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venerdì 3 settembre 2021

Lo Sapevate Che:Michael Clarke Duncan: Il suo volto di gigante buono resterà per sempre impresso nella storia del cinema, grazie a uno dei film più poetici e struggenti di sempre

Michael Clarke Duncan, il gigante buono John Coffey nel film Il miglio verde

È stato un attore e doppiatore statunitense, interprete di molti film in ruoli da caratterista, il più celebre dei quali è quello del gigante buono John Coffey ne "Il miglio verde"

Michael Clarke Duncan è stato un attore e doppiatore statunitense, interprete di molti film in ruoli da caratterista, il più celebre dei quali è quello del gigante buono John Coffey ne Il miglio verde (1999), ruolo per il quale è stato candidato all’Oscar nella categoria miglior attore non protagonista.

Il volto di gigante buono del mitico Duncan resterà per sempre impresso nella storia del cinema, grazie a uno dei film più poetici e struggenti di sempre.

Michael Clarke Duncan, attore statunitense

Michael Clarke Duncan è nato a Chicago, nello Stato dell’Illinois il 10 dicembre del 1957 ed è cresciuto in una famiglia con la sorella Judy e la madre, Jean Duncan, dopo che suo padre ha lasciato la casa. Quando sua madre si ammalò, Duncan ha dovuto abbandonare il programma di comunicazione alla Alcorn State University per sostenere la famiglia.

 

Il “gigante buono” inizia a lavorare scavando fossati per la Peoples Gas Company e facendo il buttafuori in diversi club di Chicago. Ha anche giocato a basket alla Kankakee Community College e per una stagione per i Alcorn State Braves.

Nel 1979, ha partecipato alla Disco Demolition Night al Comiskey Park, sede dei Chicago White Sox, dove è stato tra le prime 100 persone ad effettuare un giro di campo facendo scivolare la palla in terza base. Durante la rivolta che ne seguì gli rubarono la fibbia d’argento mentre stava estraendo una mazza da baseball dalla panchina.

Anni Novanta

Duncan effettuato moltissimi lavori, mentre a Los Angeles – durante il tentativo di ottenere lavorare nel campo della recitazione attraverso un annuncio privato – ha lavorato come guardia del corpo per illustri celebrità come Will Smith, Martin Lawrence, Jamie Foxx, LL Cool J, e The Notorious BIG, il tutto mentre ha recitato in piccole parti in film e serie tv. Quando il rapper Notorious BIG è stato ucciso nel 1997, Duncan ha deciso non lavorare più come buttafuori.


Dopo aver iniziato la sua carriera con innumerevoli ruoli maginali, tra questi ricordiamo il buttafuori in film come Bulworth e Una notte al Roxbury, Duncan si è fatto notare quando è stato scelto come Orso nel film d’azione Armageddon (1998).

Durante la produzione del film, Duncan ha stretto una grande amicizia con Bruce Willis ed è stata l’influenza di quest’ultimo a spingerlo ad ottenere una parte di gran rilievo, ovvero il gigante John Coffey nella pellicola di Frank Darabont Il miglio verde (1999).

Protagonista accanto a Tom Hanks, le prestazioni di Duncan gli hanno fruttato un Academy Award nomination per il miglior attore non protagonista e un Golden Globe nomination come miglior attore non protagonista in un film.

Anni Duemila

A seguito del successo ottenuto con il ruolo di Coffey, Duncan si è poi lanciato in una serie di film che hanno contribuito a consacrarlo come attore poliedrico, in grado di passare con una certa nonchalance da azione a commedia: The Whole Nine Yards (2000), See Spot Run (2001), Il pianeta delle scimmie ( 2001), Il re scorpione (2002), e Daredevil (2003), nell’ultimo dei quali ha impersonato Kingpin dalla Marvel Comics.

