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mercoledì 4 settembre 2019

Speciale: Di tutto un pò!...


Crema di Avocado e Cetrioli alla Menta con Crostini di pane grigliati

Per 4 persone


Ingredienti: 6 avocado scuri medi, 5 lime, 2 cetrioli, un cipollotto, un mazzetto di menta. Sale, peperoncino fresco

Per la crema di avocado e cetrioli alla menta, tagliate la calotta superiore degli avocado e scavate con un cucchiaio; recuperate tutta la polpa lasciando integra la buccia.
Mettete i  vuoti degli avocado in freezer per almeno 30 minuti. Pulite il cipollotto, eliminando il verde, e tagliatelo a pezzetti. Sbucciate i cetrioli, eliminate i semi e tagliateli a pezzetti.
Frullate insieme la polpa di avocado, i cetrioli e il cipollotto con un goccio di acqua (aumentate la quantità, se preferite una consistenza più fluida) e il succo dei lime. Salate e aggiungete anche qualche foglia di menta e peperoncino a pezzetti.
Tagliate il bordo dei gusci con le forbici, per allargarne l’imboccatura. Riempiteli con la crema e serviteli su un letto di ghiaccio, accompagnando con crostini di pane grigliati.


Pasta Sedanini alla Norma

Per 4 persone


Ingredienti: 1 Kg pomodori San Marzano, 500 gr melanzane, . 350 gr di pasta corta tipo sedanini, 150 g ricotta salata, basilico, mezza cipolla, olio evo, sale.

Per la ricetta della pasta alla Norma, tritate grossolanamente la cipolla e soffriggetela in una casseruola con 3 cucchiai di olio evo. Tagliate i pomodori in grossi pezzi. Preparate un mazzetto aromatico con una decina di foglie di basilico.
Unite nella casseruola il mazzetto di basilico e, dopo un minuto, anche i pomodori, salate e fate cuocere per 25 minuti. Eliminate il basilico un paio di minuti prima di spegnere la fiamma.
Passate la salsa di pomodori con un passaverdure.
Lavate le melanzane e tagliatele a rondelle spesse 3-4 mm; friggetele in abbondante olio evo caldo per 1-2 minuti.
Cuocete i sedani in abbondante acqua bollente salata. Conditeli con la salsa di pomodoro e un filo di olio extravergine, distribuiteli nei piatti e completateli con le melanzane fritte e una generosa grattugiata di ricotta salata.
A piacere, arricchite la pasta con le scorze di mezzo limone e pomodorini, arrostiti vivacemente in padella o cotti in forno a 100°C per 50 minuti con le scorze di limone. Deliziosi!

Arrosto freddo con Melanzane

Per 4 persone


Ingredienti: Tacchino per arrosto 900 gr, 2 melanzane lunghe, 1 costa di sedano, una carota, 1 piccola cipolla, crema di sesamo, 1 spicchio d’aglio, limone, un ciuffo di menta, vino bianco secco, olio evo, sale e pepe.

Pulite e tagliate a tocchetti la carota, il sedano, la cipolla, 1 spicchio di aglio e rosolateli in una casseruola con un cucchiaio di olio evo e un pizzico di sale; bagnate poi con mezzo bicchiere di vino, fatelo evaporare, aggiungete la carne e coprite tutto con acqua fredda. Cuocetelo per un’ora e 30 minuti circa a fuoco medio-basso. Lasciatelo infine raffreddare per un’ora.
Per le melanzane: Lavate le melanzane, dividetele a metà, incidetene la polpa e conditele con un pizzico di sale e un filo di olio extravergine. Infornatele a 200°C per 25-30 minuti. Raccogliete poi la polpa, conservando le bucce.
Fatele seccare in forno a 180°C per 15 minuti circa; tagliatele a losanghe e friggetele in olio evo per qualche secondo. Scolatele su carta da cucina e salatele.
Tritate  a metà della polpa di melanzana e conditela con qualche foglia di menta tagliata finissima, un cucchiaio di olio evo e un pizzico di sale. Frullate il resto della polpa di melanzana con un cucchiaio di crema di sesamo, 2 cucchiai di limone, sale e pepe.
Tagliate l’arrosto a fette sottili e servitelo con le due salse, le bucce di melanzana fritte e olive taggiasche a piacere. Gusti spettacolari…

martedì 3 settembre 2019

Lo Sapevate Che: Cultura: Cicli e ricicli dell'ossigeno: da dove arriva? Chi o produce sulla Terra?


