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mercoledì 4 agosto 2021

Lo Sapevate Che: Percy Bysshe Shelley: Appartenente alla seconda generazione romantica inglese, divenne inoltre famoso per la sua amicizia con i contemporanei John Keats e Lord Byron e, come loro, per la sua morte prematura, avvenuta in giovane età. È annoverato tra i maggiori poeti del Romanticismo


“Non c'è vera ricchezza all'infuori dell'umano lavoro. “ Percy Bysshe Schelley

 

Le necessità della poesia

Influenzato dalle idee illuministe, Percy Bysshe Shelley come poeta e intellettuale difese il pensiero liberale e si ribellò apertamente alle istituzioni religiose e politiche inglesi.

Le sue liriche, dal tono acceso e impulsivo, si inseriscono perfettamente nel filone della poesia romantica, di cui è considerato uno dei più grandi autori, specie inglesi.

Nato il 4 agosto 1792 a Field Place, Warnham, nella contea del Sussex, figlio primogenito del conformista Timothy Shelley, parlamentare Whig sotto la protezione del Duca di Norfolk, e di Elizabeth Pilfold Shelley, incomincia a studiare greco e latino alla scuola del reverendo Evan Edwards, parroco di Warnham. A casa suggestiona e meraviglia le sorelle Elizabeth e Mary con racconti di terrore e magia. Frequenta in seguito la Syon House Academy a Isleworth e nonostante si distingua per una notevole capacità di apprendimento, trova la scuola "un perfetto inferno" e preferisce trascorrere le giornate leggendo romanzi gotici

Tuttavia l'Università era imprescindibile per un soggetto del suo rango. Studia così a Eton e quindi a Oxford, da dove viene espulso per aver scritto e fatto circolare un opuscolo in difesa dell'ateismo. In quello stesso anno, è il 1811, sposa Harriet Westbrook e dopo l'ennesimo conflitto con il padre rompe ogni rapporto con lui per trasferirsi nel Lake District. Harriet gli darà due figli, Eliza Ianthe e Charles.

Due anni dopo pubblica "Regina Mab", poemetto filosofico in nove canti che recepisce il pensiero socialista di William Godwin e che ha come tema il Passato, il Presente, il Futuro. L'incontro con Godwin lo porta a conoscerne la figlia Mary, con la quale va a vivere in Svizzera nel 1814 e, subito dopo la tragica fine della moglie Harriet, morta per suicidio, due anni dopo la impalma. Mary Shelley raggiungera grande notorietà come autrice del celeberrimo romanzo gotico "Frankenstein".

Tornato in Inghilterra Percy Shelley scrive "Alastor, ovvero lo spirito della solitudine" (1816), allegoria in versi che anticipa le sue opere più importanti. Nell'estate dello stesso anno, nuovamente in Svizzera, Shelley e Mary conoscono un loro grande contemporaneo, l'acceso e febbrile George Byron.

Nel 1818 pubblica "La rivolta dell'Islam", poemetto dai toni rivoluzionari: poco dopo la coppia lascia l'Inghilterra, dove Shelley non sarebbe tornato mai più. Anche la sua patria non voleva più saperne di lui, bandito dalla società a causa delle sue idee radicali e per il suo comportamento stravagante. Nei quattro anni seguenti vive soprattutto in Italia, dove stringe amicizia con il poeta Leigh Hunt e dove prosegue con una certa intensità la frequentazione con l'amico Byron.

Il giorno 8 luglio 1822, non ancora trentenne, Percy Bysshe Shelley muore annegato al largo di La Spezia durante il tempestoso ritorno verso Lerici da una gita in barca. Il suo corpo insieme a quello dell'amico Edward Williams viene ritrovato a Viareggio. I corpi vengono arsi sulla stessa spiaggia, alla presenza degli amici Lord Byron e Leigh Hunt. Più tardi la tomba di Shelley verrà posta nella città di Roma.