In seguito ha affrontato la doppia sfida per ritrarre un personaggio tipicamente bianco e di dover guadagnare 40 libbre (18 kg) per adattarsi al suo grande fisico. Nel 2005, Duncan è apparso in due film d’azione, The Island e Sin City dove ha impersonato Manute, un potente mafioso. Roger Ebert ha avuto modo di lodare Duncan per il suo ruolo in The Island, scrivendo che «[…] Duncan ha solo tre o quattro scene, ma sono di fondamentale importanza, e porta vero orrore a loro».

Nel luglio 2006, Duncan si è impegnato molto per ritornare sul grande schermo con il ruolo di Kingpin, ma ha dichiarato che non sarebbe disposto a riconquistare il peso che aveva perso così, 3 anni dopo, ha smesso di mangiare carne e più tardi è apparso in una campagna pubblicitaria, sollecitando i benefici per la salute e la validità delle diete vegetariane.

Duncan è apparso anche come supporto nella commedia Talladega Nights: The Ballad of Ricky Bobby come Lucio Washington e, nel 2009, Duncan ha indossato i panni di Balrog in Street Fighter: The Legend of Chun-Li ed ha interpretato il titolare Cleon nel film The Slammin’ Salmon di Kevin Heffernan. Famoso per la sua voce profonda e risonante, Duncan ha fatto anche dei doppiaggi in importanti film di animazione come Koda, fratello orso (2003) e il suo sequel, Fratello orso 2 (2006), Kung Fu Panda (2008).

Anni Duemiladieci

In seguito ottiene altri ruoli in Green Lantern (2011) ha prestato, inoltre, la voce a Kilowog della DC Comics al fianco di Ryan Reynolds.

Ha prestato la sua voce anche in importanti serie tv come Loonatics unleased e Operation: ZERO, oltre che in spot pubblicitari, e una serie di videogiochi, SOCOM II: US Navy SEALs, The Suffering: Ties That Bind, Saints Row, Soldato della fortuna e God of War II, dove ha fornito la voce del Titano Atlante. Ha inoltre ripreso il suo ruolo di Kingpin in Spider-Man: la nuova serie animata

In aggiunta ai suoi ruoli cinematografici, Duncan ha partecipato come guest star in numerosi show televisivi. Tra questi, è apparso in un episodio di Zack e Cody al Grand Hotel e di un episodio prima stagione di CSI: NY. Nel 2008, è apparso come Mr. Colt nella seconda stagione premiere di Chuck, Chuck Versus the First Date e come guest star in due episodi di Due uomini e mezzo.

In particolare, nel mese di aprile 2011 ha recitato in diverse serie tv come Bones, che, nel 2012, hanno portato alla Duncan a ricevere il suo primo ruolo da protagonista nella serie spinoff The Finder. L’ottava stagione della serie Bones “i partner del divorzio”, andato in onda tre settimane dopo la sua morte, è stato dedicato proprio a lui.

Il 14 maggio 2012, Duncan è apparso come ospite al Late Show di Craig Ferguson quando la puntata è stata registrata per una settimana in Scozia. Duncan era uno degli ospiti più frequenti dello show, che appare per un totale di 18 volte, e, il giorno dopo la sua morte (avvenuta a settembre) Ferguson gli ha dato un ultimo saluto.

Nel gennaio 2013 durante la pausa invernale del Late’s Show, le repliche degli episodi Scozia sono state trasmesse con un omaggio a Duncan con l’attore su sfondo rosa e un commovente testo: “In memoria del nostro amico Michael Clarke Duncan”.

 

La tragica morte e la vita privata

Nel 2012, l’attore era stato colpito da grave infarto e da allora non si era mai completamente ripreso rimanendo a lungo in terapia intensiva, la morte è sopraggiunta il 3 settembre dello stesso anno per insufficienza cardiaca del suo cuore ormai malandato. La sua scomparsa ha scatenato una notevole commozione negli Stati Uniti dove il trend topic “R.I.P Michael Clarke Duncan” si è immediatamente imposto.

