Etichette

giovedì 7 dicembre 2017

Speciale: Piatti Unici "al baffo"!...



Filetto di Vitello alla Stroganov con riso Pilaf
Per 4 persone

½ kg di filetto di vitello a fette, 3 cipolle bianche, 2 cucchiai di salsa di pomodoro, 1 cucchiaio di farina, 150 gr di panna fresca, 2 bicchieri di brodo di carne, olio, burro, sale e pepe. Variante: cipolle e funghi. 350 gr i riso patna per il pilaf.

In una padella affettare le cipolle e farle soffriggere dolcemente in 40 gr di burro e 3 cucchiai d’olio.
In un’altra padella fate saltare per 7 minuti i filetti di carne, ridotti a spezzatino. Aggiungere le cipolle e due cucchiai di salsa di pomodoro, cuocere ancora per qualche minuto., spolverare con un cucchiaio di farina, mescolare e aggiungere 150 gr di panna fresca e un paio di bicchieri di brodo di carne, cuocere ancora per 2 minuti.
Portare in tavola, accompagnando con riso pilaf.
Nella variante, nella padella delle cipolle, unire anche 3 etti di funghi porcini a fettine e cuocere per 8 minuti .

Per il riso pilaf:

In una pirofila da forno che si possa coprire, fate appassire una cipolla bianca in 50 gr di burro (attenzione che se la pirofila fosse di vetro, dovete mettere sotto, sul fuoco, uno spargifiamma), aggiungete il riso e sempre mescolando, cuocetelo per 4 minuti. Unite il brodo caldo e mescolate, portate a ebollizione, coprite la pirofila perfettamente e mettetela in forno preriscaldato a 180°, fate cuocere per 16 minuti, finché l’acqua sia completamente assorbita.

Spiedini d’Inverno
Per 6 persone

300 gr di farina di mais, 1 lt di acqua, un cucchiaio di sale, gr 400 di fesa di tacchino, gr 300 di prosciutto cotto, tagliato in una sola fetta, 2 zucchine, 12 champignon, 3 cucchiai d’olio, un rametto di rosmarino, ½ bicchiere di vino bianco secco, sale e pepe.

Portate a ebollizione l’acqua salata, versate a pioggia la farina e sempre mescolando, con un cucchiaio di legno, fate cuocere per 40 minuti. Quindi versate la polenta su un piano e stendetela, dandogli lo spessore di cm 3. Lasciatela raffreddare e tagliatela a grossi dadi.
Tagliate a dadini anche la carne e il prosciutto e ricavate dei tronchetti dalle zucchine. Preparate gli spiedini, alternando i vari ingredienti e terminando con un funghetto. Scaldate l’olio in un tegame largo, adagiatevi gli spiedini. Salate, pepate, cospargete di rosmarino e fate rosolare per qualche minuto. Irrorate con il vino bianco e fate ancora cuocere per dieci minuti. Deliziosi!

Pollo in umido con Verdure e speciale Insalata, ricetta Afghana
Per 6 persone

800 gr di petto di pollo, un pollo, 2 cipolle bionde, 6 pomodori, 100 gr di piselli secchi, 200 gr di ceci lessati, 2 grosse rape, 2 carote, 4 patate, gr 300 di brodo, una foglia di alloro, 2 rametti di timo, un pizzico di pepe nero, coriandolo, peperoncino, cumino, chiodi di garofano e cardamomo in polvere, olio, sale. Due pani (tipo chapati), salata (insalata).

In una casseruola scaldate 4 cucchiai d’olio, unite 800 gr di petto di pollo tagliato a dadini e rosolate per 4 minuti, mescolando spesso.
Levate il pollo dal fondo di cottura e trasferitelo in un piatto.
Unite nella casseruola le cipolle bionde tritate fini e fatele dorare. Scottate i pomodori in acqua bollente, scolateli, pelateli e riduceteli a tocchetti, uniteli al soffritto. Unite anche il pollo prerosolato a parte, tagliato a pezzi, i piselli che avrete prima ammollati e i ceci lessati, la foglia di alloro, i 2 rametti di timo, le rape lavate e tagliate a spicchi, le carote raschiate e le patate pelate, tutto tagliato a tocchetti.
Unite il brodo caldo, salate e unite il pizzico delle spezie preparate. Mescolate incoperchiate e cuocete il chourba per 30 minuti a fiamma bassa.
Togliete il coperchio e cuocete ancora per altri 10 minuti.
Suddividete 2 pani tipo chapati (pane indiano) in ciascun piatto dee commensali, versatevi sopra il chourba e servite subito, accompagnando se desiderate con insalata.
(ricetta di seguito)

Il chourba si può preparare anche con carne di manzo o agnello. Le verdure si possono sostituire con quelle stagionali.