Molta critica considera Shelley uno dei maggiori poeti inglesi, soprattutto per le sue le brevi odi familiari, che comprendono "A un'allodola" (1820), "Ode al vento d'Occidente" (1819), "La nuvola" (1820). Molto apprezzate sono anche le tre brevi liriche che dedicò all'amore e "Adonais" (1821), elegia in morte di John Keats. L'intenso lirismo di queste opere traspare anche in "Prometeo liberato" (1820), che tuttavia rimane l'opera di un poeta, più che di un drammaturgo.

https://biografieonline.it/biografia-percy-bysshe-shelley

Lo Sapevate Che: Barack Obama: Nato a Honolulu, capitale dello Stato delle Hawaii, Barack Hussein Obama entra nei libri di storia come 44° Presidente degli Stati Uniti d'America. Primo afro-americano eletto alla Casa Bianca


Un bisogno di cambiamento

Barack Hussein Obama Jr. nasce a Honolulu (Hawaii, USA) il 4 agosto 1961.

Il padre, keniota agnostico ed ex pastore, emigrato negli Stati Uniti per studiare conosce la studentessa Ann Dunham (di Wichita, Kansas); la coppia frequenta ancora l'università quando il piccolo Barack nasce.

Nel 1963 i genitori si separano; il padre si trasferisce ad Harvard per completare gli studi, poi fa ritorno in Kenya. Rivedrà il figlio solo in un'occasione poi morirà nel suo paese natale nel 1982. La madre si risposa: il nuovo marito è Lolo Soetoro, indonesiano, altro ex collega universitario, da cui avrà una figlia. Soetoro muore nel 1993 e Ann si trasferisce a Giakarta con il piccolo Obama. Qui nasce la figlia Maya Soetoro-Ng. Obama frequenta le scuole elementari fino ai suoi 10 anni, poi torna ad Honolulu per ricevere una migliore istruzione.

Viene cresciuto inizialmente dai nonni materni (Madelyn Dunham) e poi dalla madre che li raggiunge.

Dopo il liceo studia all'Occidental College prima di spostarsi al Columbia College della Columbia University. Qui consegue una laurea in scienze politiche con una specializzazione in relazioni internazionali. Inizia quindi a lavorare per la "Business International Corporation" (poi diverrà parte del "The Economist Group"), agenzia fornitrice di notizie economiche di carattere internazionale.

Obama si trasferisce poi a Chicago per dirigere un progetto non profit che assiste le chiese locali nell'organizzare programmi di apprendistato per i residenti dei quartieri poveri nel South Side. Lascia Chicago nel 1988 per andare ad Harvard, per tre anni, dove approfondisce gli studi di giurisprudenza. Nel febbraio 1990 è il primo afroamericano presidente della celebre rivista "Harvard Law Review".

Nel 1989 conosce Michelle Robinson, avvocato associato nello studio dove Obama sta facendo uno stage estivo. Ottiene il dottorato magna cum laude nel 1991 e l'anno seguente sposa Michelle.

Tornato a Chicago dirige il movimento "voter registration drive", per far registrare al voto quanti più elettori possibili. Diviene avvocato associato dello studio legale Miner, Barnhill & Galland e lavora per difendere organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti civili e del diritto di voto.

Nel 1995 scrive un libro dal titolo "Dreams from My Father", in cui descrive l'esperienza di crescere con la famiglia della madre, famiglia bianca, di ceto medio. La madre morirà solo poco tempo dopo la pubblicazione del libro. Intanto nel 1993 inizia a insegnare Diritto costituzionale presso la Scuola di legge dell'Univerisità di Chicago, attività che porta avanti fino al 2004 quando si candida per il Partito Democratico e viene eletto al Senato federale.

Sin dal suo discorso inaugurale riceve una vasta notorietà a livello nazionale. E' l'unico senatore afroamericano quando a Springfield, capitale dell'Illinois, il 10 febbraio 2007 annuncia ufficialmente la sua candidatura per le elezioni presidenziali del 2008. Membro del suo stesso partito e anche lei in corsa per la Casa Bianca è Hillary Clinton, moglie dell'ex Presidente USA. Dopo una lunga cavalcata testa a testa, le primarie si concludono all'inizio del mese di giugno 2008 con la vittoria di Obama.

Il suo rivale alle elezioni del mese di novembre 2008 è John McCain. Obama stravince: è il 44° Presidente degli Stati Uniti d'America, il primo nero.

Nel mese di ottobre del 2009 riceve il premio Nobel per la pace.

Alle elezioni presidenziali che si svolgono nel novembre del 2012 corre contro il candidato repubblicano Mitt Romney: Obama viene rieletto.

