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venerdì 6 settembre 2019

Lo Sapevate Che: Cultura: Il giardinaggio contro ansia e depressione: “Un’idea meravigliosamente efficace”. Un nuovo studio sul “più puro dei piaceri umani” e i suoi benefici


Conversazione silenziosa con il mondo che ci circonda, il giardinaggio è un duro lavoro che 'libera la testa', oppure porta a galla pensieri semplici, "sporchi di terra". Pensieri dal grande potere tranquillizzante. La natura è "riparativa" e fa bene alla salute. Non lo dicono solo i saggi o i romanzi che, nel tempo, hanno esaltato questa pratica. Lo dice l'ennesima sperimentazione sul tema, partita in Gran Bretagna dal Cornbrook Medical Practice, un ambulatorio per la medicina generale di Manchester
di Claudia Rossi | 27 AGOSTO 2019

 “Le prescrivo anche tre mesi di giardinaggio”
“Giardinaggio?”
“Sì. Non importa come, né dove. Può essere uno spazio enorme o un piccolo terrazzo di città, pieno di deliziose piante in vaso”.

Una conversazione di un romanzo? Potrebbe essere. Ma ora potremmo sentirla davvero, una prescrizione del genere, fatta dal medico a chi soffre di ansia o depressione. Conversazione silenziosa con il mondo che ci circonda, il giardinaggio è un duro lavoro che ‘libera la testa’, oppure porta a galla pensieri semplici, “sporchi di terra”. Pensieri dal grande potere tranquillizzante. La natura è “riparativa” e fa bene alla salute. Non lo dicono solo i saggi o i romanzi che, nel tempo, hanno esaltato questa pratica. Lo dice l’ennesima sperimentazione sul tema, partita in Gran Bretagna dal Cornbrook Medical Practice, un ambulatorio per la medicina generale di Manchester. Ecco perché potrebbe capitare di avere a che fare con prescrizioni con su scritto il nome di qualche farmaco, e di qualche pianta.

“Le piante in vaso che daremo ai nostri assistiti sono principalmente erbe, come la melissa o l’erba gatta, che si adattano a questo scopo – ha spiegato Augusta Ward dalla segreteria medica della struttura britannica – La pianta è in fondo un mezzo per tornare a impegnarsi e condividere la socialità”. E la letteratura conosce da tempo questo legame gentile ma sudato che si instaura tra benessere e giardinaggio: “Gustav Wallis, figlio di un procuratore di stato a Lüneburg, sordomuto fino all’età di sei anni e poi ancora mezzo sordo, divenuto cercatore di fiori quasi per risarcire almeno gli occhi di ciò che le sue orecchie non ebbero, è una figura commovente“, scrive Rudolf Borchardt ne Il Giardiniere Appassionato.

“Ho visto quanto i nostri pazienti si rilassano nel giardino – ha spiegato Philippa James, medico chirurgo del Cornbrook Medical Practice – Ci sono molte prove di come due ore alla settimana in uno spazio verde possano sollevare l’umore e quindi anche dare benefici fisici, mentali ed emotivi. Questo è qualcosa che dobbiamo sfruttare”. Qualcosa di cui dobbiamo approfittare, dicono i medici, si tratti del grande giardino di una casa in campagna o di uno spazio verde trovato in città. Perché “il tempo del giardino è quello della vita. Non ci sono scopi da ottenere, obiettivi da raggiungere. Perché la vita è un solo fine, se stessa”. Lo scrive Jorn de Précy, ne E il giardino creò l’uomo.

“Prescrivere giardinaggio” è “un’idea meravigliosamente efficace”, ha spiegato Ruth Bromley, medico di medicina generale e presidente del Manchester Health and Care Commissioning. Cara a Gide, in questo senso degno erede di Jean-Jacques Rousseau e di George Sand, l’arte del giardino (“il più puro dei piaceri umani”, dice Francis Bacon, e chi siamo noi per non dargli ascolto?) ha trovato spazio in decine di libri e romanzi. E soprattutto, trova spazio nella vita di molte persone: il legame tra spazi verdi e salute è già stato al centro di diversi studi, come quello condotto da un team di ricercatori svizzeri e pubblicato sulla rivista Alternative Therapies in Health & Medicine. Ortocultura terapeutica. Ricerche degli ultimi anni. Cose recenti, se si conta che già nell’Inghilterra del 1600 ai pazienti più poveri veniva proposto di pagare il letto in ospedale dandosi da fare nell’orto accanto alla struttura. E fu impossibile per i medici non notare come, frequentando le aree verdi, i pazienti guarivano più in fretta. Per dirla come Mário Quintana, quindi come meglio non si può, “il segreto non è correre dietro alle farfalle. È curare il giardino perché esse vengano da te