Una molecola fondamentale per la vita. Proviene da alcuni organismi, che stiamo distruggendo a un ritmo insostenibile. Fortunatamente il nostro respiro non è in pericolo, ma gli ecosistemi sì.

  
La gran parte degli esseri viventi sul pianeta dipende dalla presenza di ossigeno: lo introducono nel corpo con la respirazione e lo utilizzano nel complesso insieme di reazioni chimiche che sfruttano al meglio il cibo. Letteralmente, con l'ossigeno bruciano il materiale ingerito fino a estrarne l’ultima stilla di energia.


Perché c'è ossigeno nell'atmosfera della Terra? Come ci è arrivato? Chi lo produce? L'atmosfera è sempre stata uguale a oggi?


L’ossigeno è usato non solo dagli uomini, dalle balene, dagli insetti e da tutti gli altri animali: anche le piante verdi respirano, così come i funghi, molti batteri e alcuni archea. I biologi chiamano questi viventi aerobi.



A loro disposizione c’è in atmosfera una grandissima quantità di ossigeno in forma molecolare (O2) o di ozono (O3): è il secondo gas più presente, con una percentuale del 21% (il primo è l’azoto, un gas per noi inerte, con il 78%).


L’attuale percentuale corrisponde a una quantità estremamente elevata: ci sono circa 1.200.000 gigatonnellate (miliardi di tonnellate) di O2 nell'atmosfera, derivate dalla storia geologica e biologica del pianeta.
  
UNA STORIA TORMENTATA.La situazione sul pianeta non è sempre stata così. La storia dell’ossigeno sulla Terra è molto complessa, ma si può riassumere in pochi passi.


La prima atmosfera terrestre, circa 3 miliardi e mezzo di anni fa, era composta da azoto e alcuni gas serra, non è chiaro se CO2 e/o metano o altro. Le specie viventi al tempo non avevano ovviamente bisogno dell’ossigeno per vivere (queste forme di vita sono chiamate anaerobi): erano batteri e archea, due domini della vita completamente diversi tra loro, anche se in apparenza simili - entrambi a loro volta molto lontani dall’altro dominio della vita, gli eucarioti, cui appartiene l’uomo.

 Il loro metabolismo utilizzava piccole molecole organiche per nutrirsi: l’energia proveniva da processi chimici poco efficienti e lenti. Gli anaerobi non solo non avevano bisogno dell’ossigeno, ma ne erano anche molto sensibili. Il gas è infatti estremamente reattivo, e tende a degradare in fretta i composti organici, se non è controllato.

  
ARRIVA LA FOTOSINTESI. Solo circa 2,5 miliardi di anni fa in un gruppo di batteri particolare (i cosiddetti cianobatteri) comparve un processo che sfruttava la più importante fonte di energia del nostro sistema, il Sole. Il processo, definito fotosintesi ossigenica (esistono altre fotosintesi, ma qui non ci interessano), aveva come sottoprodotto proprio la molecola dell’ossigeno (O2). Per mezzo miliardo di anni si legò ad altri atomi e venne in questo modo, come si dice tecnicamente, sequestrato.

  
Poi, attorno a due miliardi di anni fa, l’ossigeno cominciò ad accumularsi nell’atmosfera. Come conseguenza, moltissimi esseri anaerobi che a quel tempo abitavano la Terra scomparvero o si rifugiarono in zone prive di ossigeno. Il periodo, definito grande evento ossidativo o catastrofe dell’ossigeno, sconvolse totalmente gli ecosistemi marini estinguendo innumerevoli specie; fu la prima grande estinzione del pianeta.



ARRIVANO LE PIANTE. Nel giro di alcune centinaia di milioni di anni il livello dell'ossigeno in atmosfera si innalzò lentamente, accumulandosi. Con l’arrivo delle piante verdi (eucariote) più complesse ed efficienti dei cianobatteri, l’ossigeno aumentò ancora di più e più velocemente in percentuale, con un andamento altalenante. È stato recentemente chiarito, per esempio, che un importante, ma temporaneo, aumento dell'O2 atmosferico si è verificato circa 400 milioni di anni fa e che i livelli di ossigeno hanno subito un cambiamento graduale verso valori quasi moderni circa 200 milioni di anni fa.

