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mercoledì 2 gennaio 2019

Lo Sapevate Che: Matera, capitale Europea della Cultura 2019 ...


Risplenderanno ancora di più i famosi ‘sassi' di una delle più belle città del Sud d'Italia. Matera sarà la Capitale Europea della Cultura 2019.

Il verdetto è stato comunicato in questi giorni da Steve Green, presidente della Giuria internazionale di selezione composta da 13 membri (sei italiani e sette stranieri), al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) Dario Franceschini.
Sconfitte le altre cinque città finaliste: Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena.

Con sette voti su 13, Matera è stata dunque ufficialmente designata Capitale europea della cultura per il 2019, titolo che, oltre all'Italia, è stato assegnato anche a Plovdiv per la Bulgaria.

La Capitale europea della cultura è un'istituzione nata nel 1985 per promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico e culturale dei Paesi membri dell'Ue.
La prima è stata la capitale greca Atene, mentre l'Italia è stata rappresentata in passato da Firenze nel 1986, Bologna nel 2000 e Genova nel 2004.

Il titolo viene attualmente assegnato a turno a due degli Stati che fanno parte dell'Unione Europea. Nel 2019 toccherà dunque all'Italia, insieme a Plovdiv per la Bulgaria. Quest'anno, la scelta è caduta invece su Umea (Svezia) e Riga (Lettonia). Nel 2015 sarà invece la volta di Mons (Belgio) e Plzen (Repubblica Ceca), nel 2016 di San Sebastian (Spagna) e Breslavia (Polonia), nel 2017 di Aarhus (Danimarca) e Pafo (Cipro), mentre nel 2018 di Leeuwarden (Paesi Bassi) e La Valletta (Malta).

Forte impulso per la cittadina lucana, la prima città del Sud ad essere nominata patrimonio dell'umanità; da città misconosciuta ad una delle principali città d'arte da visitare: entro il 2019 si spera di valorizzare il suo enorme potenziale culturale. (Chiara Crispino)

Come alla Corte 2018-2019


18 ottobre 2018
Centro Congressi Federico II – Via Partenope 36, ore 20.30

Guido Fabiani
Università degli Studi di Roma 3
intervistato da
Nando Santonastaso
editorialista de “Il Mattino”…


22 novembre 2018
Centro Congressi Federico II – Via Partenope 36, ore 20.30

Marco Cursi
Università degli Studi di Napoli Federico II…


20 dicembre 2018
Centro Congressi Federico II – Via Partenope 36, ore 20.30
Gabriele Riccardi
Università degli Studi di Napoli Federico II
intervistato da
Antonella Fracchiolla
giornalista RAI…


10 gennaio 2019
Centro Congressi Federico II – Via Partenope 36, ore 20.30

Alessandro de Franciscis
Bureau de Constatations Médicales de Lourdes…


24 gennaio 2019
Centro Congressi Federico II – Via Partenope 36, ore 20.30

Ferdinando Boero
Università del Salento…


21 febbraio 2019
Centro Congressi Federico II – Via Partenope 36, ore 20.30
dialogano
Tommaso Russo e Lucio Nitsch
Università degli Studi di Napoli Federico II…


11 aprile 2019
Centro Congressi Federico II – Via Partenope 36, ore 20.30
Salvatore Strozza

Università degli Studi di Napoli Federico II
intervistato da
Conchita Sannino
giornalista de “La Repubblica”…



8 maggio 2019
Centro Congressi Federico II – Via Partenope 36, ore 20.30

Rossana Valenti
Università degli Studi di Napoli Federico II
intervistata da
Antonello Perillo
Caporedattore Responsabile TGR Campania…

20 giugno 2019
Real Orto Botanico di Napoli, via Foria 223, ore 20.30
Valerio Caprara
Critico cinematografico…
Programma F2 Cultura 2017-2018

E ancora….