Nel 2020 esce nelle librerie la sua attesissima autobiografia "Una terra promessa": in breve tempo questo libro, in cui l'ex presidente racconta i momenti più significativi del suo primo mandato, diventa un best-seller mondiale.

https://biografieonline.it/biografia-barack-obama

Lo Sapevate Che: La donna più longeva della storia: Jeanne Calment, muore a 122 anni nella cittadina francese di Arles. È suo il primato della donna più anziana di sempre, riconosciuto dal Gerontology Research Group

Sopravvissuta a tutta la sua famiglia, la simpatica supernonna francese, che fino a 100 anni è andata in bicicletta, rappresenta un caso straordinario di individuo ultracentenario per la medicina mondiale. Secondo i medici che l’hanno seguita fino agli ultimi istanti di vita, l'origine della sua longevità è da ricercare in fattori ereditari.


Amica in gioventù del grande pittore Van Gogh, Jeanne ha vissuto un'epoca cruciale della storia della Francia e non solo: dall'avvento della Terza Repubblica alle guerre mondiali, dagli orrori del Nazismo alla caduta del muro di Berlino.

Nel 2003 il gruppo rock francese Les Amis d'ta femme le dedicherà una canzone dall'omonimo titolo.

http://www.mondi.it/almanacco/voce/16071

martedì 3 agosto 2021

Speciale: Primi per oggi 3 agosto e buon pranzo a tutti! … …

 

“I baci sono ciò che resta della lingua del Paradiso.” JOSEPH CONRAD

 

 

 

Coniglio in Crosta accompagnato da Ravanelli in Carpione

Per 6 persone

 

1 coniglio di circa 1,500 kg, vino bianco, bacche di ginepro, timo, maggiorana, una confezione di pasta sfoglia doppia, burro, farina, sale.

 

Disossate il coniglio, tagliatelo a piccoli pezzi e mettetelo a bagno per un’ora con vino bianco, bacche di ginepro, sale, timo, e maggiorana. Scongelate la pasta sfoglia, stendetela, foderate uno stampo, imburrato e infarinato, con metà di essa.

Riempite lo stampo con il coniglio, ben sgocciolato. Usate l’altra parte di sfoglia per chiudere, come coperchio, lasciando però un buco al centro, attraverso al quale, verserete ¼ di latte. Cuocete in forno caldo a 180° per un’ora. Servire accompagnandolo con i ravanelli in carpione (segue ricetta)

 

 

 

Ravanelli in Carpione

Per 6 persone

 

20 ravanelli,20 cipollotti, 1 lt di aceto rosso, 400 gr di zucchero, un dl di brodo, 3 foglie di alloro, ½ stecca di cannella, sale.

 

Privare i cipollotti delle radici e della foglia esterna , della parte verde più dura, togliere foglie verdi e radici ai ravanelli, lavare i due ortaggi. Versare in un tegame l’aceto, aggiungere lo zucchero e far ridurre a fuoco moderato, mescolando di tanto in tanto, unire l’alloro e la ½ stecca di cannella, il brodo e il sale. Appena inizia l’ebollizione, aggiungere i ravanelli e farli cuocere per 6 minuti; dopo due minuti di cottura dei ravanelli unire i cipollotti e farli cuocere per i rimanenti 4 minuti. Togliere gli ortaggi dal fuoco, farli raffreddare e lasciarli riposare per 48 ore nel liquido di cottura prima di servirli. Sono particolarmente adatti per accompagnare bolliti, coniglio arrosto ecc.

 

 

 

Crepes Suzettes

Per 4 persone

 

120 gr di farina, 2 cucchiai di zucchero, un pizzico di sale, 2 uova, un bicchiere e mezzo di latte, 110 gr di burro, 60 gr di zucchero a velo, una scorza di limone grattugiata, scorza grattugiata e succo di una arancia, 6 cucchiai di Cointreau e 4 cucchiai di Cognac.