  
E OGGI? Anche ai giorni nostri l’ossigeno viene prodotto dalle piante verdi sulla terraferma, dai cianobatteri e dalle alghe marine, e utilizzato come combustibile per estrarre energia dal cibo da moltissimi esseri viventi. Sulla Terra, da centinaia di milioni di anni si è così instaurato il cosiddetto ciclo dell’ossigeno, intimamente legato al ciclo del carbonio.


Funziona così: durante la produzione del cibo con la fotosintesi, costituito da molecole di anidride carbonica (CO2) unite assieme dall’energia del Sole, le piante verdi e i cianobatteri emettono ossigeno molecolare (O2) come materiale di scarto.
  

Animali, funghi, batteri e piante verdi (anche loro) usano poi l’ossigeno nelle reazioni che scompongono il cibo per estrarne energia, e come materiale di scarto emettono CO2. Che a sua volta è riassorbita dalle piante. Così il ciclo ricomincia, e sembra essere in equilibrio.

  
CHI PRODUCE COSA. Le fonti di ossigeno sulla Terra sono divise tra oceani (alghe e cianobatteri) e terraferma (piante verdi). Una valutazione precisa del peso delle varie fonti nella produzione del gas è estremamente complessa, perché le stagioni di crescita (e quindi di assorbimento della CO2 ed emissione di O2) variano, e i cicli del pianeta influenzano la fotosintesi. Per esempio, negli anni in cui si presenta il fenomeno di El Niño, una zona di caldo anomalo nell’Oceano Pacifico al largo del Sud America, l’assorbimento di CO2 e quindi l’emissione di ossigeno è leggermente inferiore. Inoltre le zone oceaniche produttive variano moltissimo secondo le correnti, la temperatura e la presenza di nutrienti.

  
Il Terzo Rapporto dell’Ipcc (2001) riporta studi che calcolano che sulla terraferma la produzione di ossigeno è 8 gigatonnellate l’anno, mentre in mare è di circa 6,1 gigatonnellate. Altri dati indicano invece che sono gli oceani a produrre più ossigeno della terraferma (per un approfondimento vedi The Carbon Cycle and Atmospheric Carbon Dioxide).

  
Queste quantità però sono quasi del tutto assorbite dalla respirazione di animali, piante e funghi, e dalla degradazione da parte dei batteri, che consumano ossigeno anch’essi. Come afferma il climatologo Wallace Broecker, recentemente scomparso, «gli ecosistemi terrestri hanno raggiunto nel corso degli eoni un equilibrio tra produzione fotosintetica e consumo respiratorio di O2; la tendenza alla variazione della riserva atmosferica di O2 è piuttosto ridotta».



BILANCIO ZERO. In breve, quello che gli ecosistemi producono, lo riassorbono, e il 21% dell’ossigeno atmosferico, a meno di catastrofi imprevedibili, non cambierà. Le preoccupazione che la deforestazione e gli incendi possano privarci dell'ossigeno è infondata. La quantità di ossigeno in atmosfera è così elevata che potrebbe bastare per centinaia, forse migliaia di anni.

  
L'abbattimento delle foreste tropicali (in Amazzonia come in Africa o nel sud-est asiatico), ha però un doppio effetto, sull’ossigeno terrestre e sull’anidride carbonica: da una parte impedisce alle piante (abbattute) di assorbire la CO2 in atmosfera, anche quella prodotta dall’uomo, e allo stesso tempo di emettere ossigeno. Dall’altra emette a sua volta altra CO2, fino a quel momento "sequestrata" nelle piante: quando vengono degradate dai batteri o bruciate dall’uomo, le piante verdi (come quelle dell’Amazzonia) contribuiscono perciò ad aumentare l’effetto serra.

  
Un'altra conseguenza della scomparsa delle aree verdi ai tropici è la drastica diminuzione di biodiversità, cioè di specie di piante, animali e funghi che potrebbero essere utili all'uomo. E che, in ogni caso, hanno una loro dignità di esistenza.

Speciale: Il Menù del Martedì...


Terrina con Funghi in insalata alla Paolina, ricetta Siciliana
Per 4 persone:

400 gr. di funghi, (anche coltivati), 2 pomodori medi maturi, 200 gr. di arachidi intere, un mazzetto di basilico fresco, origano, olio, limone.

