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domenica 2 maggio 2021

Lo Sapevate Che:Leonardo da Vinci: La massima espressione del genio umano, Vasari per primo ne celebrò le “divine” capacità di eccellere nelle arti, nella tecnica e nello studio della natura e del cosmo


“Ogni nostra cognizione, principia dai sentimenti.” Leonardo da Vinci

 

Visione d'insieme

Approfondimento di alcune delle più celebri opere di Leonardo da Vinci

Tra Empoli e Pistoia, sabato 15 aprile 1452, nel borgo di Vinci nasce Leonardo di Ser Piero d'Antonio. Il padre, notaio, l'ebbe da Caterina, una donna di Anchiano che sposerà poi un contadino. Nonostante fosse figlio illegittimo il piccolo Leonardo viene accolto nella casa paterna dove verrà allevato ed educato con affetto. A sedici anni il nonno Antonio muore e tutta la famiglia, dopo poco, si trasferisce a Firenze.

La precocità artistica e l'acuta intelligenza del giovane Leonardo spingono il padre a mandarlo nella bottega di Andrea Verrocchio: pittore e scultore orafo acclamato e ricercato maestro. L'attività esercitata da Leonardo presso il maestro Verrocchio è ancora da definire, di certo c'è solo che la personalità artistica di Leonardo comincia a svilupparsi qui.

Possiede una curiosità senza pari, tutte le disclipline artistiche lo attraggono, è un acuto osservatore dei fenomeni naturali e grandiosa è la capacità di integrarle con le sue cognizioni scientifiche.

Nel 1480 fa parte dell'accademia del Giardino di S. Marco sotto il patrocinio di Lorenzo il Magnifico. E' il primo approccio di Leonardo con la scultura. Sempre un quell'anno riceve l'incarico di dipingere l'Adorazione dei Magi per la chiesa di S. Giovanni Scopeto appena fuori Firenze (oggi quest'opera si trova agli Uffizi). Tuttavia, l'ambiente fiorentino gli sta stretto.

Si presenta allora, con una lettera che rappresenta una specie di curriculum in cui descrive le sue attitudini di ingegnere civile e costruttore di macchine belliche, al Duca di Milano Lodovico Sforza, il quale ben lo accoglie. Ecco nascere i capolavori pittorici: la Vergine delle Rocce nelle due versioni di Parigi e di Londra, e l'esercitazione per il monumento equestre in bronzo a Francesco Sforza. Nel 1489-90 prepara le decorazioni del Castello Sforzesco di Milano per le nozze di Gian Galeazzo Sforza con Isabella d'Aragona mentre, in veste di ingegnere idraulico si occupa della bonifica nella bassa lombarda. Nel 1495 inizia il famoso affresco del Cenacolo nella chiesa Santa Maria delle Grazie.

Questo lavoro diventa praticamente l'oggetto esclusivo dei suoi studi. Verrà terminata nel 1498. L'anno successivo Leonardo fugge da Milano perché invasa dalle truppe del re di Francia Luigi XII e ripara a Mantova e Venezia.

Nel 1503 è a Firenze per affrescare , insieme a Michelangelo, il Salone del Consiglio grande nel Palazzo della Signoria. A Leonardo viene affidata la rappresentazione della Battaglia di Anghiari che però non porterà a termine, a causa della sua ossessiva ricerca di tecniche artistiche da sperimentare o da innovare.

Ad ogni modo, allo stesso anno è da attribuire la celeberrima ed enigmatica Monna Lisa, detta anche Gioconda, attualmente conservata al museo del Louvre di Parigi.

Nel 1513 il re di Francia Francesco I lo invita ad Amboise. Leonardo si occuperà di progetti per i festeggiamenti e proseguirà con i suoi progetti idrologici per alcuni fiumi di Francia. Qualche anno dopo, precisamente nel 1519, redige il suo testamento, lasciando tutti i suoi beni a Francesco Melzi, un ragazzo conosciuto a 15 anni (da qui, i sospetti sulla presunta omosessualità di Leonardo).

Il 2 Maggio 1519 il grande genio del Rinascimento spira e viene sepolto nella chiesa di S. Fiorentino ad Amboise. Dei sui resti non vi è più traccia a causa delle profanazioni delle tombe avvenute nelle guerre di religione del XVI secolo.