Al momento della sua morte, Duncan era fidanzato con Omarosa Manigault. Nel 2013, Manigault è apparsa nel cast di The All-Star Celebrity Apprentice e ha suonato in onore di Duncan e per raccogliere fondi per il Centro Duncan per i bambini malati. Nell’episodio 2 della stagione, Manigault ha vinto 40mila dollari destinati alla mission del centro. (Antonio Bassano)

https://www.occhionotizie.it/michael-clarke-duncan-vita-carriera-successi/

 

 

giovedì 2 settembre 2021

Speciale: Menù del 2 settembre e buon pranzo a tutti!

 

“L'importante non è vincere ma partecipare.” Pierre de Coubertin

 

 

 

Pasta alla Norma Light, ricetta Siciliana

Per 4 persone

 

Ingredienti:

 

350 gr di pasta penne rigate o forma a piacere, 2 melanzane lunghe, ½ kg di pomodori cuore di bue, 2 spicchi d’aglio, un ciuffo di foglie di basilico, 100 gr di ricotta dura, olio, sale, pepe.

 

Lavare e asciugare le melanzane. Tagliarle a fette il più sottili possibili, con un coltello affilato oppure anche usando l’affettatrice. Ricoprire la teglia del forno con carta da forno pennellata con olio, sistemate in un solo strato le fette di melanzane e farle cuocere in forno preriscaldato a 250° per 2 minuti da una parte, poi rigirarle e cuocerle ancora per 2 minuti dall’altra parte. (In questo modo si evita di friggere le melanzane che assorbono molto olio, riducendo in tal modo i grassi).

Togliere dal forno e lasciarle intiepidire. Tagliarle a listerelle.

Pelare i pomodori, ridurli a dadini e lasciarli colare per 15 minuti in un colapasta a perdere l’acqua di vegetazione. Ridurli a dadini e farli asciugare in una padella per pochi minuti, senza aggiunta di grassi. Mescolandoli con un cucchiaio di legno.

 In una casseruola capiente, fare rosolare i 2 spicchi d’aglio in 4 cucchiai d’olio. Unirvi i pomodori e le melanzane a listerelle. Mescolare con delicatezza, continuando la cottura mentre in un’altra casseruola con abbondante acqua salata in ebollizione cuocere la pasta al dente.

Scolarla e trasferirla nella casseruola col sugo, aggiungendo 1 bicchiere dell’acqua di cottura della pasta. Fare saltare a fuoco allegro il tutto, aggiungere le foglie di basilico spezzettate. Regolare di sale e pepe.

Togliere dal fuoco, trasferire il tutto in una zuppiera riscaldata, condire con 1 filo d’olio e la ricotta dura finemente affettata.

 

 

 

Stinco di Vitello ai gusti accompagnato da Insalata mista

Per 8 persone

 

Ingredienti:

 

Uno stinco di vitello, un rametto di rosmarino, una costa di sedano, una carota, una cipolla, ¼ di lt di vino bianco, un piccolo tartufo (facoltativo), sale , pepe.

 

Mettere lo stinco di vitello in una casseruola da forno, con il sedano e il rosmarino, unite la cipolla affettata sottilmente e la carota a fettine.

Irrorate la carne con il vino bianco, salate e pepate. Fate cuocere in forno già caldo a 180° per circa 90 minuti, controllando la cottura e aggiungendo un po’ di vino, mano a mano che il sugo si restringe. Sfornate e cospargete sulla carne qualche scaglia di tartufo, poi avvolgete lo stinco in un foglio di alluminio e lasciate riposare per ¼ d’ora. Accompagnare il piatto con insalata mista.

 

 

 

CHEESECAKE AI POMPELMI

Per 4 persone

 

Ingredienti:

 

250 gr di biscotti secchi (tipo Digestive), 300 gr di formaggio cremoso, 220 gr di zucchero semolato 2, tuorli, 150 gr di crème fraiche, 2 pompelmi rosa, 1 pompelmo giallo, 30 gr di panna fresca, 6 gr di gelatina in fogli, 150 gr di burro.

