Etichette

giovedì 2 aprile 2020

Lo Sapevate Che: Aldo Fabrizi, personalità simbolo della romanità nel cinema, uno dei migliori attori italiani del Novecento


Nel 1964, Aldo Fabrizi venne definito dai critici americani 'a comic genius', dopo aver indossato sui palcoscenici di Broadway il costume di Mastro Titta, il boia di Rugantino, commedia musicale di Garinei e Giovannini. Una grande soddisfazione, anche per un artista abituato agli applausi come lui, che trent'anni prima, in Italia, aveva divertito le platee dell'avanspettacolo esibendosi in un tango intitolato Tullulù non mi ami più.

Nato a Roma, il 1° novembre 1905, dalla seconda metà degli anni '30 comincia a farsi strada nel varietà diventando presto una delle vedettes più popolari del teatro di rivista.

È già celebre quando nel 1942 debutta nel cinema con Avanti c'è posto (Mario Bonnard), dove prende in prestito il personaggio di un suo sketch per vestire la divisa di un bigliettaio dal cuore d'oro, sfortunato in amore.

Quando fa il pescivendolo a Campo de' Fiori (Mario Bonnard, 1943) non riesce a conquistare un'elegante signora (Caterina Boratto) e deve accontentarsi di una fruttivendola temperamentosa (Anna Magnani).

Particolarmente convincente anche nei ruoli drammatici, rimane molto deluso di non ricevere neppure uno dei tanti premi assegnati a Roma città aperta (Roberto Rossellini, 1945), malgrado la toccante interpretazione di Don Pietro, il prete fucilato dai tedeschi.

In compenso ne riceverà diversi nel corso della carriera. Due Nastri d'argento, come attore protagonista per Prima comunione (Alessandro Blasetti, 1950) e come attore nonprotagonista per C'eravamo tanto amati (Ettore Scola, 1975).

Anche in veste di co-sceneggiatore viene premiato (al Festival di Cannes) per Guardie e ladri (Steno, 1951), uno dei numerosi film che gira con Totò.

Considerato nell'ambiente del cinema un tipo difficile, un divo che non risparmia critiche verso colleghi e registi, nutre per Totò un'incondizionata stima e un profondo affetto, tanto che arriva a chiedergli scusa dopo un diverbio avvenuto durante le riprese di Una di quelle, da lui stesso diretto nel 1953.

Fa anche un'eccezione per Alberto Lattuada, che riesce a tenerlo a bada sul set di Il delitto di Giovanni Episcopo (1947), una delle sue prove drammatiche più riuscite.

Negli anni '50 passa dietro la macchina da presa ottenendo un grande successo con la serie-commedia de La famiglia Passaguai (1951), ma anche con il commovente Il maestro (1958).

Negli anni '60 prosegue un'intensa attività cinematografica e compare spesso in televisione, magari come ospite d'eccezione che,in onore dei bei tempi andati, dedica madrigali in romanesco al fido cavallo de L'ultima carrozzella (Mario Mattoli, 1943).

Dopo essersi unito al coro di Roma nun fa la stupida stasera, nel 1973 continua a canticchiare sulle note di Armando Trovajoli in Tosca (Luigi Magni) e qualche anno più tardi, sempre accompagnato dalle sue musiche, subisce i colpi di un astuto genero, Gianni-Vittorio Gassman di C'eravamo tanto amati (Ettore Scola).

Rimasto vedovo dell'amata moglie, Beatrice Rocchi, più nota nel mondo della musica leggera con il nome d'arte di Reginella, nel 1985 torna sul grande schermo con Giovanni Senza pensieri (Marco Colli).

Prima di morire il 2 aprile del 1990 fa in tempo a ricevere un David di Donatello alla carriera.