Approfondimento di alcune delle più celebri opere di Leonardo da Vinci

Il battesimo di Cristo (1470)

Paesaggio d'Arno (disegno, 1473)

Madonna del Garofano (1475)

L'Annunciazione (1475)

Ritratto di Ginevra de' Benci (1474-1476)

L'adorazione dei Magi (1481)

Madonna Litta (1481)

Belle Ferronnière (1482-1500)

Vergine delle Rocce (1483-1486)

Dama con l'ermellino (1488-1490)

Ultima cena (Cenacolo) (1495-1498)

Madonna dei Fusi (1501)

San Giovanni Battista (1508-1513)

Sant'Anna, la Vergine e il Bambino con l'agnellino (1508 circa)

La Gioconda (Monna Lisa) (1510-1515)

Bacco (1510-1515)

https://biografieonline.it/biografia-leonardo-da-vinci

Lo Sapevate Che: Francesco Facchinetti: Conduttore televisivo, disc jockey e cantante, milanese dc, è conosciuto anche col nome d DJ Francesco. Tra i suoi brani “la canzone del capitano” tormentone estivo

“Bella di padella!” DJ Francesco

 

 

 "Pirateria" musicale

Porti in alto la mano chi non è stato tormentato almeno una volta dalla canzone tormentone per eccellenza: la canzone del Capitan Uncino. Il "colpevole" è lui, l'agitato Dj Francesco. Sempre ottimista, sempre in movimento, sempre positivo, sempre fuori di testa. Quasi per contratto, si direbbe; o forse è proprio così, chi lo sa.

Bendatosi un occhio per fare il pirata per il lancio della canzone, con l'altro ha saputo adocchiare un bel motivetto orecchiabile ed adattarlo nella nostra lingua.

La canzone del Capitano, infatti, esisteva già, come ha ammesso lui stesso in una trasmissione de "Le Iene". Insomma, la musica è la stessa di una canzone straniera ha solo italianizzato il testo ed ecco che ha fatto il botto in classifica. Eppure nel sangue Dj Francesco può vantare i suoi bei quarti di nobiltà musicale, essendo il figlio nientemeno che di Roby Facchinetti, uno dei numi tutelare della melodia italiana; uno che ha quasi inventato il rock "sinfonico", durante ovviamente la sua pluridecennale carriera nei Pooh.

Nato il 2 maggio 1980, Francesco Facchinetti si è avvicinato alla musica attratto inizialmente da qualcosa che sembra lontanissimo da lui: il punk. Forma prima un gruppo con cui si fa un po' conoscere nell'ambiente (forse la mezza cresta che esibisce è una vestigia di quell'antico passato), a cui fa seguito l'ingresso nella radio/tv satellitare Hit Channel 102.5 diretta da Claudio Cecchetto (talent scout di Jovanotti, 883, Fiorello e tanti altri).

Qui il buon Francesco si "normalizza". Dimessi gli abiti dell'arrabbiato, si mette a condurre un programma che più normale non si può: "Radiotelevision" in onda ogni giorno con musica internazionale. Qui nasce appunto La canzone del Capitano, poi lanciata anche dalla versione estiva del programma "Passaparola", che adotta il brano per i balletti delle famose Letterine.

Esaurita la spinta della canzone del Capitano (che fra l'altro ha vinto anche il Disco d'oro), Dj Francesco ci riprova con altre iniziative. Prima incide l'adrenalinica "Salta" (scelta poi come sigla da RaiSport, e sigla dei Mondiali di atletica 2003, oltree che dalle Schedine di "Quelli che il calcio"), accompagnata da un video, realizzato da Gaetano Morbioli, di disarmante vèrve giovanilistica. Dj Francesco salta, balla, corre, si dimena come non mai.

Il risultato finale? E' nelle cinque nomination dell"'Italian Music Awards", come rivelazione dell'anno.

Il 2004 si apre con due grandi progetti: l'album "Bella di padella" e la partecipazione al Festival di Sanremo 2004 con la canzone "Era bellissimo".

Prima del Festival, e in occasione di San Valentino, l'album viene anticipato dalla pubblicazione del cd single "Ti adoro", dove la voce di Luciano Pavarotti svetta su quella di Dj Francesco in un duetto straniante. Un esempio di dove può arrivare la follia del Dj più simpatico del mondo.

E sempre nell'anno della sua consacrazione DJ Francesco è tra i protagonisti (insieme a Kabir Bedi, Totò Schillaci, Paolo Calissano, Alessia Merz, Antonella Elia e altri) della seconda edizione della trasmissione TV "L'isola dei famosi".