 

Lavare bene la frutta e asciugarla. Tagliare a fettine molto sottili 1 pompelmo rosa e quello giallo. In una casseruola versare 100 gr di zucchero e coprirlo a filo con acqua. Portare a bollore e unire le fettine tagliate dei pompelmi. Fare cuocere per 12 minuti. Togliere dal fuoco, sgocciolando bene la frutta. In un padellino, a fuoco dolce, far fondere 100 gr di burro. Mettere nel mixer i biscotti e frullarli. Unire il burro fuso raffreddato e mescolare con un mestolo di legno a lungo.

Foderare una pirofila di circa 23 cm di diametro con carta da forno e imburrarla accuratamente. Distribuire sul fondo il frullato di biscotti e burro, distendendolo bene. Trasferire la pirofila in frigorifero per mezz’ora.

Fare ammorbidire i fogli di gelatina in poca acqua fredda, strizzarla e farla sciogliere nella panna in una casseruola piccola a bagnomaria.

Montare i tuorli con lo zucchero rimasto. Lavorare con una frusta la crème fraiche e il formaggio e incorporarvi i tuorli montati, lavorando sino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Togliere la scorza al pompelmo rimasto e farla sbollentare in acqua bollente per 5 minuti. Asciugarla bene e tritarla finemente. Mescolarne i ¾ alla crema di formaggio e incorporare anche la panna con la gelatina.

Togliere la pirofila dal frigorifero e versarvi il composto preparato, aggiungere le fettine di pompelmo sulla superficie e rimettere la pirofila in frigorifero per almeno 6 ore prima della consumazione.

Dopo questo tempo, togliere la pirofila dal frigorifero, preparare un piatto di portata. Alzare con delicatezza la carta e trasferire la torta sul piatto. Spolverizzare la superficie con la scorza rimasta.

 

Lo Sapevate Che: Pierre de Coubertin: È stato il più insigne promotore dei valori educativi dello sport, lasciando alla comunità internazionale una preziosa eredità che si rinnova ogni quattro anni


“L'importante non è vincere ma partecipare.” Pierre de Coubertin

 

La pace e la fratellanza dei popoli attraverso lo sport

Pierre de Frédy, barone di Coubertin, meglio noto più aristocraticamente come Pierre de Coubertin, nasce a Parigi, il giorno 1 gennaio del 1863. Pedagogista e storico francese, è passato alla storia per aver riproposto, in chiave moderna, i cosiddetti Giochi Olimpici, di fatto fondandoli in tutto e per tutto, almeno nella versione nella quale sono abitualmente noti.

Sin dalle sue prime attività in ambito educativo è sempre stato tra i maggiori sostenitori di una corretta disciplina sportiva, da inserire all'interno di qualsivoglia programma pedagogico. Al suo nome è legata la famosissima frase "L'importante non è vincere ma partecipare", in realtà enunciata realmente da de Coubertin, ma appartenente al vescovo Ethelbert Talbot, da lui per l'appunto citato (lo stesso vescovo pare abbia preso la frase, riadattandola, da un filosofo greco, il quale disse: "L'importante non è vincere, ma partecipare con spirito vincente").

Nasce e cresce nell'alta nobiltà francese, quarto ed ultimo figlio della famiglia. Fino al 1880, anno del suo diploma, trascorre un'infanzia e una adolescenza felice, sia nella sua casa parigina, sia nel castello di proprietà familiare situato a Mirville, in Normandia. Qui, nella quiete della campagna, il giovane Pierre si appassiona alla vita all'aria aperta, allo sport, che ama sin da piccolissimo, e anche alle arti, come la pittura e la musica. È un ottimo studente e consegue il diploma dai Gesuiti.