Speciale: Il Pesce nel piatto!...

Invitante Zuppa di Cozze al Pomodoro
Per 4 persone

700 gr di cozze, un bicchiere e mezzo di vino bianco secco, ½ scalogno, 2 agli, 2 porri, 1 cucchiaio colmo di riso a lunga cottura, 2 pomodori, una foglia d’alloro, un rametto di timo, un ciuffo di prezzemolo, olio, sale e pepe.

Spazzolate e lavate accuratamente le cozze, privatele delle barbette e mettetele in una casseruola con il vino, lo scalogno e uno spicchio d’aglio, tritati finemente. Coprite la casseruola e cuocete a fuoco vivo per pochi minuti, finché le valve si saranno aperte. Prelevatele con una schiumarola, eliminando quelle rimaste chiuse. Filtrate attraverso un colino coperto con una garza, il liquido di cottura, raccogliendolo in una ciotola. Eliminate i 2/3 delle valve delle cozze.
Eliminate la parte verde dei porri e poi tagliateli ad anelli.
In una padella, fate scaldare un cucchiaio d’olio, unitevi i porri e uno spicchio d’aglio tritato. Fate appassire a fuoco lento per 5 minuti. Versate nella padella il liquido filtrato delle cozze, ¼ di lt di acqua e portate ad ebollizione, aggiungete il cucchiaio di riso e cuocete per 12 minuti, lasciate raffreddare e passatene metà al frullatore. Rimettete il passato nella casseruola, unitevi i pomodori, pelati e tritati grossolanamente, una foglia di alloro e i gusti legati assieme. Regolate di sale e pepe, portate a ebollizione a fuoco lento e cuocete per 5 minuti. Eliminate il mazzetto aromatico, aggiungete le cozze e cuocete ancora per 5 minuti.
Servite la zuppa accompagnata da fette di pane casereccio tostate in forno.


Orata con Zucchine e altre Verdure al forno
Per 4 persone

Una orata di 1 kg, gr 200 carote, gr 200 porri tagliati a fettine, gr 200 di zucchine, 2 cucchiai di aceto, alcuni semi di finocchio, sale, pepe in grani

Salate e pepate l’interno dell’orata e ponete in un recipiente da forno, disponendovi intorno le fettine di porro, le carote e le zucchine tagliate a dadini. Spolverizzate con poco sale e pepe, aggiungete i semi di finocchio e i grani di pepe, poi bagnate con mezzo bicchiere di acqua nella quale avrete mescolato l’aceto.
Coprite e cuocete in forno già caldo a 180° per 40 minuti, scuotendo due o tre volte il recipiente. Togliete dal forno, fate riposare per 5 minuti e servite. Deliziosa!


Torta di Salmone e gamberi
Per 6 persone

300 gr di farina, 1 uovo, 1 dl di panna, 150 gr di burro, 350 gr di filetto di salmone, 250 gr di gamberi, 1 spicchio d’aglio, 1 cucchiaio di erba cipollina tritata, 1cucchiaio di prezzemolo, vino bianco, olio, sale e pepe. Burro e farina per la tortiera.