 

Unite alla farina 40 gr di zucchero e sale, facendo cadere il tutto nella terrina. Sbattete le uova in una ciotola con la forchetta e versatele nella terrina. Aggiungete, versandolo poco alla volta, il latte, poco burro fuso, 2 cucchiai di cognac. Mescolate e lasciate riposare per 2 ore. Lavorate il burro rimasto con lo zucchero restante, la scorza del limone e arancia grattugiate, il succo d’arancia, 4 cucchiai di Cointreau e mettete da parte. Scaldate il padellino, versatevi per ogni crêpes 2 cucchiai di pastella e lasciate friggere per circa 1 minuto e mezzo da una parte e 1 minuto dall’altra. Quando tutte le crêpes saranno pronte e messe da parte, scaldate bene anche il burro lavorate nella padella e immergetevi una a una le crêpes piegate in quattro. Aggiungete pochissimo zucchero, il Cointreau, il Cognac rimasti e date fuoco al liquore. Servite le crêpes calde.

 

Lo Sapevate Che: Henri Cartier-Bresson: E’ stato un fotografo francese, testimone con le sue immagini dei più disparati angoli del pianeta e dei principali eventi del Novecento


“ Fotografare è mettere sulla stessa linea di mira la mente, l’occhio, e il cuore…” HENRI CARTIER-BRESSON

 

Maestro del carpe diem

Non sono necessarie molte presentazioni per chi è conosciuto come il padre della fotografia e ha fermato nei suoi scatti quasi un secolo di eventi. Henri Cartier-Bresson, uno tra i più convinti puristi della fotografia è nato il 22 agosto 1908 a Chanteloup (Francia), 30 chilometri ad est di Parigi, da una famiglia alto borghese amica delle arti. Inizialmente si interessa solo di pittura (grazie soprattutto all'influenza di suo zio, artista affermato, che all'epoca considerava un po' come un padre spirituale), e diventa allievo di Jaques-Emile Blanche e di André Lhote, frequenta i surrealisti e Triade, il grande editore.

Dagli inizi degli anni '30 sceglie definitivamente di sposare la fotografia

Nel 1931, a soli 23 anni, ritornato in Francia dopo un anno in Costa d'Avorio, Henri Cartier-Bresson scopre la gioia di fotografare, compra una Leica e parte per un viaggio che lo porta nel sud della Francia, in Spagna, in Italia e in Messico. La Leica con la sua maneggevolezza e la pellicola 24x36 inaugurano un modo nuovo di rapportarsi al reale, sono strumenti flessibili che si adattano straordinariamente all'occhio sempre mobile e sensibile del fotografo.

L'ansia che rode Cartier-Bresson in questo suo viaggio fra le immagini del mondo lo porta ad una curiosità insaziabile, incompatibile con l'ambiente borghese che lo circonda, di cui non tollera l'immobilismo e la chiusura, la piccolezza degli orizzonti. Nel 1935 negli USA inizia a lavorare per il cinema con Paul Strand; tiene nel 1932 la sua prima mostra nella galleria Julien Levy.

Tornato in Francia continua per qualche tempo a lavorare nel cinema con Jean Renoir e Jaques Becker, ma nel 1933 un viaggio in Spagna gli offre l'occasione per realizzare le sue prime grandi fotografie di reportage.

Ed è soprattutto nel reportage che Cartier-Bresson mette in pratica tutta la sua abilità e ha modo di applicare la sua filosofia del "momento decisivo": una strada che lo porterà ad essere facilmente riconoscibile, un marchio di fabbrica che lo distanzia mille miglia dalle confezioni di immagini celebri e costruite.

Ormai è diventato un fotografo importante. Catturato nel 1940 dai tedeschi, dopo 35 mesi di prigionia e due tentate fughe, riesce a evadere dal campo e fa ritorno in Francia nel 1943, a Parigi, dove ne fotografa la liberazione.

Qui entra a far parte dell'MNPGD, un movimento clandestino che si occupa di organizzare l'assistenza per prigionieri di guerra evasi e ricercati.

Finita la guerra ritorna al cinema e dirige il film "Le Retour". Negli anni 1946-47 è negli Stati Uniti, dove fotografa soprattutto per Harper's Bazaar.

Nel 1947 al Museum of Modern Art di New York viene allestita, a sua insaputa, una mostra "postuma"; si era infatti diffusa la notizia che fosse morto durante la guerra.

Nel 1947 insieme ai suoi amici Robert Capa, David "Chim" Seymour, George Rodger e William Vandivert (un manipolo di "avventurieri mossi da un'etica", come amava definirli), fonda la Magnum Photos, cooperativa di fotografi destinata a diventare la più importante agenzia fotografica del mondo.

