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domenica 3 ottobre 2021

Lo Sapevate Che: Eleonora Duse: Un modello universale nella storia del teatro italiano. Nata a Vigevano, in provincia di Pavia, Eleonora Duse è stata un'eroina dei palcoscenici internazionali, a cavallo tra Ottocento e Novecento


Le donne delle mie commedie mi sono talmente entrate nel cuore e nella testa che mentre m'ingegno di farle capire a quelli che m'ascoltano, sono esse che hanno finito per confortare me.” Eleonora Duse

 

Più grande di tutte

Definita meritatamente la più grande attrice teatrale di tutti i tempi, Eleonora Duse è stata un "mito" del teatro italiano: a cavallo tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, ha rappresentato con la sua profonda sensibilità recitativa e la sua grandissima naturalezza, opere di grandi autori come D'Annunzio, VergaIbsen e Dumas. Nata il 3 ottobre 1858 in una stanza d'albergo di Vigevano (Pavia) dove la madre, attrice girovaga, sostò per partorire, Eleonora Duse non frequenta una scuola, ma a quattro anni è già sul palcoscenico: per farla piangere, come richiede la parte, qualcuno dietro le quinte la picchia sulle gambe.

A dodici anni sostituisce la madre ammalata nei ruoli di protagonista della "Francesca da Rimini" di Pellico, e della "Pia dé Tolomei" di Marenco. Nel 1873 ottiene il primo ruolo stabile; sosterrà parti da "ingenua" nella compagnia paterna; nel 1875 sarà invece "seconda" donna nella compagnia Pezzana-Brunetti.

All'età di vent'anni Eleonora Duse viene assunta con il ruolo di "prima amorosa" nella compagnia Ciotti-Belli-Blanes. Ottiene il primo grande successo nel 1879, interpretando con struggente sensibilità, a capo di una compagnia con Giacinto Pezzana, la "Teresa Raquin" di Zola.

A ventitré anni è già prima attrice, e a ventinove capocomica: è lei a scegliere il repertorio e la troupe, e ad interessarsi della produzione e delle finanze. E tutta la vita avrebbe imposto le sue scelte, portando al successo autori di rottura, come il Verga di "Cavalleria rusticana", che rappresenta con enorme successo nel 1884. Tra i maggiori successi di quegli anni troviamo "La principessa di Bagdad", "La moglie di Claudio", "La signora delle camelie" e molti altri drammi di Sardou, Dumas e Renan.

Attrice sensibilissima, Eleonora Duse si preoccupa di rafforzare con lo studio e con la cultura le sue doti innate: per far questo si sarebbe rivolta ad un repertorio di livello artistico sempre più alto, interpretando opere come "Antonio e Cleopatra" di Shakespeare (1888), "Casa di bambola" di Ibsen (1891) e alcuni drammi di Gabriele D'Annunzio ("La città morta", "La Gioconda", "Sogno di un mattino di primavera", "La gloria"), col quale avrebbe avuto un'intensa quanto tormentata storia d'amore, durata diversi anni.

Nei primi anni del Novecento la Duse aggiunge al suo repertorio altre opere di Ibsen, quali "La donna del mare", "Edda Gabler", "Rosmersholm", che rappresenterà per la prima volta a Firenze nel 1906. Nel 1909 avviene il suo ritiro dalle scene. In seguito la grande attrice appare in un film muto, "Cenere" (1916), diretto ed interpretato da Febo Mari, tratto dal romanzo omonimo di Grazia Deledda.

La "Divina" tornerà sulle scene nel 1921 con "La donna del mare", portato anche a Londra nel 1923.

Si spegne a causa di una polmonite nel corso di una lunghissima tournée negli Stati Uniti, all'età di sessantacinque anni, il 21 aprile 1924 a Pittsburgh. Viene poi sepolta secondo volontà nel cimitero di Asolo (TV).