Matera 2019 capitale europea della cultura: si parte a gennaio
Presentato il ricco programma di Matera 2019 capitale europea della cultura: si parte il 19 gennaio

Matera 2019 capitale europea della cultura, sta per prendere il via con tantissimi eventi suddivisi in 48 settimane di kermesse. È stato presentato il programma che vedrà la cittadina della Basilicata e tutta la regione trasformarsi nel luogo per celebrare la conoscenza e l’arte a trecentosessanta gradi.
L’investimento complessivo è stato di 48 milioni di euro dal momento della candidatura, finanziati con fondi regionali, nazionali ma anche privati.
Ammontano, invece, a 27 i paesi europei coinvolti e l’80 per cento del programma è caratterizzato da produzioni originali.
La cerimonia inaugurale si terrà il 19 gennaio, già dalla mattina quando la cittadina si trasformerà in un’immensa festa di paese con 54 bande musicali provenienti da tutta la regione e dall’Europa che attraverseranno i quartieri. I duemila musicisti in serata arriveranno sui Sassi con la loro musica. Dalle 19 diretta televisiva del concerto. Il 20 gennaio, invece, ogni banda lucana presente ne ospiterà una straniera nel proprio comune, per far proseguire la musica.
Matera 2019 però non sarà solo questo, ma molto di più come indicano i tanti  eventi che si terranno nel corso dell’anno.
Per seguire le varie manifestazioni si potrà acquistare il “Passaporto 2019” che, al costo di 19 euro, permetterà di assistere a tutte le manifestazioni e di acquisire la cittadinanza temporanea. Quest’ultima da una parte dà il diritto di vivere con calma l’offerta culturale, dall’altra il dovere di portare a Matera un oggetto simbolo della propria idea di cultura. Tutti questi oggetti daranno vita alla quinta e ultima mostra che sarà in programma nel corso dell’anno, dal titolo “Open future”.
Le tematiche restano le cinque presentate con la candidatura: “Radici e percorsi”, “Continuità e rotture”, “Futuro remoto”, “Utopie e distopie” “Riflessioni e connessioni”.  Senza però dimenticare il futuro e le connessioni grazie alla presenza di appuntamenti di carattere internazionale.
Nel corso del 2019 ogni giorno sarà caratterizzato da cinque attività da svolgere che siano mostre, spettacoli, escursioni particolari e originali, incontri.
Come hanno spiegato alla presentazione, che è avvenuta nei giorni scorsi: l’anno si dipanerà come un grande racconto della storia dell’umanità. Quattro mostre racconteranno Matera e la Basilicata: “Ars Excavandi” (dal 19 gennaio), “Rinascimento visto da sud” (19 aprile 2019); “La poetica dei numeri primi (21 giugno); “Stratigrafie. Osservatorio dell’Antropocene” (6 settembre). A queste corrispondo più di 60 progetti originali, e poi nel programma sono previsti percorsi urbani collegati alle cinque tematiche, tante come le installazioni pubbliche che faranno altrettanti artisti internazionali. Poi ogni comune della Basilicata potrà essere “Capitale per un giorno” con iniziative in linea con valori e temi di “Matera 2019”.
Initalia.it virgilio.it/matera
Tra i Sassi di Matera spuntano le opere di Salvador Dalì: il risultato è surreale
Dai famosi orologi molli agli elefanti dalle zampe lunghe e sottili: tra le vie della città lucana saranno posizionate delle istallazioni giganti dei quadri più famosi del pittore
 GRAZIANA CAPURSO

MATERA - L’arte surrealista di Salvador Dalì sbarca tra i Sassi di Matera: la città Capitale europea della cultura nel 2019 accoglierà le opere del maestro spagnolo in una mostra «open air». Dai famosi orologi molli agli elefanti dalle zampe lunghe e sottili: tra le vie della città lucana saranno posizionate delle istallazioni giganti dei quadri più famosi del pittore, mentre una vera e propria esposizione di opere minori troverà collocazione nel complesso rupestre di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci. Il tutto è documentato da un profilo Instagram creato ad hoc per raccogliere le immagini di questo esperimento artistico cittadino. (Multimedia GdM.TV)

Speciale: Menù con Delizioso Piatto unico e dessert! ....