Inoltre, suona molto bene il pianoforte e coltiverà questo talento musicale anche in età adulta, nonostante gli impegni di lavoro. Alla fine del periodo scolastico, nel 1880 sceglie studi politici, anziché la carriera militare. Studia legge nella capitale francese ma, dal 1883 fino al 1890, si dedica perlopiù ad attività legate ai problemi sociali della Francia, riflettendo su una vera riforma dell'educazione in una chiave pedagogica moderna.

La data di svolta è il 23 giugno del 1894, quando alla Sorbona di Parigi, annuncia per la prima volta l'idea di recuperare gli antichi Giochi Olimpici. È un vero e proprio congresso quello organizzato da de Coubertin, il quale si fa portavoce dell'istituzione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), del quale assume il segretariato generale. Come Presidente, per legare anche dal punto di vista simbolico i nascenti giochi a quelli che furono propri del periodo ellenico antico, viene nominato il greco Demetrius Vikelas. D'altronde, una delle decisioni assunte durante il congresso è che la prima Olimpiade moderna si sarebbe svolta in Grecia, ad Atene.

I primi Giochi Olimpici si tengono nel 1896. Nel frattempo Pier de Coubertin, nel 1895, sposa Marie Rotham, che gli dà un figlio esattamente l'anno dopo.

Nel 1897, ormai impegnatissimo in diversi viaggi tanto in USA che in Inghilterra, il barone francese tiene il primo vero e proprio congresso olimpico, a Le Havre, da lui presieduto. I giochi dell'anno prima sono stati un grande successo e l'idea, non solo del francese, è quella di replicarli ogni quattro anni.

Nel 1900 però, a Parigi, l'evento delle Olimpiadi viene posto in secondo piano, assorbito dalla Fiera Internazionale. La stessa cosa accade quattro anni dopo, a St. Louis. A consolare de Coubertin, è la nascita della sua secondogenita, Renée, nel 1902.

Un momento di svolta si ha con le Olimpiadi estive del 1906, che suscitano grande interesse. Da questo momento e fino al 1912, il nobile francese si batte in tutto il mondo per diffondere idee sportive moderne, come quella di associazioni atletiche per lavoratori. Inoltre aggiunge ai Giochi, particolari molto importanti dal punto di vista simbolico, come i famosi 5 cerchi e il giuramento olimpico prima dell'inizio delle attività sportive vere e proprie.

A Stoccolma, sempre nel 1912, in occasione delle Olimpiadi, De Coubertin lancia la disciplina del pentathlon moderno, da lui effettivamente inventata. Nel 1915 trasferisce il Comitato Olimpico a Losanna e mantiene la presidenza fino ai Giochi del 1924 di Parigi, che si rivelano un successo senza precedenti, nulla a che vedere con i precedenti datati 1900.

A succedere alla sua presidenza è il belga Henri de Baillet-Latour. Tuttavia il francese resta presidente onorario del CIO e, soprattutto, fonda l'Unione Pedagogica Universale.

Dal 1926 al 1927 trova concretizzazione un altro interesse della sua poliedrica vita: il barone francese pubblica la sua opera di storia universale, concentrata in quattro volumi.

Ritiratosi a vita privata in Svizzera, dedica tutte le sue ultime energie, anche economiche, per diffondere le proprie idee sportive e pedagogiche.

Durante una passeggiata, Pierre de Coubertin viene colto da un infarto e muore a Ginevra, il 2 settembre del 1937. Sepolto a Losanna, il suo cuore viene successivamente seppellito a parte, in un monumento vicino alle rovine dell'antica Olimpia, in Grecia.

https://biografieonline.it/biografia-pierre-de-coubertin

Lo Sapevate Che: Giuliano Gemma: È stato un attore e stuntman italiano. Nella sua lunga carriera cinematografica interpretò oltre cento film e ricevette numerosi premi, tra cui: il David di Donatello, il premio al Festival Internazionale del cinema di Karlovy Vary come miglior attore, il Globo d'oro, il Nastro d'argento e per tre volte il Premio De Sica.

