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sabato 1 ottobre 2016

Pensier: Saluto...



Buon Pranzo a tutto, ciao!♥

Il sentimento non è mai Parola
e nemmeno Pietà, ma solamente
un grazie della Vita che domanda
se l'Amico sia vero o solo un Sogno.
Alda Merini
Photo ©Danila Neroznak

Pensieri: Saluto...



Buongiorno a tutti! Buon inizio di Ottobre e buon Sabato, ciao♥

https://www.facebook.com/images/emoji.php/v5/uac/1/16/2665.png♥...Una rosa blu che non va più via
dolce e un po' perversa come un po' diversa
è la tua fantasia
una rosa blu come non ce n'è
ma una cosa rara sono io stasera...

Speciale: Piatti Unici!...



Agnolotti del Plin, specialità Piemontese
Per 6 persone

Per la pasta: 500 gr di farina, 4 uova, 1 tuorlo d’uovo, 1 cucchiaio d’acqua calda, olio, sale.

Per il ripieno: 100 gr di polpa di vitello o manzo, 100 gr di polpa di coniglio, 100 gr di lonza di maiale, 50 gr di riso, 100 gr di spinaci, 25 gr di burro, 2 cucchiai d’olio, ½ cipolla, ½ gambo di sedano, ½ carota, ½ porro, 1 scalogno, rosmarino, salvia, timo, alloro, 3 dl di brodo, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, 1 uovo, 50 gr di parmigiano grattugiato, latte, noce moscata, sale e pepe.

Per il condimento: 100 gr di burro, rosmarino, salvia, timo, prezzemolo, basilico, 1 spicchio d’aglio, 1 scalogno.

Preparare il condimento: lavare le erbe aromatiche, lo scalogno e l’aglio, puliti e tagliati a metà. Racchiudere il tutto dentro una garza e cucirla. Mettere la garza in una scodella, irrorarla con il burro, precedentemente fuso e lasciarlo in infusione per alcune ore.
Preparare la pasta: setacciare la farina, disporla a fontana, mettervi al centro le uova, il tuorlo, l’acqua, l’olio, un pizzico di sale e lavorare gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico, avvolgerlo in un foglio di pellicola trasparente e farlo riposare in frigorifero per un’ora.
Nel frattempo preparare il ripieno: pulire gli spinaci, lavarli, farli scottare in acqua salata in ebollizione, scolarli e strizzarli.
Spuntare e raschiare la carota, privare il porro delle radici, delle foglie esterne e della parte verde più dura, sbucciare la cipolla e lo scalogno, privare il sedano dei filamenti, lavare gli ortaggi e tagliarli a pezzetti, tritare lo scalogno.
In una casseruola far scaldare 2 cucchiai d’olio il burro, aggiungere il mazzetto nella garza scolato dal burro, la carne di vitello, di maiale e di coniglio divisa a pezzi, far rosolare finché risulteranno dorati da tutte le parti, unire gli ortaggi a pezzetti, lo scalogno tritato, farli rosolare brevemente, insaporire con sale e pepe, versare il vino bianco e lasciarlo evaporare. Unire il riso, farlo tostare per 2 minuti, aggiungere un poco di brodo bollente e continuare la cottura per 20 minuti circa aggiungendo di tanto in tanto un poco di brodo.
Aggiungere gli spinaci, togliere dal fuoco e fare raffreddare.
Eliminare la garza con i gusti, tritare finemente il composto, metterlo in una terrina, aggiungere l’uovo, il formaggio grattugiato, un pizzico di sale, di pepe, di noce moscata e mescolare bene tutti gli ingredienti, aggiungendo, se necessario, latte a sufficienza ad ottenere un impasto omogeneo.
Stendere la pasta in una sfoglia sottile, disporre il ripieno a mucchietti nel senso della lunghezza, ripiegarvi sopra la pasta, pizzicottare con due dita e tagliare gli agnolottini con la rotella. Distribuirli sulla spianatoia infarinata e farli asciugare un poco. Far cuocere gli agnolottini in abbondante acqua salata in ebollizione, scolarli al dente e condirli con il burro alle erbe scaldato in un tegamino a parte. Deliziosi!

Ravioli Russi, ricetta Russa
Per 4 persone

400 gr di farina, 375 gr di yogurt magro, 250 gr di ricotta, 1 tuorlo d’uovo, 50 gr di parmigiano grattugiato, 50 gr di parmigiano grattugiato, 100 gr di mascarpone, 50 gr di burro, sale e pepe.