È sfumata, nella Duse, la separazione tra donna e attrice. Come lei stessa scrisse a un critico teatrale: "Quelle povere donne delle mie commedie mi sono talmente entrate nel cuore e nella testa che mentre io m'ingegno di farle capire alla meglio a quelli che m'ascoltano, quasi volessi confortarle, sono esse che adagio adagio hanno finito per confortare me".

La "Divina" non si truccava mai in scena o fuoriscena, né temeva di indossare il viola, aborrito dalla gente di spettacolo, né amava le prove, che preferiva nei foyer degli alberghi piuttosto che in teatro. Aveva una passione per i fiori, che spargeva sul palcoscenico, indossava sui vestiti, e teneva in mano giocherellandoci sopra pensiero. Dal carattere determinato recitava spesso in piedi con le mani sui fianchi e seduta con i gomiti sulle ginocchia: atteggiamenti sfrontati per quei tempi, che tuttavia l'hanno fatta conoscere e amare dal pubblico, e che la fanno ricordare come la più grande di tutte.

https://biografieonline.it/biografia-eleonora-duse

sabato 2 ottobre 2021

Speciale: Menù del 2 di Ottobre Festa dei Nonni e buon pranzo a tutti!

 

“I nonni, i nostri angeli custodi, gli occhi amorevoli, le carezze e i sorrisi dolci, l’affetto e la saggezza, questo e tanto altro sono i nonni!

 

 

 

Agrumi, Bresaola e Olive

Per 4 persone

 

Ingredienti:

 

1 cespo piccolo di lattuga, 1 pompelmo giallo, 1 pompelmo rosa, 1 arancia, 100 gr di bresaola affettata fine, 1 cucchiaio di olive nere snocciolate, un mazzetto di basilico, foglie di menta, zucchero, olio, sale, pepe nero.

 

Lavate e sgocciolate le foglie lattuga. Spezzettate le foglie con le mani. Sbucciate al vivo gli agrumi, affettateli in un ciotola per raccogliere il succo e trasferiteli su un piatto. Tritate il basilico e la menta, metteteli in una ciotolina, aggiungete 4 cucchiai d’olio, un pizzico di zucchero, un pizzico di sale e pepe. Mescolate bene e uniteli al succo di agrumi. Versate questa salsa sugli agrumi e conservatela al fresco per 20 minuti. Su un grande piatto da portata, disponete le foglie di lattuga, posateci sopra gli agrumi e il succo, le olive nere tagliate in due, e le fettine di bresaola. Aggiungete una macinata di pepe e qualche fogliolina di menta e basilico, al momento di servire.

 

 


Flan di Gorgonzola con Sedano al Mandarino

Per 8 persone

 

Ingredienti:

 

300 gr di sedano verde pulito, 250 gr di gorgonzola dolce mascarponata, 200 gr di latte intero, 180 gr di farina, 3 tuorli di uova, 2 uova intere, 1 mandarino, prezzemolo, olio evo, sale, burro e farina per gli stampini.

 

Far sciogliere ½ cucchiaino scarso di sale in 50 gr di acqua tiepida, emulsionarla con 25 gr di olio. Impastare la farina con l’emulsione e, quando la pasta sarà diventata omogenea ed elastica, formare una palla, coprirla e porla a riposare in frigorifero per mezz’ora. Scaldare il latte, unirvi il gorgonzola a dadini e farlo fondere (non deve bollire). Fare intiepidire il composto mescolando e aggiungete le uova e i tuorli battuti. Stendere la pasta molto sottile, su di un piano di lavoro infarinato, e con essa foderare 8 stampini (diametro 8 cm ) imburrati e infarinati; rifilare la pasta lungo il bordo e riempire gli stampini con il composto preparato, appoggiando sopra ognuno una fogliolina di prezzemolo. Infornarli subito a 170° per 20 minuti. Tagliare a fettine sottili il sedano, metterlo in una padella con un cucchiaio di olio, il succo di mandarino e un pizzico di sale. Farlo saltare in una padella a fuoco vivo per due minuti. Servire i flan caldi o tiepidi, accompagnandoli con il sedano al mandarino.

