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mercoledì 1 marzo 2017

Speciale: Mercoledì delle Ceneri: Finisce il Carnevale, inizia la Quaresima...



 Proverbio Del Giorno
Gennaio ingenera, febbraio intenera, marzo imboccia.

Aforisma Del Giorno
Ama e tieni amico colui che, quando tutti se ne andranno, non ti abbandonerà, ne permetterà che, alla fine, tu abbia a perire. Che tu lo voglia oppure no, dovrai un giorno separarti da tutti; tienti dunque stretto, in vita e in morte, a Gesù, e affidati alla fedeltà di lui, che solo ti potrà aiutare allorchè gli altri ti verranno meno. (T. da Kempis)

Con l’espressione Mercoledì delle Ceneri ( o Giorno delle Ceneri), si intende il mercoledì precedente la prima domenica di Quaresima che, nelle chiese cattoliche di rito romano e in alcune comunità riformate, coincide con l’inizio stesso della quaresima, periodo in preparazione della Pasqua cristiana.
Nella giornata delle Ceneri, tutti i cattolici dei vari riti latini, sono tenuti a far penitenza ed a osservare il digiuno o astinenza dalle carni.

In questo giorno il rito cattolico consiste nello spargere un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte dei fedeli, per ricordare loro la caducità della vita terrena e per spronarli all’impegno penitenziale della Quaresima. In questo rito si pronuncia una formula di ammonimento. Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai.

Menù di Mercoledì Delle Ceneri

Farinata Di Ceci
Per 4 persone

250 gr di farina di ceci, un pizzico di sale e di pepe, 2 cucchiai d’olio. Pangrattato e olio per la teglia. Olio, sale e pepe.
Mettere la farina in una ciotola, aggiungere un pizzico di sale e di pepe e 2 cucchiai d’olio. Versare dell’acqua a filo, mescolare con un cucchiaio di legno sino a quando la farina sia completamente sciolta e la densità della composizione abbastanza liquida. Lasciare riposare per un paio d’ore.
Ungere la teglia del forno con abbondante olio e spolverare la sua superficie con del pangrattato. Preriscaldare il forno a 200°. Girare ancora un po’ la preparazione, e versarla nella teglia. Mettere nel forno preriscaldato per circa 20-25 minuti.
Estrarre la teglia, lasciare qualche secondo in attesa. Tagliare a pezzi la farinata che ogni commensale condirà ancora con olio, sale e pepe, secondo il proprio gusto.

Bucatini con Melanzane e Acciughe
Per 4 persone

400 gr di bucatini, 500 gr di acciughe, 6 foglie di salvia, uno spicchio d’aglio, 4 acciughe, ½ bicchiere di vino bianco, 2 melanzane lunghe, un pizzico di peperoncino, 2 cucchiai di pangrattato e 2 di pecorino grattugiato, olio q.b.

Pulite 500 gr di acciughe, sciacquarle e asciugatele con un foglio di carta assorbente da cucina.
Scaldate in una larga padella ½ di olio con 6 foglioline di salvia spezzettate e uno spicchio d’aglio schiacciato, unite le acciughe, una presa di sale e mezzo bicchiere di vino bianco e cuocete per 5 – 6 minuti.
Nel frattempo tagliate a fettine sottili le due melanzane lunghe, passatele nella farina e friggetele in abbondante olio, scolatele, salatele leggermente e tenetele al caldo. Cuocete 400 gr di bucatini, scolateli al dente e versateli nella padella delle acciughe, mescolate per un minuto, insaporite con un pizzico di peperoncino e spegnete. Disponete su un grosso piatto resistente al calore le fette di melanzane e sistematevi sopra i bucatini con le acciughe, distribuitevi due cucchiai di pangrattato e due di pecorino grattugiato e fate gratinare sotto il grill del forno per qualche minuto.

Baccalà al Prezzemolo
Per 4 persone

2 filetti di baccalà già bagnato per circa 800 gr, 1 limone non trattato, un ciuffo di prezzemolo, 1 spicchio d’aglio, olio, sale. Patate lesse per contorno.

Togliere accuratamente le lische del pesce e ritagliare dei pezzi regolari e alti dai filetti. Tuffarli per 3 minuti in acqua bollente, scolarli e asciugarli. Adagiare i pezzi in una pirofila unta con olio, in un solo strato e versarvi sopra ancora 3 cucchiai d’olio. Cospargere la superficie con sale e coprire il tutto con carta di alluminio. Mettere in forno preriscaldato a 190° per 15 minuti. Poi togliere la carta di alluminio e lasciare ancora in forno per 10 minuti, irrorando ogni tanto con il fondo di cottura.
Preparare il battuto con il prezzemolo mondato, un po’ di scorzetta del limone grattugiata e distribuire sopra i filetti di pesce. Servire subito con il limone tagliato a fettine sottili e contorno di patate lesse.

Dessert al Latte
Per 4 persone

1 lt di latte intero fresco, 1 bustina di vanillina, 3 uova, 180 gr di zucchero semolato, il succo di ½ limone, 250 gr di amaretti duri tritati, burro per lo stampo.

In una casseruola portare a ebollizione il latte con la bustina di vanillina. Lasciare poi intiepidire il liquido.
In una ciotola lavorare le uova con lo zucchero con una frusta, sino ad ottenere un composto spumoso e morbido, aggiungervi il latte a filo e lasciare riposare il composto per circa 2 ore, togliendo la schiuma che si formerà in superficie. Unite quindi il succo di limone e gli amaretti, amalgamando delicatamente il tutto. Imburrare uno stampo da budino e versarvi il composto.
Fare cuocere a bagnomaria per 20 minuti in forno preriscaldato a 180°. Servire il dessert tiepido.