Sgusciate le arachidi e tritatele grossolanamente. Sfogliare il basilico, lavarlo, asciugarlo e spezzettarlo finemente con le mani. Togliere la parte terrosa dai funghi, e con un panno umido pulirli con molta cura. Affettarli sottilmente versandoli in una larga terrina e insaporirli con il succo di limone spremuto, una presa di origano e due cucchiai di olio, mescolando bene.
Pelare i pomodori, tagliarli a dadini, salarli leggermente, unire il basilico spezzettato e le arachidi tritate. Unire il tutto ai funghi marinati. Amalgamare velocemente le verdure e servire subito.


Tegame di Risotto con Peperoni
Per 4 persone

300 gr di riso da risotti, un piccolo peperone rosso, un piccolo peperone giallo, una cipolla, 1 cespo di lattuga, un mazzetto di basilico, ½ bicchiere di vino bianco secco, un lt di brodo di carne (anche di dado), parmigiano grattugiato, olio, burro, sale.

Sbucciare la cipolla e tritarla finemente. Pulire i peperoni dai semi e dai filamenti, ridurli in cubetti, lavare la lattuga, asciugarla e tagliarla a strisce. In un tegame, con 20 gr di burro, fare appassire la cipolla, aggiungere poi i peperoni e far cuocere per 5 minuti, rigirando con un cucchiaio di legno. Aggiungere il riso, rosolare per qualche minuto, mescolando sempre, versare il vino bianco, lasciandolo evaporare. Poi unire poco alla volta il litro di brodo, preventivamente portato a bollore. Continuare la cottura per circa 15 minuti e prima della fine della cottura, aggiungere le strisce di lattuga.
Toglierlo dal fuoco e amalgamarvi ancora qualche fiocco di burro, del parmigiano grattugiato e il basilico spezzettato con le mani. Delizioso!


Crepes alla Marmellata di Fichi
Per 4 persone

Per le crepe: 3 uova, 180 gr di farina semintegrale di frumento, 60 gr di zucchero integrale di canna, ½ lt di latte, un bicchierino di rum. 40 gr di burro, 2 cucchiai di olio evo, un pizzico di sale.
Per farcire: marmellata di fichi, q.b.
Per decorare: 40 gr di scaglie di mandorle.

In una terrina mettete le uova e lavoratele con una frusta, aggiungete lo zucchero, il pizzico di sale e il latte (non di frigo) versato a filo. Amalgamare bene tutti gli ingredienti, in modo da ottenere un impasto omogeneo, privo di grumi. Lasciatelo riposare, coprendo la terrina con pellicola, per un’ora circa.
Trascorso il tempo, unire al composto il burro sciolto a bagnomaria e aromatizzato con il bicchierino di rum.
Mettere i due cucchiai di olio in un piattino e bagnando una salviettina di carta (che servirà sino alla fine della preparazione) ungete con questo il fondo di un padellino antiaderente di 15 cm di diametro.
Ponetela sul fuoco e quando la superficie è ben calda, versatevi un mestolino di pastella sufficiente a coprirne il fondo. Scuotere affinché la crepe non attacchi e, quando è dorata, capovolgerla con un colpo deciso, e completarne la cottura anche dal secondo lato. Ripetere l’operazione sino a fine della pastella.
Tenere le crepe in forno a 50° per mantenerle calde.
Infine spalmarle con un abbondante strato di marmellata di fichi, ripiegatele in due e poi ancora in due, in modo che alla fine risulti la forma di un triangolino. Pennellare la superficie con un velo di marmellata e decorare con le scagliette di mandorle. Mamma mia…che bontà!

lunedì 2 settembre 2019

Speciale: Deliziosi piatti della giornata!...


Bicchieri di Bufala e Pomodorini aromatizzati
Per 4 persone

Ingredienti:

12 pomodorini Pachino, 1 peperoncino verde, 8 olive verdi,  2 spicchietti aglio, 2 cucchiai di olio evo, origano, 4 bufale piccole.

Lavare i pomodorini e tagliarli a spicchietti. Lavare il friggitello, eliminare il picciolo e i semi che si trovano all'interno, quindi affettarlo nello spessore di 3-4 millimetri circa. Snocciolare le olive e tagliarle a spicchi. Mettere tutte le verdure in una ciotola e condirle con l'aglio spellato ma intero, l'olio, un pizzico di sale e una generosa manciata di origano. Coprire bene e lascar marinare in frigorifero per almeno mezz'ora. Eliminare l'aglio e distribuire le verdure in 4 bicchieri da porzione abbastanza larghi. Unire al centro di ogni bicchiere una mozzarellina di bufala, un'altra spolverizzata di origano e servire. Una deliziosa e gustosa freschezza per iniziare la nuova settimana!