 

 

 

 

Aspic di Code Di Gamberoni e Verdure

Per 4 persone

 

Ingredienti:

 

250 gr di code di gamberoni, un gambo di sedano, 1 carota, 1 pezzetto di zenzero fresco, 1 foglia di alloro, una piccola scatola di piselli al naturale, 1 peperone rosso, 5 fogli di gelatina, sale.

 

Far bruciare sulla fiamma il peperone, raccoglierlo in un sacchetto di carta e quando sarà tiepido, pelarlo, togliere le coste bianche interne e i semi; ne servirà una metà, il resto lo userete per altre preparazioni. Lavare e sgusciare i gamberoni, eliminare il sbudellino nero. In una casseruola con 1 litro di acqua, mettere i carapaci dei gamberoni, il sedano, la carota, lo zenzero sbucciato e affettato, la foglia di alloro e portare a bollore. Fare bollire per 3 minuti, poi unirvi le code di gamberoni appoggiandole in un colino e scottarle per 1 minuto. Toglierli dal fuoco e tenerli da parte. Continuare a far bollire il brodo ancora per 15 minuti, dolcemente. Nel mentre mettere i fogli di gelatina a bagno in poca acqua fredda. Filtrare il brodo e tenerne da parte ½ lt. Unire al brodo la gelatina ben strizzata dall’acqua e farla sciogliere girandola con un cucchiaio di legno. Tagliare a rondelle la carota e a listerelle la falda di peperone. Versare un po’ di gelatina in uno stampo, metterla in frigorifero e quando sarà rappresa, aggiungere a strati gli ingredienti e il resto della gelatina. Lasciare la preparazione coperta in frigorifero per almeno 2 ore. Rovesciare il contenuto dello stampo su un piatto di portata e servire.

 

  

 

Torta alla Ricotta e Cioccolato

Per 6 persone

 

Ingredienti:

 

2 dischi di Pan di Spagna, 250 gr di ricotta, 120 gr di cioccolato bianco, 70 gr di zucchero, Rum, 2 cucchiai di cacao amaro, ½ bustina di vanillina.

 

Mettere la ricotta in una ciotola e lavorarla con un cucchiaio di legno per ammorbidirla. Unire 2 cucchiai di Rum e lavorare bene  il composto. Grattugiare il cioccolato bianco e amalgamarne la metà al composto di ricotta. In un pentolino mettere lo zucchero, la ½ bustina di vanillina e 2 cucchiai d’acqua. Mettere sul fuoco e far bollire mescolando per 2 minuti. Unire il tutto al composto di ricotta, amalgamando molto bene. Mettere su un piatto di portata un disco di Pan di Spagna, imbevendolo con 2 cucchiai di Rum. Spalmatene la superficie con metà del composto di ricotta. Coprite con il secondo disco di pasta, imbevendo anche questo con altri 2 cucchiai di liquore e spalmarvi in superficie il residuo del composto di ricotta. Spolverizzare la superficie con il cacao amaro e ricoprire con il rimanente cioccolato grattugiato. Mettere il dolce in frigorifero sino al momento di servirlo

 

 

Lo Sapevate Che: Mahatma Gandhi: Mohāndās Karamchand Gāndhī, comunemente noto con l'appellativo onorifico di Mahatma è stato un politico, filosofo e avvocato indiano. Altro suo soprannome è Bapu. Wikipedia


Un genitore saggio lascia che i figli commettano errori.
E' bene che una volta ogni tanto si brucino le dita.” Mahatma Gandhi

 

 La Grande Anima

Mohandas Karamchard Gandhi, detto il Mahatma (in sanscrito significa Grande Anima, soprannome datogli dal poeta indiano R. Tagore), è il fondatore della nonviolenza e il padre dell'indipendenza indiana.

Il nome Gandhi in lingua indiana significa 'droghiere': la sua famiglia dovette esercitare per un breve periodo un piccolo commercio di spezie.