Accompagnare con:

Insalata per Chourba:

300 gr di cetrioli, 600 gr di pomodori ramati, 1 cipolla bianca, 3 rametti di timo, qualche foglia di coriandolo, limone, olio, sale.

Pelate i cetrioli, tagliateli a metà, eliminate i semi e riducete la polpa a dadini piccolissimi.
Lavate e asciugate i pomodori, tagliateli a metà, tagliate la polpa a dadini, pelate la cipolla e tritatela grossolanamente. Riunite i tre ingredienti in una terrina e aggiungete una vinaigrette ottenuta emulsionando 1 presa di sale con il succo di un limone e 2 cucchiai d’olio. Unite le foglie e i rametti di menta e coriandolo, tritate grossolanamente.
Lasciate insaporire per mezz’ora. Disponete in un piatto e guarnite con foglie di coriandolo. Servite per accompagnare il chourba.

Lo Sapevate Che: La vita va rispettata. Anche alla sua fine...



Quando Si Parla di “fine vita” una delle immagini che mi torna più spesso alla mente è quella di una ragazza giovane con un gran sorriso, il viso incorniciato da una folta chioma di capelli neri. A fare da contraltare a questa immagine così piena di vita c’è lo sguardo sempre assorto e determinato del padre, Beppino, che abbiamo imparato a conoscere da quando, nel 1999, ha intrapreso una battaglia di libertà e dignità per quella sua unica figlia, condannata da un grave incidente stradale a trascorrere il resto della sua esistenza in stato vegetativo. Ho letto e ascoltato spesso le sue parole e, tutte le volte, mi hanno lasciato un nodo alla gola al pensiero del doppio dolore che quest’uomo, insieme alla sua famiglia, ha vissuto. Alla sofferenza per la consapevolezza che quel sorriso sarebbe diventato un indimenticabile ricordo, si è aggiunta quella di vivere in un Paese che lo privava degli strumenti necessari a garantire per sua figlia la “fine” che lei stessa, come hanno dimostrato le testimonianze di chi la conosceva, riteneva per sé più dignitosa: la sospensione di ogni forma di terapia. La storia di Eluana Englaro, quelle di Piergiorgio Welby, Giovanni Nuvoli, Dj Fabo e migliaia di altre meno conosciute, ma altrettanto degne di considerazione, sono lo specchio di un Paese vittima da anni della ricerca di un compromesso politico sul fine vita, incapace perfino di regolare il cosiddetto testamento biologico. Mentre la politica, in Parlamento, era paralizzata da veti incrociati, il tema è stato delegato ai Tribunali che, investiti di casi spesso strazianti, si sono trovati a essere “legislatore” loro malgrado. Ma, nel nostro sistema, sola la legge può dettare la regola generale e astratta valida per tutti. Im sua mancanza vige l’incertezza. Le condotte, le scelte e la libertà di decidere di ciascuno di noi sono rimesse alla sorte, alla sensibilità di chi ci è vicino nei momenti di massima fragilità e alle scelte del magistrato eventualmente coinvolto. Norme che assegnano un valore legale e vincolante alle volontà del paziente sono ampiamente diffuse in Europa e nel mondo. Recentemente, insieme ai Senatori a vita Mario Monti, Renzo Piano e Carlo Rubbia, ho lanciato un appello per sollecitare la politica su questo tema, che ha a che fare con la difesa dello spazio di libertà incomprimibile che appartiene a ognuno di noi. Sull’accanimento terapeutico e il fine vita, anche Papa Francesco ha riconosciuto nel paziente, capace e competente, il soggetto che giudica l’effettiva proporzionalità delle cure proposte dal personale medico. L’approvazione del disegno di legge sul testamento biologico da parte della Camera dei deputati è arrivata nel maggio scorso, a valle di un intenso lavoro di cui non si deve fare carta straccia. Per più di cinque mesi quel testo è rimasto impantanato in Senato, tra i rinvii e le migliaia di emendamenti in Commissione Sanità, per poi essere “sbloccato” e rimesso nelle mani dei Capogruppo che, mentre scrivo, stanno decidendo se e quando calendarizzarlo in Aula. Mentre il resto del mondo sviluppato discute ormai delle forme di regolazione dell’eutanasia. tema più controverso, ma ugualmente sentito da una maggioranza della popolazione, come testimoniano drammaticamente le decine di persone che ogni anno partono dall’Italia per accedere al suicidio assistito in Svizzera – il nostro Paese potrebbe restare orfano, se non si approfitta degli ultimi scampoli di questa legislatura, di quella che è ormai la soglia minima del diritto fondamentale all’autodeterminazione.
Elena Cattaneo – Opinioni – Donna di La Repubblica – 2 dicembre 2017 -

mercoledì 6 dicembre 2017

Lo Sapevate Che: La festa di san Nicolò, tradizioni, ricette...