In una terrina mettere la farina con 150 gr di burro a dadini, un pizzico di sale e 2 cucchiai di acqua gelata. Mescolare rapidamente gli ingredienti, formare una palla con la pasta, raccoglierla in una pellicola e metterla in frigorifero per ½ ora.
Nel mentre togliere se c’è la pelle al salmone, eventuali lische, lavarlo e asciugarlo, tagliare la polpa a pezzettini di circa 2 cm di lato.
Pulire i gamberi dal carapace e dal filettino nero intestinale, lavarli e asciugarli. In una padella con 3 cucchiai d’olio fare rosolare lo spicchio d’aglio, toglierlo, aggiungere il salmone, rosolare per 5 minuti, aggiungere i gamberi, mescolare rosolare per 1 minuto, aggiungere ½ bicchiere di vino bianco, fiammeggiare, cuocere ancora per 1 minuto, salare, pepare e togliere dal fuoco. Lasciare raffreddare.
In una terrina battere l’uovo, aggiungere la panna e le due erbe, salare leggermente, aggiungere i pesci e mescolare delicatamente il tutto.
Su di un piano leggermente infarinato appoggiare la pasta e stenderla ad uno spessore di 3 mm.
Foderare con la pasta una pirofila rotonda di circa 25 cm di diametro, bucherellare il fondo della pasta con i rebbi di una forchetta e riempire la tortiera con il composto preparato. Fare cuocere in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti. Servirla tiepida.

giovedì 5 settembre 2019

Lo Sapevate Che: Cultura: Con-vivere, a Carrara il festival dedicato all’educazione e alla formazione: tra gli ospiti Mogol, Danilo Rea e Paolo Mieli

Dal 5 all’8 settembre la città toscana ospiterà conferenze e dibattiti gratuiti, organizzati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara sotto la direzione scientifica del filosofo cagliaritano Remo Bodei, per capire cosa significa formare i cittadini nel mondo iperconnesso di oggi
di Beatrice Manca | 1 SETTEMBRE 2019


Cosa significa oggi educare? All’istruzione e alla formazione è dedicata l’edizione 2019 di “con-vivere”, il Festival organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara sotto la direzione scientifica del filosofo cagliaritano Remo Bodei. Dal 5 all’8 settembre, la città del marmo ospiterà conferenze e dibattiti gratuiti sul tema della formazione con accademici, giornalisti, scienziati: nel lungo elenco degli ospiti ci sono Paolo Mieli, Gian Antonio Stella, Eva Cantarella, Mario Tozzi, Mogol. Spazio anche al cinema e alla musica, con proiezioni e concerti.


Dopo aver affrontato il tema del lavoro nella scorsa edizione, quest’anno il festival ha scelto di approfondire un tema strettamente legato, quello dell’educazione, “considerata però in un senso più globale, per cogliere il quale ci viene in aiuto il termine greco paideia“, spiega il direttore scientifico Remo Bodei. “Questa parola racchiudeva l’ideale classico dell’educazione, ma con un significato più ampio di ‘formazione dell’uomo’, considerato nella sua dignità e nella sua complessità di persona e di cittadino. Nell’epoca attuale, questo tema risulta di particolare urgenza, alla luce del processo di trasformazione a cui l’essere umano è sottoposto e della necessità di ripensarne il percorso educativo”.


Educare in un mondo iperconnesso – Il sociologo Carlo Bordoni e il filosofo Remo Bodei parleranno delle sfide educative nella società digitale, mentre lo psicoterapeuta Alberto Pellai si concentrerà sul mondo degli adolescenti iperconessi. Il neuropsichiatra Massimo Ammaniti e il giornalista Paolo Contiparleranno del “mestiere più difficile del mondo: come si diventa genitori”. A margine, un ricco calendario di laboratori creativi per i più piccoli e la proiezione del film “Un affare di famiglia” di Kore’eda Hirokazu, Palma d’oro a Cannes.


Uno sguardo al passato – Al Festival si guarda lontano nel tempo e nello spazio: la storica Eva Cantarella spiegherà l’ideale classico della paideia nel mondo greco, mentre la sinologa Laura De Giorgi racconterà come si forma la classe dirigente in Cina. Lo storico dell’arte Antonio Pinelli invece esplorerà il mondo degli “artisti in bottega”, dai greci a Canova – non per niente, siamo nella città del marmo.


Arte e Natura – L’idea della formazione attraverso l’arte e la bellezza fa da filo rosso per gli appuntamenti in programma: dalla lezione magistrale del teologo Vito Mancuso al concerto a quattro mani di Danilo Rea e Ramin Bahrami, che si confronteranno con Bach mescolando musica classica e jazz. Dalla musica all’armonia della natura: il geologo Mario Tozzi, divulgatore televisivo, si concentrerà sul tema della salvaguardia ambientale.