Dal 1948 al 1950 è in Estremo Oriente. Nel 1952 pubblica "Images à la sauvette", una raccolta di sue foto (con copertina, nientemeno, che di Matisse), che ha un'immediata e vastissima eco internazionale.

Nel 1955 viene inaugurata la sua prima grande retrospettiva, che farà poi il giro del mondo, al Musée des Arts Décoratifs di Parigi.

Dopo una serie di viaggi (Cuba, Messico, India e Giappone), dal 1966 si dedica progressivamente sempre più al disegno.

Innumerevoli, in questi anni, sono i riconoscimenti ricevuti, così come le esposizioni organizzate e le pubblicazioni che in tutto il mondo hanno reso omaggio alla sua straordinaria produzione di fotografo e di pittore.

Dal 1988 il Centre National de la Photographie di Parigi ha istituito il Gran Premio Internazionale di Fotografia, intitolandolo a lui.

Oltre ad essere universalmente riconosciuto tra i più grandi fotografi del secolo, Henri Cartier-Bresson ha avuto un ruolo fondamentale nella teorizzazione dell'atto del fotografare, tradotto tra l'altro nella già ricordata e celebre definizione del "momento decisivo".

Poco prima di raggiungere i 96 anni, è morto a Parigi il 3 agosto 2004. La notizia ha commosso e fatto il giro del mondo solo due giorni più tardi, dopo i funerali.

https://biografieonline.it/biografia-henri-cartier-bresson

Lo Sapevate Che: Joseph Conrad: Tra i grandi maestri del romanzo europeo dell'Ottocento, vita e creazione letteraria ebbero in lui un comune denominatore: l’avventura!

 

“I baci sono ciò che resta della lingua del Paradiso.” JOSEPH CONRAD

 

L'inconscio fa capolino

I romanzi di Joseph Conrad, considerato uno degli autori principali a cavallo tra '800 e '900, sono storie di mare e di avventura: storie di uomini che vivono sulle onde, trascinati e trascinatori di navi che affrontano la straordinaria solitudine delle acque, infide, infinite, divoratrici di mondi, preda continua dei rischi. E in effetti prima che un romanziere, Conrad fu veramente un uomo di mare: orfano di madre e con il padre incarcerato per questioni politiche (la famiglia era originaria di una parte della Polonia annessa alla Russia), crebbe nel sogno di solcare i mari in libertà e lontano dalla terra che gli aveva procurato, fin dall'infanzia, tanto dolore.

Joseph Conrad, pseudonimo di Teodor Jòzef Konrad Korzeniowski, pur essendo nato in Polonia (a Berdicev il giorno 3 dicembre 1857), è di fatto considerato uno scrittore inglese. La sua famiglia apparteneva alla nobiltà terriera della Polonia, a quel tempo sotto il dominio russo. Il padre, patriota e uomo di lettere, muore nel 1867 , dopo molti anni di esilio politico (la madre era già morta nel 1865). Affidato alla tutela di uno zio, il giovane Conrad compie gli studi secondari a Cracovia.

A soli diciassette anni, spinto da un'irresistibile vocazione per la vita di mare, parte per Marsiglia, dove s'imbarca come semplice marinaio. Navigare significa per lui conoscere soprattutto il mondo marinaresco che si identificava anche in traffici, contrabbando, uomini che si imbarcavano per sfuggire a chissà quale colpa. Significava insomma incontrare mondi che stavano, non solo geograficamente, agli antipodi dell'Europa civile. Dopo lunga esperienza serve nella marina mercantile francese e, dal 1878, in quella britannica, dove raggiunge il grado di capitano di lungo corso. Nel 1886 diventa cittadino inglese.

Per vent'anni viaggia per quasi tutti i mari, ma soprattutto nell'arcipelago malese. L'attenzione ottenuta dal suo primo romanzo "La follia di Almayer", e l'incoraggiamento di alcuni scrittori (Galsworthy, Wells, Ford Madox Ford, Edward Gamett) lo inducono, lasciata la marina e stabilitosi in Inghilterra, a dedicarsi interamente all'attività letteraria.

Caso più unico che raro, Conrad diviene un maestro della letteratura scrivendo in una lingua non sua, appresa quando era già un uomo fatto. Il suo tema fondamentale è la solitudine dell'individuo, in balìa dei ciechi colpi del caso di cui il mare è spesso eletto a simbolo. L'eroe solitario di Joseph Conrad è quasi sempre un fuggiasco o un reietto, segnato dalla sventura o dal rimorso, stretto parente dell'angelo caduto caro ai romantici, che conquista la sua identità affrontando con stoicismo le prove che il destino gli ha riservato.