Filmografia:
Il ginecologo della mutua di Joe D'Amato – 1977  - Ruolo: attore
Nerone di Mario Castellacci, Pier Francesco Pingitore – 1976 – Ruolo: attore
C'eravamo tanto amati di Ettore Scola -  1974 – Ruolo: attore
La Tosca di Luigi Magni – 1973 – Ruolo: attore
Totò Story di Camillo Mastrocinque, Mario Mattòli - 1068 – Ruolo: attore
Made in Italy di Nanni Loy – 1965 – Ruolo - attore
I quattro tassisti di Giorgio Bianchi – 1963 – Ruolo: attore
I quattro moschettieri di Carlo Ludovico Bragaglia – 1963 – Ruolo : attore
Totò contro i 4 di Steno – 1963 – Ruoli - attore
I quattro monaci di Carlo Ludovico Bragaglia – 1962  - Ruolo: attore
Gerarchi si muore di Giorgio C. Simonelli – 1962  - Ruolo: attore
Le meraviglie di Aladino di Mario Bava, Henry Levin – 1961 – Ruolo: attore
Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi di Mario Mattòli – 1960 - – Ruolo: attore
La sposa bella di Mario Russo, Nunnally Johnson – 1960 – Ruolo: attore
Fra' Manisco cerca guai di Armando W. Tamburella – 1960 – Ruolo: attore
Ferdinando I, re di Napoli di Gianni Franciolini – 1959 – Ruolo: attore
I tartassati di Steno – 1959 – Ruolo: attore
Prepotenti più di prima di Mario Mattòli – 1959 – Ruolo: attore
Un militare e mezzo di Steno – 1959 – Ruolo: attore
 I prepotenti di Mario Amendola – 1958 – Ruolo: attore
Il maestro di Aldo Fabrizi – 1957 – Ruolo: attore
Mi permette babbo? di Mario Bonnard – 1956 – Ruolo: attore
Donatella di Mario Monicelli – 1956 – Ruolo: attore
Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo di Mauro Bolognini – 1956 – Ruolo: attore
Accadde al penitenziario di Giorgio Bianchi – 1955 – Ruolo: attore
I due compari di Carlo Borghesio – 1955 – Ruolo: attore
I pappagalli di Bruno Paolinelli -1955 – Ruolo: attore
Cento anni d'amore di Lionello De Felice – 1954 – Ruolo: attore
Hanno rubato un tram di Aldo Fabrizi -1954 – Ruolo: attore
Questa è la vita di Aldo Fabrizi, Luigi Zampa, Mario Soldati, Giorgio Pàstina -1954 – Ruolo: attore
Una di quelle di Aldo Fabrizi – 1953 – Ruolo: attore
Totò 3D - Il più comico spettacolo del mondo di Mario Mattòli -1953 – Ruolo: attore
Café Chantant di Camillo Mastrocinque -1953 – Ruolo: attore
La voce del silenzio (1) di Georg Wilhelm Pabst – 1953 – Ruolo: attore
Siamo tutti inquilini di Mario Mattòli -1953 – Ruolo: attore
Cose da pazzi di Georg Wilhelm Pabst -1953 – Ruolo: attore
Cinque poveri in automobile di Mario Mattòli -1952 - – Ruolo: attore
Papà diventa mamma di Aldo Fabrizi – 1952 – Ruolo: attore
Altri tempi di Alessandro Blasetti -1952 – Ruolo: attore
La famiglia Passaguai fa fortuna di Aldo Fabrizi -1952 – Ruolo: attore
Guardie e ladri di Mario Monicelli, Steno -1951 – Ruolo: attore
Cameriera bella presenza offresi di Giorgio Pàstina -1951 – Ruolo: attore
Signori in carrozza! di Luigi Zampa – 1951 – Ruolo: attore
Parigi è sempre Parigi di Luciano Emmer – 1951 – Ruolo: attore
La famiglia Passaguai di Aldo Fabrizi – 1951 – Ruolo: attore
Francesco giullare di Dio di Roberto Rossellini – 1950 – Ruolo: attore
Vita da cani (2) di Mario Monicelli, Steno – 1950 – Ruolo: attore
Prima comunione di Alessandro Blasetti – 1950 – Ruolo: attore
Antonio da Padova di Pietro Francisci -  1949 – Ruolo: attore
Benvenuto, reverendo! di Aldo Fabrizi – 1949 – Ruolo: attore
Emigrantes di Aldo Fabrizi – 1949 – Ruolo: attore
Vivere in pace di Luigi Zampa – 1947 – Ruolo: attore
Tombolo, paradiso nero di Giorgio Ferroni – 1947 – Ruolo: attore
Il delitto di Giovanni Episcopo di Alberto Lattuada – 1947 – Ruolo: attore
Natale al campo 119 di Pietro Francisci – 1947 – Ruolo : attore
Mio figlio professore di Renato Castellani – 1946 –Ruolo : attore
Roma città aperta di Roberto Rossellini – 1945 –Ruolo - attore
L'ultima carrozzella di Mario Mattòli – 1943 – Ruolo : attore
Campo de' Fiori di Mario Bonnard – 1943 – Ruolo : attore
Avanti c'è posto... di Mario Bonnard – 1942 – Ruolo: attore