Tajine con Pollo e Zucchine

La tajine è una pentola con nome magrebino. Fatta di terracotta, dalla forma a “pagoda”, il cui coperchio è fatto apposta per facilitare il ritorno della condensa verso il basso e ha nella sommità un pomello che ne facilita la presa. La parte inferiore viene usata per portare il piatto in tavola.
I Tajine più conosciuti sono il mqualli (pollo con limone e olive), il Kefta (polenta e pomodori), il Mrouzia (agnello con prugne e mandorle).
Altri piatti usati sono tonno, sardine, verdure.
Le spezie principali sono cannella, zafferano, curcuma, zenzero, aglio, pepe.
In origine la cottura veniva fatta appoggiando la tajine sulla brace. Ora esistono tajine con un fondo di metallo che permettono la cottura su fornelli a gas. Cottura che viene eseguita a fuoco basso, lentamente, affinchè carne e verdura risultino tenere e aromatizzate
n.b. La preparazione si può fare anche in un capiente tegame di coccio con coperchio.


Per 6-8 persone

750 gr di pollo tagliato a pezzi, 3 cipolle bionde tritate, 3 pomodori maturi privati dai semi e tagliati grossolanamente, 3 grosse zucchine tagliate a cubetti, 150 gr di olive nere snocciolate, 2 limoni sotto sale (segue ricetta), un mazzetto di prezzemolo tritato finemente, un mazzetto di coriandolo tritato finemente, 2,5 dl di brodo di pollo (segue ricetta), un cucchiaino in polvere di cannella, 2 chiodi di garofano, olio evo, sale, pepe nero.

Scaldare il forno a 170°. In una tajine o in una pentola di coccio, mettere 3 cucchiai d’olio, unire i pezzi di pollo e farlo rosolare a fiamma vivace. Togliere il pollo dalla pentola e tenerlo da parte. Aggiungere 80 gr di olio e fare dorare le zucchine, toglierle dalla pentola e tenerle da parte.
Nello stesso olio rosolare le cipolle per 5 minuti, unire i pomodori, fare cuocere per 5 minuti. Aggiungere infine il pollo e le zucchine, le olive, i limoni sotto sale, metà del prezzemolo e metà del coriandolo, il brodo di pollo caldo, i chiodi di garofano e la cannella. Regolare di sale e pepe. Coprire con il coperchio (se è un tegame normale usare della carta di alluminio) e fare cuocere in forno per 1 ora. Guarnire con il prezzemolo e il coriandolo rimasti e portare direttamente in tavola la tajine.


  Ricetta Limoni Sotto sale
Per 10 persone:

1 kg di limoni non trattati, 230 gr di sale grosso. Servono 3 – 4 giorni di ammollo.

Lasciare i limoni in acqua fredda per 3-4 giorni, cambiando l’acqua ogni giorno. Tagliare ciascun limone in 4 parti senza dividere del tutto gli spicchi. Aprirli delicatamente, salarli abbondantemente e richiuderli. Trasferirli in due vasi da 1 litro, mettendoli a stretto contatto l’uno con l’altro. Chiudere ermeticamente i vasi e conservarli in luogo fresco e al riparo dalla luce per 1 mese.

Ricetta Brodo di Pollo
   Dose per 2 lt. di brodo

1 pollo di circa 2 kg, 2 carote, una cipolla guarnita con 5 chiodi di garofano, 1 gambo di sedano, 4 pomodori piccoli, un ciuffo di prezzemolo, 5 grani di pepe, sale.

Lavare il pollo e metterlo in una capiente casseruola. Unire le carote, la cipolla, il sedano, il pomodoro, il prezzemolo, preventivamente puliti. Due cucchiaini di sale  e il pepe. Coprire con 4 lt di acqua fredda e fare cuocere a fuoco medio – basso per due ore. Filtrare il brodo, eliminare le verdure e usare il pollo per consumarlo come si desidera. Per rimuovere il grasso, in parte o del tutto, lasciare raffreddare il brodo, metterlo in frigorifero per circa 2 ore. Il grasso si solidificherà nella parte superiore e potrà essere eliminato con facilità.