Tra i suoi tanti capolavori, ricordiamo "Un reietto delle isole" (1894), "Il negro del Narciso" (1896), "Gioventù" (1898), "Cuore di tenebra" (una forte denuncia del colonialismo e un romanzo che, forse pochi lo sanno, ha costituito il canovaccio per il film di Francis Ford Coppola "Apocalipse Now"), "Tifone" e "Lord Jim" (1900).

In questi lavori Conrad sonda gli stadi evolutivi dell'inconscio che a tratti sembrano anticipare la tecnica dello "stream of consciousness" che poi Virginia Woolf e James Joyce trasformeranno in genere letterario.

Dopo altre diverse pubblicazioni, ottiene un buon successo con "La linea d'ombra" (1917), altro capolavoro assoluto, divenuto l'emblema della difficoltà di crescere e di ciò che questo passaggio comporta.

Irripetibile scrittore, sondatore come pochi dell'animo umano, Joseph Conrad muore per attacco cardiaco il 3 agosto 1924, a Bishopsboume Kent (Inghilterra).

https://biografieonline.it/biografia-joseph-conrad

lunedì 2 agosto 2021

Lo Sapevate Che: Isabel Allende: Nata a Lima, è una scrittrice cilena tra le più famose al mondo, voce poetica di un universo femminile che alterna esperienze personali e della propria terra a quelle di donne di altri Paesi


“Tutti abbiamo dentro un'insospettata riserva di forza che emerge quando la vita ci mette alla prova” Isabel Allende

 

Cuore di donna

Isabel Allende nasce il giorno 2 agosto del 1942 a Lima (Perù). La famiglia si trova in questo periodo a Lima, in Perù, per motivi di lavoro. La madre, Francisca Llona Barros, divorzia dal padre, Tomás Allende, quando la scrittrice ha solo tre anni: Isabel non conoscerà mai suo padre, che dopo la dissoluzione del matrimonio sparirà nel nulla. Sola, con tre figli e senza alcuna esperienza lavorativa, la madre si trasferisce a Santiago del Cile, ospitata nella casa del nonno (rievocata poi ne "La casa degli spiriti" in quella di Esteban Trueba). Grazie all'aiuto dello zio Salvador Allende e grazie alla sua influenza, non mancheranno a lei e ai suoi fratelli borse di studio, vestiti e svaghi.

Bambina vivace ed inquieta, durante l'infanzia trascorsa nella casa dei nonni impara a leggere e a nutrire la propria fantasia con letture prelevate dalla biblioteca del nonno, ma anche con libri che la scrittrice racconta di aver trovato in un baule ereditato dal padre, contenente raccolte di Jules Verne o Emilio Salgari. L'immaginazione della piccola si alimenta anche di romanzi rosa, ascoltati alla radio, in cucina assieme alle inservienti e soprattutto di racconti narrati dal nonno o dalla nonna, quest'ultima caratterizzata da una propensione particolare verso i misteri dello spiritismo.

Questi anni fantasiosi e meravigliosi si interrompono nel 1956, quando la madre si sposa con un altro diplomatico. Data anche la natura particolare di quella professione, il diplomatico appunto, la coppia comincia a viaggiare e ad effettuare permanenze in vari paesi. Le esperienze in Bolivia, in Europa ed in Libano sveleranno alla piccola sognatrice un mondo diverso da quello in cui è cresciuta. Isabel Allende vivrà sulla propria pelle le prime esperienze della discriminazione sessuale. Anche se le letture cambiano: legge libri di filosofia, conosce Freud e le tragedie di Shakespeare. Frugando nella camera del patrigno, trova un "libro proibito" che resterà tra le sue maggiori influenze letterarie: nascosta in un armadio legge "Le mille e una notte".

All'età di 15 anni, desiderosa di indipendenza, ritorna a Santiago ed a 17 anni inizia a lavorare come segretaria presso il "Dipartimento dell'informazione", un ufficio della FAO. A 19 anni sposa con Miguel Frías (1962), con cui avrà due figli: Nicholás e Paula.