Speciale: Torte dolci e salate! ...☺♥


Crostata con Cavolfiore, Ricotta e salsa di Pomodoro
Per 6 persone

1 confezione di pasta sfoglia da 400 gr, 2 uova e 1 tuorlo, 350 gr di cavolfiore, 1 spicchio d’aglio, 250 gr di ricotta, una carota, parmigiano grattugiato, farina, brodo vegetale, noce moscata, olio, burro, sale, pepe.

Lavare il cavolfiore, togliere le parti più dure, ridurlo a cimette e farle cuocere per 25 minuti nella vaporiera, e comunque sin che risultino tenere. In una padella fare dora lo spicchio d’aglio, aggiungere le cimette e 1 dl brodo caldo, fare cuocere per 10 minuti, mescolando, togliere l’aglio e frullare il composto mettendolo in una terrina. In una ciotola lavorare con un mestolo di legno la ricotta, unire le 2 uova leggermente battute col parmigiano, amalgamare bene e unire il composto al cavolo, grattugiare con noce moscata, regolare di sale e pepe. Su di un piano di lavoro infarinato stendere la sfoglia a pochi millimetri. Ricavarne un disco per foderare una pirofila rotonda di circa 25 cm e tenere da parte la pasta residua. Imburrare e infarinare la pirofila e foderarla col disco di pasta. Forare il fondo della pasta con i rebbi di una forchetta. Versarvi nell’interno il composto preparato e livellarlo. Pulire e lavare la carota. Tagliarla a julienne e distribuirla sulla superficie della crostata. Battere il tuorlo residuo con 1 cucchiaio di acqua e spennellare la pasta in superficie e lungo il bordo. Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti.
Sfornare, attendere che sia leggermente tiepida, sformarla su un piatto di portata e servire. Può essere accompagnata da una calda salsa di pomodoro al basilico.


Torta con Prosciutto e Petto di Pollo con Insalatina stagionale      Per 6 persone

Ingredienti:

750 gr di petto di pollo, 1 cipolla, 1 gambo di sedano, 1 carota, un ciuffetto di prezzemolo, 2 foglie di alloro, 150 gr di prosciutto cotto di spalla, 1 limone, 1 uovo, noce moscata, olio, sale e pepe.

Per la pasta brisé: 250 gr di farina, 120 gr di burro, un pizzico di sale, ½ l lt di acqua fredda.
Lavare e asciugare il petto (o i petti, se sono piccoli), metterlo in una casseruola, coperto di acqua fredda, unire la cipolla, il gambo di sedano, la carota, qualche rametto di prezzemolo, le foglie di alloro, 3 grani di pepe nero e salare. Cuocere a fuoco lento per 25 minuti da quando l’acqua è in ebollizione. Scolare il petto e quando sarà freddo, tritarlo grossolanamente col prosciutto cotto. Unire all’impasto 1 cucchiaio di prezzemolo, la scorza grattugiata di ½ limone, 1 grattata di noce moscata, regolate di sale e pepe.