Scuola e lavoro – Non si può parlare di educazione senza parlare di scuola: Marco Rossi Doria presenterà il progetto “I secoli delle donne”, per insegnare la storia con un occhio attento alla prospettiva di genere. Il Festival inoltre ha dedicato una mostra al “maestro della tv” Alberto Manzi e un’altra ad Adriano Olivetti, accompagnata da due lezioni tenute dal nipote, Beniamino De’ Liguori. Con-vivere ha voluto però anche dare spazio a chi nella scuola è impegnato ogni giorno, con “Il festival delle scuole”: 15 progetti degli istituti della provincia che proporranno eventi e iniziative.


Formazione e Informazione – Al tema dell’informazione corretta e delle fake news è dedicata la conferenza di apertura, tenuta dal giornalista Gian Antonio Stella. L’intervento di Paolo Mieli sarà una riflessione sulla formazione dell’individuo come persona e come cittadino; quello di Irene Tinagli avrà come tema centrale il rapporto fra competenze e politica.


Gran finale in musica – Il festival si chiuderà con la conferenza-concerto di Mogol, un pilastro della storia della musica leggera italiana, che condividerà con il pubblico la sua esperienza nella scuola CET, il Centro Europeo di Toscolano. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti, tranne la conferenza-concerto di Ilia Kim e Piero Rattalino in “Artigianato e scienza nella formazione del musicista”, in programma sabato 7 settembre.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/09/01/con-vivere-a-carrara-il-festival-dedicato-alleducazione-e-alla-formazione-tra-gli-ospiti-mog

Speciale: Le delizie di Settembre!...


Delizioso Flan di carote e curcuma con salsa bechamelle vegetariana e granella di nocciole
Per 4 persone

Ingredienti: gr 400 di carote crude tagliate a pezzi, ricotta 200 gr, uova 2, curcuma ½ cucchiaino, olio evo, granella di nocciole tostata
Per la salsa bechamella vegetariana: latte di soia 300 ml, farina semintegrale 20 gr, olio evo 10 gr., un cucchiaio di carote bollite e frullate, noce moscata, sale e pepe

Cuocete le carote al vapore e passatele nel frullatore fino ad ottenere una crema liscia. Tenetene da parte un cucchiaio che metterete nella bechamelle. Alla quantità restante unite le uova, la curcuma, il sale e il pepe e in ultimo la ricotta. Spennellate con olio evo quattro stampini monoporzione.
Riempite con il composto e mettete in forno a 150° per 25 minuti.
Nel frattempo preparate la bechamelle: unite alla farina l’olio e scaldate in un pentolino. Lasciando la pentola sul fuoco basso aggiungete il latte di soia intiepidito poco per volta, sempre continuando a mescolare. In questo modo si addenserà senza formare grumi, salare. Aggiungete le carote frullate per ottenere la salsa di un colore arancione.
Sfornate i flan, nappate con abbondante salsa bechamelle e cospargete con la granella di nocciola leggermente tostata.

Polpettine di Quinoa con Zucchine e pesto di Rucola
Per 4 persone

Ingredienti:
Per le polpettine di quinoa: quinoa 100 gr, acqua 200 ml, zucchine 2, olio evo, sale
Immergere la quinoa nell’acqua e lavatela ripetutamente. Cuocete la quinoa mettendola in una pentola con due parti di acqua fredda (100 di quinoa e 200 ml di acqua) e portante a bollore. Abbassate il fuoco e fate cuocere per circa 12 minuti; spegnete e lasciate riposare per altri 5 minuti fino a che i grani si siano gonfiati e abbiano formato un piccolo germoglio bianco. Aggiungete poco olio e lasciate raffreddare. Quindi passatela al mixer.
Nel mentre pulite e zucchine e ridurle a julienne. Stufarle, salarle leggermente e unire alla quinoa preparate, mescolando bene il tutto. Con e mani formate delle polpettine di circa 5 cm di diametro. Ungere leggermente in superficie con olio evo, sistemarle in una teglia e passarle in forno a 200° per 10 minuti, finché si formi una crosticina dorata.
Servire irrorandole col pesto di rucola su un piatto di insalata.
Per la ricetta del Pesto di Rucola:
Ingredienti: 120 gr di rucola sbollentata in acqua per 8 secondi, 25 gr di pinoli, ½ spicchio di aglio, olio evo, sale integrale
Mettete in un frullatore la rucola, i pinoli e l’aglio. Frullate aggiungendo olio sino ad ottenere una salsa omogenea, regolare di sale e servire con le polpettine.