Dopo l'incontro con Simona Ventura, conduttrice dell'isola, nasce un sodalizio che lo manterrà in tv per i periodi successivi, talvolta come ospite, ma anche come capace intrattenitore. Cmabia il suo nome d'arte e decide di farsi chiamare non più "DJ" ma solo e semplicemente con il suo nome completo, Francesco Facchinetti. Poi arriva la grande prova: nel 2008 sbarca in Italia "X Factor", talent show già collaudato a livello europeo. Francesco è il conduttore della trasmissione: a lui tocca coccolare i cantanti in gara, sapendo che tra di loro vi sarà una possibile futura pop-star internazionale, e nel frattempo coordina i tre giudici, Simona Ventura, Morgan e Mara Maionchi. Conduce poi tutte le edizioni successive, tenendo a bada di volta in volta i vari giudici che si susseguono (nel 2009 Claudia Mori, nel 2010 Enrico Ruggeri, Anna Tatangelo, Elio).

Francesco Facchinetti negli anni 2010

Durante l'estate del 2010 inoltre si lega sentimentalmente ad Alessia Marcuzzi, illustre collega conduttrice negli stessi anni del principe dei reality show, di grande successo, "Il grande fratello". Nel febbraio del 2011 Alessia, di otto anni più anziana di Francesco, rivela ai media che la coppia è in attesa di una figlia. All'inizio del mese di settembre viene alla luce la loro figlia, Mia. La storia tra Francesco e Alessia purtroppo finisce e di comune accordo nel mese di ottobre 2012 ne danno notizia.

In campo musicale in questi anni crea un trio Dance chiamato "We Are Presidents" (WAP) assieme a Paolo Paone (Paul), cantante e polistrumentista e Manuel Bella, dj e produttore che lavora a RTL 102.5. Nel 2014 incide, dopo sette anni di assenza, il suo nuovo singolo "Conta" che entra a far parte della colonna sonora della serie TV di Rai 1 "Braccialetti rossi", usata anche come sigla dell'omonima serie.

Anche l'anno seguente incide, insieme a vari artisti, il singolo "L'inizio del mondo", che viene usata come sigla della seconda stagione di "Braccialetti rossi".

Nel 2017 conduce in tv la seconda edizione di Eccezionale Veramente su La7. Nello stesso anno, il 9 settembre conduce la finale di Miss Italia, a Jesolo, sempre in diretta su LA7 e LA7d. Anche l'anno dopo replica la conduzione della finale Miss Italia 2018, affiancato da Diletta Leotta. Nel 2017 conduce anche lo show Ultimate Beastmaster di Netflix, insieme a Bianca Balti.

Talent scout e imprenditore

Grazie alla sua agenzia di management Francesco Facchinetti ha scoperto negli anni diversi personaggi del web, nel mondo dello spettacolo e della televisione. Tra questi vi sono Frank Matano, Emis Killa, Riccardo Marcuzzo, Francesco Sole, Michael Righini, Nesli, Chiara Biasi, Mariano Di Vaio, Mariasole Pollio, I Nirkiop.

Francesco è socio e fondatore di diverse società: Goonies, BitSugar e NewCo. Ha quote in 20 società sparse per il mondo e un patrimonio stimato di 50 milioni di euro [fonte: Wikipedia]. Ha collaborato con l'azienda italiana Stonex, come direttore creativo, per il lancio sul mercato dello smartphone Stonex One.

https://biografieonline.it/biografia-francesco-facchinetti

 


sabato 1 maggio 2021

Speciale: Il menù del Primo Maggio, buon pranzo! … …

  

E quando avremo insieme molti anni in più - da Il tempo di guardare la luna

Roby Facchinetti

 

 

 

Torta di Tagliatelle

Per 4 persone

 

Ingredienti:

 

500 gr di pasta di pane, 300 gr di tagliatelle, 200 gr di prosciutto cotto, 250 gr di spinaci, un bicchiere di latte, gr 150 di burro, gr 100 di panna, una cipolla, parmigiano grattugiato, 4 uova, un dado, farina, salsa Worcester, olio, sale e pepe.