 Crostata con Crema pasticciera
 Per 8 persone

 200 gr di farina, 30 gr di cacao amaro, 1 tuorlo d’uovo, 1 bustina di vanillina, 130 gr  di burro, 80 gr di zucchero semolato, la buccia di una arancia non trattata grattugiata.

Per la crema pasticcera: ¼ di lt di latte, ½ bustina di vanillina, 3 tuorli d’uovo, 60 gr di zucchero semolato, 25 gr di farina, la buccia di 1 arancia non trattata grattugiata. Burro e farina per la pirofila. Per accompagnare 500 gr di gelato allo yogurt naturale.

Fare ammorbidire il burro a temperatura ambiente. Versare la farina con mischiato il cacao a fontana in una terrina. Mettervi al centro il burro ammorbidito, lo zucchero, il tuorlo, la vanillina e la buccia di 1 arancia grattugiata. Impastare rapidamente gli ingredienti senza lavorarvi troppo. Avvolgere la pasta in un foglio di pellicola trasparente e metterla in frigorifero per ½ ora.
Nel mentre preparare la crema pasticcera: in una casseruola portare a ebollizione il latte con l’altra buccia di arancia grattugiata. Lasciare intiepidire. In una ciotola lavorare i tuorli con lo zucchero sino ad ottenere un composto spumoso e omogeneo, aggiungervi la farina e la vanillina. Unirvi il latte intiepidito a filo, mescolare dolcemente e porre il composto in una casseruola sul fuoco, portando dolcemente ad ebollizione, sempre mescolando e cocendo per circa 7 minuti la crema. Togliere dal fuoco.
Su di un piano di lavoro leggermente infarinato stendere la pasta ad un’altezza di circa 3 mm d foderare una tortiera imburrata e infarinata di circa 23 cm di diametro. Bucherellare il fondo della pasta con i rebbi di una forchetta e distribuirvi la crema preparata ormai raffreddata, in uno strato uniforme. Stendere con il mattarello la pasta rimasta formando delle decorazioni da appoggiare sulla superficie della torta. Fare cuocere a forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti.
Sfornare, lasciare raffreddare e sformare il dolce. Servire con Gelato allo Yogurt naturale.

martedì 1 gennaio 2019

Lo Sapevate Che: Cultura: Capodanno con quattro poeti: Neruda, Montale, Valeri e De Luca...


“Ode al primo giorno dell’anno” di Pablo Neruda, “Il primo gennaio” di Eugenio Montale, “Auguri di Capodanno” di Diego Valeri, “Prontuario per il Brindisi di Capodanno” di Erri De Luca”