Preparare la pasta brisé:

Mettere la farina sul piano di lavoro. Mettere al centro, formando un incavo il sale e il burro a fiocchetti. Lavorate gli ingredienti con la punta delle dita e poi tra i palmi delle mani, formando un composto a briciole. Versate al centro mezzo decilitro di acqua fredda e impastate rapidamente gli ingredienti per non scaldarli. Avvolgete la pasta brisée in un foglio di pellicola per alimenti e fatela riposare in frigorifero per mezz’ora. Stendetela la pasta sul piano di lavoro leggermente infarinato in una sfoglia rotonda spessa 3 mm. Avvolgete i ¾ della pasta sul mattarello e srotolatela nello stampo preparato, imburrato e infarinato, che dovrà avere la forma alta e stretta come nelle preparazioni dei soufflé.  Fate aderire la pasta ai bordi dello stampo e bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta. Riempirla con il ripieno preparato, chiudere con un disco di pasta rimasta e sigillare bene i bordi. Praticare sulla sommità della pasta un foro di circa 2 cm di diametro per far uscire il vapore durante la cottura. Spennellare la superficie con l’uovo sbattuto e cuocere in forno preriscaldato a 200° per 15 minuti, proseguire la cottura a 180° per altri 30 minuti. Servire la torta tiepida, accompagnata da insalatina stagionale.


Torta dolce Rustica con Ricotta
Per 6 persone

Ingredienti:

Per l’esterno della torta: 110 gr di biscotti tipo Digestive, 50 gr di zucchero semolato,60 gr di burro tenuto a temperatura ambiente.
Per l’interno: 800 gr di ricotta e robiola, 1 dl di panna fresca, la scorza grattugiata di un limone non trattato, 1 bustina di vanillina, 150 gr di zucchero semolato, 4 uova 1 cucchiaio di farina, un pizzico di cannella. Burro e farina per la pirofila.

Per l’esterno: riunire in una terrina i biscotti spezzettati, lo zucchero e il burro bene ammorbidito. Con l’aiuto delle mani mescolare sino ad ottenere un impasto omogeneo. Stenderlo sul fondo e le pareti di una pirofila imburrata e infarinata e tenerla in frigorifero.
Mettere in una terrina i formaggi, la panna, la scorza di limone, la vaniglia e la cannella e con l’aiuto di una spatola, lavorare bene sin ad ottenere una crema omogenea, aggiungere le uova lavorate prima con lo zucchero, la farina e continuare a mescolare per amalgamare bene tutti gli ingredienti. Versare la crema nell’interno della pirofila tolta dal frigorifero e livellare la superficie. Mettere in forno preriscaldato a 180° per 60 minuti e lasciare bene raffreddare prima di servire.

mercoledì 1 aprile 2020

Lo Sapevate Che: Milan Kundera, tra i maggiori autori storici del secondo Novecento