Gnocchi con Funghi Porcini e Stracchino
Per 4 persone

Ingredienti:

200 g di funghi porcini 2 cucchiai di olio evo, 2 spicchi d’aglio, un bicchiere di ino bianco, un etto di radicchio rosso di Treviso, 400 gr di gnocchi di patate. Un etto di stracchino, Parmigiano grattugiato, sale, pepe
Pulire i funghi eliminando la parte terrosa del gambo, sciacquarli brevemente sotto acqua fresca corrente e tagliarli a pezzetti. Scaldare l'olio con l'aglio spellato. Quando sarà dorato unire i funghi e cuocerli a fiamma vivace per un paio di minuti. Eliminare l'aglio, versare il vino bianco e farlo evaporare completamente, mescolando di tanto in tanto. Quando l'odore di alcol non è più percettibile, abbassare la fiamma, salare, pepare e proseguire la cottura per altri 10 minuti coperto. Mescolare di tanto in tanto. A fine cottura spegnere e tenere coperto. Sfogliare il cespo di radicchio, lavarne le foglie, asciugarle e tritarle fini. Lessare gli gnocchi in abbondante acqua salata e, quando vengono a galla, ritirarli con una ramina forata in una pirofila da forno unta con un filo d'olio. Unire lo stracchino a pezzetti, i funghi ed il radicchio. Mescolare accuratamente per amalgamare gli ingredienti, ma con delicatezza per non rompere gli gnocchi. Coprire con una grattugiata di Parmigiano Reggiano. Infornare per 5-10 minuti a 200° C circa. Proseguire di qualche minuto la cottura per far ben gratinare in superficie. Servire.


Crocchette con Cavolfiore e Patate e un’Insalata Verde e Pomodori
Per 4 persone

Ingredienti

Patate 8 etti, cavolfiore 350 gr. 60 gr di pecorino romano, un etto di pangrattato, 2 tuorli d’uovo 2 e 2 uova intere, 50 gr di parmigiano grattugiato, olio evo per friggere.

Per questa ricetta il peso delle patate e dei cavolfiori deve essere seguito scrupolosamente e deve essere al netto degli scarti, altrimenti si rischia che le crocchette siano troppo umide e difficili da lavorare. Pelare le patate fino al peso indicato. Tagliarle a tocchetti.
Pulire il cavolfiore selezionando le sole cimette fino al peso indicato. Lavarle bene. Cuocere le patate e i cavolfiori a vapore per 25 minuti. Devono risultare piuttosto morbidi, quindi trascorso il tempo indicato fare una prova schiacciando le verdure con una forchetta e se non si pestano facilmente proseguire ancora un po' la cottura.
Quando le verdure sono cotte ritirarle e farle appena raffreddare, quindi schiacciarle con lo schiacciapatate. Attenzione, i cavolfiori potrebbero rilasciare un po' d'acqua quando si iniziano a schiacciare. In tal caso strizzarli in uno strofinaccio per eliminarla prima di schiacciarli. Passare il composto ottenuto una seconda volta per ottenere un composto più omogeneo. A questo punto aggiungere il Pecorino, mescolare e regolare di sale. Unire i tuorli, una generosa grattugiata di pepe e amalgamare bene gli ingredienti. Se il composto risultasse troppo tenero aggiungere poco pangrattato.
Prelevare un cucchiaio di composto, formare una polpetta e appiattirla. Formare con lo stesso procedimento tutte le crocchette e metterle su un tagliere da riporre in frigorifero a riposare per una mezz'ora.
ùIntanto miscelare in un piatto il pangrattato con il Parmigiano e in un altro piatto sbattere bene le uova. Passare le crocchette nell'uovo e nel pangrattato facendolo aderire bene, ripetendo l’operazione. Friggerle in abbondante olio, evo, fintanto che non sono ben dorate, quindi ritirarle e asciugarle su carta da cucina. Servire accompagnando con l’insalata verde con pomodori.

domenica 1 settembre 2019

Lo Sapevate Che: Cultura: 80 anni fa iniziava la Seconda Guerra mondiale...