Diversamente, per questa giornata lasciamo riposare il nostro corpo e: Digiuniamo!

Lo Sapevate Che: Il posto fisso logora chi non ce l'ha...



Fino A Tre Anni Fa avevo un posto fisso, un contratto a tempo indeterminato, un badge aziendale, una postazione in un open space. Ero stata assunta 18 anni prima e pensavo che, in quell’open space, avrei raggiunto la pensione. Arrivati alla maggiore età, sono pochi i lavori capaci di entusiasmare ancora, eppure quel senso d’ineluttabile appartenenza era rassicurante. Tuttavia le mie certezze pensionistiche si infransero un martedì mattina di fine ottobre, quando la mia capa mi convocò. “Cara Elasti”, disse con tono forzatamente distaccato, “la società lancerà a breve un piano di esuberi volontari. È necessario che tre persone lascino spontaneamente l’azienda”. Mi si chiuse lo stomaco. “Ci chiedevamo se magari tu…ecco, fossi interessata a…: La sua voce s’incrinò impercettibilmente. “Interessata a?” domandai, perché non avevo capito o forse avevo capito benissimo, ma avevo bisogno di parole precise. “A dare le dimissioni”. Impallidii. “Non devi rispondere subito. Hai una settimana per pensarci, E puoi anche dire di no”. “Questa è l’occasione per cercare nuove strade che ti somigliano di più”, mi dicevano i miei affetti e la mia coscienza. Invece io piagnucolavo derelitta, offesa e spaventata. Non mi capacitavo che, dopo 18 anni di cammino professionale insieme, qualcuno potesse dirmi: “Ehi, è stato bello. Ora però, cortesemente, spostati da qui”. Mi mancò il coraggio per accettare e affrontare una promettente e terrificante incertezza. Dissi: “No, grazie”, consapevole che, in quell’open space, avrei comunque avuto i giorni contati. Alcuni mesi dopo trovai la forza e una valida, seppur precaria, alternativa. Lasciai il posto fisso che mi aveva accolto ragazzetta e mi aveva visto crescere. Sono passata al lato oscuro del mondo del lavoro: oggi ho una partita Iva e un domani incerto. Faccio varie cose, per la maggior parte divertenti. Spero di non ammalarmi e difendo, dai feroci attacchi dei miei figli, la piccola trincea-studio che mi sono ritagliata accanto alla mia camera da letto. Con il senno di poi sono grata a quel lavoro maggiorenne per essersi accorto prima di me che non eravamo più fatti l’uno per l’altra. Qualche settimana fa tuttavia ho visitato la sede italiana di una multinazionale. Ho incontrato un gruppo di donne (operaie, impiegate, ingegnere, dirigenti). Mi hanno mostrato uffici, catena di montaggio, laboratori, mensa. Le ho ascoltate mentre raccontavano del loro lavoro.  Parlavano di turni, badge, ferie pagate e soprattutto un senso di appartenenza orgogliosa, uno spirito di gruppo, un cameratismo solidal, Erano contente e grate di quello che avevano e che erano. “Qui stiamo bene”, dicevano, Improvvisamente mi sono ricordata di un tempo in cui anch’io mi sentito parte di un tutto. Anch’io pranzavo insieme a colleghi che erano famiglia. Anch’io mi sentivo garantita, protetta, destinata a un cammino comodo e segnato, seppure prevedibile e a tratti noioso. Ho avuto nostalgia della macchinetta del caffè, degli orari, dei riti, della complicità, dello scudo di un marchio da anteporre al proprio nome. Mi sono sentita sola e priva di reti. Ma non tornerei indietro. E non solo perché il posto per me non c’è più. Oggi sono più libera e felice di allora. Eppure quella riga dritta e invalicabile tra i lavoratori garantiti e quelli che non lo sono è una misura tangibile della disparità di trattamento e tutele tra chi è dentro echi è fuori. È un muro che, come molti muri, non dovrebbe esistere.
Claudia de Lillo – Opinioni – Donna di Repubblica – 18 febbraio – 2017 -

Lo Sapevate Che: Ma l'Europa che cos'è?...Uno sito scommesse...



Volete sapere tutto sul Vecchio Continente? Chiedete agli allibratori. Si può scommettere su tutti i paesi. Estratto semplice, ambo, terno, nel peggiore dei casi tombola. Un anno decisivo, se non fosse sospetto che lo dicano sempre tutti. Capitale mio capitale, dove ti metto? Lavoro mio lavoro, dove ti levo? Sui social dichiarazioni a pioggia, ma poi ritwittano tutti. Mi raccomando, fate piano che il premier sta votando. Ma no, ha avuto un momento di fermezza, poi riparte. La nuova democrazia sono le urne elettorali su cui è scritto “suggerimenti”. No, podemos, we can, we gatt, may day may day. Per uscire dall’Europa c’è la fila. Anche per entrare. Risse fra chi vota e chi no. Ragazzi. Due o tremila anni buttati via, ma nella differenziata. Coraggio, scommettete, se non avete soldi c’è sempre il mutuo.
Massimo Bucchi – Sottovuoto – Il Venerdì di Repubblica - 24 febbraio 2017 -