Torta Settembrina con Uva e Nocciole
Per 6 persone

Ingredienti:

250 gr di farina, 3 uova, 150 gr di zucchero, 2,5 dl di latte, 600 gr di acini di uva moscata matura, 120 gr di nocciole pelate e tostate, scorza di ½ limone grattugiata, 40 gr di burro, Brandy, ½ bustina di lievito per dolci, pangrattato.

Lavate e asciugate gli acini di uva. Imburrate una pirofila rotonda di circa 25 cm di diametro e cospargetela col pangrattato. Mettete nel fondo i chicchi di uva, formando due strati. Tritate le nocciole e versatevi 3 cucchiai di Brandy, distribuite il tutto sull’uva. In una terrina con una frusta sbattete le uova con lo zucchero, unitevi la farina a cui avrete mescolato il lievito, 30 gr di burro fuso, il latte e la scorza del ½ limone. Amalgamate bene il tutto sino ad ottenere un composto omogeneo. Versatelo nella pirofila sull’uva, facendo in modo che penetri bene fra gli acini. Coprite la pirofila con carta di alluminio e mettete in forno preriscaldato a 180° per mezz’ora. Togliete la carta e cuocete ancora qualche minuto, finché la superficie della torta risulti dorata.

mercoledì 4 settembre 2019

Lo Sapevate Che: Cultura: In viaggio in Olanda


Viaggio in Olanda con Il Filo di Nicky
Andare in viaggio in Olanda è un’ottima idea per trascorrere un ponte lungo o anche solo un fine settimana.
L’Olanda, così vicina e accessibile ma spesso ridotta alla sua meravigliosa capitale, Amsterdam. Ma tra campi di tulipani, mulini, chiese e splendidi tragitti da percorrere in bicicletta, è molto di più.
 A fine aprile ci siamo presi dieci giorni per scoprirla proprio in sella ad una bicicletta e raccontarvela tra tutti i colori che la primavera olandese ha da offrire!

Capitale: Amsterdam
 La capitale dell’Olanda è Amsterdam, collocata a nord-ovest del Paese, istituita dalla Costituzione dei Paesi Bassi. La sua popolazione è di 851.373 all’interno della città, 1.351.587 nell’area urbana e 2.410.960 in quella metropolitana
 Amsterdam è la scelta più accessibile per chi decide di andare in viaggio in Olanda per staccare qualche giorno e perdersi tra i suoi canali, musei e locali di intrattenimento di ogni genere.

Territorio olandese
 L’Olanda, o per meglio dire, i Paesi Bassi per via delle terre al di sotto del livello del mare (ben il 50% dell’intero territorio si trova al di sotto di almeno un metro), seppur principalmente di natura artificiale. A partire dal XXVI secolo, infatti, grandi terreni sono stati bonificati ed espropriati al mare o a laghi per poter esser coltivati ed abitati. Già a partire del XXVI secolo elaborati sistemi di canali, dighe e pompe idrauliche  gli olandesi hanno iniziato a sottrarre territori all’acqua bonificandoli.
 Si tratta di uno stato dell’Europa occidentale che conta diciasette milioni di persone ed ne fanno parte che le isole carraibiche di Bonaire, Sint Eustatius e Saba. L’area europea è strutturata in dodici province e confina a est con la Germania, a sud con il Belgio e con il Mar del Nord a nord.
 Il territorio è per lo più pianeggiante con eccezione per la zona a sud-est dove si possono trovare delle colline che, però, non superano i 321m sul livello del mare. La maggior parte del Paese era originariamente occupato dai delta dei tre grandi fiumi europei Reno, Mosa e Shelde.
L’Olanda è divisa in nord e sud proprio dal Reno e dal Mosa e nei tempi che furono costituivano un vero e proprio confine sia in termini di popolazione, di cultura ma anche di lingua.