Tutto iniziò il primo settembre 1939. Quel giorno, l'invasione della Polonia da parte della Germania nazista fu il primo passo nell'orrore della Seconda Guerra Mondiale, che distrusse l'Europa con le atrocità di un conflitto su scala globale.
 Domenica saranno passati 80 anni da quel giorno e tutto il mondo si prepara a ricordare, in un clima internazionale sempre più teso, dove la pace conquistata con il sangue di milioni di vite sembra essere sempre più fragile.
 Commemorazioni a Varsavia e in altre città polacche
Le commemorazioni si terranno a Varsavia e in altre città della Polonia. Domenica all'alba, il presidente polacco Andrzej Duda e il suo omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier parteciperanno a una cerimonia a Wielun, la prima cittadina polacca colpita dalle forze tedesche nel 1939.
Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki e il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans saranno invece a Westerplatte.
 Presente il vicepresidente statunitense Pence
Duda e Steinmeier parleranno poi in piazza Pilsudski a Varsavia, luogo della tomba del Milite Ignoto. Il tema dei loro discorsi sarà «memoria e ammonimento».
Alle commemorazioni era atteso anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che tuttavia ha cancellato il suo viaggio in Polonia per via dell'uragano Dorian, che dovrebbe abbattersi sulla Florida nei prossimi giorni. Ci sarà al suo posto il vicepresidente Mike Pence.
 Anniversario attraversato dalle polemiche
L'anniversario che dovrebbe unire il mondo è invece attraversato dalle polemiche, dovute in particolare all'esclusione della Russia dalle commemorazioni. Il governo polacco ha deciso infatti di non invitare Vladimir Putin questa volta – diversamente da 10 anni fa – a causa dell'annessione russa della Crimea nel 2014 dall'Ucraina.
«Sarebbe inopportuno commemorare l'anniversario dell'aggressione armata contro la Polonia con la partecipazione di un leader che oggi agisce in questo modo nei confronti di un Paese vicino», aveva dichiarato a luglio il vice primo ministro polacco Jacek Sasin.
L'esclusione è stata accolta con «stupore» da Mosca. Critiche alla Polonia sono giunte anche dal presidente serbo Aleksandar Vucic, anche lui escluso dalle cerimonie ufficiali per l'anniversario.
 Attesi 250 ospiti da tutto il mondo
Pochi altri importanti leader sono attesi nella capitale polacca domenica, poiché il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel non viaggeranno in Polonia.
In ogni caso, secondo la presidenza polacca, sono attesi 250 ospiti da tutto il mondo e circa 40 delegazioni straniere, la metà delle quali guidata da capi di Stato. Tra questi, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, con il quale Varsavia vuole mantenere una stretta collaborazione dal momento che la Polonia ritiene che la sua sicurezza dipenda dal fatto che l'Ucraina rimanga al di fuori della sfera di influenza russa.
Domenica quindi gli occhi della Germania saranno puntati ancora una volta a est: verso la Polonia, per rifare i conti con il passato delle atrocità naziste; ma anche verso gli Stati orientali, alle prese con le elezioni. Per gli estremisti di destra dell'Afd si attendono successi in Sassonia e in Brandeburgo

Lo Sapevate Che: Cultura: Per essere felici basta lavorare un giorno a settimana?


Secondo un gruppo di ricercatori di Cambridge, turni da 8 ore a settimana basterebbero per farci godere dei benefici psicologici che derivano dal lavorare (ma senza incorrere negli effetti collaterali dell'orario tradizionale).


Che i benefici del lavoro non siano solo di natura economica è sicuro: sentirsi utili, impegnarsi in attività costruttive e dar un senso alle nostre attitudini produce benefici anche di natura psicologica. Sono molte le ricerche che lo dimostrano, tra cui quella del Royal College of Psychiatrists di Londra, che alcuni anni fa ha spiegato come il lavoro svolga un ruolo importante anche nell’inclusione sociale.
Ma se il tempo che dedichiamo al lavoro non fosse legato al sostentamento e al guadagno di natura economica, quanto dovremmo lavorare per sentirci appagati dal punto di vista psicologico? Secondo uno studio recente pubblicato sulla rivista Social Science & Medicinemolto meno di quanto pensiamo. Basterebbe, o almeno così sembra, un solo giorno a settimana.