Per La Festa Di San Nicolò  

La sera del 5 dicembre i bambini nel mondo prima di andare a dormire, preparano calze e scarpe, perché nella notte “San Nicolò” distribuirà nelle calze e nelle scarpe tante cose buone.
San Nicolò, fu Vescovo di Mira, nato a Patara nella Lisia (Asia Minore). Morì nell’anno 350.
La leggenda racconta i fatti che fecero nascere l’usanza dei doni. Si racconta che San Nicola venne a sapere che tre povere bimbe della sua città, sarebbero state vendute come schiave, perché la loro famiglia, molto povera, non era in grado di dare loro una dote per poter essere sposate. San Nicolò, di notte, andò a casa delle bimbe e mise sulla finestra tre sacchetti pieni d’oro.
E’ ricordato per il suo grande amore per i bimbi, per i fanciulli, per soccorrere infelici e derelitti, per chiunque si trovi in circostanze sfavorevoli. E’ patrono dei marinai.
In altre Nazioni europee è ricordato con delle cerimonie. In Olanda il 6 dicembre nelle strade di Amsterdam, lo rappresenta un personaggio che distribuisce dolci ai bimbi, accompagnato da un servo nero, chiamato Zwarte Piet.

Ricette Speciali per il giorno di San Nicolò  


Dolce Di Riso E Biscotti Per San Nicolò’

Per la torta:

200 gr di buon riso, ¾ di lt di latte, 6 uova, il succo di 3 arance, ½ lt  di vino bianco secco, 220 gr di zucchero, 300 gr di frutta sciroppata a vostro piacimento.

Far cuocere il riso in una casseruola per 10 minuti nel latte, scolarlo, se necessario e lasciarlo raffreddare mettendolo in una terrina. Unire il succo delle arance, la metà del vino bianco e 80 g di zucchero e due uova. Scolare molto bene la frutta sciroppata, ridurla a dadini e aggiungerla al composto preparato. Mescolare il tutto delicatamente con l’aiuto di un cucchiaio di legno. In una pirofila rotonda preparare il caramello: mettere nella pirofila 60 gr di zucchero e spruzzarlo con un po’ d’acqua- mettere  uno spargi fiamma sulla fiamma del gas e appoggiarvi la pirofila. Mescolare con un cucchiaio di legno sin quando il caramello sia diventato biondo, con l’aiuto di due presine far girare da tutte le parti il fondo finché la pirofila ne sia tutta ricoperta. Unirvi il composto di riso preparato e livellare la superficie. Far cuocere in forno preriscaldato a 180°per 45 minuti. Rovesciare il dolce su un piatto di portata.
Mescolare i 4 tuorli con 80 gr di zucchero sino ad ottenere una crema spumosa, unire poco alla volta sempre mescolando il vino bianco. Poi fare cuocere lo zabaione a bagnomaria mescolandolo in continuazione, farlo raffreddare. Cospargere con lo zabaione il dolce e lo zabaione avanzato, servirlo a parte.

Per i biscotti:

500 gr di farina, 250 gr di burro ammorbidito, 250 gr di zucchero di canna, 1 bustina di lievito vanigliato, 1 bicchiere di latte a temperatura ambiente, un composto formato da: 1 cucchiaino di cannella in polvere, 1 cucchiaino di noce moscata grattugiata, 1 cucchiaino di semi di anice pestati o macinati, 1 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere, un pizzico di sale, ½ cucchiaino di pepe bianco macinato, 1 cucchiaino di zenzero in polvere. 

Nella ciotola del mixer elettrico, mescolare lo zucchero con il burro, aggiungere il latte e lavorare ancora un po’, aggiungere piano piano la farina a cui avrete mescolato accuratamente tutte le droghe e la bustina di lievito. Lavorare sino a che il composto abbia formato una palla. Su di un piano di lavoro infarinato, stendere la pasta ad uno spessore di 1 cm. Usando possibilmente della taglia biscotti a forma natalizia, tipo stelline, babbi, pini, casette ecc., o in mancanza delle forme geometriche varie, ricavare dalla pasta i biscottini. Cospargerli con le mandorle tritate e appoggiarli sulla placca del forno, ricoperta con carta da forno. Infornare a 180° per 7 minuti e altri 15 minuti a 150°, fin che siano coloriti in superficie. Toglierli dal forno e sistemarli ad asciugare su una gratella.