Economia olandese
 Già a partire dal XXVI secolo l’economia dei Paesi Bassi è stata tra le più attive e floride d’Europa, soprattutto nei settore delle spedizioni, della pesca, dell’agricoltura, commercio e bancario. Amsterdam è la capitale finanziaria e sede dei maggiori business nazionali non c’è la quinta città a livello europeo per numero di turisti accolti ogni anno con più do 4.2 milioni di visitatori.
Nei secoli l’Olanda è andata consolidando questa posizione tanto da esser collocarsi nelle prime posizione nel Global Enabling Trade Report nel 2016, la quinta economia più competitiva secondo l’Istituto Internazionale dello Sviluppo del Management e la terza più innovativa potenza mondiale secondo il l’Indice dell’Innovazione Globale.
Il porto di Rotterdam è il più grande d’Europa ed un importante punto di connessione sia con la Gran Bretagna che con la Germania.
I settori in cui il commercio olandese è maggiormente sviluppato sono quello chimico, metallurgico, elettrico, dei servizi, del turismo e della meccanica. Tra le aziende con sede in Olanda troviamo Randstad, Philips, Heuneken, Unilever e TomTom.

Popolo olandese
L’Olanda è considerato un Paese densamente popolato con i suoi 414 abitanti per km2, 510 si si escludono le aree ricoperte da fiumi, canali e laghi, al pari di Stati come il Bangladesh, la Corea del Sud e Taiwan.
Da sempre è considerata uno dei Paesi socialmente più tolleranti e dove la libertà del popolo è sovrana; in Olanda, infatti, sono stati legalizzati l’aborto, la prostituzione, l’eutanasia e l’uso di droghe è regolamentato da una politica indubbiamente progressista rispetto al resto del mondo. Inoltre, la pena di morte venne abolita nel 1870, il suffragio universale è attivo dal 1917 e il matrimonio tra individui dello stesso sesso è legalizzato dal 2001.

Storia olandese
I primi ad arrivare nei territori dell’attuale Olanda, abitata da tribù celtiche e germaniche, furono o romani che annessero i terreni a sud del Reno alla Gallia Belgica prima e alla Germania Inferiore poi.
 Dalla caduta dell’Impero Romano molti furono le dominazioni che si susseguirono: Sassoni, Batavi, Frisoni, Franchi per poi entrare a far parte dell’Impero Carolingio nel VIII secolo e nel X passare sotto il Sacro Romano Impero. Nei secoli successivi il territorio si suddivise in tante piccole contee e diocesi appartenenti, oltre che al Sacro Romano Impero, anche ai Ducati di Barbante e Borgogna.
 Nel 1540 gli Asburgo unificarono il territorio ma Carlo V pochi anni dopo abdicò accettando la riforma protestante che stava prendendo sempre più piede. Di altro parare fu Filippo II di Spagna che, per via della sua intransigenza nei confronti della libertà di religione, provocò lo scoppio di una rivolta popolare che riportò alla suddivisione del territorio tra il nord protestante e il sud cattolico.
 Nel 1581 l’Olanda si dichiarò indipendente ma sono alla fine della Guerra dei Trent’anni la Spagna ne riconobbe l’autonomia e alla fine del secolo si definirono i confini dei Paesi Bassi. Questa ritrovata indipendenza favorì il fiorire dell’economia e della cultura olandese, nonchè l’annessione di nuove colonie in India, Indonesia, Africa e nelle Americhe.
 Negli anni che seguirono la Rivoluzione Francese del 1789 videro l’arrivo dei francesi che invasero l’Olanda dove costituirono la Repubblica Batava, la trasformano poi nel Regno d’Olanda ed infine l’annessero ufficialmente alla Francia.
 Nel 1815 il Congresso di Vienna riportò la situazione dei Paesi Europei a prima della Rivoluzione e venne istituita la monarchia sotto il potere della Casa d’Orange. Purtroppo però questa durò ben poco: ormai il popolo non si sentiva più unito come prima e proprio questa diversa identità vide la nascita del Belgio come Stato indipendente nel 1830 dai Paesi Bassi si trasformano in una monarchia costituzionale.
 Nonostante l’Olanda si fosse proclamata neutrale durante i due confitti mondiali che scoppiarono in Europa nel XX secolo, durante la Seconda Guerra Mondiale fu invasa della Germania durante la campagna di Francia con conseguente deportazione degli ebrei olandesi e fucilazioni collettive. La sua liberazione avvenne solo nel 1945 con la fine dei conflitti.