Ode al primo giorno dell’anno
Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella.
Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli: i giorni
sbattono le palpebre
chiari, tintinnanti, fuggiaschi,
e si appoggiano nella notte oscura.
Vedo l’ultimo
giorno
di questo
anno
in una ferrovia, verso le piogge
del distante arcipelago violetto,
e l’uomo
della macchina,
complicata come un orologio del cielo,
che china gli occhi
all’infinito
modello delle rotaie,
alle brillanti manovelle,
ai veloci vincoli del fuoco.
Oh conduttore di treni
sboccati
verso stazioni
nere della notte.
Questa fine dell’anno
senza donna e senza figli,
non è uguale a quello di ieri, a quello di domani?
Dalle vie
e dai sentieri
il primo giorno, la prima aurora
di un anno che comincia,
ha lo stesso ossidato
colore di treno di ferro:
e salutano gli esseri della strada,
le vacche, i villaggi,
nel vapore dell’alba,
senza sapere che si tratta
della porta dell’anno,
di un giorno scosso da campane,
fiorito con piume e garofani.
La terra non lo sa: accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell’ombra.
Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.
Ti metteremo
come una torta
nella nostra vita,
ti infiammeremo
come un candelabro,
ti berremo
come un liquido topazio.
Giorno dell’anno nuovo,
giorno elettrico, fresco,
tutte le foglie escono verdi
dal tronco del tuo tempo.
Incoronaci
con acqua,
con gelsomini aperti,
con tutti gli aromi spiegati,
sì,
benché tu sia solo un giorno,
un povero giorno umano,
la tua aureola palpita
su tanti cuori stanchi
e sei,
oh giorno nuovo,
oh nuvola da venire,
pane mai visto,
torre permanente!
Pablo Neruda - Oda al primer día del año (da Terzo libro delle odi, 1957) (traduzione di Alessandra Mazzucco)
 Il primo gennaio
So che si può vivere
non esistendo,
emersi da una quinta o da un fondale,
da un fuori che non c’é se mai nessuno
l’ha veduto.
So che si può esistere
non vivendo,
con radici strappate da ogni vento
se anche non muove foglia e non un soffio increspa
l’acqua su cui s’affaccia il tuo salone.
So che non c’è magia
di filtro o d’infusione
che possano spiegare come di te s’azzuffino
dita e capelli, come il tuo riso esploda
nel suo ringraziamento
al minuscolo dio a cui t’affidi,
d’ora in ora diverso, e ne diffidi.
So che mai ti sei posta
il come – il dove – il perché,
pigramente indisposta
al disponibile,
distratta rassegnata al non importa,
al non so quando o quanto, assorta in un oscuro
germinale di larve e arborescenze.
So che quello che afferri,
oggetto o mano, penna o portacenere,
brucia e non se ne accorge,
né te n’avvedi tu animale innocente
inconsapevole
di essere un perno e uno sfacelo, un’ombra
e una sostanza, un raggio che si oscura.
So che si può vivere
nel fuochetto di paglia dell’emulazione
senza che dalla tua fronte dispaia il segno timbrato
da Chi volle tu fossi… e se ne pentì.
Ora
uscita sul terrazzo, annaffi i fiori, scuoti
lo scheletro dell’albero di Natale,
ti accompagna in sordina il mangianastri,
torni dentro, allo specchio ti dispiaci,
ti getti a terra, con lo straccio scrosti
dal pavimento le orme degli intrusi.
Erano tanti e il più impresentabile
di tutti perché gli altri almeno parlano
io, a bocca chiusa.
 Eugenio Montale - (da Satura, 1971)
Augurio di Capodanno
Io credo all’uccellino batticoda:
che ci porti il buon anno.
Scorre liscio su l’umido tappeto
di bruni muschi, alla soglia del mare,
sosta un tratto a beccare, e poi di nuovo
scivola via come una spola, vola,
sparisce in cielo. Neppur ci ha guardati.
Ma è bello, affusolato, grigio e bianco:
porta, certo, il buon anno.
Diego Valeri
Prontuario per il brindisi di Capodanno
Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.
Erri De Luca
(da L’ospite incallito, 2008)

Auguri a tutti! ♥

Speciale: E dopo le abbuffatte…un po' di riposo: un buon tè…ma alla maniera Vittoriana…


 L'ombra di un sogno - ... fuggente...  

Contessa, che è mai la vita?          
È l’ombra d’un sogno fuggente
La favola breve è finita,
 il vero immortale è l'amor.
 Giosuè Carducci                          