Il tempo umano non ruota in cerchio ma avanza veloce in linea retta. E' per questo che l'uomo non può essere felice, perché la felicità è desiderio di ripetizione. – Milan Kundera
La forza del romanzo
Milan Kundera è nato a Brno, nell'attuale repubblica Ceca il giorno 1 aprile 1929. Suo padre Ludvik era un pianista e lo stesso Kundera da giovane è stato per un breve periodo un musicista jazz. D'altronde, la cultura musicale è sempre stata presente nella sua riflessione e nella sua formazione, avendo studiato sia filosofia che musica a Praga. Si è però laureato nel 1958 presso la facoltà di arti cinematografiche "AMU" dove ha insegnato successivamente letteratura mondiale.
Iscritto, da studente, due volte al partito comunista, nel '48 fu espulso a causa delle sue idee che non seguivano le linee ufficiali del partito. Inoltre, la sua partecipazione al movimento di riforma della "Primavera di Praga" gli costò la cittadinanza cecoslovacca e il licenziamento. Espulso dal suo Paese, si è trasferito in Francia, dove ha insegnato all'Università di Rennes e a Parigi, dove tuttora vive e lavora. Ha comunque continuato a scrivere in ceco (a parte gli ultimissimi romanzi), nonostante che le sue opere fossero proibite in patria, fino al crollo del regime filo-sovietico.
Negli anni della sua formazione, comunque, prima di dedicarsi alla letteratura e al cinema, lavorò anche da manovale. Già negli anni Cinquanta aveva scritto alcune raccolte di poesie, ma ottenne vasto successo con la serie di racconti "Amori ridicoli" (1963, 1964), straordinari per l'ironia corrosiva (anche nei confronti del regime), e la capacità di sviluppare le storie in circoncentrici paradossi.
Nel '62 debutta invece come drammaturgo con "I proprietari delle chiavi", ambientato nel periodo dell'occupazione nazi-fascista. Del 1967 è il suo primo romanzo, il potente "Lo scherzo", satira dolorosa della realtà cecoslovacca negli anni del culto della personalità stalinista. La pubblicazione del romanzo fu uno degli eventi letterari della cosiddetta Primavera di Praga del 1968 e il libro vinse anche il premio dell'Unione Scrittori Cechi.
Dopo esordi così promettenti, Kundera ha pubblicato altri bellissimi romanzi, rinvigorendo con la sua prosa la più alta tradizione del romanzo europeo, in specie con l'invenzione tutta kunderiana del saggio-romanzo, consistente appunto in una mescolanza, in una sorta di ibrido della forma saggio con la forma romanzo (di cui si ha un esempio vertiginoso nel libro "L'immortalità").
Sul piano letterario, questa ibridazione porta l'autore ceco a costellare i suoi romanzi di riflessioni e ricognizioni filosofiche davvero sorprendenti e profonde. Fra gli altri suoi libri, si ricordano: "La vita è altrove", (Premio Medicis come miglior libro straniero pubblicato in Francia), "Il valzer degli addii", "Il libro del riso e dell'oblìo" e soprattutto il romanzo a cui il suo nome è più legato "L'insostenibile leggerezza dell'essere", in cui si fondono mirabilmente storia, autobiografia e intrecci sentimentali. Questo libro, forse anche grazie al suo titolo particolarmente azzeccato ed evocativo, gli ha conferito un'ampia popolarità, testimoniata anche da una, poco riuscita, riduzione cinematografica.
Nel 1981 Milan Kundera ha vinto il Commonwealth Award per la carriera insieme con Tennesee Williams. Ha anche ricevuto il premio Mondello per il testo teatrale "Jaques e il suo padrone" e il Jerusalem Prix.
Come critico e saggista, ha contribuito a diffondere la cultura e gli autori più interessanti del suo paese nell'occidente europeo.

Lo Sapevate Che: Jobs e Wozniak fondano la Apple, nel 1976, 43 anni fa


La storia di Apple

La Apple Computer ha cambiato la storia dell’informatica e sicuramente anche il modo in cui siamo abituati a relazionarci con la tecnologia. È stata fondata inizialmente da tre soci, il 1° aprile 1976 in un garage: le principali menti sono Stephen Wozniak e Steve Paul Jobs (conosciuto più semplicemente come Steve Jobs) e il socio di minoranza Ronald Gerald Wayne.

Il primo prodotto realizzato è Apple I, che debutta nel primo mese di attività dalla fondazione della società all’Homebrew Computer Club di Palo Alto (California). Questo computer è equipaggiato con una CPU Mos Technology 6502 di 1MHz e di una RAM da 8 KB. Ciò però che lo rende speciale è proprio il modo in cui hanno deciso di metterlo in vendita. Di solito i computer hobbistici sono dotati di un kit di montaggio, invece Apple I è formato invece da una scheda madre già assemblata. Gli acquirenti devono quindi dotarsi separatamente di una testiera, un monitor, un case (la struttura esterna del pc) e un alimentatore.
All’inizio non è per nulla facile promuovere questo nuovo prodotto, perché il mercato non ha capito esattamente la fruizione. Infatti, il Bit Shop, catena informatica marchiata USA, ordina i suoi primi 50 computer, ma per metterli realmente in vendita chiede che siano completi di ogni accessorio, scombussolando i piani dei tre soci, che avevano come programma quello di produrre solo le schede. Questi problemi iniziali creano delle tensioni all’interno dell’azienda, tanto che il socio di minoranza decide di cedere le sue quote, lasciando soli Jobs e Wozniak.
In realtà, i due fondatori riescono a far fronte alle richieste del mercato (assemblano i computer a mano nel loro garage), ma si rendono conto che il loro genio informatico deve essere assolutamente affiancato a qualcuno che sappia far quadrare i conti, mantenere i rapporti con le banche e gestire la parte amministrativa. Questo ruolo è affidato a Clifford “Mike” Makkuula Jr, imprenditore che decide di investire nell’idea di Steve Wozniak e Steve Jobs, ed è proprio con l’aiuto di questo manager che sostituiscono ufficialmente Apple Computer Corporate il 3 gennaio 1977.
Circa sei mesi dopo dalla costituzione della società, lanciano un progetto davvero interessante, Apple II, che in qualche modo rappresenta una sorta di evoluzione dell’iniziale Apple I ed è sicuramente considerato il primo pc di successo. Il computer era dotato di una scocca in plastica, oltre alla famosa scheda, e di una grafica a colori. La Ram potenziata è di 12 KB. Questo prodotto rappresenta davvero la storia di Apple e, realizzato fino al 1980, vende oltre un milione di pezzi. Il costo? 1.195 dollari escluso il monitor.

