Etichette

domenica 2 ottobre 2016

Pensieri: Saluto...



…I giocattoli più belli di tutti i bambini vengono chiamati NONNI! Auguri, buona Domenica a Tutti ♥

2 ottobre: FESTA DEI NONNI
Auguri a tutti i nonni del mondo!!!

Speciale: Carrellata di Antipasti!...



Frittatine con Peperone e Rucola
Per 4 persone

4 uova, 40 gr di latte intero, 40 gr di farina bianca, olio evo, sale.
Per farcire: ½ peperone rosso, 150 gr di mascarpone, un ciuffo di rucola, 2 cucchiai di parmigiano grattugiato, sale pepe. 
Per guarnire: un ciuffetto di erba cipollina

Preparare una pastella sbattendo le uova insieme alla farina e al latte e a un pizzico di sale. In una padellina fare scaldare 2 cucchiai d’olio e versarvi delle piccole quantità di pastella, in modo da ottenere delle frittatine sottilissime.
Pulire e tritare la rucola. Tagliare a cubetti il mezzo peperone (pulito e privato dai semi). In un recipiente mescolare il mascarpone con il parmigiano, il trito di rucola e il peperone, in modo da ottenere un morbido impasto.Salare e pepare.
Farcire le frittatine con l’impasto e arrotolarle chiudendole con un filo di erba cipollina e servite.

Dadi di Caciocavallo all’Ananas
Per 4 persone 

250 gr di caciocavallo, 2 fette di ananas, un uovo, un porro, maizena 1 cucchiaio, Grappa 2 cucchiai, olio evo, sale pepe.
Per la Salsa: 4 cucchiai di brodo vegetale, un cucchiaio di zucchero, un cucchiaio di maizena,1 cucchiaio di cognac, 1 cucchiaio di aceto bianco.

Tagliare il caciocavallo a cubetti e metterlo a marinare per ¼ d’ora in un composto di Grappa, maizena, uovo, sale e pepe.
Pulire e lavare il porro e tagliarlo a striscioline (non la parte verde), e ridurre a cubetti le fette di ananas.
Preparare la salsa mescolando tra loro gli ingredienti.
In un wok, fare scaldare 2 cucchiai d’olio evo e saltatevi i cubetti di caciocavallo per un paio di minuti, mescolando con una paletta di legno . Poi kasciatelo scolare su carta assorbente da cucina.
Nel mentre fate saltare nello stesso wok l’ananas e il porro, mescolando continuamente. Aggiungere la salsa preparata e lasciatela addensare per circa 1 minuto. Unire infine il caciocavallo, mescolate per un minuto e servire subito ben caldo. Delizioso!

Crostatine di Speck, Mela e Cren
Per 4 persone

20 fettine di Baguette, Radice di Cren, una mela verde, un dl di yogurt, un dl di panna, il succo di ½ limone, sale e pepe.
Per guarnire: gr 200 di Speck
Pulire e grattugiare la radice di cren.
Sbucciare la mela, aprirla, togliere il torsolo e tritarla.
Riunire mela e cren in un recipiente, mescolare e bagnare con il succo del limone. Aggiungere lo yogurt e la panna sempre mescolando e regolare di sale e pep.
Spalmare infine la crema sulle fettine di baguette e guarnire ciascun crostino con una falda di speck arrotolata e servire.

Limoni Farciti
Per 4 persone

4 grossi limoni non trattati, 150 gr di tonno sott’olio, sgocciolato, un vasetto di maionese, 1 patata, 1 carota, 1 gambo di sedano tenero, 50 gr di fagiolini verdi, 50 gr di piselli in scatola, uno spicchio d’aglio, 6 steli di erba cipollina.

Pulite e lavate le verdure.
Tagliate a piccoli cubetti la patata, la carota ed il sedano.
Spuntate e tagliate a pezzettini i fagiolini.
Cuocete a vapore per circa 10 minuti le patate e i fagiolini con lo spicchio d’aglio intero. Fate raffreddare, sbucciate l’aglio, schiacciatelo a purea e incorporatelo alla maionese con l’erba cipollina tagliuzzata fine.
Lavate e asciugate i limoni. Tagliate la calottina superiore e scavarli delicatamente con un coltellino affilato, lasciando dentro solo uno strato sottile di polpa. Sgocciolate il tonno e sbriciolatelo.
Mescolate alla maionese i cubetti di verdura, aggiungete i piselli sgocciolati ed il tonno. Riempite i limoni. Ricoprite i limoni con le loro calottine e conservateli al fresco sino al momento di servirli.