 I Tè Vittoriani

Il regno della Regina Vittoria (1837-19019) è stato il più lungo della intera storia inglese ed ha permesso al regno britannico di essere la nazione più potente del mondo.
L’istituzione del tè al pomeriggio è diventato molto popolare in epoca vittoriana.
Il tè del pomeriggio è stato inventato da Anna duchessa di Bedford (1783-1857).
In questo periodo gli inglesi avevano l’abitudine di consumare due pasti al giorno: la prima colazione e la cena. La duchessa ha introdotto il tè del pomeriggio per “fermare la sua sensazione di pro stanchezza e di fame nel mezzo della giornata”.
Ogni pomeriggio Anna prendeva il tè servito nel suo boudoir, accompagnato da diversi tipi di dolci.
L’esperienza è stata molto piacevole, che Anna l’ha ripetuta ogni pomeriggio.
In seguito ha iniziato a invitare amici a unirsi a lei. Molti seguono l’esempio della duchessa con il rituale del tè. Nacque intorno a questa tradizione una cultura. Questa pratica prima limitata alle classi più abbienti, dal 1900 è diventata un’occasione mondana.
Molti seguirono l’esempio della duchessa con il rituale del tè e nacque intorno a questa tradizione una cultura. Alberghi e Hotel cominciarono a offrire il tè in apposite sale, che furono aperte anche al pubblico.
I tè danzanti divennero eventi sociali popolari, in cui le signore vittoriane incontravano i potenziali mariti.

Veniva servito per il tè il seguente menù:
Una selezione di sandwich freschi con:
Salmone affumicato
Cetriolo al burro verde
Uova e curry
Formaggio fresco e bacon
Scones caldi con burro, marmellata e panna
Brandy snaps profumati all’arancia con panna montata
Tea loaf di noci e datteri
Babington’s Special Blend, tradizionale miscela di tè neri
Babington’s earl Grey, miscela profumata al bergamotto
Lung Ching green tea, tradizionale tè verde cinese.

Considerazioni:

Il Tè: Oggi esistono anche pregiati tè in bustine e scegliere il tè sfuso o l’altro, è solo un fatto di gusti personali.
Per preparare un buon tè per prima cosa si riscalda la teiera (anche sciacquandola con acqua calda); si mette il tè sfuso sul fondo, calcolando 1 cucchiaino di tè per ogni ospite più un cucchiaino extra per la teiera. I tempi di infusione variano da 3 a 5 minuti.

Il latte nel tè: si può mettere sia prima che dopo aver versato il tè nella tazza.

Lo zucchero, preferibilmente è usato in zollette o cristalli di zucchero o altri dolcificanti.

Il Cibo: Il tè va accompagnato da una serie di stuzzichini dolci e salati:
sandwiches, scones, pasticcini e torte.
Prima si servono i tramezzini salati: scones, crumpers, buns, poi quelli dolci; torte, biscotti, petit four:

Sandwiches:
Devono essere di piccole dimensioni. Il pane dei tramezzini deve essere privo di crosta esterna e il ripieno risultare sottile; la forma triangolare, rettangolare o rotonda.
Cucumber:
Tramezzini al cetriolo imburrando il pane.
Egg and cress:Tramezzini farciti con uova  sode tritate miste a maionese e insalata crescione.
Salmon and cream cheese
Salmone affumicato (meglio selvaggio) con formaggio cremoso (tipo Philadelphia).
Scones, crumpets e buns: Gli scones si servono caldi accompagnati da lemon curd, marmellata di fragole e clotted cream (panna fresca) molto densa e ricca. I buns, che sono dei panini dolci con uvetta e cannella.
I Crunpets: Tipici pancakes spessi con una superficie porosa.
Torte, biscotti e pasticcini
La torta classica Victoria Sponge cake
La torta di Madeira (pan di spagna soffice)
I Battenberg cackes:Dolcetti col pan di spagna multicolore
Biscottini alla lavanda, gli shortbread:Rettangolari di pasta frolla molto burrosa.
I gingerbread, i cup cakes, i muffins.

Qualche ricetta per preparare squisitezze per il tè:

Torta Madeira Cake

200 gr di farina, ½ bustina di lievito per dolci, 150 gr di burro, 160 di zucchero semolato, 3 uova, la buccia di un limone non trattato grattugiata , 2 cucchiai di latte, ½ bustina di vanillina.
Variante: se si vuole usare il cacao, eliminare 1 cucchiaio di farina e aggiungere 1 cucchiaio di cacao.
1 stampo da cm 18 di diametro per 10 cm circa di altezza (stampi per panettoni).Burro e farina per lo stampo.