Nato il 2 ottobre 1869 a Portbandar in India, dopo aver studiato nelle università di Ahmrdabad e Londra ed essersi laureato in giurisprudenza, esercita brevemente l'avvocatura a Bombay.

Di origini benestanti, nelle ultime generazioni la sua famiglia ricoprì alcune cariche importanti nelle corti del Kathiawar, tanto che il padre Mohandas Kaba Gandhi era stato primo ministro del principe Rajkot. I Gandhi tradizionalmente erano di religione Vaishnava; appartenevano cioè ad una setta Hindù con particolare devozione per Vishnù.

Nel 1893 si reca in Sud Africa con l'incarico di consulente legale per una ditta indiana: vi rimarrà per ventuno anni. Qui si scontra con una realtà terribile, in cui migliaia di immigrati indiani sono vittime della segregazione razziale. L'indignazione per le discriminazioni razziali subite dai suoi connazionali (e da lui stesso) da parte delle autorità britanniche, lo spingono alla lotta politica.

Il Mahatma si batte per il riconoscimento dei diritti dei suoi compatrioti e dal 1906 lancia, a livello di massa, il suo metodo di lotta basato sulla resistenza nonviolenta, denominato anche Satyagraha: una forma di non-collaborazione radicale con il governo britannico, concepita come mezzo di pressione di massa.

Gandhi giunge all'uguaglianza sociale e politica tramite le ribellioni pacifiche e le marce.

Alla fine il governo sudafricano attua importanti riforme a favore dei lavoratori indiani: eliminazione di parte delle vecchie leggi discriminatorie, riconoscimento ai nuovi immigrati della parità dei diritti e validità dei matrimoni religiosi.

Nel 1915 Gandhi torna in India dove circolano già da tempo fermenti di ribellione contro l'arroganza del dominio britannico, in particolare per la nuova legislazione agraria, che prevedeva il sequestro delle terre ai contadini in caso di scarso o mancato raccolto, e per la crisi dell'artigianato.

Diventa il leader del Partito del Congresso, partito che si batte per la liberazione dal colonialismo britannico.

Nel 1919 prende il via la prima grande campagna satyagraha di disobbedienza civile, che prevede il boicottaggio delle merci inglesi e il non-pagamento delle imposte. Il Mahatma subisce un processo ed è arrestato. Viene tenuto in carcere pochi mesi, ma una volta uscito riprende la sua battaglia con altri satyagraha. Nuovamente incarcerato e poi rilasciato, Gandhi partecipa alla Conferenza di Londra sul problema indiano, chiedendo l'indipendenza del suo paese.

Del 1930 è la terza campagna di resistenza. Organizza la marcia del sale: disobbedienza contro la tassa sul sale, la più iniqua perché colpiva soprattutto le classi povere. La campagna si allarga con il boicottaggio dei tessuti provenienti dall'estero. Gli inglesi arrestano Gandhi, sua moglie e altre 50.000 persone. Spesso incarcerato anche negli anni successivi, la "Grande Anima" risponde agli arresti con lunghissimi scioperi della fame (importante è quello che egli intraprende per richiamare l'attenzione sul problema della condizione degli intoccabili, la casta più bassa della società indiana).

All'inizio della Seconda Guerra Mondiale Gandhi decide di non sostenere l'Inghilterra se questa non garantirà all'India l'indipendenza. Il governo britannico reagisce con l'arresto di oltre 60.000 oppositori e dello stesso Mahatma, che è rilasciato dopo due anni.

Il 15 agosto 1947 l'India conquista l'indipendenza. Gandhi vive questo momento con dolore, pregando e digiunando. Il subcontinente indiano è diviso in due stati, India e Pakistan, la cui creazione sancisce la separazione fra indù e musulmani e culmina in una violenta guerra civile che costa, alla fine del 1947, quasi un milione di morti e sei milioni di profughi.