Olanda: turismo
 Il turismo nei Paesi Bassi è un importante settore economico. A scegliere di andare in viaggio in Olanda sono circa 10 milioni di visitatori stranieri ogni anno, principalmente da Germania, Regno Unito, Stati Uniti e Belgio.


Amsterdam
  
Il nome della città, Amsterdam, deriva da “Amstelredamme” ad indicare la sua vicinanza con il fiume Amstel. Le sue origini la vedono poco più di un villaggio di pescatori alla fine del XXII secolo ma con il passare degli anni divenne uno dei porti più importanti del mondo con il suo massimo splendore durante l’Età dell’Oro Olandese del XXVII secolo.
In questo periodo la città divenne un centro importante per la finanza e il commercio dei diamanti. Durante il 1800 e il 1900 la città continua ad espandersi con la pianificazione e costruzione di nuovi quartieri. Nel 1921 venne annesso anche il comune di Sloten, costruito nel IX secolo, diventando così ufficialmente la parte più antica della città.
I canali dei XVII secolo e la Defence Line costrutita tra il XIX e io XX secono sono oggi patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Amsterdam è senza dubbio la capitale commerciale e culturale del Paese, oltre ad esser stata eletta la seconda città migliore d’Europa dove vivere e la dodicesima per qualità della vita dal punto di vista ambientale a livello globale.
Amsterdam è anche la destinazione preferita di chi decide di andare in viaggio in Olanda.

Rotterdam
 La città di Rotterdam nasce attorno alla diga costruita per arginare il fiume Rotte per questioni di sicurezza e nel 1340 venne riconosciuta così come ne vennero garantiti i diritti dal Count d’Olanda. È collocata nel sud del Paese tra il delta creato dai fiumi Reno, Mose e Scheldt sul Mare del Nord.

Il porto della città è il più grande d’Europa il che la rende centro economico e logistico con una popolazione di 633.471 abitanti. Rotterdam è, quindi, la seconda città per popolazione dell’Olanda. La sua fortuna è data dalla posizione strategica nel Mare del Nord e il collegamento diretto con i fiumi del Paese e di conseguenza con il cuore dell’Europa Orientale.
 A seguito della distruzione che colpì la città durante la Seconda Guerra Mondiale con il Blitzdi Rotterdam l’aspetto della città cambiò moltissimo grazie al contributo di architetti come Rem Koolhaas, Piet Blom e Ben van Berkel e dei loro grattacieli. La città è famosa per la l’Università Erasmus, il lungo fiume, l’attiva attività culturale e il patrimonio marittimo.

L’Aia
L’Aia è la sede del parlamento e del governo Olandese, della Corte internazionale di giustizia, la Corte penale istituzionale, Europol nonchè è anche residenza della casata reale anche se la capitale è Amsterdam. Il ruolo politico della città è reso ancora più importante dalla presenza di tutte le ambasciate straniere con sede nei Paese Bassi.

È la terza città per popolazione dell’Olanda, dopo Amsterdam e Rotterdam, con 500.000 abitanti.

Maastricht
 Maastricht si trova a sud-est dell’Olanda al confine con il Belgio sulle rive del fiume Mose, precisamente dove questo si congiunge con il fiume Jeker.
 Le sue origini risalgono all’Impero Romano prima e a centro religioso medievale poi per poi nel XIX secolo diventare un’importante città industriale. Oggi la città è conosciuta per aver dato vita all’euro ed esser un importante centro culturale e religioso.
 Maastricht ha il secondo numero più alto di edifici di rilevanza storica dopo la capitale Amsterdam: ben 1677.