Bignè Gran Chef
Per 4 persone

Per i bignè: 50 gr. di burro, una presa di sale, gr. 100 di farina, 1 cucchiaio di maizena, 4 uova, burro.

Per il ripieno: 100 gr. di formaggio cremoso, 4 cucchiai di panna acidulata con qualche goccia di limone, 1 cucchiaio di erbe aromatiche miste, 2 tuorli di uova dure, pepe;

Per decorare: alcune foglie di insalata mista.

Preparate i bignè: in un tegame portate ad ebollizione ¼ di lt. di acqua con burro e sale. Aggiungete la farina e la maizena in una sola volta e mescolate finché l’impasto si stacca dalla parete del recipiente. Togliere il tegame dal fuoco e unire, uno dopo l’altro, le uova, mescolando. L’impasto deve risultare denso.
Riempite una siringa da pasticciere con l’apertura a stella e formate i bignè su una piastra imburrata. Passate in forno caldo a 180° per circa 15 – 20 minuti. Poi lasciateli raffreddare e divideteli a metà orizzontalmente.
Per il ripieno:
lavorate il formaggio con la panna acidulata, le erbe, i tuorli duri delle uova schiacciate con i rebbi di una forchetta e il pepe. Riempite con questo composto una siringa da pasticciere e distribuirlo sulla metà inferiore di ogni bignè, coprendoli con il suo coperchio.
Metteteli su un piatto da portata, disponendo qua e là, foglioline di insalata riccia.
Semplicemente deliziosi!...

Lo Sapevate Che: Elefanti e polpi non capiscono? Errore: siamo noi a non capire loro



Il polpo venato dell’Indonesia è capace di prendere pezzi di noce di cocco e usarli come corazza per spostarsi in sicurezza. Le ghiandaie, dopo aver naso un vermetto sottoterra, gli cambiano posto se qualche loro simile le osserva con occhi indiscreti. Le cornacchie della Nuova Caledonia creano uncini con dei rametti per stanare pesci nascosti nelle crepe degli scogli. “Sono scoperte recenti, che avvicinano il momento in cui dovremo chiedere scusa agli animali: siamo così convinti della superiorità dell’uomo che abbiamo sottovalutato le loro particolarissime e diverse intelligenze, evolute  a partire  dai loro corpi e dai problemi specifici posti dalla natura”. Lo sostiene con passione l’etologo olandese Frans de Waal, autore del saggio Siamo così intelligenti da capire l’intelligenti da capire l’intelligenza degli animali? (Raffaello Cortina ) che presenterà il primo di ottobre al festival Torino Spiritualità. “Prendiamo il caso degli eleganti: li ritenevamo incapaci di usare utensili, perché fallivano in ogni test nel quale una banana veniva lasciata sul territorio a poca distanza dalla gabbia, ma al di fuori della portata della proboscide, e accanto a loro era posato un bastone con cui avrebbero potuto raggiungere il frutto”.. Poverini – si pensava – non capiscono il problma. “In realtà erano gli etologi a non capire l’elefante” osserva De Waal. “Solo di recente si è dato il giusto peso al fatto che la proboscide, pur essendo in un certo senso la”mano” dell’elefante, è allo stesso tempo il suo organo olfattivo. Perciò, quando l’elefante afferra un bastone, perde momentaneamente il senso dell’olfatto, e non riesce più a localizzare la banana” Era  quindi il test, così impostato, a essere poco intelligente. “In un più recente esperimento si è appesa una banana in cima al recinto, piazzando vicino all’elefante diversi bastoni e una robusta cassa di legno: L’animale ha ignorato, è   vero, i bastoni, ma solo perché ha spinto in linea retta la cassa fino a portarla sotto al frutto, ci è salito sopra con le zampe anteriori e con la proboscide ha preso la banana. E pensare che il primatologo Benjamin Beck aveva indicato, inascoltato, il corretto modo di procedere già nel 1967, quando – nello stesso tipo di esperimento – riabilitò l’intelligenza dei giubboni: i soli, tra le scimmie antropomorfe, a non afferrare e usare il bastone per raggiungere la banana. Erano forse meno perspicaci di scimpanzé e oranghi? “Non per questione di cervello, ma di mano: quella dei giubboni, arboricoli a tempo pieno, ha il pollice solo parzialmente  opponibile, ed è usata quasi solo come “uncino” per appendersi ai rami” spiega De Waal. “Nel mondo soggettivo del gibbone, le cose non si raccolgono da terra, ma si afferrano dai rami. Intuendolo, Beck ridisegnò il test: per raggiungere la banana, appesa in alto, il gibbone avrebbe dovuto tirare degli spaghi pendenti a mezz’aria. E lo fece con successo”.
Dedo Tortona – Scienze – Il Venerdì di Repubblica – 23 settembre  - 2016 

Lo Sapevate Che: Libera canna in libero Stato...