 

Un segno profondo nello zigomo sinistro del cinema

 

Imbriglia i tuoi cavalli se ci riesci, ma le parole di un uomo libero nessuno può imbrigliarle.dal film Arrivano i titani (1961) Giuliano Gemma

 

Nasce a Roma il 2 Settembre 1938 e muore a Roma il Primo Ottobre 2013.

Uno degli attori più indelebili, popolari ed affascinanti del panorama cinematografico italiano, ma soprattutto uno degli interpreti che, più e meglio di ogni altro, ha saputo incarnare, nell'immaginario collettivo degli anni '60 e non solo, gli eroi che animano da sempre la nostra fantasia. Un fisico che sembra essere scolpito nel bronzo dorato, uno sguardo sempre vivo come il fuoco ed un sorriso beffardo ma sicuro, lo hanno reso uno degli uomini più desiderati dal genere femminile e più invidiati da quello maschile.
Nato e cresciuto a Roma (dopo una piccola parentesi infantile a Reggio Emilia), ancora bambino, rimarrà coinvolto nell'esplosione di un ordigno militare trovato mentre giocava in un prato. Lo scoppio accidentale gli provocherà una ferita sullo zigomo sinistro (che è ancora ben visibile). Con l'adolescenza si appassiona allo sport (ginnastica, attrezzistica e soprattutto il ring, parteciperà infatti ad alcuni tornei di boxe, vincendone diversi). Ma ancor più grande sarà la passione per il cinema. Fin da ragazzo, Gemma è rapito da ogni tipo di pellicola e fa di Burt Lancaster il suo idolo. Così, a 18 anni decide di indirizzare tutte le sue energie verso il grande schermo e comincia la sua gavetta come stuntman e figurante.
Lo ritroviamo in 
Venezia, la luna e tu (1958) di Dino Risi accanto ad Alberto Sordi e Marisa Allasio. A questo, seguiranno piccole parti nelle commedie all'italiana e in capolavori del cinema come Ben-Hur (1959) di William Wyler e Il gattopardo (1963) di Luchino Visconti. Ed è proprio sul set di quest'ultimo film, dove interpreta un generale dei garibaldini, che conosce il suo mito, Burt Lancaster.
Si deve a Duccio Tessari la fama di Giuliano Gemma. Durante le riprese del film 
Messalina, Venere Imperatrice (1960), viene notato dal regista (allora coautore della sceneggiatura) che lo imporrà, anni più tardi, in Arrivano i Titani (1962), affidandogli il suo primo ruolo da protagonista: sarà Crios, titano liberato da Zeus per punire il re di Tebe, Cadmo. Da quel momento in poi, l'attore legherà il suo volto al ruolo dell'eroe in moltissimi generi cinematografici: i peplum storico-mitologici, la fantascienza, il comico-parodistico, la spy story, la gangster-story, ma soprattutto lo spaghetti western dove lavorerà sotto lo pseudonimo di Montgomery Wood, unito in maniera indimenticabile al personaggio di Ringo.
Con gli anni Settanta e la liberazione sessuale, Gemma compiace il pubblico femminile in 
Il maschio ruspante (1973) e Quando le donne avevano la coda (1974), ma rimane ancora ancorato alla figura del prode coraggioso e combattente.
Al culmine della fama, ormai padre (sua figlia, Vera, seguirà le sue orme) i registi italiani se lo contendono: Michele Lupo, Enzo Barboni e Luigi Comencini. Ma finalmente all'orizzonte un degno riconoscimento: il David di Donatello Speciale per il suo ruolo di Mathis in 
Il Deserto dei Tartari (1976) di Valerio Zurlini. La carriera di Gemma subisce un'impennata con ruoli sempre più intensi, principalmente quelli diretti da Pasquale Squittieri e con partner Claudia Cardinale (Corleone, 1977 - per il quale vincerà la Grolla d'Oro -; Il prefetto di ferro, 1977, e Claretta, 1984). Altri premi anche per Un uomo in ginocchio (1978) di Damiano Damiani e piccole incursioni nei thriller con la triade Argento-Fulci-Lenzi. La sua fama è smisurata. In Giappone, è testimonial di una casa di moda e della Suzuki che lancerà sul mercato nipponico due scooter con il nome Suzuki-Gemma.
Negli anni Ottanta è il cowboy dei fumetti della Bonelli Tex Willer in 
Tex Willer e il Signore degli Abissi (1985) di Duccio Tessari e l'anno seguente fa parte del sorprendente capolavoro in tinta rosa Speriamo che sia femmina (1986) di Mario Monicelli. Giuliano Gemma arriva perfino a fare una squisita parodia dei suoi ruoli western nel televisivo I Promessi Sposi del trio Solenghi-Marchesini-Lopez. E, ancora (e giustamente) incapace di arrestarsi, negli anni Novanta e Duemila lo si ritrova in fiction come Il Deserto di fuoco (1997), Bel Ami - L'uomo che piaceva alle donne (2001) e Angelo il custode (2001).
Dopo innumerevoli film interpretati fra cinema e televisione, sempre accolto con grande calore dal pubblico italiano e straniero (la notorietà è confermata anche dalle produzioni spagnole, francesi, ma soprattutto giapponesi in cui ha partecipato) Giuliano Gemma è stato un attore con una carriera difficile da replicare, che ha lasciato un segno profondo (proprio come la sua cicatrice) nello zigomo sinistro del cinema italiano.
Giuliano Gemma muore a 75 anni a Cerveteri, vicino Roma, in un gravissimo incidente stradale.