LA GIUSTA DOSE. La scoperta è di un gruppo di sociologi delle Università di Cambridge e di Salford, che hanno esaminato i dati di un sondaggio effettuato tra il 2009 e  il 2018 su oltre 70.000 residenti nel Regno Unito, per valutare come i cambiamenti nell'orario di lavoro fossero legati alla salute mentale e alla soddisfazione nella vita. Il team ha scoperto che quando persone che in precedenza erano state disoccupate iniziavano a lavorare, le loro probabilità di sviluppare disturbi di salute mentale scendevano del 30%. Ma quel beneficio era limitato a quando i partecipanti lavoravano approssimativamente 8 ore o meno alla settimana. Sorprendentemente, lavorare più ore, cioè la tipica settimana lavorativa di 37 a 40 ore, non sembrava dare un ulteriore stimolo al benessere mentale. Questo risultato secondo i ricercatori suggerirebbe che potrebbe esserci una "dose" di lavoro ideale che gli esperti potrebbero raccomandare per mantenerci sani di mente.

  
"Nei prossimi decenni -  afferma Daiga Kamerāde, ricercatrice presso la Salford University e tra gli autori dello studio - potremmo vedere l'intelligenza artificiale, i big data e la robotica sostituire la maggior parte del lavoro attualmente svolto dagli esseri umani. Se non c'è abbastanza lavoro per tutti coloro che vogliono lavorare a tempo pieno, dovremo dunque pensare alla [...] ridistribuzione dell'orario, in modo che tutti possano ottenere i benefici per la salute mentale, anche se questo significa che lavoreremo tutti per tempi molto più brevi”.

  
CALMA, PERÒ... Prima di rispolverare lo slogan in voga negli anni '70, lavorare meno, lavorare tutti, gli stessi autori suggeriscono di prendere con cautela la loro ricerca che, alla luce di reddito, condizioni di lavoro, PIL e altri fattori presi in considerazione, è tarata solo sul lavoratore medio britannico. Va pure considerato che una drastica riduzione degli orari di lavoro avrebbe effetti anche sull'economia del Paese.

  
Inoltre, prima di passare a una settimana di lavoro di sole 8 ore, secondo il team sarebbe necessaria una fase di transizione, come il "week-end di cinque giorni", turni lavoro di sole due ore al giorno, o l’aumento delle vacanze annuali da settimane a mesi. Eppure i ricercatori sono ottimisti. Secondo Brendan Burchell, sociologo dell'università di Cambridge che ha partecipato allo studio: "Se il Regno Unito dovesse aumentare i guadagni annuali dei lavoratori in orari di lavoro ridotti anziché in aumenti salariali, la normale settimana lavorativa potrebbe diventare di quattro giorni da qui a 10 anni”.


CONFERMA. E Jed Boardman, responsabile dell'inclusione sociale presso il Royal College of Psychiatrists, conferma: "Sappiamo che la disoccupazione è dannosa per la salute mentale e il benessere, e che lavorare può essere un bene. Ma avere un posto di lavoro con bassi livelli di controllo, molte complessità, insicurezza e retribuzione inadeguata può essere dannoso per la salute mentale tanto quanto la disoccupazione. Questo studio rafforza ciò che già sappiamo, ma suggerisce che la riduzione dell'orario di lavoro può avere benefici per la salute mentale e il benessere delle persone”.

Speciale: Menù di Settembre con piatti di Stagione!...


Settembre offre una grande varietà di frutta, verdura e pesce di stagione: prodotti estivi e autunnali, per un mix scoppiettante in grado di dare vita a ricetta molto sfiziose. Ecco per voi un menu di piatti di stagione di settembre!


Rose di Carpaccio con Prugne secche, salsa alla Senape e Valeriana
Per 4 persone:

Un antipasto agrodolce molto sfizioso: bello da vedere e fresco, con un piacevole contrasto tra carne e frutta.

Ingredienti: 280 gr di carpaccio di manzo, 4 prugne secche, 3 cucchiai di senape, il succo di mezzo limone, un pugno di insalata valeriana, un cucchiaio di olio evo, sale.

- Preparate la salsa alla senape mescolando vigorosamente insieme la senape, il succo di limone e l’olio fino a ottenere una salsa completamente emulsionata.
- Disponete il carpaccio direttamente nei piatti da portata formando una rosa.
- Ponete 2 prugne per ogni piatto al centro delle rose e completate con la salsa alla senape.
- Per arricchire il piatto potete servire il carpaccio con pane tostato e qualche foglia di insalata valeriana.


Spaghetti al pomodoro fresco e Crema di basilico
Per 4 persone

320 g di Spaghetti di Granano

Per il sugo di pomodoro fresco: 1 kg di pomodori San Marzano, olio evo, uno spicchio d'aglio, basilico fresco, sale.

