, romantici e fantastici, insieme a una serie di effetti speciali e trucchi visivi all'epoca rivoluzionari (come la combinazione di stop-motion, retroproiezione, matte painting e miniature)] offrì al pubblico un'esperienza unica senza precedenti, e rese questo film uno dei massimi capolavori della storia del cinema Passata attraverso più versioni successive e remake, la storia dello scimmione King Kong costituisce uno dei paradigmi di base del linguaggio cinematografico.

Nel 1991 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d'America Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al quarantatreesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito al quarantunesimo posto.

Visto il grande successo ebbe un seguito dopo soli otto mesi, Il figlio di King Kong (The Son of Kong, 1933) per la regia di Schoedsack. Nei decenni successivi furono realizzati numerosi altri film sul personaggio (vedi sezione), che comprendono anche due remake omonimi, realizzati rispettivamente nel 1976 e nel 2005 ed entrambi vincitori di Oscar, e il più recente reboot del 2017 Kong: Skull Island.

Il film uscì nelle sale italiane il 13 ottobre 1933e fu riedito nel 1948.

https://it.wikipedia.org/wiki/King_Kong_(film_1933)