Impastate la farina con 250 gr di yogurt e sale. L’impasto dovrà risultare morbido che si possa spianare, se necessario aggiungere altra farina.
Lavorate gr 250 di ricotta con un tuorlo, 50 gr di parmigiano grattugiato, sale e pepe. Stendete la pasta, collocate piccole quantità dell’impasto preparato e ricoprite con altra pasta, ritagliando dei ravioli rotondi.
Lessateli in acqua bollente salata per 5 minuti, scolateli e metteteli in una pirofila imburrata. Copriteli con una crema preparata con 100 gr di mascarpone, 125 gr di yogurt e 50 gr di burro.
 Cuocete in forno preriscaldato a 220° per 5 minuti.

Canederli del Trentino alle Prugne
Per 4 persone

500 gr di patate, 130 gr di farina bianca, 2 tuorli d’uovo, una noce di burro, 12 prugne secche denocciolate, 60 gr di zucchero, 30 gr di pangrattato fatto tostare, 1 chcchiaino di cannella in polvere, qualche scorzetta di limone e arancio canditi, 60 gr di burro, sale.

Far bollire le patate con la  buccia per circa 25 minuti. Passarle con lo schiacciapatate facendo cadere la polpa in un terrina, incorporarvi la noce di burro fuso, la farina, i tuorli d’uovo, un pizzico di sale. Lavorare a lungo l’impasto con le mani sino ad ottenere un impasto compatto. Dividerlo in 12 porzioni, formando delle polpette, appiattirle leggermente e disporvi al centro di ognuno, una prugna denocciolata. Richiudere bene la polpetta sigillandola.
In una casseruola portare ad ebollizione dell’acqua salata.
Mettervi le polpette delicatamente e appena vengono a galla, scolarle.
In una padella far fondere i 60 gr di burro, sistemarvi i canederli cospargerli con le scorzette di agrumi tagliate molto sottili, il pangrattato tostato, lo zucchero e la cannella. Fare dorare il tutto e servire nello stesso recipiente di cottura.

Lo Sapevate Che: Frugando nelle tasche si trovano mille risposte...



Ogni Tanto Sui social network si fanno incontri casuali e bellissimi che sono come regali inaspettati. Sulla pagina Facebook di un’amica mi imbatto in un video in cui un famoso scrittore israeliano che si chiama Ergar Keret, seduto su un divanetto color grigio ardesia su uno sfondo color grigio talpa, legge un racconto tratto dalla raccolta All’improvviso bussano alla porta, pubblicata in Italia nel 2012. Nonostante la deprimente scelta cromatica del contorno e una regia spartana e latitante, resto inchiodata allo schermo fino alla fine della lettura, irretita dal potere ipnotico delle parole. Cos’abbiamo in tasca? si chiama il racconto. “Cosa tengo nella tasca?” , domanda l’autore. Un accendino, una pastiglia per la tosse, un francobollo, una sigaretta piegata, uno stuzzicadenti, un fazzoletto, una penna. Oggetti all’apparenza messi lì per caso ma in realtà accuratamente selezionati. Perché se una notte una ragazza dal sorriso incantevole se ne stesse lì, davanti a una buca delle lettere con una busta affrancata in mano, e chiedesse: “Scusa, sai per caso se a quest’ora c’è un ufficio postale aperto?”, tu potresti estrarre dalla tasca il francobollo e regalarglielo e in cambio lei ti regalerebbe uno sei suoi incantevoli sorrisi. E poi tossirebbe, perché a volte anche le ragazze hanno , così tu le daresti la pastiglia. “Ehi, cos’hai in tasca?”, domanderebbe lei, incuriosita. “Ho tutto quello di cui hai bisogno”, diresti tu. E forse è esattamente questo che dobbiamo avere sempre in tasca: la possibilità di essere pronti, all’occorrenza. La lettura  finisce. Lui, l’autore con tutte quelle cose meravigliose nelle tasche, resta lì per un attimo, un po’ stropicciato, senza saper bene che fare, adesso, in mezzo a tutto quel grigio dopo parole così folgoranti. Il video si blocca sul suo imbarazzo. Premo di nuovo il tasto play e poi ancora e ancora una volta. E penso che forse quello che abbiamo nelle tasche, che sono angoli privati, intimi ma anche angusti ed essenziali, parla di noi e della chance che vogliamo dare all’eventualità di dover essere pronti. Quando carico la lavatrice ho imparato a controllare le tasche dei pantaloni delle felpe e delle giacche. Perché, nonostante le raccomandazioni e le minacce, nessuno dei miei figli si ricorda di svuotarle prima di infilare i vestiti sporchi nell’apposita cesta verde in bagno. Mi precipito all’imboccatura di quel pozzo sempre colmo di pedalini, magliette, felpe e biancheria varia. Ne estraggo un paio di jeans sbrindellati, i preferiti di mio figlio minore. Infilo le dita nelle piccole tasche: trovo una minuscola torcia con il logo di una casa farmaceutica stampato  sopra (dove l’avrà raccattata?), una barchetta di carta (solitamente le fa navigare nel bidet), una caramella già u po’ consumata e riavvolta bell’e meglio nella stagnola, un’anonima pietruzza. Direi che c’è tutto quello che gli serve, tutto il meglio da offrire a chi – il bambino del piano di sopra, la ragazzina con le trecce in cortile, il cane dei vicini – fosse casualmente colto nel momento del bisogno. (..). Le mie tasche sono vuote ma ho deciso che da oggi, comincerò a riempirle. Perché anch’io, un giorno, voglio poter rispondere: “Ho tutto quello di cui tu hai bisogno”
Claudio de Lillo – Opinioni – La Donna di Repubblica – 17 settembre 2016 -