Fare ammorbidire il burro a temperatura ambiente.
In una ciotola battere le uova con 2 cucchiai di latte.
In una terrina mettere burro e zucchero e lavorare sino ad ottenere un composto morbido a crema, unire il composto di uova poi gradualmente la farina a cui avrete aggiunto il lievito e la vanillina (e nel caso il cacao). Lavorare  l’impasto con l’aiuto di un cucchiaio di legno sin ad ottenere un composto compatto.
Imburrare e infarinare lo stampo e sistemarvi il composto, livellare in superficie. Fare cuocere in forno preriscaldato a 160° per 1 ora.
Il dolce, a strati, potrà essere farcito con camy cream e fragole. O a vostro piacere con altre marmellate e frutta.

Scones
Per 12 scones                                             

280 gr di farina, 160 ml di latte, 80 gr di uvetta, 50 gr di burro ½ bustina di lievito per dolci, 50 gr di burro, 3 cucchiai di zucchero semolato, una presa di sale, 1 uovo.

Fare ammorbidire il burro a temperatura ambiente. In una terrina mettere la farina  e unire il lievito, il sale e lo zucchero. Amalgamare bene tutti gli ingredienti. Unire il burro ammorbidito w aiutandovi con i polpastrelli delle dita incorporarlo bene alla massa. Aggiungere l’uvetta, continuare a lavorare sino ad ottenere un composto morbido e non appiccicoso. Su di un piano di lavoro leggermente infarinato, stendere l’impasto a 1 cm di spessore. Con un tagliapasta rotondo ritagliare gli scones e ripetere l’operazione anche con gli avanzi della pasta.
Rivestire con carta da forno la placca del forno e appoggiarvi sopra, ben distanziati gli scones. Battere l’uovo
E spennellare la superficie dei biscottini. Mettere la placca in forno preriscaldato a 200° per 15 minuti. Sfornare e lasciare intiepidire.

Buns                                                                         

Caratteristici pasticcini nella cui sommità è disegnata una croce (tradizionali anglosassoni per la festa dei santi).

500 gr di farina, 1 panetto di lievito di birra, un pizzico di sale, 50 gr di burro, 60 gr di zucchero semolato, 1 cucchiaino di cannella in polvere, 1 cucchiaino di zenzero in polvere, 100 gr di uvetta, la scorza grattugiata di un arancio o limone , non trattati, 200 ml di latte tiepido, 100 ml di acqua tiepida, 1 uovo battuto.
Per la glassa: 2 cucchiai di zucchero semolato, 2 cucchiai di latte.
Per le croci: 2 cucchiai di farina.
Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida con 3 cucchiai di farina. Lasciar riposare per 15 minuti in una capiente terrina, aggiungere il sale alla farina e il burro a pezzettini. Lavorare con le punte delle dita. Aggiungere il lievito, lo zucchero, le spezie, l’uvetta e la scorza dell’agrume.
Lavorare l’impasto con energia per almeno 10 minuti, fino a quando risulterà elastico e non incollerà alle dita. Fare lievitare per due ore coprendo la terrina con un canovaccio. Foderare con carta da forno la teglia del forno: Ricavare dall’impasto delle palline di circa 60 gr e adagiare le palline sulla teglia ben distanziate fra di loro. Lasciare lievitare ancora per 1 ora (coprire con un canovaccio). Nel mentre riscaldare il forno a 190°. Spennellare i buns con una miscela composta da 2 cucchiai di zucchero con 2 cucchiai di latte.
Per le croci: Fare una pastella con poca acqua e farina. Con un sac à poche e il composto preparato disegnare una croce su ciascun buns.
Infornare per 20 minuti. Si mangiano caldi, con burro e marmellata.

Crepes Inglesi, pancakes
Per 4 persone

100 gr di farina bianca, 100 gr di latte, 1 uovo, una noce di burro, sciroppo d’acero o marmellata.