L'atteggiamento moderato di Gandhi sul problema della divisione del paese suscita l'odio di un fanatico indù che lo uccide il 30 gennaio 1948, durante un incontro di preghiera.

https://biografieonline.it/biografia-mahatma-gandhi

 

Lo Sapevate Che: Graham Greene: Henry Graham Greene è stato uno scrittore, drammaturgo, sceneggiatore, agente segreto e critico letterario britannico. Le sue opere esplorano la morale ambivalente e le questioni politiche del mondo moderno. Greene fu uno scrittore impegnato molto popolare. Wikipedia


Il ruolo dello scrittore è quello di suscitare nel lettore la simpatia verso quei personaggi che ufficialmente non hanno diritto alla simpatia.” Graham Greene

 

 

 

Dalla cellulosa alla celluloide

Henry Graham Greene nasce il giorno 2 ottobre 1904 a Berkhampsted, nei pressi di Londra.

Frequenta la scuola pubblica dove il padre Charles Henry Greene è direttore. Poi prosegue gli studi superiori a Oxford, al Balliol College; qui frequenta circoli letterari e politici diventando membro del Partito Comunista, che però abbandonerà dopo poche settimane.

Nel 1926 in seguito a una crisi personale di coscienza religiosa Graham Greene abbandona il protestantesimo e si converte alla religione cattolica; questo passaggio avrà chiaramente influenza su tutta la sua produzione letteraria successiva.

Sempre nel 1926 consegue la laurea; l'anno seguente sposa Vivien Daryell-Browning.

Graham Greene sceglie la carriera di giornalista e collabora inizialmente con il "Notthingham Journal". Pubblica il suo primo romanzo "The man within" (L'uomo dentro di me), poi prosegue la carriera giornalistica con il "Times"; arriverà ad occupare il posto di vicedirettore fino al 1930.

Nei cinque anni che seguono, Greene si dedica a tempo pieno alla narrativa arrivando a pubblicare un libro all'anno. Nel 1935 torna nel mondo del giornalismo come critico cinematografico, per lo "Spectator", testata per la quale scriverà per quattro anni.

Scoppia la Seconda guerra mondiale e Greene lavora in Africa per il "Secret Intelligence Service". Nel continente nero scrive alcuni libri di viaggio ma soprattutto scrive l'opera che viene considerata il suo capolavoro: "Il nocciolo della questione".

Graham Greene è probabilmente uno degli autori del XX secolo a cui più spesso l'industria cinematografica si è rivolta; sono circa cinquanta i film tratti da suoi romanzi, racconti o commedie, e dei quali lo stesso Greene ha spesso curato personalmente la sceneggiatura.

Tra i film di successo tratti dai suoi romanzi si ricordano "Il terzo uomo" (1949, con Orson Welles), "Il nostro agente all'Avana" (1959, con Alec Guinness), "I commedianti" (1967, con Richard Burton, Elizabeth TaylorAlec Guinness e Peter Ustinov), "Il console onorario" (1983, con Richard Gere e Michael Caine).

La sceneggiatura di "Idolo infranto" è presente nelle nomination all'Oscar nel 1950.

Nel 1954 è corrispondente di guerra in Indocina per il "New Republic"; in seguito e fino alla sua morte, alterna la propria attività scrivendo un po' per sé e un po' per i giornali, in qualità di saggista, autore teatrale e sceneggiatore cinematografico.

Graham Greene muore in Svizzera, nella sua casa di Corseaux sur Vevey, sul Lago di Ginevra, il giorno 3 aprile 1991.

https://biografieonline.it/biografia-graham-greene

Lo Sapevate Che: La Giornata internazionale della nonviolenza: Il 2 ottobre, giorno della nascita del Mahatma Gandhi, viene celebrata la giornata internazionale della nonviolenza, istituita nel 2007 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite


2 ottobre - Giornata internazionale della nonviolenza - Messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite

l 2 ottobre è stata proclamata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con Risoluzione A/RES/61/271 del 15 giugno 2007, giornata mondiale della Nonviolenza, con la finalità di “promuovere una cultura della pace, della tolleranza, della comprensione e della nonviolenza”.