Eindhoven
 La città di Eindhoven è la quinta per popolazione in Olanda con i suoi 337.487 abitanti.
Si trova nella zona sud dell’Olanda, originariamente nel punto di unione tra i fiumi Dommel e Gender; il primo oggi è arginato nel centro città, mentre il secondo ancora scorre nel suo letto d’origine.


Delft

 La città di Delf si trova nella parte sud occidentale dell’Olanda ed è particolarmente rilevante sia da un punto di vista scientifico che turistico.

Moltissimi sono, infatti, i turisti che oggi anno si recano della città per esplorarne il centro storico o visitare la famosa azienda di porcellana.
 Dal punto di vista scientifico, Delf è considerata la patria della microbiologia con le sue relative discipline, come ad esempio la batteriologia, la virologia e la protozoologia.


Utrecht
 Utrecht è la quarta città più popolosa d’Olanda con i suoi 345.080 abitanti e ancora oggi è possibile ammirare edifici risalenti all’Alto Medioevo. La città è stata centro religioso di riferimento dell’Olanda dal VIII secolo e seppur abbia perso lo stato di Principato Vescovile.
La città di Utrecht è stata la più importante del Paese durante l’Età d’Oro ma poi venne superata da Amsterdam. Qui è ospitata la maggiore Università d’Olanda.
Per via della sua posizione centrale, è un importante punto di connessione dei trasporti sia su strada che su rotaia.

Trasporti in Olanda
 I trasporti pubblici in Olanda sono ben organizzati con autobus, metro, treni e traghetti ma anche con una linea ciclabile delle più innovative e capillari del mondo. Complice la morfologia del territorio, muoversi in Olanda in bicicletta è una delle soluzioni preferite dai turisti di tutto il mondo in primavera ed estate per evitare le piogge che caratterizzano il clima dei Paesi Bassi.


Olanda: quando visitarla
 Il clima olandese è di tipo marittimo con estati calde e inverni caldi con alti tassi di umidità e bassa escursione termica tra il giorno e la notte, è quindi importante scegliere con cura il momento migliore per andare in viaggio in Olanda e quale abbigliamento portare.
L’inverno inizia a fine ottobre e dura normalmente fino a marzo con temperature che raramente vanno sotto gli 0°, seppur il percepito, proprio per via dell’umidità e del vento del nord, può esser ben al di sotto dello 0. Non sono rare nemmeno le nevicate da novembre ad aprile, anche se ci sono stati casi a maggio ed ottobre.
La primavera e l’estate con delle temperature ben più miti vanno di solito da aprile ad ottobre quando le giornate calde sono intorno ai 20° con picchi massimi tra i 25° e i 30°, eventi alquanto rari e di solito registrati tra luglio e agosto.
Le precipitazioni sono uniformi durante il corso dell’anno con una minima incidenza in autunno e primavera con giornate di pioggia più intense.
In compenso la primavera olandese (da fine aprile a inizio maggio) offre uno degli spettacoli più belli e colorati al mondo: la fioritura dei campi di tulipani rendendola un momento particolarmente suggestivo per visitarla.

Menu olandese

La cucina olandese è da sempre caratterizzata dalla presenza di pesce e prodotti caseari nonchè frutta e verdura.
La colazione e il pranzo di solito vede come protagonista il pane farcito con salse, marmellate e creme di carne, pesce o verdura mentre la cena di solito è a base di patate, carne e verdure di stagione. La dieta olandese è ricca di grassi e carboidrati, fonti di energia indispensabile per i lavoratori che per tradizione hanno forgiato il Paese.

I fiori in Olanda
 L’Olanda è famosa nel mondo per i suoi bellissimi campi di tulipani tanto da esser proprio rappresentata attraverso i suoi colori.
Le aree più famose dove è possibile ammirare i fiori in bulbo sono Bollenstreek, Noordoostpolder, l’area di Noor e Keukenhof, dove oltre 7 milioni di bulbi fioriscono puntualmente in primavera attirando frotte di turisti.
La regione ovest e quella di Aalsmeer sono in vero e proprio cuore del commercio internazionale dei fiori in bulbo.