 

https://www.mymovies.it/biografia/?a=1097

Lo Sapevate Che: Keanu Reeves: Attore canadese, nato a Beirut (capitale del Libano), il cui nome in hawaiano significa «brezza leggera che sale (dal mare verso i monti)»


“Mi piace scrivere canzoni. E mi piace andare in giro a suonare. C'è sempre molta birra gratis.” Keanu Reeves

 

 

L'eletto

Cosa si prova ad essere considerati uno degli uomini più sexy del pianeta? Chiedetelo a Keanu Charles Reeves, perché lui lo sa e ci è anche abituato, essendo puntualmente citato dai magazine "Empire" e "People" nelle annuali classifiche degli attori più desiderati dal pubblico.

Nato il 2 settembre 1964 a Beirut, in Libano, il suo eccezionale corredo genetico è il frutto del matrimonio fra il padre per metà hawaiano e per metà cinese, con la madre inglese. E anche il suo nome è bello è poetico, dato che Keanu in hawaiano significa "leggera brezza sui monti".

Trasferitosi con la sua famiglia in Australia, in seguito alla separazione dei genitori Keanu Reeves lascia la nuova residenza insieme alla madre e va a cercar fortuna in America, a New York. Stanchi del caos cittadino, i due preferiranno però in seguito trasferirsi a Toronto, in Canada, dove l'attore ha poi ottenuto la cittadinanza.

A Toronto frequenta la Jesse Ketchum Public School, poi la High School al De La Salle College ed infine la Toronto School per attori, spinto dal nuovo compagno della madre e suo padrino, il regista Paul Aaron. Inizia a farsi conoscere attraverso alcune piccole parti televisive e al cinema, ma la grande occasione arriva con il film "Spalle larghe" (1986) assieme a Rob Lowe, Cynthia Gibb e Patrick Swayze. Poi partecipa al crepuscolare "I ragazzi del fiume", con Dennis Hopper. Il suo primo film veramente importante è l'intrigante "Le relazioni pericolose" (1988, con Glenn Close, John Malkovich e Michelle Pfeiffer) di Stephen Frears.