È stata scelta questa giornata perchè ricorrenza della nascita di Gandhi. Il termine, coniato per la prima volta nel 1908 indica il nome ufficiale del movimento e del metodo di lotta promosso da M. K. Gandhi: la forza che nasce dalla verità e dall’amore.

Discorso del Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon

            Mahatma Gandhi, di cui questa giornata commemora l’eredità, una volta osservò che “la nonviolenza, per avere un valore, deve agire di fronte ai nemici”. Al giorno d’oggi, ci troviamo ad affrontare molti nemici – crisi multiple e durature che richiedono una risposta dai leader così come dalla gente comune.

            Gandhi aveva capito che un’idea ambiziosa poteva cambiare il mondo. Lui sapeva che gli individui, lavorando da soli e insieme, potevano realizzare ciò che altri avrebbero reputato un sogno impossibile.

            Ispirate dalla vita di Ghandi votata alla non-violenza, le Nazioni Unite oggi lavorano per porre fine alla violenza.

            Lottiamo, ad esempio, per liberare il mondo dalle armi di distruzione di massa. La nostra recente campagna We Must Disarm – WMD – ha cercato di far crescere la consapevolezza a proposito dell’alto costo delle armi di distruzione di massa. I recenti incontri e iniziative, tra cui il vertice del Consiglio di Sicurezza sul disarmo nucleare e sulla non proliferazione della scorsa settimana, hanno aumentato le prospettive di riduzione degli arsenali mondiali. Dobbiamo dare forza a questo slancio e premere per il successo alla conferenza  di revisione del Trattato di Non-Proliferazione Nucleare del prossimo anno e oltre. 

            L’appello alla nonviolenza non si riferisce soltanto all’uso di armi letali. Le Nazioni Unite e i suoi partner hanno a lungo condotto una campagna per fermare l’assalto umano al nostro pianeta. Le emissioni dei gas serra fanno parte di questo assalto, minacciando un catastrofico cambiamento climatico. Esorto gli attivisti in ogni luogo a spronare i leader del mondo a firmare l’accordo alla Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico a dicembre a Copenhagen. 

            Anche la spaventosa violenza inflitta alle donne e alle ragazze in tutto il mondo deve essere oggetto delle nostre preoccupazioni. Circa 150 milioni di donne e ragazze ne sono vittime ogni anno. Lo stupro è sempre più diffuso come arma di guerra. Le vittime di violenza sessuale sono soggette molto probabilmente a malattie sessualmente trasmissibili, come l’AIDS. Esorto tutti i partner a unirsi alla mia campagna “UNiTE to End Violence against Women”, che mira ad accrescere la consapevolezza e i fondi per contrastare questo problema in tutte le parti del mondo – visto che nessun paese ne è immune.

            In questa Giornata Internazionale celebriamo – e incarniamo – l’eredità di Mahatma Gandhi, tenendo conto della sua vocazione per un movimento di non-violenza. Mettiamo fine alla violenza in tutte le sue manifestazioni e diamo forza al  nostro lavoro collettivo per un mondo più sicuro, più verde e più pacifico.


https://unipd-centrodirittiumani.it/it/news/2-ottobre-Giornata-internazionale-della-nonviolenza-Messaggio-del-Segretario-Generale-delle-Nazioni-Unite/14


Lo Sapevate Che: Festa dei Nonni: La festa dei nonni è una ricorrenza civile diffusa in alcune aree del mondo, celebrata in onore della figura dei nonni e della loro influenza sociale. Tale ricorrenza non è festeggiata in tutto il mondo nello stesso giorno. In gran parte dei paesi l'evento è festeggiato nel mese di settembre o di ottobre. Wikipedia

 

“I nonni, i nostri angeli custodi, gli occhi amorevoli, le carezze e i sorrisi dolci, l’affetto e la saggezza, questo e tanto altro sono i nonni!