Per la crema di basilico: un mazzo di basilico, uno spicchio d’aglio, olio evo, sale

Per prima cosa prepara il sugo: lava i pomodori, incidili praticando un piccolo taglio e falli sbollentare in abbondante acqua non salata per 5 minuti. Una volta ammorbiditi, scolali e passali con un passaverdure manuale che vi consentirà di ottenere un risultato più liscio e omogeneo rispetto a un frullatore.

Una volta passati tutti i pomodori, metti a soffriggere l'aglio nell'olio in una pentola alta per proteggersi dagli schizzi. Aggiungi la salsa di pomodoro ottenuta e lasciala cuocere a fuoco lento finché l'olio salirà in superficie.

Sala e un minuto prima di spegnere il fuoco aggiungi abbondante basilico fresco.

Per la crema di basilico separa tutte le foglie del basilico dai rami e mettile dentro il boccale di un frullatore. Se hai la manualità usa il classico mortaio che non scalda le foglie.

Cospargi con un pizzico abbondante di sale, unisci lo spicchio d’aglio privato dell’anima, l’olio e frulla rapidamente il tutto fino a ottenere una crema densa. Eventualmente regola di olio.

Quando tutti gli ingredienti sono pronti, fai cuocere la pasta al dente, condisci con il sugo di pomodoro fresco, completa con la crema di basilico e decora con qualche fogliolina di basilico fresco prima di servire.


Seppie ripiene con Vellutata di Fagioli bianchi
Per 4 persone

Ingredienti: 4 seppie di media dimensione, 1 filone di pane, 250 g di ricotta, 250 g di fagioli bianchi, 120 ml di latte, 1 uovo, 1 mazzetto di prezzemolo, olio evo, sale e pepe

- Mettete in ammollo i fagioli in una ciotola riempita d’acqua per una notte intera.
- Il giorno dopo sciacquateli e fateli bollire in abbondante acqua salata per almeno 1 ora. Nel frattempo pulite le seppie, togliendo le teste e i tentacoli, e apritele a metà. Cuocetele in abbondante acqua salata per circa 20 minuti o fino a quando risulteranno morbide.
- Fate ammollare la mollica del filone di pane nel latte per 10 minuti. Preparate il ripieno: tritate le teste delle seppie con il prezzemolo molto finemente e mettetele in una ciotola capiente con la ricotta, la mollica strizzata e l’uovo.
- Amalgamate bene tutti gli ingredienti e aggiustate di sale e pepe.
- Una volta cotti, frullate i fagioli aggiungendo un po’ d’acqua di cottura, se è necessario, per ottenere una crema liscia e omogenea.
- Farcite le seppie con il ripieno e cuocetele su una griglia bollente per 5 minuti per lato.
- Tagliate a fettine le seppie e servitele sopra la crema di fagioli, completando con un filo d’olio a crudo e prezzemolo tritato.
- Accompagnate, a piacere, con fette di pane casereccio abbrustolito.


Mousse di Mascarpone con Frutti di bosco e Caramello al caffè
Per 4 persone

Ingredienti:
3 tuorli, 200 g di mascarpone, 150 g di ricotta, 110 g di zucchero per la decorazione, 2 tazzine di caffè, 50 g di zucchero, 1 tazzina di liquore al caffè, biscotti al cioccolato, frutti di bosco

- Sbattete in una ciotola d’acciaio i tuorli con lo zucchero. Adagiate la ciotola sopra una pentola d’acqua in ebollizione e cuocete a bagnomaria, mescolando continuamente con una frusta, fino a ottenere un composto ben cremoso.
- Nel frattempo stemperate il mascarpone e la ricotta lavorandoli con una forchetta, aggiungete la crema d’uovo e lasciate riposare in frigorifero.
- Per la salsa sciogliete lo zucchero in un pentolino finché comincerà a caramellarsi, aggiungete il caffè e il liquore e lasciate ridurre lo sciroppo della metà a fuoco medio.
- Sbriciolate i biscotti sui piatti, aggiungete qualche frutto di bosco, formate dei mucchietti di mousse al mascarpone, irrorate con lo sciroppo al caffè e decorate a piacere con qualche chicco di caffè intero.
- In alternativa, potete servire questa deliziosa crema al mascarpone con una salsa di cioccolato fondente al posto di quella al caffè. Sciogliete in un pentolino 100 g di panna fresca senza portarla a bollore. Incorporatevi 100 g di cioccolato fondente tritato grossolanamente, togliete dal fuoco e mescolate bene fino a che otterrete una salsa liscia e omogenea.