In questo periodo accede al mondo del giornalismo che insieme all'esperienza teatrale sarà il suo migliore elemento formativo. Prima entra nel campo della televisione, conducendo un programma di quindici minuti sulla tragedia della fame nel mondo; poi scrive per la rivista femminile Paula (1967-1974) e la rivista per bambini Mampato (1969-1974). In ambito televisivo s'impegna nella Channel 7 dal 1970 al 1974. Isabel Allende conquista la fama negli anni Sessanta, grazie alla rubrica "Los impertinentes" che la sua amica Delia Vergara le riserva all'interno della rivista Paula. Da allora la scrittrice non ha mai smesso di decantare il giornalismo come grande scuola di scrittura e di umiltà.

L'11 settembre 1973 il colpo di stato militare guidato dal Generale Augusto Pinochet termina un'altra fase della vita della Allende. L'evoluzione dei fatti la costringe ad inserirsi per la prima volta attivamente nella vita politica del suo paese: la scrittrice s'impegna a favore dei perseguitati dal regime trovando loro asilo politico, nascondigli sicuri e facendo filtrare notizie del paese. Il regime dittatoriale le permette di collaborare ancora con le televisioni nazionali, ma ben presto decide di abbandonare il lavoro, perché si rende conto che il governo militare la sta usando. Decide allora di emigrare e, seguita in breve dal marito e dai figli, si ferma per tredici anni in Venezuela, dove scrive su vari quotidiani.

Di fatto autoesiliatasi, comincia a scrivere per sfogare la propria rabbia e sofferenza. Nasce così il primo romanzo, rifiutato da tutte le case editrici latino-americane per il fatto di essere firmato da un nome non soltanto sconosciuto, ma addirittura femminile. Nell'autunno del 1982 "La casa degli spiriti", una cronaca familiare sullo sfondo del mutamento politico ed economico nell'America latina, viene pubblicato a Barcellona da Plaza y Janés. Il successo divampa inizialmente in Europa e da lì passa negli Stati Uniti: le numerose traduzioni in varie lingue fanno conoscere la scrittrice in moltissime parti del mondo. Da quel momento in poi, inanellerà un successo dopo l'altro, a partire da "D'amore e ombra" fino a "Paula", passando per "Eva Luna".

A 45 anni Isabel Allende divorzia dal marito e nel 1988 si sposa in seconde nozze con William Gordon che conosce durante un viaggio a San José, negli Stati Uniti. La storia della vita del nuovo compagno della scrittrice ispira un nuovo romanzo che viene pubblicato nel 1991 col titolo "Il piano infinito".

Molti critici hanno definito l'opera di Isabel Allende come un collage di idee e situazioni tratte dai suoi colleghi più famosi. Ma una delle critiche più persistenti è quella del paragone costante con Gabriel García Márquez e, in effetti, una certa influenza dello scrittore colombiano risulta essere innegabile, dal momento che viene tutt'ora considerato un punto di riferimento per le nuove generazioni di scrittori iberoamericani.

Non si può comunque tralasciare di citare il fatto che il libro-confessione "Paula" è il resoconto della tragedia che ha colpito l'Allende. Paula, infatti, non è altri che la figlia della scrittrice, morta il 6 dicembre del 1992 di una malattia rara e incurabile dopo aver passato un lungo periodo in stato comatoso.

Bibliografia di Isabel Allende

La casa degli spiriti (1982)

D'amore e ombra (1984)

Eva Luna (1985)

Eva Luna racconta (1989)

Il piano infinito (1991)

Paula (1994)

Afrodita (1997)

La figlia della fortuna (1999)

Ritratto in seppia (2001)

La città delle bestie (2002)

Il mio paese inventato (2003)

Il regno del drago d'oro (2003)

La foresta dei pigmei (2004)

Zorro. L'inizio della leggenda (2005)

Inés dell'anima mia (2006)

La somma dei giorni (2008)

L'isola sotto il mare (2009)

Il quaderno di Maya (2011)

Le avventure di Aquila e Giaguaro (trilogia, 2012: La città delle bestie; Il regno del drago d'oro; La foresta dei pigmei)

Amore (Amor), 2013

Il gioco di Ripper (El juego de Ripper), 2013

L'amante giapponese (El amante japonés), 2015

http://biografieonline.it/biografia-isabel-allende