 

Lavate e lessate gli spinaci in poca acqua, scolateli e strizzateli. In un tegame fate fondere 40 gr di burro, unite due cucchiaini di dado vegetale sbriciolato, 50 gr di panna, il bicchiere di latte con 2 cucchiai di farina stemperati, versato poco alla volta. Mettete gli spinaci nel tegame e fateli insaporire per 10 minuti, mescolando, sino ad ottenere un composto morbido. In un altro tegame, con 40 gr di burro caldi, fate rosolare la cipolla tritata, aggiungete la panna rimasta e due cucchiaini di dado vegetale sbriciolato, spruzzate qualche goccia di salsa Worchester e fate addensare la salsa a fuoco basso. Sbattete 3 uova, salatele, pepatele e strapazzatele in un padellino, con 20 gr di burro caldo. In una casseruola con abbondante acqua salata in ebollizione, cuocetele a metà cottura. Scolatele e conditele con il burro rimanente ammorbidito a temperatura ambiente. In una pirofila alta, oliata, stendete ¾ di pasta in uno strato sottile e foderate lo stampo. Distribuite sul fondo metà dose di tagliatelle, cospargete di parmigiano grattugiato, disponete gli spinaci, il prosciutto tagliato a listerelle, le uova strapazzate e, infine la salsa a base di cipolla. Terminate con le tagliatelle rimaste e chiudete la torta con una base sottile di pasta di pane, togliendo nel centro della pasta una parte rotonda di circa 6 cm di diametro, in modo che risulti come un anello. Attorno alla torta, con i residui di pasta formate una treccia. Spennellate la torta con l’ultimo uovo sbattuto e cuocete in forno preriscaldato a 190° per 40 minuti. Lasciate riposare per 10 minuti e servite.

 

 

 

Roast Beef al forno con Insalata verde e Pomodori

Per 6 persone

 

Ingredienti:

 

1 kg e 200 gr di taglio per roast beef o controfiletto, vino bianco secco, rosmarino, olio, sale e pepe.

 

Eliminate, se necessario, il grasso in eccesso, lasciando lo strato sottile più superficiale. Strofinate tutto il pezzo di carne con sale fino (ne serve almeno un cucchiaino colmo per ogni chilo di carne), quindi pepate senza eccedere. Lavate e asciugate un ramo di rosmarino, togliete le foglioline e tritatele finemente con la mezzaluna. Spargete il trito su tutta la carne. Ungete una teglia da forno con 1 cucchiaio d’olio. Preriscaldate il forno a 240°. Infornate il roast beef. Fatelo rosolare per una decina di minuti, girandolo una volta. Abbassate la temperatura del forno a 180° e cuocete per 20 minuti. Ogni tanto bagnate la carne con il suo sugo. Se serve, unite il vino bianco. Estraete l’arrosto e sistematelo su una griglia, con un peso sopra. Lasciatelo raffreddare. In questo modo si eliminerà il sangue rimasto nella carne. Tagliate il roast beef a fette sottili con un coltello ben affilato. Mettetelo su un piatto da portata e servitelo freddo, con un contorno di insalatina di stagione e pomodori.


 

 

Torta della Festa ai Lamponi

Per 6 persone

 

Ingredienti:

 

7 uova intere, gr 150 di zucchero, 1 bustina di zucchero vanigliato, la scorza grattugiata di ½ limone, una presa di sale, gr 100 di farina, gr 50 di fecola, gr 40 di cacao amaro. Per il ripieno: una tazzina d’acqua, 1 cucchiaio di zucchero, 3 cucchiai di Kirsch, qualche lampone per ottenere 2 cucchiai di succo, gr 400 di panna montata. Per la copertura e la decorazione: 350 gr di panna montata, 3 limoni affettati, 16 lamponi.

 

 

Sbattete le uova con lo zucchero, lo zucchero vanigliato, la buccia di limone e il sale. Incorporate la farina setacciata, incorporata con la fecola e il cacao amaro. Mettete l’impasto in uno stampo imburrato e foderato sul fondo di carta oleata. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 35 minuti. Tagliate la torta raffreddata in 3 strati. Riscaldate l’acqua con lo zucchero, aggiungete il liquore Kirsch. Spruzzate questo composto sui due strati superiori. Mescolate 200 gr di panna montata con il succo di lamponi. Farcite uno strato e l’altro con la panna rimasta e quella mescolata col succo di lamponi. Spalmate l’ultimo strato e i bordi con la panna montata. Guarnite con i ciuffi di panna, le fette di limone e i lamponi.