 

 

Festa dei nonni 2021: la storia e perché si festeggia il 2 ottobre

Il legame con la religione cattolica, l'azione determinante di una super nonna statunitense e il fiore ufficiale della ricorrenza

 

 

 

Sabato 2 ottobre 2021 si celebra l'annuale festa dei nonni, ricorrenza civile che festeggia le nonne, i nonni e la loro importanza e influenza sociale. Il giorno è stato stabilito con una legge del 2005, ha una ragione legata alla religione cattolica (ma non quella più scontata) e una storia che inizia grazie a una signora con quindici figli e quaranta nipoti.

La festa dei nonni

La festa dei nonni non è diffusa in tutto il mondo e, nei paesi in cui esiste, non cade necessariamente il 2 ottobre di ogni anno. Per esempio, negli Stati Uniti si festeggia la prima domenica di settembre, in Canada il 25 ottobre, in Francia e Polonia esistono due ricorrenze separate, una per le nonne e una per i nonni. La data italiana è stata fissata ufficialmente con la legge numero 159 del 31 luglio 2005. Vi si legge che l'intenzione è "celebrare l'importanza del ruolo svolto dai nonni all'interno delle famiglie e della società in generale".

La scelta del 2 ottobre è legata al fatto che nel medesimo giorno il calendario cattolico dei Santi posiziona il ricordo liturgico degli angeli custodi: il collegamento implicito con i nonni è che sono gli angeli custodi dell'infanzia. Dunque lo stato italiano ha privilegiato questo aspetto, piuttosto che tracciare un parallelo con i genitori di Maria e nonni di Gesù, cioè i santi Gioacchino e Anna, che sono patroni dei nonni e che vengono celebrati il 26 luglio.


La storia della super nonna

Al di là delle ricorrenze religiose, la prima istituzionalizzazione civile della festa dei nonni è avvenuta negli Stati Uniti, nel 1978, per iniziativa della presidenza di Jimmy Carter e su proposta di una casalinga della Virginia Occidentale di nome Marian McQuade, madre di quindici figli e nonna di quaranta nipoti. Insomma, una che aveva tutte le carte in regola per dire la sua sul ruolo sociale e famigliare delle persone come lei, convinta che la relazione con i nonni fosse fondamentale per la buona educazione delle nuove generazioni.

Se l'influenza statunitense ha determinato la nascita delle feste dei nonni in altre nazioni, non è invece chiaro come mai il nontiscordardimé sia diventato il fiore ufficiale di questa ricorrenza. In questa sede vale però la pena di ricordare che secondo Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) è simbolo di salvezza dal dolore e dalle sventure. Tra l'altro, una curiosità per chiudere: a Hong Kong esiste la canzone ufficiale per la festa dei nonni. È una ballad e si intitola 'The Good Times'.

https://www.quotidiano.net/magazine/festa-dei-nonni-2021-1.6855822


venerdì 1 ottobre 2021

Speciale: Menù del Primo di Ottobre e buon pranzo a tutti!

 

Mantenere il proprio lavoro aiuta ad affrontare meglio la faticosa lotta contro la malattia [il cancro]. La normalità della vita è un toccasana.” Milly Carlucci

 

 

 

 

Piccoli Soufflé al Parmigiano con Gelatina d’Uva

Per 6 persone

 

 Ingredienti:

 

250 gr di parmigiano, 5 dl di panna fresca, 7,5 gr di fogli di gelatina, pepe nero in grani, una cucchiaiata di pinoli, una cucchiaiata di miele di castagno. Per la gelatina d’uva: 250 gr di uva moscato ben matura, 125 gr di mele renette, ½ lt di vino bianco secco, zucchero, pepe garofanato.