Il famoso logo con la mela morsicata nasce in questo periodo ed è caratterizzato per essere colorato con i toni dell’arcobaleno invertiti. L’anno più importante di Apple è però il 1978, quando scopre gli studi che la società informatica Xerox sta facendo su una nuova interfaccia grafica. Così Steve Jobs decide di comprare l’idea e i brevetti. Nel 1980 debutta Apple III, il primo pc interamente prodotto da Apple, ma nonostante l’idea sia buona, non c’è il successo sperato. Ad ostacolare le vendite è soprattutto il prezzo, che varia tra i 4.000 e i 7.800 dollari: una cifra davvero enorme per l’epoca. Questo flop però non ferma i fondatori che decidono di quotare in borsa l’azienda: tappa che determina la crescita della società.

Differenze tra hardware e solftware
Dobbiamo attendere il 1984 per vedere il primo Macintosh (modello 128 K). È stato lanciato con un’operazione commerciale geniale il 24 gennaio, sfruttando l’audience del diciottesimo SuperBowl. Questo computer è caratterizzato da un’interfaccia grafica che mette le basi per la fruizione dei pc futuri, perché molto facile e intuitiva.
Da questo momento inizia però una fase abbastanza buia per Apple. I due fondatori continuano a litigare, perché le vendite non stabilizzano il fatturato, e nel 1985 Jobs viene completamente estromesso dalla società. Ma i guai per Apple non finiscono con questo cambio di dirigenza, perché l’azienda commette un altro grave errore: concede l’utilizzo di alcuni elementi grafici del Macintosh a Microsoft, in cambio di una versione di Word ed Excel compatibile con i computer di loro produzione. Intanto Steve Jobs decide di non arrendersi e fonda una nuova società. Si tratta di  NeXT Inc..
Apple entra definitivamente in crisi e a metà degli anni Novanta la situazione sembra davvero disperata, quando succede una sorta di miracolo. Jobs riesce a rientrare in società, perché la Apple decide di acquistare NeXT Computer, Inc.  Nel giro di pochi anni, la strategia di business del fondatore Jobs gli permette non solo di diventare il CEO, ma di riportare ai vertici l’azienda e lanciarla nell’olimpo della tecnologia, verso un successo senza precedenti. L’incarico gli viene ufficialmente affidato il 16 settembre 1997 e da quel momento assume il pieno controllo.
Apple inizia a crescere: nel 2000 presenta il sistema operativo Mac Os X, nel 2001 apre gli Apple Store e lancia soprattutto il rivoluzionario lettore musicale iPod e nel 2007 arriva anche l’iPhone, seguito qualche anno dopo dall’iPad.
La società è rinata e nel 2011, nel pieno della crisi economica occidentale, un rapporto del Finacial Times dimostra che il fatturato di Apple è più alto di quello degli Stati Uniti d’America. Dopo la morte di Steve Jobs (5 ottobre 2011) a prendere le redini della società è Tim Cook.

Speciale: Le delizie di aprile! ...☺♥


Gazpacho di Asparagi
Per 4 persone

Ingredienti:

1 kg di asparagi, 1 patata, 1 porro, brodo di verdura, aceto di vino bianco, 100 gr di parmigiano grattugiato, olio, sale e pepe.