 

Lo Sapevate Che: Festa del lavoro: perché si festeggia il Primo maggio

 La Festa dei lavoratori nasce il 20 luglio 1889 a Parigi. A lanciare l'idea è il congresso della Seconda Internazionale, che sceglie la data simbolica dell'1 maggio in ricordo di una grande manifestazione operaia svoltasi a Chicago l'1 maggio del 1886. Dal primo sciopero al massacro di Haymarket Square, dalla ratifica di Parigi alla sospensione in Italia durante il ventennio fascista, fino al Concerto live di Roma, in programma sabato 1 maggio 2021, ecco tutto ciò che c'è da sapere sulla Festa del lavoro

 

 La lunga storia della Festa del Lavoro

 

L'1 Maggio è in molti Paesi del mondo la Festa dei lavoratori (o Festa del lavoro). Una ricorrenza ufficiale che si celebra nello stesso giorno in Italia (dal 1891), a Cuba, in Russia, Cina, Messico, Brasile, Turchia e in diversi Stati dell’Unione Europea.

Non negli Stati Uniti, dove il "Labor Day" si festeggia il primo lunedì di settembre. Ma è proprio qui, a Chicago, nell’Illinois, che nella seconda metà dell’Ottocento ebbero luogo i fatti all’origine della data simbolica di questa ricorrenza.

Perché la Festa dei lavoratori cade l'1 maggio

 

La data della Festa dei lavoratori, il Primo maggio, è stata ufficialmente stabilita a Parigi il 20 luglio del 1889. A ratificarla furono i rappresentanti dei partiti socialisti e laburisti europei riunitisi nella capitale francese per il congresso della Seconda Internazionale socialista.

Ma fu un episodio ben preciso a indurre i membri del congresso a scegliere il 1° maggio come data simbolo della celebrazione dei diritti e delle rivendicazioni di tutti i lavoratori.

Lo slogan dei lavoratori

"8 ore di lavoro, 8 di svago, 8 per dormire" era lo slogan coniato in Australia nel 1855 e condiviso da gran parte del movimento sindacale del primo Novecento. Furono queste le parole d'ordine che aprirono la strada a rivendicazioni generali. E alla ricerca di un giorno in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e affermare la propria autonomia e indipendenza.

 

Primo maggio: gli eventi all’origine della Festa del lavoro

 

Tre anni prima che venisse ratificata la Festa del lavoro, l'1 maggio del 1886 a Chicago i sindacati organizzarono uno sciopero generale per rivendicare migliori e più umane condizioni di lavoro per gli operai.

A metà Ottocento, infatti, una giornata di lavoro durava dalle 12 alle 16 ore, la sicurezza non era contemplata e i morti sul lavoro non venivano neppure conteggiati. La protesta indetta dai sindacati, che chiedevano la riduzione della giornata di lavoro a otto ore, durò quattro giorni e culminò in una vera e propria tragedia.


L’evoluzione della vicenda, e in particolare le fasi del processo che seguì i fatti accaduti durante le manifestazioni, innescarono una grande indignazione anche oltreconfine. E portarono all’attenzione del mondo la necessità di intervenire sui diritti e la tutela dei lavoratori.

Il primo sciopero e i disordini di Chicago

 

L'1 maggio 1886 cadeva di sabato, allora giornata lavorativa. Quel giorno dodicimila fabbriche degli Stati Uniti e 400 mila lavoratori incrociarono le braccia. Nella sola Chicago scioperarono e parteciparono al grande corteo in 80 mila.

Tutto all’inizio si svolse pacificamente, ma nei giorni seguenti la tensione si acuì. Il 3 maggio gli operai di Chicago si diedero appuntamento di fronte alla fabbrica di mietitrici McCormick per protestare contro i licenziamenti. Qui vennero attaccati senza preavviso dalla polizia.

L’attacco provocò quattro morti e diversi feriti e la notizia si diffuse rapidamente tra i lavoratori della città. Per protesta il giorno seguente fu indetta una nuova manifestazione a Haymarket Square. Il presidio in piazza iniziò pacificamente sotto una leggera pioggia il pomeriggio del 4 maggio.


L'anarchico August Spies parlava alla folla sopra a un carro posizionato al lato della strada. Molti erano i poliziotti in servizio quel giorno per controllare il presidio, ma tutto sembrava svolgersi nel pieno rispetto delle regole. Improvvisamente, però, la polizia ordinò alla folla di disperdersi e cominciò a marciare verso il carro degli oratori.

A quel punto un piccolo ordigno fischiò sopra le teste dei passanti, atterrando vicino alla prima linea della polizia e uccidendo un poliziotto, Mathias J. Degan. In risposta, la polizia aprì il fuoco sulla folla.

Il massacro di Haymarket Square

 

Undici persone in tutto, fra cui sette agenti colpiti da fuoco amico, persero la vita, mentre dozzine di persone rimasero ferite in quello che è passato alla storia come il massacro di Haymarket. Sette persone collegate con le proteste furono arrestate quello stesso giorno.