 

Ammorbidire la gelatina in 1,5 dl di panna. Grattugiare finemente il parmigiano e trasferirlo in una ciotola. Incorporare a filo la panna rimasta mescolando bene per rendere omogeneo il composto. Cuocere a bagnomaria sempre mescolando, per 8 minuti. Strizzare la gelatina e mescolarla al composto caldo facendola sciogliere. Lasciare raffreddare la crema mescolandola di tanto in tanto. Quando inizierà ad addensarsi, versarla in 6 piccoli stampini da soufflé e coprirli con pellicola, trasferendoli in frigorifero per 4 ore.

Preparare la gelatina: Lavare l’uva e sgranarla in una casseruola schiacciando leggermente gli acini. Mettere sul fuoco, unire il vino e portare a ebollizione. Abbassare la fiamma e continuare la cottura per 20 minuti, finché gli acini risultino teneri. Sbucciare le mele, eliminare il torsolo, affettarle finemente e unirle all’uva. Mescolare e continuare la cottura finché le mele risultino disfatte. Passare il composto attraverso un setaccio foderato da una garza e posato su una terrina. Lasciare sgocciolare il succo per 24 ore. Versare il succo ottenuto in una casseruola, aggiungere 500 gr di zucchero per ogni 6 dl di succo ottenuto e fare cuocere a fiamma dolce mescolando, finché lo zucchero non si sia sciolto. Alzare la fiamma e far bollire rapidamente per far addensare la gelatina. Aggiungere una manciata di pepe, mescolare e togliere dal fuoco. La gelatina che non si userà per accompagnare i soufflè al parmigiano, si metterà in piccoli vasetti e si farà sterilizzare per 20 minuti. Servirà per altre preparazioni. Togliere i soufflé dal frigorifero, spolverizzarli con il pepe e i pinoli tostati. Lasciarli a temperatura ambiente sino al momento di servirli, accompagnandoli con la gelatina d’uva e un filo di miele di castagno.

 

 

 

Bocconcini con Maiale e Uva

Per 6 persone

 

Ingredienti:

 

½ kg di polpa di maiale, trita, 16 chicchi di uva bianca grandi, senza semi, 1 spicchio d’aglio intero, 2 rametti di rosmarino, 2 foglie di salvia, ½ cucchiaino di semi di finocchio leggermente schiacciati, 120 gr di pangrattato, olio evo, sale, pepe nero.

 

In una terrina mettere la carne di maiale. Tritare l’aglio, la salvia e gli aghi di un rametto di rosmarino e unirli alla carne, unire anche i semi di finocchio. Regolare di sale e pepe. Lavare, asciugare accuratamente i chicchi d’uva, togliere la buccia e i semi ad ogni acino. Con le mani leggermente inumidite in una ciotola di acqua fredda, suddividere la carne in palline grosse come noci. Formare un incavo e al centro di ciascuna polpettina, collocarvi un acino d’uva. Richiudere la polpettina. Tritare finemente gli aghi del rametto di rosmarino rimasto mescolandolo al pangrattato. Passare le polpettine ricoprendole uniformemente del pangrattato preparato. In una padella con abbondante olio in ebollizione, friggere le polpettine per 7 minuti, poche alla volta, finché siano uniformemente dorate. Prelevarle con un mestolo forato e appoggiarle su carta assorbente da cucina a perdere il grasso in eccesso. Disporle in un piatto da portata e servirle caldissime.

 

 


 

Torta di Mosto, Moustalevria, Ricetta Greca

Per 8 persone

 

Ingredienti:

 

7 bicchieri di mosto bollito pronto, 1 bicchieri di semolino fine, mandorle e noci pelate e tritate grossolanamente, cannella in polvere.

 

Usare mosto bollito pronto. Nel caso che il mosto non sia bollito, occorrerà per ogni lt. Una cucchiaiata di cenere. Dopo averlo bollito con la cenere per 1 ora, passarlo dal filtro per pulirlo. Continuare la bollitura sino ad addolcirsi. Mettere i 7 bicchieri di mosto in una casseruola a bollire ed aggiungere il semolino mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Quando comincia ad addensarsi è pronta. Servire in coppette o piattini ricoprendola con abbondanti noci, mandorle e cannella.