Nel 1989 è la volta di "Parenti, amici e tanti guai" di Ron Howard con Steve Martin;nel 1990 "Zia Julia e la telenovela" di Jon Amiel e "Ti amerò... fino ad ammazzarti" di Lawrence Kasdan. Giunto ad una certa notorietà Keanu Reeves si applica ad una serie di film che non solo lo vedono protagonista ma gli permettono anche di mettere in evidenza il suo fascino esotico: i titoli ormai entrati nella storia come "Point break, Punto di rottura" (1991) di Kathryn Bigelow e "Belli e dannati" (1991), al fianco dello sfortunato amico River Phoenix, lo consacrano bello da schermo ma anche bravo e ...ben poco dannato, visto il regime salutista sempre rispettato dall'attore.

E' poi la volta di "Dracula (di Bram Stoker)" (1992) per la regia di Francis Ford Coppola e della trasposizione cinematografica della commedia di William Shakespeare "Molto rumore per nulla" (1993), di Kenneth Branagh. Nel 1993 oltre a "Cowgirl. Il nuovo sesso" (di Gus Van Sant, con Uma Thurman), Bernardo Bertolucci lo sceglie per il film "Piccolo Buddha" nel quale Keanu è uno straordinario Siddhartha.

Nella sua carriera non mancano i film di pura azione come "Speed" (1994) e "Reazione a catena" (1996), o di fantascienza come "Johnny Mnemonic" (1995), senza dimenticare la trilogia di "The Matrix" (1999-2003) dei fratelli Wachowski, ormai vero e proprio cult. Non disdegna nemmeno i film di produzione indipendente come "L'ultima volta che mi sono suicidato" (1997) o "Il profumo del mosto selvatico" (1994, con Anthony Quinn). Ottimo anche il legal thriller a sfondo horror "L'avvocato del diavolo" (1997) di Taylor Hackford, con Charlize Theron e un immenso Al Pacino.

Per Keanu Reeves ci sono anche le commedie "sportive" come "Hardball" e "Le riserve", quest'ultimo a fianco di Gene Hackman. Fra i suoi film più recenti troviamo i thriller "The gift" (2000) diretto da Sam Raimi e "The Watcher" (2000) di Joe Charbanic, mentre nel 2001 è la volta del romantico "Sweet November" ancora a fianco ancora della bella Charlize Theron. Nel 2004 è con Jack Nicholson e Diane Keaton in "Tutto può succedere". Le grandi passioni di Keanu sono le moto, che ama guidare ad alta velocità, e la musica: suona il basso nel gruppo rock Dogstar.

Gelosissimo della sua vita privata, di lui si sa ben poco ma purtroppo è certo che l'ombra della tragedia si è affacciata anche nella vita del bellissimo attore canadese: nel dicembre del 1999 la fidanzata Jennifer Syme ha prima perso il figlio che stava aspettando da lui e poi è deceduta in un terribile incidente automobilistico il 2 aprile 2001. La sorella è da anni drammaticamente malata di leucemia.

Keanu Reeves negli anni 2010

Tra i film a cui partecipa in questi anni ricordiamo: Henry's Crime, regia di Malcolm Venville (2011); Generation Um..., regia di Mark Mann (2012); Man of Tai Chi, in cui esordisce come regista (2013); 47 Ronin, regia di Carl Rinsch (2013); John Wick, regia di David Leitch e Chad Stahelski (2014); Knock Knock, regia di Eli Roth (2015). Nel 2016 recita in numerose produzioni, anche se si livello non altissimo: Nell'ombra di un delitto (Exposed), regia di Declan Dale (2016); The Neon Demon, regia di Nicolas Winding Refn (2016); The Bad Batch, regia di Ana Lily Amirpour (2016); Una doppia verità (The Whole Truth), regia di Courtney Hunt (2016).

Nel 2017 è invitato in Italia in qualità di ospite internazionale principale, al Festival di Sanremo.

Negli anni seguenti recita nei capitoli successivi della saga di Wick: John Wick - Capitolo 2 (2017), John Wick 3 - Parabellum (2019); nel 2021 arriva anche Matrix 4, diretto da Lana Wachowski (posticipato poi ad aprile 2022).

https://biografieonline.it/biografia-keanu-reeves