Non c'erano prove che tra gli arrestati vi fosse la persona che aveva lanciato l'ordigno, tuttavia la giuria emise verdetti di colpevolezza per tutti gli imputati. Condanna a morte per impiccagione per tutti fu la sentenza. Successivamente, però, per due di loro la pena fu commutata in ergastolo.

Morendo, August Spies, disse: «verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che strangolate oggi». L’esito del processo indignò gli operai di tutto il mondo e i condannati diventarono i Martiri di Chicago.
Cristina Piccinotti

https://viaggi.corriere.it/eventi/cards/1-maggio-festa-dei-lavoratori-perche-si-celebra-la-festa-del-lavoro/

Lo Sapevate Che: Roby Facchinetti: Una voce come la sua difficilmente si dimentica, specie se per cinquanta anni ha scandito i successi di uno dei gruppi più longevi della storia della musica …i Pooh!


“[Sulla versione di Mina di "Noi due nel mondo e nell'anima" dei Pooh] Mi è venuta le pelle d'oca. Non so come ci sia arrivata, perché quello è un pezzo del nostro repertorio antico, dei primi anni Settanta. Sono felice perché ho scoperto che le si adatta benissimo e che attraverso la sua voce ne ha guadagnato in feeling, in magia. In una canzone Mina sa esaltare i pregi armonici e melodici in maniera ideale: come lei, credete, davvero non c'è nessun'altra.” Roby Facchinetti

 

Orso e leone

Se ne sta dietro una tastiera, timido timido, e quando il suo gruppo attacca un pezzo si mette a cantare a squarciagola canzoni che il più delle volte è stato lui stesso a scrivere. E' quel genio creatore di melodie meravigliose che risponde al nome di Camillo Facchinetti, in arte Roby, nato il giorno 1 maggio 1944 ad Astino, in provincia di Bergamo.

Primo di cinque figli, la sua precoce passione per la musica porta i suoi genitori ad iscriverlo all'età di otto anni al conservatorio "Donizetti" di Bergamo. La sua prima band, "I Monelli", vede la luce nel 1958: si esibisce nelle balere della provincia. A Rimini il gruppo incontra Paolo Bacilieri, gestore de "La Stalla", un rinomato locale di Riccione che vuole dar loro un'opportunità, previa audizione personale.

Il risultato dell'esibizione di fronte all'intraprendente Bacilieri è un ingaggio della durata di venti giorni nel suo locale, ingaggio poi rinnovato per tutta la stagione grazie al successo ed ai consensi ottenuti.

Passato alla band "Pierfilippo e Les Copains", Roby gira l'Italia, fin quando una sera a Bologna la band suona insieme ai Pooh, un gruppo già formato da tempo che propone un rock melodico di ottima fattura. Al termine dell'esibizione a Roby viene proposto di unirsi al gruppo, in quanto vi è la necessità di sostituire Bob Gillot, componente inglese che crea qualche problema.

Il nostro accetta scegliendo come nome d'arte, forse per dare un tocco di americanismo alla sua provenienza, appunto Roby. Il riservatissimo musicista è poi diventato la vera e propria anima della band, trascinatore del gruppo anche fuori dal palcoscenico. Oltre ad essere particolarmente preparato dal punto di vista musicale, è dotato di una voce straordinaria, potente e pulita che mette in risalto molto spesso nei ricorrenti "assoli" vocali.

Sotto il profilo umano è una persona davvero speciale, buona e sensibile come poche, capace di capire le esigenze degli altri e di immedesimarsi nei panni altrui. Tutte caratteristiche che ha saputo trasmettere a suo figlio Francesco, meglio conosciuto come DJ Francesco, venuto alla ribalta con la canzone-tormentone "Capitan uncino" nell'estate del 2003.

E' comunque senz'altro questo equilibrio caratteriale, unito naturalmente alle analoghe straordinarie doti dei suoi compagni di avventura, che i Pooh hanno saputo affrontare indenni le acque agitate e incerte di oltre quarant'anni di carriera. Mai si sono calpestati i piedi a vicenda.

Roby Facchinetti ha inciso anche qualche disco solista. Il suo primo titolo in questa veste risale all'aprile del 1984 ed è intitolato semplicemente "Roby Facchinetti", mentre del 1993 è "Fai col cuore".

Alto 171 cm, capelli castani, occhi azzurri, ha cinque figli: Alessandra, Valentina, il già citato e noto Francesco, Roberto e Giulia.

https://biografieonline.it/biografia-roby-facchinetti