L’Italia ha da poco una legge sulle unioni civili, una legge incompleta e arrivata fuori tempo massimo. Qualcuno dirà “eppure, finalmente, è arrivata” invitandomi magari a considerare il bicchiere mezzo pieno. Io però con questa maggioranza al governo non riesco a pensare che si possa osare molto di più di così  e mi riferisco soprattutto alla proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis avanzata dall’intergruppo parlamentare guidato da Benedetto Della Vedova e sostenuto da tutte le forze politiche, ma osteggiato da molti, moltissimi parlamentari. Stilare l’identikit di coloro che ostracizzano leggi che portano progresso e che renderebbero la nostra società più evoluta non è cosa difficile. Si tratta mediamente di politici che fanno della propria vita privata fonte di inesauribili aneddoti che a ritenere questa legge o quell’altra inadatta per il nostro Paese. Non vorrei mai per mio figlio, per i miei nipoti, per i miei genitori…I nostri ragazzi non dovrebbero poter accedere…Quando ero ragazzo ricordo i miei coetanei… Non è così che si sta in Parlamento e che si ricoprono cariche politiche, non è l’esperienza familiare che può portarci a ritenere la cannabis una sostanza da legalizzare o da lasciare nelle mani delle organizzazioni criminali. Quello che dovrebbe guidare i politici nelle loro dichiarazioni pubbliche e nelle loro decisioni in Parlamento dovrebbe essere approfondimento e studio, le consulenze di esperti ele statistiche. E invece sentiamo Beatrice Lorenzin parlare dei “nostri ragazzi” che a undici anni, se si legalizzasse la cannabis, potrebbero liberamente avervi accesso. Lorenzin ignora che oggi non i “suoi ragazzi”, ma i figli di altre madri e ad altre latitudini la cannabis la spacciano, manovali dei clan. E Binetti dire “penso che uno Stato democratico non si possa permettere il lusso di liberalizzare ciò che provoca i danni alla salute dei cittadini” fingendo di non sapere che la legalizzazione e la tossicodipendenza sono prima di tutto un problema di salute pubblica che pesa sulle casse dello Stato. Fingendo di ignorare che i danni provocati da alcol e tabacco sono di gran lunga superiori a quelli che crea oggi e che creerebbe la cannabis se legalizzata. E questi stessi politici (con Binetti e Lorenzin ci sono Gasparri, Lupi, Giovanardi) sono contrari alla legalizzazione del fine vita (qui posso forse annoverare anche la ministra Madia che, in una memorabile ospitata da Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche disse che preferiva alla regolamentazione la “zona grigia” in cui sono i familiari a decidere senza troppo clamore); sono contrari alle stepchild adoption, erano fautori della legge 40 sulla procreazione assistita, legge tremenda smontata dal loro di avvocati e giudici che hanno a cuore il progetto del nostro Paese più di molti politici. Sono anche quelli che parlano di divorzio e aborto come di conquiste che se fossero perse tutto sommato sarebbe un bene per la società e la famiglia. E qui torno alle prime righe di questo scritto: un Paese che ha partorito una legge sulle unioni civili dopo tanto dibattere, una legge otracizzata a lungo e monca, una legge da cui sono state eliminate le stepchild adoption è un Paese in cui manca una politica progressista, che in teoria sarebbe appannaggio della sinistra, ma che accompagnata da un’attitudine responsabile potrebbe appartenere a ogni parte politica. Ecco, l’invito è a mostrare responsabilità e a fare per una volta quello che è davvero meglio per il Paese e non quello che conviene al calcolo elettorale.
Roberto Saviano – Battaglie Diritti civili – L’Espresso – 25 settembre 2016 -

sabato 1 ottobre 2016

Pensieri: Saluto...



Buona serata a tutti, ciao♥
Non ho più dubbi.
In quel sorriso c'è il senso di tutto quello che sto cercando
~A.D'Avenia ~

Pensieri: Saluto...

 Buon Pomeriggio a tutti, ciao ♥
Antonio Curnetta Pensieri&Parole
Se la poesia è l'arte di esprimere le emozioni,
non c'è poeta più raffinato del nostro corpo.
I gesti a tratti si fanno versi.
Antonio Curnetta