Lo Sapevate Che: L'eterno vizietto dei regali agli evasori...



C’era Una Volta lo scudo fiscale . Quello targato Berlusconi Tremonti: garantiva l’impunità agli evasori in cambio di un obolo versato all’Erario. “E’ un riciclaggio di Stato”, tuonarono le opposizioni, che, approdarono al governo, si sono inventate la cosiddetta voluntary disclosure, presentata come l’ultima occasione di mettersi in regola per i furbetti dei soldi all’estero. E invece no. I cancelli che dovevano chiudersi per sempre sono già pronti a riaprirsi per una nuova sanatoria. Con la voluntary bis il governo conta di rastrellare un paio di miliardi, la metà circa di quanto incassato, tra imposte e sanzioni, nell’edizione precedente, conclusa a dicembre del 2015. L’esito di questa nuova operazione è però quanto mai incerto. I capitali in nero con targa italiana abbondano ancora nei paradisi fiscali più esotici, dalle Bahamas(..). E la stessa svizzera nonostante i recenti accordi sullo scambio automatico di informazioni fiscali, custodisce ancora miliardi di euro fuggiti dall’Italia. Il problema però è convincere ad arrendersi anche gli evasori irriducibili. E l’ennesima sanatoria, come quella che sta per varare il governo di Matteo Renzi, non pare esattamente lo strumento giusto per mettere con le spalle al muro chi ancora si tiene stretto il suo conto bancario segreto. Intanto, il clima internazionale è cambiato. Ormai sono davvero pochi gli Stati che offrono protezione ai pirati delle tasse. E lo scandalo dei Panama Papers, svelato anche da “l’Espresso” insieme a un consorzio di giornali di tutto il mondo, ha rafforzato il movimento d’opinione che su scala globale si batte contro la finanza offshore. Insomma, mai come ora ci sono le premesse per dare il via a un’azione efficace e possibilmente definitiva, contro l’evasione fiscale. Renzi invece rinuncia al pugno di ferro. Al posto del bastone, usa la carota della sanatoria nella speranza di rastrellare qualche miliardo per mettere l’ennesima toppa al bilancio dello Stato. Forse, però, non è solo questione di soldi.  “Il Pd non sarà il partito delle tasse, annunciò l’anno scorso Renzi. Un messaggio che va letto in chiave elettorale. In Italia il partito degli evasori vale milioni di voti. E allora, per conquistare consensi, è meglio abbandonare i toni da crociata. Si attacca Equitalia. Si alzano le soglie all’uso del contante. E anche la battaglia finale contro i centri offshore, con l’obiettivo di recuperare una volta per tutte il bottino dei furbetti, può essere rimandata sine die. Meglio lanciare un nuovo salvagente agli evasori. Nella speranza di incassare un paio di miliardi. Forse.
Vittorio Malagutti – Esclusivo -  L’Espresso – 25 settembre 2016 -