In una ciotola disponete la farina, unite l’uovo e un pizzico di sale, impastate con un cucchiaio di legno, aggiungendo il latte poco per volta, amalgamando bene l’impasto. Ungete con un poco di burro un padellino antiaderente e scaldatelo bene, versate un mestolino di composto che riesca a coprire uniformemente il fondo. Cuocete per un paio di minuti, voltate e cuocete anche dall’altro lato. Procedete fino ad esaurimento dell’ingrediente. Servite i pancakes caldi, con una cucchiaiata di sciroppo d’acero o a piacere con marmellata.

Crumpets allo Sciroppo d’Acero
Per 6 persone

125 gr di farina, 1 cucchiaino di lievito in polvere per dolci, 1,7 dl di latte, 1 uovo, sciroppo d’acero, burro, sale.

Mescolare la farina col lievito e unire l’uovo battuto. Aggiungere un pizzico di sale e 1 cucchiaino di sciroppo d’acero. Poi versare a filo il latte, sempre mescolando con una frusta, Coprire la pastella con la pellicola e lasciarla riposare per 30 minuti in un ambiente asciutto. Ungere un padellino del diametro di circa 10 cm di burro e scaldarlo bene, poi versarvi 2 cucchiaiate di pastella in modo che copra il fondo del padellino far dorare per 1 minuto e poi girarlo e dorare dall’altro lato per 1 minuto. Ripetere sino ad esaurimento degli ingredienti. Servirli caldi e cosparsi con abbondante sciroppo d’acero.

Piccoli Muffins all’Arancia e Cioccolato
Per 7 muffins

250 gr di farina, 150 gr di zucchero semolato, 100 gr di burro, 2 uova, 1 bustina di lievito per dolci, 1 arancia biologica, cucchiaino di olio, 1 cucchiaio di cannella in polvere, 90 gr di gocce di cioccolato fondente. Stampini, burro e farina.

Lavorare a crema il burro ammorbidito e lo zucchero, unire la farina e il succo di arancia. Mescolare, aggiungere l’olio, la cannella (lasciandone un po’ da parte per la decorazione), il lievito e alla fine il cioccolato. Versare il composto negli stampini imburrati generosamente e infarinati, riempiendoli sino a ¾ della loro altezza. Infornarli a forno preriscaldato a 180° per mezz’ora. Fare intiepidire e sformare.
Servirli spolverizzandoli con la cannella tenuta da parte.

Brownies allo Zucchero di Canna con Salsa
Per 16 brownies:

350 gr di cioccolato fondente, 250 gr di burro, 3 uova, 250 gr di zucchero di canna, 60 gr di farina, un cucchiaino di lievito in polvere per dolci, un pizzico di sale. Per la salsa 2,5 dl di panna, 25 gr di zucchero, il succo di ½ limone.

Riunite in una bastardella 350 gr di cioccolato fondente spezzettato e 250 gr di burro, fateli sciogliere a bagnomaria. Sgusciate le uova in una ciotola, unite 250 gr di zucchero di canna, sbattete con le fruste elettriche finché otterrete un composto spumoso. Incorporatevi il mix di cioccolato tiepido, la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale. Versate il composto ottenuto in uno stampo di circa 23 cm di diametro, foderato con carta da forno e cuocete in forno preriscaldato a 180° per 35 minuti.
Sfornate il dolce, lasciatelo riposare per mezz’ora, tagliatelo in quadrotti e servite accompagnandoli con seguente salsa: riunite in una casseruolina 2,5 dl di panna, 25 gr di zucchero e il succo di mezzo limone, mettete sul fuoco, portate a ebollizione, cuocete per 5 minuti e lasciate raffreddare.

Cucumba

(chi ha letto le commedie di Wilde se li ricorderà sicuramente)
Sottilissime fettine di cetriolo tra due fette sottili di pane senza crosta, imburrate,

Egg and cresse

Tramezzini farciti con uova sode tritate, miste a maionese e insalata crescione.

Salmon and cream cheese

Salmone affumicato (meglio selvaggio), con formaggio tipo Philadelphia su leggerissime e sottili di pane senza crosta.

Buon Primo dell’Anno a tutti, ciao! ♥