Mondare e pulire gli asparagi. Tenerne da parte la metà. Sbucciare la patata e tagliarla a dadini. In una casseruola fare stufare in 3 cucchiai d’olio il porro mondato e tritato a fuoco dolce, mescolando con un cucchiaio di legno fino a quando risulti morbido, poi aggiungere metà asparagi e le patate. Fare dorare leggermente il tutto, coprire a filo col brodo di verdura caldo e lasciare cuocere per 10 minuti, unendo, se necessario ancora poco brodo. Spegnere, frullare ed emulsionare con olio. Regolare di sale e pepe e con qualche goccia di aceto.
Servire il gazpacho molto freddo. Accompagnare con l’altra metà di asparagi sbollentati e divisi a metà per lungo. Spolverare con il parmigiano grattugiato.


Insalata Murciana
Per 4 persone

Ingredienti:

400 gr di patate, 3 uova sode, tonno una scatola da 160 gr, maionese casalinga. Per guarnire capperi, cipolline, carciofini, fette pomodoro, foglie basilico ecc.

Tagliare le patate a dadini e farle bollire in acqua salata per 4 minuti, facendo attenzione che non si disfino. Scolarle e farle raffreddare.
In una insalatiera tagliare le 3 uova a pezzetti, sminuzzare il tonno, unirlo e unire pure le patate, mescolare il tutto delicatamente unendo 4 cucchiai di maionese. Livellare la superficie e versarvi sopra 1 cm di maionese. Addobbare con capperi, cipolline, carciofini, fette di pomodoro, foglie di basilico e a piacimento anche peperoni tagliati a listerelle.


Maionese per insalata Murciana

Ingredienti:

1 uovo intero, 1 limone spremuto, un pizzico sale, 2 cucchiai da minestra di acqua, olio.

Col frullatore, frullare il tutto per 3 o 4 minuti aggiungendo contemporaneamente l’olio nella quantità che servirà. Regolare eventualmente il sale.


Involtini con Pollo e Asparagi
Per 4 persone

Ingredienti:

8 fette di pollo, 8 fettine di prosciutto crudo, 16 grossi asparagi, 1 dl di brodo vegetale, limone, pepe nero, olio, sale.

Battete 8 fette di pollo col pestacarne, salatele leggermente, mettete su ognuna una fetta di prosciutto crudo. Tagliate a metà nel senso della lunghezza gli asparagi e mettete 2 punte di asparago su ogni fettina, arrotolate la carne su se stessa e fissatela con refe o con uno stecchino.
Mettete 2 cucchiai d’olio in una padella, appoggiatevi gli involtino, fate colorire e aggiungete 1 dl di brodo vegetale, cuocete per 15 minuti a fuoco basso. Scolateli e fateli raffreddare.
Pulite i gambi degli asparagi, riduceteli a pezzetti e fateli bollire in acqua bollente salata per 8 minuti. Frullateli con 3 cucchiai dell’acqua di cottura e il fondo di cottura degli involtini nella padella, mezzo limone spremuto e una macinata di pepe nero. Servite gli involtini sopra la crema verde.


Frittole con Fiori di Acacia
Per 6 persone

Ingredienti:
15-20 grappoli di fiori di acacia, 2 uova, latte, farina, zucchero semolato, zucchero vanigliato, sale, un pizzico di lievito in polvere, un pizzico di bicarbonato di soda, olio per friggere. (si possono fare anche col sale e senza zucchero).

Pulire i fiori di acacia con un canovaccio umido, con molta delicatezza. Staccarli dal raspo dell’acacia. In una terrina, preparare una pastella morbida sbattendo le uova con un po’ di latte, un pizzico di sale e di zucchero, un pizzico di lievito in polvere, un pizzico di bicarbonato e la farina necessaria. Immergervi i fiorellini di acacia, amalgamare bene e lasciare riposare per un’ora in luogo tiepido e terrina coperta. Friggere a cucchiaiate in una padella con olio in ebollizione. Prelevare le frittole con un mestolo forato e farle asciugare su carta assorbente da cucina. Posarle su un piatto da portata e spolverizzare con zucchero vanigliato.